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“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH

“Tempo al tempo” è una meravigliosa raccolta poetica scritta da Bruno MOHOROVICH, nato a Buenos Ayres il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia.

Laureato in Sociologia e Lettere, si è sempre occupato di critica cinematografica e didattica del cinema nella scuola; ha collaborato come critico con il settimanale diocesano “La Voce” e con “Umbria Radio” (ex “Radio Augusta Perusia”).

 

“Tempo al tempo” è la sua raccolta poetica che, consiglio anche, ai non addetti ai lavori. Perché? Perché arriva dritta al cuore con semplicità ma con intensità.

Un libro che si snoda in sessanta pagine, numerose le poesie e i temi trattati, quella che m’ha colpito di più è stata la numero 25.

 

<<Mi lascio tenere per mano

uomo muto

nella corsa alla perdizione;

inerte corpo

avvolto nella nebbia

succube ubriaco

della fatalità dei tempi.>>

 

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce quest’opera letteraria?

E’ un lavoro che ho meditato a lungo e che non riuscivo mai a mettere nero su bianco. Sentivo che mi stava lavorando dentro cui, prima o poi, avrei dovuto dare voce decidendomi di confrontarmi con i fantasmi del mio passato, raccontandomi e svelandomi senza falsi pudori. Il momento di affrontare un passato scomodo è – poi- arrivato. La ritrovata serenità dell’animo e la certezza di una lotta – che mi ha visto spesso soccombere – che mi ha visto (ri)sorgere dall’amara terra, mi hanno consentito di guardare e guardarmi, affidando ai versi quello che sentivo. E così una sera, mi è apparso un primo rigo…da lì è partita poi, abbastanza velocemente, tutta la raccolta. L’unica cosa che avevo chiara fin dall’inizio era il titolo: infatti “tempo al tempo” è un’espressione che mi portavo dentro da anni e che ho mutuato dal film “Anonimo veneziano”, un film che appartiene al mio DNA.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ad essere sincero, non è che ho iniziato a scriverlo per lanciare un messaggio a qualcuno; l’esigenza primaria era dare, come ho detto, una risposta a me stesso. Ma poi, ripensandoci, credo che dalle mie poesie contenute in questa raccolta, ci sia l’invito per tutte quelle persone che hanno sofferto o soffrono e che hanno comportato o comportano sofferenza a quanti stavano o stanno loro vicino – la famiglia in primis -, ad affrontare il loro male, a non nascondersi; perché celare un disagio non risolve il problema: lo rimanda e basta o, quantomeno, lo si camuffa fino a quando, alla prima difficoltà, non riemerge. Guardare con onestà verso se stessi, recuperare la propria autostima senza paure o falsi timori, è la via giusta per affrontare nuovamente la vita. Ecco, credo che il messaggio che vorrei fosse recepito è proprio questo: non mentire a se stessi, non serve.

 

Leggi il mio libro perché…

..difficile rispondere…perché è un pezzo di storia di vita raccontata in maniera sincera; sono poesie che rivelano un’onestà di sentimenti senza tanti orpelli e giri di parole. Perché sono versi che rassicurano sull’esistenza di donne e uomini ancora intrisi di paure, emozioni e qualche speranza, e dove ognuno può ritrovare la propria umanità.

 

Progetti futuri?

Intanto sarò presente al salone del libro di Torino, dove presenterò proprio “Tempo al tempo”. Di seguito sono in cantiere nuovi progetti editoriali, quali il desiderio di cimentarmi in un romanzo biografico dove racconto della mia giovinezza attraverso le memorie del cinema. In tempi più ravvicinati, la cura di un’antologia poetica che vuole essere un omaggio alla regione delle Marche, ricordata, evocata nei suoi luoghi e paesaggi attraverso i poeti che la vivono e la cura di una nuova collana di poesie dove darò voce ai poeti dialettali e non, della nostra Italia. ma è già pronta una terza raccolta di poesie. Il titolo? “Mare calmo”.

 

 

“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH, Bertoni Editore,  merita 5 stelle su 5.

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18 RASSEGNA EDITORIA ABRUZZESE

Si terrà dall’uno al cinque dicembre la 18 Rassegna Editoria Abruzzese al Circolo Aternino di Pescara, organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi e patrocinato dalla Fondazione Pescarabruzzo e dall’assessorato alla cultura di Pescara.

#StazioneLetteraria, la rubrica radiofonica nata con gli #autoriemergenti per Radio Godot sarà presente domenica 3 Dicembre per parlarvi IN DIRETTA RADIO di libri, autori e scrittori EMERGENTI.

L’evento oltre la pregevole rassegna editoriale e le quotidiane presentazioni letterarie degli associati, sarà un contenitore di manifestazioni con un programma intenso che partirà la mattina, intorno alle 09:00 e terminerà alle 21:00.

Saranno numerosi e di pregio gli interventi che si terranno nel corso dei cinque giorni, a partire dal convegno Editoria 2.0 ‘sviluppo, sostegno, futuro’, organizzato per venerdì 1 dicembre alle ore 17:30.

Tra i relatori Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis che parlerà della proprietà intellettuale in Italia ed Europa, Luigi Di Fonzo responsabile web del quotidiano Il Centro, che interverrà con Informare Correttamente ‘le trappole della rete’, e poi ancora Stefano Pallotta Presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Filippo Lucci presidente di Corecom Italia, Nicoletta Di Gregorio V. Presidente della fondazione Pescarabruzzo che parlerà della ‘storia dell’editoria in Abruzzo’.

Domenica 3 dicembre la giornata sarà dedicata alla V Edizione del Premio dell’Editoria Abruzzese.

La mattina l’incontro tra la commissione interna ed i finalisti ed il pomeriggio, alle ore 16, la cerimonia conclusiva con il conferimento dei premi delle due sezioni e del premio per la promozione e diffusione della cultura e della editoria abruzzese. Appuntamento per Martedì alle ore 9:30 per il I Premio di Poesia AEA, istituito per poeti, anche emergenti, ed alunni. “Per la diciottesima edizione della Rassegna”, afferma il presidente Elena Costa, “ho voluto puntare anche sui giovani che saranno gli adulti del domani, per avvicinarli alla poesia, alla lettura e all’arte. La mattina di sabato e il lunedì gli studenti incontreranno gli autori per un momento di lettura e confronto. Interverranno anche due giovanissimi autori di libri fantasy, ancora minorenni, sono sicura che sarà un momento degno di nota.

Nelle stesse mattinate incontreranno il critico d’arte Leo Strozzieri e l’artista Gabriella Capodiferro, per parlare di arte contemporanea ed alcuni studenti potranno partecipare al laboratorio di scrittura creativa (gratuito ed aperto a tutti con prenotazione on line su www.editoriabruzzesi.it) che si terrà il sabato (mattina e pomeriggio) ed adatto a tutte le fasce d’età, anche per adulti, ma è importante sottolineare che il sabato il lunedì ed il martedì pomeriggio si terranno oltre sette presentazioni letterarie”. Cinema e Arte, saranno tre appuntamenti dedicati a Flaiano ed Antonioni, il venerdì la domenica e il martedì alle ore 19:30. Sabato alle ore 19, sarà un altro momento di alto valore culturale con il reading poetico ‘La Poesia e lo Stupore’ per festeggiare i 30 anni dell’Associazione Editori. Interverranno poeti tra i più importanti della nostra regione, tra cui Alexian Santino Spinelli, Nicoletta Di Gregorio, Vito Moretti, Daniela Quieti, Gabriele Di Camillo Ferri, Flora Amelia Suarez, Vittorina Castellano e tanti altri. Ad arricchire i cinque giorni, oltre alle numerose presentazioni letterarie, sarà la mostra collettiva dei sei artisti abruzzesi, Gabriella Capodiferro, Arcangelo Carbone, Ergilia Di Teodoro, Ettore Le Donne, Leo Strozzieri ed Eraldo Zecchini. Inoltre una postazione fissa della web tv con A tu per tu e la diretta radiofonica, domenica 3 dicembre con ‘Stazione Letteraria’. Nel corso dei cinque giorni non mancheranno ospiti illustri del panorama culturale, televisivo e di intrattenimento.

La 18 Rassegna inaugurerà venerdì alle 16:00 con la presenza autorevole di rappresentanti istituzionali.

 

Vuoi segnalare la tua opera letteraria durante la diretta radiofonica di #STAZIONELETTERIA? Scrivimi

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Adamantino di Marco Felici

Vi piacerebbe fare un viaggio verso mondi sconosciuti e che ci facesse riflettere sul mondo nel quale viviamo? Se la risposta al quesito è si, l’opera di oggi potrebbe aiutarvi nell’intento. Un giovanissimo autore, classe 1993, nato a Orvieto ma vissuto a Viterbo, con una parentesi di studio in Norvegia, ci porta a fare un percorso di riflessione: lui è Marco Felici e il libro è Adamantino.

 

Il viaggio in questione viene compiuto da un uomo che si ritrova in sei diversi mondi, realtà parallele molto distanti tra di loro e dal suo mondo di appartenenza. A fare da cornice vi sono degli ambienti fantastici, dei personaggi bizzarri e le nostre riflessioni, da lettori, sui temi trattati nei vari percorsi.

Infatti, l’opera tratta argomenti come il tempo, inteso come la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi; l’autorità vs democrazia; la felicità e la consapevolezza non solo di noi stessi ma anche del nostro universo nel quale viviamo.

Il racconto sembra quasi descrivere una sorta di pellegrinaggio del protagonista, ma in parte anche il nostro, all’interno di un’esistenza che vive e viviamo giornalmente ma che non ci permette di fermarci per poter pensare e riflettere a causa della frenesia dataci dalla quotidianità; l’impossibilità di apprezzare i momenti di felicità o tristezza assaporandone le varie emozioni e sensazioni.

Un’opera che fornisce un percorso d’introspezione tramite le sue metafore, che lo stesso autore ci fornisce, al fine di metterci nella posizione di essere in grado di riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda.

Come nasce la tua opera letteraria?

Ho pensato a lungo che scrivere fosse essenzialmente cristallizzare, o almeno provare a cristallizzare, quegli sprazzi di pura bellezza che le emozioni ci suggeriscono e che lasciano questo desiderio infinito di comunicare, di rendere partecipe il mondo intero delle nostre scoperte interiori.

Adamantino è questo. Un romanzo piuttosto indefinibile in termini di genere, con una storia il cui scheletro è disegnato da intuizioni ed emozioni. È libro di metafore, è la realtà tradotta in simboli, luoghi e personaggi; sintetizzata da idee caposaldo ma mai banali come la verità, il male, il tempo, l’autorità, la felicità, la consapevolezza e l’indipendenza intellettuale.

Adamantino è, ancora, uno sfizio personale, ed anche una sfida. Produrre qualcosa che possa essere definito libro ed ancora racchiudere parte di me.

 

Quale messaggio vuoi lanciare a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

Sebbene esplori temi precisi, Adamantino non cerca di condurre il lettore a conclusioni precise ma piuttosto vuole essere un pezzo di strada fatta insieme, una discussione itinerante senza l’ambizione di ottenere delle risposte ed in ogni caso non definitive. Ci sono delle conclusioni, in ogni capitolo, ma sono parziali, interpretabili e senza presunzioni.

A questo proposito ripropongo una frase di Philipp Pulmann, autore della trilogia “Queste oscure materie”, che trovo calzante:

“Come appassionato credente della democrazia del leggere, non credo sia compito dell’autore di un libro dire al lettore cosa vuol dire.

Il significato di una storia emerge dall’incontro fra le parole sulla pagina e i pensieri nella mente del lettore. Quindi quando mi chiedono cosa intendessi con quella storia, o quale fosse il messaggio che stavo cercando di trasmettere in quest’altra, devo spiegare che non spiegherò”.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è un romanzo di piacevoli personaggi e di simboli squillanti, condito con la freschezza di un’inesperta originalità. E perché è utile, o utile perlomeno nell’accezione de Il Piccolo Principe, quando riflette a proposito del lavoro di un uomo che

“[…] è veramente utile, perché è bello”

Quindi se qualcosa trasmette bellezza, altezza, arte, allora acquisisce valore e diviene utile. E credo che Adamantino faccia proprio questo.

 

Quali sono i progetti futuri?

Con il prossimo romanzo vorrei esplorare più in dettaglio uno dei temi che vengono toccati in Adamantino: il governo, il concetto di democrazia e come questo interagisca con la libertà individuale e quella collettiva. Non sarà altrettanto allegorico ma comunque fantastico.

Sarà ambientato inizialmente in una società utopica, o apparentemente tale. Posso già anticipare che l’utopia non durerà troppo a lungo!

 

Numero di stelle 4 su 5 – Adamantino di Marco Felici – Editore: Edizioni Senso Inverso – 104 pagine – prezzo di copertina 10,20 euro.

 

PAGINA FACEBOOK AUTORE 

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale di Walter Nanni e Serena Quarta

Presentazione del Volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale” di Walter Nanni e Serena Quarta. Giovedì 12 gennaio 2017 – ore 18 – Lecce, Antico Seminario – Piazza Duomo

 

Chi sono i “Giovani Neet? Sono giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano. Il fenomeno in Italia assume contorni preoccupanti anche perché i soggetti coinvolti, di frequente, scivolano in una spirale di corrosione progressiva della propria condizione non solo economica, ma soprattutto emotiva e relazionale. Alcuni di essi si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas e manifestano una condizione in cui si combinano passività, disorientamento, recriminazione.

 

Il volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale”, diWalter Nanni (Responsabile dell’Ufficio Studi Caritas Italiana) e Serena Quarta (assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento), Edizioni universita-del-salento-300x212Lavoro, riporta i risultati di un’indagine nazionale sui “Giovani Neet” (Not in Employment, Education and Training) che si rivolgono direttamente o tramite i loro familiari ai Centri di Ascolto Caritas.

 

Il volume verrà presentato a Lecce, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18 nella sala conferenze dell’antico seminario di Piazza Duomo, nel corso di un incontro promosso dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento in collaborazione con Caritas Italiana e con l’Arcidiocesi di Lecce. Aprirà i lavori il professor Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento. Insieme con gli autori, interverranno il professorEmiliano Sironi dell’Istituto “G. Toniolo”, che ogni anno pubblica il Rapporto sulla condizione giovanile in Italia e il dottor Sebastiano Leo, Assessore alle Politiche per la Formazione e Lavoro della Regione Puglia. Concluderà i lavori l’arcivescovo di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio.

 

“Obiettivo della ricerca – sottolineano gli autori – è stato quello di approfondire la duplice condizione di svantaggio sociale che colpisce quei nelpaesedeineetgiovani che, oltre ad essere esclusi dallo studio, dalla formazione e dal lavoro, provengono anche da contesti familiari di disagio e povertà”.

 

L’indagine rappresenta una novità assoluta nel panorama scientifico poiché per la prima volta prova ad approfondire il tema dei “Neet” utilizzando più metodologie, in particolare viene adottato l’approccio qualitativo innovativo dello shadowing (tecnica qualitativa sperimentale di osservazione). È stata svolta un’analisi statistica nazionale su 1749 “Neet utenti” dei servizi Caritas; 51 interviste biografiche in profondità distribuite per macro aree territoriali; tre esperienze di shadowing.

 

La ricerca, infine, ha permesso di porre l’attenzione su manifestazioni del fenomeno “Neet” difficili da analizzare ma anche da intercettare perché mimetizzate in circuiti di disagio sociale cronico sommerso.

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In diretta nazionale a RadioRadio- VIDEO

Ospite a RadioRadio in diretta nazionale sabato 3 Settembre 2016, ho potuto parlare della prossima rassegna letteraria nella capitale romana; come sempre Federica Girardi in primi fila per gli scatti, ringraziamo per la gentilezza e l’ospitalità lo Speaker Emilio Giordani.

 

GUARDA IL VIDEO

 

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“LETTERE IN DIALOGO. TRATTI DEL MAGISTERO DELL’ARCIVESCOVO D’AMBROSIO ALLA DIOCESI DI LECCE”

Verrà presentato nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce), venerdì 29 aprile 2016 alle ore 10.30, il volume “Lettere in dialogo. Tratti del Università del SalentoMagistero dell’Arcivescovo D’Ambrosio alla Diocesi di Lecce” (edizioni Milella, 2016) di Daniela De Leo, professoressa aggregata di Filosofia teoretica presso l’Ateneo salentino. Alla presenza dell’Arcivescovo metropolita di Lecce Domenico D’Ambrosio, e dopo i saluti del Rettore Vincenzo Zara, interverranno l’autrice Daniela De Leo e i professori Marco Piccinno, associato di Didattica e Pedagogia Speciale, e Carlo Alberto Augieri, Ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate.

 

 Il libro

img21Il volume “Lettere in dialogo” presenta un’analisi interpretativa delle lettere pastorali dell’Arcivescovo D’Ambrosio alla Diocesi di Lecce condotta con un approccio “mixed methods”, con l’implementazione di un’analisi lessicometrica arricchita dall’analisi ermeneutica. L’analisi delle corrispondenze lessicali ha permesso di evidenziare le dimensioni semantiche attraverso la prossimità delle parole presenti nei frammenti di testo analizzato, e ha guidato la successiva fase ermeneutica di codifica dei contenuti. Il risultato è un modello esplicativo attraverso cui leggere le Lettere.

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