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“TRASTE-STORIE”- dal 23 gennaio al 4 febbraio 2018 -Teatro Trastevere a Roma   Rassegna di Spettacoli e Performance dedicati al Teatro di Narrazione e Memoria

“TRASTE-STORIE”

dal 23 gennaio al 4 febbraio 2018

Teatro Trastevere a Roma

 

Rassegna di Spettacoli e Performance dedicati al

Teatro di Narrazione e Memoria

 

Affabulazioni, Racconti, Storie ed Episodi di vissuto quotidiano tramandati e rappresentati sotto forma di Messa in Scena Teatrale e Realtà Performative Multidisciplinari. Teatro, Musica e Danza si alterneranno sul Palco del Teatro Trastevere, che per l’occasione ospiterà mostre ed installazioni correlate all’interno del proprio spazio, allestito all’insegna di STORIE … da NON DIMENTICARE.

 

 

dal 23 al 26 gennaio 2018

ARKADY

di Giacomo Sette

diretto da Azzurra Lochi

 

musiche originali di Alice Giorgi e Ana Kusch

disegno luci di Pietro Frascaro

aiuto regia Giacomo Sette

grafica e locandina Beatrice Fonti

responsabile stampa compagnia Chiara Preziosa

foto promozionali Giulia Castellano

 

con

Arkady: Giulio Clerici

Alina: Alice Giorgi

Papà: Simone Caporossi

Azazael: Ana Kusch

 

Arkady è un giovane camionista di origini moldavo-russe. La sua è una tratta molto particolare. Consegna tessuti a Le Havre (Francia) e Cabo de Roca (Portogallo), partendo da Taranto. Circa 40 ore di viaggio, con strettissime pause per mangiare e riposare. Il suo viaggio descrive un triangolo perfetto per l’Europa Occidentale. Ma Arkady avrebbe voluto fare il poeta e, soprattutto, è terrorizzato dalla prospettiva di un colpo di sonno. Il Sonno è il suo grande nemico. Per vincere la paura e superare indenne il suo viaggio, Arkady parla da solo. Lo troviamo che parla delle fatiche affrontate per corteggiare e conquistare Alina, laureanda in Storia Contemporanea con una tesi sulla nostalgia dei russi per l’Unione Sovietica. La personalità chiusa e incerta di Arkady incontra non poche difficoltà nell’impresa. Ad aiutarlo ed ostacolarlo ci sono suo Padre, (un ex dissidente sovietico, costretto alla miseria e all’emigrazione dopo la caduta del muro di Berlino), e una misteriosa ragazza, Azazael, narratrice onnisciente. Personaggi reali o semplici proiezioni? In un abitacolo sempre più simile alla mente di chi lo guida tutto è possibile: i piani e i temi si confondono, le voci si accumulano e la strada va, inesorabile. Con il Sonno. Davanti ad Arkady un bivio: la consegna precisa e puntuale dei tessuti o il volo meraviglioso nel paradiso dei camion? La strada da scegliere è tutta qui: chiudere gli occhi, o no.

 

dal 27 al 28 gennaio 2018

LETTERE DALLA MEMORIA

del Teatro delle Condizioni Avverse

Ideazione di Lidia Di Girolamo

 

Coreografie di e con Diletta Brancatelli

Musiche e voce Matteo Colasanti

Voce e testi teatrali Lidia Di Girolamo

 

Spettacolo basato sulla ricerca e raccolta di lettere e frammenti scritti da persone vissute durante la seconda guerra mondiale, di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche.

Il suono delle bombe riportano da un passato di guerra al nostro presente la figura di una donna che attraverso i suoni, la musica e le canzoni rivive nella danza momenti della sua vita fino a giungere all’accettazione e alla liberazione.

 

Il progetto è stato un lungo lavoro su un tema fin troppo conosciuto ma la ricerca sulla corrispondenza dell’epoca ha incentivato poi un’interazione solida tra musica, canzoni, testi teatrali e danza contemporanea, traducendo nel movimento lo stato d’animo delle testimonianze.

 

Il lavoro artistico ha l’intento di far giungere quel moto di fiducia e speranza per il futuro che si avverte in questi scritti. La nostra volontà, raccontando questi atti di coraggiosa umanità, è lasciare la riflessione di essere a volte più eroi nella propria vita, forse piccola agli occhi del mondo ma grande per ognuna di noi.

30 gennaio 2018

EVENTO UNICO a Roma

AMORE, TI ODIO

forum theatre play

Un progetto di: Maria Antonia Fama, Andrea Causapruna e Margherita Bulzacchelli

Jocker: Maria Antonia Fama e Margherita Bulzacchelli

Attori: Andrea Causapruna, Alice Valente Visco, Mario Migliucci, Eva Allenbach, Camilla Ribechi

 

“Amare troppo è un esperienza tanto comune per molte donne che quasi siamo convinte che una relazione intima debba essere fatta così. Quasi tutte abbiamo amato troppo almeno una volta, e per molte di noi questo è un tema ricorrente di tutta la vita ”.

Era il 1985 e Robin Norwood si rivolgeva con queste parole alle lettrici di “Donne che amano troppo”. Forse “l’amare troppo” nasconde molte paure: di rimanere sole, di non meritare un amore felice, di essere ignorate o abbandonate. A volte ci si attacca morbosamente a qualcuno, e pur di stare con lui (o lei) si è disposti a sopportare tutto … anche la violenza. Non esiste solo quella fisica, fatta di schiaffi, calci e pugni, ma ce n’è una più subdola e meno manifesta: quella delle minacce, delle squalificazioni, delle aggressioni verbali e delle manipolazioni. Ma da dove ha origine tutto questo? Come mai si è disposti a sopportare tutto? La performance “Amore, Ti odio” permette di riflettere su queste domande, in maniera inusuale e inedita, sperimentando una modalità diversa di assistere a uno spettacolo teatrale. Spettatori e attori faranno insieme un viaggio, accompagnati da due figure: quella del jocker e quella di una psicoterapeuta, che li seguiranno nella conversazione, nello scambio di idee e di proposte su come modificare il corso della storia.

Amore, Ti odio” nasce dal lavoro della compagnia “Il Teatro Invisibile” sulle metodologie del Teatro dell’Oppresso. Questo metodo, fondato dal regista brasiliano Augusto Boal, utilizza il teatro come veicolo per favorire la presa di coscienza e l’aumento di consapevolezza, attraverso la partecipazione attiva del pubblico allo spettacolo teatrale.

Amore, Ti odio” è ispirato a una storia vera ed è composto da 5 brevi scene, recitate a canovaccio,costruite con la tecnica della Forum Teatre Play, che si svolge secondo le seguenti modalità: il pubblico assiste ad una prima rappresentazione, al termine della quale uno o due Joker (figure esterne alla scena e le uniche a poter dialogare direttamente con il pubblico) stimolano gli spettatori ad un dialogo sui contenuti e sul significato della rappresentazione stessa. Una dei due Joker è una psicoterapeuta, l’altra un’attrice. Una volta delineati in maniera sufficientemente chiara il topic, il senso dell’azione teatrale e le dinamiche relazionali tra i personaggi rappresentati in scena, il pubblico viene invitato ad assistere nuovamente alla rappresentazione, questa volta diventando parte attiva della stessa: si potrà interrompere la storia in qualsiasi momento, con un semplice battito di mani. Questo gesto indicherà agli attori che si devono “congelare”. Segue, da parte dello spettatore che ha fermato la scena, una proposta di intervento e di cambiamento della situazione, delle reazioni o dei comportamenti dei personaggi. Tutto il processo è guidato dai Joker. Il pubblico potrà così discutere e riflettere su ogni nuova soluzione proposta, per valutarne realismo, credibilità, efficacia. Solo dopo aver preso una decisione collettiva si proseguirà, dando alla storia un corso nuovo, all’interno del quale gli attori si muoveranno improvvisando tutto. Questo scambio tra attori e pubblico potrà avvenire più volte, fintanto che non si trovi una possibile risoluzione al conflitto in scena.

IL TEATRO INVISIBILE

La compagnia si costituisce in seguito a un training course sul Teatro dell’Oppresso, condotto da Maria Antonia Fama, attrice e Andrea Causapruna, musicista, affiancati dalla psicoterapeuta Margherita Bulzacchelli, che aveva il compito di facilitare la sensibilizzazione e la riflessione sugli argomenti trattati, costituendo cosi uno spazio di condivisione e confronto.

Il laboratorio si è svolto in forma intensiva durante alcuni week end di maggio e giugno 2017, con un focus specifico sulle metodologie del Forum Theatre e dell’Image Theatre.

Il training italiano era uno step del più ampio progetto internazionale “Rehearsal for life”, promosso dall’Associazione rumena A.R.T. Fusion e finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito dei progetti K2 Erasmus Plus. Al periodo formativo, svoltosi tra Kosovo e Romania, si è affiancata una fase produttiva, che ha portato alla realizzazione di progetti paralleli nei paesi di origine dei partecipanti (Italia, Macedonia, Romania, Grecia, Portogallo, Kosovo, Bulgaria, Turchia, Serbia).

 

dal 1 al 4 febbraio 2018

SONO TUTTI MIO CUGINO

a cura di Associazione Quinta Parete / Teatro Forsennato

Diretto da

Dario Aggioli

Con

Enrico Lombardi e Dario Aggioli

con la partecipazione video di Silvia Razzoli

Ideato da

Dario Aggioli e Enrico Lombardi

 

L’unico telefono del paese, in una casa dove non mancavano mai due fette di salame e un bicchiere di lambrusco per i passanti. Una casa con 12 figli, una casa di lavoratori, una casa che era una famiglia, in un paese che era una famiglia.

Ora qualcosa si è perso ma ciò che rimane è la festa del paese di tutti, dove il paese, la casa, i 12 figli e i loro figli lavorano per costruire il passato. Una festa, una casa, un paese in cui ovunque ti giri “Sono Tutti Mio Cugino”

 

SONO TUTTI MIO CUGINO è uno spettacolo che attraverso i racconti di una famiglia e di una festa di paese, racconta ciò che abbiamo dimenticato, cose che nel passato abbiamo lasciato che ora ricerchiamo.

 

L’idea nasce dalla visione della Festa dell’Agricoltura di Corneto, un piccolo paese dell’appenino emiliano, che conta poco più di 200 abitanti, ma che raccoglie un pubblico enorme di gente, e soprattutto tra gli organizzatori moltissimi componenti della famiglie che nel tempo hanno lasciato il paese. Tutti tornano a Corneto per dare gratuitamente una mano e guardandosi intorno ci si accorge di essere tutti parenti.

 

SONO TUTTI MIO CUGINO è uno spettacolo che parla di condivisione, un termine che ora vuol dire mostrare agli altri qualcosa, invece che viverla assieme.

Ora si condivide un’immagine per avere insieme a distanza delle emozioni, senza vedere negli occhi chi sta vivendole con noi, senza stare nella stessa stanza.

Prima si condivideva un’esigenza, un desiderio e persino il telefono.

Nella casa della famiglia protagonista del racconto c’era l’unico telefono del paese, dove la gente riceveva e faceva telefonate.

 

Sul palco una cabina telefonica funzionante, dove gli spettatori potranno farsi chiamare; e come nella famiglia protagonista dello spettacolo, che rispondeva alle chiamate di tutto il paese e andava a cercare il compaesano, l’attore risponderà al telefono e accoglierà sul palco lo spettatore interessato, interrompendo e allo stesso tempo diventando parte dello spettacolo.

 

Cosa abbiamo perso? Cosa ci manca?

Cosa siamo contenti di aver perso?

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ANDREA AROMATISI,booksprint edizioni,editoria,il blog di eleonora marsella,recensioni,scrittori

Australia, Working Honeymoon Visa di Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi

Andrea Aromatisi torna nel mondo editoriale con un nuovo libro Australia, Working Honeymoon Visa, scritto a quattro mani con Daniela Scaccabarozzi, edito da BookSprint Edizioni.

 

Un libro costituito da 150 pagine che vi porterà, seppur seduti in metro, a casa o a lavoro in Australia. Un viaggio verso la terra dei canguri che, Andrea e Daniela, incontreranno durante la loro luna di miele. Un viaggio nato, come sempre, dalla voglia di esplorare, passione che accomuna la coppia e che li spinge, anno per anno, a spostarsi ovunque. Un viaggio nato per una curiosità personale e anche lavorativa.

Incontri, animali, nuove terre, persone, inconvenienti e belle sorprese: tutto raccontato in Australia, Working Honeymoon Visa, scritto a quattro mani da Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi. Foto e immagini arricchiscono il libro, attraverso racconti, dialoghi e piccoli aneddoti. Ancora una volta la penna di Aromatisi e Daniele Scaccabarozzi non delude mai.

Libro consigliato a tutti coloro che amano viaggiare e hanno in loro lo spirito della scoperta.

Trama, descrizioni e idea editoriale meritano 4 stelle su 5.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dal desiderio di “ripercorrere e ricordare tutto ciò che ci è capitato durante il nostro anno di viaggio di nozze inusuale in Australia”. “Il libro che abbiamo scritto è frutto di una storia vera, anche se in alcuni punti è stata un po’ romanzata. Diciamo che abbiamo preso ispirazione dalle lettere che durante il viaggio abbiamo scritto ad amici e familiari per tenerli aggiornati. Rientrati in Italia abbiamo ripreso queste lettere, le abbiamo arricchite con tutte le avventure/disavventure vissute, i lavori fatti per mantenerci e gli incontri”.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio che vogliamo trasmettere è che viaggiare è meraviglioso e ti dà la possibilità di conoscere persone, vedere posti nuovi e crescere personalmente. Nel libro raccontiamo che questo anno di viaggio è stato un viaggio interiore che ci ha dato la possibilità di vedere il mondo con nuovi occhi. Ed è davvero così. Ed è per questo che da quel momento non ci siamo più fermati…eheh…!!!

 

Leggi il mio libro perché…

Perché ti porta in viaggio con noi nel outback. Durante l’anno di permanenza non ci siamo mai fermati ed è curioso pensare a quanto possa essere facile trovare un lavoro mentre ti muovi. Da pizzaiolo ad aiuto cuoco, da giardiniere in un resort a uomo delle pulizie in un campeggio in cambio di alloggio gratis: per un anno intero mi sono messo alla prova in occupazioni diverse, tra l’altro ben retribuite che non avavo mai fatto prima. Il nostro libro è per tutti i ragazzi che desiderano mettersi in gioco e sperimentarsi in qualcosa di nuovo nella propria vita. Il viaggio ti dà la possibilità aprirti a nuove prospettive e vedute.

 

Progetti futuri?

La prossima estate ci hanno approvato e finanziato un nuovo progetto in amazzonia e perciò ritorneremo in Perù. Sarà una nuova gran bella avventura che ci riporterà nel cuore della foresta assieme alle nostre amate orchidee. Non vediamo l’ora di partire nuovamente.

 

Australia, Working Honeymoon Visa, scritto a quattro mani da Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi, 150 pagine, edito da BookSprint Edizioni, prezzo di copertina 15,50 euro.

 

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cultura,il blog di eleonora marsella,roma,shakespeare,teatro trastevere

Ancora Shakespeare!

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta Ancora Shakespeare!

Dal 16 al 20 gennaio 2018 al Teatro Trastevere a Roma

Scritto e diretto da Vox Animi

Con

Stefano Bramini, Aurora Di Gioia, Valentina Guaetta, Paola Moscelli e Lodovico Zago.

Tutti odiano Shakespeare! E Shakespeare è dappertutto! Nei libri, negli spettacoli, nei film, nelle riscritture e nei “liberamente tratto da”. C’e chi non lo capisce e chi l’ha visto troppe volte. E chi tutte e due le cose insieme. Molti dicono di capirlo e di venerarlo, tanto da cercare di convincere il mondo che, in verità, quel trincatore di tè incallito doveva per forza essere italiano. Pochi, troppo pochi però si chiedono:
“Perché lui?”
E ogni volta che viene posta questa domanda, i Molti si scagliano sui Pochi, tacciandoli di ignoranza e rispondendo con protervia:
Perché Lui è Shakespeare!”
Ai Pochi non rimane che radunarsi in vicoli bui o fredde taverne per sfogare la loro frustrazione per questo hype letterario, mentre spacciatori e prostitute scuotono la testa con disprezzo. Ma da
qualche parte un uomo decide di non reprimere più la sua frustrazione e in un teatro, durante una rappresentazione dell’Amleto, farà capire a tutti la verità .
“Ancora Shakespeare!” è il nuovo progetto della Compagnia Vox Animi, una commedia che si occupa di esplorare e “ridimensionare” con leggerezza la figura di Shakespeare nel teatro moderno. Vengono raccontati, spiegati e dissacrati gli spettacoli più famosi dell’autore inglese: un piccolo e divertente percorso, da Amleto a Macbeth passando per le consulenze matrimoniali di Otello e Desdemona, per far scoprire Shakespeare a chi non lo conosce e per reinventarlo agli occhi di chi lo conosce troppo.
Dopo il format americano “30 Spettacoli in 60 Minuti”, la compagnia Vox Animi torna con il suo umorismo irriverente a dare vita a quasi quaranta personaggi che si destreggeranno tra situazioni
assurde e grandi monologhi classici, nella speranza di aiutare il pubblico a trovare una risposta alla domanda:
“ Perché Shakespeare?”

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5 stelle,autori emergenti,bologna,fabio blanco,gennaio 2018,il blog di eleonora marsella,letture,milano,san vitale 122

San Vitale 122 di Fabio Blanco

Leggere libri continuamente, tutti i giorni, per tutta la vita dona una sensibilità al lettore, all’occhio che fissa le pagine, alla mente che analizza le parole, non indifferente. E io di questa sensibilità ne vado fiera, quanto basta.

Ho fatto l’amore con un libro, il che potrebbe sembrare esagerato ma non lo è per niente.

San Vitale 122 è un libro che m’ha creato il fiatone, a tratti, sensazioni contrastanti, spesso, emozioni forti, perenni.

Un libro che o ami, da subito, o odi, fino alla fine. E io l’ho amato. E ho amato anche il protagonista, Fabio B. che, poco più che ventenne, narra di una Bologna vera, di una Bologna puttana a tratti, come la vita, anche quì, di una Bologna che o ti piace subito o non ti piacerà mai.

Un protagonista arrabbiato verso la vita, a volte rancoroso e ricco di sentimenti contrastanti. Una visione dell’esistenza umana singolare, cruda, a tratti violenta che non può non colpirti. La realtà filtrata, poco in realtà, attraverso gli occhi di un parcheggiatore qualsiasi nella città rossa per eccellenza.

Un libro scritto da Fabio Blanco che, siciliano, dopo Bologna si trasferirà a Milano per lavoro, per vivere, per scrivere, per respirare o per correre.

Le donne, le auto reggenti, le feste, le droghe, le situazioni, le persone, i genitori, la Sicilia, i ricordi, l’emozioni: in questo libro c’è tutto, tutto ciò che serve a vivere ma, forse poco o forse troppo, per capire la mente dietro la penna.

Una mente calamitante, a tratti, che respinge – invece- altre volte.

 

Una storia fatta di sogni, ambizioni, affettività.

Una storia che tutti noi dovremmo conoscere o, meglio ancora, vivere.

 

Fabio Blanco in San Vitale 122 merita 5 stelle su 5.

 

San Vitale 122 di Fabio Blanco, edito da Letteratura Alternativa, 140 pagine, 12,90E.

 

Tra le frasi che ho amato:

Sono convinto che i maggiori mali si consumino al buio.

 

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2017,alba dei popoli,capodanno,il blog di eleonora marsella,otranto,programma,salento

Alba dei Popoli 2017

Goran Bregovic in concerto il 29.

Irene Grandi in concerto il 30.

Articolo 31, Eugenio Bennato, Marco Ligabue e i Dj di Radionorba il 31.
Al Faro di Palascia “Un’alba di pace per il Mediterraneo”

 

Prosegue la programmazione dell’Alba dei Popoli organizzata dal Comune di Otranto.

Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di etnie. Una kermesse di arte, cultura, musica e spettacoli che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal primo sorriso del sole del nuovo anno all’Italia. La luce che giunge dall’Oriente illumina per prima proprio Otranto.
La manifestazione otrantina raggiunge il suo apice a fine anno e si arricchisce ancor più proponendo ben tre serate in piazza, anziché due: il 29 dicembre Goran Bregovic, il 30 Irene Grandi e il 31 dicembre capodanno in piazza con Articolo 31, Eugenio Bennato, Marco Ligabue e i Dj di Radionorba.

La manifestazione, sin dalla sua prima edizione nel 1999, ha visto la presenza di numerosi artisti di fama internazionale: Franco Battiato, Edoardo Bennato, Nicola Piovani, Lou Reed, Pino Daniele, Mario Biondi, Roy Paci, Avion Travel, Giuliano Palma, Nina Zilli, Stadio, Roberto Vecchioni, Max Gazzè, Alex Britti, Luca Carboni, Fiorella Mannoia; registi tra cui Ferzan Ozpetek, Emir Kusturica, Manuel Pradal; oltre ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo.

Ogni anno, la Città dei Martiri, nel periodo delle festività natalizie, programma un mese di eventi di vario genere, con la collaborazione delle Associazioni locali, rivolti a tutte le fasce d’età, dai più piccoli agli anziani.

 

PROGRAMMA

 

29/12/2017

Largo Porta Terra ore 21.00

GORAN BREGOVIC

La Ghironda Winter Festival anima l’Alba dei Popoli con Goran Bregovic, il musicista di Sarajevo che porterà i ritmi esplosivi della musica balcanica con una grande festa in musica all’insegna della «disciplina» e della «follia». L’artista serbo sarà accompagnato dalla sua storica formazione, la Wedding & Funeral Band, con cui spazierà dai grandi successi alle musiche degli album più recenti («Alkohol» e «Champagne for Gypsies») e anticiperà qualcosa del prossimo disco.

Diventato internazionalmente celebre per le colonne sonore dei film di Emir Kusturica («Il tempo dei gitani», «Underground» e altri ancora), dopo essersi affermato nel suo Paese (l’allora Jugoslavia) con il gruppo rock Bijelo Dugme, Bregovic nel tempo ha indossato i panni dell’artista capace di incrociare culture e popoli diversi, uniti da una musica di matrice balcanica fortemente contaminata con altri generi e suonata in modo assolutamente travolgente dalla Wedding and Funeral Band.

 

30/12/2017
Largo Porta Terra ore 21.00


IRENE GRANDI IN CONCERTO

I concerti di Irene Grandi sono unici e trascinanti, autoritratti in musica, autobiografie fatte di note fra la grinta e le sfumature più sottili e malinconiche, in una trama fitta di emozioni e poesia. La cantautrice italiana ha attraversato diversi generi musicali, quali il rap, pop, soul, blues e jazz, senza tuttavia rinunciare alla melodia italiana, collaborando spesso con artisti del panorama musicale nazionale, tra cui Jovanotti, Eros Ramazzotti, Pino Daniele, Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Elio e le Storie Tese.

 

 

31/12/2017
Largo Porta Terra dalle ore 21.00


NOTTE DI SAN SILVESTRO
Una vera e propria festa musicale con dj, animazione, divertentismo, il tutto in una location d’eccezione.

Articolo 31, Eugenio Bennato, Marco Ligabue e i Dj di Radionorba.
A mezzanotte sul mare
SPETTACOLO PIROTECNICO

01/01/2018

Faro di Palascia

UN’ALBA DI PACE PER IL MEDITERRANEO
“Un’alba di pace per il Mediterraneo”, è un evento a cura del Centro di Educazione Ambientale “Terre di Enea”.
Inserito nella lista dei Capodanni più romantici d’Italia, in quella dei più singolari, la Notte e l’Alba al Faro di Palascìa è un appuntamento imperdibile ormai da anni. La prima alba d’Italia si svolge qui, accompagnata da messaggi di pace e di rispetto dell’ambiente e della cultura dei luoghi. Un dj set a cura di Piermario Stefanelli che riutilizza i suoni della natura (capodogli, delfini, tartarughe, etc.) campionati a Palascìa con gli idrofoni a cui si aggiungono quelli del mare, il tutto remixato in una proposta nuova.
Max Ingrosso ed altri artisti si riuniranno in una jam session coinvolgente.
Salvatore Russo, uno dei migliori chitarristi in Italia (con numerose e prestigiose collaborazioni nazionali ed internazionali), si esibirà poi con il suo Gipsy Jazz trio ed il lavoro Mediterranima, un percorso musicale che raccoglie ed unisce le sonorità mediterranee per lanciare un messaggio di pace universale.

 

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SECONDO CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE – VocidiDONNE

SECONDO CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE promosso dall’Associazione Mafalda – VocidiDONNE

Il Concorso vuole essere uno spazio aperto alla creatività delle donne, che hanno PROVATO la violenza nelle sue innumerevoli forme, una opportunità di espressione e di condivisione di sensazioni, paure e angosce, una possibilità di abbattere i muri invisibili della solitudine.

 

OBIETTIVI

Dare voce alle donne attraverso la scrittura può essere un modo per ….. …superare una memoria dolorosa, …uscire dall’isolamento e dalla sofferenza, …guardare al futuro della propria vita.

CHI PUO’ PARTECIPARE

La partecipazione è gratuita ed è consentita a tutte le donne che vivono in Italia e che desiderano raccontare l’esperienza vissuta personalmente. È prevista la possibilità, per tutte le donne che lo desiderino, di partecipare al Concorso utilizzando uno pseudonimo o richiedendo l’anonimato.

LE OPERE

Le sezioni del concorso sono le seguenti: A. RACCONTI BREVI (fino ad un max di n. 10 fogli A4 carattere 12); B.POESIE (fino ad un massimo di tre con non più di 36 righe). · Ogni autore potrà inviare opere relative ad una sola delle due sezioni previste. Se le opere sono scritte in lingua diversa da quella italiana l’autore deve produrre anche copia tradotta in italiano. . Non sono ammesse opere che sono state già premiate o segnalate in altri ConcorsiI.

 

 

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