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Buon Compleanno Mamma

5 Febbraio 2018. E sticazzi, direte voi, vero? E no. Oggi no.
 
Oggi è un giorno speciale. In realtà la vera specialità fu il 5 Febbraio del 1965 quando nacque mia madre, la Donatella.
 
Siamo lontane e questo è un dato di fatto, lei è a 600 km di distanza da me mentre io, attualmente, vivo a Roma.
Grazie a lei, ma andiamo per ordine.
 
Mia madre è un diamante, luccica quando sorride, è meravigliosa quando è pensierosa e osservarla, nelle sue azioni quotidiane, è un valzer di colori, umori, sensazioni sempre nuove.
 
Mia madre è un fiore, perché è bella nella sua imperfezione, è unica nella sua esistenza, è piena della vita che si circonda.
 
Mia madre è stata severa quand’era il caso d’esserlo.
Mia madre è stata generosa quando ha ritenuto opportuno lei.
Mia madre è stata educativa, sin da quando sono nata.
 
Mia madre è stata ed è DUE GENITORI IN UNO.
Sì, perché sono orfana di padre e ho cominciato a parlarne con il mondo da praticamente pochissimo e farlo, anche ad alta voce, mi fa spesso bene.
 
Mia madre è stata per me madre e padre insieme da sempre. E questo ha fatto di lei una persona eccezionale.
 
Mia madre è stata, per me, un genitore poi ha cominciato, invece, ad essere la mia migliore amica. La mia migliore amica perché lei mi conosce davvero e può decifrare perfino un mio qualsiasi respiro. La mia migliore amica perché conosce le mie paure, ne prende atto e cura insieme e mi accompagna nelle continue fasi con annessi mutamenti della mia vita.
 
Grazie Mamma per…
 
… Per avermi insegnato l’amore per i libri e la scrittura
… Per avermi insegnato a amare la natura
… Per avermi cresciuta con metodo, errori e batticuore
… Per avermi fatto studiare in Inghilterra
… Per quella volta in cui siamo state insieme in Marocco
… Per quella volta in cui m’hai mandato in Turchia, senza paura
… Per quella volta in cui ti dissi che ero stata in Syria e non t’arrabbiasti
… Per avermi messa in punizione quella volta in cui marinai (prima e ultima volta della mia vita) per tre giorni di seguito la scuola
… Per avermi insegnato il valore dei soldi
… Per avermi insegnato il sacrificio
… Per avermi cresciuta con determinazione e incoraggiamenti
… Per avermi messa in discussione quando ho rotto una relazione che tu adoravi, grazie perché ho avuto modo di spiegarti la mia persona e la mia visione della vita
… Per avermi mandata a studiare in Università a Lecce
… Per avermi mandata a studiare in Università a Roma
… Per avermi regalo un Master importantissimo e troppo costoso a San Pietro
… Per avermi mandato la macchina a Maggio 2017 a Roma
 
Grazie Mamma per avermi responsabilizzata così tanto da farmi diventare autonoma finanziariamente poco dopo i miei 24 anni e per avermi fatto ricordare, ancora una volta, il valore della vita, della società, dei sentimenti insieme.
 
Grazie Mamma per avermi donato la vita il 6 Dicembre 1992.
Grazie Mamma perché non m’hai mai fatto sentire l’assenza di un’altra figura familiare.
 
Grazie Mamma perché TU SEI LA MIA VITA.
 
***
 
Buon Compleanno, UFFICIALMENTE, per i tuoi 53 anni. Che poi, come vedete da foto, se invertite i numeri (35 anni) va assolutamente bene lo stesso. 😉
 
Mia Madre è Mia Madre.
Mia Madre è Mia Sorella.
Mia Madre è la Mia Migliore Amica.

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Neet Generation

Negli ultimi anni abbiamo assistito a notevoli cambiamenti nella nostra società, mutazioni da un punto di vista economico, politico ma soprattutto sociale ed è possibile osservare tali variazioni semplicemente scrutando bene i membri della comunità nella quale viviamo. Di cosa sto parlando? NEET GENERATION!

NEET è l’acronimo inglese di “Not (engaged) in Education, Employment or Training”, in italiano anche né-né ed è utilizzato, in economia e in sociologia del lavoro, per indicare individui che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego, né sono impegnati in altre attività assimilabili, quali, ad esempio, tirocini o lavori domestici.. sono impegnati nel nulla,praticamente.

Generalmente, il fenomeno sociale interessa la fascia di età compresa fra i 16 (anche se in alcuni paesi la scuola dell’obbligo non termina necessariamente a 16 anni) e i 35 anni, potendosi addirittura estendere fino ai 65 anni, secondo l’Istat, in Italia, nel 2009, i Neet nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni erano circa 2 milioni (il 21,2 per cento): NUMERI CHE PARLANO.

Diversi sociologi stanno osservando questa nuova generazione di giovani e non che, abbattuti dalla crisi fuori di casa, rimangono all’interno del proprio focolare, senza cercare lavoro, senza interessarsi al mondo esterno e chiaramente senza nemmeno creare un CV e girare, girare per ore prima di essere assunti..sono praticamente senza niente. Una domanda sorge spontanea, però, da parte di tutti quei ragazzi che, invece, accettano di lavorare anche per dieci euro al giorno (e ce ne sono) oppure lavorano saltuariamente, pur di lavorare, si fanno sfruttare o semplicemente passano giornate intere attaccati al proprio PC in cerca di siti di lavoro: siamo sicuri che TUTTI ma proprio TUTTI i giovani fanno parte delle NEET GENERATION? O si sta parlando di una cerchia, anche se non ristretta? E un ultimo quesito: i genitori hanno il “dovere” di accudire i figli, ma una volta superata l’età dei pannolini e successivamente quella della pubertà, perché non prendono loro l’iniziativa di tagliare il cordone ombelicale coi propri figlioli?

In quest’epoca sento spesso dire “è colpa dei figli” ma ne siamo poi così sicuri? E se i nostri genitori avessero perso quella fermezza necessaria che caratterizzava i nostri nonni? In questo caso: di chi sarebbe la colpa?

Ai posteri ardua sentenza.

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