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Blake- Il divenire degli dei di Simone Alessi

Quanti di noi in alcuni momenti della vita, magari da adolescenti, ha pensato di sentirsi sbagliato, fuori luogo? A me personalmente, durante la mia giovinezza è successo.

Il romanzo, Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi classe 1985, nato a Urbino trasferitosi a Bologna dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti; in parte, ci permette di affrontare qualche nostro vecchio demone con il suo personaggio Blake.

 

Saremo catapultati in un futuro distante centinaia di anni dove la terra, colpita da guerre sanguinarie, non è più quella che conosciamo noi ora. Inizialmente Blake apparirà come un ragazzo semplice che vive la sua esistenza in un piccolo paese conservatore, si incontra con i suoi amici e cerca di vivere portandosi dentro la mancanza di una famiglia, dei genitori.

L’incontro con Luce gli rivelerà la sua vera natura. Il ragazzo ha dentro di sé qualcosa di molto potente che la mente umana non è in grado di comprendere e si ritroverà coinvolto nel prossimo conflitto affiancato da Selene, Morte, Hecate e Sam. Dovrà ritrovare le sue vere origini e lotterà, allo stesso tempo, con la parte più profonda della sua psiche, si metterà in gioco scoprendo una parte di sé stesso che fino ad allora non pensava potesse esistere.

Il romanzo ci offre tanti spunti di riflessione mentre viene raccontata la storia del protagonista.

Rifletteremo sull’uso proprio o improprio della tecnologia e delle conseguenze che ne derivano dall’impiego di questi strumenti; sulle tematiche riguardanti la religione che, visti i tempi che viviamo, ci porteranno a valutare meglio le differenze che ci circondano e i suoi simbolismi; l’emarginazione sociale che porta con sé un grande carico di pregiudizi che non permette alle persone di esprime veramente il proprio io.

Nel romanzo troviamo anche delle splendide descrizioni di città storiche della nostra bella Italia, l’autore molto probabilmente si è ispirato alla sua città natale, Urbino; inoltre possiamo degustare dei fantastici riferimenti letterari e storici.

Blake rappresenta una metafora sulla diversità, sull’accettazione e sul vivere in una società che non si riesce a sentire propria e, purtroppo, molti di noi si sentono in questo modo perché non hanno trovato sé stessi e, forse, dovrebbe cercarlo altrove anche se non è sempre facile.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Tutto ha avuto inizio in una notte d’inverno, quando la fantasia regnava fra le offuscate nuvole del cielo. La mia vita stava cambiando. Ero giovane e ancora non ne conoscevo le varie sfumature. Blake era celato nei miei sogni. Giorno dopo giorno ho scritto di lui e del suo mondo, del nostro mondo, e così è nato”.

Blake è sempre stato il riflesso al dì là dello specchio. Un sogno ad occhi aperti che da anni viveva nella mia fantasia. Inizialmente osservavo il suo mondo da estraneo, ma giorno dopo giorno iniziai a prendere appunti su di lui e sul suo universo. Da riflesso inconsistente divenne una creatura al dì là della realtà e della fantasia. Ora è un amico con il quale ho intrapreso un’avventura che tutt’ora non mi abbandona mai.

Il mondo può essere visto e vissuto in due modi: il primo è quello gelido e asettico della realtà e il secondo modo è quello della fantasia.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

La parola messaggio deriva dall’antico francese message, che proviene, a sua volta dal latino tardo missaticum, cioè ambasciata. Per cui posso affermare che “Blake – il divenire degli dei” è il libro ambasciatore di una realtà malata e confusa, dove tutto ruota sull’effimero, svalutando così il significato dei sentimenti. Metafore su vassoi d’argento.

Violenza, esclusione sociale, diversità, solitudine e molte altre dinamiche vengono affrontate fra le pagine di questo libro, il tutto per dimostrare che seppur abbandonati dal destino, in realtà, non siamo mai soli. A volte l’orizzonte non è poi così distante seppur colmo di nuvole nere.

 

Leggi il mio libro perché…

Io leggo sempre prima di andare a dormire, e in quell’istante si crea un’intimità colma di immagini, dove si diventa tutt’uno con la storia. Blake è una storia da vivere e sognare allo stesso tempo. Non pretendo che la gente legga il libro come un manuale o un saggio, ma spero che si immerga in quel mondo così vicino al loro. Al nostro. Al mio.

A volte basta perdersi in un sogno per comprendere meglio la propria vita e questo libro non è altro che una porta verso un rifugio sicuro, composto da personaggi che non chiedono altro di essere amati per quello che sono.

Conoscerete Lucifero, Enom, Morte, Hecate e Blake. Semplici nomi per creature complesse.

Loro sono lì che vi attendono, in attesa di un nuovo volto.

Un volto che si manifesterà grazie alla vostra immaginazione.

 

Progetti futuri?

Ho diversi progetti da realizzare… primo fra tutti essere felice, dipingendo molti altri libri.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi – Editore: Vertigo edizioni – 360 pagine – prezzo di copertina 16,50 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

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Gli spiriti selvaggi di Andrea De Angelis

Chi ha detto che gli uomini e i draghi non possono diventare amici?

Ne sono certi i numerosi fan di Eragon, Dragonheart e Il Trono di Spade, epiche saghe in cui intrepidi eroi combattono al fianco (o in sella) di queste mastodontiche e letali creature. Gli stessi fan apprezzeranno dunque La leggenda dei cavalieri di Asha, prima parte della saga de Gli Spiriti Selvaggi, un’avventura tutta italiana firmata dal brillante Andrea foto_intervista_bwDe Angelis. Tra queste pagine visiterete il magico mondo di Asha, una terra divisa tra vari popoli e razze – in cui l’uomo non è la specie dominante – nel corso di un’era di declino e oscurità in cui gesta e valori del passato sono ricordati solo tra le leggende. Ma nelle leggende si cela più verità di quanto si creda, e il crudele Ragos scava tra di esse per riportare alla luce le antiche Pietre Kolodon, capaci di donare immenso potere a chi le possiede. Un gruppo di eroi si metterà in viaggio alla ricerca delle stesse pietre, prima che sia troppo tardi per salvare un mondo intero.

Scritto con grande cura e dotato d’illustrazioni, annotazioni e appendici, che arricchiscono una trama che altrimenti faticherebbe a trovare la sua originalità. Più interessante, soprattutto, la figura dell’eroe principale, Mohegan: pur essendo un classico “eroe controvoglia”, è tutt’altro che un giovane sprovveduto e ignorante sul mondo che lo circonda; è piuttosto un uomo maturo che sa come muoversi in un mondo dove la vita è dura, ma pronto a fare la cosa giusta in caso di pericolo.

Consigliato a tutti gli appassionati del fantasy, che non sono mai stanchi di assaporare nuove avventure.

Come nasce la saga?

L’idea del libro è scaturita dall’Illustrazione e dalla Musica. Sono illustratore e musicista, oltre che scrittore. Creando un portfolio di Concept Art fantasy e componendo brani orchestrali dello stesso GLI SPIRITI SELVAGGIgenere, mi sono reso conto che le due attività artistiche stavano imboccando lo stesso sentiero. Ho quindi composto un Concept Album illustrato, pensandolo come la colonna sonora di un Colossal hollywoodiano e la storia che i brani musicali andavano raccontando si è man mano evoluta in un racconto vero e proprio, preambolo del romanzo. La colonna sonora è attualmente disponibile su internet.

C’è un personaggio nella storia a cui ti senti particolarmente legato?

Mohegan, il protagonista. E’ un siderio, un umano, ma appartenente ad una razza proveniente dalle montagne. Non ha capelli né sopracciglia, ha gli occhi del colore del ghiaccio. Non è assolutamente perfetto, come tutti gli altri protagonisti della storia. Non è adatto a compiere le gesta che si trova costretto a dover compiere e commetterà tanti, tantissimi errori durante il andrea de angelissuo viaggio. Perché è umano e come noi deve far i conti con le proprie debolezze. Proprio come il suo determinato antagonista…

Gli autori di fantasy, si sa, ricorrono a vari metodi per la scelta dei nomi di creature, luoghi e personaggi. Chi li cerca tra culture e storie antiche, chi li snocciola a caso, chi si diverte a storpiare parole a lui familiari. Qual è stato il tuo metodo?

I nomi sono venuti a me in maniera abbastanza casuale, ma ognuno di essi ha un significato. “Mohegan”, il nome del protagonista, vuol dire…leggete il romanzo e lo scoprirete! Le creature hanno dei nomi specifici, sopratutto gli elemendraghi (se volete sapere cosa sono…leggete il romanzo!). Ad esempio, il Lavico dei vulcani, si chiama così perché la femmina depone le uova solo in fiumi di lava raffreddati in modo che la pelle dei piccoli rettili possa effettuare un “imprinting cutaneo” rendendoli capaci di mimetizzarsi perfettamente tra le rocce fuse. Ma se volete sapere cosa sono un Komba e un Adiny vi consiglio caldamente di leggere il racconto.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Grandi progetti. Il Ciclo degli Spiriti Selvaggi è attualmente composto da tre romanzi (probabilmente quattro), e verrà in futuro seguito dalla pubblicazione del Ciclo dei Cavalieri di Asha, ambientato millenni prima. Ho in progetto anche libri illustrati inerenti ambientazioni e creature delle Terre di Asha ed anche una serie a fumetti. In internet, è online un negozio che vende merchandising (magliette, zaini, ecc.) ispirati al romanzo.

 

Il romanzo di Andrea De Angelis merita 4 stelle su 5. Leggilo!

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

 

 

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Hoenir Il Druido- L’iniziazione di Daniele Bello

Daniele Bello torna con Hoenir Il Druido- L’iniziazione per il ciclo delle letture fantasy.

Daniele Bello

Daniele Bello

Nel caos generale, il mondo si prepara ad affrontare la minaccia del demone Isabò, condottiero di una potente armata di barbari.

Hoenir, Crise, Autolico e Kowen sono giunti al cospetto degli dei. Una prova di iniziazione consentirà di stabilire se essi sono degni di assimilare le energie necessarie ad affrontare la battaglia finale.

 

Molto interessante l’idea di riproporre un mondo dalle fattezze decisamente familiari – basterà lanciare uno sguardo alla cartina dell’Europa per capire cosa intendo – nonché la caratterizzazione dei personaggi.

Sebbene ci siano numerosi spunti degni di nota e particolari ben curati, la narrazione appare inizialmente lenta per il lettore a immergersi sin da subito nella trama. Basti pensare alle numerose ‘storie nelle storie’ che sì, delle volte svelano i retroscena della storia e arricchiscono gli eventi ma, quando le si vede quasi prendere il sopravvento sulla narrazione principale stessa, finiscono col diventare a volte un po’ monotone.

Nonostante qualche aspetto negativo, però, la penna di Daniele Bello ha diverse e numerose note positive: oltre a quello della cartina del romanzo, anche l’idea di utilizzare la nostra storia trascorsa e intrecciarla all’iter fantastico che ci viene proposto è interessante e intelligente.

A tal proposito, si denota un importante studio da parte dell’autore che riguarda il nostro passato, soprattutto nei riferimenti preistorici.

Diversi anche i rimandi ai volumi trascorsi, che incuriosiscono il lettore e lo stimolano nella img8lettura/rilettura dei suddetti per riuscire ad avere un quadro ancor più ampio della cosmogonia creata.

Il lessico è ben adoperato, il registro linguistico ampio e meritevole di valutazione a pieni voti.

Il libro e la penna nel complesso meritano 4 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

 

Come nasce il libro?

Il libro nasce dalla mia grande passione per il fantasy e per i giochi di ruolo, unitamente al mio grande amore per la mitologia.

Dopo anni e anni di lettura ad un certo punto è diventato urgente e pressante il desiderio di mettere per iscritto queste fantasie.

 

Interessante l’idea di utilizzare il mondo esistente per renderlo scenario degli eventi immaginifici narrati nel tuo volume. Come è andata questa idea?

L’idea della “storia nella storia” è vecchia come il mondo e risale alla più antica favolistica; mi viene in mente, tra tutti, la fiaba orientale (“Le mille e una notte”).

Quanto al ponte tra la storia antica e la fantasia, lo spunto mi è venuto dal Medioevo, quando si è cominciato a “raccogliere i cocci del passato” per ricostruire il futuro. Nel mio fantasy accade qualcosa di analogo.

 

Le diverse tematiche raccontate possono tranquillamente ricondursi a eventi contemporanei: è stato un effetto voluto? Se sì, di che tipo di critica si tratta?

L’eterno ciclo della storia che si ripete, che si interseca con la fantasia e con la memoria… sì, un effetto decisamente voluto.

Non parlerei tanto di una critica, ma di un messaggio eterno ed universale: quello dell’equilibrio tra ordine e caos, quell’equilibrio che noi tutti siamo chiamati a difendere e salvaguardare.

Leggi il mio libro perché….

Vuoi leggere, imparare e divertirti allo stesso tempo? Magari in compagnia di figli o nipoti? Hai scelto il libro giusto!

Progetti futuri?

Una rilettura dei “Promessi Sposi” in chiave fantasy e un saggio di mitologia romana.

 

Daniele Bello al seguente link: http://www.amazon.it/Hoenir-Druido-liniziazione-Daniele-Bello-ebook/dp/B01CRNF9WQ

 

Si ringrazia per la collaborazione Francesco Leo.

 

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La leggenda di Serlin di Francesco Lami

Se vuoi leggere un fantasy ben costruito, ricco di dettagli, descrizioni, schemi, spiegazioni, liste e immagini ‘La leggenda di Serlin’ di Francesco Lami fa al caso tuo!

Francesco Lami

Francesco Lami

Francesco Lami, classe 1982 esordisce nel mondo dell’editoria con un fantasy niente male, 640 pagine di una storia meravigliosa: Serlin è il protagonista, giovane, ignaro del suo futuro e del suo destino… o meglio, di ciò che dovrà fare, del fardello che dovrà risolvere in quel colorato mondo dove Maghi, strani personaggi, posti fatati e situazioni misteriose fanno da protagonisti.

Il libro risulta essere interessante sin dall’inizio, i dettagli nati dalla penna dello scrittore Lami lascian davvero sorpresi, andando a creare un romanzo ‘quasi’ realistico. Di tanto in tanto è possibile incontrare durante la lettura schemi, liste, immagini, declinazioni latine, schizzi o tabelle che agevolano, senza dubbio, la comprensione totale del romanzo.

Idea, trama, scrittura meritano quattro stelle su cinque.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce ‘La Leggenda di Serlin’?

La Leggenda di Serlin è nata per caso, ma nel vero senso della parola! Erano i primi giorni del mese di febbraio 2012, e in quel periodo ero costretto a rimanere a casa per una grave lesione a un tendine di una spalla. Passavo molto tempo al letto per non provare troppo dolore e, in uno dei riposini forzati, sognai un breve combattimento a colpi di magie tra un essere incappucciato e due persone che difendevano una culla. Cercai di ricordare in quale libro, film o serie televisiva avessi visto tale scena, ma ben presto mi resi conto che non era in nessuna di questi. Lì per lì lasciai perdere, anche perché di sogni strani se ne fanno tanti durante la vita. Purtroppo, il recupero della spalla procedeva più lentamente del previsto e, per passare il tempo, decisi di buttare giù due righe al computer di quello che avevo sognato giorni prima, magari facendone un breve racconto da mettere su qualche blog dedicato al fantasy. Ma più scrivevo e più ci prendevo gusto, anche perché la storia che stavo narrando mi appassionava. Da quel momento non ho più abbandonato la mia creatura, che ogni giorno si arricchiva di nuovi particolari e personaggi. A giugno 2015 ho terminato la stesura di Serlin, poi ho dedicato i sei mesi successivi alla correzione e infine mi sono auto pubblicato con una nota casa online di self-publishing a fine gennaio 2016.

Durante la lettura del libro si incontrano spesso immagini, grafici e elementi aggiuntivi: perché questa scelta?

Credo per due ragioni. La prima perché, leggendo vari fantasy di autori emergenti, ho sofferto l’assenza di qualche immagine per descrivere il mondo in cui i personaggi si trovano ed interagiscono. Secondo me, una buona immagine serve per far immergere il lettore ancora di più nella storia. La seconda ragione credo che possa definirsi deformazione professionale. Provengo da studi scientifici (liceo e laurea in biologia), dove i grafici e le immagini sono necessari per spiegare bene i concetti richiesti. E allora mi sono detto: perché no?

Leggi il mio libro perché…

La leggenda di Serlin

La leggenda di Serlin

Fondamentalmente si tratta di un libro molto diverso dagli altri. Le tematiche affrontate possono essere anche comuni (la lotta tra il bene e il male è presente in ogni genere di libro), ma la struttura con la quale ho sviluppato l’opera è profondamente diversa da un classico fantasy. Chi lo ha letto lo ha definito un manga romanzato, quindi chi vuole assaporare qualcosa di diverso dagli altri farebbe bene a dargli un’occhiata! Inoltre, ho cercato di rendere la storia il più intrigante possibile, senza mai scadere nella banalità. Ci sono misteri, enigmi da risolvere, antiche profezie da capire e da analizzare, qualche accenno alla scienza della vita, parecchi combattimenti. Gli ingredienti per passare un paio di ore a sognare ci sono tutti!

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Attualmente sto lavorando al seguito. La Leggenda di Serlin finisce con molti interrogativi aperti, che ben sviluppati possono portare a un libro ancora più avvincente. Ho diverse idee in mente, spero di riuscire a scriverle nel modo più appassionante possibile. Naturalmente non mancheranno l’umorismo, l’azione, i combattimenti e le immancabili immagini. La mia intenzione, però, non è quella di creare una serie infinita di avventure, vorrei scrivere una trilogia e poi fermarmi. La Leggenda di Serlin ha avuto un inizio, avrà un bel corpo centrale in cui verrà spiegato tutto e avrà, inevitabilmente, una fine. Non ho mai apprezzato libri, manga, film, serie televisive in cui si va avanti all’infinito e si creano misteri su misteri solo per vendere. La fine di Serlin sarà spettacolare e al tempo stesso lascerà tutti a bocca aperta (già ho parecchie idee che mi ronzano in testa), magari qualcuno potrà fantasticare su alcune situazioni, ma sarà conclusiva. Dopodiché, non credo che scriverò mai più qualcosa, il mio nome è immancabilmente legato a quello di Serlin.

 

Francesco Lami, ‘La leggenda di Serlin’, 640 pagine, 35 euro.

 

 

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Via Lactea- Dall’altra parte della galassia di Eric Bucci

Eric Bucci pubblica Via Lactea- Dall’altra parte della galassia , il sequel di Via Lactea- Missioni spaziali pubblicato da Arduino Sacco Editore.

Eric Bucci

Eric Bucci

La penna dell’autore si classifica da subito nel genere Fantasy, lo scrittore stesso sottolinea più volte la preferenza per questa tipologia di lettura, proprio perché permette di creare mondi paralleli facilmente raggiungibili con la fantasia.

Via Lactea- Dall’altra parte della galassia è un romanzo in cui i protagonisti si ritroveranno davanti ad ostacoli e missioni non precedentemente calcolate; i racconti dell’autore sapranno portarvi n giro per le galassie grazie ad una scrittura fluida e descrittiva. I personaggi, ben costruiti, gli ambienti, ricercati, faranno di questo fantasy…. un vero fantasy!

Come nasce Via Lactea- Dall’altra parte della galassia?

“Via Lactea- Dall’altra parte della galassia” è nato insieme al suo predecessore “Missioni spaziali”. In un primo momento avevo pensato ad un solo libro, esattamente con questo titolo (Via Lactea- Dall’altra parte della galassia, per intenderci), ma la lunghezza del dattiloscritto mi ha fatto optare per una scissione in due libri diversi. Chi ha letto il precedente sa che tipo di finale ha e che un seguito era dovuto. Ho perso un po’ di tempo per le necessarie modifiche, per trovare il giusto punto in cui effettuare le divisione da un singolo libro a due libri diversi e per trovare un titolo adeguato per entrambi (alla fine uno ha mantenuto il titolo originario e l’altro ne ha avuto uno nuovo), ma, alla fine, penso di essere riuscito a cavarmela.

Il romanzo si presenta come un sequel, pensi che questa scelta ‘editoriale’ possa aumentare la fiducia tra scrittore- lettore?

Per rispondere a questa domanda, dovrei entrare nella psiche dei lettori. Nel campo della narrativa ho capito che sul tema i lettori si possono dividere in due grandi categorie: quelli che adorano le storie a episodi e quelli che le detestano.

Nel mio caso non si tratta di una vera e propria scelta editoriale premeditata, ma di una necessità dettata dal fatto che la storia che sto costruendo è molto lunga, ricca di eventi e personaggi e non era possibile raccontare tutto in un solo libro.

In generale, nella vita quotidiana la fiducia va conquistata. In questo caso, vorrei potermi guadagnare la fiducia della prima categoria di lettori, facendo leva sulla loro predisposizione a seguire storie molto lunghe e articolate in più parti, ma non nego che mi piacerebbe riuscire a far cambiare idea anche a qualcuno della seconda.

Leggi il mio libro perché…

VIA LACTEA 1 (1)Motivo più immediato: se si è letto Missioni spaziali e si vuol sapere come continua la storia. Altro motivo: se si è appassionati o anche incuriositi dalla fantascienza, è una valida occasione per coltivare la passione.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Per l’immediato futuro un terzo episodio di Via Lactea, che penso di intitolare “Il tunnel conteso”, e quasi sicuramente anche un quarto. Per un futuro un po’ più lontano, sto pensando ad un nuovo progetto, di cui però non posso ancora svelare nulla perché totalmente in alto mare. Diciamo che la serie Via Lactea potrebbe avere compagnia.

 

Via Lactea- Dall’altra parte della galassia, edito da Arduino Sacco Editore, 222 pagine, 21,90 euro.

Link: http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/via-lactea-ep-2/

 

 

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Il ritorno di Inna-Mok di MAX GIORGINI

Terre sconosciute, insetti strani, uccelli mai visti, territori incolti o combattuti: che cosa sono? Alcuni elementi del romanzo d’esordio di Max Giorgini, libro edito da 0111 Edizioni dal titolo Il ritorno di Inna-Mok.

Max Giorgini esordisce con una storia fantasy veramente ben pensata e articolata arricchita da mappe illustrative della terra di Ruhel, territori occupati da svariate popolazioni, con caratteristiche diversificate per ogni popolazione.

Un solo elemento in comune: INNA-MOK, chi è? L’antagonista, il cattivo, il potente, il rinato, colui che potrà essere sconfitto solo attraverso un oggetto andato perduto, sarà poi ritrovato? Lascio al lettore la possibilità di fantasticare sul finale….

Un anziano che si siede su un muretto, con pazienza racconta la storia alla sua nipotina che, incuriosita, incalza con domande e il nonno che, a fatica, risponderà alla piccola non sa che in realtà la sua leggenda andrà molto oltre…quell’innocuo racconto.

Max Giorgini, dirigente scolastico di un istituto, ha esordito con un fantasy davvero ricco di particolari, Il ritorno di Inna-Mok.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce Il ritorno di Inna-Mok?

12081538_1707337922830728_1710216296_nAnni fa ho scritto dei racconti fantasy, alcuni dei quali hanno ottenuto buoni piazzamenti nei premi Tolkien e Courmayeur.

Più di recente ho proposto questi racconti, e altri che avevo composto in seguito, a un’agenzia letteraria. Il giudizio è stato che erano piuttosto buoni, ma che trovare qualcuno che pubblichi raccolte di racconti è difficile, mentre magari con un romanzo…

Allora mi sono messo al pc con l’idea di scrivere un romanzo, e mi è venuta in mente la scena con cui comincia il libro: un anfiteatro gremito e avvolto nelle tenebre, con al centro un mago potentissimo ridotto all’impotenza. Ridotto all’impotenza ma non sconfitto definitivamente, perché anzi sta covando propositi di vendetta.

Cos’ha il genere fantasy di così diverso rispetto agli altri generi letterari?

Diversamente dai generi le cui storie sono ambientate nel nostro mondo, il fantasy permette una maggiore libertà inventiva. Inoltre evoca un mondo di castelli, cavalieri, maghi, spade ecc. che – benché solo parzialmente – richiama il medioevo, un’epoca da cui sono sempre stato profondamente attratto.

La chiave del romanzo è racchiusa in un oggetto smarrito, come nasce questa scelta?

“Il ritorno di Inna-mok” si inserisce intenzionalmente nell’ambito del fantasy classico, e la presenza di oggetti magici è uno degli elementi caratteristici del genere (pensiamo all’anello di Sauron e alla spada di Shannara) nonché delle leggende bretoni che ne stanno alla base (pensiamo a Excalibur). L’oggetto incantato, in grado di aumentare i poteri e le facoltà di chi lo usa, marca con enorme efficacia l’alterità assoluta dell’universo fantasy rispetto al nostro mondo, ed esercita su di me un fascino fortissimo. Il fatto poi che sia andato perduto permette di mettere in scena un ricerca, cioè un’altra delle componenti che contraddistinguono il genere e le sue radici letterarie.

Leggi il mio libro perché…

COP.eb.il ritorno di inna mokIl romanzo possiede aspetti che possono piacere a un appassionato di fantasy: magie, componenti epiche, duelli e inseguimenti. Alcune delle razze sono chiaramente ispirate a quelle della Terra di Mezzo, e le vicende cittadine a qualcuno ricorderanno le storie di Fritz Leiber che hanno come protagonisti Fafhrd e il Gray Mouser.

Altri aspetti rendono “Il ritorno di Inna-mok” proponibile anche al di fuori della cerchia dei lettori fantasy: i protagonisti non sono fenomeni imbattibili ma persone “normali”, vengono indagati nelle loro dinamiche psicologiche e nel corso della vicenda subiscono una trasformazione. Inoltre la narrazione presenta un discreto tasso di realismo, e la separazione fra bene e male è tutt’altro che semplice e netta.

Quali sono i progetti per il futuro?

Sicuramente continuare con il fantasy. Ma per il mio modo di scrivere, attento all’approfondimento dei personaggi e alla problematicità delle situazioni, mi sento attratto anche verso altre direzioni.

 

 

Max Giorgini, Il ritorno di Inna-Mok, prezzo di copertina 15,70 euro, 0001 EDIZIONI.

Link: http://www.maxgiorgini.com/

 

 

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