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 “Déjà vù – a volte ritorno” a Teatro Trastevere

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

10-15 Ottobre 2017

 “Déjà vù – a volte ritorno”

 

Regia

Leonardo Buttaroni

Soggetto di: Leonardo Buttaroni

Scritto da: Lorenzo Misuraca

Con

Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni

Scene di Roberto Pavoni

A volte ritorno…il tempo è una grottesca illusione

cit.

Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”

“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un’atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.

 

L’autore dice:

“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”

Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.

L’intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:

“…il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora…”

 

 

10-15 Ottobre 2017

Déjà Vù – a volte ritorno

Teatro Trastevere, via Jacopa de’Settesoli 3, 00153 Roma

orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

contatti:

06.5814004

info@teatrotrastevere.it

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Civico 15

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

“CIVICO 15”

di

Olimpio Pingitore

Dal 21 al 26 febbraio 2017

Con:

Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.

Regia: Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore:

Un’occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”

Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?

Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?

Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

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DON VITO LECCI. LA SCUOLA DEL FARE

A quindici anni dalla sua morte il Comitato Festa di San Rocco e il Santuario di Torrepaduli ricordano Don Vito Lecci, il sacerdote che ha cambiato il volto di Torrepaduli e della sua comunità.

 Nel 1945 Don Vito  impedì l’inchino della statua di San Rocco davanti al palazzo della donna più ricca del paese. Iniziò così  il suo sacerdozio nella piccola frazione di Ruffano. Contrastato dalla Curia, più volte minacciato di morte, in 50 anni di missione religiosa Don Vito cambiò il destino della piccola frazione partendo dalla scuola.

 

Domenica 19 febbraio, alle ore 18.30, nella scuola elementare di Torrepaduli, il Comitato festa San Rocco ricorda l’opera e la missione religiosa del Rettore del Santuario con la presentazione del DOCUVIDEO “Don Vito Lecci. La scuola del fare”, scritto e diretto da Gabriella Della Monaca e Simone Rosato e prodotto da Wemake studio. Una raccolta di testimonianze, interviste e documenti inediti che narrano la storia del parroco.

 

 

Grazie alla sua lungimiranza, Don Vito,  ha fornito alla popolazione numerosi mezzi di riscatto tra i quali una scuola elementare, un cinema gratuito per tutti, l’abbonamento gratuito, la diffusione nel mondo del  bollettino di informazione “La Voce di San Rocco”. La sua forte personalità entrava facilmente in contrasto  con quanti non avevano la sua stessa visione, ma la sua infaticabile tenacia superava anche i dissidi più profondi.

Il Docuvideo ripercorrerà le tappe salienti della vita sacerdotale di Don Vito che si legano indissolubilmente alla storia dell’intera comunità. Nel corso della serata, previsti anche gli interventi del Sindaco di Ruffano Carlo Russo, del Vicario Episcopale per la cultura e Direttore dell’archivio storico della Curia di Ugento Monsignor Salvatore Palese, del Rettore del Santuario di San Rocco Don Gino Morciano, oltre alle testimonianze di Don Giuseppe Indino, Graziella Giovannico, Rocco Frisullo, Antonio Paiano e Lucio Casi.

Durante la serata sarà  consegnata al sindaco di Ruffano Carlo Russo la richiesta per intitolare la scuola elementare di Torrepaduli a don Vito Lecci a seguito di una petizione popolare.

 

 

 

DOCUVIDEO

DON VITO LECCI. LA SCUOLA DEL FARE

Soggetto  Gabriella Della Monaca

Regia:  Simone Rosato

Immagini:  Francesco Moscagiuli

Assistente di produzione: Thomas Urso

Ottimizzazione:  Daniele Fusco

Ricerche e redazione: Carla Falcone

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IV Premio letterario ‘Vitulivaria’

Sono tantissimi i concorsi letterari in questo periodo dell’anno, tante le opportunità di crescita e confronto offerte nell’ambito della cultura.

 

In questo post vi segnalo un nuovo concorso letterario organizzato da un’associazione salentina, troverete poi il bando del quarto concorso nazionale di poesia “Vitulivaria” – memorial Gerardo Teni” ed il relativo manifesto, organizzato dall’Associazione Culturale “Viva Mente” con sede in Novoli (Le) in collaborazione con il Comune di Novoli, ai fini di una diffusione sul territorio.

Un premio di scrittura che è giunto alla IV edizione e che rivolge la sua attenzione anche al mondo della scuola, incentivando i giovani a proporre le proprie opere in forma gratuita.
Quest’anno il premio, istituito dal presidente di “Viva Mente”, Maria Rosaria Teni, prevede cinque sezioni (poesie e racconti brevi) a tema libero o a tema obbligato. Relativamente agli scritti a tema obbligato, si è scelta la tematica  : “La musica nel cuore” – la parola e la nota – linguaggio del cuore. “per la poesia e per la narrativa: “La poesia è la memoria bagnata dalle lacrime. La musica è la memoria del mare Le prime tre sezioni sono indirizzate a poeti e scrittori, la partecipazione alle ultime due è promossa all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Valuteranno gli scritti due distinte giurie composte da personalità del panorama culturale contemporaneo, i cui nomi saranno resi noti all’indomani della scadenza del concorso, al fine di garantire la massima trasparenza ed imparzialità di giudizio. La scadenza per l’invio degli elaborati è il 12 febbraio 2017 e la serata di premiazione è prevista per il 24 aprile 2017 nella splendida cornice del Teatro Comunale di Novoli.

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 Il bando completo

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“Hai finito…?!? erase / rewind” a Roma

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta

 

“Hai finito…?!? erase / rewind”

dal 18 al 22 gennaio 2017

 

Testo e Regia:

Erika Barresi

con

Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri

 

Coreografie: Claudio Meloni

Aiuto Regia: Flavia Cidonio

Music mix: Dj Silver

 

Teatro Trastevere

h 21.00, domenica h 18:00

contatti: 06-5814004

via Jacopa de’Settesoli 3 00153 Roma

www.teatrotrastevere.it

 

Debutta il 18 gennaio 2017 la nuova commedia d’amore comicamente surreale, scritta e diretta da Erika Barresi, prodotta dalla Compagnia Gruppo Teatro Onda, ed interpretata da Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri, un gruppo molto affiatato e già collaudato che riesce a portare in scena la giusta atmosfera ricca di sfaccettature, evidenziando con ironica naturalezza – aiutati anche dalle poetiche coreografie di Claudio Meloni – le caratteristiche dei personaggi.

foto-barresi

Il testo concepito dalla Barresi, si svolge su più livelli narrativi che marciano paralleli: il primo più vicino alla narrazione cinematografica, è un continuo viaggio tra presente e passato, attualità e flashback; il secondo livello è lo spazio scenico che scandisce la storia raccontata dal narratore al pubblico. La storia che si racconta è un amore finito.

 

Il protagonista Gabriele, interpretato da Alessandro Capone, è un compositore di musica classica, in piena crisi sentimentale perché Alice, la donna della sua vita, lo ha lasciato.

Anto, inizialmente pensato come ruolo maschile è interpretato da Samantha Silvestri. Dentro il suo sogno ossessivo Gabriele infatti trasforma il suo manager ed anche unico amico in donna. Lei raccoglie le sue confidenze, le riflessioni, i timori e li riporta al pubblico, ma non si limita solo al racconto dei fatti, ci mette sopra anche molto di se: Anto è una donna disincantata, pessimista e decisamente cinica, convinta che una storia d’amore finisce sempre e comunque.

E poi c’è Alice che è la causa concreta da cui scaturisce tutto: finisce l’amore può iniziare la commedia. Alice, interpretata da Giulia di Nicola, è un personaggio di riflesso alle ragioni del protagonista, interagisce con gli altri interpreti in un entra ed esci esclusivamente funzionale alla storia.

 

locandina-barresi

Un significativo apporto alla commedia lo danno anche musica e coreografie. Le note di storici brani Rock degli anni ’90, reinterpretati dal vivo dagli attori, scandiscono momenti fondamentali e diventano parte integrante dello spettacolo. Per le coreografie Claudio Meloni si è ispirato alla danza-contact, l’esplorazione attraverso i sensi di forme e movimenti spontanei, creando un percorso/coreografico che trasforma i passaggi realtà/sogno in un vero e proprio video clip stile anni 90.

Vi aspettiamo a Teatro Trastevere dal 18 al 22 gennaio.

 

“Hai finito…?!? Erase / Rewind”

Scritto e diretto da Erika Barresi

dal 18 al 22 gennaio a ROMA!

 

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Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale di Walter Nanni e Serena Quarta

Presentazione del Volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale” di Walter Nanni e Serena Quarta. Giovedì 12 gennaio 2017 – ore 18 – Lecce, Antico Seminario – Piazza Duomo

 

Chi sono i “Giovani Neet? Sono giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano. Il fenomeno in Italia assume contorni preoccupanti anche perché i soggetti coinvolti, di frequente, scivolano in una spirale di corrosione progressiva della propria condizione non solo economica, ma soprattutto emotiva e relazionale. Alcuni di essi si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas e manifestano una condizione in cui si combinano passività, disorientamento, recriminazione.

 

Il volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale”, diWalter Nanni (Responsabile dell’Ufficio Studi Caritas Italiana) e Serena Quarta (assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento), Edizioni universita-del-salento-300x212Lavoro, riporta i risultati di un’indagine nazionale sui “Giovani Neet” (Not in Employment, Education and Training) che si rivolgono direttamente o tramite i loro familiari ai Centri di Ascolto Caritas.

 

Il volume verrà presentato a Lecce, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18 nella sala conferenze dell’antico seminario di Piazza Duomo, nel corso di un incontro promosso dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento in collaborazione con Caritas Italiana e con l’Arcidiocesi di Lecce. Aprirà i lavori il professor Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento. Insieme con gli autori, interverranno il professorEmiliano Sironi dell’Istituto “G. Toniolo”, che ogni anno pubblica il Rapporto sulla condizione giovanile in Italia e il dottor Sebastiano Leo, Assessore alle Politiche per la Formazione e Lavoro della Regione Puglia. Concluderà i lavori l’arcivescovo di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio.

 

“Obiettivo della ricerca – sottolineano gli autori – è stato quello di approfondire la duplice condizione di svantaggio sociale che colpisce quei nelpaesedeineetgiovani che, oltre ad essere esclusi dallo studio, dalla formazione e dal lavoro, provengono anche da contesti familiari di disagio e povertà”.

 

L’indagine rappresenta una novità assoluta nel panorama scientifico poiché per la prima volta prova ad approfondire il tema dei “Neet” utilizzando più metodologie, in particolare viene adottato l’approccio qualitativo innovativo dello shadowing (tecnica qualitativa sperimentale di osservazione). È stata svolta un’analisi statistica nazionale su 1749 “Neet utenti” dei servizi Caritas; 51 interviste biografiche in profondità distribuite per macro aree territoriali; tre esperienze di shadowing.

 

La ricerca, infine, ha permesso di porre l’attenzione su manifestazioni del fenomeno “Neet” difficili da analizzare ma anche da intercettare perché mimetizzate in circuiti di disagio sociale cronico sommerso.

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