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Blake- Il divenire degli dei di Simone Alessi

Quanti di noi in alcuni momenti della vita, magari da adolescenti, ha pensato di sentirsi sbagliato, fuori luogo? A me personalmente, durante la mia giovinezza è successo.

Il romanzo, Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi classe 1985, nato a Urbino trasferitosi a Bologna dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti; in parte, ci permette di affrontare qualche nostro vecchio demone con il suo personaggio Blake.

 

Saremo catapultati in un futuro distante centinaia di anni dove la terra, colpita da guerre sanguinarie, non è più quella che conosciamo noi ora. Inizialmente Blake apparirà come un ragazzo semplice che vive la sua esistenza in un piccolo paese conservatore, si incontra con i suoi amici e cerca di vivere portandosi dentro la mancanza di una famiglia, dei genitori.

L’incontro con Luce gli rivelerà la sua vera natura. Il ragazzo ha dentro di sé qualcosa di molto potente che la mente umana non è in grado di comprendere e si ritroverà coinvolto nel prossimo conflitto affiancato da Selene, Morte, Hecate e Sam. Dovrà ritrovare le sue vere origini e lotterà, allo stesso tempo, con la parte più profonda della sua psiche, si metterà in gioco scoprendo una parte di sé stesso che fino ad allora non pensava potesse esistere.

Il romanzo ci offre tanti spunti di riflessione mentre viene raccontata la storia del protagonista.

Rifletteremo sull’uso proprio o improprio della tecnologia e delle conseguenze che ne derivano dall’impiego di questi strumenti; sulle tematiche riguardanti la religione che, visti i tempi che viviamo, ci porteranno a valutare meglio le differenze che ci circondano e i suoi simbolismi; l’emarginazione sociale che porta con sé un grande carico di pregiudizi che non permette alle persone di esprime veramente il proprio io.

Nel romanzo troviamo anche delle splendide descrizioni di città storiche della nostra bella Italia, l’autore molto probabilmente si è ispirato alla sua città natale, Urbino; inoltre possiamo degustare dei fantastici riferimenti letterari e storici.

Blake rappresenta una metafora sulla diversità, sull’accettazione e sul vivere in una società che non si riesce a sentire propria e, purtroppo, molti di noi si sentono in questo modo perché non hanno trovato sé stessi e, forse, dovrebbe cercarlo altrove anche se non è sempre facile.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Tutto ha avuto inizio in una notte d’inverno, quando la fantasia regnava fra le offuscate nuvole del cielo. La mia vita stava cambiando. Ero giovane e ancora non ne conoscevo le varie sfumature. Blake era celato nei miei sogni. Giorno dopo giorno ho scritto di lui e del suo mondo, del nostro mondo, e così è nato”.

Blake è sempre stato il riflesso al dì là dello specchio. Un sogno ad occhi aperti che da anni viveva nella mia fantasia. Inizialmente osservavo il suo mondo da estraneo, ma giorno dopo giorno iniziai a prendere appunti su di lui e sul suo universo. Da riflesso inconsistente divenne una creatura al dì là della realtà e della fantasia. Ora è un amico con il quale ho intrapreso un’avventura che tutt’ora non mi abbandona mai.

Il mondo può essere visto e vissuto in due modi: il primo è quello gelido e asettico della realtà e il secondo modo è quello della fantasia.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

La parola messaggio deriva dall’antico francese message, che proviene, a sua volta dal latino tardo missaticum, cioè ambasciata. Per cui posso affermare che “Blake – il divenire degli dei” è il libro ambasciatore di una realtà malata e confusa, dove tutto ruota sull’effimero, svalutando così il significato dei sentimenti. Metafore su vassoi d’argento.

Violenza, esclusione sociale, diversità, solitudine e molte altre dinamiche vengono affrontate fra le pagine di questo libro, il tutto per dimostrare che seppur abbandonati dal destino, in realtà, non siamo mai soli. A volte l’orizzonte non è poi così distante seppur colmo di nuvole nere.

 

Leggi il mio libro perché…

Io leggo sempre prima di andare a dormire, e in quell’istante si crea un’intimità colma di immagini, dove si diventa tutt’uno con la storia. Blake è una storia da vivere e sognare allo stesso tempo. Non pretendo che la gente legga il libro come un manuale o un saggio, ma spero che si immerga in quel mondo così vicino al loro. Al nostro. Al mio.

A volte basta perdersi in un sogno per comprendere meglio la propria vita e questo libro non è altro che una porta verso un rifugio sicuro, composto da personaggi che non chiedono altro di essere amati per quello che sono.

Conoscerete Lucifero, Enom, Morte, Hecate e Blake. Semplici nomi per creature complesse.

Loro sono lì che vi attendono, in attesa di un nuovo volto.

Un volto che si manifesterà grazie alla vostra immaginazione.

 

Progetti futuri?

Ho diversi progetti da realizzare… primo fra tutti essere felice, dipingendo molti altri libri.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi – Editore: Vertigo edizioni – 360 pagine – prezzo di copertina 16,50 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

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Dentro Me di Matteo Nepi

Non mi capita molto spesso di trovare un libro come quello di oggi, che riesca a scrivere e narrare bene le proprie fragilità e le emozioni coinvolgendoti nella storia narrata. “Dentro me” riesce molto bene in questo intento e il suo autore, Matteo Nepi, nato a Milano laureato in Scienze Politiche e dal 2008 vive a Dublino; riesce a raggiungere quest’obbiettivo con il suo romanzo d’esordio.

Ci troviamo in una Milano degli anni novanta dove Andrea Fiacchini, studente universitario alla facoltà di giurisprudenza, è un giovane introverso proveniente da una famiglia di genitori separati che, presi dalle loro contrasti, si sono occupati poco di lui.

Il rapporto difficile con i genitori e soprattutto con il padre, lo porterà a non riuscire a superare i malesseri che i giovani della sua età devono affrontare, portandosi con sé le sue problematiche infantili.

Riesce, comunque, ad instaurare un’amicizia molto duratura con il suo amico Loris che lo sosterrà sempre dandogli dei consigli che lo porteranno a guardarsi dentro e a scavare nella profondità del suo animo.

L’autore si rivolge direttamente al lettore mettendolo, in questo modo, subito a proprio agio e facendogli leggere il romanzo tutto d’un fiato. Aiuta tantissimo la scrittura, molto chiara e la giusta collocazione dei dialoghi, molto intensi, che spezzano bene il ritmo della narrazione.

Ognuno di noi si ritroverà nei racconti del giovane Andrea: la continua ricerca del senso della vita, le tristezze di quando ancora non si riesce a capire se si è carne o pesce, l’amicizia, le paure e i timori per il futuro che verrà, la solitudine e la tristezza ma, sopra ogni cosa, l’amore.

Con Andrea, Matteo Nepi, ci accompagna in un viaggio che, inevitabilmente, ci fa riflettere sulle dinamiche dei sentimenti umani e sulle nostre fragilità che possono essere spazzate via quando riusciamo a trovare il giusto equilibrio e la giusta serenità d’animo.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Una mattina d’inverno in un’aula universitaria. Su quello che doveva essere il quaderno degli appunti iniziai a descrivere la scena di uno studente universitario che usciva di casa per andare a sostenere un esame.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Che la felicità è spesso lì dietro l’angolo, basta avere la follia di rincorrerla e la pazienza di aspettarla.

 

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Mi rivolgo ai ragazzi che si avvicinano alla scrittura o che sono in cerca di una casa editrice per il loro primo romanzo. Non cedete subito a chi vi propone la pubblicazione in cambio di denaro. Siate accorti, esistono anche le case editrici che non chiedono contributi all’autore. Non abbiate fretta, tanto i sogni non ve li ruba nessuno.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è una storia semplice, un viaggio dove sarai accompagnato dai personaggi. Perché ti regalo un po’ delle mie emozioni, le stesse che mi facevano scrivere per otto ore al giorno.

Progetti futuri?

Sto ultimando un romanzo ambientato tra Italia, Venezuela e Panama. Anche questa è una storia semplice, di vita vissuta.

 

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Dentro me di Matteo Nepi – Editore: Pav Edizioni –  – prezzo di copertina 13,90 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

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SDB di Irene Merlino

Se dovessi nominare le famose Charlie’s Angels, molti di voi andrebbero subito a pensare al film del 2000 e non alla famosa serie tv degli anni settanta a cui si ispira. SDB, il libro che presentiamo oggi, a me, inguaribile nostalgica, ricorda molto la serie tv anche se, ognuno può trarre ispirazione liberamente visto e considerato che l’autrice, Irene Merlino, nata in Friuli nel 1979 e quinta di sei fratelli, trae ispirazione dalla sua immaginazione.

Nel romanzo SDB di Irene Merlino troviamo due sorelle, Renè e Lisa, che vengono rapite da giovanissime da uno dei Clan di spicco del crimine organizzato mondiale, il Daire. Le due protagoniste, come nei migliori romanzi di spionaggio, vengono addestrate per diventare delle efferate assassine e per rimanere fedeli al clan ma loro non saranno mai fedeli e oneste nei confronti dell’organizzazione.

Riescono ad architettare la loro morte e a scappare dal clan cercando di riappropriarsi della loro vita passata senza raccontare a nessuno ciò che hanno vissuto negli ultimi sei anni anche se, questi ricordi, riaffioreranno nelle loro menti molto frequentemente.

Tra intrighi, ricordi della loro vita passata e l’intervento di un’organizzazione militarmente strutturata che ha cercato inutilmente di abbattere il Daire fin dalla sua nascita, la World Investigation; le due protagoniste dovranno combattere nuovamente per non essere coinvolte dalle attività criminali del clan. Con un finale tutto da scoprire con non pochi colpi di scena che lasciano il lettore incredulo, consigliamo questo libro anche a chi non ha idea di chi possano essere le Charlie’s Angels.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Dal desiderio di rendere vivi i miei personaggi.

Prima di SDB, i protagonisti delle mie storie avevano pezzetti di vita breve nelle fiabe della buona notte e facevano parte di un mondo immaginario, creato apposta nei fantasy con cui mi dilettavo.

Arrivata all’età adulta ho sentito la necessita di renderli veri, di localizzarli sul pianeta in cui vivo e di farli vivere con alcuni dei dolori che il mondo intorno a me generava, affliggendomi.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Di non arrendersi di fronte alle difficoltà. Ognuno di noi possiede una forza propria dentro, capace di scaturire nelle avversità, se la lasciamo abbracciarci. Se ci crediamo, senza aspettarci nulla da nessuno.

 

Leggi il mio libro perché…

Per trovare la Famiglia, l’Amicizia, l’Amore. La Forza di volontà, l’Autorità e la Lotta al terrorismo. Elementi che in questa storia viaggiano sempre assieme, andando a rispecchiarsi nella quotidianità di una vita fatta di normalità. Fondamenti che legati da azioni violente, possono diventare un’arma a doppio taglio.

 

Progetti futuri?

Continuare a scrivere.

Sto sistemando la parte conclusiva di SDB, quel pezzo mancante che rivela chi si nasconde realmente dietro il Clan che ha portato le sorelle a diventare dei sicari, che svela la ragione della scelta fatta su di loro e che porterà i diversi gruppi, legali e illegali, di fronte a una possibile guerra.

Oltre ad altri racconti e un diverso romanzo.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – SDB di Irene Merlino – Editore: dreamBook– 201 pagine – prezzo di copertina 13,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Assunta Marinelli in “Le stanze della memoria”

Oggi incontriamo una nuova autrice, Assunta Marinelli nata a Chieti dove attualmente vive e lavora.

La sua opera “Le stanze della memoria” ci porta a riflettere sui ricordi riguardanti la nostra vita, le scelte fatte e, forse, non adatte a noi. Le stanze della memoria indica il grande desiderio della scrittrice di raccontare la sua storia.

Il libro è veramente ben scritto ed ha un’ottima fluidità di lettura che permette al lettore di rimanere incollato- praticamente- al libro.

Nel romanzo, l’autrice racconta una storia, la sua, molto intensa e personale che narra di una donna che trova il coraggio di reinventare la sua vita trasferendosi in una città dove non ha affetti e amici ma dove può allontanare le esperienze dolorose che ha vissuto.

La donna, però, non considera il fatto che un semplice rientro al paese natio comporterà il riemergere del suo passato con tutto il suo peso. Da donna adulta capisce che il momento di affrontare i fantasmi del passato è arrivato e si lascia andare ai ricordi con descrizioni particolareggiate di luoghi e sensazioni che riempiono il cuore, gli occhi e la mente.

 

Le stanze della memoria è un romanzo che delinea bene le speranze che la donna aveva da ragazza, le delusioni dategli dalla vita, le attese e le paure di una ragazza che ormai si ritrova donna, madre e nonna. Il percorso che viene fatto non è semplice né, tantomeno, privo di sofferenza ma diviene necessario per poter arrivare a conquistare la serenità.

Ognuno di noi si ritroverà nelle parole e nelle storie raccontate dall’autrice e rifletterà intensamente sul proprio passato e sulle prossime scelte che cambieranno la propria vita.

 

Come nasce quest’ opera letteraria?

Ho sempre amato scrivere, studiare , aggiornarmi, approfondire.

Dopo più di quarant’anni di insegnamento, gli ultimi passati in un Istituto tecnico, ho rivoluzionato il mio metodo, piuttosto classico, ed ho iniziato a insegnare scrittura creativa.

Una volta in pensione, ho voluto mettere in atto i miei insegnamenti , confezionando un mio romanzo, anche perché avevo urgenza di scrivere: un sacro fuoco mi ardeva nelle viscere e non potevo più dominarlo. Così, ho raccolto i vari appunti , riflessioni, cronache giornaliere che mi appuntavo su un quaderno, ne ho fatto una cernita e ho confezionato un romanzo che poi ho mandato all’ Editore Solfanelli.

Così, quelle pagine che avevo scritto per dare forma a quel fuoco che urgeva in me è diventato un romanzo.

 

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si troveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio principale è che con la forza di volontà si può superare ogni difficoltà, perché ognuno di noi ha delle potenzialità nascoste che vengono fuori nei momenti di maggior bisogno. Ma per prenderne coscienza, ciascuno dovrebbe fare un’ anamnesi del proprio passato, in un certo senso rivivere le situazioni, belle o brutte, che hanno determinato il corso alla propria vita: si accorgerebbe così dei propri errori, ma anche del proprio valore, delle proprie capacità. riacquistando quell’autostima persa per fortuiti accadimenti negativi nella propria vita. In tal modo, da una situazione di dolore, può uscirne fortificata e vittoriosa.

 

Leggi il mio libro perché…

“Le stanze della memoria” è un romanzo che si avvale di un dettato scorrevole e di facile lettura dalla prima all’ ultima pagina, conservando sempre un ritmo di caldo e amichevole discorso, che a volte si fa ironico, fino a sdrammatizzare situazioni e creare atmosfere in cui aleggia un riso benevolo e liberatorio. E’ un romanzo che pur trattando temi a volte dolorosi, alla fine dà un messaggio positivo e ottimistico: nulla avviene per caso, ognuno di noi ha un percorso di vita diverso da quello degli altri. L’ importante è come lo si affronta, perché può essere un’ esperienza benefica, nonostante il dolore, un’ esperienza che ti fa capire che la vita va vissuta comunque e che bisogna trarre ciò che vi è di buono da ogni vicenda, anche la più dolorosa. E allora ti senti rinnovata, capace di resistere ai colpi avversi e in grado di affrontare qualsiasi ostacolo, con coraggio e serenità.

 

Progetti futuri?

Nell’immediato, per Pasqua, verrà pubblicato un mio nuovo romanzo, di genere diverso: sarà un giallo psicologico, in cui il tema della pazzia si intreccia con quello della nuova finanza senza cuore, del rating degli stati, degli insolventi di cui poi, uomini senza scrupoli, svuotano i forzieri.

E’ in progetto anche un volume di racconti: penso possa vedere la luce verso la fine di questo anno.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Le stanze della memoria di Assunta Marinelli – Editore: Tabula Fati– 121 pagine – prezzo di copertina 10,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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“TRASTE-STORIE”- dal 23 gennaio al 4 febbraio 2018 -Teatro Trastevere a Roma   Rassegna di Spettacoli e Performance dedicati al Teatro di Narrazione e Memoria

“TRASTE-STORIE”

dal 23 gennaio al 4 febbraio 2018

Teatro Trastevere a Roma

 

Rassegna di Spettacoli e Performance dedicati al

Teatro di Narrazione e Memoria

 

Affabulazioni, Racconti, Storie ed Episodi di vissuto quotidiano tramandati e rappresentati sotto forma di Messa in Scena Teatrale e Realtà Performative Multidisciplinari. Teatro, Musica e Danza si alterneranno sul Palco del Teatro Trastevere, che per l’occasione ospiterà mostre ed installazioni correlate all’interno del proprio spazio, allestito all’insegna di STORIE … da NON DIMENTICARE.

 

 

dal 23 al 26 gennaio 2018

ARKADY

di Giacomo Sette

diretto da Azzurra Lochi

 

musiche originali di Alice Giorgi e Ana Kusch

disegno luci di Pietro Frascaro

aiuto regia Giacomo Sette

grafica e locandina Beatrice Fonti

responsabile stampa compagnia Chiara Preziosa

foto promozionali Giulia Castellano

 

con

Arkady: Giulio Clerici

Alina: Alice Giorgi

Papà: Simone Caporossi

Azazael: Ana Kusch

 

Arkady è un giovane camionista di origini moldavo-russe. La sua è una tratta molto particolare. Consegna tessuti a Le Havre (Francia) e Cabo de Roca (Portogallo), partendo da Taranto. Circa 40 ore di viaggio, con strettissime pause per mangiare e riposare. Il suo viaggio descrive un triangolo perfetto per l’Europa Occidentale. Ma Arkady avrebbe voluto fare il poeta e, soprattutto, è terrorizzato dalla prospettiva di un colpo di sonno. Il Sonno è il suo grande nemico. Per vincere la paura e superare indenne il suo viaggio, Arkady parla da solo. Lo troviamo che parla delle fatiche affrontate per corteggiare e conquistare Alina, laureanda in Storia Contemporanea con una tesi sulla nostalgia dei russi per l’Unione Sovietica. La personalità chiusa e incerta di Arkady incontra non poche difficoltà nell’impresa. Ad aiutarlo ed ostacolarlo ci sono suo Padre, (un ex dissidente sovietico, costretto alla miseria e all’emigrazione dopo la caduta del muro di Berlino), e una misteriosa ragazza, Azazael, narratrice onnisciente. Personaggi reali o semplici proiezioni? In un abitacolo sempre più simile alla mente di chi lo guida tutto è possibile: i piani e i temi si confondono, le voci si accumulano e la strada va, inesorabile. Con il Sonno. Davanti ad Arkady un bivio: la consegna precisa e puntuale dei tessuti o il volo meraviglioso nel paradiso dei camion? La strada da scegliere è tutta qui: chiudere gli occhi, o no.

 

dal 27 al 28 gennaio 2018

LETTERE DALLA MEMORIA

del Teatro delle Condizioni Avverse

Ideazione di Lidia Di Girolamo

 

Coreografie di e con Diletta Brancatelli

Musiche e voce Matteo Colasanti

Voce e testi teatrali Lidia Di Girolamo

 

Spettacolo basato sulla ricerca e raccolta di lettere e frammenti scritti da persone vissute durante la seconda guerra mondiale, di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche.

Il suono delle bombe riportano da un passato di guerra al nostro presente la figura di una donna che attraverso i suoni, la musica e le canzoni rivive nella danza momenti della sua vita fino a giungere all’accettazione e alla liberazione.

 

Il progetto è stato un lungo lavoro su un tema fin troppo conosciuto ma la ricerca sulla corrispondenza dell’epoca ha incentivato poi un’interazione solida tra musica, canzoni, testi teatrali e danza contemporanea, traducendo nel movimento lo stato d’animo delle testimonianze.

 

Il lavoro artistico ha l’intento di far giungere quel moto di fiducia e speranza per il futuro che si avverte in questi scritti. La nostra volontà, raccontando questi atti di coraggiosa umanità, è lasciare la riflessione di essere a volte più eroi nella propria vita, forse piccola agli occhi del mondo ma grande per ognuna di noi.

30 gennaio 2018

EVENTO UNICO a Roma

AMORE, TI ODIO

forum theatre play

Un progetto di: Maria Antonia Fama, Andrea Causapruna e Margherita Bulzacchelli

Jocker: Maria Antonia Fama e Margherita Bulzacchelli

Attori: Andrea Causapruna, Alice Valente Visco, Mario Migliucci, Eva Allenbach, Camilla Ribechi

 

“Amare troppo è un esperienza tanto comune per molte donne che quasi siamo convinte che una relazione intima debba essere fatta così. Quasi tutte abbiamo amato troppo almeno una volta, e per molte di noi questo è un tema ricorrente di tutta la vita ”.

Era il 1985 e Robin Norwood si rivolgeva con queste parole alle lettrici di “Donne che amano troppo”. Forse “l’amare troppo” nasconde molte paure: di rimanere sole, di non meritare un amore felice, di essere ignorate o abbandonate. A volte ci si attacca morbosamente a qualcuno, e pur di stare con lui (o lei) si è disposti a sopportare tutto … anche la violenza. Non esiste solo quella fisica, fatta di schiaffi, calci e pugni, ma ce n’è una più subdola e meno manifesta: quella delle minacce, delle squalificazioni, delle aggressioni verbali e delle manipolazioni. Ma da dove ha origine tutto questo? Come mai si è disposti a sopportare tutto? La performance “Amore, Ti odio” permette di riflettere su queste domande, in maniera inusuale e inedita, sperimentando una modalità diversa di assistere a uno spettacolo teatrale. Spettatori e attori faranno insieme un viaggio, accompagnati da due figure: quella del jocker e quella di una psicoterapeuta, che li seguiranno nella conversazione, nello scambio di idee e di proposte su come modificare il corso della storia.

Amore, Ti odio” nasce dal lavoro della compagnia “Il Teatro Invisibile” sulle metodologie del Teatro dell’Oppresso. Questo metodo, fondato dal regista brasiliano Augusto Boal, utilizza il teatro come veicolo per favorire la presa di coscienza e l’aumento di consapevolezza, attraverso la partecipazione attiva del pubblico allo spettacolo teatrale.

Amore, Ti odio” è ispirato a una storia vera ed è composto da 5 brevi scene, recitate a canovaccio,costruite con la tecnica della Forum Teatre Play, che si svolge secondo le seguenti modalità: il pubblico assiste ad una prima rappresentazione, al termine della quale uno o due Joker (figure esterne alla scena e le uniche a poter dialogare direttamente con il pubblico) stimolano gli spettatori ad un dialogo sui contenuti e sul significato della rappresentazione stessa. Una dei due Joker è una psicoterapeuta, l’altra un’attrice. Una volta delineati in maniera sufficientemente chiara il topic, il senso dell’azione teatrale e le dinamiche relazionali tra i personaggi rappresentati in scena, il pubblico viene invitato ad assistere nuovamente alla rappresentazione, questa volta diventando parte attiva della stessa: si potrà interrompere la storia in qualsiasi momento, con un semplice battito di mani. Questo gesto indicherà agli attori che si devono “congelare”. Segue, da parte dello spettatore che ha fermato la scena, una proposta di intervento e di cambiamento della situazione, delle reazioni o dei comportamenti dei personaggi. Tutto il processo è guidato dai Joker. Il pubblico potrà così discutere e riflettere su ogni nuova soluzione proposta, per valutarne realismo, credibilità, efficacia. Solo dopo aver preso una decisione collettiva si proseguirà, dando alla storia un corso nuovo, all’interno del quale gli attori si muoveranno improvvisando tutto. Questo scambio tra attori e pubblico potrà avvenire più volte, fintanto che non si trovi una possibile risoluzione al conflitto in scena.

IL TEATRO INVISIBILE

La compagnia si costituisce in seguito a un training course sul Teatro dell’Oppresso, condotto da Maria Antonia Fama, attrice e Andrea Causapruna, musicista, affiancati dalla psicoterapeuta Margherita Bulzacchelli, che aveva il compito di facilitare la sensibilizzazione e la riflessione sugli argomenti trattati, costituendo cosi uno spazio di condivisione e confronto.

Il laboratorio si è svolto in forma intensiva durante alcuni week end di maggio e giugno 2017, con un focus specifico sulle metodologie del Forum Theatre e dell’Image Theatre.

Il training italiano era uno step del più ampio progetto internazionale “Rehearsal for life”, promosso dall’Associazione rumena A.R.T. Fusion e finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito dei progetti K2 Erasmus Plus. Al periodo formativo, svoltosi tra Kosovo e Romania, si è affiancata una fase produttiva, che ha portato alla realizzazione di progetti paralleli nei paesi di origine dei partecipanti (Italia, Macedonia, Romania, Grecia, Portogallo, Kosovo, Bulgaria, Turchia, Serbia).

 

dal 1 al 4 febbraio 2018

SONO TUTTI MIO CUGINO

a cura di Associazione Quinta Parete / Teatro Forsennato

Diretto da

Dario Aggioli

Con

Enrico Lombardi e Dario Aggioli

con la partecipazione video di Silvia Razzoli

Ideato da

Dario Aggioli e Enrico Lombardi

 

L’unico telefono del paese, in una casa dove non mancavano mai due fette di salame e un bicchiere di lambrusco per i passanti. Una casa con 12 figli, una casa di lavoratori, una casa che era una famiglia, in un paese che era una famiglia.

Ora qualcosa si è perso ma ciò che rimane è la festa del paese di tutti, dove il paese, la casa, i 12 figli e i loro figli lavorano per costruire il passato. Una festa, una casa, un paese in cui ovunque ti giri “Sono Tutti Mio Cugino”

 

SONO TUTTI MIO CUGINO è uno spettacolo che attraverso i racconti di una famiglia e di una festa di paese, racconta ciò che abbiamo dimenticato, cose che nel passato abbiamo lasciato che ora ricerchiamo.

 

L’idea nasce dalla visione della Festa dell’Agricoltura di Corneto, un piccolo paese dell’appenino emiliano, che conta poco più di 200 abitanti, ma che raccoglie un pubblico enorme di gente, e soprattutto tra gli organizzatori moltissimi componenti della famiglie che nel tempo hanno lasciato il paese. Tutti tornano a Corneto per dare gratuitamente una mano e guardandosi intorno ci si accorge di essere tutti parenti.

 

SONO TUTTI MIO CUGINO è uno spettacolo che parla di condivisione, un termine che ora vuol dire mostrare agli altri qualcosa, invece che viverla assieme.

Ora si condivide un’immagine per avere insieme a distanza delle emozioni, senza vedere negli occhi chi sta vivendole con noi, senza stare nella stessa stanza.

Prima si condivideva un’esigenza, un desiderio e persino il telefono.

Nella casa della famiglia protagonista del racconto c’era l’unico telefono del paese, dove la gente riceveva e faceva telefonate.

 

Sul palco una cabina telefonica funzionante, dove gli spettatori potranno farsi chiamare; e come nella famiglia protagonista dello spettacolo, che rispondeva alle chiamate di tutto il paese e andava a cercare il compaesano, l’attore risponderà al telefono e accoglierà sul palco lo spettatore interessato, interrompendo e allo stesso tempo diventando parte dello spettacolo.

 

Cosa abbiamo perso? Cosa ci manca?

Cosa siamo contenti di aver perso?

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L’isola di Heta di Sandra Moretti

Dicono che i sogni son desideri… Con l’autrice di oggi ci ricrederemo e capiremo che, alcune volte, possono diventare realtà.

Lei è Sandra Moretti nata a La Spezia nel 1979, laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia e analisi transazionale, da anni lavora nel campo dell’età evolutiva, con bambini e adolescenti che, con le loro fantasie, le hanno dato l’ispirazione per il libro che presentiamo oggi: L’isola di Heta.

Protagonista del romanzo è una giovanissima Thea Bright che verrà catapultata in un mondo a lei totalmente sconosciuto ma che, per alcuni aspetti, è uguale al suo anche da un punto di vista umano. Un mondo solo sognato dalla protagonista nel rifugio della sua mente da bambina, dove si poteva vivere in pace e in armonia con sé stessi e il mondo circostante. Lei non riesce a capire perché si ritrova in questo pianeta parallelo che a tratti la spaventa ma riuscirà, con l’aiuto di un affascinante tenente, Nathan Delphi, a fare chiarezza su sé stessa e sulla storia della sua famiglia.

Infatti, il misterioso arcano che ci accompagnerà durante la lettura ruota tutto intorno ai segreti che ogni famiglia possiede e custodisce gelosamente nel proprio armadio degli scheletri. La famiglia di Thea non fa eccezione e la verità la sconvolgerà.

Il romanzo è molto avvincente e tiene il lettore con il fiato sospeso. Il finale è tutta una sorpresa da scoprire e che farà venire voglia al lettore di avere tra le mani il proseguo di questa storia.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Ho iniziato a scrivere seguendo un consiglio che spesso mi trovo a dare ai miei giovani pazienti: nei momenti di difficoltà, cerca comunque il lato bello e positivo e, se non lo vedi fuori, costruiscilo dentro di te.

Così nasce l’idea di un altro universo, un’altra dimensione in cui immergersi per trovare nuova linfa e trasmetterla agli altri.

“Esistono tanti mondi quanti ne puoi immaginare”…questa è la verità che la giovane Thea Bright scoprirà quando verrà inaspettatamente catapultata su Heta, un pianeta parallelo, uguale e diverso dal suo, ma altrettanto “umano” e per certi versi spaventoso.

Perché è arrivata lì? Quali segreti nasconde quell’isola che la spaventa e la attrae allo stesso tempo? Che cosa c’entra lei con lo strano mistero legato allo spicchio 12 e, soprattutto, cosa la lega a Nathan Delphi, affascinante Tenente che protegge il suo mondo?

Tante domande, ciascuna avrà la sua risposta. E mentre la narrazione riempirà i buchi della curiosità del lettore, spero possa colmare anche quelli più profondi, come è stato per me mentre inventavo questa realtà.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio di fondo è “non avere paura di essere te stesso”. Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi di oggi, che hanno paura spesso di crescere, di scoprire chi sono e chi dovrebbero o vorrebbero diventare. Queste due spinte, dovere e volere sono uguali e contrarie allo stesso tempo, e generano conflitti che a volte ci fanno sentire bloccati e in difficoltà.

Per crescere devi affrontare te stesso, conoscerti e saperti accettare per quello che sei; lottare per modificare ciò che non ti piace e accogliere quello di cui sei parte. Proprio come accade alla giovane Thea, che, catapultata in una realtà nuova e misteriosa, dovrà fare i conti con chi credeva di essere e chi è realmente e decidere quale ruolo giocare nella partita che si è appena aperta davanti a lei.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è l’isola di Heta è un libro dai molti volti. Nasconde in sé più messaggi e, seppur possa sembrare il classico young adult, secondo il mio parere ha un raggio di lettura più ampio, offrendo tematiche degne di tutte le età e aprendosi a interpretazioni variegate, collegate anche molto alla maturità e al livello di profondità di lettura di ciascun lettore.

Lo definirei un sano romanzo di fantascienza sociologica.

Ho scelto di inserirlo in questo genere specifico perché l’accento del libro non è posto tanto sulle nuove tecnologie, non solo almeno, ma ampio spazio è dedicato agli elementi del vivere sociale, come la politica del Sistema, l’economia di Heta, i mass media, per arrivare sino ai valori, alla morale oserei dire, di un intero mondo.

Un mondo dilaniato da un tradimento, un attentato meschino dietro al quale si nascondo verità che metteranno i protagonisti davanti a scelte dure e dolorose.

Un lettore più giovane può apprezzarne i momenti di pura azione, la storia d’amore, la super tecnologia; un lettore più maturo guarderà con curiosità alla trama di fanta-politica, al giallo dell’attentato e ai personaggi più cupi della storia; chi invece ha un animo più fantasy si innamorerà del world context, della religione dell’Isola, degli astri e dello zodiaco.

 

Progetti futuri?

Il continuo della saga… Uscirà proprio quest’anno il secondo capitolo che vedrà Thea, Thomas e Delphi alle prese con le nuove consapevolezze su loro stessi e sul Sistema. Sarà un altro pezzo del puzzle delle loro vite e vi garantisco che ci saranno delle sorprese, alcune anche difficili da accettare forse…

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – L’isola di Heta di Sandra Moretti – Editore: Tabula Fati – 180 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

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