“Stelle in silenzio” di Annapaola Prestia

Annapaola Prestia, classe 1979, pubblica un romanzo che- definire- ‘meraviglioso’ è riduttivo.

“Stelle in silenzio” è una di quelle storie uniche nel loro genere e questo dettaglio appare chiaro sin da subito.

Un viaggio in macchina, due donne che si ritroveranno per poi perdersi di nuovo. Poi c’è la malattia della madre, un tumore, ciò che io definisco “il male del secolo”. La figlia, Kara, ignara di tutti i segreti della madre che usciranno fuori, come da un cilindro, durante il loro viaggio in macchina. Viaggio che si concluderà al sud, per visitare qualcosa o ancor meglio, qualcuno. Poi la zia Margherita e le sue verità, l’incontro con Vittorio, a Milano, così unico, fugace, bizzarro. Incontro che ritroveremo tra le pagine, altrove. Incontro che si concluderà con una morte, inattesa, assurda, surreale da subito.

Il padre di Kara e il suo amore per le stelle, il caratteraccio della figlia, una figlia che ha sofferto per la madre, l’affetto non ricevuto, l’alcool visto in momenti non opportuni.

 

Trama, descrizioni e personaggi meritano 5 stelle su 5.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questa opera nasce da un bisogno profondo: scriviamo in primis per guarire noi stessi, ci parliamo, ci raccontiamo, diamo un nome alle emozioni, agli avvenimenti, un colore a ciò che ci sta succedendo ed ecco che le cose, nel bene o nel male, tornano ad avere un senso o, per lo meno, iniziano ad assumerlo. Io, almeno, la penso così e nei miei anni di lavoro come psicologa ho sempre spinto le persone a parlare, a tenere traccia del loro vissuto, ad elaborare, a plasmare la realtà presente, passata e futura, attraverso le parole ed i racconti. E questo vale anche per me. C’erano un sacco di storie di famiglia che si ammassavano nella mia testa, frammenti di racconti, ricordi, trasmissioni genetiche di sensazioni, avventure, storie sussurrate da mia madre e dalle sue sorelle che spingevano affinché qualcuno desse loro forma, le mettesse su carta, per evitare di farle scomparire. E c’era la vita, la mia vita che, come per tutti, all’improvviso, ha subito qualcosa che l’ha deviata per sempre da quello che credevo fosse il suo ordinario cammino. Il bisogno di raccontare, a questo punto, era diventato assolutamente impellente.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mi piace immaginare le persone che lo leggeranno, con le loro esistenze, le loro domande, le fragilità, i lati in ombra, i dubbi e le incertezze con cui l’esistenza ci mette ogni giorno a confronto. Vorrei che, alla fine della lettura, risuonasse nei loro cuori il mio pensiero: la vita va vissuta, uno scalino alla volta, una pozzanghera dietro l’altra, un balzo nel vuoto prima, un sostegno affidabile poi. Niente è irrimediabilmente perduto, nessun avvenimento non meritava di essere vissuto. L’importante è imparare, sempre, alla fine di ogni round. Che ci si ritrovi al ring da vincitori o da perdenti, ciò che realmente conta è la consapevolezza che siamo arrivati a questo punto, a questo momento, perché è così che l’abbiamo voluto. E ripartire da questo.

 

Leggi il mio libro perché…

…perché sono come te, perché potremmo fare un pezzo di strada assieme condividendo le nostre emozioni, perché, a volte, la vita sembra più leggera se abbiamo qualcuno con cui condividerla.

 

Progetti futuri?

In questo momento sto scrivendo per il mio bimbo di 18 mesi, racconti, leggende, momenti di vita vissuta ma ho 14 romanzi iniziati in attesa di una degna fine nell’hard disk del mio pc, devo semplicemente decidere da quale cominciare…

 

“Stelle in silenzio” d Annapaola Prestia, Europa Edizioni, prezzo di copertina 15,90 euro, 242 pagine.

 

 

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