Sleepless nights di Daniela di Benedetto

Personalmente amo i libri noir e thriller in modo particolare ma, per renderli tali nella maggior parte delle volte, ci si ritrova di fronte a spietati serial killer a omicidi efferati. Certo a me non dispiace ma, il libro di oggi, Sleepless nights di Daniela di Benedetto classe 1957, nata a Bologna ma vive a Palermo; ci riporta un po’ alle origini di questo genere letterario.

 

Il libro è una raccolta di 15 racconti che riescono a mantenere molto alta l’attenzione del lettore perché fanno un approfondimento psicologico sulle paure più recondite di ognuno di noi. L’autrice punta sul fattore angoscia per tenere stretto a sé il lettore e mano a mano che si leggono i vari racconti ci si può immedesimare in uno dei vari personaggi e pensare che, sicuramente, non ci si vorrebbe trovare nei panni del povero o della povera sventurata.

Il sentimento di profonda angoscia è il filo conduttore in ognuna delle varie narrazioni rendendo, anche in questo caso come nelle sue opere precedenti, molto realistico il sentimento che a tratti potrebbe risultare persino straziante, doloroso.

Quindi ritroviamo di fronte a noi un prete che si innamora di una presunta strega, un demone che si impossessa dei sentimenti umani ed anche un bambino con problemi fisici che vorrebbe cambiare la sua vita ma in un altro pianeta; il tutto scritto con uno stile molto maturo e con un umorismo noir di altri tempi.

La varietà di situazioni ci permette di fare una riflessione sulle vicende, che noi normalmente potremmo definire strane, che ci portano ad avere delle paure a cui non sappiamo dare un nome perché non riusciamo ad individuarle direttamente e ci fanno percepire la realtà come catastrofica.

Come nasce quest’opera?

Nasce perché ho sentito l’esigenza di proporre un horror senza sangue e senza elementi scontati. Niente   gole tagliate, serial killer, zombie, vampiri,   licantropi, bambole stregate, gente che va a vivere in una casa infestata, alieni simili ad aragoste giganti. Penso che le gente non ne possa più di questa roba : io sono tornata a quello che doveva essere in origine lo scopo del romanzo horror, cioè dare ANGOSCIA, che non è la stessa cosa dello SPAVENTO. Se ci fate caso, Dracula non era contento di essere immortale e voleva che la sua donna diventasse vampira   solo per farla restare sempre con lui. E la creatura di Frankenstein protesta perché il suo padrone lo ha creato brutto e vuole una compagna. L’emarginazione del “ diverso” e la sua sofferenza erano le tematiche originarie del romanzo horror   e io cerco di recuperarle.

 

 

Quale messaggio comunica l’opera?

Devo fare una premessa: in genere la gente vuole identificarsi con L’EROE che sconfigge il mostro. All’inizio di ogni romanzo o film possiamo individuare un personaggio che ha mille ragioni per sopravvivere, per esempio ha dei figli piccoli. Quello sarà sicuramente l’eroe vincente, e la gente arriva alla conclusione provando sollievo perché qualunque mostro può essere sconfitto. Ma il mio messaggio è che il mostro non può mai essere sconfitto perché si trova dentro di noi.   Non esistono scheletri che escono da sottoterra o creature senza forma nascoste nelle caverne: esiste il male   nella nostra anima, e la cosa che fa più paura è NON POTERLO SCONFIGGERE. Non a caso i miei personaggi, invece di essere eroi, sono dei perdenti in partenza.

Un esempio: nel primo racconto un demone dalle sembianze umane ha avuto una figlia da una donna mortale e non sa se la figlia erediterà i poteri da lui o no. Ma ora che lui ha scoperto il proprio lato umano, è perdente, qualunque sia il modo in cui finisce la storia. Perché se la ragazza ha i poteri lui avrà il rimorso di aver generato un altro demone, ma se è una fanciulla innocente lui ha l’ordine di non vederla mai più. Quindi in realtà assistiamo all’angoscia di un padre. Non pretendo di aver inventato io l’horror PSICOLOGICO ma voglio rinnovare il genere.

Leggi il mio libro perché..

Perché sono riuscita a provocare angoscia già in molti lettori: si comprende che la cosa peggiore del mondo non è morire   ma restare vivi e infelici. Il colpo di scena è sempre nell’ultima pagina. Nonostante questo, il libro non manca di umorismo: gli ultimi racconti appartengono al genere horror IRONICO. Ve ne cito uno: Il liutaio. Provate ad immaginare un violino stregato che suona da solo senza procurare difficoltà all’esecutore, il quale smette di studiare e si adagia sugli allori…… gli finirà malissimo.

 

Progetti futuri?

Sì, scrivere di tutto. Ho realizzato come sceneggiatrice un film comico di cui attendo il montaggio. Inoltre in passato ho pubblicato cinque testi scolastici con l’editore Loffredo, che mi ha procurato un meraviglioso curriculum, ma purtroppo lui è fallito e io ho trattative in corso con altri editori per riprendere a pubblicare testi scolastici.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Sleepless nights di Daniela di Benedetto – Editore: Salvatore Insenga editore – 234 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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