Emilia Capasso in Gallery

Se vi chiedessi chi di voi ha voglia di rivivere i suoi anni da teenager, quanti di voi risponderebbero in modo positivo? Molto probabilmente la maggior parte di voi non ne vuole sapere niente di quel periodo ma con il romanzo Gallery, scritto da Emilia Capasso docente di lingua inglese presso le scuole superiori della provincia di Torino; potreste ricordare la vostra adolescenza con un bel sorriso.

 

La protagonista è Axel Rose, 15 anni, timida, riservata, ma allo stesso tempo profonda e sensibile, che si dovrà fare i conti con la malvagità di alcuni suoi coetanei. È una ragazza che molti degli adolescenti definirebbero un emo perché veste sempre di nero le piace leggere e studiare e non le importa di apparire differente da quella che è, ossia senza interessi per trucco e parucco come le sue coetanee. Come nei migliori drammi tra adolescenti troviamo la bella della scuola Matilde con cui andrà a condividere l’amore per un ragazzo, Simone. Per Axel sarà platonico e segreto.

La ragazza sarà sempre più introversa e malinconica anche a causa della sua situazione familiare e troverà conforto da una misteriosa amica virtuale, Gallery.

Purtroppo il suicidio di un ragazzo, Carletto, vittima preferita da due gemelli che bullizzano metà scuola, i gemelli Martone, porterà il sorgere di una serie di eventi che faranno sparire diversi ragazzi e, allo stesso tempo, faranno apparire una misteriosa signora in nero.

L’autrice affronta un tema molto importante che è quello del bullismo e delle conseguenze che, purtroppo, alcune volte hanno un risvolto tragico e lo fa senza dimenticarsi il suo fine ultimo mantenere alta la tensione del lettore in un thriller tutto da scoprire.

Ottima è anche la descrizione dei caratteri dei vari personaggi e dei sentimenti che questi provano, a me è sembrato di tornare indietro nel tempo quando ero un adolescente con tante insicurezze e incertezze.

 

Come nasce Gallery?

Gallery nasce nel gennaio del 2014, in un periodo un po’ cupo della mia vita. Stavo ascoltando ‘The Gallery’, un brano strumentale dei Muse, rock band britannica, quando mi apparve all’improvviso il volto di questa ragazzina, Axel Rose, la galleria e la sua amica virtuale. Con il passare dei giorni la storia, che doveva essere un breve racconto, ha preso forma e si è complicata, fino a divenire un romanzo.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani Gallery?

Non voglio trasmettere nessun messaggio in particolare. Credo che il romanzo sia molto denso, ognuno potrà tirarne fuori le proprie osservazioni, come è già successo con diversi lettori. Non credo nei romanzi che lanciano messaggi, uno scrittore non è una divinità al di sopra delle parti, quanto un osservatore. Credo che ‘Gallery’ lasci molte domande in sospeso.

 

Leggi il mio libro perché..

‘Gallery” ti scava dentro, è un romanzo che analizza la fragilità umana, l’estrema facilità con cui passiamo dal bene al male e viceversa. Ho voluto abbattere alcune ipocrisie della nostra società e dimostrare quanto le persone siano guidate nei loro atti più dall’egoismo che dalla generosità o dall’amore. Leggendo il mio libro si può comprendere quanto siamo simili a coloro che magari giudichiamo male per arrivare infine ad accettare l’amara conclusione che spesso ‘gli altri’ siamo noi.

 

Progetti futuri?

Sto lavorando a più progetti: una fiaba con protagonisti i miei figli, un romanzo comico e un romanzo di formazione ambientato nella mia città natale, Napoli. Alcuni brani sono reperibili sul mio blog: www.emiliacapasso.blogspot.it. Ho anche iniziato una raccolta di poesie rap con vari temi. Insomma, sarà che mi piace scrivere?

 

Numero di stelle 5 su 5 – Gallery di Emilia Capasso – Editore: Scatole parlanti – 306 pagine – prezzo di copertina 15,00 euro.

 

 

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Il tabù della carne di Daniela di Benedetto

“Per voi indiani l’immortalità si realizza con la rinascita, io invece penso che vivo una sola volta e che devo lasciare in giro qualcosa per cui il mondo si ricordi di me. Un bel curriculum. Sai cosa significa?”

Con questa riflessione introduco il romanzo di Daniela Di Benedetto, che ci catapulta in un drammatico scorcio della realtà quotidiana del nostro Paese con Il tabù della carne. Protagonista è Krisna, immigrato indiano che dalla sua patria arriva fino a Palermo con nulla più che uno scopo: sopravvivere. Dopo un periodo di fatiche e difficoltà viene assunto come domestico da Isabella, donna ricca e facoltosa che aspira al successo come pittrice. Lei, d’altro canto, è costretta a fare i conti con una realtà in cui l’arte è contaminata dal consumismo, che soffoca in modo doloroso la sua creatività e la voglia di emergere.

Entrambi dimostrano dunque l’oppressione di un unico paese che grava sulle loro spalle. Tra i due nascerà una relazione forte – soprattutto fisica – che metterà a dura prova la fede di Krisna, sua inesauribile fonte di sostegno che gli impedisce di adattarsi alla nuova realtà che lo circonda. Il giovane si troverà inevitabilmente costretto a scegliere di fronte all’ardente attrazione che lo lega a Isabella, poiché significa andare contro a tutto ciò in cui ha sempre creduto.

È una storia breve ma ben scritta, dettagliata al punto giusto senza appesantire mai la narrazione. Si legge in maniera piacevole e la storia prende il lettore dall’inizio, grazie a due protagonisti che con la loro complessità fanno provare un’infinità di emozioni. I temi trattati sono la fede – caratterizzata da vari punti di vista grazie alle differenti culture di ogni personaggio principale – e, più in generale, la situazione attuale in cui versano la società e la nazione. “Una nazione morta, finita”, come dolorosamente ci ricorda l’autrice attraverso le parole di Isabella. Una nazione insofferente alle difficoltà che i figli di altri paesi – ma anche i sognatori – sono costretti ad affrontare quotidianamente tra le nostre strade.

Il tabù della carne dimostra senza dubbio quanto siamo capaci di raccontare ed emozionare in poche pagine. Consigliato a tutti coloro che ricercano la conoscenza di temi cruciali del nostro tempo.

 

Come nasce quest’opera?

E’ nata nel 1990 come sceneggiatura cinematografica. Era la mia prima esperienza in fatto di sceneggiature e avevo in mente di sottoporla a un regista che operava nel mio quartiere. Lui la lesse e mi disse che tecnicamente era perfetta ma, testuali parole, “ era un soggetto che attirava le masse e lui non voleva quel tipo di fiction, lui andava controcorrente.” Non faccio nomi, ma questo regista ha concluso presto la sua carriera. Alcuni anni fa ho tirato fuori la sceneggiatura e l’ho trasformata in romanzo.

Quale messaggio comunica?

Ne comunica parecchi. Abbiamo tre personaggi principali: Krisna, un indiano di rara bellezza che cerca lavoro in Italia ma è troppo attaccato alla religione indù e non riesce ad adattarsi all’ambiente nuovo. Naima, una ex prostituta tunisina che per la legge islamica dovrebbe essere uccisa e si adatta, al contrario di Krisna, a fare la cameriera in Italia per sopravvivere. Isabella, una donna borghese divorziata , ricca e annoiata, che desidera solo sfondare come pittrice. Le vite di questi tre personaggi si intrecciano quando Isabella assume nella sua villa gli altri due,   Krisna come cuoco- giardiniere- modello per i quadri, Naima come cameriera. Krisna infatti si innamora della padrona di casa, che lo usa come un giocattolo, e non riesce a ricambiare l’amore purissimo che Naima prova per lui, poichè per la religione indù Naima è una “ paria.” Ma in questa storia di perdenti nemmeno Isabella è una vincente, poiché vorrebbe essere capace di provare passioni che non prova e non riesce a mettere   nei suoi quadri un’anima. Pertanto il romanzo comunica un senso di desolazione, di sconfitta, di totale sfiducia nel mondo, descrivendo una società multietnica allo sbando nel contesto di una crisi economica che è anche una crisi di valori.

Leggete il mio libro perché….

Provoca emozioni forti. Le immagini derivano da una sceneggiatura quindi è rimasta l’impronta cinematografica. Specialmente nelle scene d’amore, il braccio bianco di Isabella contro il braccio scuro di Krisna, la goccia di sangue che cade in acqua mentre fanno l’amore sotto la doccia. E’ un romanzo fatto di immagini e dialoghi, dialoghi intensi. Non bisogna però scambiarlo per un romanzo erotico, perché prevale la denuncia sociale. C’è inoltre un colpo di scena alla fine, un sacrificio da parte di Naima nel tentativo di sottrarre Krisna alla funesta influenza di Isabella che lo ha plagiato fino a fargli tradire la sua religione. Un sacrificio che fa assurgere la povera Naima al ruolo di eroina   indimenticabile.

Progetti futuri?

Dunque, il mio diciannovesimo libro uscirà a giugno e il ventesimo a dicembre. Contemporaneamente dovrebbe essere terminato il montaggio del primo film al quale io ho fornito sia la sceneggiatura che la colonna sonora, avendo due diplomi del conservatorio. E intanto un libro uscito nel 2017, Sleepless nights, sarà tradotto in inglese e diffuso in America. Per tutto il 2018 avrò un bel da fare, poi   se Dio vuole si prosegue.

 

Il tabù della carne di Daniela di Benedetto, merita 5 stelle su 5.

 

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“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH

“Tempo al tempo” è una meravigliosa raccolta poetica scritta da Bruno MOHOROVICH, nato a Buenos Ayres il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia.

Laureato in Sociologia e Lettere, si è sempre occupato di critica cinematografica e didattica del cinema nella scuola; ha collaborato come critico con il settimanale diocesano “La Voce” e con “Umbria Radio” (ex “Radio Augusta Perusia”).

 

“Tempo al tempo” è la sua raccolta poetica che, consiglio anche, ai non addetti ai lavori. Perché? Perché arriva dritta al cuore con semplicità ma con intensità.

Un libro che si snoda in sessanta pagine, numerose le poesie e i temi trattati, quella che m’ha colpito di più è stata la numero 25.

 

<<Mi lascio tenere per mano

uomo muto

nella corsa alla perdizione;

inerte corpo

avvolto nella nebbia

succube ubriaco

della fatalità dei tempi.>>

 

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce quest’opera letteraria?

E’ un lavoro che ho meditato a lungo e che non riuscivo mai a mettere nero su bianco. Sentivo che mi stava lavorando dentro cui, prima o poi, avrei dovuto dare voce decidendomi di confrontarmi con i fantasmi del mio passato, raccontandomi e svelandomi senza falsi pudori. Il momento di affrontare un passato scomodo è – poi- arrivato. La ritrovata serenità dell’animo e la certezza di una lotta – che mi ha visto spesso soccombere – che mi ha visto (ri)sorgere dall’amara terra, mi hanno consentito di guardare e guardarmi, affidando ai versi quello che sentivo. E così una sera, mi è apparso un primo rigo…da lì è partita poi, abbastanza velocemente, tutta la raccolta. L’unica cosa che avevo chiara fin dall’inizio era il titolo: infatti “tempo al tempo” è un’espressione che mi portavo dentro da anni e che ho mutuato dal film “Anonimo veneziano”, un film che appartiene al mio DNA.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ad essere sincero, non è che ho iniziato a scriverlo per lanciare un messaggio a qualcuno; l’esigenza primaria era dare, come ho detto, una risposta a me stesso. Ma poi, ripensandoci, credo che dalle mie poesie contenute in questa raccolta, ci sia l’invito per tutte quelle persone che hanno sofferto o soffrono e che hanno comportato o comportano sofferenza a quanti stavano o stanno loro vicino – la famiglia in primis -, ad affrontare il loro male, a non nascondersi; perché celare un disagio non risolve il problema: lo rimanda e basta o, quantomeno, lo si camuffa fino a quando, alla prima difficoltà, non riemerge. Guardare con onestà verso se stessi, recuperare la propria autostima senza paure o falsi timori, è la via giusta per affrontare nuovamente la vita. Ecco, credo che il messaggio che vorrei fosse recepito è proprio questo: non mentire a se stessi, non serve.

 

Leggi il mio libro perché…

..difficile rispondere…perché è un pezzo di storia di vita raccontata in maniera sincera; sono poesie che rivelano un’onestà di sentimenti senza tanti orpelli e giri di parole. Perché sono versi che rassicurano sull’esistenza di donne e uomini ancora intrisi di paure, emozioni e qualche speranza, e dove ognuno può ritrovare la propria umanità.

 

Progetti futuri?

Intanto sarò presente al salone del libro di Torino, dove presenterò proprio “Tempo al tempo”. Di seguito sono in cantiere nuovi progetti editoriali, quali il desiderio di cimentarmi in un romanzo biografico dove racconto della mia giovinezza attraverso le memorie del cinema. In tempi più ravvicinati, la cura di un’antologia poetica che vuole essere un omaggio alla regione delle Marche, ricordata, evocata nei suoi luoghi e paesaggi attraverso i poeti che la vivono e la cura di una nuova collana di poesie dove darò voce ai poeti dialettali e non, della nostra Italia. ma è già pronta una terza raccolta di poesie. Il titolo? “Mare calmo”.

 

 

“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH, Bertoni Editore,  merita 5 stelle su 5.

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Dottor Ottocento

DOTTOR OTTOCENTO

Ironicamente ispirato ai racconti di E.A.Poe, e pure a qualcos’altro

SPETTACOLO CON L’UTILIZZO DELLA TECNICA DEL LOOPER

Scritto e diretto da
Giovanni Avolio
a cura della Compagnia Teatro Peregrino
con Giovanni Avolio
disegno luci e gestione audio Mauro Buoninfante
Uno progetto di spettacolo dal registro ironico e clownesco pensato non solo come un gioco, omaggio ad una letteratura stupefacente,
ma soprattutto un modo per interrogarsi sulla natura umana:
dove scaturisce la rabbia? Come la paura e repressione si trasforma in aggressione?
Esiste un limite alla creazione e al potere creativo?”
Lo spettacolo porta avanti la ricerca sonora iniziata dal Teatro Peregrino con VOGLIO VEDERE UNA
BALENA.
In questo progetto si continua la ricerca in ambito narrativo privando lo spettacolo di testo ma non di storia.
Oltre alla caratteristica dell’assenza di testo e l’utilizzo dei loop vocali del
precedente lavoro si aggiunge la possibilità di creare loop gli oggetti quotidiani amplificati, producendo sempre delle nuove armonie.
Protagonista dello spettacolo sarà quindi l’utilizzo del tecnologia del looper, che permette di creare loop di suoni creati dal vivo.
Teatro Trastevere
via Jacopa de ‘Settesoli 3, 00153 Roma
mart-sab: 21:00 / dom: 17:30
Ufficio Stampa Vania Lai
vanialai1975@gmail.com
3388940447
contatti: 065814004
info@teatrotrastevere.it
www.teatrotrastevere.it
#ilpostodelleidee

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EDMUND III Come Shakespeare se lo sarebbe immaginato

“Nuove Forme di Narrazione: Luoghi, Storie e Sperimentazioni.”

1 e 3 Maggio ore 21

2 Maggio ore 19

EDMUND III

Come Shakespeare se lo sarebbe immaginato

EVENTO UNICO A ROMA direttamente da Barcellona
regia di
Francesco Nappi
ispirato al testo di R.Fitz Simmons
a cura della Compagnia Teatrale Effige di Barcellona
con: Andrea Vassili Benevento e Federica Amendola
fotografia: Olivier Valiente scenografia: Daniela Poli
audiovisual: Nuria Bentoldrà disegno luci: Paolo Nutile
“Non ho scelta! Studiare, sgobbare, lavorare.
Se voglio fare Amleto, Macbeth, se voglio recitare Shakespeare,
devo far si che diventi parte di me stesso, del mio corpo, della mia carne”
Nella Londra d’inizio 800 tra misere locande e teatrini di provincia, un uomo ambisce a divenire il più grande interprete mai esistito. E’ Edmund Kean, il più illustre attore shakespeariano di tutti i tempi, che si racconta nel suo ultimo anno di vita, a soli 44 anni. In preda ad una malattia che l’ha
compromesso fisicamente e mentalmente, l’attore si racconterà attraverso un monologo che farà rivivere i fantasmi celati nei meandri della sua mente.
Spettri che faranno di sua moglie la vittima sacrificale delle sue ambizioni.
Dalla sua mente in rovina fuori controllo prenderà corpo il racconto
della sua vita, attraverso i più rappresentativi protagonisti delle tragedie shakespeariane – da
Amleto a Riccardo III a Shylock – e dalle sue ossessioni, alternando impeti di pazzia, ironia e
profondo sconforto sulla propria esistenza.
Teatro Trastevere
via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

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Non ti scordar di me di Laura San Brunone

Il romanzo di oggi ci porta attraverso la sua storia, ma anche tramite le note del maestro Ludovico Einaudi, ad analizzare alcuni aspetti dell’amore a cui non facciamo caso. Non ti scordar di me, però, non è un romanzo d’amore, ma bensì un noir, a tratti anche horror, che fuoriesce dai soliti schemi narrativi del genere. L’autrice è Laura San Brunone, nata a Erice (TP) nel 1988, sposatasi giovane perché aveva il desiderio di costruirsi una sua famiglia e che sceglie come percorso di studi quello grafico pubblicitario.

La storia che viene narrata è quella di una ragazza, Megan, che è appagata sia dalla sua vita professionale che personale. Infatti, ha un buon lavoro e un uomo, Kevin, che la ama alla follia e che le permette di sentirsi amata come nessun’altra donna al mondo. Il fidanzato decide che è ora di chiederle di sposarlo perché vuole rendere più completa la loro unione che va avanti da anni. Inizialmente la ragazza viene colta da dei dubbi ma accetta la proposta e inizia a buttarsi a capofitto nella preparazione dell’evento. Accanto a lei ci saranno due delle sue più grandi amiche, Helen e Carole, che saranno le sue testimoni di nozze e l’aiuteranno in ogni passo per la riuscita del suo giorno speciale.

Purtroppo, come ben sappiamo, le cose non vanno mai come le si hanno programmate e qualcosa porterà un grande ribaltamento nella vita di Megan che si ritroverà a dover fronteggiare un cambiamento interiore: l’ossessione per il suo amato Kevin.

L’amore per lui si trasformerà in angoscia e perderà completamente il senso della realtà. Per lei sarà come sentirsi in uno stato di pericolo sconosciuto di cui, inconsciamente, ignora le cause.

Non posso svelarvi il finale che è completamente inaspettato, posso però assicurarvi che l’autrice riesce a mantenere alto il ritmo della narrazione senza far distogliere l’attenzione al lettore, insomma si legge tutto d’un fiato.

 

Come nasce Non ti scordar di me?

“Non ti scordar di me” nasce dall’esigenza di raccontare un incubo che ho fatto una notte, come tante altre notti. Ma questo è stato più intenso, più ricco di dettagli. Sogno molto, sia ad occhi aperti che chiusi e sono solita appuntarli in un agenda che tengo vicino al comodino. Quella notte dopo aver scritto diverse pagine piene di situazioni e sensazioni, ho capito che poteva diventare una storia. Così nei giorni successi ho iniziato a svilupparla. Nel frattempo cercavo un modo per “omaggiare” i miei 4 nonni che fortunatamente ho ancora in vita ma sono molto distanti da me. Sentivo il bisogno di dire loro “grazie” a modo mio.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

È un thriller psicologico inizialmente romantico e a tratti noir, parla di amore malato, ossessivo; di insicurezza, di continuo senso di inadeguatezza e necessità di “non essere mai dimenticati”. Ultimamente si sente molto parlare di amore malato e atti violenti per questo motivo e vorrei che passasse il messaggio opposto, ovvero che l’amore deve far star bene, deve poter essere sì fondamentale nella propria vita, ma senza renderlo l’unico scopo. È amore quando c’è rispetto, umiltà, condivisione, sincerità. Amare è creare, non distruggere.

 

Leggi il mio libro perché…

Consiglio di leggerlo per capire quanto i sentimenti possano essere una lama a doppio taglio e così forse poter apprezzare ancora di più quello che già abbiamo. Le donne poi sono maestre nel complicarsi la vita! Spesso la gelosia ci rende “schiave della paura” e si vedono cose che non esistono. L’importante è non superare il limite.. Amare serenamente, amate e sarete amati.

 

Progetti futuri?

Sono una giornalista, scrivo per un giornale cartaceo locale e credo che continuerò in questa direzione. Penso di essere una persona creativa, quindi tutto ciò mi permette di esprimere sensazioni ed emozioni vengono sperimentate. Sono mamma di 2 bimbe e sono sposata quindi la famiglia è il fulcro di tutto il mio mondo. Loro sono il mio presente e futuro. Forse più avanti scriverò un altro libro…

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Non ti scordar di me di Laura San Brunone – Editore: Pubme – 183 pagine – prezzo di copertina 12,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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