“Liberi di credere” di Maria Antonietta Nania

Non è facile parlare di noi stessi e delle nostre sofferenze anche dopo che si pensa che quelle ferite si siano rimarginate. Con il romanzo di oggi, Liberi di credere, troveremo il coraggio per poter vivere e affrontare il passato grazie all’autrice Maria Antonietta Nania. Lei è nata a Napoli nel 1970 ma vive tra Umbria e Toscana, ha vissuto al Cairo per tre anni come ricercatrice dopo la laurea e ama viaggiare, leggere, scrivere e tanto altro.

La protagonista è una donna, Maya, che sta per partire dall’Italia per il Cairo iniziando, inconsapevolmente, un viaggio a ritroso nel tempo; un tempo che a lei sembrava lontano e archiviato nei meandri della sua memoria. Ritrova il suo amore, Pablo, l’oasi di Siwa, il deserto egiziano e le grandi città di Alessandria e il Cairo tutto appare nitido nella sua mente nonostante sembri quasi un sogno.

Non si vede con Pablo da dieci anni ma si erano dati appuntamento per l’eclissi del 2006 e lei, fiduciosa della forza del loro amore nonostante siano passati tanti anni, decide di inseguire il suo sogno e di continuare a crederci fino alla fine. Questo è poi un po’ l’inno del libro, un inno alla libertà di essere svincolato dalle strutture sociali e di poter vivere appieno la propria vita i propri sentimenti. Scoprire che vi sono forze invisibili che ci portano a non abbandonarci al rimpianto ma a fidarci della nostra determinazione e speranza che, se alimentata, non muore mai.

Il romanzo catapulterà il lettore in Africa grazie alle fantastiche descrizioni della scrittrice che, in modo particolareggiato, ci permettono di sentire il calore del deserto, il frastuono delle grandi città e il cosiddetto mal d’Africa che solo chi è stato là conosce.

Come nasce il tuo libro?

“Liberi di credere” è nato come tentativo di combattere la nostalgia che mi attanaglia da quando ho lasciato l’Egitto. Ho avuto la fortuna di vivere per qualche anno in questo Paese e avrò sempre nel cuore e nell’anima tutto ciò che ha significato per me. Via via che il tempo passava e che le esperienze di vita si avvicendavano, scrivere questo romanzo mi ha aiutato a fissare e condividere ambienti, paesaggi, sensazioni e suggestioni perché non andassero dimenticate. E’ stato un po’ come tessere la tela di Penelope, l’ho portato avanti per anni rimaneggiandolo e riscrivendolo come per prolungare il gusto di “rientrarci” ogni volta. E’ nato così, come frutto di un amore grande e lontano che torna vivo tra le pagine.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Ho scelto di scrivere un romanzo e non un diario o una storia personale perché ho cercato di rendere maggiormente condivisibile il messaggio che vorrei dare, anche se si basa su alcune mie esperienze di crescita. Vorrei che i lettori si emozionassero e riflettessero sulla bellezza delle diversità, sull’importanza dell’amore per se stessi che alla fine è ciò che veramente determina la felicità di ognuno. La vita è come un viaggio in cui alcune tappe sembrano punti d’arrivo, ma non lo sono, gli imprevisti possono essere trampolini anziché ostacoli e vanno vissuti come opportunità.

Leggi il mio libro perché…

Dopo aver detto che la gente non legge, è una bella responsabilità motivare una persona a farlo proponendole il proprio libro anziché un altro.

Potrei suggerire di leggere “Liberi di credere” per trovarsi catapultati in un mondo affascinante come quello dell’Egitto, in particolare nel deserto e nelle sue oasi, insieme a personaggi travagliati insieme ai quali si può fare un percorso di crescita verso l’ autoconsapevolezza. Questa storia è stata definita anche “una grande fiaba”, ma mi piace pensare che in fondo sia realistica, perché ciò che penso profondamente è che la nostra ricchezza stia proprio nella capacità di saper trovare la bellezza, non solo nella natura più maestosa, ma anche e soprattutto nell’incontro con l’altro, che tanto più è diverso da noi, tanto più è prezioso.

Progetti futuri?

Progetti futuri… sto scrivendo un altro romanzo, questa volta ambientato nel paese toscano in cui vivo, Sansepolcro. Di sicuro “Liberi di credere” mi ha permesso anche di chiudere un personale ciclo legato all’Egitto, gli anni passano e le fasi cambiano. La vita ci mette in mano carte che sta a noi saper giocare al meglio. In questo nuovo romanzo scrivo avendo in mano tutt’altre carte e spero di non impiegare troppo tempo per portare a termine l’opera.

Ho sempre scritto volentieri, mi ha sempre fatto bene, ma scoprire quanto può essere bello condividere con tanti lettori ciò che si esprime è una spinta enorme a continuare a farlo, e a farlo sempre meglio, ovviamente.

Numero di stelle 5 su 5 – Liberi di credere – Storia di acqua e deserto di Maria Antonietta Nania – Editore Libertà Edizioni – 191 pagine – prezzo di copertina 15,00 euro.

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“Preludio alla follia” di Daniela Di Benedetto

“Un impulso distruttivo, ecco cosa provava. Quella notte avrebbe voluto uccidere tutti i vicini di casa, e pure i suoi genitori colpevoli di dormire in pace, e poi voleva morire anche lei”.

Daniela Di Benedetto ci presenta oggi il suo ventesimo libro, Preludio alla follia, edizioni Vittorietti. Protagonista è Lisa, scrittrice di mezz’età che soffre d’insonnia e depressione; oppressa per lungo tempo da una madre all’antica che non approvava la sua scelta di non avere figli, dopo la morte dei genitori si rende conto di quello che le é rimasto: una gatta, una casa vuota e tante storie nel cassetto in attesa di essere pubblicate. Un vuoto incolmabile a causa dell’età avanzata e di una salute precaria, contro i quali Lisa non può che rassegnarsi e attendere la sua fine, che inizia a vedere come una liberazione da tanta sofferenza.

L’autrice, attraverso un sapiente alternarsi di flashback, presente e pagine di diario della protagonista – e alcune brillanti citazioni alle sue opere precedenti – ci permette di conoscere a fondo questo personaggio, più simile a noi di quanto possa sembrare.

Lisa è una persona come tante, con la sua vita, le sue scelte e i suoi problemi, che affronta in base alle possibilità fornite dal contesto in cui è abituata a vivere; tra conti da pagare, un sogno da scrittrice da realizzare e obblighi verso la famiglia, mentre da uno schermo televisivo sente come l’umanità vada lentamente a rotoli. Un animo pacifico solo in superficie, mentre nel profondo desidera più che mai riscattarsi contro ogni singolo episodio in cui avrebbe subito un torto, anche il più banale; proprio come tutti noi, che in questa giungla chiamata civiltà siamo costretti troppo spesso a nascondere gli artigli per non complicarci la vita… in attesa di esplodere un altro giorno.

E Lisa esplode, alla fine, in tutta la sua disperata – quanto liberatoria – drammaticità.

Consigliato a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi ricerca una via d’uscita dalla depressione.

Come  nasce  quest’opera?

Storia lunga.  Quando  nel 2015  mi  ruppi  il  femore,  il  trattamento  ospedaliero  fu  allucinante  e  tornai  a  casa in condizioni tali da restare tre mesi  a  letto.  Giurai  che mi sarei uccisa  se  fossi rimasta sulla sedia a rotelle,  ma  a  poco a poco, mentre mi riprendevo, cominciai  a  scrivere un romanzo  che denunciava la malasanità  e   anche  gli  antidepressivi sbagliati  che  mi  sono stati somministrati fino all’età di 55  anni.  Questi  farmaci possono provocare raptus pericolosi. Quindi la prima idea del romanzo fu quella di un’opera impegnata,  poi la scrittrice  che  è  in  me  ha  preso  il  sopravvento trasformando la realtà  in  un  thriller.  Infatti la protagonista Lisa  è  il  mio  alter  ego,  e la sua  storia viene ricostruita a poco a poco come in  un  puzzle  dando al lettore la certezza  che questa donna  tormentata  alla fine farà qualcosa di tremendo, ma nessuno  indovinerebbe mai che cosa.

Quale messaggio comunica il romanzo?

Molti messaggi. La protagonista si trova immersa in un’Italia in cui nulla funziona,  alle  prese  con  la  madre demente  e  con  un  sistema  scolastico che la mortifica. Molta gente può riconoscersi  in quel personaggio sottoposto ad ogni stress. E poi c’è una cosa di cui nessuno si è mai accorto: io ho una lieve forma della sindrome di Asperger, amo la solitudine, non mi va di partecipare agli eventi, ho terrore dei rumori, mi disturba il contatto  fisico con altre persone ecc. Anche la mia Lisa è fatta così,  ma le persone a lei vicine non lo capiscono, quindi non si sente accettata. Il mio  libro può insegnare  ad  accettare la diversità,  a  capire le persone  isolate  e le persone depresse. Mi appello  pure  ai genitori di figli che non socializzano  e si rinchiudono nel mondo dell’arte:  provate ad entrare  nelle loro menti. Infine gli  amanti degli animali saranno felici di sapere  che  il romanzo descrive anche la simbiosi che nasce fra una donna solitaria e un gatto.

 Perché  dovremmo  leggere questo  libro?

Perché è scorrevole e accontenta diversi tipi di lettori. C’è  l’atmosfera del thriller, e  pure una precisione  accurata nell’analizzare gli effetti della depressione  e degli antidepressivi di   vario  tipo.  Poca gente sarà  in  grado di raccontarvi  questo  dopo  essere uscita da un tunnel pericoloso.  Ma  c’è  anche da divertirsi, anzitutto per gli episodi  esilaranti di demenza senile  dei  genitori di Lisa; inoltre lei ricorda con nostalgia i tempi  in  cui  era giovane e le accadevano  cose  buffe. Tempi  che non torneranno  più. Una frase ricorrente  è  “ Nulla sarà come prima!”  Comunque ammetto  che è un  romanzo molto duro, senza pietà nel  mostrare una persona  che diventando anziana e acciaccata si sente esclusa dal mondo. Viene descritto pure il mio rapporto con mia madre prima  che lei  andasse fuori di testa, una  madre  siciliana  dalla mentalità primitiva.

Progetti futuri?

Per  tutto  l’anno 2019 attendo  i risultati di concorsi letterari che ho fatto,  inoltre uscirà un mio testo scolastico,  narrativa per la prima media, e  un  giallo  con  le  edizioni Zerounoundici. Ma  a  partire dal 2020 potrei dedicarmi esclusivamente alle sceneggiature cinematografiche, poiché la gente legge sempre meno  libri, mentre il cinema non ha perso i suoi fans. Ho già prodotto un film comico del quale ho scritto sceneggiatura e colonna sonora, ma preferirei occuparmi  di film drammatici.

Il libro merita 5 stelle su 5.

Leggi le altre recensioni da me realizzate per Daniela Di Benedetto

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“L’incredibile viaggio di Arturo Vieri” di Paolo Rocchigiani

“Nonostante tutto ebbi la sensazione di essere solo un forestiero, di far parte solo marginalmente di alcune di quelle storie.”

È ciò che sostiene il protagonista durante la sua avventura, L’incredibile viaggio di Arturo Vieri, scritto e pubblicato da Paolo Rocchigiani. Esso narra per l’appunto un viaggio “incredibile”, reso tale dal contatto di Arturo con diverse forme di vita aliene! Caduto in coma all’inizio della storia dopo l’incontro con una coppia di creature ostili, Arturo inizierà il suo viaggio, tra luoghi lontani e specie di ogni sorta, apprendendo a sue spese che non siamo affatto soli nell’universo. 

In sole cento pagine, l’autore ci offre un’avventura intensa e divertente, scagliandoci con la velocità di un pensiero tra le monotone strade terrestri alle infinite e misteriose vie del cosmo, alla scoperta di civiltà e segreti capaci di cambiare per sempre la vita di un singolo individuo. Consigliato a tutti gli appassionati di fantascienza, e a chi ricerca letture veloci con cui passare allegramente qualche ora.

Come nasce quest’opera letteraria?

In principio doveva essere un racconto breve, ma quando ho cominciato a scrivere buttando giù su carta le idee senza pensare a punteggiatura e badando poco a coerenti costruzioni sintattiche, Arturo Vieri ha cominciato pian piano a prendere vita insieme al suo strano e fantastico mondo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mi piace pensare che al mondo ci sia molto più di quello che riusciamo semplicemente a vedere con i nostri occhi: basta muoverci un po’, magari facendo un viaggio, grande o piccolo che sia, che ci accorgiamo, “sentiamo” che le “cose” o “gli altri” sono per lo più “diversi” e il “diverso” non può essere poi così male visto che anche noi rappresentiamo il “diverso” per qualcun altro.

Leggi il mio libro perché…

Il barrielimbo è un luogo ideale per scoprire nuove avventure e solleticare la propria fantasia inseguendo la verità olografica. E poi serve tutto l’aiuto possibile al Signor delle Parti per aiutare il povero Artuto Vieri! Riuscirà a tornare a casa?

Progetti futuri?

Attualmente mi diverto tantissimo ad alimentare il mio sito con nuove storie: a proposito, se vi va di dargli un’occhiata lo trovate l’indirizzo è: https://www.paololandia.it. Più in là ho in programma il seguito delle avventure di Arturo Vieri, mentre a breve, spero molto a breve, uscirà una raccolta di racconti non proprio convenzionali.

L’incredibile viaggio di Arturo Vieri  di Paolo Rocchigiani.

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“Mi sono raccolta” di Chiara Domeniconi

“Libertà è perdonare, innanzitutto se stessi, è mettersi nei panni degli altri, è ascoltare,non sentire quello che dicono gli altri. Libertà è condividere, è amare.”

Chiara Domeniconi, classe 1972, ha afferrato la sua vita e l’ha impressa sulle pagine di Mi sono raccolta, opera auto-pubblicata. Essa contiene una serie di testi scritti nel corso degli anni, tra riflessioni ed eventi personali anche drammatici – tra cui spiccano l’anoressia e la perdita del padre – capaci di trasmettere una varietà di sensazioni. Un grande mosaico fatto di molti tasselli, pezzi di una vita ricolma soprattutto di dolori, ma che non hanno mai spento il fuoco della sua voglia di vivere, di andare avanti ad ogni costo.

“Il coraggio è volontà, la volontà è decisione. Dipende da te, vuoi vivere? O esistere?”

Si tratta di un’opera ricca di suggestioni e di ricordi di un cammino di vita con le ferite al cuore in via di guarigione. Capitoli chiusi, ma mai dimenticati. In queste pagine si percepisce indubbiamente il bisogno dell’autrice di gridare al mondo il suo bisogno di vivere, anche contro tutti. Un modo coraggioso e brillante per dire: “Sono sola, ma sono viva e non mi arrendo”, guardando al futuro dopo aver impresso il passato in un flusso di parole.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce da un lungo periodo di sofferenza e da una vita difficile per non dire complicata.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Un messaggio di speranza che anche dai periodi più bui si può rinascere, anche migliori di prima.

Leggi il mio libro perché…

Perché spero di dare speranza anche ad una sola persona, di trasmettere il messaggio che un grosso dolore può essere l’occasione di trasformare la vita in una vita speciale per sé e per gli altri, dove si apprezza l’essenza delle cose e non l’effimero, di non abbandonare mai la volontà ma di coltivarla sempre.

Progetti futuri?

Ho in editing due libri che usciranno in primavera, uno è appena uscito…parteciperò alla Fiera del Libro di Torino e sono stata inserita nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei Italiani 2019, che uscirà a fine Marzo.

Mi sono raccolta  merita 4 stelle su 5: vuoi conoscere l’autrice? 23 Marzo 2019 a Modena, per rimanere aggiornati.

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“L’accordo sospeso” di Alessandra Rinaldi

Quante volte avete sognato di mollare tutto? Quante volte avete pensato che la sorte vi fosse ostile? Queste sono le domande di apertura del romanzo di oggi, L’accordo sospeso di Alessandra Rinaldi che scrive, praticamente, da sempre e vive in un piccolo paese sulle colline modenesi.

La trama è molto semplice, abbiamo come protagonisti Sara e Matt, le cui esistenze appaiono in apparenza complete ma che, purtroppo, si frantumeranno all’improvviso, come spesso accade nella vita e si ritroveranno accumunati dallo stesso dolore.

A fare da cornice a questa storia, c’è una terra magica dai colori sgargianti, Le Barbados, dove si può ritrovare sé stessi e la pace di un tempo percorrendo il percorso che il destino, sembra, abbia voluto assegnarli.

Sarà un intrigo ad avvolgere i protagonisti all’interno di situazioni che a momenti appaiono surreali, con una figura mistica che li accompagnerà in questo viaggio, Mama Rhea. Lei è una sensitiva che vive da sempre sull’isola e ne custodisce i più reconditi segreti.

La semplicità della storia potrebbe ingannare il lettore, infatti, ci saranno colpi di scena ed eventi inattesi che bene si amalgamano allo scenario caraibico scelto dall’autrice.

La storia è incentrata sui due protagonisti ma a fare da contorno ci saranno anche personaggi, diciamo, minori. L’autrice ci racconta una storia che è fatta di paure e difficoltà per ciò che un nuovo inizio porta con sé e di quella rinascita interiore che un po’ ognuno di noi conosce perché l’ha vissuta sulla propria pelle.

Come nasce quest’opera letteraria?

“L’accordo sospeso” è il risultato di un viaggio che si è trasformato in un sogno. Mi spiego: io adoro viaggiare ma, soprattutto, mi diverto a organizzare i miei viaggi. Me li “cucio” addosso. Ci lavoro per mesi: dal volo aereo adeguato ai miei orari, all’albergo o all’appartamento che più risponde alle mie esigenze, al noleggio auto più economico. Insomma, cerco di preparare tutto non tanto nei particolari, quanto piuttosto che soddisfi il “mio modo” di viaggiare.  Ed è proprio quello che ho fatto quando, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso di trascorrere una vacanza a Barbados. Per la prima volta, ho trovato un’isola che mi ha stupito in continuazione. Non solo per il paesaggio, siamo ai Caraibi quindi mi aspettavo scenari mozzafiato ma, quello che davvero mi ha colpito sono state le cose più semplici che rendono unica Barbados:  il sole che ti penetra e che diventa parte integrante del corpo e della mente; il mare che ti viene incontro invitante, gli animali che incontri dovunque e ti guardano con cautela, ma anche con curiosità e soprattutto il popolo, gente ospitale e sorridente che ti cerca ed è sempre disponibile. Barbados mi ha catturato, si è presa il mio cuore. L’ho trovata una terra magica ed è stata proprio questa magia che mi ha guidato nella stesura del romanzo: Mama Rhea, una donna anziana che racchiude nella memoria segreti e indiscrezioni dell’isola, Burke, persona considerata matta dagli abitanti, ma in realtà dolcissimo e protettivo. Un libro dove prendono vita alcuni personaggi che ho incontrato nella realtà (per esempio Burke) mescolati a piccoli accenni autobiografici dove, però, il personaggio principale rimane l’isola, con i suoi odori e i suoi sapori. Un romanzo di rinascita, di consapevolezza e di continue scoperte.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

È un romanzo di puro intrattenimento, quindi non ha messaggi reconditi. Sara, la protagonista, è una di noi. Sempre di corsa, non del tutto soddisfatta della sua vita, decide di mollare tutto e volare a Barbados. Quanti di noi, quotidianamente, pensano di mollare e prendersi una pausa? Ecco: “L’accordo sospeso” è la pausa della quale abbiamo bisogno.

Leggi il mio libro perché…

Per trascorrere alcune ore immergendosi nel sole e nel mare. Perché c’è un piccolo mistero da risolvere. Perché c’è tanta musica. Per rilassarsi. Perché è bello e ne vale la pena.

Progetti futuri?

Sto ultimando l’editing del mio secondo romanzo dal titolo provvisorio “Il mare dei segreti” e sto già scrivendo il terzo. Un libro che tratta di informatica, di hacker e programmi “violati”. Inoltre continuo a collaborare con due blog, scrivendo recensioni per libri di esordienti e non. E sto volando con la fantasia: mi piacerebbe aiutare gli scrittori emergenti, vorrei collaborare con le case editrici, vorrei un futuro all’interno dell’editoria … poi … mi sveglio e ritorno alla vita di sempre.

Numero di stelle 4 su 5 – L’accordo sospeso di Alessandra Rinaldi – Editore Genesis Publishing – 203 pagine – prezzo di copertina 10,60 euro.

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Gli “Ambientalisti Anonimi” di Maglie

Sono nata a Maglie ma cinque anni fa sono andata via, per ragioni di studio e di conseguenza anche lavorative. In realtà sono sempre attenta alla mia terra e poco tempo addietro ho scoperto gli Ambientasti Anonimi, un gruppo di persone che curano il verde della mia città, la città di Aldo Moro. Ho deciso di intervistarli, la curiosità fa parte della mia vita e le loro attenzioni verso il sociale sono degne di nota.

Chi sono gli “Ambientalisti Anonimi”? Perchè ‘Anonimi’?

Siamo un gruppo di persone accomunate dalla volontà di restituire dignità ai luoghi pubblici ripulendoli dall’immondizia. La scelta di rimanere Anonimi è legata soprattutto alla nostra presenza sui social dove il messaggio principale è che “non importa chi siamo, conta cosa facciamo“. Questo ci aiuta a minimizzare polemiche e individualismi. Non c’è nessuna esigenza di segretezza perché basta partecipare ai nostri eventi per “smascherarci”.

Come siete nati ?

Siamo nati una domenica mattina di Marzo dell’anno scorso quando un nostro amico, dopo varie serate passate ad interrogarci su cosa potessimo fare per “prenderci cura” del nostro territorio, ha creato un gruppo WhatsApp con tutti noi dal nome Salento Pulito e ci ha chiesto se la mattina successiva volessimo andare in campagna a raccogliere rifiuti. La mattina dopo siamo usciti tutti insieme armati di guanti e buste della spazzatura e da quel giorno non ci siamo più fermati.

Avete degli appuntamenti settimanali? Mensili?

Ogni domenica (meteo permettendo) organizziamo gli eventi di “AAzione“, cioè delle uscite ecologiche per ripulire luoghi invasi dai rifiuti e dall’inciviltà, di Maglie sporchi o trascurati dai rifiuti. Inoltre ci incontriamo con cadenza bisettimanale per discutere e decidere insieme nuove idee e attività future.

Come decidete la zona da pulire?

A volte è sufficiente guardarsi intorno per capire quali zone del paese hanno più bisogno di un intervento. Qualche volta raccogliamo segnalazioni on-line e in generale tentiamo di privilegiare le zone che sappiamo stare più a cuore ai Magliesi, come ad esempio nel caso degli ultimi eventi “AAzione”, dove il focus è nei dintorni del viale delle Franite, luogo simbolo di Maglie se nonché uno dei pochi lembi di aperta campagna ancora a disposizione dei cittadini.

Perché lo fate?

Il nostro scopo primario è sensibilizzare le persone alla cura dei propri spazi. Io sento mia anche una campagna dove vado a passeggiare, è un’idea che va oltre il concetto di proprietà e possesso. Vogliamo ridare dignità e bellezza al nostro territorio agendo “a valle” del problema per incoraggiare consapevolezza e prevenzione dello stesso “a monte”.

Qual è il feedback ricevuto?

La nostra community sui social è in continua espansione fin da quando abbiamo iniziato. Sempre più persone si interessano a quello che facciamo e i più motivati (per ora davvero pochi) hanno già iniziato a partecipare alle nostre passeggiate, ad ogni modo vorremmo dare a tutti modo di partecipare attivamente anche al di fuori delle raccolte, tutti possiamo collaborare per rendere migliore il posto dove viviamo e raccogliere rifiuti è solo il modo che noi abbiamo scelto. Un importante feedback su cui c’è ancora molto da lavorare è quello ricevuto dall’amministrazione comunale, che sa quello che facciamo e che, speriamo, ci dia una mano per poterlo fare meglio.

Quale messaggio volete trasmettere?

 Ciascuno di noi condivide una porzione di responsabilità quando si parla di inquinamento e di conseguenza non abbiamo particolari “nemici” da additare, i nostri più grandi nemici rimangono l’indifferenza, la compiacenza e la paura che hanno permesso che il Salento dagli anni 90 diventasse un’altra “terra dei fuochi” con tutte le conseguenze per la salute che ci troviamo davanti ogni giorno. Vogliamo dimostrare che è possibile dare un contributo al nostro territorio anteponendo un impegno dal basso, ma concreto, alle discussioni, alle polemiche e alle tifoserie politiche.

Sostegno del comune?

Su questo punto stiamo lavorando molto e facendo qualche progresso, ma siamo ancora lontanissimi da quella che è la nostra idea di collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Abbiamo aperto un dialogo col sindaco e con l’Assessore all’Ambiente, ma i risultati sono ancora scarsi.

 Conclusioni finali libere..

Speriamo di crescere sempre di più, incontrare nuove persone con le quali condividere la nostra missione ed eventualmente partecipare attivamente ai progetti di altre associazioni. Ultimamente nel Salento si sta formando una rete di associazioni attente alla salvaguardia dell’ambiente, e questo ci rende felici e ci incoraggia a fare del nostro meglio. Siamo aperti al confronto e auspichiamo la collaborazione tra tutte le nostre associazioni nel perseguimento dei nostri obiettivi comuni.

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