BDM CONNECTION- A Teatro Trastevere

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO TRASTEVERE

PRESENTA

BDM CONNECTION

Rassegna di danza organizzata da Bricolage Dance

DATA UNICA 13 GIUGNO 2017 ORE 21

Teatro Trastevere,via Jacopa de Settesoli 3,00153 Roma

 

BDM Connection è una rassegna di danza organizzata da Bricolage Dance Movement che andrà in scena al Teatro Trastevere il 13 giugno alle ore 21:00.

Una serata di spettacoli di danza dove quattro compagnie con stili molto diversi porteranno estratti dei loro spettacoli più famosi.

 

Si esibiranno le compagnie: Ownroot Dance di Silvio Tufanari, Bricolage Dance Movement di Michela Mucci, Free Soul di Margherita Giordano e la Compagnia Sakuntala di Aurora Pica; accanto a queste, compagnie giovani di comprovata esperienza, sarà sul palco il gruppo Bricolage Young Team, formata da giovanissimi, che porterà il lavoro sviluppato in un anno di studio insieme alla coreografa Michela Mucci.

Bricolage Dance Movement (BDM) è una compagnia di danza fondata da Michela Mucci e Anna Buonomo nel 2007 che ha sede sia a Roma che a Londra e crea spettacoli per teatri e festival in Italia e all’estero: fra i più prestigiosi l’Accademia Nazionale di Danza, il Teatro Greco, il Teatro Olimpico, Roma, il Nottingham Playhouse di Nottingham, Dèda Theatre di Derby, Robin Howard Dance Theatre, Stratford Circus di Londra e il Theater Tuchlaube di Aarau, Svizzera. Le creazioni più recenti sono state supportate da Arts Council of England, Trinity Buoy Wharf Trust, University of East London, Ortsbürgergemeinde Aarau, Aargauer Kuratorium, NAB-Kulturstiftung.

BDM, fin dall’inizio, concentra tutte le sue forze sull’impegno tecnico dei danzatori e sulla costruzione accurata delle sue coreografie, unisce il classico all’innovazione cercando un nuovo equilibrio fondato sulla tecnica e aperto verso l’espressione delle proprie emozioni.

L’intenso lavoro in sala è evidente nelle rappresentazioni e negli spettacoli della compagnia,attraverso questo si afferma negli anni la cifra stilistica di Bricolage Dance Movement.

 

BDM CONNECTION

Rassegna di danza organizzata da Bricolage Dance

13 GIUGNO ORE 21

 

Teatro Trastevere,via Jacopa de Settesoli 3,00153 Roma

contatti: 06.5814004 info@teatrotrastevere.it

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WARHOL vs GARTEL

La Pop Art arriva a Lecce in uno dei confronti artistici più stimolanti degli ultimi anni: il suo indiscusso maestro Andy Warhol e Laurence Gartel- uno dei più famosi esponenti della sua declinazione nella forma digitale-  si affrontano in un’inedita sfida nei meravigliosi spazi della galleria ART&CO a Lecce.

Opere originali di entrambi gli artisti sono infatti protagoniste di Warhol vs Gartel. La mostra è curata da Maurizio Vanni direttore del LuCCA (Lucca Center of Contemporary Art), con il patrocinio del Comune di Lecce e vede confrontarsi due mondi affini, quello della Pop Art e dell’Arte Digitale, che dalla fine degli anni ’70 in poi hanno profondamente trasformato il comune senso dell’Arte.

Laurence Gartel

“Andy Warhol e Laurence Gartel – spiega il curatore della mostra, Maurizio Vanni – sono due di quegli artisti eletti, nati per fare e rimanere nella storia, cresciuti per modificare gli equilibri culturali e sociali di un luogo in un determinato momento storico. Gartel svela a Warhol i segreti di Commodore Amiga e la loro sintonia è immediata perché sono tantissimi i punti in comune”. Dopo il loro fortunato incontro, Warhol e Gartel hanno sperimentato le potenzialità del mezzo digitale applicato all’arte: lavorando sui software, Gartel ha trasformato fotografie, graffiti, dipinti in nuo ve ed inedite opere che hanno trovato uno spazio importante nel mondo dell’arte contemporanea. Gartel ha dato un notevole contributo anche al mondo della comunicazione pubblicitaria: le sue creazioni per Absolut Vodka, Philips Morris e Coca Cola sono ormai storia della pubblicità. In mostra sono esposti acetati, litografie e stampe digitali, tra cui il suo famoso ‘Absolut Gartel’, che ricostruiscono l’importante contributo di questo artista

L’eredità di Andy Warhol è indiscussa: l’intero immaginario del contemporaneo, non solo artistico, è permeato delle sue immagini, moltiplicazioni del quotidiano che si trasforma in straordinario. In mostra serigrafie e litografie storiche, come il ‘Gianni Agnelli’ del ’79 e il ‘Mao’ dell’89. Ma anche la copertina dell’LP ‘The Velvet Underground & Nico’ del 1967. “Il loro obiettivo era quello di scoprire la verità e non la realtà, quell’essenza del mondo e delle cose che poteva giungere all’uomo solamente tramite i mezzi di comunicazione di massa ”, aggiunge il curatore. “Da una parte Polaroid, registratore, Photomaton e serigrafia per Warhol, dall’altra Apple Macintosh (con programma Mac Paint), Commodore Amiga (abbinato al programma Deluxe Paint), la stampante Art Color Ink-Jet di Xerox, le novità di Canon con la macchina fotografica 760, le stampanti a getto d’inchiostro e i primi scanner per Gartel: tecniche – spiega Vanni – che contemplavano sempre più l’utilizzo della macchina e sempre meno il coinvolgimento diretto e ‘fisico’ dell’artista”.

La mostra però non solo ripercorre la capacità di entrambi di indagare il mondo digitale con un estro da artisti di razza, ma riesce ad approfondire anche la distanza tra i due personaggi. Di ognuno di loro, infatti, evidenza anche la peculiarità che ne rende indipendente e stilisticamente autonoma la produzione. Warhol con la sua irriverente moltiplicazione seriale dell’oggetto o del personaggio, Gartel con la sua capacità di proiettare al di là del presente e del reale le immagini che sceglie. “Non tutti gli elementi comuni ai due artisti sono simmetrici e corrispondenti – sottolinea il curatore – la Pop Art di Warhol perpetua in maniera impersonale e quasi maniacale le immagini proposte dai mass-media documentando, senza timore reverenziale. La Hyper Pop di Gartel si nutre di immagini presenti nell’immaginario collettivo, ma non si limita a mitizzarle, bensì – conclude Vanni – le proietta in futuri plausibili, in scenari immaginifici, in dimensioni realmente oniriche, in contesti che, seppur distanti da ciò che crediamo reale, appaiono stranamente iper familiari, iper evocativi, iper suggestivi, iper allusivi, iper quotidiani, iper comunicativi, iper fantasiosi e iper contemporanei”.

Dopo lo straordinario successo dell’inaugurazione e della mostra Omaggio ai grandi maestri del NovecentoART&CO Lecce ospita un altro evento culturale di rilievo internazionale, dando di nuovo vita ad un illuminante dialogo, un affascinante confronto fra espressioni artistiche diverse, in questo caso incentrate sulla Pop Art. Ancora una volta si conferma la vocazione di ART&CO ad essere un centro propulsivo di valore assoluto per generare interesse e attrazione per l’arte.

Dopo il Lucca Museum e Palazzo Bufalini di Spoleto infatti la mostra viene proposta alla galleria ART&CO Lecce, accompagnata dal catalogo edito da Prearo editore, che ha scritto –letteralmente- la storia dell’arte dell’ultimo Novecento. Il libro d’arte verrà inoltre presentato nella serata di inaugurazione della mostra giovedì 8 giugno, evento in cui sarà presente il maestro Laurence Gartel che siamo onorati di ospitare e che presenterà personalmente il catalogo insieme a Giampaolo Prearo, già presentato anche a Lucca.

Lecce è Città del Libro 2017, quale grande occasione dunque per omaggiare la città e unire l’arte dell’editoria di Prearo con l’arte Pop di artisti internazionali come Andy Warhol e Laurence Gartel, per creare dunque sinergie sempre nuove e stimolanti e per continuare il progetto ART&CO, proiettato verso progetti ad ampio respiro e sempre più innovativi ed internazionali.

La mostra inaugurerà l’8 giugno 2017 dalle ore 18,30 alla presenza dell’artista Laurence Gartel e sarà visitabile fino al 16 di Settembre alla galleria ART&CO Lecce in via 47 Reggimento Fanteria 22.

 

 

Si inaugura l’8 Giugno e si concluderà il 16 Settembre 2017.

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Le Figlie della Corruzione di Eva D’Amico

Eva D’Amico, classe 1991,ritorna nel mondo editoriale con “Le Figlie della Corruzione”,il secondo volume del dittico “Memorie di Sangue” edito da I.D.E.A.

 

Eva, la protagonista, bella, forte, coraggiosa, determinata, imprevedibile si ritroverà catapultata in una nuova realtà: la menzogna.

Rivedrà i suoi genitori, coloro che la abbandonarono, conoscerà la sorella Fleur e Daniel, Adrian, Ezequiel cambieranno nuovamente la sua vita, la sua esistenza.

Jeile, il suo amato che incontriamo- come tutti gli altri- nel primo volume Memorie di Sangue, invertirà la rotta, una rotta d’amore- inizialmente- si trasformerà in una rotta violenta, eccessiva, irreale.

Una nuova guerra che, così nuova non è, il passato che bussa al presente, gli umori che cambiano..

Eva, ancora una volta, scombussolerà le carte in tavola, anzi, sarà lei a dirigere il gioco anche se, non da subito o non apparentemente. La violenza sarà presente, anche se apparirà essere una cornice perché la penna di Eva D’Amico vi porterà veramente altrove.

 

Ancora una volta l’originalità di Eva D’Amico non delude, ambientazioni fantastiche, personaggi descritti nei minimi dettagli e spazio anche per l’immaginazione: what else?

Trama, personaggi e stile narrativo meritano 5 stelle su 5.

 

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Il libro nasce prima di tutto dalla voglia di raccontare, forse di raccontarmi, e sicuramente di emozionare. Non è stato facile mettere insieme le idee e renderle una storia unica, con un suo filo logico e una trama, anche perché inizialmente era più che altro un insieme di sensazioni, di emozioni e sentimenti. Così è nato il primo volume delle Memorie di Sangue: unendo tutto questo all’immagine di una bambina abbandonata in un orfanotrofio decadente. Il secondo volume delle Memorie naturalmente nasce per dare una conclusione alla storia, un senso al groviglio si sensazioni, emozioni e domande che hanno dato vita al primo volume e forse anche delle risposte. Si è trattato di un lavoro complesso, perché avevo già un punto di partenza, la sfida era realizzare pienamente la storia e trasmettere pienamente il messaggio che volevo lasciare al lettore.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Le Memorie sono prima di tutto un invito a combattere per la propria felicità e la propria individualità contro un mondo o una società che ci vorrebbe rispettosi di determinate regole comportamentali. A tal proposito ciò che vorrei dire ai lettori è: interrogatevi, su voi stessi e sul mondo che ci circonda, conoscetevi e cercate di capire cosa potrebbe rendervi davvero felici, al di là di cosa ci si aspetta da voi.

Tutto questo, poi, è rivolto specialmente alle ragazze e alle donne, a cui vengono continuamente proposti modelli di femminilità sottomessa o retrograda, che le vorrebbe sempre perfette e sorridenti, pazienti e amorevoli nonostante tutto: spesso vengono anche proposti come desiderabili modelli di relazioni disfunzionali… conoscersi, interrogarsi, capirsi e amarsi è il primo modo per riconoscere quando qualcuno (poco importa se donna o uomo, in ambito amoroso o amicale) non è corretto con noi, ci sta prendendo in giro o semplicemente non può o non vuole relazionarsi in modo sano.

 

Leggi il mio libro perché…

Questa è una domanda insidiosa, a cui probabilmente la maggior parte degli autori avrebbe difficoltà a rispondere (inclusa me). La sola cosa che posso dire è: perché ci ho messo anima e cuore e credo che oltre ad essere una lettura piacevole possa anche essere fonte di arricchimento personale.

 

Progetti futuri?

Tanti. Forse troppi! Attualmente sto lavorando ad un altro romanzo incentrato su una figura che mi ha sempre affascinata: la strega (e solo il tempo saprà dirci, a me e voi, se sarà un dittico come le Memorie, una trilogia, una serie o un romanzo autoconclusivo).

Certamente le Memorie non sono ancora concluse, anche se questo secondo volume è l’ultimo: moltissimi lettori mi hanno già chiesto un romanzo incentrato sulla figura di Gabrida, un personaggio davvero molto amato. Molti mi hanno anche chiesto anche un sequel, un terzo volume quando non addirittura un secondo dittico, e di certo ci saranno novità anche da questo punto di vista.

 

 

 

Adrian, Daniel, Dyok, Eva, Ezequiel, Fleur, Gabriel, Jeive e ovviamente Eva vi aspettano.

Le figlie della corruzione di Eva D’Amico, edito da I.D.E.A., 310 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

 

 

 

 

MONDADORI

 

Libro precedente di Eva D’Amico

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Concorso letterario La Via Francigena

Un nuovo concorso letterario per tutti gli autori emergenti!

La Via Francigena è un cammino nella natura e nell’arte, che ha origini lontane.
La storia narra di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury che recandosi a Roma, segnò l’inizio del cammino di pellegrinaggio, ma l’origine del percorso risale ai Longobardi che nel secolo VI valicavano Monte Bardone fra Berceto e Pontremoli, poi con i Franchi e i Carolingi la strada divenne via di grande comunicazione che, raggiungendo Lucca, si dirigeva verso Altopascio, oltrepassava l’Arno, e percorreva tutta la Val d’Elsa, sino a Siena. Da qui, seguendo la Cassia, attraversava le valli dell’Arbia e dell’Orcia per raggiungere Roma. La Via Francigena si snodava lungo i principali centri abitati del tempo, collegando i luoghi sacri del mondo cristiano. La via mise in comunicazione l’area mediterranea con quella del Mar del Nord e diventando un’arteria transitata da uomini e merci, contribuendo così al rifiorire del grande commercio europeo.

Un cammino religioso, ma anche un importante itinerario culturale, sulle tracce dei tanti che, per motivi diversi, lo hanno attraversato.  Oggi la Via Francigena è sinonimo di viaggiare lentamente, con il ritmo lento del viandante, alla scoperta di luoghi e tradizioni, ma anche per ritrovare noi stessi.
Raccontare la Via Francigena è raccontare il viaggio, creando quel legame con il lettore dettato dalle emozioni del vissuto che si riesce a far trasparire.

Il premio letterario si propone di individuare gli autori che abbiamo a vario titolo affrontato il tema del viaggio lungo la Via Francigena, utilizzando il linguaggio della narrazione, offrendo la possibilità ai vincitori della pubblicazione del manoscritto.

Il premio  ha come partner il Comune di Monteriggioni e il patrocinio di enti e organizzazioni coinvolte nel progetto tra cui: l’AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene), L’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, il Lions Club, la Camera di Commercio di Siena. È in corso la richiesta di patrocinio del Consiglio Regionale della Regione Toscana.

 

REGOLAMENTO COMPLETO

 

ALTRI CONCORSI LETTERARI

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Caravaggio e i Caravaggeschi nell’Italia Meridionale

AL CASTELLO ARAGONESE DI OTRANTO IN MOSTRA “CARAVAGGIO E I
CARAVAGGESCHI NELL’ITALIA MERIDIONALE” E GENIUS LOCI DI ROBERTO COTRONEO

Il Comune idruntino e Civita Mostre, dopo lo straordinario successo
della mostra dedicata a Steve McCurry, propongono una selezione a cura
di Maria Cristina Bandera di dipinti di Michelangelo Merisi e dei suoi
seguaci meridionali o attivi nell’Italia del Sud provenienti dalla
collezione della Fondazione Roberto Longhi. Lo scrittore e saggista,
autore tra gli altri del romanzo “Otranto” e di una raccolta di poesie
“I demoni di Otranto” dedicati alla città salentina, esordisce nella sua
attività di fotografo, intrapresa negli ultimi anni.

Dall’11 giugno al 24 settembre, dopo lo straordinario successo della
mostra dedicata a Steve McCurry nell’estate 2016, nelle sale del
Castello Aragonese, il Comune di Otranto e Civita Mostre organizzano due
importanti e imperdibili mostre tra arte e fotografia. Caravaggio e i
caravaggeschi nell’Italia meridionale è il titolo della mostra che
propone una selezione di opere provenienti dalla collezione della
Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce
il lascito di quello che è stato il più importante storico dell’arte
italiano ma anche uno straordinario collezionista. Nella mostra, curata
da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione,
accanto al “Ragazzo morso da un ramarro” del Caravaggio sono esposti i
dipinti dei suoi seguaci meridionali o attivi nell’Italia del Sud, che
fanno parte della stessa collezione e offrono una efficace testimonianza
del significato storico della sua pittura. Inoltre approda anche a
Otranto, dopo la presentazione in primavera nella Galleria Nazionale
d’Arte Moderna di Roma, Genius Loci, nel teatro dell’arte, esordio di
Roberto Cotroneo nella sua attività di fotografo, intrapresa negli
ultimi anni. La mostra è il risultato di questo lungo lavoro, sul
rapporto tra pubblico e arte, tra opere e immagini fotografiche.

 

Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970) è una delle personalità più
affascinanti della storia dell’arte del XX secolo. Alla pittura del
Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 –
Porto Ercole 1610) e ai suoi seguaci, i cosiddetti caravaggeschi, ha
dedicato una vita di studi, a partire dalla tesi di laurea sul
Caravaggio del 1911. In mostra il “Ragazzo morso da un ramarro” del
Merisi, acquistato da Longhi verso il 1928. Il dipinto, che risale
all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio, all’incirca nel
1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto con cui
il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro, quasi
come in una istantanea fotografica, ma anche per la “diligenza” con cui
ha reso il brano della natura morta con la caraffa e i fiori, un genere
pittorico riportato a dignità autonoma proprio dal Caravaggio. Grandi
capolavori possono ritenersi cinque tele che raffigurano gli Apostoli,
del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello
Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano. Il profondo
radicamento dell’esempio del maestro nell’arte napoletana è attestato
dal David di Andrea Vaccaro e dal drammatico San Girolamo del Maestro
dell’Emmaus di Pau. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in
Sicilia, si materializza una perfetta sintesi tra la cultura nordica di
partenza –  legata al caravaggismo olandese – e la pittura italiana.
Sono inoltre presentate opere di Lanfranco, del Maestro dell’Annuncio ai
pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi. Il percorso si
conclude con due capolavori di Mattia Preti, l’artista che più di ogni
altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalità della
tradizione caravaggesca. È infine prevista la proiezione del film
“L’ultimo Caravaggio” di Mario Martone (durata 40′), realizzato dal
regista napoletano nel 2004.

Roberto Cotroneo, scrittore e saggista, autore tra gli altri di un
romanzo “Otranto” e di una raccolta di poesie “I demoni di Otranto”
dedicati alla città salentina, da alcuni anni ha affiancato il suo
lavoro di scrittura con quello della fotografia. E per più di tre anni
ha osservato e fotografato il pubblico negli spazi espositivi. Nei loro
movimenti, nelle posture, nelle espressioni, nella capacità di
attraversare gli spazi, le soglie, i luoghi. Le  fotografie esposte
conducono il visitatore in una sorta di teatro, in una scena dove gli
attori entrano sul palcoscenico dell’arte, o si preparano a farlo. Le
sale di un museo d’arte prevedono un pubblico che guarda le opere, ma
non un pubblico che osserva un pubblico. Eppure tra le prime cose di cui
si deve prendere atto, e che è l’origine di questo lavoro, è che nel
teatro dell’arte, la scena non è quella dell’opera ma del pubblico. Come
scrive l’autore, «l’opera, nell’epoca della riproducibilità tecnica,
ritrova la sua unicità solo attraverso la condivisione con il
visitatore, sottraendo la sua potenza estetica per cederla a chi passa,
a chi si ferma, a chi guarda».

Le mostre saranno accessibili al pubblico con il biglietto di ingresso
del Castello Aragonese, che consente di visitare tutti gli ambienti
della fortezza, dai sotterranei agli allestimenti dedicati alla storia
della città.

Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano

Biglietti
Intero 12 euro – Ridotto 10 euro per gruppi di almeno 12 visitatori e
apposite convenzioni, possessori
della Otranto Card – Ridotto speciale 6 euro per minori di 18 anni,
apposite convenzioni e residenti nel Comune di Otranto – Gratuito per
minori di 6 anni e minori di 18 anni in visita con i genitori, guide
turistiche con patentino (con gruppo), disabili ed un accompagnatore,
giornalisti accreditati.

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II Edizione Della Rassegna Enogastronomica “Suoni & Sapori del Salento e di Puglia”

Dal 1° al 4 giugno 2017 Otranto farà da palcoscenico alla II edizione della rassegna enogastronomica “Suoni & Sapori del Salento e di Puglia”, dedicata alla valorizzazione e promozione delle tradizioni culturali ed enogastronomiche del territorio, organizzata da Music Empire Agenzia Eventi con il Patrocinio del Comune di Otranto.
La kermesse si terrà nei primi quattro giorni di giugno e unirà le sonorità salentine e jazz nella wine & beer area a itinerari enogastronomici per scoprire i prodotti tipici locali, i migliori vini del territorio e una selezione di birre artigianali, un percorso che si snoderà dal centro storico al lungomare. E poi ancora momenti di approfondimento con un convegno presso il Castello Aragonese e il laboratorio astronomico.
Decine di stand di aziende del territorio organizzeranno degustazioni dei loro prodotti.

Durante la manifestazione anche la musica live sarà protagonista. Quattro postazioni: Lungomare Terra d’Otranto, Porta Terra e due in Lungomare degli Eroi.

Grande novità di quest’anno sarà lo showcooking a cura dello Chef Ivan Tronci con esperienza in 3 stelle Michelin e con la partecipazione della Scuola Alberghiera di Otranto. Lo chef unirà il suo essere cosmopolita alle sue origini salentine e consentirà a quanti vorranno partecipare, di poter osservare la preparazione di alcuni piatti tipici della gastronomia di questa terra.

 

PROGRAMMA

1 giugno
Ore 18.00 – apertura stand enogastronomici
Ore 19.00/20.30 – degustazioni guidate aree vino, birra e olio
Ore 21.00 – Max Vigneri Quartet in concerto (Max Vigneri voce, Egidio Presicce sax, Federico Guido piano, Carlo Storace chitarra) presso Porta Terra
Ore 22.30 – Carlo Canaglia Ensemble (Carlo Canaglia, Luigi Nuzzo, Angelo Surdo, Ippazio P. Rizzello) presso Lungomare Terra d’Otranto

2 giugno
Ore 18.00 – apertura stand enogastronomici
Ore 18.00 – convegno sul tema “Qualità e innovazione nel turismo in Puglia” presso la Sala Triangolare del Castello Aragonese
Ore 19.00/20.30 – degustazioni guidate aree vino, birra e olio
Ore 20.00 – Zagor Street band nelle vie principali della città
Ore 21.00 – laboratorio astronomico a cura dell’associazione “Gruppo Astrofili del Salento” presso la terrazza di Torre Matta
Ore 21.00/22.00 – cooking show a cura dello chef Ivan Tronci presso Porta Terra
Ore 22.30/00.00 – Zagor Street band in concerto presso il palco principale in Lungomare degli Eroi
3 giugno

Ore 18.00 – apertura stand enogastronomici
Ore 19.00/19.30 – degustazioni guidate aree vino, birra e olio
Ore 22.30/00.00 – Orecchiette Swing in concerto (Mia Secondo voce, Nicola Boreale chitarra, Antonio Allegretti contrabbasso, Paolo Laghezza batteria) presso area birrifici artigianali
4 giugno
Ore 18.00 – apertura stand enogastronomici
Ore 19.00/19.30 – degustazioni guidate aree vino, birra e olio
Ore 20.00/20.30 – cooking show a cura della scuola Alberghiera di Otranto
20.30/21.30 – cooking show a cura dello chef Ivan Tronci presso Porta Terra
Ore 21.00 – laboratorio astronomico a cura dell’associazione “Gruppo Astrofili del Salento” presso la terrazza di Torre Matta
Ore 21.00 – Francesco Negro Quartet presso Porta Terra
Ore 22.30/00.00 – Scazzacatarante (concertone finale) presso il palco principale Lungomare degli Eroi
Tutti gli eventi artistici saranno trasmessi in streaming dalla web-radio Doppio Zero.

 

INFO

Tel. 3939269969

info@suoniesaporidelsalento.com

www.suoniesaporidelsalento.com

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