SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO “DESCRIVERE L’INVISIBILE”

Nuovo concorso letterario per tutte le nuove penne. Siete pronti? Via!

Una nuova opportunità per mettersi in gioco, in collaborazione con l’associazione culturale “La casa del libro” e il patrocinio del Comune di Termoli.

Il tema di quest’anno è il seguente “Gli accenti invisibili nelle relazioni: legàmi o lègami”.

Art. 1 – PROMOTORI Il Centro Diurno per pazienti psichiatrici “Chesensoha” di Termoli con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’associazione culturale “La Casa del Libro” indice la seconda edizione del Concorso Letterario “Descrivere l’invisibile”.

Art. 2 – TEMA Gli accenti invisibili nelle relazioni: legàmi o légami?

L’essere umano è generalmente un animale sociale; se da un lato non può, dunque, fare a meno dell’altro e di instaurare relazioni significative, d’altro canto rapporti troppo vincolanti possono soffocare impedendo la possibilità di vivere secondo i propri desideri. Attraverso la scrittura di racconti o poesie abbiamo l’opportunità per rendere visibile tale incastro e tutte le emozioni ambivalenti che ne derivano.

Art. 3 – PARTECIPANTI – Il concorso è aperto a tutti i soggetti che abbiano compiuto i 14 anni d’età.

Art. 4 – ELABORATI – I partecipanti potranno presentare un solo elaborato (anche lavoro di gruppo) di loro produzione, edito o inedito. Possono essere presentati racconti o poesie. Solo in caso di racconti, la lunghezza dei testi non dovrà superare le 3 pagine; dovrà essere utilizzato il carattere Times New Roman, corpo 12, interlinea 1,15.

Art. 5 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE – Il testo, in formato PDF, potrà essere inviato via e-mail all’indirizzo: clubpsicoletterario@libero.it recante come oggetto “Partecipazione al concorso Descrivere l’invisibile” o a mano presso il Centro Diurno “Chesensoha” sito in Via del Molinello 1, 86039 Termoli (CB) (ingresso principale, secondo piano), aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 17:00.

In tutti i casi dovrà essere inviato:

  •   il modulo di partecipazione Allegato A (di seguito riprodotto) in cui verranno immessi tutti i dati personali;
  •   la liberatoria Allegato B (solo in caso di minorenni);
  •   l’ elaborato, rigorosamente in forma anonima, redatto secondo i criteri sopra indicati.Le buste o le mail saranno aperte da personale preposto a garantirne l’anonimato durante l’intera fase di valutazione.

    Art. 6 – SCADENZA – tutto il materiale dovrà essere consegnato o spedito (via mail) entro il 15 Luglio 2017. I testi pervenuti successivamente a tale data non verranno presi in considerazione.

Art. 7 – VALUTAZIONE – Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di due giurie:
1. Giuria artistica – il gruppo Club Psico-Letterario che esprimerà la votazione basandosi sulla

propria sensibilità artistica, sull’originalità dell’elaborato e sulle emozioni da esso suscitate.

2. Giuria tecnica – un gruppo di soci dell’Associazione culturale “La Casa del Libro” che valuterà l’aderenza al tema e la forma espositiva.

Il giudizio finale, che proclamerà il vincitore assoluto del concorso, sarà dato dalla media dei voti dati dalle due giurie.

Inoltre sarà conferito un premio speciale intitolato a “Dario Gammieri” che sarà assegnato all’elaborato più votato dalla sola giuria artistica.

Tali giudizi finali saranno inappellabili ed insindacabili.

Art. 8 – PREMIAZIONE – Tutti i partecipanti al concorso saranno invitati alla giornata di premiazione che si terrà orientativamente nei primi giorni del mese di Ottobre e, in quell’occasione verranno proclamati e premiati i vincitori.

Sia il vincitore assoluto del concorso “Descrivere l’invisibile” che il vincitore del premio speciale “Dario Gammieri” verranno premiati con una targa e un buono da spendere in libri;

tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e una breve recensione dei loro elaborati sarà pubblicata sull’opuscolo realizzato dal Club Psico-Letterario.

Art. 9 – ALTRE NORME – La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.

SITO ISTITUZIONALE

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Le origini del sabato fascista

Quante volte hai sentito dire ‘faccio il sabato fascista’? A me è successo tantissime volte, qualche volta, ironizzando, l’ho anche detto (visto che lavoro sempre).

Come nasce, però, questo giorno di riposo?

Oggi è proprio ‘il suo compleanno’!

 

Treccani dice:

 Fu istituito col r. decr.-legge 20 giugno 1935, n. 1010 (legge 30 dicembre 1935, n. 2261), per poter svolgere le attività di carattere addestrativo prevalentemente premilitare e postmilitare e altre di carattere politico, professionale, culturale, sportivo del popolo. Il sabato fascista si differenzia dal sabato semifestivo adottato in altri paesi “per riposo e conforto”; e ne è stata affidata l’attuazione alle organizzazioni fasciste. L’orario normale degli uffici civili e quello del lavoro dei salariati dello stato terminano il sabato alle ore 13; e la riduzione si applica anche agli istituti scolastici pubblici o privati, di qualsiasi ordine e grado, nonché al personale delle amministrazioni, istituti ed enti di cui all’art. 2 della legge 21 dicembre 1933, n. 1808.

 

Ho scoperto così che il ‘sabato fascista’ è anche un giorno dedicato alla cultura, anzi, si avvicina addirittura alla cultura teatrale, in particolar modo viene anche denominato SABATO TEATRALE, secondo Treccani:

 Sabato Teatrale. – Analoga al sabato fascista è l’istituzione del sabato teatrale (r. decr.-legge 28 dic. 1936, n. 2470) che si propone di accostare le masse popolari al teatro per elevarne la cultura attraverso un sano diletto.

 

Il sabato teatrale era, come spesso accade, rivolto SOLO ad un pubblico specifico, sono spettacoli riservati agli operai e lavoratori agricoli, ai venditori ambulanti e commessi di negozio; ai fattorini, uscieri, maestranze statali e dipendenti subalterni in genere; agli impiegati che non abbiano uno stipendio mensile netto superiore a L. 800; ai giovani fascisti in possesso della tessera dei Fasci giovanili; e, prima che fosse creato l’Ente comunale di assistenza, agli assistiti dall’Ente opere assistenziali del P.N.F., con una percentuale di biglietti gratuiti a loro favore non inferiore al 10% dei posti di ciascun teatro.

 

 

 

FONTI: Treccani

FOTO: Luce

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“Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna”

Il Comune di Toceno, al fine di incentivare l’opera in difesa della montagna, nel 2010 lanciava il “Premio letterario Valle Vigezzo – Andrea Testore – Salviamo la Montagna”, riservato a opere in lingua italiana.

Dal 2014 il concorso è diventato italo-svizzero assumendo la denominazione di “Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna” ed è promosso dalla Fondazione Valle Bavona (Svizzera) e dal Comune di Toceno (Italia).

Il concorso si suddivide nelle seguenti sezioni:

Premio di narrativa Plinio Martini
Si partecipa con un racconto, edito o inedito, della lunghezza massima di 7.000 battute, spazi compresi, che si rifaccia a storie, vita, tradizioni, personaggi della montagna.

Premio di giornalismo Cesare Melchiorri
Si partecipa con un articolo di giornale o rivista (anche on line) dedicato al mondo montanaro, pubblicato in data non anteriore al l° Gennaio 2015. La giuria si riserva di premiare articoli particolarmente meritevoli anche se non presentati al concorso.

Poesia
Si partecipa con una poesia (massimo due), edita o inedita, che si ispiri alla montagna.

Emigrazione
Si partecipa con un racconto o un saggio, edito o inedito, della lunghezza massima di 7.000 battute, spazi compresi, che si rifaccia a storie e vicende di emigranti della montagna. Sono ammessi anche articoli di giornale o di rivista pubblicati in data non anteriore al l ° gennaio 2015.

Termine per l’invio delle opere: 31 luglio 2017

Non sono ammessi lavori premiati o segnalati nelle precedenti edizioni. Gli elaborati devono essere inviati via e-mail in formato sia PDF sia Word entro il 31 luglio 2017, unitamente a generalità, nota biografica, recapito telefonico e indirizzo e-mail dell’autore, al seguente indirizzo: premio.testore.martini@gmail.com

 

In via eccezionale i concorrenti impossibilitati a inoltrare i lavori in formato digitale, possono partecipare al concorso inviando per posta i lavori e i dati personali cartacei ai seguenti indirizzi, sempre entro il termine del 31 luglio 2017 (farà fede la data del timbro postale):
Premio letterario internazionale – Salviamo la Montagna c/o Libreria Il Rosso e il Blu Via Rosmini 20 – 28857 Santa Maria Maggiore (VB) Italia; oppure: Premio letterario internazionale – Salviamo la Montagna c/o Fondazione Valle Bavona Casella postale 30 – 6690 Cavergno (Svizzera).

Non si accettano lavori scritti a mano. Il concorso è aperto ad autori di ogni nazione purché le opere siano in lingua italiana.

Giuria e Premiazioni

La Giuria è composta da: Alessandro Martini (presidente), Paolo Crosa Lenz, Giorgio Cheda, Matteo Ferrari, Tiziano Ferraris, Vasco Gamboni, Benito Mazzi, Patrizia Testore, Teresio Valsesia.

Le Premiazioni si terranno  a Tocena, nella Sala Polifunzionale, Sabato 14 ottobre 2017 alle ore 15.00.

Per ulteriori informazioni:
premio.testore.martini@gmail.com
oppure: Fondazione Valle Bavona 41 91 754 2550 fondazione@bavona.ch
Librerìa editrice ll Rosso e il Blu 0039 0324 94996 – 0039 347 7860867

 

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A piccoli passi di Paola Mattioli

Paola Mattioli, già nota nell’ambito editoriale, torna con una nuova raccolta poetica, dal titolo A piccoli passi edita da Pendragon.

 

La poesia di Paola lascia sempre senza parole perché riesce ad esprimere in piena libertà sentimenti e stati d’animo così puri che non necessitano di commenti altrui.

 

La raccolta poetica A piccoli passi fa parte della collana Sibilla Poesia Contemporanea diretta da Cinzia Demi, alla quale è affidata una nota di lettura intensa e ricca in cui si ripercorre, in parte, il percorso della stessa poetessa.

 

Paola Mattioli, classe 1962, riprende a scrivere a causa della morte della cara madre e troverà nella scrittura una fedele amica, a partire dal 2006.

 

A piccoli passi è un libricino che accarezza varie tematiche, all’attualità, ai veri sentimenti, alle storie, alla vita, alla scrittura, a tanto altro ancora.

La delicatezza di Paola Mattioli vi accompagnerà, se lo vorrete, in un percorso intenso fatto di poesie, realtà e riflessioni.

 

La sua meravigliosa penna merita 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Osservare ed ascoltare mi ha permesso di scrivere soprattutto poesie sociali. Poesie dedicate agli anziani, alle solitudini, alle inquietudini di ognuno di noi quindi è una raccolta poetica che nasce dalla quotidianità.

 

Quale messaggio vuoi lanciare?

Un messaggio di riflessione su ognuna delle mie poesie. Leggere e ascoltarsi, amarsi per quello che si è e trovare la forza del Coraggio per affrontare la vita, come appunto l’ultima poesia del mio libro sul Coraggio, che invito a leggere.

 

 

A quale pubblico è rivolto?

E’ rivolto a tutti. A tutti coloro che vogliono provare emozioni o semplicemente a chi vuole rilassarsi, viversi dentro e fuori, agli amanti della poesia semplice ma diretta.

A chi come me ama scrivere, scrivere e scrivere.

 

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perchè… può aiutarti a sentirti meglio con te stessa, puoi trovare giovamento e rilassamento, ti può donare serenità e forse risposte per la vita.

Progetti futuri?

Tanti. Un altro libro con il tema della guerra. Poi sono sempre attiva tra radio, inviti a presentazioni e promozioni varie del mio ultimo libro, per l’appunto, A piccoli passi.

 

 

A piccoli passi di Paola Mattioli, edita da Pendragon, 70 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

 

 

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Architettura e tecnica: Donatella Murtas ospite del Parco Otranto Leuca

Il Parco Otranto Santa Maria di Leuca incontra Donatella Murtas, , architetto, paesaggista, Venerdì 16 Giugno alle ore 17,30 presso il Castello di Andrano , sul tema della pietra a secco.

 

L’ospite d’eccezione , Donatella Murtas, ideatrice e coordinatrice dell’Ecomuseo dei
Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia (Cuneo), è oggi la coordinatrice dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato – Sezione Italiana. Nel corso dell’iniziativa sarà presentato il suo libro:“Pietra su pietra”, realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione per la costituzione di una rete ecomuseale per la gestione dei propri paesaggi. Una guida pratica e divulgativa alla costruzione, alla manutenzione e al recupero delle costruzioni a secco, perché chi vive il paesaggio possa continuare o tornare a prendersi cura della propria architettura di pietra. Con l’autrice dialogheranno i maestri paretali salentini.
Dopo i saluti del Presidente del Parco Regionale Naturale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase, ing. Nicola Panico, interverranno Loredana Capone, Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia; Maria Piccarreta – Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto e Loredana Magurano – La.Ar.Pa. s.r.l. – Laboratorio di Architettura del Paesaggio.

Nella seconda parte del pomeriggio sarà proiettato il video “Costruire in pietra a secco”, un lavoro sui costruttori a secco nel mondo, realizzato dalla stessa Murtas assieme ad altri colleghi europei all’interno del Lifelong Learning Programme dell’Unione Europea (Leonardo Project).

In questa occasione sarà lanciato il concorso fotografico a premi “Uno scatto per il paesaggio”, i cui lavori verranno presentati con una mostra fotografica presso il Castello di Andrano e itinerante negli altri Comuni del Parco.

L’incontro del 16 Giugno è organizzato nell’ambito del programma delle attività culturali per il triennio 2016-2018 promosso della Regione Puglia, LA.AR.PA. s.r.l. – Laboratorio di Architettura del Paesaggio in collaborazione con il Parco Regionale Naturale Costa Otranto – S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

 

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Il tempo rivela sempre ciò che siamo

Quando mi sono trasferita a Roma avevo 21 anni, per i 22 mancava qualche mese.

Quando ho deciso di trasferirmi a Roma ero spinta da diverse forze esterne, forze che m’hanno poi convinta a cambiare vita. E l’ho fatto. E mai me ne sono pentita.

Non me ne sono pentita neanche quando, questa mia decisione DI VITA, ha messo in discussione la mia relazione ‘d’amore’ che durava da tanti anni. Anni diversi. Anni in cui io ero al paesello ed era tutto bello, anzi carino.

Anni in cui ogni tanto immaginavi una famiglia, una casetta, dei cani e un orto.

Poi cresci e l’orto te lo vuoi fare da sola, per la casa pensi di non aver problemi, lavoro e metto i soldi da parte, che me frega? Per il resto poi non è necessario aggiungere altro.

Sono cresciuta con una determinata mentalità, mia madre m’ha cresciuta con determinazione, da lei ho appreso le basi per la vita, le basi per il mondo del lavoro, le basi per affrontare la quotidianità.

Non ho mai vacillato e le rare volte che non sapevo da che lato guardare, quello di mia madre è sempre stato quello giusto, perché è il mio esempio di vita.

 

Le mie coetanee, su Facebook, pubblicano foto di figli avuti nel frattempo, di matrimoni, di vacanze insieme mentre io progetto i miei prossimi eventi culturali a Roma, i miei prossimi viaggi di lavoro a Luglio, la mia prossima vacanza in solitaria ad Agosto. Tutto questo, per me, è bello. Tutto questo per me è normale. Tutto questo per me è sacrificio. Come del resto sono sacrifici anche quelli altrui ma io parlo solo di ciò che conosco.

 

I sacrifici sono stati la parola d’ordine della mia vita, della mia esistenza, del mio percorso.

Quante volte avrò imprecato perché di notte fonda ero davanti al mio MacBook per terminare qualche progetto mentre i miei coetanei erano ad ubriacarsi con aperol spritz da 2 euro.

Quante volte avrò sbuffato davanti a qualche esame, qualche impegno massiccio.

Quante volte ho sentito dire da mia madre ‘Stringi i denti oggi perché sorriderai e ti godrai il domani’.

Quante volte mi sono guardata nel mio piccolo specchio di Roma e tante altre volte ancora mi son chiesta se è questa la vita che voglio. E, vi svelo, nonostante tutto, nonostante i sacrifici, nonostante le perdite, la risposta è sempre stata sì.

 

Questo pensiero domenicale lo dedico a tutte quelle donne che, come me, hanno lasciato la propria terra natia per rincorrere e realizzare qualcosa per la propria vita, per la propria esistenza, per la propria persona.

Qualcosa più grande di loro ma che alla fine farà grande la loro esperienza.

 

Il tempo non ci cambia, rivela solo ciò che siamo, chi siamo, ciò per cui siamo nati.

 

Io non sono mai stata come gli altri. Non mi sono mai inserita in nessuna categoria, volutamente e indirettamente. Ho sempre avuto sogni grandi, ho sempre avuto ambizioni alte e le persone che ho perso, col tempo, è perché il tempo, ancora una volta, ha rivelato la loro vera esistenza e del resto ciò che sei realmente, esce sempre fuori. Prima o poi.

Dedico questo pensiero a tutte coloro che si mettono in gioco, a carte scoperte e col viso sorridente perché è il sorriso l’arma più forte.

 

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