11 Settembre

Io, quel pomeriggio, lo ricordo benissimo. 
E sono certa che anche ognuno di voi, ricorda, dov’era.

Avevamo pranzato da poco tempo, mi trovavo a casa di mia nonna Anita, mia madre lavorava, come sempre, e stavamo guardando la televisione mentre concludevamo le ultime faccende in cucina.
E poi, è successo. 
La televisione ha cominciato a parlare troppo forte, le immagini non lasciavano spazio a grandi interpretazioni personali e mia nonna continuava a dire “Ginu, Ginu, hai vistu?”. Eh sì, mio nonno, fermo, con i suoi segni sul viso, ha alzato il volume, come se non si sentisse o non si capisse abbastanza, il dramma che accadeva dall’altra parte del mondo.
Un dramma, poi, che sarebbe costato tantissime vittime. Un dramma, poi, che toccò ognuno di noi. Un dramma, poi, che ha lasciato segni e ricordi impressi nella nostra mente.

Io, di quel pomeriggio, ricordo la paura. Ricordo il volume alto. Ricordo mia nonna Anita che guardava me e poi guardava mio nonno. E poi guardava me. E poi, nuovamente, guardava quel televisore, quel televisore piccolo, profondo, pesante, poggiato in un piccolo angolo di quella cucina in Salento.

Da quel 11 Settembre 2001 son cambiate tante cose. 
Son cambiate le persone, le concezioni, le interpretazioni, le visioni della vita, della realtà, del mondo.
Da quel 11 Settembre 2001 son cambiate veramente tante cose. Per esempio, mio nonno Gino non c’è più, mia nonna Anita non ha più memoria di me e io, invece, che di memoria, ne ho fin troppa a volte vorrei non averne.

Un bacio verso il cielo. Un bacio verso ciò che non c’è più ma che comunque vive e fluttua ancora nell’aria.

EM

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#StazioneLetteraria al Festival di Letteratura InQuiete

 Settembre arriva con tante novità, come InQuiete, Festival di scrittrici che si svolgerà a Roma dal 22 al 24 settembre 2017, fra due officine culturali che innervano il quartiere romano del Pigneto: la libreria delle donne Tuba e la Biblioteca Goffredo Mameli, grazie alla collaborazione con le Biblioteche di Roma.

Il festival inQuiete è alla sua prima edizione, ma sarà un appuntamento annuale dedicato alle donne e alla loro scrittura.

Nasce da un’idea della Libreria delle donne Tuba, insieme a Francesca Mancini e Maddalena Vianello – per dedicare un tempo e uno spazio al talento, all’intelligenza e alla creatività alle scrittrici di oggi e a quelle che nel passato hanno lasciato un segno importante nella letteratura contemporanea.

 

Durante il festival si alterneranno presentazioni delle ultime uscite editoriali, confronti, brevi ritratti di scrittrici del passato, letture, laboratori di scrittura rivolti ad adulti e laboratori di lettura per bambini e bambine, spettacoli teatrali e proiezioni.

Parteciperanno, tra le altre: Teresa Ciabatti, Loredana Lipperini, Valeria Parrella, Milena Agus, Daria Bignardi, Antonella Lattanzi, Paola Soriga, Elena Stancanelli, Annalena Benini, Chiara Lalli, Igiaba Scego, Patrizia Rinaldi, Lidia Ravera, Cristina Obber, Federica Tuzi, Lilli Rampello, Silvia Calderoni, Tiziana Lo Porto Ann Goldstein, Violetta Bellocchio, Donatella di Pietrantonio, Nadia Terranova, Simona Baldelli, Tamara Bartolini, Toni Allotta, Fiona Sansone, Annamaria Crispino, Alessandra Pigliaru, Daniela Brogi, Massimo Fusillo, Tiziana de Rogatis, Alessandra di Pietro, Veronica Raimo, Della Passarelli, Carola Susani, Maria Rosa Cutrufelli. inQuiete è stato selezionato da Banca Etica fra i dieci progetti più interessanti del 2017 da promuovere grazie alla piattaforma Produzioni dal basso.

 

#StazioneLetteraria- la rubrica radiofonica per Radio Godot dedicata al mondo degli emergenti, sarà al Festival InQuiete domenica 24 Settembre in diretta dalle ore 15.30 per parlarvi di talenti al femminile, autrici e tanto altro ancora.

 

 

DOMANDE? 

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Contest editoriale “Tifosi da copertina”

La Casa Editrice “Edizioni Beroe” proclama il contest “Tifosi da Copertina!”

Se sei un tifoso Romanista assiduo frequentatore dello stadio in Casa o in Trasferta, condividi la tua passione giallorossa pubblicando la tua foto più emozionante.

 

La foto che esprime al meglio il tifo giallorosso sarà la copertina del libro “La Roma Di Ranieri” prossimamente in uscita con Edizioni Beroe e scritto da Marco Riccardi.

Oltre alla pubblicazione come copertina, l’autore della foto riceverà un contratto che prevede l’incasso di 1 Euro per ogni copia del libro venduta in versione Stampata.
Sono ammesse solo foto originali e che i diritti non rimandano ad altri autori.
La Foto deve esprimere la passione Romanista allo stadio.
Sono ammessi al contest gli autori che mettono “Mi Piace” alla pagina e la condividono nella propria Bacheca.

INFO
La foto per essere accettata deve essere postata nella pagina facebook e inoltrata via email al seguente indirizzo edizioniberoe@gmail.com.
Sono accettate solo immagini in formato Jpeg.
E’ consentita la partecipazione di una singola foto per autore.
Sono ammessi al contest solo autori maggiorenni e che hanno compiuto la maggiore età entro il 31 Agosto 2017 .
Sono ammesse solo le foto postate su Facebook e inoltrate per email entro e non oltre
le ore 22:00 del 30 Settembre 2017.
Domenica 1 Ottobre avverrà la comunicazione della foto vincitrice, sia tramite la pagina Facebook e tramite un’Email inoltrata all’autore vincitore.

 

PAGINA FACEBOOK

 

 

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Sprovvista di pazienza ma non di me stessa

Sono nata sprovvista di pazienza. Non ne ho mai tenuta tanta o comunque in maniera significativa.

Ho imparato, però, ad ATTENDERE. E questa- indirettamente- è una di quelle azioni che ti invita a pazientare, a prescindere se ne sei portato o meno.

Ho imparato ad attendere tante cose. 
Ho imparato ad attendere tanti viaggi, tanti corsi, tanti incontri.
Le persone, però, quelle, non ho mai imparato ad attenderle, perché in fondo nessuno dovrebbe attendere- o aspettare- nessun altro.

Contrariamente ho imparato ad attendere me stessa. 
Ed è un’attesa piacevole, nonostante le cadute e le ginocchia sbucciate. Un’attesa che ti porta irrimediabilmente a riflettere sul tuo percorso, sui tuoi passi, sulla tua esistenza, sulla tua funzione sociale, amichevole e così via. 
Un’attesa che, come direbbe mia madre, n’è valsa l’attesa stessa.

Ho imparato, però, una cosa non da poco.
Ho imparato che se attendi, quel che basta ovviamente, con il sorriso, se rimani sospeso con le labbra sollevate, l’attesa risulta esser dolce, gradevole, necessaria e la fatica non si farà sentire neanche sulle ginocchia.

E questo m’ha dato un altro, nuovo, inaspettato risultato. Quelle volte che- per qualche oscura ragione- ho atteso ‘gli altri’, ‘le persone’, ‘gente’, questi ultimi si son automaticamente eliminati, col tempo, dalla mia vita. 
E quì, è il caso di dirlo, l’attesa non ne è valsa la pena. 
Quindi amiche mie e amici cari questo è il post in cui vi dico che le attese giuste sono quelle rivolte a noi. 
Solo ed esclusivamente a Noi.

EM

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Mio Padre e la bambina

Mio padre è morto in una mattina qualsiasi di Settembre del 1997. Io avrei compiuto 5 anni quel Natale distante solo pochi mesi.

Ricordo poco e niente di quel periodo. Mia madre e la mia famiglia furono bravissimi: non ho visto nulla, sentito, percepito. Mia madre mi sussurrò dicendomi “Papà è con gli angeli” ed io a 4 anni e mezzo ci avevo creduto.

Poi qualche giorno dopo, una compagna della scuola materna, mi disse che mio padre era morto. 
E io non ci credetti subito, ovviamente.
Ma me ne resi conto con gli anni.
Gli anni a venire, poi, durante il giorno della Festa del Papà, ho sempre acquistato un palloncino da far volare in cielo insieme mia madre, lei- che a queste cose-c’ha sempre tenuto.

Poi con gli anni son cresciuta ed ho praticamente smesso di cercarlo tra le nuvole, di mandare palloncini e di recarmi al cimitero- faccenda che ho ripreso a fare dopo qualche anno, altrove- .

Oggi, vicino casa mia quì a Roma, è morto il padre di una bambina di 5 anni, l’ho vista andare via- lei- dalla casa dei suoi genitori con una zia giovane. Ci siamo guardate, ci siamo capite e ho ringraziato ancora una volta me stessa per aver messo gli occhiali da sole grandi, perché piangevo.

Piangevo per quella bambina. Ho pianto perché in lei, ho rivisto me. E, badate bene, ho avuto un’infanzia con i fiocchi, allo stesso modo. Ho una madre che ha ricoperto dieci altri ruoli. Però, per la prima volta, incrociando lo sguardo della zia ho anche capito quanto sarà difficile gestire l’avvenire loro e di quella piccola creatura. 
Quella creatura che, tanti anni fa, potevo esser io. O una qualsiasi di voi.
Ed ho pensato, ancora una volta, ai dolori della vita. A quei dolori che ti colpiscono all’improvviso e ti lasciano un segno indelebile, senza chiederti il permesso. E ho dedotto ancora una volta che per le ‘cicatrici vive’ non esiste antidoto. E ci si deve abituare. Purtroppo. 
E Per il resto, continuerò ad usare gli occhiali da sole.

EM

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Le Scelte| Le visioni

Il punto è che se riuscissimo a trasformare sempre le ‘difficoltà’ in ‘opportunità’, sarebbe tutto più facile. 
Io ho imparato a farlo. Ora vi spiego come ho fatto. 
O meglio ‘come non ho più fatto’.
Non sono sempre stata così. Intendo, non sono sempre stata così sicura di me, delle mie mosse, delle mie scelte, dei miei pensieri. C’è stato- sicuramente- un tempo in cui dubbi, perplessità e quesiti negativi mi tormentavano. Poi un giorno ho smesso. 
Forse ho cambiato anche il clima, il posto, le persone. Ma ho assunto una nuova posizione.
Ho applicato una variazione della visione della vita.
Ho capito, un giorno, che le difficoltà della vita sono opportunità per vivere, superarsi, provare, cadere, forse farsi male ma comunque alzarsi.

Ed è questo il punto: (RI)ALZARSI.


No, non è una banalità. Pensate un attimo alla bellezza dell’altezza. Alla bellezza di tutte quelle scale da salire. Alla bellezza del panorama quando arriverete in cima con il dolore nelle gambe ma con il cuore pieno. Pieno di voi. Pieno delle vostre scelte. Pieno delle vostre opportunità.
Ecco cosa vuol dire trasformare o vedere le difficoltà come opportunità. L’opportunità di capire SIN DA SUBITO che il panorama vale quelle scale. E anche se non le dovesse valere, avete comunque scelto voi. Ed è la cosa migliore al mondo.


Le scelte. Mie. Vostre. Non loro.


EM

 

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