“Galassie Perdute – Libro Secondo – Coscienza” di Vittorio Piccirillo

“Forse ciò che il Padre e gli altri dicevano su di lei era vero. Tuttavia, su una cosa si sbagliavano. Non erano i trascorsi dei progenitori, il patrimonio genetico, o il lascito tardivo di un’epoca perduta, a rendere Kendra speciale.”

Vittorio Piccirillo riprende l’avventura di Kendra tra le pagine di Galassie Perdute – Libro Secondo – Coscienza, edito da Tabula Fati. Braccata senza sosta dai pirati e costretta a rifugiarsi negli angoli più malfamati del cosmo, la giovane viene infine soccorsa dal gruppo di avventurieri guidato da Ford. Questi la conduce dal Padre, misterioso individuo che ripone tutte le sue speranze in Kendra e spiega la natura delle sue visioni, conseguenza di un potere di cui è dotata superando la sua comprensione. Tale potere potrebbe aiutare il Padre a ritrovare le Galassie, antiche astronavi in grado di riportare l’umanità agli antichi fasti. “Per essere completi. Per riportare l’umanità dal buio alla luce”.

Per Kendra è giunto dunque il momento di scegliere da che parte stare, per un bene superiore oltre ogni sua immaginazione, percorrendo nuove rotte tra le stelle ricolme di insidie.

L’autore ci conquista ancora una volta con questo nuovo volume, tra personaggi ben caratterizzati e una descrizione minuziosa di ambienti e tecnologie tra le più disparate… elementi essenziali in un libro di fantascienza che si rivelano talvolta ostacoli ardui da superare.

Il messaggio di fondo, pur essendo familiare agli occhi di un lettore, si rivela ancora efficace nella sua forza: tra queste pagine vediamo una razza umana in declino, allo sbando, immersa fino al collo “nel buio”, parafrasando i discorsi del Padre… eppure è ancora giusto fare qualcosa di buono per loro.

Sarà sempre giusto battersi per garantire a un popolo un futuro più luminoso.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Galassie Perdute – Libro secondo: Coscienza” riprende l’arco narrativo introdotto con il precedente “Galassie Perdute – Libro Primo: Innocenza” e lo porta a compimento. Le vicende si sviluppano fino a condurre Kendra, la giovane protagonista di entrambi i romanzi, all’inevitabile resa dei conti con i suoi diversi antagonisti, nella speranza di rispondere alle domande che la assillano da sempre, solo per scoprire che da alcune risposte non possono che nascere nuove domande.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il tema dominante di entrambi i romanzi è il libero arbitrio, con tutte le responsabilità che ne derivano. La giovane Kendra ha perso tutto e deve ricostruire la sua esistenza da zero, basandosi unicamente sulle azioni che compie. Così facendo impara, spesso pagando la lezione a caro prezzo, che ogni scelta ha delle conseguenze, non soltanto per lei, ma anche e soprattutto per coloro che la circondano.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

È una realtà estremamente competitiva, dove conquistarsi uno spazio è difficile, mentre perderlo è facilissimo. Non bisogna avere fretta di “arrivare”. Al contrario, è necessario impegnarsi con umiltà e perseveranza, affidandosi a professionisti che siano in grado di dare il giusto valore alle proprie opere e di trovare per esse una collocazione appropriata nel vasto e complesso panorama editoriale.

Leggi il mio libro perché…

Perché si tratta di un romanzo di fantascienza, e nessun altro genere letterario è in grado di unire in maniera così efficace il divertimento e la riflessione. Pur trattandosi di narrativa di evasione, ricca di avventure e colpi di scena, le vicende che racconta non sono poi così diverse dalle nostre. Riconoscerci nella protagonista e negli altri personaggi, comprendere le decisioni che prendono e le motivazioni che li guidano, può essere utile anche a noi, dandoci qualche indicazione su come comportarci nelle nostre vite.

Progetti futuri?

Di sicuro promuovere quest’ultimo romanzo con tutti i mezzi e tramite tutti i canali che posso sfruttare grazie al tuo insostituibile lavoro. Poi certamente continuare a leggere, il più possibile, del mio genere preferito, la fantascienza, e non solo. Infine, per quanto ne sarò capace, andare avanti a scrivere: non mancano le idee e nemmeno le opportunità. Sto coltivando alcuni progetti, e non appena qualcuno darà i propri frutti, naturalmente sarai la prima a saperlo.

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“Il mio girotondo di emozioni” di Elenia Stefani

“Chissà se in queste pagine troverai la Ele che già conosci o se scoprirai un pezzetto di me che ancora ti è sconosciuto.”

È quel che si augura Elenia Stefani nella prefazione de Il mio girotondo di emozioni, brillante raccolta di poesie, immagini e pensieri edita da Tarantola. L’opera ci si presenta sostanzialmente divisa in tre parti: nella prima, l’autrice parla di sua figlia – amata musa ispiratrice di quest’opera – e di ciò che è per lei fin dai giorni della gravidanza. La seconda racchiude buona parte del suo bagaglio di vita, tra gioie e dolori, vittorie e sconfitte: in essa sono racchiuse parole di ciò che le dona il sorriso o le paure. L’ultima parte contiene infine emozioni altrui – “Pensieri dal mondo” – vibrazioni in cui l’autrice si è immedesimata basandosi su quello che altre persone hanno vissuto e le hanno raccontato.

Si tratta senza dubbio di una lettura delicata ed emotivamente coinvolgente, che conquista ad ogni pagina grazie anche alla purezza delle immagini che le arricchiscono una per una. L’autrice si rivela capace di trasmettere con immediatezza le proprie emozioni, frutto di fasi naturali della crescita o di scelte compiute, in maniera molto semplice e vera.

È uno di quei libri da avere e da rileggere ogni tanto. Consigliato agli amanti della poesia e non.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Il mio girotondo di emozioni” nasce improvvisamente in seguito a un incidente d’auto.

Michele, mio marito, era l’unica persona che sapeva della mia passione per la poesia e da tempo cercava di convincermi a pubblicare i miei scritti ma io ero sempre stata restia; non volevo che il mondo venisse a scoprire le mie emozioni e poi avevo paura che non potessero piacere, che non fossero degne di un libro.

Poi, un giorno, lui fece un incidente mentre io ero presente -fortunatamente senza conseguenze-; quest’evento mi fece capire quanto tutto potesse finire in un secondo e fu anche la spinta per rischiare e creare qualcosa che un domani potesse rimanere a mia figlia Carlotta, così contattai un editore locale e gli sottoposi i miei scritti.

Beh, com’è andata a finire credo si possa dedurre dato che ora tengo tra le mani questa piccola ma intensa raccolta di poesie!

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Credo che il messaggio principale sia quello dell’essere se stessi, di non nascondere quello che si prova per paura di giudizi o di etichette. Le emozioni sono fondamentali e sono ciò che colora la vita, belle o brutte che siano, perché da tutto e da tutti si possono carpire sensazioni che spesso ci caratterizzeranno sempre, quindi perché nasconderle? Perché rinchiuderle fingendo di essere chi non si è? Se una persona ci vuole bene davvero, ci starà vicino anche se piangiamo davanti a una fotografia o se ci commuoviamo per il sorriso di un bambino.

Inoltre, uomo o donna, adulto o bambino, genitore o meno…tutti dovremmo riscoprire un po’ di più la bellezza delle piccole cose e il valore delle emozioni e io spero che questo mio libro riesca -anche solo un pochino- a far rivivere nella mente e nei cuori qualche ricordo dimenticato o che diventi il trampolino per provare a tuffarsi nell’oceano di sentimenti che è la vita.

Leggi il mio libro perché…

Perché leggere il mio libro? Spero per emozionarsi, magari per rivivere qualche ricordo, per sognare o semplicemente per respirare un “vento” differente.

Da mamma, credo che questo libro, possa esser una raccolta d’emozioni che ogni genitrice prova e magari possa esser un bellissimo dono per amiche e madri anche perché ogni poesia è accompagnata da una foto che permette di inglobarsi ancor di più tra le mie parole.

Progetti futuri?

Beh, adesso e per tutto il resto dell’anno sto monitorando il mio progetto “Le emozioni in viaggio”, ovvero ho fatto partire una copia di “Il mio girotondo di emozioni” insieme a un diario e questi stanno facendo il giro dell’Italia. I partecipanti possono tenerli per due settimane e utilizzare il diario per scriverci qualsiasi cosa vogliano, attaccarci foto, disegni, ecc. prendendo spunto dal mio libro e poi devono passarlo alla persona successiva.

Nel mentre, poco tempo fa, grazie alla poesia “Fotografia”, ho vinto anche un premio nazionale che mi permetterà di pubblicare un secondo libro che spero andrà in stampa a breve.

Inoltre sarò uno dei giudici della prima edizione del <<Concorso per racconti Pierpaolo Fadda-“Figli degli anni ’80- il decennio che ha generato il Millennio” >>, opportunità che mi emoziona molto e mi lusinga.

Infine sono stata invitata a Garda a presentare il mio libro, il 23 ottobre 2019, all’interno di una serie d’incontri in ambito letterario.

Però non mi fermo qui, ho in mente tante altre cose che spero di riuscire a concretizzare dopo l’estate.

Il mio girotondo di emozioni  merita 5 stelle su 5.

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Diandra Elettra Moscogiuri in Artemis’ Cabaret

“Ognuno di noi porta dentro di sé il fardello degli altri. La storia del mondo è anche la nostra, quando osserviamo qualcosa ne diventiamo parte integrante.”

Una delle più profonde lezioni che possiamo apprendere tra le pagine di Artemis’ Cabaret, brillante opera di Diandra Elettra Moscogiuri edita da Sensoinverso. Essa narra un breve periodo della vita di Marco, solitario ragazzo milanese con la passione per la scrittura che, in un tentativo di scacciare il vuoto che lo opprime, s’iscrive al forum letterario “Artemis’ Cabaret”, dove stringe amicizia con gli altri suoi membri. Nel forum i ragazzi condividono sogni, angosce e paure attraverso i loro racconti brevi, consolidando un legame reciproco. Con il tempo, tuttavia, Marco noterà qualcosa d’insolito e di tremendamente familiare nelle vicende raccontate dagli amici, tracce di una verità che rimuoveranno il velo su un passato che credeva sepolto.

Un romanzo breve ma profondo, che ci mostra ancora una volta un mondo ricolmo di “cose troppo brutte: odio, malattie, violenza e morte”, secondo le parole dell’autrice, il mondo in cui vive buona parte dell’umanità oggigiorno.

Un mondo dominato dalla paura, figlia della routine quotidiana, dove la comunicazione interpersonale è sempre più difficile. La parola scritta si rivela quindi l’arma più efficace di un autore per affrontare la paura: il modo per esorcizzarla, “buttarla fuori fino a schiacciarla”.

Artemis’ Cabaret ci ricorda in poche pagine che non siamo mai impotenti di fronte ai mali che ci affliggono, e con la giusta forza li possiamo affrontare e sconfiggere.

Artemis’ Cabaret  merita 5 stelle su 5.  

Com’è nata questa opera letteraria?

Pur essendo la mia seconda pubblicazione, in Artemis’ Cabaret ci sono i segni dei miei primi esercizi di scrittura. Quando avevo diciassette anni ho passato un periodo un po’ buio, ho smesso di uscire con i ragazzi del quartiere perché mi sentivo esclusa, così passavo molto tempo con me stessa e avevo iniziato a fare dei sogni molto intesi. Col tempo, ho pensato di tradurre quelle immagini in parole e così sono nati i racconti che fanno parte di Artemis’ Cabaret. Poi è arrivata l’idea di Tequila Suicide e ho deciso di pubblicare quello per primo, che avevo ideato tutto d’un fiato. Artemis’Cabaret è rimasto in una forma non completa per tantissimo tempo, finché quest’anno mi sono detta che avrei portato a termine tutto ciò che avevo lasciato ancora incompiuto nella mia vita, e in cima alla lista c’era proprio questo libro. 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questo libro racconta di come le paure personali intorpidiscono l’essere umano e gli impediscono di vivere a pieno le gioie della vita. Marco, il protagonista, se ne rende conto solo alla fine, e comprende quanto sia importante aprirsi, consumare i propri timori attraverso uno sfogo personale, unico modo per andare avanti e impedire alla negatività di impossessarsi di te. Ma non è mai troppo tardi per reagire, ed è per questo che, memore del destino che è toccato a sua madre, trova conforto attraverso la scrittura.

Cosa pensi dell’editoria di oggi?

Ho avuto fortuna in questo senso. I miei editori sono persone mosse dalla passione per i libri, in loro riconosco il genuino interesse verso la creazione di un prodotto di qualità. Penso che sia molto importante oggi che sia dia la possibilità di esprimersi a chiunque ne possieda la capacità, guidandolo verso l’ideazione di qualcosa di bello da lasciare agli altri. Di recente mi sono interessata alla vicenda della pubblicazione di Frankenstein di Mary Shelley e sono rimasta sconvolta da quanto fosse difficile prima far valere la libertà di espressione.

Leggi il mio libro perché…

Perché nulla mi rende più felice dell’idea di aver raggiunto il cuore di un lettore con le mie parole. Mi piace l’idea di donare ore di piacevole lettura a chi decide di dare fiducia a una mia opera, e quando mi trovo in una fiera del libro non rinuncio mai a scrivere queste parole sotto forma di dedica.

Progetti futuri?

Quest’anno mi dedicherò alla post-produzione del film Dead Star, che ho scritto e prodotto insieme al regista David Milesi, di cui sono anche protagonista femminile. Devo dire che è stato davvero interessante per me cimentarmi nella scrittura per il cinema, è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto e scoprire varie sfaccettature di questa professione. La nostra produzione cinematografica, la Damodami Factory, occuperà la maggior parte del mio tempo, ma non escludo di continuare a pubblicare anche romanzi.

 

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Barbara Poltronieri in “Quando la paura bussa alla tua porta”

“Quando devo prendere una decisione importante non c’è miglior cosa da fare se non quella di recitare cercando di liberare la mente e sicuramente la decisione giusta e saggia arriva.”

Barbara Poltronieri ci racconta la sua vita tra le pagine di Quando la paura bussa alla tua porta, edito da Booksprint.

Una vita messa alla prova quando scopre di essere affetta da endometriosi, una malattia complessa alla quale non c’è cura definitiva.

Inizia così un lungo percorso per combattere la malattia, tra diagnosi errate, terapie e rimedi vari, e tenere unita nel frattempo la famiglia che inevitabilmente finisce per condividere il suo dolore.

Dopo una lunga serie di alti e bassi, l’autrice troverà numerosi appigli – tra cui l’avvicinarsi alla fede buddista – che le daranno la spinta per risollevarsi e andare avanti con spirito sereno.

Attraverso le fasi affrontate fin dalla scoperta del suo male, l’autrice mette a nudo se stessa in questo libro, con le sue fragilità e le sue paure, allo scopo di mostrarcele per insegnarci a non mollare mai.

Nessun dolore, nessun dramma, nessuna malattia dovrebbe annullare la voglia di vivere di una persona finché ha fiato per respirare. Barbara lo ha imparato e desidera pertanto condividere la sua esperienza con chi potrebbe viverne una simile, suggerendo un percorso utile per ritrovare il sorriso. In un centinaio di pagine dal tratto pulito e scorrevole, troverete tutta la forza di una donna che ha visto calare il buio improvvisamente sulla sua vita… ma da cui è riemersa per ritrovare la luce.

Consigliato a tutti coloro che ricercano una possibilità per essere felici quando tutto sembra perduto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce perché da molto tempo covava in me la voglia di spiegare a tutti chi è Barbara, per molti anni mi sono nascosta e ho detto a pochi della mia malattia, tanto che in questo periodo molte persone che hanno letto il libro e che mi conoscono mi hanno avvicinata dicendomi: “Ma io non ne sapevo nulla!”.

Avevo paura dei giudizi e soprattutto dei pregiudizi altrui, di essere guardata con occhi compassionevoli e di non essere apprezzata per quello che sono.

Poi grazie alla mia pratica Buddista ho imparato a non vergognarmi più di nulla a volermi bene così come sono con tutti i miei limiti.

La cosa che però mi ha fatto decidere di mettermi così a nudo è stato tutto l’appoggio che i miei familiari mi hanno dato in tutti questi anni, volevo dire loro che ho capito il loro calvario, io, che per molti, troppi anni,ho creduto di essere stata l’unica a soffrire per questa malattia che mi ha colpita, sono riuscita ad aprire gli occhi e a vedere tutto il dolore che hanno vissuto loro.

Ho iniziato a scrivere per gioco, per fare contenta una mia cara amica che mi ha spronata molto a prendere in mano carta e penna, poi quando i miei familiari hanno iniziato a leggere il mio libro e a essere orgogliosi di quello che stavo facendo ho deciso di andare fino in fondo…questo glielo volevo concedere, volevo dare valore anche alla loro sofferenza e fargli capire quanto sono stati fondamentali nel mio percorso.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio che con questo mio libro voglio trasmettere è sicuramente quello di non mollare mai.

Di non nascondersi perché ci si sente diversi dagli altri, voglio dire ad ognuno di loro che ogni vita è degna di essere vissuta e che ha sempre tanto da regalare, basta solo saperla accogliere e non opporsi agli ostacoli con rabbia.

La malattia fa già tanto male da sola perché aggiungere rabbia e astio?

Io sono sempre io con la mia malattia che mi accompagna ogni giorno della mia vita, ma oggi posso dire che sono felice nonostante tutto.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché io sono la vicina della porta accanto, una persona comune che ha vissuto e ha voluto raccontare un’esperienza che può essere comune a molte persone.

Perché a tutti può capitare una situazione come la mia, ed è molto facile farsi prendere dallo sconforto e dall’autocommiserazione.

I problemi ci sono sempre, tutti i giorni, e non parlo solo di quelli legati alla salute, anche nelle relazioni, nel lavoro e in molti altri ambiti si possono vivere situazioni spiacevoli, l’importante è guardare tutto dalla giusta prospettiva e saper dare valore alla propria vita nonostante tutto.

Progetti futuri?

Progetti futuri? Diciamo che mi voglio godere appieno questo momento per me così inaspettato.

Le interviste ai giornali e la presentazione che ho fatto a Ferrara lo scorso 9 Maggio con una sala gremita di gente mi stanno dando molta soddisfazione.

Sto ricevendo tanti risconti positivi e non nego che ho già in cantiere un altro libro, un testo che parla nuovamente di me, dove racconto tanti episodi della mia vita partendo dalla mia infanzia passando dall’adolescenza per arrivare all’età matura, e in questo testo tutto viene intervallato dalla presenza di una persona della quale solo alla fine verrà svelata l’identità.

Il libro merita 4 stelle su 5: leggetelo e ditemi cosa ne pensate.

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“L’ombra dei ricordi” di Gabriele Viada

“Non hai idea di quanto sia appagante. Osservare gli occhi di qualcuno appassire, perdere la luce fino a diventare una patina opaca grigia e inanimata. Ha un non so ché di gratificante, di onnipotente. Vedi la vita stessa scivolare via dal corpo, andarsene per sempre. In quel momento ti senti il padrone assoluto.”

È quanto rivela, nella sua folle lucidità, l’omicida che ha rivoltato da cima a fondo la vita di Filippo, protagonista di questo brillante thriller di Gabriele Viada. L’ombra dei ricordi, edito da Albatros, ci trasporta a Cuneo attraverso gli occhi di Filippo, giovane star emergente del piccolo schermo, la cui ascesa subisce una brusca frenata quando viene a sapere della scomparsa di Sofia, sua fidanzata ai tempi del liceo e mai dimenticata.

Il giovane non penserà due volte a mollare tutto e a tornare a casa, collaborando con le forze dell’ordine per scoprire la verità sull’accaduto. In una sapiente alternanza tra presente e flashback – in cui apprendiamo sempre più dettagli sul passato di Filippo – ci avvicineremo pian piano al mistero intorno alla scomparsa di Sofia, durante il quale troveranno la morte altre persone care al protagonista. Una concatenazione di eventi sempre più drammatica e allucinante che porteranno Filippo a dubitare persino di se stesso, mentre la sua memoria a volte lo tradisce e a volte sembra aiutarlo…

Gabriele Viada

Scritto con grande cura e dovizia di particolari, l’autore ci trasporta letteralmente con l’uragano di emozioni e ricordi che affollano la mente di Filippo, grazie anche all’uso di un sistema narrativo al presente che rende vano immaginare la sua sorte fin dall’inizio. Una trama che, seppur appesantita talvolta dall’eccesso di dettagli, ci conduce inesorabilmente alla fine del labirintico percorso, ovvero la soluzione del caso. Un piccolo dramma agli occhi della collettività, ma che per un solo uomo si trasforma in un mosaico di incubi da cui può solo pregare di svegliarsi. L’ombra dei ricordi si rivela, in definitiva, un thriller complesso e intrigante al punto giusto che non può mancare nella collezione di ogni appassionato del genere.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’idea di scrivere una storia tutta mia l’ho sempre avuta un po’ in mente; il pensiero di interagire con i personaggi, conoscerli, entrarci in sintonia fino a capire cosa gli passa per la testa… è semplicemente indescrivibile. Si provano sensazioni nuove, si vivono emozioni prima d’ora sconosciute.

Per quanto riguarda l’opera in sé, a dire il vero è nata abbastanza all’improvviso. Un giorno sono andato al cinema con degli amici a vedere un film che avevo già visto. Quindi durante la proiezione ho iniziato a pensare, a vagare… e all’improvviso ho avuto un’illuminazione. La trama del mio libro era lì, materializzatasi improvvisamente nella mia testa. Quando sono tornato a casa ho buttato giù una mappa mentale, la prima ossatura di quella che sarebbe poi diventata la mia storia. E da quel giorno, non ho più smesso di scrivere.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questa domanda non è affatto banale, d’altronde la morale di un’opera è uno dei concetti fondamentali su cui si fonda il libro stesso. Personalmente io sono il primo ad aver imparato dalla mia opera, o meglio… dai miei personaggi. Perché, alla fine, sono loro che fanno la storia. Io sono solo il tramite, gli occhi che raccontano un qualcosa che soltanto io riesco a vedere. Perciò, se proprio dovessi identificare un messaggio che contiene quest’opera, è il potere delle scelte, unito al dolore del rimpianto. Ognuno di noi fa delle scelte, tutti i giorni. Alcune banali, altre meno; altre, dalle quali non si può tornare indietro. E sono proprio quest’ultime a determinare la persona che diventeremo, lo specchio nel quale saremo obbligati a rifletterci per il resto dei nostri giorni. Vivendo questa storia, ho imparato quanto possa essere amaro accorgersi di aver sbagliato, e quanto possa essere distruttiva la strada intrapresa per cambiare un’unica scelta.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché è una storia che sa stupire, emozionare. Un’opera dove sono i personaggi a fare la storia, e non viceversa. Un’opera che vive, respira, è che ha tanto da insegnare.

Progetti futuri?

Possiamo dire che buone idee ci sono sempre, e credo di aver finalmente raggiunto la maturità per scrivere l’opera che da anni mi ronza in testa.

L’ombra dei ricordi merita 5 stelle su 5. 

COMPRALO 🙂

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“Perché piangi?” di Tani Capa

“Ricordati di non arrenderti mai se sei nel giusto e affronta gli imbecilli facendogli capire che lo sono”.

Una dura lezione appresa da Tani Capa in età avanzata, che insegnerà a sua volta ad ogni lettore della sua biografia auto-pubblicata. Perché piangi? racconta la sua intera vita, che ci appare dura e complicata fin dall’infanzia a causa di problemi permanenti alla spina dorsale e dagli abusi fisici e verbali subìti dal padre. Difficoltà che non lo hanno mai spezzato mentre cerca di affermarsi, nel corso degli anni, come fotografo per varie aziende e figure di spicco nel mondo della moda e dello spettacolo. Mentre il Paese cerca di assestarsi secondo i nuovi scenari politici, attraverso i più noti eventi storici del Novecento, Tani prosegue lungo il suo percorso nel tentativo di trovarsi un posto comodo nel mondo. Il passato drammatico e le difficoltà fisiche non gli hanno mai impedito di lottare per gli obiettivi tipici dell’uomo comune: crearsi una famiglia, ottenere una stabilità… vivere felice.

Scorrevole, profondo e toccante. Tra le pagine di Perché piangi? Tani ci mostra oggi i frutti e la testimonianza della sua lunga ricerca di stabilità: ha scritto il suo percorso non privo di ostacoli e scontri dimostrando a noi – e sicuramente a se stesso – di non aver mai mollato, anche quando tutto intorno a lui sembrava perduto nei momenti di maggiore difficoltà. Dimostra che tutti noi abbiamo la forza per rimetterci sempre in piedi e di affrontare ogni ostacolo che la vita ci scaglia addosso.

Come nasce questo libro?

Più volte negli anni passati amici artisti e letterati frequentatori del Ristorante Bagutta” sede dell’omonimo Premio Letterario, a cui avevo confidato alcuni episodi della mia vita, mi invitarono a raccoglierli in un libro.

Richieste inascoltate non ritenendomi capace di farlo. Iniziai a rendermi conto nel 2008 dopo aver superato il trauma subito per un intervento coronarico, che forse rivisitare la mia vita scrivendola con sincera autocritica e senza immaginare di pubblicarla, ne avrei ricevuto beneficio psicologico ed esistenziale.  Iniziai così a prendere appunti di episodi lontani e via via sempre più vicini al presente per poi convincermi che forse avrei fatto una cosa meritevole nel portarli a conoscenza di coloro che nella loro vita potevano riconoscersi in alcuni episodi e trarne riflessione e chissà forse anche aiuto.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Com’è stato scritto nella copertina, vorrei trasmettere la metafora della resilienza umana nel superare combattendo con coraggio le avversità senza mai arrendersi nonostante tutto, nonostante tutti.

Leggi il mio libro perché…

Sarai spettatore coinvolto nell’avventura della mia vita che provocherà in te ricordi storici, proverai emozioni forti, sentimenti di pietà e di ribellione. Immaginerai luoghi e personaggi di cui hai sentito parlare, forse ti scapperà qualche lacrima, una maledizione e forse vorresti che i fatti descritti non fossero veri, risentirai frasi d’amore che ti hanno regalato, momenti felici simili vissuti con chi amavi e forse le sofferenze subite ingiustamente, ma alla fine capirai che in ognuno di noi la speranza è l’unica cosa che ci porta a vivere nonostante tutto e nonostante tutti

Il libro merita 4 stelle su 5: lo volete? Lo trovate su facebook.

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