“Tryte” di Luca Giribone

“La realtà della fantasia supera la fantasia di una realtà che non esiste.”

Una brillante espressione che sintetizza in poche parole il concetto ultimo di Tryte, nuova opera di Luca Giribone edita da Europa edizioni.

2020. L’autore Andrea Mainelli viene ritrovato cadavere una mattina in una baita nei pressi di Rovereto, in Trentino, il corpo in terribili condizioni. L’omicidio sembra legato strettamente alla pubblicazione di New York 1941, un romanzo di puro intrattenimento che tuttavia sarebbe, per l’organizzazione criminale che ha massacrato Mainelli, particolarmente importante e pericoloso. Le prove raccolte riconducono al corrotto sindaco Spirati, ma la morte di Andrea non chiude affatto la questione. Ora la palla passa alla sua amante Elena e all’enigmatico Programmatore, che non solo dovranno tirarsi fuori dalle mire di Spirati, ma anche impegnarsi a svelare un mistero legato a New York 1941. La vicenda si alterna parallelamente a quella immaginaria del romanzo, il cui protagonista, il giornalista Frank Logan, affronta una serie di eventi che si susseguono anche – sorprendentemente – in seguito alla morte del suo autore. Qualcosa di strano sta avvenendo nel suo mondo, e poiché questo coinvolge la sua famiglia e gli amici più cari, Frank farà di tutto per scoprire la verità, per quanto incredibile possa apparire ai suoi occhi scettici.

L’autore, che inizialmente ci presenta un apparente e “semplice” thriller, in realtà riporta in auge una delle più brillanti metafore sulla scrittura, intesa come creazione di mondi. L’uomo che inventa un personaggio, una storia, un mondo, diventa a tutti gli effetti un creatore, un padre, che segna il destino delle sue creature ogni volta che scrive sul foglio, cartaceo o digitale che sia. Con Tryte si fa un passo avanti, arrivando alla conclusione che i mondi non cessano di esistere quando smettiamo di scrivere, ma continuano a vivere dentro di noi. Si tratta, in conclusione, di una lettura impegnativa, poiché strettamente legata all’opera prima dell’autore – New York 1941. Forse – ma che nella sua complessità saprà appassionare tutti gli amanti del genere e coloro che desiderano una nuova visione dell’universo immaginario degli Autori.  

Come nasce quest’opera letteraria?

Da un bellissimo dialogo con i lettori, che, avendo apprezzato il romanzo “New York 1941. Forse” e avendo manifestato il desiderio di “giocare ancora” con una storia completamente fuori dagli schemi tradizionali, hanno scritto a centinaia per suggerirne un seguito. Avevo naturalmente già in mente una vicenda che espandesse il paradosso del primo libro e lo rendesse completo e in certo modo adulto, ma quello che ne è nato è stato spinto da una ispirazione impetuosa e quasi indipendente dalla mia volontà, per un risultato che in qualche modo mi può annoverare fra i lettori, come se si trattasse di un’opera che, da sola, è germogliata dalla pianta di “New York 1941. Forse”. Non a caso, un’opera collegata alla prima ma indipendente, un romanzo che molti dei lettori scelgono di leggere subito, senza andare in ordine cronologico, per passare a “NY 1941” solo dopo aver terminato “TRYTE”. Come ciò sia possibile, va scoperto all’interno del romanzo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Quello che ci ricorda come la creatività, la fantasia, l’emozione, siano forze primigenie che non possono essere imprigionate dai muri di un rassicurante raziocinio, che dobbiamo essere capaci di sollevare la testa e non solo guardare dalla finestra, ma spalancarla, prendere la porta e uscire nel mondo, che troppo spesso incastriamo all’interno di piccoli scorci offerti dalla nostra quotidianità: lo schermo del pc, la televisione, il finestrino dell’autobus che ci conduce sempre lungo lo stesso tragitto. La vita è fatta di routine, dobbiamo necessariamente avere i piedi per terra, ma chi ci ha detto di incollare al pavimento anche la nostra testa?

Leggi il mio libro perché…

Ti condurrà, attraverso una narrazione che apparentemente tocca temi drammaticamente quotidiani, a tratti scioccanti, ma conosciuti; poi, piano piano, senza che tu te ne accorga, ti farà ritrovare sottosopra a osservare quello che c’è dentro di te, qualcosa di nuovo e sconcertante nonostante ti sia sempre appartenuto, e ti farà capire che quello che hai creduto di conoscere fino a ora è solo l’inizio.


Progetti futuri?

Un romanzo che tratteggia un labirinto di identità nascoste in uno scenario di fantascienza decadente e misteriosa. Poi, un gotico moderno, che unisce la passione più profonda, quella di una sensualità elevata all’ennesima potenza, al più autentico, ingovernabile terrore.

Tryte di Luca Giribone merita 4 stelle su 5.

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François Morlupi in “Formule Mortali”

“Credevo dunque di aver visto tutto nella mia vita. Ma ad una cosa del genere, no… non ero preparato. Nessuno lo è. Tutto questo per dirvi che chi compie un atto del genere, non è più un uomo, ma un mostro, il diavolo in persona.”

Non esistono altre parole per definire gli esseri che hanno scelto di terrorizzare Roma in piena estate con una serie di atroci delitti. François Morlupi non si risparmia in dettagli crudi nella narrazione del suo Formule Mortali, edizioni Croce, dove una serie di delitti rituali orchestrata da una rete di fanatici a scopo religioso sconvolge dapprima Roma e in seguito una località in Corsica. Spetterà alla squadra investigativa del commissario Ansaldi il compito di scovare e fermare questi squilibrati prima che facciano altre vittime. Vittime scelte per caso, ma accomunate dalla loro dedizione alla scienza che inevitabilmente comporta l’allontanamento da Dio… una scelta che spinge l’uomo fin dall’alba dei tempi a punire in modo atroce tale “infedeltà”.

Il tema della secolare diatriba da fede e progresso è evidente nel romanzo, ma non centrale. L’autore preferisce piuttosto soffermarsi su ogni protagonista della vicenda, ovvero gli agenti incaricati di chiudere il caso: dal commissario Ansaldi, integerrimo ma pessimista poliziotto affetto da acciacchi tipici dell’età, al vice-ispettore Eugenie Loy, che rifiuta ogni contatto umano al di fuori del lavoro.

Di fronte all’orrore su cui indagheranno tra queste pagine, non potranno fare a meno di guardare dentro se stessi cercando qualcosa di buono che possa frenare l’istinto di compiere una spietata giustizia sugli assassini. 

Una trama che riesce a coinvolgere, con un passaggio di ambientazione tutt’altro che fuori luogo: la Corsica, terra che di rado si ammira tra le pagine di un libro nell’ultimo periodo. Il tutto condito da una varietà di personaggi ben caratterizzati e che conquistano con i loro pregi e difetti. Con questo primo episodio, l’autore ci promette dunque una saga con molte carte in regola per guadagnarsi il suo degno posto tra i thriller italiani degli ultimi anni.


Come nasce quest’opera letteraria?

Fondamentalmente sono stati tre i motivi che mi hanno spinto a scrivere…Il primo, forse il più importante, era la volontà di evadere dalla quotidianità che mi stava attanagliando a lavoro dove le cose non andavano benissimo. Ho tentato dunque di rifugiarmi in un mondo nuovo, dove io ero il protagonista e nessuno mi schiacciava con il suo peso. Dove potevo essere me stesso, senza conseguenze particolari.

Poi leggere una quantità industriale di libri l’anno ha fatto sì che nel mio cervello, qualcosa venisse seminato ogni giorno. Il tutto ha germogliato in un determinato periodo, ma probabilmente bolliva da parecchio! Lo stress da lavoro non ha fatto altro che accelerare un processo inevitabile.

The last but not the least, è che spesso rimango deluso da alcuni romanzi. Mi sento quasi tradito quando compro un libro pubblicizzato che poi non mi soddisfa. Invece di criticare soltanto, ho voluto mettermi alla prova, agire. E ho partorito Formule Mortali.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Formule Mortali non possiede la presunzione di veicolare messaggi particolari. Una cosa tengo però a dirla: nel mio libro, non invento spesso, la maggior parte delle volte racconto aneddoti di vita vissuta, esperienze…ogni protagonista del commissariato possiede un pezzo della mia personalità e alcune mie passioni. Per fortuna però non tutti i loro problemi, ansie e paturnie mi appartengono, vi tranquillizzo! Se così fosse, sarei da rinchiudere!

Leggi il mio libro perché…

Se ti piacciono dei gialli dove non c’è soltanto una inchiesta, ma quest’ultima è anche una scusa per poter raccontare e descrivere altro ed abbracciare diverse tematiche…come i problemi della capitale d’Italia, i protagonisti con le loro ansie, la quotidianità degli abitanti, il deep web e una regione straniera come la Corsica…allora questo è il libro che fa per te! Un giallo “sociale”, moderno e adrenalinico.

Progetti futuri?

Visto il piccolo successo ottenuto nelle vendite(siamo alla seconda ristampa) e le ottime critiche raccolte per Formule Mortali, ho già scritto il secondo. Il terzo è in fase di costruzione. Il commissario Ansaldi continuerà a vivere finché avrò la passione di scrivere e finché i lettori ne saranno entusiasti….poi si vedrà!

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“James Biancospino e le sette pietre magiche” di Simone Chialchia

“Se agiremo ispirati dal Bene e per compiere del bene, allora state pur certi che, in qualche modo, lo stesso Bene trionferà.”

L’universo fantasy nostrano accoglie tra le sue sconfinate braccia un nuovo, brillante autore: Simone Chialchia, con il suo romanzo James Biancospino e le sette pietre magiche, Aporema edizioni. Esso narra l’avventura di James, timido e introverso ragazzo italiano, il quale un giorno, passeggiando lungo il fiume con il suo cane, trova una misteriosa pietra magica che lo scaraventa improvvisamente indietro nel tempo di ben cinquecento anni. Giunto in pieno XVI secolo, il giovane si ritroverà suo malgrado coinvolto in una guerra segreta tra la Confraternita della Luce, difensori della pace e della giustizia, e la setta degli Oscuri, diabolico gruppo di non-morti assetati di potere. La pietra usata da James per viaggiare nel tempo è solo una delle sette pietre superiori a cui mirano gli Oscuri e la Confraternita, e dovrà recuperarle pur di riavere una speranza per ritornare a casa. Inizia così il suo viaggio che dall’Italia lo porterà alla Francia, un lungo cammino che lo cambierà nel profondo, tra addestramenti, alleanze, legami e tremendi duelli.

L’autore ci regala una grandiosa avventura – di cui si prospetta un sequel – in poco più di 300 pagine, grazie al suo tratto pulito, semplice e per nulla pesante. A colpire maggiormente è soprattutto l’ambientazione, poiché è raro leggere un fantasy ambientato nella nostra terra, seppure nel passato. Una caratteristica che spinge inevitabilmente il lettore a chiedersi cosa sia accaduto tra “ieri” e “oggi”, quali eventi legati al protagonista abbiano causato la scomparsa della magia dal nostro mondo attuale. James Biancospino si rivela dunque una promettente saga tutta da scoprire, un titolo immancabile tra gli scaffali di ogni amante del fantasy.

Come nasce quest’opera letteraria?

La genesi di questa trilogia è molto singolare. Tutto è nato per caso oppure colpa del destino, non lo so. Devo ancora giungere ad una soluzione se devo essere sincero. Per farla breve ho avuto come un’illuminazione nel momento in cui ho raccolto una pietra in un campo per lanciarla al mio cane. Qualcuno penserà che abbia qualche problema, forse sì, ma proprio grazie alla fantasia ho generato questa avventura. Da quell’episodio, nella mia testa, la storia ha iniziato a svilupparsi in autonomia trasformandosi col passare dei mesi in una vera e propria ossessione. Non pensavo ad altro. E così ho deciso di metterla nero su bianco. Una scelta obbligata, sentivo l’esigenza di condividerla e ho trovato nella scrittura il vettore ideale per farlo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ci sono diverse chiavi di lettura che variano a seconda dell’età del lettore. Molti sono infatti i valori su cui ho puntato, qualità sempre più rare da trovare ai giorni nostri. Si parla di spirito di sacrificio, di impegno, di amicizia, lealtà e di crescita. Ma su tutti, il messaggio che spero venga recepito è che bisogna credere in se stessi. Trovare quella forza interiore che possediamo e utilizzarla per affrontare le avversità della vita. Mai mollare, mai! Tutto è possibile, basta crederci.


Leggi il mio libro perché…

La storia è molto intrigante: primo perché ambientata quasi completamente in Italia attraverso luoghi e circostanze suggestive che alimentano la curiosità del lettore, secondo perché i personaggi non sono banali ma dotati di personalità piene e soprattutto realistiche. Terzo perché la scrittura è molto fluida e piacevole, capace di suscitare diverse emozioni e dar vita anche a riflessioni importanti. Questo libro non è solo svago, è un viaggio interiore che vi porterà ad esplorare diversi aspetti del vostro inconscio.

Progetti futuri?

Mancano pochi mesi all’uscita del secondo capitolo. Al momento sto scrivendo il terzo e, nel mentre, continuando con la promozione di questo pubblicato. Ho imparato a non guardare troppo in là; preferisco concentrarmi su obiettivi a breve termine. Non nego di avere in cantiere altre storie da raccontare, ma per il momento mi sto concentrando solo sulle avventure di James.

James Biancospino  merita 5 stelle su 5.

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“Mistral” di Laura Clerici

Celeste, forse, è il mio colore preferito.
Celeste è il colore della pace e della rinascita.
Celeste sono io

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“Glitter- Avventure di una fatina” di Stefano Carloni

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La memoria del fuoco di Laura Clerici

Amo quella costruzione, la trovo simile a me. Liscia, poi di scatto curva, piena di angoli e di anfratti, misteriosa, maestosa e severa. Come il mio sguardo sul cielo e sulla terra.

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“La profezia della luna nera” di Vittorio Piccirillo

Ha senso rimanere attaccati alle regole nel momento in cui si trasformano in un ostacolo al conseguimento degli obiettivi prefissati? Con questa domanda, fornitaci dall’autore del libro di oggi, con cui io riassumerei il romanzo di Vittorio Piccirillo, La profezia della luna nera.

Ritroviamo il Tenente Declane, Lah’Komat, Sheeda e tanti altri personaggi che accompagneranno la pattuglia stellare in questa nuova avventura. La possibile collisione tra un asteroide e un pianeta parecchio popolato prevede l’intervento della pattuglia che con i suoi esperti ed abili tecnici garantiscono e hanno sempre garantito la ottima riuscita delle missioni seppure con qualche intoppo durante il percorso.

Il romanzo è accompagnato dalla impeccabile descrizione dei personaggi e degli ambienti e dalla fluida narrazione dell’autore che, come nella sua nota iniziale, pone l’accento sul rispetto delle regole e sulla possibilità di venir meno al rispetto di queste a seconda dei casi: per riassumere, il fine giustificherebbe i mezzi?

Infatti, finché sarà presente la luna nera, gli abitanti e i vari personaggi non si preoccupano delle regole ma nel momento in cui il pericolo parrebbe scampato, questi sono costretti a doversi confrontare con le loro angosce anche se sembra che una profezia letale si stia per abbattere sul pianeta.

Come sempre non si rivela il finale perché il secondo libro di questa trilogia riesce a sorprendere il lettore con la sua semplicità senza troppe architetture ma rimanendo fedele al proprio stile.

Come nasce quest’opera letteraria?

“La Profezia Della Luna Nera” nasce dall’unione di un’esigenza e di una circostanza. Dopo il primo romanzo mi sono chiesto come avrei potuto mettere alla prova la solidità della Pattuglia Stellare, e per combinazione questo è accaduto in un periodo durante il quale si è parlato a lungo della possibilità che un asteroide colpisca il nostro pianeta trovandoci del tutto impreparati a fronteggiare la catastrofe. Così ho trasferito la situazione nell’universo dei miei protagonisti e ho provato a metterli nelle nostre stesse condizioni, rendendoli di fatto incapaci di rimediare soltanto con le loro forze, spingendoli a fare un ulteriore salto di qualità.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

L’idea che la forza di un gruppo risieda nella sua unione, nella coesione fra i suoi membri, è il tema dominante di questo romanzo e in generale delle vicende che hanno come protagonista la Pattuglia Stellare. Qui mi sono spinto un po’ più avanti e ho cercato di mostrare come la competizione sia deleteria non solo fra individui ma anche fra gruppi, il più delle volte separati da differenze aleatorie e insignificanti. Di fronte ai problemi, piccoli o grandi, che ci troviamo ad affrontare, la collaborazione in ultima analisi rappresenta l’unica via percorribile.

Leggi il mio libro perché…

Perché unisce l’avventura e l’azione a una riflessione leggera, ma non per questo meno circostanziata, sulla necessità di prendere coscienza dei propri limiti e di essere capaci di superarli nel nome di un bene superiore. A tutti, prima o poi, capita di trovarsi in difficoltà, e spesso l’aiuto giunge da dove meno lo si aspetta. La cosa peggiore da fare è non accorgersi, o peggio rifiutare tali offerte, per via di preconcetti che offuscano la capacità di giudizio.

Progetti futuri?

Questo romanzo è il secondo di una trilogia che comprende anche “La Nebulosa Degli Spettri” e “La Voce Della Distruzione”. In seguito è nato il primo volume di una nuova saga, “Galassie Perdute – Innocenza” al quale dovrebbe seguire a breve il secondo volume, “Galassie Perdute – Coscienza”. Per il resto ci sono vari progetti in cantiere, dei quali al momento è prematuro parlare. Alla fine, per un autore la sola cosa davvero importante, oltre naturalmente a leggere, è non smettere mai di scrivere.

Numero di stelle 5 su 5 – La profezia della luna nera di Vittorio Piccirillo – Editore Solfanelli – 165 pagine – prezzo di copertina 12,00 euro.

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Premio Internazionale Città di Castrovillari VIII Edizione

Premio Internazionale Città di Castrovillari

VIII Edizione

Poesia, Prosa, Arti Figurative e Teatro e Musica

Organizzato in Calabria da:Accademia Delle Arti, Dipartimento Letteratura con la collaborazione di Magnoli Arte Editore Pro Loco, Palia Culturala Kalabrija Teatro Festival – I Edizione.

Scadenza Iscrizioni

6  A p r i l e        2 0 1 9

Premiazione a Castrovillari

1 5    G i u g n o 2 0 1 9       o r e 16:30

info: accademiadellearti89@gmail.com

Il Premio

Cogliamo l’occasione per ringraziare la Magnoli Arte Editore, che pubblicherà gratuitamente le Opere vincitrici.

Nonché quanti, fra letterati e editori, italiani e non, ci hanno pregiato di partecipare alle trascorse edizioni, facendo di questo Premio uno dei più qualificati e prestigiosi in Italia ed all’Estero.

Ringraziare ancora quanti lavorano ogni volta alla buona riuscita dell’evento, tra intellettuali, operatori culturali, giornalisti, media e siti web che si adoperano ogni giorno affinché l’Arte della Parola continui ad esistere

…nella nostra vita e nel cammino di quanti verranno…

Rosalba Magnoli

(Presidente Accademia Delle Arti)

Il Premio è diviso in 8 SEZIONI:

Poesia Singola inedita a tema libero (massimo 6) in lingua italiana o straniera

Poesia Singola inedita in Vernacolo (massimo 6)

Silloge inedita (massimo 25 poesie, ogni poesia non deve superare i 40 versi) in lingua italiana o straniera

Racconto Inedito (lunghezza massima di 6 pagine, carattere New Roman 12, spazio 1.5)

Sceneggiatura Teatrale inedita

Libro Edito di Saggistica

Libro Edito di Narrativa

Libro Edito di Poesia – Concorre al Premio Sezione Speciale “Francesco Varcasia”.

Vuoi approfondire? Clicca quì

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