“Salone del libro 2020”

“Il Salone anche quest’anno si farà e sarà una grande occasione di incontro tra autori, editori e lettori, ma in accordo con le istituzioni e i partner che collaborano in maniera essenziale alla sua organizzazione, oltre che con Lingotto Fiere, abbiamo valutato necessario e responsabile rimandare la manifestazione a una data che comunicheremo prima possibile”.

Non si terrà più il Salone del Libro di Torino dal 14 al 18 Maggio, un evento così atteso da noi agenti letterari, editori, lettori, curiosi e studenti.

Forse sarà a Settembre, il Covid-19 sta rallentando il nostro paese ma non ci fermiamo: torniamo più forti di prima. Vero?

Aggiorneremo la slide… questo vuol dire che c’è ancora tempo per unirsi!

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Covid-19? Ecco cosa leggere!

Per sconfiggere il Covid-19 è necessario rimanere a casa, questo però vuol dire, avere più tempo per leggere: quindi siete pronti a leggere i miei consigli del mese?

“Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisione

“A volte pensi di aver chiuso con la vita ma la vita non ha chiuso con te”

 

 

“L’isola di Heta” di Sandra Moretti

Esistono tanti mondi quanti ne puoi immaginare.

 

“Un viaggio chiamato psicoterapia” di Alessandra Parentela e Michela Longo

Un libro che definisce il percorso di psicoterapia un viaggio da compiere insieme ad una guida specializzata tra le diverse regioni della mente alla ricerca di se stessi…

 

“Legio Accipitris” di Vittorio Piccirillo

Per la gloria di Roma!

“Shadolove” di Matteo Pratticò oppure alla e-mail: prattic.matteo@libero.it

Lily era davvero questo? Un morto vivente? Una bestia assetata di sangue? Stento a crederlo: quella notte, nei suoi occhi, non vidi alcun mostro, ma solo una povera ragazza infreddolita e bisognosa d’aiuto. Io l’ho aiutata, e lei ha aiutato me.

“L’azzurro dell’amicizia” di Imma Pontecorvo

No al Bullismo!

 

“Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi” di Alessandro Genovese

  “Quando l’avere prevale sull’essere, tutto diventa grottesco e surreale. Questo romanzo ve lo dimostrerà in un crescendo di colpi di scena e di  amara ironia”

“L’amore non ha pregiudizio” di Roberta Caradonna

L’amore vola alto e può sconfiggere ogni male

“Ti scrivo perché” a cura di Eleonora Marsella

Una raccolta di 23 lettere scritte da diverse persone

Per richiederlo: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

“L’Amore è un attimo”A cura di Eleonora Marsella

Diversi racconti d’amore, di tempo, di decisioni

Per richiederlo Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

 

“La vita oltre il seme” di Francesca Biavardi

Illustrazioni di Benedetta Pappani

Un albo illustrato per bambini dai 4 ai 6 anni che affronta un tema difficile: il lutto.

Un libro delicato che vuole sostenere gli adulti nel parlare di questo argomento ai bambini.

Non troverete risposte ma tanta speranza.

“Sangue sul reno” di Francesco Bonvicini

Per evitare di essere bersagli facili, Sikora e Liebermann si divisero tentando una manovra a tenaglia. Anche questo salvò loro la vita.

“Sangue sui binari” di Francesco Bonvicini

L’uomo sorrise.
«Perfetto.» pensò.
Ma il sorriso fu effimero.
 
“Sangue sulla pista” di Francesco Bonvicini
Nel 1976 Dio, o il Destino, o il Fato, o come lo si preferisca chiamare, aveva concesso a Niki Lauda il biglietto di ritorno per il suo viaggio all’inferno. Minato nel fisico e nella psiche, trovò la forza di reagire, tornando il campione che tutti avevano conosciuto.
 
“Sangue sulla neve” di Francesco Bonvicini
Tutt’intorno, il paesaggio era coperto di neve, eccezion fatta per le strade e per il piccolo aeroporto di Dahlem dove, in entrambi i casi, era stata ben spazzata.
 
“La finestra sul tempo” di Nina Miselli
 
“Progetto Mnemosyne” di Mirco Goldoni
Noi siamo i nostri ricordi, ma abbiamo pieno controllo di ciò che ricordiamo?

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Gli #AutoriEmergenti in Biblioteca

Ogni mese scelgo una biblioteca comunale alla quale spedire i libri dei miei #AutoriEmergenti.

Nel corso dei mesi hanno già aderito tre biblioteche: i lettori entrano, scelgono uno dei nostri libri e lo possono leggere.

Non è forse fantastico?

Puoi vedere il video della libreria siciliana con un semplice click

Ad oggi (Marzo 2020) stiamo raccogliendo i libri per una biblioteca comunale nella meravigliosa città di Roma, per aderire ci sono due opzioni:

  1. Spedisci il libro cartaceo e partecipi con una quota di euro 3,50
  2. Spedisci il libro cartaceo e richiedi un video da utilizzare sui social “La valigia di Eleonora” ad una quota di euro 25

Puoi scegliere la formula più adatta a te, ecco alcuni video di Autori che hanno già aderito:

Andrea Dradi

Roberta Caradonna

Grazia Buscaglia

Elisabetta Mattioli

Simona Polimene

Valentina Bardi

Vuoi aderire con una delle due opzioni? Scrivi a Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

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“Il tempo. Una goccia di presente immersa nel passato” di Massimo Zurlo

La vita, nella sua complessità, può essere semplificata nella rappresentazione astratta di una serie finita ma a noi ignota di attimi da custodire, intervallati da periodi variabili in cui, nel ricordo del precedente, attendiamo il successivo… nella speranza che arrivi!”

Questo e molto altro prova a insegnarci Massimo Zurlo tra le pagine di Il Tempo: una goccia di presente immersa nel passato. Opera auto-pubblicata che segue il cammino di Gianni, uomo di mezz’età che un giorno d’estate molla tutto e lascia la capitale per recarsi al nord, apparentemente in cerca di un’occasione per voltare pagina e ricominciare daccapo in un luogo diverso. Le ragioni del suo gesto, in realtà, sono ben diverse. Quante volte abbiamo sentito dire che il passato torna sempre a bussare alla nostra porta? Gianni ricopre in effetti questo ruolo: sarà il passato che andrà a bussare a una porta, quella di qualcun altro, qualcuno che anni prima aveva fatto breccia nel suo cuore. Una breccia mai riparata, che dopo tanti anni lo ha spinto a questo lungo viaggio. Un’intensa storia di amore, di scelte e riflessioni condita da un linguaggio semplice e dal panorama mozzafiato delle Dolomiti. Finale imprevedibile, di quelli che lasciano il segno.

Consigliato a chi ricerca sempre un nuovo punto di vista sull’idea del tempo che passa e le conseguenze che determinano le nostre viste.

Il libro merita  4  stelle su 5.

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“Amori elusivi” di Fabio Zuffanti

“Sono una persona come tante. Conduco una vita normale, lavoro, ho molti amici e coltivo una vera e propria ossessione per i capelli. Tutte le volte che mi capita di parlare con qualcuno, invece di guardarlo negli occhi, osservo la sua chioma. Mi capita con uomini e donne, indistintamente. Questo a volte provoca degli spiacevoli fraintendimenti.”

Uno dei tanti piccoli episodi che troverete tra le pagine di Amori elusivi, di Fabio Zuffanti, edito da Les Flaneurs.

Un susseguirsi di racconti brevi autoconclusivi con protagonisti uomini e donne di diversa identità; personaggi a volte con un nome, un volto e un background ben definiti, a volte assolutamente anonimi, ma tutti protagonisti di vicende quotidiane o leggermente surreali.

Il tema di fondo è l’amore, questo sentimento divenuto tanto fragile nella nostra epoca tormentata: qualcosa di estremamente delicato, poiché oggigiorno sembra bastare davvero poco per mandarlo in pezzi, perfino una parola detta di troppo… o per contro, un silenzio troppo lungo.

Ogni è episodio è ben strutturato, scritto con uno stile scorrevole e leggero che ne consente ugualmente un’immersione profonda; interessante inoltre l’idea di omettere spesso l’identità dei protagonisti, lasciarli nell’anonimato per dare un’idea di maggiore coinvolgimento nell’episodio, tanto può essere riconducibile a qualcosa che può accadere ad ognuno di noi. E ci ritroviamo, inevitabilmente, a trovare somiglianze tra le nostre vite e le loro, perché qualcosa di simile lo abbiamo certamente vissuto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Ho osservato me stesso e una serie di amici e conoscenti, le nostre vite amorose con tutte le loro positività ma anche i paradossi, le scontentezze e le incomprensioni. Uno dopo l’altro mi sono venuti in mente questi racconti nei quali, per un motivo o l’altro, il sentimento amoroso non ha mai modo di sbocciare, qualcosa si frappone e ne impedisce la realizzazione. Sono storie surreali e grottesche dove però l’aggancio alla realtà è sempre vivo, sta a chi legge trovarlo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Una parte di questi racconti ha come protagonisti uomini, l’altra donne. Alla fine credo di avere messo in luce tutta la forte crisi che l’uomo moderno sta vivendo nei confronti della donna, tutto il suo non capire spesso il linguaggio dell’altro sesso. Dalla parte femminile credo invece di avere evidenziato una certa forza a volere superare le situazioni difficili, una volontà ferrea di farcela. 

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

La grossa editoria la trovo troppo imperniata nella ricerca del  realismo a tutti i costi; storie vere, disgrazie, violenze, fatti storici, amicizie… tutte cose che a me annoiano se narrate col linguaggio del realismo, quasi da reportage giornalistico. Preferisco il sogno, la trasfigurazione e la surreltà. Amo Haruki Murakami che è un maestro in questo ambito. Per fortuna la piccola editoria è ancora coraggiosa, un coraggio che contribuisce a mandare avanti al meglio questo sogno chiamato letteratura.

Leggi il mio libro perché…

Vuoi cercare di capire meglio il reale tramite il surreale.

Progetti futuri?

Il mio primo romanzo, spero presto!

Il libro merita 5 stelle su 5.

Leggilo con un click

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“Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi” di Alessandro Genovese

“Per quanto ricordasse, in vita sua non c’era stata salita più dolce di quella che avrebbe affrontato per giungere davanti alla porta di casa. Sarebbe stata una solenne ascesa da trionfatore. Di chi ce l’ha fatta, di chi si è riscattato dalla mediocrità, di chi ha superato il limite.”

Barcellona. Palmiro si sveglia all’improvviso durante la notte, affetto da un male inspiegabile che con il passare dei giorni peggiora fino a far sparire praticamente il suo stomaco, lasciandogli un buco sulla pancia. Palmiro non sa cosa fare, quando all’improvviso la soluzione si presenta casualmente davanti a lui: un certo Tebaldo, che gli spiega che la causa del suo male è data dalla scomparsa di un particolare elemento chimico dalla sua vita – in tal caso l’antimonio – e perciò deve recuperarlo. Palmiro, credendo nonostante tutto a questa surreale versione dei fatti, acquista dunque una sfera di antimonio dall’eccentrico mercante Maxìm e torna a casa con la speranza di guarire… ma dopo un apparente miglioramento, scoprirà che non è ancora finita. È solo l’inizio di una catastrofe che sconvolgerà la sua vita.

Una catastrofe descritta per intero, minuziosamente e con un linguaggio raffinato, tra le pagine di Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi, di Alessandro Genovese, pubblicato con Effetto Edizioni. Una storia surreale narrata attraverso gli occhi di tale Palmiro, che ci appare come un uomo mite, pragmatico e calcolatore, che sopporta con dignità la sua mediocre esistenza priva di amici e parenti, fatta di giorni tutti uguali tra casa e lavoro. La sua vicenda, per quanto surreale porta a galla in grandi quantità il senso di alienazione ed emarginazione che dilaga nella nostra società, tra la massa di persone, di ombre che camminano al nostro fianco lungo le strade senza degnarci di uno sguardo. Non siamo che spettri agli occhi del popolo con cui camminiamo, ma è solo una sensazione: siamo fatti di materia. È bene ricordarlo, per dare maggior senso alla nostra esistenza.

Come nasce quest’opera?

Il mio romanzo nasce da una riflessione suscitata dalla lettura di saggi e romanzi come “Essere e avere” di Eric Fromm, “Utopia” di Tommaso Moro, “Cecità” di Josè Saramago”, nei quali ho potuto ammirare la capacità di indagare e condannare l’avidità umana e apprezzare la maestria con cui più o meno velatamente hanno mostrato quanto questo mostro millenario riesca a deteriorare i rapporti interpersonali. Dal momento che ho sempre creduto nell’assioma che chi scrive debba offrire al lettore uno spunto per un dialogo a distanza e per indurre alla riflessione, ho affrontato il tema “avidità” concependo il protagonista della storia come un uomo qualsiasi caratterizzandolo con problemi, fobie e timori riscontrabili in persone che conosciamo o di cui soffriamo addirittura noi stessi, quindi un personaggio in cui ci si potesse riconoscere facilmente. Per questo l’ho presentato subito a livello psicologico piuttosto che fisico, proprio per farlo entrare nella testa del lettore. Volevo creare questa empatia anche perché ciò che capiterà a Palmiro, il protagonista appunto, in apparenza va al di là della logica di tutti i giorni e dunque per il lettore sarà più facile se non giustificare, almeno comprendere le sue scelte. Tentando un’azzardata similitudine dirò che Palmiro è una figura di mezzo tra Marcovaldo e Pinocchio. In effetti ho scritto una storia surreale e grottesca in cui non manca la vena ironica, secondo me elemento imprescindibile per l’autocritica e per una lettura più piacevole, come non mancano i colpi di scena e le situazioni tragicomiche ma sempre funzionali al messaggio e alla trama. Insomma il lettore non troverà ricami narrativi inutili e noiosi, non troverà acrobazie stilistiche, non troverà frasi tanto eleganti da poter essere annoverate tra gli aforismi più famosi e non troverà descrizioni così dettagliate da rasentare un’opera pittorica manierista. Qualcuno più autorevole di me in ambito letterario ha definito il mio romanzo “sui generis” perché è così originale nella trama e nello stile che non può trovare un’esatta collocazione. Comunque sotto certi aspetti e in funzione di alcuni elementi narrativi strizza l’occhio al “realismo magico”, per intenderci, lo stesso di Garcia Marquez, Calvino, Allende, Bulgakov e tanti altri.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Come già accennato, nel mio romanzo tratto l’avidità umana ma con una connotazione fortemente negativa e, in qualche modo, assurda. Negativa e assurda perché è sotto gli occhi di tutti quanto spesso anche le anime più corazzate si lascino corrompere da una ricchezza effimera e vuota, e giacché nessuno può scagliare la prima pietra, più o meno tutti noi, anche se fatichiamo ad ammetterlo, in un dato momento della vita abbiamo abdigato in favore del tornaconto personale, chi non ha taciuto per timore di ritorsioni o di critiche o si è voltato dall’altra parte per non essere coinvolto, ha tradito un amico o ha trascurato un sentimento o ha fatto valere la regola del “morte tua vita mea”. Ma non voglio dare l’idea di voler moralizzare l’umanità poichè non posseggo né la statura morale, né l’autorità e né le virtù intrinseche di questa qualità per farlo. La mia intenzione è molto più banale, attraverso la storia che ho scritto vorrei rivolgere alcune domande ai lettori che si troveranno a sfogliare le pagine del mio romanzo. Seppur tra le righe, sono domande semplici ma forse altrettanto non lo saranno le risposte che ognuno tenterà di darsi. Ho concepito quest’opera in modo che il messaggio fosse intuito già dalle prime pagine, ma d’altra parte volevo che rimesse latente per concede al lettore il tempo per arrivarci gradualmente da solo e metabolizzarlo.

Leggi il mio libro perché…

Se cerchi un libro per lo svago, per trascorrere qualche ora sotto l’ombrellone, per ammazzare la noia di un viaggio in treno o in metro, per conciliare il sonno o per fare un dispetto a un amico, non lo comprare! Te lo sconsiglio assolutamente! Perché Il mio libro è cattivo, addirittura spietato, è insolente, sarcastico, per niente romantico, assurdo e nello stesso tempo logico, surreale ma incredibilmente vicino ai fatti di tutti i giorni. Ti assicuro che sarà divertente leggerlo e sono pronto alla critica se così non fosse, ma dubito perché i miei guru sono Erasmo, Parini e Saramago, quindi riderai di gusto per le situazioni paradossali e di amarezza perché ti ci riconoscerai ogni volta.

Progetti futuri?

Tantissimi… sono un piccolo vulcano in continua eruzione. Quando arriva l’ispirazione scrivo poesie, ultimamente ho vinto anche un concorso nazionale e ancora non ho capito come, ma non disdegno filastrocche per bambini e brevi racconti. In cantiere ho due storie che vorrei si trasformassero in romanzi. Una sul tema della guerra e l’altra sul razzismo. Ma il mio sogno è veder rappresentata una mia opera a teatro. Che debba cimentarmi anche nella sceneggiatura?

Il libro merita 5 stelle su 5

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