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occhio al virus!

Una problematica abbastanza grave che ha colpito recentemente sul nostro territorio  i nostri amici cani e’ il virus del Cimurro.
Il cimurro è una malattia infettiva contagiosa di origine virale (Morbillivirus), che risulta spesso essere letale. Colpisce i giovani cani e canidi (volpe, lupo, coyote, ecc.), il furetto e alcuni felidi (anche se mai il gatto domestico). La sintomatologia clinica è caratterizzata spesso da turbe del sistema nervoso che sfociano in manifestazioni convulsivanti e paralizzanti, oltre che catarro nasale. Il virus provoca inoltre notevole immunodepressione (mediante l’inibizione dei linfociti B e T). Il paramixovirus è antigenicamente correlato con il virus del morbillo umano e con quello della peste bovina.La malattia ha un’evoluzione clinica che si presenta tre fasi e porta quasi inevitabilmente alla morte dell’animale. I  più giovani e deboli, possono perdere la vita già nella prima fase.La fonte principale di infezione è la via aerogena attraverso lo scolo oculo-nasale e fondamentale appare il contatto diretto tra soggetto ammalato e sano. Gli animali possono ricevere il virus da particelle di saliva, ma anche da urina e feci di animali infetti.I principali sintomi sono inizialmente generici: malessere, anoressia, febbre (generalmente con due picchi a dieci-quindici giorni di distanza l’uno dall’altro).

La diagnosi di cimurro si effettua clinicamente e sull’ esito di test di laboratorio.Come detto la prognosi e’ spesso infausta sia nei cuccioli che negli adulti, specialmente se compare la forma nervosa. Per prevenire la malattia esiste una valida profilassi vaccinale. I cuccioli devono affrontare alcune somministrazioni distanziate l’ una dall’ altra di 2-3-4 settimane (a seconda della gravita’ del pericolo di contrarre la malattia), per gli adulti il richiamo deve essere annuale.Buona norma sarebbe quella di vaccinare le fattrici un mesetto prima dell’accoppiamento.Fondamentale, come sempre quando si tratta di vaccinazioni,e’ che l’ iniezione del vaccino venga praticata su un soggetto clinicamente sano, condizione che può essere valutata dopo un’accurata visita clinica veterinaria. La prevenzione e’ l’unica soluzione che può salvare la vita ai nostri amici,quindi che cosa stai aspettando?
Ringrazio il Veterinario Andrea Puce per la sua costanza e dedizione nel proprio lavoro.

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I rischi della bella stagione

La Bella stagione è alle porte, le temperature salgono e anche i rischi per i
nostri amici fidati crescono.
Al primo posto nella Pole position dei pericoli ci sono Le pulci, parassiti
esterni ematofagi: si nutrono del sangue di mammiferi e uccelli. Per animali
domestici come cani e gatti esistono prodotti veterinari di vario genere
(shampoo, fiale o collare antipulci) che contrastano l’infestazione da parte di pulci.
Questi prodotti allontanano le pulci dagli animali, ma non difendono il
proprietario o l’abitazione. Controllare tappeti e divani, sarebbe consigliabile.
Al secondo posto nella lista ci sono le Zecche: parassiti ematofagi di molti
animali e anche dell’uomo, e possono essere pericolosi agenti di trasmissione
di malattie infettive.
Le zecche sono vettori di diverse malattie, sia dell’uomo che degli animali le
specie più comuni sono due: La piroplasmosi, o babesiosi, è causata da un
protozoo che, iniettato dalla zecca tramite la saliva, si localizza nei globuli
rossi invadendoli e distruggendoli provocando ittero, febbre ed emoglobinuria.
Rari casi d’infezione umana sono stati segnalati nel nord-est degli Stati Uniti
d’America e nell’Europa settentrionale. La rickettsiosi, o febbre bottonosa, e
questa malattia provoca febbre, cefalea, artralgia ed una tipica eruzione
esantematica localizzata sugli arti e sul tronco.
Al terzo posto troviamo i forasacchi, della famiglia delle Gramineae, meglio
conosciute come ‘zite di campagna’, Nella regione mediterranea, allo stato
spontaneo, pur localizzandosi soprattutto in ambienti aperti, occupano
praticamente tutti i tipi di habitat, dai boschi ai luoghi umidi, dalle dune
sabbiose agli ambienti ruderali. I piccoli germogli s’insinuano nelle fessure
di cani e gatti come nell’occhio, orecchio, artigli, zone intime e cosi via;
esportarle è spesso un problema perché richiede l’apertura del corpo e quindi
un’operazione chirurgica, spesso d’intervento.
Quarto e ultimo posto il Problema Disidratazione: i colpi di calore sono le più
frequenti, piccole dimenticanze sotto i raggi del sole o lasciati in macchina,
possono portare a seri problemi canini.
Delle piccole accortezze possono servire a migliorare lo stato di salute dei
nostri amici animali, con un po’ più di attenzione è possibile salvaguardare e
prevenire sgradevoli conseguenze.
si ringrazia il Veterinario Andrea Puce per la sua collaborazione.

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L’importanza del microchip

Ogni essere umano alla nascita viene iscritto all anagrafe e tale proceduta e’ stata indetta da Napoleone nel 1806. Il 14 agosto del 1991 e’ divenuta obbligatoria anche per gli animali, in particolare nell anagrafe canina.
Con l’art. 2 della L.R.26/06 è divenuta obbligatoria l’esigenza improrogabile relativa all’impianto ed alla tenuta dell’anagrafe canina su base informatizzata regionale al fine di consentire l’immediata identificazione e quantificazione dei cani presenti nel territorio;.
L’Anagrafe Canina Informatizzata regionale (ACIR) deve consentire l’interazione fra gli Enti Pubblici (Regione – AUSL – COMUNI ) ed i soggetti privati (Medici Veterinari liberi professionisti, Associazioni di volontariato, proprietari di strutture per il ricovero degli animali sia randagi che di proprietà) mediante l’uso di una banca dati che costituisca un punto di riferimento unico, facilmente aggiornabile e consultabile.
Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste l iscrizione canina del proprio cane: anzi tutto, viene installato in sede sotto cutanea auricolare sinistra (la posizione e’ stata scelta per convenzione) un piccolo dispositivo elettronico che ci permetterà, ad esempio, in caso di smarrimento, di leggere i dati del proprietario e ovviamente anche quelli del cane; questo procedimento dal punto di vista legislativo e’ un OBBLIGO che ha il proprietario verso il proprio amico cane.
Oltre a rendere più facile la restituzione al proprietario, il sistema delle anagrafi, nazionale e territoriali, istituito con l’accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003, garantisce la certezza dell’identificazione del cane, rappresenta un efficace strumento di dissuasione degli abbandoni, favorisce studi e interventi per la prevenzione e cura delle malattie degli animali.
L’anagrafe canina regionale informatizzata consentirà il contenimento del fenomeno “Randagismo” che, allo stato attuale, provoca notevoli danni sia di natura sociale che economica:
– Diffusione di malattie infettive (echinococcosi, leishmaniosi, rogne, micosi, ecc.);
– Morsicature che provocano ricoveri presso i Presidi Ospedalieri e consequenziali spese per la profilassi antirabbica;
– Costo relativo alle cure ed al mantenimento dei cani accalappiati presso le strutture di ricovero -Canili Sanitari e Rifugi di pertinenza comunale.
– Costi relativi ai rimborsi per i danni causati dai cani vaganti.
È necessario prestare la giusta attenzione ai nostri amici animali, sopratutto quando si parla di obblighi e doveri; e se anche tu, caro lettore e amante degli animali, non hai ancora provveduto a iscrivere il tuo compagno di giochi all anagrafe canina, affrettati nel farlo!
Si ringrazia per la collaborazione il Veterinario Andrea Puce.

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Estrarre energia dalle feci!

Riciclare e’ diventato ormai un azione quotidiana, giornaliera e quasi indispensabile per risparmiare danaro in un periodo buio come questo.
vorrei trattare il tema delle feci, poiché è possibile ottenere energia da escrementi, considerati, quasi sempre, SEMPLICEMENTE schifosi o puzzolenti.
Il meccanismo e’ semplice e si può anche adoperare in casa, basta avere in mente un’azienda, alla quale rivolgersi.
In ambito domestico e’ possibile raccogliere le feci in una scatola, contenitore pulito chiuso ermeticamente e col passare del tempo, dalle due alle quattro settimane, gli escrementi sprigioneranno gas che, con un processo particolare, si trasformerà in energia rinnovabile ed utilizzabile.
Al momento LooWatt, un’azienda che si occupa di produrre energia dalle feci, è già in fase di test su una casa galleggiante a Marina in West London (Gran Bretagna) e, visti i risultati, la società spera che ben presto possa essere adottato anche da grandi comunità.
La californiana Pacific Gas and Electric Co. ha presentato qualche anno fa, il progetto di raccogliere escrementi bovini da trasformare in biogas da immettere direttamente in rete e con cui alimentare una centrale elettrica. In questo modo i residenti di San Francisco potranno sfruttare una nuova risorsa “rinnovabile”, le fattorie venderanno un nuovo tipo di prodotto e il metano, invece di finire direttamente in atmosfera, verrà bruciato.
Le ricerche nel web dimostrano che riciclare e’ semplice ed indispensabile, basta sapere come fare e a chi rivolgersi.
Farete anche voi l’esperimento in casa?

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Limoni malati?

Sulle foglie dei limoni o degli agrumi, noti uno strato polveroso, quasi nero?
Non è una buona notizia, significa che il tuo albero e’ stato intaccato da una malattia fungina; ma le soluzioni esistono,almeno che l’albero non sia veramente giovane e in tal caso ha intaccato la sua crescita.Questo strato polveroso varia per conformazione e spessore a seconda dei differenti esemplari di piante che ne sono affetti. La conseguenza più evidente di questa malattia è l’indebolimento della pianta, causato in particolare perché questo strato scuro di polvere impedisce il normale apporto di luce solare e altre funzioni vitali, come la respirazione e la traspirazione fogliare. Se l’attacco si protrae a lungo la pianta può anche morire.Se l’attacco avviene,invece, quando le piante sono in fiore o in frutto si assiste ad una diminuzione dell’attività produttiva. In più le piante che presentano questa malattia fungina sono soggette con facilità ad altri attacchi parassitari.Per la cura della pianta e’ consigliato eseguire un determinato trattamento: Per eliminare questo fungo si devono utilizzare anticrittogamici a base di rame, se si ha l’autorizzazione si possono utilizzare anche prodotti più specifici. Le sostanze vanno distribuite sulle zone ricoperte di polvere, l’operazione deve svolgersi regolarmente con due o tre interventi in circa 30 – 40 giorni. La tempestività è l’elemento più importante in questo caso, intervenendo per tempo si riusciranno ad usare quantità minori di antiparassitario. Se la fumaggine ha ormai raggiunto una consistenza semisolida sarà opportuno rimuoverla prima con delle apposite spazzole morbide, in alternativa è possibile attuare dei lavaggi con acqua e sapone di Marsiglia. In seguito bisogna comunque utilizzare l’antiparassitario specifico. Quando l’attacco è più pesante spesso si rende necessaria l’eliminazione delle parti maggiormente colpite e non recuperabili. Quando i trattamenti parassitari saranno finiti diventa opportuno effettuare delle concimazione con nutrienti arricchiti in fosforo e potassio: in questo modo si favorirà la ripresa generale della pianta colpita.
Tutto chiaro?
Ed ora, corri anche tu a controllare le tue 

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