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SOLO NUMERI.

Ho deciso di riportare SOLAMENTE le percentuali di prostituzione in Italia,giusto per riflettere sulla figura della Donna e tutto ciò che ruota intorno.

70Mila prostitute in Italia

20% di esse, sono minori

Il giro d’affari oscilla dai 2 ai 6miliardi di euro

Esistono 9milioni di clienti,tra cui buona parte abituali
80% dei clienti chiede un rapporto NON PROTETTO

 

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Il Freeganismo

Ancora una volta,curiosando sui canali SKY,ho scoperto di un nuovo(o per lo meno per me), movimento ecosolidale dal nome freeganismo.
Il Freeganismo è uno stile di vita anticonsumista dove le persone utilizzano strategie di vita alternative basate sulla partecipazione, limitata nell’economia convenzionale, e sul minimo consumo di risorse.
I freegani,coloro che hanno scelto questa tipologia di vita, abbracciano la comunità, la generosità, il problema sociale, la libertà, la cooperazione, e la condivisione rispetto a una società basata sul materialismo, l’apatia morale, la competizione, la conformità e l’avidità.
Questo stile di vita consiste nel recuperare gli scarti, soprattutto nel prendere il cibo in scadenza dai supermercati, i quali lo butterebbero senza averlo venduto.
Tutte queste esperienze positive sono state rafforzate dalla Legge 25 giugno 2003, n. 155, in materia di Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale, per la ridistribuzione degli avanzi delle mense scolastiche e aziendali e dei supermercati, ossia di tutti quei prodotti vicini alla scadenza ma ancora commestibili. Le associazioni di ridistribuzione vengono equiparate a consumatori finali.
Si cibano,essenzialmente,di frutti,poca verdura,anche se può sembrare strano:condividono tutto con il mondo naturale,in una foresta o bosco,mangiano insieme la frutta,condividendola anche con bocche differenti,difatti,e’ chiaro che,bisogna avere un legame stretto e intimo con la stessa persona.
La gente penserebbe che è maleducazione,se non civilmente contestabile,la questione della “ricerca nella spazzatura” in diverse zone della città,ma i freegani,non sono di quest’avviso anzi,si dichiarano convinti delle loro attenzioni anche se,sono ancora in pochi a condividere questo stile di vita perciò non è possibile costituire una comunità vera e propria.

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Il Surrogato Sessuale

Chi è il Surrogato sessuale? Che funziona svolge e che problemi risolve?
Questa curiosità,mi è venuta,ancora una volta,guardando programmi su SKY.
Il surrogato sessuale,svolge il ruolo di psicologo circa problemi legati alla sessualità,ogni persona fa in media 12 sedute da 240€,circa,ognuna. Durante le prime sedute,ovviamente,non ce la pratica sessuale,poiché l’atto sessuale e’ visto come un traguardo,un trofeo da raggiungere e meritarsi.
Nei primi incontri, si parla con il “surrogato sessuale” circa i propri problemi come impotenza,durata,ansia da prestazione,eiaculazione precoce o qualsiasi sia l’origine dei problemi,quando lo psicologo si rende conto che ll proprio cliente-paziente sta affrontando nel giusto modo la propria situazione,lo porta in una stanza adiacente e li si svolge l’atto sessuale tra psicologo e paziente.
Chiaramente diverse tipologie di psicologi non si accostano a questa tipologia di azioni,in quanto,e’ un grave “reato” avere rapporti intimi con i propri pazienti, ma è anche chiaro dire che questo tipo di attività e’ differente rispetto a tutte le altre.

Ecco i disturbi che la terapia dei surrogati sessuali dovrebbe poter risolvere:
l’ansia da sesso, che include: l’ansia da prestazione, l’ansia da perdita di verginità (retaggio di tanti taboo culturali), l’ansia da preliminari, e chi più ne ha più ne metta
eiaculazione precoce;
disfunzioni erettili;
inibizione del desiderio, e qui sono propensa a credere che la terapia dei surrogati possa funzionare egregiamente, perchè in questi casi di solito il problema è semplicemente partner;
incapacità di raggiungere l’orgasmo;
problemi con la penetrazione;
problemi derivanti da esperienze post-traumatiche;
problemi con il proprio corpo e la sua immagine;
problemi di orientamento sessuale: se desideriamo tanto la nostra amica, sarà perchè abbiamo un ragazzo con quoziente intellettivo/sessuale pari a zero, oppure è perchè siamo lesbiche? La terapia dei surrogati anche qui potrebbe rivelarsi utile.

Spero di aver spiegato per bene a voi,ciò che ho appreso navigando su internet e su SKY.
Per qualsiasi dubbio,commento,critico o riflessione,non esitate a contattarmi.(mi trovate anche su Twitter EMarsella)

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Oggettofilia: una strana ossessione!

L’attaccamento umano ad uno o a più oggetti è denominato “oggettofilia”, un fenomeno che si manifesta con evidenti comportamenti ossessivi. Sebbene sia spesso sottovalutata, tale manifestazione rappresenta, in realtà, un effetto secondario di alcune forme autistiche, reputato, talvolta, come un disturbo caratteriale.
Sono molti i casi di persone che si affezionano ad una cosa materiale, provando addirittura per questa dei forti sentimenti. Un esempio è fornito da Nathaniel, un ventisettenne morbosamente innamorato della sua Chevrolet Monte Carlo rossa.
Non si tratta, infatti, solo di attrazione verso qualcosa che lo appassiona ma, piuttosto, di un legame che lo accanisce verso l’auto. In questo modo, Nathaniel si prende cura della sua Chase, lavandola, lucidandola, facendole dei regali e piccoli gesti e festeggiando con lei eventi speciali e ricorrenze, così come d’uso in un tipico rapporto di coppia. Lo stesso ragazzo ha dichiarato di essere attratto dalla sua automobile sia sessualmente che emozionalmente e di stare male ogni volta che, per qualche motivo, non può vederla.
Un secondo caso molto interessante,che ho scoperto su un canale SKY,e’ di una Donna di 40anni,che si è trasferita da New York a Berlino proprio perché innamorata del Muro di Berlino.
Passa le sue giornate,accarezzando metri e metri di muro,gli sussurra,lo bacio e ha addirittura ottenuto il permesso di passare una notte sulla una delle vecchie torri di avvistamento dello stesso Muro.
Non potendo praticare “atti sessuali” con il suo “amante materiale” ,ha fatto costruire delle piccole miniature dei tratti di Muro più caratteristici e la notte lo porta con lei nel letto però,tuttavia, preferiva non dichiarare come si svolgono,generalmente, i “loro momenti intimi”.
Strane ossessioni,non trovate!?

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Perché si sbadiglia?

Lo sbadiglio spontaneo è un comportamento molto antico, ampiamente presente nei vertebrati, dai pesci all’uomo. A seconda del gruppo animale nel quale lo si ritrova, incluso l’uomo, lo sbadiglio può essere associato a stanchezza, stress, noia, fame.
Le esatte cause che provocano uno sbadiglio non sono state completamente chiarite.Alcuni studiosi sostengono che sbadigliare non può essere causato da una mancanza di ossigeno, come ipotizzato da altri, semplicemente perché l’atto dello sbadiglio in sé riduce sensibilmente la quantità di ossigeno immessa nei polmoni tramite il normale processo respiratorio.
Lo sbadiglio negli umani è contagioso,questo significa che, in generale, è più probabile che una persona sbadigli dopo aver percepito (con la vista, l’udito, o entrambi i sensi) lo sbadiglio emesso da un’altra persona. La frequenza di contagio varia durante il giorno, con un picco a mattina presto e in tarda serata. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone.(L’empatia è la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa sentire dentro ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana. Si tratta di un forte legame interpersonale e di un potente mezzo di cambiamento),Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti (persone legate solo da un terzo elemento esterno, cioè il lavoro o un amico in comune) e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Lo studio rivela che anche la risposta allo sbadiglio (misurata in termini di tempo di latenza) è più rapida tra parenti stretti, amanti e amici.Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui.Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio.
Al di là dell’uomo, il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada.La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.
…..spero di non aver causato,ulteriori sbadigli ai lettori!;-)

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Le origini della Birra

La birra non è nata da un esperimento fatto di proposito, ma da una pura casualità,questo e’ certo però,in giro,ci sono varie ipotesi circa la sua origine: c’è chi sostiene che la birra sia stata scoperta casualmente quando alcune donne, avendo lasciato per qualche tempo dell’orzo ancora umido in un contenitore, avevano trovato al suo posto una bevanda che si mostrava non tossica e apprezzabile al palato.
Così com’è quasi sconosciuta la modalità con cui è stata scoperta, non si conosce precisamente il luogo dove inizialmente la birra si è diffusa e la sua produzione “casalinga”.
Possiamo però fare delle supposizioni basandoci sul suo ingrediente principale: orzo.
L’Orzo, infatti, secondo la tradizione, fu il primo cereale coltivato dall’uomo, e sapendo che la coltivazione fu l’evento che segnò il passaggio dall’uomo nomade alla civiltà antica, le prime civiltà che produssero la birra furono quelle sorte sulla “mezzaluna fertile”, ossia i popoli come Sumeri,egiziani e Babilonesi.
Nella cultura Egizia la birra veniva usata insieme a miele e farina d’orzo, come cibo per lo svezzamento, quando la madre non aveva abbastanza latte per sfamare i propri bambini.
La birra ebbe grande importanza anche dal punto di vista religioso, entrando a far parte delle cerimonie propiziatorie e di culto degli dei e nei rispettivi sacrifici.
Già nelle prime fasi la birra si distinse in più tipologie, secondo il cereale utilizzato nella produzione (orzo, spelta, ecc..), ma anche secondo la qualità e del colore, e gli Egizi furono i primi a far della produzione della birra un’arte, una vera e propria “produzione industriale a livello statale dell’antichità”.
Anche nella cultura ebraica la birra ebbe grande importanza come bevanda, e successivamente nella cultura ellenica.
In quest’ultimo caso la birra non era prodotta nel paese, essendo i greci estimatori del vino, ma importata dai paesi limitrofi quando per varie ragioni il consumo del vino non era permesso.
Per quanto riguarda l’Italia, il paese del vino per eccellenza, la birra ebbe grande successo tra la popolazione, anche se ebbe sostenitori anche tra i capi militari e politici romani che avevano potuto apprezzare la birra durante le loro campagne militari in Egitto e negli altri paesi dove invece la birra era amata.
Se il Medioevo è stato per la storia un periodo buio, non si può dire altrettanto per la birra. In questo periodo la qualità della birra prodotta migliorò notevolmente grazie anche a particolari accorgimenti utilizzati, come per esempio l’uso del paiolo in rame e l’utilizzo del luppolo come aromatizzante e conservante.
La produzione della birra medioevale è gelosamente custodita all’interno dei monasteri, dove i monaci riuscirono a perfezionarne le tecniche e a migliorare la qualità della birra prodotta.
Ogni monastero aveva una propria regola per ciò che riguardava il consumo personale di birra, di cui era permesso berne giornalmente quantità enormi, a patto che si trattasse della birra meno pregiata, quella ottenuta dalle trebbie, la “seconda”.
Durante questo periodo la birra conobbe vari prodotti utilizzati come aromatizzanti: erbe, resine, ecc.., fin quando l’utilizzo degli aromi non fu disciplinato da Guglielmo IV di Baviera, il quale, con il famoso “Editto della Purezza”, il “Reinhetsgebot”, stabilì che i quattro elementi fondamentali per la produzione della birra dovevano essere esclusivamente malto d’orzo, acqua e luppolo.
Tutto ciò per mantenere la genuinità della birra ed evitare le frodi dei produttori, riservando pesanti sanzioni a chi non rispettasse tale norma.
Anche voi siete dei buongustai di birra?

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