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Estrarre energia dalle feci!

Riciclare e’ diventato ormai un azione quotidiana, giornaliera e quasi indispensabile per risparmiare danaro in un periodo buio come questo.
vorrei trattare il tema delle feci, poiché è possibile ottenere energia da escrementi, considerati, quasi sempre, SEMPLICEMENTE schifosi o puzzolenti.
Il meccanismo e’ semplice e si può anche adoperare in casa, basta avere in mente un’azienda, alla quale rivolgersi.
In ambito domestico e’ possibile raccogliere le feci in una scatola, contenitore pulito chiuso ermeticamente e col passare del tempo, dalle due alle quattro settimane, gli escrementi sprigioneranno gas che, con un processo particolare, si trasformerà in energia rinnovabile ed utilizzabile.
Al momento LooWatt, un’azienda che si occupa di produrre energia dalle feci, è già in fase di test su una casa galleggiante a Marina in West London (Gran Bretagna) e, visti i risultati, la società spera che ben presto possa essere adottato anche da grandi comunità.
La californiana Pacific Gas and Electric Co. ha presentato qualche anno fa, il progetto di raccogliere escrementi bovini da trasformare in biogas da immettere direttamente in rete e con cui alimentare una centrale elettrica. In questo modo i residenti di San Francisco potranno sfruttare una nuova risorsa “rinnovabile”, le fattorie venderanno un nuovo tipo di prodotto e il metano, invece di finire direttamente in atmosfera, verrà bruciato.
Le ricerche nel web dimostrano che riciclare e’ semplice ed indispensabile, basta sapere come fare e a chi rivolgersi.
Farete anche voi l’esperimento in casa?

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Limoni malati?

Sulle foglie dei limoni o degli agrumi, noti uno strato polveroso, quasi nero?
Non è una buona notizia, significa che il tuo albero e’ stato intaccato da una malattia fungina; ma le soluzioni esistono,almeno che l’albero non sia veramente giovane e in tal caso ha intaccato la sua crescita.Questo strato polveroso varia per conformazione e spessore a seconda dei differenti esemplari di piante che ne sono affetti. La conseguenza più evidente di questa malattia è l’indebolimento della pianta, causato in particolare perché questo strato scuro di polvere impedisce il normale apporto di luce solare e altre funzioni vitali, come la respirazione e la traspirazione fogliare. Se l’attacco si protrae a lungo la pianta può anche morire.Se l’attacco avviene,invece, quando le piante sono in fiore o in frutto si assiste ad una diminuzione dell’attività produttiva. In più le piante che presentano questa malattia fungina sono soggette con facilità ad altri attacchi parassitari.Per la cura della pianta e’ consigliato eseguire un determinato trattamento: Per eliminare questo fungo si devono utilizzare anticrittogamici a base di rame, se si ha l’autorizzazione si possono utilizzare anche prodotti più specifici. Le sostanze vanno distribuite sulle zone ricoperte di polvere, l’operazione deve svolgersi regolarmente con due o tre interventi in circa 30 – 40 giorni. La tempestività è l’elemento più importante in questo caso, intervenendo per tempo si riusciranno ad usare quantità minori di antiparassitario. Se la fumaggine ha ormai raggiunto una consistenza semisolida sarà opportuno rimuoverla prima con delle apposite spazzole morbide, in alternativa è possibile attuare dei lavaggi con acqua e sapone di Marsiglia. In seguito bisogna comunque utilizzare l’antiparassitario specifico. Quando l’attacco è più pesante spesso si rende necessaria l’eliminazione delle parti maggiormente colpite e non recuperabili. Quando i trattamenti parassitari saranno finiti diventa opportuno effettuare delle concimazione con nutrienti arricchiti in fosforo e potassio: in questo modo si favorirà la ripresa generale della pianta colpita.
Tutto chiaro?
Ed ora, corri anche tu a controllare le tue 

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Bocconi…avvelenati

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Molti degli avvelenamenti verificatisi in provincia che hanno colpito cani e 
gatti, soprattutto cuccioli, sono avvenuti tramite l’assunzione da parte 
degli 
stessi dì potenti veleni,di varie origini,tra questi, il più ‘usato’ nelle 
campagne Salentine e’ la metaldeide, un prodotto chimico comunemente usata 
come 
componente principale nei lumachicidi e si presenta tipicamente sotto forma 
di 
esche granulari azzurro-verdastre. Tali esche sono nocive sia nel caso 
vengano 
ingerite, sia tramite contatto con la pelle.
Molti agricoltori,cospargono determinate zone del terreno,per uccidere le 
lumache,sia esse con chiocciola che nude ma i peggior casi avvengono quando, 

cacciatori, abilmente, confezionano questo veleno all’interno di pezzi di 
carne, affettato o prodotti appetibili per i nostri amici animali,al fine di 
eliminare,nella maggior parte dei casi, le volpi ma è chiaro che,qualsiasi 
animale presente in natura, ne è attratto;vista la bella ‘caramella’ che 
viene 
loro offerta!
L’avvelenamento da metaldeide è una situazione d’emergenza che richiede l’
immediato ricovero presso una struttura veterinaria. Ai fini prognostici, 
infatti, risulta fondamentale iniziare la terapia il più precocemente 
possibile.
Il trattamento degli avvelenamenti da lumachicidi è sintomatico e non esiste 
alcun antidoto preciso.
In base alle condizioni dell’animale e qualora l’ingestione fosse avvenuta 
entro un paio d’ore si può provocare il vomito e effettuare una lavanda 
gastrica.
I cacciatori,(certo, non tutti!) questo aspetto animale-ambientale lo 
conoscono molto bene,in quanto sono loro i primi a produrre alimenti 
appetitosi 
e appetibili per i nostri amici animali ma vorremmo ricordare loro che, gli 
stessi sono punibili di sanzioni salate,per non dire, salatissime circa il 
loro 
comportamento ILLEGALE per cui, perché giocare sporco in un ambiente che 
appartiene a tutti?

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ICE: in case of Emergency

da un po di tempo, circola in Internet un acronimo che ha catturato sin da 
subito la mia attenzione: ICE  ovvero ‘In case of Emergency’(in caso di 
emergenza).
L’ideatore del programma Bob Brotchie è un paramedico Britannico e il suo 
obiettivo è quello di permettere ai primi soccorsi come soccorritori, vigili 
del fuoco o polizia di identificare sin da subito la vittima e di contattare i 
loro parenti per ottenere informazioni mediche o per avvisarli della 
situazione  imminente. Bisognerebbe registrare nella propria rubrica sotto il 
nome ICE, la persona che noi vorremmo, si contattasse, nel momento del reale 
bisogno; chiaramente, si possono mettere più nomi come ad esempio: ICE1-mamma 
,  ICE2-papà e cosi via.
Un gesto cosi semplice in realtà comporta tante conseguenze: innanzitutto è 
necessario che il soccorritore sappia usare il telefono del mal capitato, il 
secondo luogo qualcun altro potrebbe pensare al fattore privacy, che non è da 
trascurare e infine è necessario che il soccorritore dia tutte le sue 
attenzioni alla vittima e non al telefono della stessa che, trall’altro, in un 
ipotetico scontro o incidente grave, potrebbe essere finito in mille pezzi.
Nel blog di Paolo Attivissimo la discussione, affrontata il 20 Marzo 2007, ha 
portato diversi commenti ma soprattutto molte perplessità e dubbi circa il 
funzionamento di questo metodo; il Responsabile del 118 di Milano ha espresso 
parere favorevole, mentre la Svizzera si è dichiarata dubbiosa sull’efficacia 
di codesto metodo.
I pro e i contro, come in ogni faccenda, pare vadano di pari passo, ma qui, si 
ha la sensazione che la tecnologia si trovi sempre 3passi dinanzi le nostre 
vere esigenze.
A questo punto mi chiedo:  FORSE si stava meglio, quando si stava peggio?

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Estrarre l’oro dai Pc

Riciclare i materiali di scarto e’ anzitutto segno di BUONA CONDOTTA oltre che salutare; oggi come oggi e’ possibile riciclare di tutto, perfino ottenere oro dai computer e’ divenuto possibile, considerando il fatto che molti piccoli elementi son costituiti da oro.
Ancora una volta navigando nel web,ecco cosa ne è uscito fuori!
La diffusione dei computer e dei componenti elettronici ha permesso già da alcuni anni il recupero dei metalli preziosi da computer e circuiti elettrici, la questione del recupero può essere affrontata con vari metodi, in alcuni paesi come il Giappone la raccolta ed il recupero di hardware,cellulari e componenti elettronici è perfettamente organizzata e agevolata da incentivi; il recupero dei metalli viene condotto secondo precise norme che tutelano l’ambiente e le persone che lavorano alla catena di recupero. Altri paesi conducono il recupero dell’oro secondo metodi meno rispettosi delle regole contro l’inquinamento, usando reagenti pericolosi per la salute dell’uomo e di difficile smaltimento. A giustificare tutto questo interesse per il recupero di oro e altri metalli preziosi da computer e componentistica ci sono i numeri che lo rendano un’attività economicamente interessante, in ogni computer vi è mediamente quasi mezzo grammo d’oro facendo due conti: per ogni tonnellata di hardware vi sono 16 grammi di oro, contro i 2-4 che rendono già interessante ed economicamente remunerativa la tradizionale estrazione dalla miniere. In Italia il recupero viene condotto rispettando le regole comunitarie europee, grazie ad una ricerca condotta dalla università di Cagliari ha permesso di mettere a punto un solvente ecologico per estrarre il prezioso metallo dai vecchi personal computer in modo semplice e rispettando in pieno le norme antinquinamento, anche in Italia organizzando una filiera di raccolta si potrà condurre attività di questo tipo riuscendo a ricavarne guadagni sufficienti a giustificarne l’esistenza.
Voi cosa ne pensate?
Ricordate: RICICLARE E’ IMPORTANTE!

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Perché si rutta?

Spesso mi sono chiesta da dove nasce l’esigenza di ruttare o eruttare e cercando nel web, fuoriescono tante notizie interessanti!
Ogni volta che mangiamo o beviamo qualcosa, insieme al cibo ingeriamo anche piccole quantità di aria che, dallo stomaco, viene espulsa tramite l’”eruttare”. Le bibite gassate contengono consistenti quantità di aria che gonfiano lo stomaco (le “bollicine che pizzicano la lingua sono bolle di gas”). Il nostro stomaco deve espellere i gas ingeriti, quindi ruttare è una funzione fisiologica indispensabile per la nostra salute. Anche quelli che dicono che loro i rutti non li fanno, in realtà ruttano, ma in maniera discreta, per esempio a bocca chiusa.
In Italia e generalmente nei paesi occidentali il rutto rumoroso è considerato antipatico, a livello sociale. In altri paesi però, come in quelli arabi, indica appagamento dopo un pasto soddisfacente.

Rimedi casalinghi per l’eruttazione
Una varietà di rimedi tradizionali, sono stati in passato, così come ancora oggi sfruttati per prevenire o cercare di curare frequenti eruttazioni.
Il tè alla menta può essere molto efficace per la prevenzione del problema, allo stesso modo di molti altri tè a base di erbe. Lampone, mora e camomilla, sono noti per la stessa capacità e sono utilizzati come coadiuvanti della digestione.
Altra possibile soluzione è quella di prendere mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio, mescolato in un bicchiere d’acqua. Tale composto funge da antiacido; calma lo stomaco e neutralizza la sua acidità, oltre ciò può essere un buon modo per prevenire il reflusso acido ed in conseguenza l’eruttazione.
Un rimedio utilizzato sin dai tempi antichi, per prevenire l’eruttazione è l’uso di assafetida. Si tratta di un’erba pungente che di solito è caratterizzata da un odore ripugnante. È possibile però godere delle sue buone proprietà, aggiungendola a qualsiasi tipo di pietanza. L’assafetida può anche essere cotta in olio per la creazione di un sapore non molto diverso da quello dell’aglio o della cipolla salati.
L’aglio ed i chiodi di garofano, possono essere mangiati sia prima che dopo i pasti, al fine di ottenere lo stesso risultato di prevenzione. L’aglio, dato il suo sapore molto forte, è possibile che venga aggiunto ai cibi o aggiunto in una zuppa, mangiata come primo piatto del pasto. Altra possibile opzione è lo zenzero: è possibile consumarlo sotto forma di tè, bevuto dopo i pasti. Tè allo zenzero ed altre tisane possono per di più essere utili per calmare la digestione. Una buona abitudine, è quella di sostituire il caffè dopo cena, con una tisana o un tè.
Altra ricetta utile è creata dall’unione di due cucchiaini di succo di limone, insieme ad una piccola quantità di aceto di mele. La miscela deve essere assunta prima di un pasto, in modo da evitare l’eruttazione e l’eccesso di acidi prodotti dallo stomaco.
Colmata la vostra curiosità?:)

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