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Vuoi utilizzare il WC? Prima, però, spendi!

Ci risiamo, ancora con la solita storia: Per usufruire dei servizi igienici in un’attività Commerciale, bisogna consumare.

Niente di tutto ciò è vero, la legge forse è interpretata in vari modi, ma la scritta nera su bianco non mente: “Il Ministero dello Sviluppo economico, conclude, per la non obbligatorietà da parte degli esercenti a consentire l’uso dei servizi igienici ai “non clienti”, rimettendo alla sola sensibilità e disponibilità di essi la possibilità che ciò avvenga.”

Durante la prima tappa della Notte della Taranta presso Corigliano D’Otranto in un noto bar del Paese, due ragazze, rispettivamente di Maglie, sono state incalzate, dopo svariate volte, a dimostrare che avevano già consumato, mentre erano  in attesa di usufruire dei Servizi Igienici Pubblici presenti nell’attività.

La Signora che insisteva per sapere se le due ragazze avessero già consumato, dopo uno scambio di battute con una delle ragazze, ha perfino detto che “I bagni sono utilizzati solo dai clienti e sono obbligati a comportarsi in questo modo” quando poi, in realtà, di là dalla consumazione o meno, si tratta solo di gentilezza e tolleranza.

L’accaduto non si presenta come una novità, l’anno scorso il medesimo fatto si ripeté a Otranto, dove una Signorina fu costretta a lasciare il bagno ancora mezza svestita.

Ci siamo forse dimenticati le buone maniere? O siamo semplicemente diventati più commercianti e meno ospitali con turisti e residenti?

In qualsiasi caso, nessuna delle risposte sarebbe positiva.

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Mostra della Ceramica

Al via la 41^ Edizione della Mostra della Ceramica a Cutrofiano(LE),che, quest’anno  porta con se una novità: dal 10 al 18 Agosto le corti saranno aperte, in modo da apprezzare le meraviglie del Centro Storico della Cittadina, sarà possibile degustare prelibatezze Salentine, di qualsiasi genere, percorrendo un percorso obbligatorio con partenza dal Palazzo Ducale.

Alla presentazione di domani interverranno Simona Manca, vice presidente della Provincia di Lecce, Tommaso Campa, assessore alle Attività produttive del Comune di Cutrofiano, Antonio Colí, presidente consorzio della ceramica di Cutrofiano, Piero Anselmi dell’agenzia Mood e Giuseppe Vergine di Kutra Viaggi.

Iniziative Salentine che portano in cuor l’obiettivo di non far dimenticare, mai, a nessuno, le radici dalle quali proveniamo, soprattutto da una terra ricca culturalmente e tradizionalmente, proprio come quella Salentina!

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Eventi culturali a Giuggianello (Le)

SALENTO: Lu sule,lu mare, lu jentu? No, il Salento è anche terra fertile di cultura; e l’ha capito bene il comune di Giuggianello (LE) che intende valorizzare la Biblioteca Comunale con due incontri d’autore il 12 e 20 Agosto presso la Biblioteca stessa, un “Aperitivo con gli autori”, organizzato dall’Associazione Culturale Mille Piedi.

La prima serata è dedicata al libro “La soglia di fuoco” di Marianna Burlando, autrice e psicologa oncologica, genovese ma salentina di adozione ormai da molti anni.

“La storia si snoda tra Londra e Chennai, tra il Centro dove si effettuano i trials delle nuove molecole per individuare la soglia MTD (Maximum Tolerate Dose) e la clinica dove si effettuano interventi chirurgici sofisticati: un impero economico che dà lavoro agli immigrati dell’est Europa e, nel sud dell’India, intercetta i bisogni e le attese di poveri e di ricchi. Gli assistenti impiegati al Centro delle sperimentazioni, insieme con una cavia alle prese con la reazione avversa alla molecola, si troveranno, loro malgrado, a interrogarsi su quanto vale la vita, su cosa val la pena di rischiare di vivere o rischiare di morire. La vicenda ha un epilogo a sorpresa e suggerisce come la soglia e il limite siano frutto di intrecci prevedibili e imprevedibili, ponderabili e imponderabili, ma sempre e solo umanamente dati.”

 

Martedì 20 Agosto Mille Piedi ospiterà la presentazione del libro POST – 13 storie dopo l’89 che non sapevano di diventare mito (Lupo Editore), a cura di Paolo Paticchio, invitato per l’occasione a raccontare le idee dalle quali è nata l’esperienza narrativa di questo gruppo di 13 autori. 

“La nostra generazione, quella che ha compiuto i vent’anni ed è prossima ai quaranta, è spesso accusata di disorientamento, di assenza di punti di riferimento. Ma è proprio vero che questi giovani adulti sono privi di spunti a cui attingere per interpretare, criticare, cambiare il proprio tempo?”

L’evento di presentazione è accompagnato da live musicale, videoproiezioni, performance e reading.

Gli incontri letterari si concludono con l’aperitivo curato dal bar Scianti ed una selezione musicale, con ingresso ovviamente gratuito, quindi, nessuna scusa per degli eventi culturali che necessitano della massima attenzione!

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Un inetto, due inetti, tanti inetti.

Nel corso della vita ognuno di noi incontra persone di qualsiasi genere, dalle più svariate idee politiche, ai maniaci ossessivi, alle malate di shopping, alle galline e pettegole, si incontrano persone che pensano solo a lavorare, gente, alla quale, il lavoro puzza, gente che impiega una vita per prendersi la laurea trovando le più svariate scuse possibili ed immaginabili, si incontrano anche i tossici, sì, molti di loro sono stati nostri amici di infanzia, per la maggior parte dei casi, in ambito familiare c’è sempre qualcuno che picchia, moralmente o fisicamente, si incontra la gente di ‘paese’, con stereotipi ben definiti, dove chi ha piercing è un tossico e chi ha tatuaggi è un buono a nulla; si incontrano persone che si ritengono artisti, quando poi in tutto l’arco della vita, non hanno veramente concluso nulla; e poi si incontrano gli INETTI: coloro che sono affetti da inettitudine, senza sapore, senza colore, con scarsa personalità, senza idee ben definite, anzi vengono loro stessi trasportati dal vento come fa una bandiera, dicono una cosa ma la smentiscono, promettono ma non portano avanti nessuna azione, rimangono fermi, lì,nel loro angolo, nella cerchia ristretta di conoscenze ( se cerchia si può chiamare, CERNITA sarebbe il temine più adatto), non esplorano, non osservano, forse si accontentano, ma comunque non vivono.

Dunque è quasi inevitabile non pensare a Italo Svevo, l’inettitudine è un ‘sentimento’ che l’ha portato ad un interessante successo con la Coscienza di ZENO,dove il protagonista Alfonso Nitti fa una serie di promosse che non porta avanti, dice che vuole smettere di fumare ma non lo fa mai, insomma, una figura tipica dell’INETTITUDINE.

Al che sorge un quesito: Se gli inetti, a stento sanno di vivere, perchè mai noi altri, dovremmo preoccuparci della loro vita? perchè mai dovremmo preoccuparci del loro modo di comportarsi, se COMPORTAMENTO, si può definire?

Camillo Sbarbaro una volte disse: “Il mondo è un grande deserto, dove non si può far altro che contemplare la propria arida esistenza”

Forse è questa la differenza tra Un inetto e Un-NON-inetto: Il primo ci rimane da solo nel deserto, senza pensare, avanzare, regredire o respirare: è Semplicemente fermo nella sua posizione, nulla di più e null’altro di meno, in una sola parola ARIDO; un Non-Inetto, invece, ne approfitta della solitudine per trarre beneficio, per arricchirsi, osservare, imparare, capire e parlare con se stesso, la sua aridità si trasforma in ESISTENZA.

Come diceva Socrate: “Solo la conoscenza di se e dei propri limiti rende l’uomo sapiente”.

L’inetto non ha limiti, perchè semplicemente, non ha nulla.

L’artista i suoi limiti li conosce e una volta che li ha capiti, nel profondo, li scavalca con disinvoltura e signorilità.

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Intervista a Massimo Carlotto

C’è chi narra che gli Scrittori non scrivono bensì Trascrivono eventi della loro vita, della vita altrui e di chi anche non conoscono; se fosse proprio così Massimo Carlotto, scrittore, drammaturgo e scenografo Italiano avrebbe tanto da dire della sua vita, anzi in realtà l’ha già detto nel romanzo Il Fuggiasco, uscito nel 1995 dove, è possibile capire, i suoi anni di latitanza e i sentimenti provati nel corso degli stessi.

Ricca di tanti eventi, svariati tra di essi, la sua vita si presenta colorata e molto ricca, culturalmente parlando, dei tanti romanzi, scritti, saggi dalle svariate sfumature, scritti a due, quattro o sei mani.

Che cosa pensa della scrittura? La sua risposta è stata chiara e precisa:

“La scrittura è un bisogno primario come la fame? Non credo. Io la vivo come un progetto che ha bisogno di continue articolazioni pensate e pianificate. Io scrivo per i lettori e non per me stesso perché dubito che quello che sento sia così interessante e quindi la domanda “cosa scrivere?” è una riflessione fondamentale.”

Molti Scrittori rifiutano di scrivere a quattro mani o di più, diverse opere di Carlotto sono state scritte con questo modo, infatti, egli stesso conferma che si possano trovare degli intoppi, ma decidendo i modi di scrittura sin dall’inizio, questi problemi sono facilmente evitabili: patti chiari sin dall’inizio in definitiva-afferma.

Di gran successo è stato il Celebre Alligatore alias Marco Buratti, un originale detective privato, i libri che raccolgono la saga sono ben Sette e alla domanda, quale fosse l’ingrediente segreto di tale successo letterario, Lo scrittore risponde:

“Il fatto che fosse un investigatore senza licenza e quindi staccato dalle logiche istituzionali. L’Alligatore è di fatto un uomo libero di investigare come crede e non deve rispondere a nessuno,  se non alla propria coscienza.”

Uno dei problemi legati al XX Secolo è rappresentato dall’avanzare tecnologico e con esso si evolvono anche le modalità di lettura dei consumatori, Carlotto non pensa che il cartaceo possa scomparire comunque il problema di fondo è la lettura. Al di là del mezzo quello che emerge oggi è che la lettura non è più al centro della vita di molte persone- prosegue- E la faccenda non è solo legata alla perdita di vendite ma su che tipo di cultura sarà egemone nella nostra società.

Confessa che uno degli ingredienti per essere un bravo scrittore sono innanzi tutto le tante letture di libri:

“Non basta una storia importante, bisogna scriverla bene. Se si è convinti di aver raggiunto questo risultato allora bisogna battersi con tutte le forze per ottenere la pubblicazione.”

Ringrazio personalmente Massimo Carlotto per la disponibilità dimostratami nella presente intervista, i migliori auspici per un futuro sempre più letterario e ricco di eventi e avvenimenti.

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Recensione ‘Madame Bovary’ di Gustave Flaubert

Davanti ad un grande classico come Madame Bovary, spesso, i giovani sopratutto, sbuffano o lo ritengono pesante o tanto meno inutile; Beh, io potrei far parte di quel cerchio di persone ma, straordinariamente e stranamente, passando da una bancarella, piccola ma invitante, ho acquistato questo grande classico, con Editore Crescere Edizioni alla piccola cifra di 4,90 euro; difatti, questa è una novità dell’estate 2013: Rivisitare i grandi classici in chiave economica.

Gustave Flaubert fa parte ormai di un’altra era, esattamente nato nel 1821, questo romanzo è uscito tra il 1851 e il 1856, ragion per cui, il linguaggio, sin dall’inizio, si presenta assai diverso rispetto alle letture che siamo abituati del XX Secolo.

La trama è ricca, i particolari sono trattati nei dettagli più estremi, a volte quasi inutili ma mai superficiali: Madame Bovary è una donna perennemente alla ricerca della felicità, dipendente dal lusso, alla continua ricerca di scialli in sete, poggia divano in seta e ha perfino il frustino del cavallo in ottone! Un lusso d’altri tempi insomma…..ma che grava sulle spalle del marito!

Cerca la felicità nelle bocche altrui, tra viali nascosti e boschi fitti, prova amori profondi verso i suoi amanti, fa loro dei regali (pagati con cambiali intestati al marito….), scrive lettere ardite, come pegno d’amore taglia ciocche di capelli e una miriade di altre piccolezze che potrete scoprire nel romanzo.

Il finale del Libro, non è per niente prevedibile e il comportamento del marito è quasi sempre incomprensibile; nonostante sia stato scritto più di 150 anni fa, la lettura si presenta fresca e straordinariamente contemporanea!

Che altro dire? Un salto culturale in un’era che non ci appartiene, ma pur sempre utile, nella via di tutti i giorni! 

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