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ICE: in case of Emergency

da un po di tempo, circola in Internet un acronimo che ha catturato sin da 
subito la mia attenzione: ICE  ovvero ‘In case of Emergency’(in caso di 
emergenza).
L’ideatore del programma Bob Brotchie è un paramedico Britannico e il suo 
obiettivo è quello di permettere ai primi soccorsi come soccorritori, vigili 
del fuoco o polizia di identificare sin da subito la vittima e di contattare i 
loro parenti per ottenere informazioni mediche o per avvisarli della 
situazione  imminente. Bisognerebbe registrare nella propria rubrica sotto il 
nome ICE, la persona che noi vorremmo, si contattasse, nel momento del reale 
bisogno; chiaramente, si possono mettere più nomi come ad esempio: ICE1-mamma 
,  ICE2-papà e cosi via.
Un gesto cosi semplice in realtà comporta tante conseguenze: innanzitutto è 
necessario che il soccorritore sappia usare il telefono del mal capitato, il 
secondo luogo qualcun altro potrebbe pensare al fattore privacy, che non è da 
trascurare e infine è necessario che il soccorritore dia tutte le sue 
attenzioni alla vittima e non al telefono della stessa che, trall’altro, in un 
ipotetico scontro o incidente grave, potrebbe essere finito in mille pezzi.
Nel blog di Paolo Attivissimo la discussione, affrontata il 20 Marzo 2007, ha 
portato diversi commenti ma soprattutto molte perplessità e dubbi circa il 
funzionamento di questo metodo; il Responsabile del 118 di Milano ha espresso 
parere favorevole, mentre la Svizzera si è dichiarata dubbiosa sull’efficacia 
di codesto metodo.
I pro e i contro, come in ogni faccenda, pare vadano di pari passo, ma qui, si 
ha la sensazione che la tecnologia si trovi sempre 3passi dinanzi le nostre 
vere esigenze.
A questo punto mi chiedo:  FORSE si stava meglio, quando si stava peggio?

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Estrarre l’oro dai Pc

Riciclare i materiali di scarto e’ anzitutto segno di BUONA CONDOTTA oltre che salutare; oggi come oggi e’ possibile riciclare di tutto, perfino ottenere oro dai computer e’ divenuto possibile, considerando il fatto che molti piccoli elementi son costituiti da oro.
Ancora una volta navigando nel web,ecco cosa ne è uscito fuori!
La diffusione dei computer e dei componenti elettronici ha permesso già da alcuni anni il recupero dei metalli preziosi da computer e circuiti elettrici, la questione del recupero può essere affrontata con vari metodi, in alcuni paesi come il Giappone la raccolta ed il recupero di hardware,cellulari e componenti elettronici è perfettamente organizzata e agevolata da incentivi; il recupero dei metalli viene condotto secondo precise norme che tutelano l’ambiente e le persone che lavorano alla catena di recupero. Altri paesi conducono il recupero dell’oro secondo metodi meno rispettosi delle regole contro l’inquinamento, usando reagenti pericolosi per la salute dell’uomo e di difficile smaltimento. A giustificare tutto questo interesse per il recupero di oro e altri metalli preziosi da computer e componentistica ci sono i numeri che lo rendano un’attività economicamente interessante, in ogni computer vi è mediamente quasi mezzo grammo d’oro facendo due conti: per ogni tonnellata di hardware vi sono 16 grammi di oro, contro i 2-4 che rendono già interessante ed economicamente remunerativa la tradizionale estrazione dalla miniere. In Italia il recupero viene condotto rispettando le regole comunitarie europee, grazie ad una ricerca condotta dalla università di Cagliari ha permesso di mettere a punto un solvente ecologico per estrarre il prezioso metallo dai vecchi personal computer in modo semplice e rispettando in pieno le norme antinquinamento, anche in Italia organizzando una filiera di raccolta si potrà condurre attività di questo tipo riuscendo a ricavarne guadagni sufficienti a giustificarne l’esistenza.
Voi cosa ne pensate?
Ricordate: RICICLARE E’ IMPORTANTE!

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Perché si rutta?

Spesso mi sono chiesta da dove nasce l’esigenza di ruttare o eruttare e cercando nel web, fuoriescono tante notizie interessanti!
Ogni volta che mangiamo o beviamo qualcosa, insieme al cibo ingeriamo anche piccole quantità di aria che, dallo stomaco, viene espulsa tramite l’”eruttare”. Le bibite gassate contengono consistenti quantità di aria che gonfiano lo stomaco (le “bollicine che pizzicano la lingua sono bolle di gas”). Il nostro stomaco deve espellere i gas ingeriti, quindi ruttare è una funzione fisiologica indispensabile per la nostra salute. Anche quelli che dicono che loro i rutti non li fanno, in realtà ruttano, ma in maniera discreta, per esempio a bocca chiusa.
In Italia e generalmente nei paesi occidentali il rutto rumoroso è considerato antipatico, a livello sociale. In altri paesi però, come in quelli arabi, indica appagamento dopo un pasto soddisfacente.

Rimedi casalinghi per l’eruttazione
Una varietà di rimedi tradizionali, sono stati in passato, così come ancora oggi sfruttati per prevenire o cercare di curare frequenti eruttazioni.
Il tè alla menta può essere molto efficace per la prevenzione del problema, allo stesso modo di molti altri tè a base di erbe. Lampone, mora e camomilla, sono noti per la stessa capacità e sono utilizzati come coadiuvanti della digestione.
Altra possibile soluzione è quella di prendere mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio, mescolato in un bicchiere d’acqua. Tale composto funge da antiacido; calma lo stomaco e neutralizza la sua acidità, oltre ciò può essere un buon modo per prevenire il reflusso acido ed in conseguenza l’eruttazione.
Un rimedio utilizzato sin dai tempi antichi, per prevenire l’eruttazione è l’uso di assafetida. Si tratta di un’erba pungente che di solito è caratterizzata da un odore ripugnante. È possibile però godere delle sue buone proprietà, aggiungendola a qualsiasi tipo di pietanza. L’assafetida può anche essere cotta in olio per la creazione di un sapore non molto diverso da quello dell’aglio o della cipolla salati.
L’aglio ed i chiodi di garofano, possono essere mangiati sia prima che dopo i pasti, al fine di ottenere lo stesso risultato di prevenzione. L’aglio, dato il suo sapore molto forte, è possibile che venga aggiunto ai cibi o aggiunto in una zuppa, mangiata come primo piatto del pasto. Altra possibile opzione è lo zenzero: è possibile consumarlo sotto forma di tè, bevuto dopo i pasti. Tè allo zenzero ed altre tisane possono per di più essere utili per calmare la digestione. Una buona abitudine, è quella di sostituire il caffè dopo cena, con una tisana o un tè.
Altra ricetta utile è creata dall’unione di due cucchiaini di succo di limone, insieme ad una piccola quantità di aceto di mele. La miscela deve essere assunta prima di un pasto, in modo da evitare l’eruttazione e l’eccesso di acidi prodotti dallo stomaco.
Colmata la vostra curiosità?:)

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Moda Americana:bambole Reborn!

Ancora una volta guardando Sky,ho scoperto la bambola REBORN,ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che queste bambole sono anche terribilmente costose,nonostante siano simili ai bambolotti veri e propri!
Le bambole Reborn, dall’inglese “rinate”, cioè nato due volte, sono bambole in vinile incredibilmente realistiche, lavorate artigianalmente per assomigliare il più possibile ai bambini veri. sono creazioni artistiche, sono pezzi unici e non più dei giocattoli.
La tecnica per la realizzazione di queste creazioni è nata negli Stati Uniti circa 10 anni fa ed è in continuo sviluppo e aggiornamento, difatti sono proprie le Americane a utilizzare questo “simpatico giocattolo” per uscire:utilizzano veri passeggini,abiti,occhiali e si divertono assai quando la gente ferma loro per strada,per congratularsi circa la bellissima/o ‘bambina o bambino’.
Il costo varia dai 100€ agli 800€ e molte clienti, richiedono la propria bambina con particolari caratteristiche tanto da far arrivare il prezzo a mille euro o ancor di più.
Gli psicologi affermano che le mamma che tengono tra le braccia il ‘nascituro’ sono fermamente convinte che la ‘creatura’ sia reale e nella loro mente scattano strani meccanismi quasi da dipendenza.
Moda o ossessione?Image

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Scoperta soluzione per la cura del tumore!

Roberta Benetti è la ricercatrice italiana che ha scoperto le molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, potranno rappresentare l’alternativa alla chemioterapia e alla radioterapia: la soluzione è quella di autoproteggersi dai tumori con l’aiuto di molecole prodotte dall’organismo umano. Una cura che – tra qualche anno – potrebbe eliminare la chemio e la radioterapia. Il percorso per questo tipo di cure è stata aperto dall’Università di Udine grazie a uno studio guidato dalla ricercatrice Roberta Benetti, originaria di Monfalcone;studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Cancer Research dell’American Association for Cancer Research, una delle più prestigiose a livello mondiale del settore.
La trentasettenne Roberta Benetti, dopo la laurea in Biologia a Trieste con tesi sperimentale al Cib, dove ha continuato a operare come borsista grazie all’Airc-Firc, ha conseguito il dottorato di ricerca alla Sissa. Attratta dall’esperienza di ricerca all’estero, Benetti si trasferisce quindi in Spagna, al Centro di ricerca nazionale sul cancro di Madrid, guidato da Maria Blasco. Vincitrice di un concorso per ricercatore all’ateneo friulano, Benetti rientra nel 2007 in Italia, cogliendo al volo l’occasione di poter guidare un piccolo gruppo di ricerca.
Dopo anni , insieme al suo staff di ricerca (composto daMichele Scarola, Stefan Schoeftner e Claudio Schneider), è riuscita ad individuare quelle molecole capaci di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali, aggredendo solo le cellule malate. Si spera che nei prossimi anni questa nuova cura possa definitivamente eliminare le chemio e le radioterapie.
Città futura augura alla Ricercatrice Roberta Benetti un profondo in bocca al lupo, orgogliosi di Lei, in quanto Italiana rappresenta la prova che nel nostro Paese abbiamo innumerevoli talenti ma pochi riflettori per da rivolgere a loro.Immagine

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Ambiente,amianto,informazione,salute

Soluzione per lo smaltimento dell’amianto: il PREBOX!

La morte,da qualsiasi lato si guardi, e’ sempre inaspettata e non gradita,ma quando si perde la vita a causa di fibre,come quella Killer,caratteristica Dell amianto,beh,li,si storce un po’ il muso perché subentrerebbe l ingiustizia e forse la mancanza di informazione o lo meno quella giusta.
La natura cancerogena delle fibre di amianto è ormai cosa risaputa, in Italia e nel mondo (anche se, purtroppo, esistono numerosi Stati nei quali è ancora consentito l’uso di quella materia).
In Italia, la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo dell’amianto sono proibiti sin dal 1992, ma ciò non ha evitato che si registrassero, in questi anni, migliaia di casi di morte per mesotelioma pleurico, patologia la cui eziologia è unicamente addebitabile alle fibre di amianto, soprattutto nelle zone in cui operava la potente industria dell’Eternit, una multinazionale presente in Italia, a Casale, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli, Siracusa, ma con stabilimenti in tutto il mondo.
Nel nostro Paese,però, Giacomo Antonini ha investito il suo tempo e le sue conoscenze nell’invenzione,nella produzione e poi nel DIVULGARE l informazione di una fantastica soluzione per lo smaltimento Dell amianto con vantaggi assai numerosi: il PREBOX.
Il PREBOX e’ il nuovo sistema per il trasporto e per lo stoccaggio in sicurezza dei rifiuti contenenti amianto destinati a piattaforme di recupero,alle ditte di smaltimento o alle discariche autorizzate.
si tratta di una grande scatola prefabbricata in fibrocemento che può contenere circa 300 metri quadrati di lastre ondulate in fibrocemento contenenti amianto, oppure 4 tonnellate circa o 3,2 metricubi di manufatti/rifiuti contenenti amianto.Una volta sigillata, con un «calcestruzzo che ha una durabilità superiore ai cento anni» come garantisce Giacomo Antonini, può essere impilata oppure interrata con il suo contenuto tossico, in attesa che la scienza scopra come rendere innocuo se non addirittura riciclabile l’amianto.
I vantaggi?sono numerosi! Sicurezza per l ambiente e per la salute,vantaggi per le imprese di smaltimento/bonifica,vantaggi per le piatteforme di recupero e controllo degli organi di controllo poiché,su ogni PREBOX,viene fissata una targa identificativa numerata progressivamente per l eventuale tracciabilità futura dello stesso;inoltre questo prodotto ha una durata di 100anni e la sua produzione garantirebbe,in Italia, la nascita di 1770 aziende
Il brevetto Bresciano,di cui stiamo parlando,e’ stato citato in diversi giornali e sono state fatte diverse interviste ma a quanto pare il Governo Italiano non ha ancora prestato la massima attenzione all ottimo prodotto ottenuto.
Ringrazio PERSONALMENTE il Signor Antonini Giacomo,per avermi dato la GIUSTA documentazione(informazione).

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