alligatore,cocaina,cultura letteraria italiana,drammaturgo italiano,le vendicatrici,massimo carlotto,scrittore

Intervista a Massimo Carlotto

C’è chi narra che gli Scrittori non scrivono bensì Trascrivono eventi della loro vita, della vita altrui e di chi anche non conoscono; se fosse proprio così Massimo Carlotto, scrittore, drammaturgo e scenografo Italiano avrebbe tanto da dire della sua vita, anzi in realtà l’ha già detto nel romanzo Il Fuggiasco, uscito nel 1995 dove, è possibile capire, i suoi anni di latitanza e i sentimenti provati nel corso degli stessi.

Ricca di tanti eventi, svariati tra di essi, la sua vita si presenta colorata e molto ricca, culturalmente parlando, dei tanti romanzi, scritti, saggi dalle svariate sfumature, scritti a due, quattro o sei mani.

Che cosa pensa della scrittura? La sua risposta è stata chiara e precisa:

“La scrittura è un bisogno primario come la fame? Non credo. Io la vivo come un progetto che ha bisogno di continue articolazioni pensate e pianificate. Io scrivo per i lettori e non per me stesso perché dubito che quello che sento sia così interessante e quindi la domanda “cosa scrivere?” è una riflessione fondamentale.”

Molti Scrittori rifiutano di scrivere a quattro mani o di più, diverse opere di Carlotto sono state scritte con questo modo, infatti, egli stesso conferma che si possano trovare degli intoppi, ma decidendo i modi di scrittura sin dall’inizio, questi problemi sono facilmente evitabili: patti chiari sin dall’inizio in definitiva-afferma.

Di gran successo è stato il Celebre Alligatore alias Marco Buratti, un originale detective privato, i libri che raccolgono la saga sono ben Sette e alla domanda, quale fosse l’ingrediente segreto di tale successo letterario, Lo scrittore risponde:

“Il fatto che fosse un investigatore senza licenza e quindi staccato dalle logiche istituzionali. L’Alligatore è di fatto un uomo libero di investigare come crede e non deve rispondere a nessuno,  se non alla propria coscienza.”

Uno dei problemi legati al XX Secolo è rappresentato dall’avanzare tecnologico e con esso si evolvono anche le modalità di lettura dei consumatori, Carlotto non pensa che il cartaceo possa scomparire comunque il problema di fondo è la lettura. Al di là del mezzo quello che emerge oggi è che la lettura non è più al centro della vita di molte persone- prosegue- E la faccenda non è solo legata alla perdita di vendite ma su che tipo di cultura sarà egemone nella nostra società.

Confessa che uno degli ingredienti per essere un bravo scrittore sono innanzi tutto le tante letture di libri:

“Non basta una storia importante, bisogna scriverla bene. Se si è convinti di aver raggiunto questo risultato allora bisogna battersi con tutte le forze per ottenere la pubblicazione.”

Ringrazio personalmente Massimo Carlotto per la disponibilità dimostratami nella presente intervista, i migliori auspici per un futuro sempre più letterario e ricco di eventi e avvenimenti.

Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

crescere edizioni,cultura europea,Gustave Flaubert,letteratura classica,Madame Bovary

Recensione ‘Madame Bovary’ di Gustave Flaubert

Davanti ad un grande classico come Madame Bovary, spesso, i giovani sopratutto, sbuffano o lo ritengono pesante o tanto meno inutile; Beh, io potrei far parte di quel cerchio di persone ma, straordinariamente e stranamente, passando da una bancarella, piccola ma invitante, ho acquistato questo grande classico, con Editore Crescere Edizioni alla piccola cifra di 4,90 euro; difatti, questa è una novità dell’estate 2013: Rivisitare i grandi classici in chiave economica.

Gustave Flaubert fa parte ormai di un’altra era, esattamente nato nel 1821, questo romanzo è uscito tra il 1851 e il 1856, ragion per cui, il linguaggio, sin dall’inizio, si presenta assai diverso rispetto alle letture che siamo abituati del XX Secolo.

La trama è ricca, i particolari sono trattati nei dettagli più estremi, a volte quasi inutili ma mai superficiali: Madame Bovary è una donna perennemente alla ricerca della felicità, dipendente dal lusso, alla continua ricerca di scialli in sete, poggia divano in seta e ha perfino il frustino del cavallo in ottone! Un lusso d’altri tempi insomma…..ma che grava sulle spalle del marito!

Cerca la felicità nelle bocche altrui, tra viali nascosti e boschi fitti, prova amori profondi verso i suoi amanti, fa loro dei regali (pagati con cambiali intestati al marito….), scrive lettere ardite, come pegno d’amore taglia ciocche di capelli e una miriade di altre piccolezze che potrete scoprire nel romanzo.

Il finale del Libro, non è per niente prevedibile e il comportamento del marito è quasi sempre incomprensibile; nonostante sia stato scritto più di 150 anni fa, la lettura si presenta fresca e straordinariamente contemporanea!

Che altro dire? Un salto culturale in un’era che non ci appartiene, ma pur sempre utile, nella via di tutti i giorni! 

Immagine

 

Leggi Tutto Nessun Commento

JAZZ,maglie,mercatino del gusto,prodotti tipici salentini,taranta,vino

Il Mercatino Del Gusto- XIV Edizione

Al via la  XIV Edizione del Mercatino del Gusto a Maglie (Le), un importante ritrovo enogastronomico e non nel Basso Salento che, come da tradizione, si svolgerà dal 1 al 5 Agosto 2013 per le vie del centro storico Magliese.

Organizzato dal “Comitato Mercatino del Gusto” e sotto la direzione artistica di Michele Bruno, la nuova edizione conta anche sull’apporto organizzativo di Giacomo Moioli, una figura di stampo internazionale nel campo enogastronomico e che contribuirà allo sviluppo futuro del  Mercatino.

Ogni via della cittadina rappresenta un percorso, che sia esso gastronomico, enogastronomico, frutticolo o non, adatto alla degustazione di qualsiasi pietanza  abbiate voglia e per terminare la serata con dolcezza, anche piccole zone dedicate ai dolciumi.

Il Palazzo de Marco è così diventato la sede de “L’angolo della birra artigianale”, all’interno del quale il birrificio B94 di Lecce e il birrificio indipendente Decimoprimo offriranno diverse sperimentazioni del luppolo; piazza Aldo Moro ospiterà come da tradizione “La Piazza del vino”, per degustare alcune delle più rinomate cantine pugliesi quali, la Cantina Due Palme o Cantele; la “Via dei presìdi e delle comunità del cibo” troverà la sua collocazione in via Roma e qui la protagonista sarà la biodiversità, rappresentata, tra gli altri, dal biscotto di Ceglie Messapica o dal caciocavallo podolico del Gargano; via Ginnasio si trasformerà invece nella “Via della gastronomia”, dove troveranno collocazione le migliori aziende agricole pugliesi; oltre al vino, piazza Aldo Moro ospiterà anche la “Via dell’olio”, con degustazioni e descrizioni sulla raccolta delle olive e la successiva produzione; le imprese agricole di “Campagna Amica” prenderanno invece possesso della “Via dell’ortofrutta”, in via Toma Nuzzicchi, la quale sarà la sede dell’impegno a offrire e produrre un cibo genuino, nel rispetto della salute e dell’ambiente; un tour così gustoso non poteva non concludersi con un caffè o un gelato, partendo dalla “Via dei dolci”, con prodotti della famosa azienda “Maglio”, fino alla degustazione del caffè in via Trento e Trieste, dove si potrà inoltre assistere dal vivo alla torrefazione ad opera della “Spinelli Caffè”.

Sarà inoltre possibile degustare ottime cene, gestite dal Chef Francesco Paldera, comodamente seduti e in diverse zone del centro storico; mentre, per chi non ha voglia di sedersi ma preferisce camminare e degustare, la piazza sarà il posto giusto per tali esigenze.

Ottime serate di degustazione in quel dì Magliese, accompagnati, inoltre, da un sottofondo musicale per tutte e cinque le sere: dal Jazz alla taranta, fino ad arrivare, perfino, in dei laboratori organizzati appositamente per i bambini.

Uno dei padri della manifestazione, Salvatore Santese, presidente regionale di Confesercenti, ne spiega il significato: “La tradizione è rappresentata dal format dell’evento, che propone  le tipicità territoriali prodotte dalle aziende di eccellenza della nostra regione. L’elemento innovativo, invece, è stato affidato alla “Ruggeri&Associati”, uno studio milanese ma di proprietà magliese, che ha progettato per ogni strada un QR Code per smartphone; ognuno di essi identifica espositori e prodotti, per tutte le cene, indicherà il nome dello chef, menù e ingredienti, così come il tipo d’iniziativa in corso all’interno delle sedi di alcuni sponsor della manifestazione. È stata infine elaborata una applicazione che permetterà di sapere in tempo reale ciò che sta accadendo durante l’intera manifestazione”.

Tutto chiaro? Adesso non rimane che visitare, camminare e….. degustare!

 Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

brian Leung,libri,narrativa,piemme editore,recensioni

Recensione di IL PADRE PERDUTO di Brian Leung

Diversi giorni fa passeggiando per Torre Dell’Orso, marina di Melendugno (Le) mi ha molto incuriosito un negozietto vicino al Lungo mare, molto affollato, per di più; in qualsiasi angolo della parete c’erano libri, da Crescere Edizioni i nuovi format da 3,90€ e da 4,90€, ovviamente anche i nuovi Newton ComptonEditori da 0,99€ fino ad arrivare ai classici manuali di cucina, giardinaggio e bondage.

Tutti gli altri libri di narrativa costavano solo 5€, al di la del prezzo di copertina e che fosse versione economica o meno;  ne ho acquistati diversi, tra questi ho preso Il Padre perduto di Brian Leung di Piemme Editore, prezzo di copertina 18€, ma ripeto l’ho pagato solo 5€.

Non ho letto ne la biografia, tanto meno il riassunto in copertina, il Titolo bastava e avanzava e chiaramente sono stata ispirata dall’immagine in copertina: un padre e un figlio, figure non nitide però che, giocano su una riva di un fiume. 

Ciò che colpisce sin da subito è una forte quantità di punti-stop e i capitoli sono straordinariamente e, anche, sfortunatamente corti, vanno da 2 a massimo 5 Pagine; un punto a sfavore va, però, ai titoli dei singoli capitoli: titoli da sequenze, lunghi, riassuntivi…quando in realtà qualche frase-traccia, molto appetitosa, sarebbe stata più gradita, infatti, a tal proposito, evitavo di leggere sopra la pagina, quando iniziavo il nuovo capitolo.

La storia è ambientata Tra la Cina e L’ America, un lungo viaggio che parte da una nascita e termina con una vecchiaia terminale, il padre che rintraccia il figlio dopo  25 anni e Westen, il non-più-bambino, fa finta di esserlo, mentendo a se stesso… Ma mi Fermo qui, non voglio saziare il vostro appetito, piuttosto che suscitare il vostro interesse…consigliato a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno dei conti in sospeso col passato e sono in attesa della felicità eterna e contagiosa.

Immagine

 

Leggi Tutto 3 Commenti

Ambiente,franite,incendi,lecce,maglie,Natura,puglia,salento

Le Franite di Maglie bruciano ancora

‘In tutte le cose della natura, c’è qualcosa di meraviglioso’- Aristotele 
definiva cosi la Natura, madre della Terra e di tutto ciò che ci circonda; 
però, qui, alle Franite di Maglie, di meraviglioso è rimasto ben poco, rispetto 
alle origini, visto il fuoco che ha mangiato, letteralmente e fisicamente, gli 
alberi di Pino che costituiscono il viale(alberato, per metà)
Il Destino della Franite è al Centro di numerose polemiche ormai da diversi 
mesi, la Cittadina Magliese sembra unirsi sotto un unico coro: NO alla 
costruzione di villette, piste ciclabili e un ipotetico supermarket all’interno 
dell’area Naturale, una se non l’unica, presente nel territorio Magliese.
In vista dei lavori, sono state organizzate numerose petizioni e la raccolta 
firma, di tutti quelli che non vorrebbero la costruzione laddove ora c’è 
natura, pare abbia raggiunto numeri interessanti: si tratta di 2200 firme di 
cittadini residenti in zone limitrofe e non, che hanno a cuore la questione 
‘Franite’ e che si oppongono, con i loro nomi e cognomi alla costruzione nella 
zona.
Il Sindaco Antonio Fitto e i suoi stretti collaboratori hanno approvato il 
progetto e l’opinione pubblica è divisa tra favorevoli e contrari; di certo, 
però, c’è solo un punto: non è la prima volta che questa zona è vittima d’
incendi, dolosi o non, che portano il viale a un lento, ma progressione 
scomparire della zona Naturale  ed il caldo torrido di questi giorni non lascia 
scampo nemmeno ai pompieri, più veloci della storia.
Un lato positivo, però, si riesce, fortunatamente, ad identificare: La 
corteccia dei pini ha ben protetto gli alberi stessi e col passare del tempo e 
magari con  una pioggia abbandonante, gli alberi potranno riprendersi e tornare 
allo splendore di una volta.

Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

campagna,cucina,gusto culinario,pomodoro,preparazione,raccolto,salento,sugo fresco

Salsa di Pomodoro? Step(S) e consigli!

La raccolta del pomodoro è un’azione tipicamente Salentina e, al di là delle varie ‘razze’ di pomodoro, che siano San Marzano o non, gli step(s) sono sempre gli stessi ma non tutti ne sono al corrente quindi, ecco un breve percorso per chi avrà voglia, questo o il prossimo anno di salsa di pomodoro FRESCO.

1.  Una volta arata la terra, seminato e innaffiato, la pianta del pomodoro si forma progressivamente e con essa anche i suoi frutti maturano, notabile tranquillamente dalla forte colorazione di rosso.

Immagine

2.  La seconda fase prevede l’uso di vasche, sia esse di piccole,medie o grandi dimensioni, con molta acqua all’interno che servirà al risciacquo dei pomodori; in questo momento è fondamentale togliere con un coltello il marcio o le bruciature che presenta il frutto, ciò che non vi serve lo buttate, mentre il resto sciacquate e risciacquate.

Immagine

 

3.  Una volta puliti, i pomodori devono essere versati in un pentolone con fuoco ardente sotto, anche qui, scegliete voi le dimensioni del mezzo e del mestolo, che vi servirà per girare e cuocere a puntino il pomodoro.

Immagine

 

4. Recuperati i pomodori, versateli in grandi contenitori e con un cestello, mestolo o ciò che per voi, verrà ritenuto comodo, versare, passo per passo, i frutti nella macchina che macinerà gli stessi. Esistono varie tipologie di strumenti per eseguire questa fase, ognuno, in base alle proprie esigenze familiari ed economiche, scelga la macchina che ritiene più consona. Entreranno pomodori cotti e ne uscirà il succo.

Immagine

 

5.  Ora, preso il sugo dal secchio, con un misurino, anche qui di varie dimensioni, versatelo in bottiglie di vetro da mezzo litro o un litro. (in base al numero di familiari, vi renderete conto da voi quanto ne consumate). Dopo l’imbottigliamento, mettete le varie bottiglie a bollire nel pentolone, facendo attenzione a non far scoppiare il vetro, a causa della pressione.

Tutto chiaro? In questo modo avrete del sugo fresco, fatto da voi, tutte le volte che lo vorrete!

 

Leggi Tutto 6 Commenti

Il Blog di Eleonora Marsella – © 2018 – P.I. 04939570752