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Il caso di Andrea Bufano

Il 16 giugno 2013 si è svolto un importante Match Lecce-Carpi, dove Il Carpi pareggiava 1-1 in trasferta a Lecce nella gara di ritorno della finale di LegaPro (Girone A) e con questo risultato, sommato alla vittoria nella gara di andata, conquistava una storica promozione in Serie B tutto questo, mentre i tifosi Leccesi, 27 con esattezza, venivano ritenuti responsabili per disordini accaduti a fine partita.

La richiesta di giudizio immediato nei confronti dei supporter è stata avanzata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, secondo il quale la prova dei reati commessi è talmente certa da rendere non necessaria la celebrazione dell’udienza preliminare, ed è stata accolta dal gip Giovanni Gallo. Fu proprio quest’ultimo, nel luglio scorso, a firmare le ordinanze di custodia cautelare che hanno fatto finire in carcere quattordici tifosi. Ai loro nomi si sono aggiunti quelli di altre quattordici persone, che non furono raggiunti da alcun provvedimento cautelare ma che compaiono nella richiesta di giudizio immediato.

I reati contestati a vario titolo agli indagati sono violenza e resistenza a pubblico ufficiale e agli steward, danneggiamento e invasione di terreno di gioco. L’individuazione dei responsabili dei disordini è stata resa possibile grazie ai filmati delle videocamere ubicate dentro e fuori lo stadio e grazie ad alcune testimonianze.
Nei ventisette tifosi condannati per la loro passione e audacia nel continuare a seguire sempre e ovunque la propria squadra, spunta un nome che è quello di ANDREA BUFANO, nato a Martano e residente negli ultimi tempi a Bologna per ragioni lavorative; un nome già noto nelle cronache locali per una rapina avvenuta nel 2001 e che, quest’ultimo, ha già scontato la pena, pagato per i suoi errori e quindi, cambiato totalmente vita.

Andrea Bufano a fine match Lecce-Carpi ha invaso il campo per primo, seguito poi da molti altri tifosi, lo Stewart, che avrebbe dovuto controllare quel perimetro era, però, assente, al contrario di quel che si dice cioè di violenza effettuata su di esso, dopo di che, avvicinatosi agli spogliatoi senza commettere reati di nessuna entità, ritorna negli spalti, guardando lo Stewart nei pressi della zona con in  bocca amarezza e tristezza nel cuore per la partita andata a cattiva fine. Bufano, tornato a Lecce solo per assistere alla partita, ritorna a Bologna subito dopo, con ancora 39gradi di febbre e dopo circa dieci giorni è emesso un provvedimento antirestrittivo dalla squadra dell’antiterrorismo di Bologna nei suoi riguardi e quindi, condotto nel Carcere Dozza di Bologna dove, ci resterà per trentacinque lunghi giorni senza avere la possibilità di chiamare il suo Avvocato, previsto nell’articolo 391, e ovviamente, senza poter telefonare né alla madre né al padre tantomeno al fratello.

Passato questo periodo di tempo, gli vengono assegnati i domiciliari, quindi a Martano dove ha il domicilio in attesa del Processo che avverrà il 13 Dicembre, il Tribunale sollecitato per gli atteggiamenti burocratici esercitati nei confronti di Andrea Bufano risponde esso stesso affermando che non ci sono gravi indizi nei confronti dell’ultras e venticinque giorni costituiscono “un sovrappiù di afflittività”, invece, tutti gli altri che hanno preso parte all’invasione di campo sono stati trattenuti dieci giorni ma rilasciati subito dopo; tutto ciò, però, non avviene per Bufano, reduce di errori sbagliati fatti in un lontano passato e, la frustrazione che prova verso gli atteggiamenti assunti nei suoi confronti lo portano a scrivere una lettera e a  renderla pubblica. 

Di seguito, riportiamo tali e quali le sue parole:

“LETTERA APERTA DÌ ANDREA BUFANO PER CHIEDERE GIUSTIZIA.

Mi chiamo Andrea Bufano ho 36 anni e sono di Martano, città della provincia di Lecce. Da quasi 4 mesi sono privato della mia libertà personale senza aver commesso alcun reato penale.

Sono uno degli ultras degli scontri del dopo gara di Lecce-Carpi. Sono accusato di invasione di campo e violenza resistenza e minacce ad uno Stewart, nonostante le telecamere e le testimonianze di una intera città smentiscono il fatto che io ho abbia fatto violenza, resistenza e minacce, sono ancora privato della mia libertà personale in quanto pregiudicato.

Quindi se una persona, nel dubbio, è innocente visto è pregiudicata teniamola in carcere o altrove.

Ho fatto delle cose gravissime nel lontanissimo 2001 per le quali ho, giustamente, scontato tutta la pena dal 2001 al 2008. Ho deciso di cambiare vita una volta finita la pena nel 2008 e cosi è stato. Sono stato 5 lunghi anni a rifarmi una vita non un giorno, a reinserirmi, a rifarmi nuove amicizie e poi per una ragazzata, una bravata dovuta alla delusione all’amarezza di una sconfitta vieni sbattuto su tutti i giornali e addirittura arrestato (mi sono costituito sia chiaro nessuno lo ha mai detto) dalla quarta sezione ”Antiterrorismo” di Bologna. Cioè per una invasione di campo arrestato dall’Antiterrorismo, dal momento in cui sono stato arrestato fino a che sono non uscito non mi è stato mai concesso il diritto di chiamare l’avvocato, (secondo la legge ti tocca come prima chiamata), sono stato sbattuto in uno dei transiti più squallidi dei carceri italiani la ”DOZZA” di Bologna dove si vive in 3 metri quadri calpestabili in 3 persone tutto questo sempre per una invasione di campo.

Ho chiesto e lo sto chiedendo tuttora le prove della televisione che mi scagionano completamente dalle accuse che mi vengono fatte da questo stewart.

Sabato a Roma hanno messo soqquadro una città eppure grazie alle telecamere il GIP ha scarcerato sette manifestanti, ed io perché no, sol perché mi chiamo Andrea Bufano e nel lontanissimo 2001 sono stato condannato per rapina in banca? Ah capisco, quindi io per tutta la vita devo portarmi sempre avanti il mio passato! Allora, un conto è essere accusato di invasione di campo dove giustamente mi è stato applicato il cosiddetto DASPO per la durata di anni 5 dove nemmeno lo contesto.

Ero cosciente e consapevole che lo avrei preso, è giusto che sia stato applicato, ma un conto è essere accusati di cose che io non ho nemmeno minimamente fatto nè tantomeno pensato di fare ed addirittura essere arrestato. Se devo picchiare una persona non lo faccio davanti alle telecamere! Il mio è stato un gesto dettato dalla delusione, un gesto isolato che non ha nessun collegamento né con le forze dell’ordine e né con gli stewarts. Come si dice in gergo “buttiamo tutti nel calderone poi si prende un fascicolo si legge Bufano Andrea pregiudicato per articolo c.p. 628 comma 1 e 3 e nemmeno si valuta cosa ha fatto Bufano Andrea ma lo si arresta direttamente”.

Avevo giurato ai miei genitori nel Novembre del 2008 dopo sette anni tra carcere, domiciliari e affidamenti sociali di non far vedere più in casa carabinieri e polizia. Nulla da fare, io chiedo SCUSA solo a loro per quello che stanno passando a causa mia del resto non devo chiedere scusa a nessuno, io sono innocente e mi proclamerò innocente fino alla morte. Voglio giustizia e voglio la verità, se è vero che sono colpevole allora voglio ritornare in carcere non voglio favori su qualcosa che non ho commesso, magari dovrei dire pure grazie a chi mi ha mandato ai domiciliari, in carcere si scrivono e si ricevono lettere, io ora è come se stessi scrivendo una lettera non me lo vieta nessuno.

Berlusconi usa Retequattro, io uso la mia pagina per proclamare la mia innocenza, non mi fa male tanto il fatto di essere stato arrestato, non mi fa male il fatto di essere stato definito ”bestia”, non mi fa male tanto il fatto di essere stato definito socialmente pericoloso alla collettività umana, non mi fa male tanto il fatto che sono ai domiciliari, non mi fa male tanto il fatto che mi ha lasciato la mia ex fidanzata, non mi fa male tanto il fatto che ho perso tutto, ma mi fa molto male ma davvero tanto male il dover ammettere che Silvio Berlusconi ha ragione: ci vuole una riforma della giustizia immediata, responsabilità civile ai giudici, cosi vediamo se si manda in galera una persona senza prove certe. Alcuni dicono, che poi è quello che si vorrebbe far credere alla gente all’opinione pubblica, ”è pazzo è uno squilibrato”! No assolutamente sono sano di mente ed ho cervello da vendere sono solo un uomo che sta subendo sulla propria pelle un accanimento giudiziario vergognoso, un pazzo uno squilibrato nemmeno gli fa certi ragionamenti, un pazzo scapperebbe evaderebbe farebbe gesti insani io invece civilmente ed educatamente sto mostrando le mie ragioni e soprattutto sto cercando di difendere la mia persona, quindi un domani prima di andare a leggere la carta straccia dei quotidiani che con loro inchiostro velenoso scrivono i giornalisti leggetevi la mia lettera.

Quando nel lontanissimo 2001 sono stato arrestato in quei sette anni non mi sono lamentato non ho mai ”pianto”. Ho infranto delle leggi ed è giusto che sia stato arrestato e condannato, ma ora devo essere condannato nuovamente per il 2001 oppure per le cose reali che sono successe, perché se devo essere condannato per il 2001 ho già la condanna scritta se devo essere condannato per i fatti attuali, voglio giustizia voglio la verità e il signore che mi accusa di violenza, resistenza e minacce che la dimostri perché ricorrerò fino alla Suprema Corte dei Diritti Umani di Strasburgo. Come nel 2001 le telecamere mi incastrarono in banca, ora le telecamere mi scagionano da tutte queste false accuse.

Chi mi è veramente amico sa della mia innocenza e anche in silenzio mi è vicino, come tutti i veri amici che mi hanno scritto quando ero al carcere di Bologna. Non mi va di fare scioperi della fame o sceneggiate autolesioniste, ma se per aver pubblicato questa lettera ritornerò in carcere ci ritorno sereno. Questa volta almeno una cosa l’ho fatta:  ”Libertà di Pensiero”.

P.S. ora potete anche arrestarmi morirò difendendo la mia persona e scordatevi un giorno di leggere su un giornale”si è suicidato……” amo troppo la vita e la mia persona per fare gesti insani.

VOGLIO GIUSTIZIA SOLO QUESTO CHIEDO: GIUSTIZIA. “                                                                                                                                                                                                                                    Andrea Bufano

 

Molte persone si uniscono al forte messaggio che ha voluto mandare Bufano, si sentono indignati perché Andrea ha già pagato per i reati commessi nel lontano 2001 e trovano ingiusto il trattamento che sta ricevendo; tuttavia online è possibile trovare i video dove dimostrano che, il ragazzo, non ha commesso nessun reato di violenza, poiché, lui stesso, si ritiene responsabile ed è disposto a pagare con il DASPO per quanto riguarda solo l’invasione di campo. Le registrazioni sono state fatte sia da RAI SPORT sia da Telerama e su youtube è possibile avere e guardare con occhi propri tutto il materiale a disposizione.

Il Pm di turno ha preso in mano, diverso tempo addietro, i video interessati ma, a oggi, non si hanno novità e l’impressione che si è quella di, allungare il brodo e condannare una persona non per quello che OGGI HA COMMESSO ma per i suoi reati vecchi, facenti essi stessi parte di una vecchia vita.

La legge è uguale per tutti, sì, basta solo saperla interpretare.

 

 

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Nuova Caserma della Guardia di Finanza a Maglie

Domani avverrà a Maglie in via Muro alle ore 11 la consegna della nuova Caserma della Guardia di Finanza da parte del Provveditorato Regionale ai Lavori pubblici, alla ditta appaltatrice.

Il Sindaco Antonio Fitto si dichiara ‘assolutamente’ soddisfatto del progetto andato a buon fine perché condotto personalmente dal primo cittadino e che domani, finalmente, vedrà la luce.

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Nel 1989, infatti – i dichiara – “ su richiesta della GdF , individuai il terreno ove tale opera sarebbe stata realizzata. Dopo, nel 2005 insieme all’Amministrazione ho perseverato nell’impegno per rendere concreto la realizzazione dell’opera, finché nel 2009, ci furono concessi i finanziamenti per realizzare la caserma, progettata per ospitare una Compagnia di Guardia di Finanza e ciò anche grazie al sostegno dell’allora Governo centrale. Quest’Amministrazione ha sempre dato grande importanza alla realizzazione di progetti che vanno a tutela della sicurezza urbana, al fine di permettere ai cittadini di poter contare su un ente attivo nella risposta al bisogno di legalità e sicurezza; e in particolare, la realizzazione di una nuova sede per la GdF, rappresenta la promozione concreta di questi valori.”

“Questa realizzazione”- conclude il sindaco – “è la concretizzazione di una collaborazione che caratterizza la nostra vita amministrativa e che vede protagonisti l’amministrazione centrale dello Stato, il Comune e la Guardia di Finanza, nell’ottica di quella collaborazione interistituzionale che ha sempre caratterizzato la nostra azione amministrativa. Innegabili,  inoltre sono  i vantaggi in termini di sicurezza e prestigio del territorio, rappresentati dall’esistenza a Maglie, di una caserma che ospiterà la Tenenza della Guardia di Finanza ed idonea ad accogliere in futuro una Compagnia di Guardia di finanza”.

Non sempre i soldi pubblici sono spesi bene ma il Sindaco Antonio Fitto, questa volta, pare abbia preso bene il mirino.

 

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Recensione ‘Post Office’ di Charles Bukowski

Molti lo definiscono ‘tossico’,’depresso’,’violento’,’bipolare’,’ossessivo’ e lo associano, inoltre, ad una corrente letteraria denominata REALISMO SPORCO (I personaggi tipici prevedono sempre il ritratto di esseri volgari o di conformisti che conducono vite convenzionali) in realtà, dopo aver letto POST OFFICE – pubblicato per la prima volta nel ’71- ho pensato alla precisione delle sue parole, descrizioni dettagliate anche se delle volte confusionali facevano da cornice a tanti avvenimenti, tutti facenti parte della stessa storia e che, sopratutto, ruotavano intorno la figura del POSTINO.

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Il protagonista che, più volte nella sua vita, si troverà inspiegabilmente a lavorare sempre come ‘addetto alla consegna della posta degli Stati Uniti d’America’, è vittima, apparente, di una serie di avvenimenti che, ruotano intorno l’alcool, il sesso, la sfortuna dei postini e… le corse dei cavalli! Chiaramente, come molti sapranno, Bukowski ha avuto un’infanzia molto tumultuosa, alcool e violenza facevano parte dei suoi primi anni di vita e, questo aspetto, trapela nella sua scrittura, si trasforma in parole e racconta storie: I tratti biografici si notano in qualsiasi sua espressione.

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La storia è dettagliata, spiritosa e sopratutto fresca, fugace e di piacevole lettura, per chi non snobba il linguaggio ‘volgare’.

Per chi, invece, ama il linguaggio classico, non credo possa esistere un romanzo di Bukowski senza un forte linguaggio, perchè questo, a chi piace o no, è il suo tratto peculiare e perchè no, speciale!

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Editore TEA, prezzo di copertina 9,76euro

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Toma Maglie-San Vito

Si chiude con un pareggio 1-1 la nona giornata di campionato, giocata in casa San Vito, con un campo di terra battuta, sicuramente non dei migliori, illuminato in molti punti mentre in altri più bui, con un pubblico numeroso in casa e numerosi quelli provenienti dalla trasferta.

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Dopo cinque minuti dal fischio d’inizio partita dell’arbitro, con un assist del Capitano sul filo del fuori gioco Per Renis,  quest’ultimo con un pallonetto insacca la palla in rete portando un surriscaldamento del clima nei tifosi, gioia da parte dei giallo rossi che, pare, abbiano preso il vento in poppa con la Società guidata dal Presidente Lorenzo Adamuccio. Una stagione iniziata male, dal punto di vista organizzativo, perché ricordiamo, fino ad Agosto non si conosceva né i nomi dei giocatori, tanto meno dei facenti parti la società ma, il tempo pare non sia canaglia con la Toma Maglie che, dopo una trasferta ‘notturna’ si prepara a un bel match: Novoli-Toma Maglie nella decima giornata di campionato.

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Una disputa giocata sia dal San Vito sia dalla Toma Maglie, carichi dentro e fuori il campo ma, poco dopo l’inizio del secondo tempo è espulso un giocatore della Toma che, dal punto di vista degli uomini è molto sfortunato in questa domenica; sfortuna dovuta anche all’assenza del Vicecapitano Vincenzo Sicuro che, ricordiamo, non potrà giocare neanche durante la partita con il Novoli.

Accade qualcosa di inspiegabilmente fugace e inaspettato, lasciando i tifosi negli spalti giallo rossi esterrefatti: il giocatore Pinto pareggia su calcio d’angolo per conto del San Vito facendo, in questo modo, surriscaldarsi il pubblico in casa, degno di nota, per gli atteggiamenti aggressivi e burrascosi assunti nei confronti della tifoseria Magliese, venuta a sostenere, semplicemente, la propria squadra.

Degno di Nota il portiere della Toma Maglie Vincenzo Provenzano, in ottima forma, carico e soprattutto cosciente dell’importanza della propria figura nel terreno da gioco che, non ci deluderà.

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Si chiude, quindi, con un pareggio il match San Vito-Toma Maglie, con Renis per gli spalti giallorossi e Pinto per il San Vito su un campo da gioco difficoltoso.

 

 

 

 

 

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Recensione ‘1984’ di George Ornwell

Molti di noi pensano che il GRANDE FRATELLO sia un’invenzione caratteristica del nuovo secolo, nei libri di storia alla domanda “Che cosa ha portato con se il XX secolo” qualcuno potrebbe rispondere il GF ma la realtà è assai diversa, non è realmente così e George Ornwell, nel 1984 l’aveva già previsto che, nel futuro, saremmo stati perennemente sotto controllo da un occhio…un po troppo curioso!

Nato in India nel 1903, dopo essersi arruolato e dopo aver preso parte nella guerra civile, cominciò a scrivere una serie di romanzi, molto celebri e tra questi, spunta 1984.

La struttura è molto interessante: diviso in tre parti, raccontato da punti di vista diversi, la storia si intreccia fino alle ultime righe dove, in realtà, la conclusione si rivelerà l’esatto contrario rispetto l’incipit: Un libro da leggere tutto d’un fiato.

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Il protagonista si chiama Winston Smith, uomo dai tratti peculiari di quell’era, lavoratore presso uno studio di editoria, correggeva le bozze, modificava articoli vecchi, revisionava lettere e così via: una vita scandita da parole, inchiostro, una borsa consumata: fino a che, un giorno, una collega cadendo vicino alla sua scrivania, gli lascia un biglietto, che si rivelerà poi un invito….alla morte.

La storia si intreccia ad una situazione politica apparentemente stabile, il sesso è un tabù per il nuovo Partito e sopratutto ogni stanza, via, studio, negozio, finestra, campagna, qualsiasi posto è costantemente controllato dal Grande Fratello, un occhio vigile installato dovunque che, al primo passo falso, riprende, grida ed insulta le proprie vittime.

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Non sempre i Classici sono noiosi, lenti di comprendonio e pesanti; solo a pensare che, questo Scrittore, aveva già previsto tutto perde l’appellativo di CLASSICO e si affianca, a parer mio, all’ossimoro CLASSICO MODERNO, Acquistando un po di fascino retrò.

Prezzo di copertina: 9,50€

Editore: Oscar Mondadori

 

 

 

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Intervista a Totò Giurgola

Quando si dice “Un nome, una garanzia”- Salvatore Giurgola ne è l’esempio Magliese.

Nato nel lontano 1935, noto a tutti come Totò Giurgola, è una figura presente in Piazza Capece ma soprattutto negli spalti giallo-rossi: sì, perché lui è sempre presente in casa e fuori, pronto a sostenere la Toma Maglie e a difendere i colori.

Intervistato per l’occasione, felice, ma un po’ stanco per lo sforzo della sua memoria, ha reso partecipe tutti quelli che erano presenti, ai suoi ricordi o per lo meno, tutto ciò che ricordava.

“Signor Giurgola ricorda la prima partita che andò a vedere della Toma Maglie”?

–          Sì, Signora! – incalza Giurgola- Era il 1952, io ero un ragazzino nella fase adolescenziale, avevo esattamente diciassette anni e andai a vedere Maglie-Cagliari… già, perché il Maglie, in un passato non tanto lontano, ha visto classifiche interessanti, scalato posti con riguardo, ma soprattutto si giocava nella mitica Serie C, con Giurgola accompagnatore dentro e fuori il territorio Magliese.

 

“ Cosa la spinge, da ormai tantissimi anni, a seguire la Toma Maglie, in qualsiasi campo si giochi?”

–          La passione, Signorina mia, la passione mi spinge a fare kilometri, finché avrò la salute, verrò sempre, perché alla passione non si comanda.

“E mi dica Giurgola, c’era più gente prima o adesso al campo, fuori e in trasferta?”

–          C’era più gente prima, soprattutto perché le categorie erano diverse, ma, dobbiamo tenere conto che, secondo me, le persone la domenica non vengono al campo per via della Serie A, seguono un altro tipo di calcio: è quello la rovina!

“ Ha un brutto ricordo legato alla nostra squadra?”

–          Sì, me lo ricordo ancora, come se fosse ieri: Nutro ancora amarezza per la partita giocata contro l’Altamura, in serie C, dove perdemmo il match e tornammo a casa distrutti dentro e fuori.

“E infine, qual è l’augurio che sente di fondare alla nuova società e soprattutto ai ragazzi?”

–          Ai giocatori va un pensiero speciale, senza di loro, non ci saremmo noi, bisogna tenere in conto che si è fatto tutto nell’arco dell’ultimo mese, fino ad agosto non c’era neanche una società, a oggi invece abbiamo tutto: anche un buon terreno da Gioco! Non dobbiamo screditare le vecchie società o le altre persone perché, proprio come noi, avevano un unico obiettivo: La vittoria. Sono contento per tutti i membri della società, conosco Romeo Sicuro e Lorenzo Adamuccio da una vita e sono sicuro che, faranno un ottimo lavoro onorando i nostri colori.

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