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Nuove invasioni culturali a Maglie

La cultura a Maglie è di casa e non dorme mai, il 13 Dicembre si terranno un importante incontro culturale “Nuove invasioni culturali” presso l’Alca- Biblioteca Comunale di Maglie che  prevede due iniziative completamente gratuite. La prima, alle ore 18.00, a cura della Biblioteca è la presentazione del libro VITA STRAPPATA di Nestore BANDELLO introdotta da Antonio DE DONNO e con letture a cura di Giuseppe CAMBO’. La seconda, dalle ore 19.30, a cura del Museo, apre le sale espositive a INVASORI ARMATI di fotocamera digitale, smartphon e tablet. Per chi intende fruire della visita guidata dalle ore 20.00, è necessaria la prenotazione. L’iniziativa è semplice e alternativa: invadere gli spazi e le varie zone  scattando foto che poi posterete sui social web (FB, TW, Pinterest ecc.) con i tag #InvasioneMuseoMaglie e #NBTWart. La Foto più simpatica sarà premiata con il volume “Guida al Museo”

L’indirizzo email al quale mandare la prenotazione o per avere maggiori info è museo@comune.maglie.le.it mentre il recapito telefonico è 0836485820.

Tu che fai, vieni?

 

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Seminario acceleratori, coralli e gioielli

Ti piacciono i coralli? Sei sempre stato incuriosito della produzione di un gioiello? L’11 dicembre 2013 nella sala conferenza del Rettorato (Piazza Tancredi 7, Lecce)si terrà un nuovo seminario del CEDAD – Centro di Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento.

Esporrà il dottor Giuseppe Rajola, che racconterà la sua esperienza professionale d’imprenditore nella lavorazione dei coralli, e la dottoressa Maria Macchia, che illustrerà i risultati di una ricerca in corso al CEDAD con tecniche di spettrometria di massa con acceleratore, analisi con fasci ionici e fluorescenza X, su coralli del Mediterraneo e del Pacifico.

A seguire interventi e domande di approfondimento dal pubblico qualora ce ne sarà il tempo.

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CAVALLINO 2003-2013. 10 ANNI DI MUSEO DIFFUSO

Sarà inaugurata mercoledì 11 dicembre 2013, alle ore 18 all’interno dell’ex Convento dei Domenicani a Cavallino (Corso Umberto I), la mostra documentaria “Cavallino 2003-2013.10 anni di Museo Diffuso”.

Fotografie, pannelli didattici, materiale patrimonio del Museo come alcuni manichini iperealistici finora mai esposti al pubblico, stelle e molto altro guiderà i visitatori attraverso le attività scientifiche svolte in questi dieci anni nell’area, appunto, del Museo Diffuso di Cavallino, che fa parte del Sistema dei musei dell’Università del Salento: indagini archeologiche, attività del Cantiere Scuola di Archeologia dell’Ateneo, seminari, workshop, convegni, mostre. La mostra racconterà inoltre le attività rivolte all’utilizzo pubblico come passeggiate nel territorio, giornate del paesaggio, restauro del paesaggio, concerti e attività teatrali, nonché le attività del Laboratorio Ecomuseale di Cavallino come Mappe di Comunità, Quaderni dell’Ecomuseo, riunioni e dibattiti.

In apertura ci saranno i saluti del Rettore dell’Università del Salento Vincenzo Zara, della vice Presidente della Regione Puglia Angela Barbanente, del Direttore del Dipartimento di Beni culturali Mario Lombardo, del Soprintendente per i Beni archeologici della Puglia Luigi La Rocca e del vice Sindaco del Comune di Cavallino Gaetano Gorgoni.

Alle 18.30 in programma un intervento del professor Francesco D’Andria, Direttore del Museo Diffuso. Coordinamento a cura del dottor Corrado Notario, responsabile tecnico-scientifico del Museo diffuso. Dalle 19 sarà possibile visitare il museo gratuitamente e la mostra sarà presente dall’11 dicembre 2013 al 28 febbraio 2014. Orari di apertura: dal lunedì al giovedì dalle ore 8.30 alle ore 18; venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13. 

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Nociglia non vuole i Pini!

In questi giorni Nociglia è teatro di uno “scempio ambientale” che ha come obiettivo la rimozione di ventidue alberi di pino in perfetta salute. Si tratta dei Pini della specie Pinus pinea che cederanno il posto a un nuovo progetto: sarà creata una pista ciclabile con annessi quaranta alberi di canfora, pianta alloctona che, come afferma l’agronomo paesaggista Cristian Casiglia, “recherà danni assai peggiori del dislivello del manto stradale che potrebbe creare il Pinus pinea”. Dovrebbero iniziare in questi giorni i lavori per la rimozione degli alberi e l’installazione della pista ciclabile ma gli ambientalisti non hanno intenzione stare a guardare “lo scempio che si consumerà sotto i nostri occhi”. Nella mattinata di lunedì 25, infatti, in via on. Manfredi dov’è presente il viale alberato sono intervenuti gli ambientalisti del Forum Ambiente e Salute tra cui Antonio Baldari, Vice brigadiere A.E.Z.A.(guarda nazionale), Paolo Palmisano, comandante provinciale A.E.Z.A., con Marcella Invidia del Forum Ambiente e Salute, Mara Paolini, l’architetto Rossano Ruggeri, Leyla Carlyle (ambientalista londinese), Roberto Malerba (Salento gelsi) e Cristian Casiglia (agronomo paesaggista) per protestare e salvare i pini in questione, ma nessuno dell’Amministrazione ha fatto visita agli ambientalisti che, ad un certo punto della mattinata come gesto dimostrativo, hanno anche voluto incatenarsi. Molti gli striscioni appesi sul muro adiacente al viale o anche tenuti in mano. Milena Gnoni, facente parte dell’opposizione, ha fatto capolino durante la mattinata affermando che gli alberi devono essere tolti a causa dei problemi che hanno causato sul manto stradale che, pare, siano arrivati fino all’impianto fognario,e con molta decisione ammette che i nocigliesi sono tutti convinti che sia la miglior cosa da fare.

Immagine La natura, protagonista indiscussa dell’umanità e della nostra stessa vita è,spesso, vittima d’interessi politici e di lucro che, di certo, non si fermeranno davanti agli ambientalisti che vogliono, a tutti i costi, mantenere il viale alberato anche proponendo essi stessi una soluzione innovativa.

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Pappagalli verdi di Gino Strada

Non sono mai stata una grande seguace di Emergency, non ho mai donato viveri, danaro o quant’altro, ho sempre preferito l’adozione a distanza  per compiere le mie opere buone anche se, una volta mi sono imbattuta in un libro-documentario di Emergency che, però, non aveva suscitato in me nessuna curiosità.

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Nell’arco del tempo, però, è tutto concesso e la fatalità del caso vuole che,nel weekend  mi ritrovo in un grande centro commerciale, dinanzi a me  scaffali di libri e quale coglie la mia attenzione? PAPPAGALLI VERDI di Gino STRADA. In realtà non è una vera e propria casualità, da qualche giorno ormai mi tormentavo con l’idea di approfondire il discorso “GINO STRADA” e il fato ha voluto che quel libro, da 6,60 euro, finisse nelle mie mani.

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La prefazione è di Moni Ovadia, tutto il libro costituito da 160 pagine scarse ha la forma di un diario, ad ogni capitolo, di circa due o tre pagine al massimo, c’è una piccola cartina geografica che, indica, la storia dov’è avvenuta realmente e credo che questa sia una bell’idea perchè ogni lettore deve rendersi conto dov’è ambientata la storia in modo da apprendere ancor meglio le sfumature dei protagonisti. (Per me, in realtà. il discorso è ben diverso, ogni volta che sulla cartina geografica era indicata Sarajevo, Kabul o Ruanda una fitta al cuore mi stringeva e minuto per minuto mi incoraggio e mi auto-sussurravo “Questa sera lo dico a mamma, voglio partire, andare in quei posti, vedere, toccare, rischiare”, già.. rischiare).

Questo diario contiene tante storie, tante persone, molti morti, feriti, handicappati, decapitati e via discorrendo, hanno tutti il diritto di rivivere, anche per due minuti, nei pensieri altrui, perchè tutte le guerre sono un orrore, non ci si può voltare dall’altra parte.

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Gino Strada, come tanti altri chirurghi, fanno veramente tanto per salvare il salvabile, una vita vissuta h24, sempre presenti, sempre disponibili, mai apatici, pronti a passare anche il Natale e il Capodanno in qualsiasi parte del mondo che ne abbia bisogno. Però, su Gino Strada, aleggia un mistero, ed è quello legato al Giornalista Gabriele Torsello, un capitolo aperto che attende risposte e prese di posizione.  questa però,  è un’altra storia, degna di un capitolo a parte, forse, è  meglio lasciare dormire le coscienze, ancora un altro po…

 

 

 

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