“La città azzurra” di Renato Lopresto

“Partirono un attimo prima che cominciasse il massacro: spettacolo crudele d’una civiltà ripiegatasi sotto il proprio peso. Daemon avrebbe voluto porre fine a quel gioco che escludeva l’intelligenza e che, sbilanciato com’era, non poteva consentire appagamenti. Nient’altro che un volgare mezzo per allettare i mediocri.”

Un originale tuffo nel futuro, questo immaginato da Renato Lopresto tra le pagine di La Città Azzurra, Europa Edizioni, che va ad aggiungersi oggi all’infinità di mondi possibili nel nostro avvenire.

In una Roma distopica, che fatica a riconoscersi in questa nuova società immersa tra tecnologia e sfrenato edonismo, si muove l’enigmatico Daemon, killer professionista dal cuore gelido. Un cuore che viene improvvisamente riscaldato alla vigilia del suo ultimo incarico – uccidere uno scienziato di scomode vedute agli occhi dei potenti – dalle attenzioni di Amina, donna misteriosa e ambigua. Per amor suo, Daemon sarà convinto a cambiare bandiera e a risparmiare la vita del dottor Art, risvegliando in se stesso un’umanità che credeva perduta. Ma un killer, si sa, non può lavarsene le mani e basta quando rinuncia a un incarico, e ben presto il bersaglio sarà puntato anche su di lui.

L’autore dimostra grande abilità nell’immaginare una realtà non poi così distante, dove l’individualismo e l’umanità stessa vengono messe sempre più a rischio, quasi al bando, con il dilagare della tecnologia e del progresso, che senza sosta procedono nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Androidi che rivendicano umanità, umani che la dimenticano in un vortice incontrollabile di oblio e passioni sfrenate; tutto questo e molto altro viene narrato tra questi capitoli, brevi seppur privi di una certa fluidità. Ciò non toglie brillantezza a un’opera che non mancherà di appassionare tutti gli amanti del settore, mai sazi di immaginare insieme agli autori nuovi e possibili futuri per questa umanità in crisi.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’ idea mi venne una notte inoltrata, dopo aver lasciato gli amici, camminando per il Centro di Roma: poco prima dell’alba, guardai in alto e vidi il cielo colorarsi d’un azzurro tenue che avvolse le case, i palazzi e le vie. Su queste immagini ho poi fatto alcune considerazioni.


Quale messaggio vuoi trasmettere?

E’ un “invito” a riflettere sui cambiamenti in atto, di cui si vedono già chiari i segni: cambiamenti politici, economici, sociali, climatici, ambientali, del rapporto uomo-donna. Credo che sia il frutto d’una globalizzazione a binario unico.


Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Oggi l’editoria è un’impresa commerciale, che bada soprattutto al profitto che si realizza con le vendite. Il valore letterario diventa secondario.


Leggi il mio libro perché…

 Se il mio romanzo ha un valore non è didascalico ma letterario, anzi poetico, che tu puoi cogliere.


Progetti futuri?

Ho più di un progetto in testa, che spero di portare a termine: il mio romanzo ha un finale aperto… Penso anche a un romanzo ispirato a un periodo storico del nostro Paese. C’è inoltre un’età della vita che mi ha sempre affascinato…

Il libro merita  4  stelle su 5.

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