“Felici e contenti” di Sara Ceracchi

“Quando una donna ha più o meno stabilmente a disposizione un uomo entro le quattro mura domestiche, sia esso compagno, amico o parente, la cosa più sciocca che ella possa fare è non sfruttarne le qualità di inserviente e garzone che sono insite in tutti i maschi, con pochissime eccezioni.”

Sara Ceracchi dimostra tutte le sue potenzialità narrative con la sua opera d’esordio: Felici e contenti, una serie di saggi-guida edita da Ensemble che illustra la grande varietà di possibili relazioni tra uomini e donne.

L’autrice si diverte tra queste pagine a classificare i vari aspetti della vita di coppia: dalle macro categorie a cui possono appartenere uomini e donne alle meccaniche del primo appuntamento, della convivenza fino al matrimonio. Il tutto è condito da un’intensa dose di ironia e satira nei confronti la società odierna: un contesto ricolmo di globalizzazione, doveri e bollette da pagare che ha influenzato non poco il carattere di ciascuno di noi, spesso a spese del romanticismo. Per quanto io non condivida pienamente la tendenza comune dell’umanità a “classificare” tutto ciò che ci circonda (perfino le persone stesse, come si evince in questo libro), è innegabile la dura realtà sulle odierne relazioni affettive che permea queste pagine, anche se presa in modo umoristico. Starà al lettore, certo, scegliere se rispecchiarsi o no in questi insegnamenti, ma indubbiamente imparerà molto tra una risata e l’altra.

Come nasce quest’opera letteraria?

Circa cinque anni fa ho aperto un blog letterario su wordpress, che si chiama SaraCeracchi Bus Writer, nel quale riversare i frutti della mia irreprimibile grafomania. Da un certo momento in poi ho iniziato a pubblicare testi in linea con le mie inclinazioni umoristiche e con la mia mania di osservare le persone: man mano che producevo quelli riguardanti le relazioni di coppia, vedevo che formavano una sorta di linea consequenziale diventando coerenti l’uno con l’altro, e che quindi opportunamente cuciti tra loro avrebbero potuto diventare un volume – il mio primo vero libro! -.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Non ho mai pensato di voler trasmettere un messaggio, ossia, il mio primo intento è divertire. Tuttavia, descrivere i rapporti di coppia come accade in “Felici e Contenti” mette in evidenza come molte, se non tutte, le consuetudini delle relazioni di coppia siano imposte da tutta un serie di obblighi sociali: si tratta di regole ataviche non scritte eppure potentissime, che però nulla hanno a che vedere con la spontaneità dei sentimenti o del sesso.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

L’editoria oggi ha assunto delle forme sconosciute prima dell’avvento di Internet. Una volta era quotidiani, riviste, libri (parlando squisitamente di editoria scritta): oggi è libri, blog, pagine social, combinazioni di scrittura e video, ma soprattutto chiunque può essere un editore e costruirsi una credibilità in questo senso. Personalmente, mi auguro che nel mare delle centuplicate possibilità di farsi leggere grazie alla rete, sussistano sempre quegli strumenti culturali e critici in grado di distinguere la  buona letteratura, la creatività, l’innovazione artistica. Per concludere, vorrei dire anche che malgrado ebook e spazi internet, il libro stampato rappresenti ancora il vero traguardo per chi scrive, credo sia un oggetto che rappresenti il valore, seppur minimo dell’opera, e che anche fisicamente sia in grado di sfidare il tempo e la dimenticanza che travolge le opere online.

 Leggi il mio libro perché…

Perché contiene le mie illustrazioni, perché è il mio primo libro, perché chi lo ha già letto dichiara di essersi molto divertito; e anche per divertirsi a cercare sé stessi con autoironia tra le categorie maschili o femminili, senza il timore di riconoscersi in una Miracolata o in un Lobotomizzato.

Progetti futuri?

Sto scrivendo un racconto il cui protagonista mi sta trascinando dove non pensavo; poi c’è un’altra serie di racconti che bolle in pentola oltre a questo, insieme a un altro paio di idee. Conoscendomi so che da questa nebulosa uscirà all’improvviso qualcosa di completamente indipendente da tutte queste idee e che non mi aspettavo, quindi, non posso neanche essere sicura che si tratterà di racconti: magari riuscirò a scrivere un romanzo, che è qualcosa per cui finora non mi sono dimostrata tagliata.

Il libro merita 5 stelle su 5

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