Perchè un passo indietro, non fa mai male.

…Ero in macchina,al posto del passeggero, procedevamo, dopo il centro storico lentamente, ad un tratto vedo un punto luminoso nel cielo che cade, in realtà senza un colore ben preciso ma con una luce intensa, e questo senza dubbio, presa dall’entusiasmo grido: Ohhhh cazzo una stella cadente! E subito dopo rifletto ‘Ma devo esprimere un desiderio, SUBITO!’- Chiudo gli occhi per un istante,si aziona qualcosa nel mio cervello molto velocemente  decido.

Dovrei non dirlo a nessuno? Non si avvererebbe altrimenti? Oh al diavolo, non ci credo a questo genere di fantasticherie, credo che l’uomo abbia bisogno di deliziare le sue giornate con qualche “credo misterioso” e si dà il caso che, la stella cadente, rientra sotto questa categoria, come quando si posa sopra una coccinella e una miriade di altre romanzine.

Come se una stella potesse decidere della mia felicità o della vostra, ovviamente. Come può, una stella cambiare il nostro destino o il corso degli avvenimenti?

Il vero CAMBIAMENTO deve venire da NOI. Perchè l’abbiamo deciso e così dovrà essere e bisogna procedere per il conseguimento dello scopo.

Crudeltà? o Semplicemente Realtà? Mi piacerebbe conoscere una persona che mi dicesse: A ME è SUCCESSO: UNA STELLA HA RISPOSTO AD UN MIO DESIDERIO e LA MIA VITA è CAMBIATA.

E se è vero che la MENTE è il DOTTORE,una stella cadente dovrebbe farci sorridere ma non DESIDERARE, come non dovremmo cercare il CAMBIAMENTO nelle altre persone, ma dovremmo essere NOI A CAMBIARE.

Perchè un passo indietro, non fa mai male.

 

 

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Un inetto, due inetti, tanti inetti.

Nel corso della vita ognuno di noi incontra persone di qualsiasi genere, dalle più svariate idee politiche, ai maniaci ossessivi, alle malate di shopping, alle galline e pettegole, si incontrano persone che pensano solo a lavorare, gente, alla quale, il lavoro puzza, gente che impiega una vita per prendersi la laurea trovando le più svariate scuse possibili ed immaginabili, si incontrano anche i tossici, sì, molti di loro sono stati nostri amici di infanzia, per la maggior parte dei casi, in ambito familiare c’è sempre qualcuno che picchia, moralmente o fisicamente, si incontra la gente di ‘paese’, con stereotipi ben definiti, dove chi ha piercing è un tossico e chi ha tatuaggi è un buono a nulla; si incontrano persone che si ritengono artisti, quando poi in tutto l’arco della vita, non hanno veramente concluso nulla; e poi si incontrano gli INETTI: coloro che sono affetti da inettitudine, senza sapore, senza colore, con scarsa personalità, senza idee ben definite, anzi vengono loro stessi trasportati dal vento come fa una bandiera, dicono una cosa ma la smentiscono, promettono ma non portano avanti nessuna azione, rimangono fermi, lì,nel loro angolo, nella cerchia ristretta di conoscenze ( se cerchia si può chiamare, CERNITA sarebbe il temine più adatto), non esplorano, non osservano, forse si accontentano, ma comunque non vivono.

Dunque è quasi inevitabile non pensare a Italo Svevo, l’inettitudine è un ‘sentimento’ che l’ha portato ad un interessante successo con la Coscienza di ZENO,dove il protagonista Alfonso Nitti fa una serie di promosse che non porta avanti, dice che vuole smettere di fumare ma non lo fa mai, insomma, una figura tipica dell’INETTITUDINE.

Al che sorge un quesito: Se gli inetti, a stento sanno di vivere, perchè mai noi altri, dovremmo preoccuparci della loro vita? perchè mai dovremmo preoccuparci del loro modo di comportarsi, se COMPORTAMENTO, si può definire?

Camillo Sbarbaro una volte disse: “Il mondo è un grande deserto, dove non si può far altro che contemplare la propria arida esistenza”

Forse è questa la differenza tra Un inetto e Un-NON-inetto: Il primo ci rimane da solo nel deserto, senza pensare, avanzare, regredire o respirare: è Semplicemente fermo nella sua posizione, nulla di più e null’altro di meno, in una sola parola ARIDO; un Non-Inetto, invece, ne approfitta della solitudine per trarre beneficio, per arricchirsi, osservare, imparare, capire e parlare con se stesso, la sua aridità si trasforma in ESISTENZA.

Come diceva Socrate: “Solo la conoscenza di se e dei propri limiti rende l’uomo sapiente”.

L’inetto non ha limiti, perchè semplicemente, non ha nulla.

L’artista i suoi limiti li conosce e una volta che li ha capiti, nel profondo, li scavalca con disinvoltura e signorilità.

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Egitto

Stracolma di aromi e onnisciente di rifiuti
Afa opprimente e sole cocente
Oro, zenzero e cammelli
Un velo dal color pece,
Una vita rapita.
Egitto: realtà rivelate?
No, verità nascoste, respiro assente.

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24 Luglio2012

Ferite di luce disegnano rette
Morbidi e accesi sfondi su tetti lontani
Implacabili scariche cercatrici di suolo
Impronte di orme in sguardi isolati.
L acconsentire dei neon, mi sussurra paura
Un espressione malvagia aleggia nel aria
L arrivo e’ vicino, questo e’ sicuro!
È una torrida estate tra tempeste e mentali follie.

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Il potere della Penna

Si delinea Sin da subito il mio forte legame con questo oggetto, il fatto stesso che l abbia scritto con la maiuscola,non lascia dubbi: e’ la penna la mia valvola di sfogo e credo che sia un fattore in comune con tante altre persone pero, forse, pochi scrivono con il cuore in mano. Io sono una di quelle persone.

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