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Il cancro non è un dono

Mio nonno è morto per un cancro. Lui non lo sapeva, a qualcuno potrebbe sembrare ingiusto, ma noi- a quei tempi- decidemmo di non dirglielo, per un semplice fatto: se lo avesse saputo, sarebbe morto prima del tempo.

 

Una domenica di febbraio ci lasciò: ne soffrimmo tutti e di certo non si è mai pronti al dolore della morte, sopratutto non si è mai pronti a lasciar andare un pilastro della nostra vita.

Mia madre parla di lui spesso, anzi spessissimo. Ricorda qualche avvenimento, qualche sua frase, ricordiamo ridendo quando mangiava nello stesso piatto pietanze che non sarebbero mai andate d’accordo tra loro e lo faceva, perché a suo dire, “Nello stomaco si mischia tutto”.

E le persone di una volta erano così.

Qualche anno fa, poi,  è venuto a mancare il padre della Mia Migliore Amica. Erano mesi grigi, io e lei parlavamo di meno per qualche stupidaggine dovuta all’età e ricordo che al funerale andai tremando, ci abbracciamo così forte da non lasciarci più. A singhiozzi ci guardavamo, piangevamo, ci abbracciavamo e annuivamo, mentre la fila dietro di me si formava come un fiume. Facevamo un cenno della testa, lei avrebbe voluto descrivermi il suo dolore senza riuscirci a parole, mentre io annuivo come a dirle “Lo so, lo so, è terribile ma ci sarò sempre io con te”.

Suo padre non era un pilastro, ma molto di più. Adorato da tutti, salvava vite continuamente mentre per la sua, non c’è stato nulla da fare: era un cancro.

Sabato scorso ero a Roma per lavoro. Ricevo una chiamata dalla mia veterinaria, un mese fa ho fatto fare delle analisi ad Africa, la mia Amica Jack Russel.

Quando m’ha chiamato m’ha detto “Ele, è un cancro, alla mammella”.

Io avrei preferito un’altra rottura del mio malleolo, piuttosto che sentirmi dire, ciò che sospettavo da poche settimane.

Adesso farò altre analisi, probabilmente ci sarà un intervento, probabilmente ci sarà altro ma ci voglio provare perché è la cosa giusta da fare ed io lo so.

Nadia Toffa parla del cancro come un dono.

Un dono, cara Nadia, è la mia famiglia che mi vuole bene e mi supporta. Un dono, cara Nadia, è avere migliori amici con i quali confidarsi. Un dono, cara Nadia, è la gentilezza d’animo, la generosità degli esseri umani, l’amore che si riceve ogni giorno.

Un dono, cara Nadia, non è un cancro ma tanto altro.

EM

 

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Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

È utile spiegare in cosa consiste il mio lavoro.

Diviene utile per tanti versi schiarirsi le idee insieme e dare un nome, una collocazione, una definizione alle cose.

 

Sono Blogger per professione e mi occupo di promozione editoriale nel mondo degli autori emergenti da diversi anni.

 

Come in un insieme la promozione contiene la recensione del libro e tutto ciò che io scrivo di una suddetta opera letteraria è frutto del mio pensiero, della mia personale critica figlia dell’etica, della professionalità e della dedizione che nutro per questo lavoro.

 

Incontro autori esordienti quotidianamente da diversi anni e cullo le loro opere come se fossero anche figli miei e quando leggo un’opera letteraria di uno scrittore meno dotato, acerbo o non ancora pronto, non lo stronco, anzi, lo considero una risorsa perché ogni creativo come ogni persona è prezioso e può solo migliorare, insieme anche al mio Team. 

 

Stroncare un lavoro o una persona che può solo migliorare non è necessario e non deve accadere.

In questo caso critico il libro, stilo una lista di elementi da migliorare, ne discuto insieme l’autore e si ragiona insieme al fine unico di MIGLIORARSI.

Sembra strano ma do una critica oggettiva dell’opera stessa e tutto ciò che esce dalla mia mente e si trasforma in inchiostro, è assolutamente veritiero.

 

 

Si fa strada, nella vita, quando si è sinceri ed è una filosofia di pensiero e azione che applico da 25 anni (nella mia vita) e da 6 anni attraverso il mio personal blog ovvero la mia finestra sul mondo.

La professionalità va di pari passo con l’etica e divengono due elementi indivisibili e senza l’uno non può esistere l’altro.

 

Per essere buoni critici e buoni recensori è necessario, dunque, avere rispetto delle persone che sono, prima di tutto, vita. (E questa è anche la base della quotidianità umana)

 

La violazione della privacy di una comunicazione è certamente lontana dal concetto di rispetto ed è dunque anche lontana dal concetto di cultura.

 

È lontano dalla cultura e dal mondo delle lettere lo sfregio attribuito al lavoro altrui e la voluta confusione tra promozione e recensione, nonostante ci sia in commercio il vocabolario da diversi anni e in diversi formati.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni  studio, leggo e scrivo da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e rispetto le persone da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e il lavoro altrui è sacro, per me, da sempre.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

 

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Buon Compleanno Mamma

5 Febbraio 2018. E sticazzi, direte voi, vero? E no. Oggi no.
 
Oggi è un giorno speciale. In realtà la vera specialità fu il 5 Febbraio del 1965 quando nacque mia madre, la Donatella.
 
Siamo lontane e questo è un dato di fatto, lei è a 600 km di distanza da me mentre io, attualmente, vivo a Roma.
Grazie a lei, ma andiamo per ordine.
 
Mia madre è un diamante, luccica quando sorride, è meravigliosa quando è pensierosa e osservarla, nelle sue azioni quotidiane, è un valzer di colori, umori, sensazioni sempre nuove.
 
Mia madre è un fiore, perché è bella nella sua imperfezione, è unica nella sua esistenza, è piena della vita che si circonda.
 
Mia madre è stata severa quand’era il caso d’esserlo.
Mia madre è stata generosa quando ha ritenuto opportuno lei.
Mia madre è stata educativa, sin da quando sono nata.
 
Mia madre è stata ed è DUE GENITORI IN UNO.
Sì, perché sono orfana di padre e ho cominciato a parlarne con il mondo da praticamente pochissimo e farlo, anche ad alta voce, mi fa spesso bene.
 
Mia madre è stata per me madre e padre insieme da sempre. E questo ha fatto di lei una persona eccezionale.
 
Mia madre è stata, per me, un genitore poi ha cominciato, invece, ad essere la mia migliore amica. La mia migliore amica perché lei mi conosce davvero e può decifrare perfino un mio qualsiasi respiro. La mia migliore amica perché conosce le mie paure, ne prende atto e cura insieme e mi accompagna nelle continue fasi con annessi mutamenti della mia vita.
 
Grazie Mamma per…
 
… Per avermi insegnato l’amore per i libri e la scrittura
… Per avermi insegnato a amare la natura
… Per avermi cresciuta con metodo, errori e batticuore
… Per avermi fatto studiare in Inghilterra
… Per quella volta in cui siamo state insieme in Marocco
… Per quella volta in cui m’hai mandato in Turchia, senza paura
… Per quella volta in cui ti dissi che ero stata in Syria e non t’arrabbiasti
… Per avermi messa in punizione quella volta in cui marinai (prima e ultima volta della mia vita) per tre giorni di seguito la scuola
… Per avermi insegnato il valore dei soldi
… Per avermi insegnato il sacrificio
… Per avermi cresciuta con determinazione e incoraggiamenti
… Per avermi messa in discussione quando ho rotto una relazione che tu adoravi, grazie perché ho avuto modo di spiegarti la mia persona e la mia visione della vita
… Per avermi mandata a studiare in Università a Lecce
… Per avermi mandata a studiare in Università a Roma
… Per avermi regalo un Master importantissimo e troppo costoso a San Pietro
… Per avermi mandato la macchina a Maggio 2017 a Roma
 
Grazie Mamma per avermi responsabilizzata così tanto da farmi diventare autonoma finanziariamente poco dopo i miei 24 anni e per avermi fatto ricordare, ancora una volta, il valore della vita, della società, dei sentimenti insieme.
 
Grazie Mamma per avermi donato la vita il 6 Dicembre 1992.
Grazie Mamma perché non m’hai mai fatto sentire l’assenza di un’altra figura familiare.
 
Grazie Mamma perché TU SEI LA MIA VITA.
 
***
 
Buon Compleanno, UFFICIALMENTE, per i tuoi 53 anni. Che poi, come vedete da foto, se invertite i numeri (35 anni) va assolutamente bene lo stesso. 😉
 
Mia Madre è Mia Madre.
Mia Madre è Mia Sorella.
Mia Madre è la Mia Migliore Amica.

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Jack Russel? Io dico Sì

Nei messaggi della pagina Facebook del Blog di Eleonora Marsella mi ritrovo spesso a leggere tanti quesiti, dai più svariati che, lettori e non, mi pongono in privato.

Il topic più frequente è sicuramente quello legato ad Africa, la mia jack russel terrier di 5 anni.

 

“Può vivere in un appartamento?”

“Non sarà una razza troppo attiva?”

“Vanno perennemente a caccia, non è vero?”

“Dorme nel letto?”

“Non perderà troppo pelo?”

“E con i bambini è un cane delicato?”

 

Adesso vi racconto la nostra storia.

Durante il secondo anno universitario decisi di prendere un cane mio, un cane che fosse la mia ombra. La mia famiglia ha sempre avuto cani e gatti, sono dunque cresciuta con l’amore per gli animali di qualsiasi genere. (Tranne per i serpenti, ma questo è un altro discorso).

 

Io sono una persona iperattiva, energica, sportiva (a tratti), amante della natura, tendenzialmente non sto mai ferma, sono molto curiosa della vita e questo m’ha portato ad effettuare una ricerca in internet.

La ricerca dei caratteri dei cani, caratteristiche, problematiche e informazioni varie.

 

Morale della favola? JACK RUSSEL e non se ne parla più!

Qualche mese dopo, cerco e trovo una cucciolata, mi metto d’accordo, vado a prendere Africa al sessantesimo giorno e torno a casa con la mia compagna per la vita.

 

Sono Salentina e i primi anni Africa ha vissuto in campagna. Tre anni fa, poi, mi trasferisco a Roma e non c’è ombra di dubbio: Africa viene con me.

 

Da una casa in campagna a un appartamento di 60 metri è un attimo e il cane è esattamente come te: si adatta, si plasma, diventa conforme alla tua vita.

 

Alla domanda più frequente “Può un jack russel vivere in un appartamento?”, la mia risposta è “Sì, un cane in appartamento può vivere ma…”.

ESEMPIO REALE

Tutti i cani sono attivi e vivaci, il Jack Russel non è solo attivo, vivace ma è anche

  • AUDACE
  • CORAGGIOSO
  • IPERATTIVO
  • INSTANCABILE
  • INDISTRUTTIBILE
  • SUPERLATIVO

 

Ok, penserete che sono di parte ma posso assicurarvi che non è assolutamente così.

La mia famiglia, amante di animali da sempre, ha avuto diversi cani, di diverse razze come pastore tedesco, dalmata, amstaff e tanti trovatelli, i jack russel, però, superiori, c’è poco da fare. Però ritorniamo alla domanda iniziale, dell’appartamento.

 

Un jack russel può vivere in appartamento se e solo se però le occasioni di USCITA sono varie e – preferibilmente- lunghe.

A Roma, per esempio, io e Africa usciamo in media 3 volte al giorno, alcuni giorni siamo sempre in giro, altri giorni – se piove per esempio- rimaniamo un pò di più in casa ma la media è sempre quella.

No, non è così difficile, come si può pensare, certo, il lavoro che svolgiamo può esser decisivo sulla vita dei nostri cani, ed è quì che entra in gioco il nostro SPIRITO ORGANIZZATIVO.

Io e Africa la mattina usciamo insieme, andiamo al mercato, se ci sono compere da effettuare ci andiamo a guinzaglio e spesso e volentieri ci fermiamo al Conad per effettuare la spesa. (Sì, perché ci è concesso entrare).

 

Quando rientriamo, in mattinata, vado a lavoro, incontro persone, vado in radio, insomma la quotidianità va avanti e quando rientro a casa, ovviamente, qual è la prima cosa che si fa? SI VA A CORRERE INSIEME.

PREMESSA: NON ho mai amato il footing, la corsa e affini ma da quando io e Africa viviamo insieme a Roma (tre anni), la corsa diviene il nostro momento della giornata dove ci si sfoga, insieme. Io sfogo i pensieri e lei annusa, corre, insegue, va a caccia e – ovviamente- si torna a casa piene di fango come se non ci fosse un domani. E il portinaio ci FISSA, ma questo è un altro discorso 🙂

 

LATO POSITIVO? Attività fisica che- senza Africa- non avrei fatto.

 

La sera, poi, si riesce insieme. Frequento pub in zona casa mia, a Roma, dove Africa è ben accetta, quindi viene con me e le mie amiche. Accanto a me, paziente, attende che la sua ‘mamma’ termini l’amaro o il dolce e poi si ritorna a casa.

Tantissime persone mi dicono “Ah come sei fortunata! Il mio cane non starebbe mai così buono, educato, seduto in un locale”!.

Io non penso sia questione di fortuna ma di pazienza. Mi spiego meglio.

Africa esce insieme a me da sempre, sin dai primi mesi, siamo perfino partite insieme per dieci giorni, dunque, è abituata a star con me DA SEMPRE, perché non dovrebbe star tranquilla? Certo, a volte si stanca, durante l’arco della sera a star ferma ma è facile: ti alzi, le fai un giro fuori e se ti va rientri nel pub.

Il cane ha le tue stesse esigenze: comprenderle non è così complesso.

 

DUNQUE

Può dunque un jack russel vivere in appartamento? Certo, TUTTO dipende da te.

 

E tu, hai un jack russel? Vivete insieme in un appartamento in città o immerse nella natura? Raccontami la tua esperienza!

 

 

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Chi è l’uomo?

Il punto è che un “uomo” che ti mette davanti ad una scelta, non è un uomo. – E questa è una cosa certa-

Come quando devi decidere se far carriera o far famiglia: che cavolo significa? Che scelta è? Ma la vera scelta dove risiede?

Sono sempre più convinta che- questa- sia l’era delle DONNE.
Il momento storico giusto dove una donna può dire “Ao, io una famiglia non la voglio, non è nella mia natura perché preferisco esplorare il mondo, lavorare, incontrare, non eclissarmi, come vorresti tu o come sei stato abituato TU”.

Il punto è che si può star bene in due, se si sta bene da soli, la vera sfumatura da cogliere è proprio questa, risiede nella completezza personale non in quella di coppia. Che poi, tutte ‘ste coppie che vedo in giro infelici, arrabbiate: che ci fate? Il passato di verdure?
Ed ancora, una leggenda GIAPPONESE narra che quando il vaso si rompe, i cocci si mettono insieme, un filo color d’oro poi esalterà le crepe in futuro.
Se le crepe esistono è perché qualcosa si è sfaldato e questo non è certo UN VALORE AGGIUNTO ma QUALCOSA IN MENO che è venuto a mancare.

Star con una persona vuol dire TROVARE nel soggetto un valore aggiunto, per la nostra vita, quando questo non accade è perché il determinato soggetto non aggiunge MA TOGLIE.

Ecco perché io ammiro chi sa dire di no. Chi RIMANE da solo oggi perché non ha paura di un futuro diverso da come lo aveva immaginato.
Perché quando DICI DI NO ad un’esistenza opaca, triste, confusa di oggi STAI SOLO rispettando la TUA PERSONA DI DOMANI.

La foto è rappresentativa della mia esistenza: io che guardo davanti e non ho paura di nulla.

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Lo scatto è di Federica Feddie Girardi, i meravigliosi capi sono di OUTFITFABIANA che m’ha reso donna, coi mesi a venire, e i capelli sono stati ordinati da Francesco la Vigna

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La vita è un porto di mare

La verità è che son tutti bravi a stare bene con chiunque.
Il punto è che la vera difficoltà, se così si può definire, è star bene da soli e una volta che ci riesci, hai praticamente vinto tutto.
 
L’approccio con il prossimo assume un altro colore.
Assume una nuova forma perché i tuoi occhi, insieme alla tua mente, filtrano chi hai dinnanzi e col tempo sviluppi una capacità tale da sapere, in poco tempo, se può far per te o meno. E sei capace di ciò per diverse ragioni: hai sviluppato una capacità di sintesi singolare e personale, il tuo bagaglio d’esperienze si allarga e sopratutto la tua persona diviene un porto di mare.
Un porto dove tutti vogliono sostare ma dove pochi riescono a farlo.
 
Possiamo quasi immaginare la nostra vita in bianco e nero, le persone portano nella nostra realtà una tavolozza di colori dove siamo noi, probabilmente, a decidere se possono attingere o meno.
 
Perché la vita è un porto di mare: decidi tu, solo tu, se andare via o restare.
 
EM

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