La Morte

Quando abiti in un paesino, praticamente, conosci tutti.

Poi da quel paesino te ne vai e non dimentichi nessuno.

Così questa mattina mi sveglio, troppe notifiche, cosa succede?

.. Viene a mancare l’aria, vorresti fosse un sogno: è venuto a mancare un ragazzo di 30 anni.

La vita è incredibile: la morte non bussa alla tua porta e non chiede il permesso per entrare.
La morte PRETENDE di entrare e tu non puoi farci praticamente nulla.

Lui si impegnava così tanto, per la nostra cittadina che è incredibile. La Festa del Paese, negli ultimi anni, aveva ripreso ad essere bellissima proprio grazie a lui e ai suoi ragazzi.

Di lui, ho un bel ricordo.
Ho avuto un ex ragazzo che mi portava insieme a lui allo stadio per tifare la Toma Maglie. Erano amici, amici di tifo, amici e appassionati per gli stessi colori.
Così Marco lo conobbi meglio lì: guidava il gruppo, li incitava a cantare, rideva, scherzava, si arrabbiava, era vero, autentico, senza fronzoli.

Ricordo la sua autenticità.
Lo voglio ricordare così, a distanza i ricordi non sbiadiscono: a distanza i ricordi assumono una loro forma.

EM

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Il Festival dello Scrittore Emergente- Prima Edizione- Tiriamo le somme

Si è concluso il Festival dello Scrittore Emergente e così, dopo due giorni, ancora non riesco a metabolizzare emozioni, persone, cattiverie, abbracci, cene, tante ore di lavoro, la professionalità del mio Team, i problemi incontrati per cause non legate direttamente alla mia persona.
Ora ciò che mi rimane son tante cose.

Ho però il difetto di fossilizzarmi sulle critiche fatte, anche non troppo costruttive.


Su ogni tavolo autori e editori ricevevano un foglio da compilare con la lista dei pro e dei contro, tutto questo per dimostrare la mia trasparenza.

Tra le lamentele ho letto: troppo caldo, parcheggiatori maleducati, bar distante (al padiglione accanto), pareti (della fiera) grigie. C’è chi sosteneva che io, organizzatrice, avrei dovuto rinunciare al compenso, avrei dovuto regalare a tutti (80 autori) il mio libro, avrei dovuto fare presentazioni gratuite (le sale, con impianto audio e video hanno avuto un costo complessivo alto che io ho sostenuto).

Si è detto che io non avrei dovuto presentare il mio libro, che non avrei dovuto avere lo stand dei miei (nostri) libri, con antologie, raccolte, gadget.

Ora è chiaro che questa serie di pensieri m’hanno ferito ma non riesco a capire il motivo di così tanta cattiveria.

I problemi avuti sono stati diversi, non tanti in verità, ma legati all’organizzazione della stessa fiera e non alla mia persona.

Tuttavia ho avuto modo e ne avrò col tempo di confrontarmi e c’è collaborazione da ambo le parti.

Sono stati tantissimi i complimenti, gli abbracci, i baci, le occasioni di scambio, le occasioni d’affetto, di caffè, di cose bellissime e numerose.

Conto CINQUE PARERI NEGATIVI su OTTANTA PARTECIPANTI: direi che è stato un ottimo risultato.

Si è bravi a criticare l’operato altrui, peccato che CHI critica- spesso- non ha mai organizzato una manifestazione di tale portata e me ne rammarico perché son molto sensibile.

Cosa ho imparato? Non si può far felici tutti.

Lo rifarò? Probabilmente sì, probabilmente No.

In qualsiasi caso stacco e vado in vacanza tre giorni.

Abbiamo raccolto 55 euro da dare alla comunità di Lecce che io seguo.

Son felice, son pochi ma ne daremo altri, col tempo.

Son felice di dire: HO UN TEAM FORMIDABILE.

Un Team PRETTAMENTE femminile e i nostri maschietti non son da meno.

Grazie ai miei ragazzi, m’hanno sempre sostenuta.

Grazie ai miei Autori Emergenti, per la fiducia, l’affetto e la stima dimostrata durante il Festival e anche successivamente.

Grazie anche a coloro che si sono comportati male: ciò che ho imparato è che al prossimo evento non sarete invitati, gestire i problemi personali delle persone è un problema, il problema diventa doppio quando addossano tutto alla mia persona, o al mio team, per cause loro.

La Cultura è un aspetto meraviglioso a volte, però, le persone lo complicano.

Grazie a Modena Fiere per l’opportunità.

Grazie ai lettori che son venuti per conoscermi, acquistare il mio libro e chiedermi pareri.

Grazie a tutti: è stato bellissimo, stancante, stressante ma è il lavoro che ho scelto e lo porterò avanti con sorrisi, orgoglio e pazienza.

In foto col mio Team 🙂

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Salone del libro di Torino 2019

Caro Diario, oggi sarei dovuta partire per una settimana di lavoro, a Torino.Questo non è avvenuto: ho acquistato uno stand inesistente, dopo aver firmato un contratto e il truffatore non mi risponde da giorni.
Oltre ad aver perso i soldi ho distrutto un sogno: quello di portare con me alcuni miei autori a Torino e probabilmente c’è anche un danno di immagine da non sottovalutare.
Ed allora? Attenderò un miracolo del mio Avvocato insieme alla Polizia, non mi aspetto di ritrovare i miei soldi sul mio conto, mi aspetto che il mio truffatore patisca quello che io (ed i miei autori) stiamo patendo in questi giorni.
Sarei potuta andare a Torino allo stesso modo, come giornalista ma non l’ho fatto e non lo farò.Ho preferito comprare un biglietto aereo per il Salento, perché ho necessità in mezzo tutti questi volti, di vedere quelli familiari, quelli di sempre, quelli che mi riconoscono e che mi guardano con gli stessi occhi di sempre.
Continuo a pensare che il mio truffatore ne pagherà le conseguenze, se non avverrà, beh, vorrà dire che mi son presa una vacanza da cinque giorni perché me lo son meritato lo stesso.
Da domani sono in Salento, vediamoci, abbracciamoci, volemose bene alla luce del sole.
Ele

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Il cane e il tuo tempo

C’è stato un tempo in cui non avevo Africa. Un tempo che non ricordo, per l’esattezza, ma c’è stato.

Viviamo insieme da sei anni.
Inutile- adesso- immaginare la mia quotidianità senza di lei.

Quando dico che vivo con il mio cane, in molti mi dicono “Beata te, io non avrei mai tempo per un cane”.
In realtà è un’affermazione fuorviante, perché è vero che un cane porta via del tempo ma in realtà dipende anche come lo investi, il tuo, di tempo.

Un cane non ha grandi pretese, sei tu a decidere cosa fare con lei, quando farlo e con quale costanza.
Tieni presente però che il tempo di vita del cane non è pari all’eternità: farle vivere il suo tempo nel miglior modo possibile non è necessario e basta ma fondamentale per la qualità della sua vita.

Prendere un cane è una scelta importante, soppesare i pro e i contro è decisivo e va fatto con intelligenza.
Si avvicina Natale, cari genitori, se vostro figlio vi chiede ‘un cane sotto l’albero’, decidete bene cosa fare. Un cane non deve essere desiderato solo a Dicembre ma tutto l’anno. Questo, oltretutto, non basta. 
Il cane va amato sempre, perché lei lo farà con voi senza chiedere nulla, da gennaio alla fine dell’anno.

EM

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In foto io e Africa, il mio orologio è di  Capitola, se volete acquistarlo con uno sconto usate il codice #EleonoraM, risparmiando il 15%. Africa, invece, non è in vendita

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Cosa significa Amare una persona

Oggi vi racconto cosa significa, per me, amare una persona.

 
Qualche mese fa ricevo una telefonata da un notissimo programma televisivo in cui, la Signora, esordiva con “Ciao Eleonora, ho letto il tuo blog, ho notato gli articoli che parlano del rapporto che hai con tua madre e noi del programma vi vorremmo quì, nei nostri studi, per parlare di voi, del vostro rapporto dopo la morte di tuo padre e di come si supera qualcosa del genere. Vi vorremmo insieme per due puntate di seguito”.
 
La televisione è un mondo che non mi ha mai attratto, devo esser sincera, però esser ospite in una trasmissione televisiva poteva anche dire che avrei pubblicizzato il mio personal blog e questa pagina facebook in cui tutti noi ci incontriamo quasi ogni giorno per confrontarci sulle letture del mese, sugli argomenti quotidiani, sulle mie e le vostre riflessioni e così via.
 

In parole povere poteva esser un’occasione ghiotta alla quale IO RINUNCIAI.

 
Rinunciai perché amo troppo Mia Madre per chiederle di venire in alcuni studi televisivi con me e discutere insieme di quanto fu brutto perdere mio padre Romeo.
 
La verità, ma questo è un elemento aggiunto, è che il rapporto tra me e Mia Mamma è visto da tanti come un fattore straordinario, qualcosa che si vede poco in giro.
 
In verità, ancora una volta, è che AMARE MIA MADRE è qualcosa che esce fuori in maniera spontanea e non è un fatto così assurdo o surreale come qualcuno, a volte, vuole farmi credere.
 
Perché vi racconto questo a distanza di mesi?
Ci vuole tempo, a volte tanto, per metabolizzare qualcosa e questo è assolutamente un fatto personale. In più ve lo racconto per un altro motivo: avrei potuto cogliere l’occasione e sponsorizzare la mia vita, in buona parte social(e), ma ho preferito salvaguardare la mia affettività perché tutto va e viene ma c’è qualcosa che rimane sempre: Mia Madre.

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La paura della bicicletta

Modena. Vivo quì da tre mesi, poco.

Chiavi, apro il garage e trovo una bicicletta nuova, con il cestino, total black.
Scopro essere un regalo di mia Madre, la magnifica e non riproducibile Donatella che me l’ha spedita dal Salento.

Non vado in bici da anni, forse secoli. L’ultima volta che ho un ricordo a tal proposito, sono nella ‘casa fatata’ della Mia Migliore amica’ Cristiana, i cani sono intorno a noi e indosso una maglietta fuxia, come al solito.

Oggi salgo sulla bici, indosso le new balance bordeaux e ho la caviglia scoperta, penso che dovrei indossare nuovamente il tutore ma provo a farmi forza.

Vado in centro a Modena, certamente non distante da casa mia, pedalo piano, sto veramente attenta per strada, a volte sbando ma per poco.
Mi fermo, bevo un caffè, acquisto il quotidiano, torno a casa.

La paura della salita è stata fondamentale, dico ‘fondamentale’ perché dopo un incidente, un trauma, un dolore si fa sempre fatica a rimettersi in carreggiata.

Quando poi ricominci a pedalare e pedali, pedali e pedali ti rendi conto di essere in grado di ricominciare, ancora una volta, ancora..come sempre.
Grazie Mamma. 

EM

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