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Il cane e il tuo tempo

C’è stato un tempo in cui non avevo Africa. Un tempo che non ricordo, per l’esattezza, ma c’è stato.

Viviamo insieme da sei anni.
Inutile- adesso- immaginare la mia quotidianità senza di lei.

Quando dico che vivo con il mio cane, in molti mi dicono “Beata te, io non avrei mai tempo per un cane”.
In realtà è un’affermazione fuorviante, perché è vero che un cane porta via del tempo ma in realtà dipende anche come lo investi, il tuo, di tempo.

Un cane non ha grandi pretese, sei tu a decidere cosa fare con lei, quando farlo e con quale costanza.
Tieni presente però che il tempo di vita del cane non è pari all’eternità: farle vivere il suo tempo nel miglior modo possibile non è necessario e basta ma fondamentale per la qualità della sua vita.

Prendere un cane è una scelta importante, soppesare i pro e i contro è decisivo e va fatto con intelligenza.
Si avvicina Natale, cari genitori, se vostro figlio vi chiede ‘un cane sotto l’albero’, decidete bene cosa fare. Un cane non deve essere desiderato solo a Dicembre ma tutto l’anno. Questo, oltretutto, non basta. 
Il cane va amato sempre, perché lei lo farà con voi senza chiedere nulla, da gennaio alla fine dell’anno.

EM

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In foto io e Africa, il mio orologio è di  Capitola, se volete acquistarlo con uno sconto usate il codice #EleonoraM, risparmiando il 15%. Africa, invece, non è in vendita

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Cosa significa Amare una persona

Oggi vi racconto cosa significa, per me, amare una persona.

 
Qualche mese fa ricevo una telefonata da un notissimo programma televisivo in cui, la Signora, esordiva con “Ciao Eleonora, ho letto il tuo blog, ho notato gli articoli che parlano del rapporto che hai con tua madre e noi del programma vi vorremmo quì, nei nostri studi, per parlare di voi, del vostro rapporto dopo la morte di tuo padre e di come si supera qualcosa del genere. Vi vorremmo insieme per due puntate di seguito”.
 
La televisione è un mondo che non mi ha mai attratto, devo esser sincera, però esser ospite in una trasmissione televisiva poteva anche dire che avrei pubblicizzato il mio personal blog e questa pagina facebook in cui tutti noi ci incontriamo quasi ogni giorno per confrontarci sulle letture del mese, sugli argomenti quotidiani, sulle mie e le vostre riflessioni e così via.
 

In parole povere poteva esser un’occasione ghiotta alla quale IO RINUNCIAI.

 
Rinunciai perché amo troppo Mia Madre per chiederle di venire in alcuni studi televisivi con me e discutere insieme di quanto fu brutto perdere mio padre Romeo.
 
La verità, ma questo è un elemento aggiunto, è che il rapporto tra me e Mia Mamma è visto da tanti come un fattore straordinario, qualcosa che si vede poco in giro.
 
In verità, ancora una volta, è che AMARE MIA MADRE è qualcosa che esce fuori in maniera spontanea e non è un fatto così assurdo o surreale come qualcuno, a volte, vuole farmi credere.
 
Perché vi racconto questo a distanza di mesi?
Ci vuole tempo, a volte tanto, per metabolizzare qualcosa e questo è assolutamente un fatto personale. In più ve lo racconto per un altro motivo: avrei potuto cogliere l’occasione e sponsorizzare la mia vita, in buona parte social(e), ma ho preferito salvaguardare la mia affettività perché tutto va e viene ma c’è qualcosa che rimane sempre: Mia Madre.

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La paura della bicicletta

Modena. Vivo quì da tre mesi, poco.

Chiavi, apro il garage e trovo una bicicletta nuova, con il cestino, total black.
Scopro essere un regalo di mia Madre, la magnifica e non riproducibile Donatella che me l’ha spedita dal Salento.

Non vado in bici da anni, forse secoli. L’ultima volta che ho un ricordo a tal proposito, sono nella ‘casa fatata’ della Mia Migliore amica’ Cristiana, i cani sono intorno a noi e indosso una maglietta fuxia, come al solito.

Oggi salgo sulla bici, indosso le new balance bordeaux e ho la caviglia scoperta, penso che dovrei indossare nuovamente il tutore ma provo a farmi forza.

Vado in centro a Modena, certamente non distante da casa mia, pedalo piano, sto veramente attenta per strada, a volte sbando ma per poco.
Mi fermo, bevo un caffè, acquisto il quotidiano, torno a casa.

La paura della salita è stata fondamentale, dico ‘fondamentale’ perché dopo un incidente, un trauma, un dolore si fa sempre fatica a rimettersi in carreggiata.

Quando poi ricominci a pedalare e pedali, pedali e pedali ti rendi conto di essere in grado di ricominciare, ancora una volta, ancora..come sempre.
Grazie Mamma. 

EM

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Il cancro non è un dono

Mio nonno è morto per un cancro. Lui non lo sapeva, a qualcuno potrebbe sembrare ingiusto, ma noi- a quei tempi- decidemmo di non dirglielo, per un semplice fatto: se lo avesse saputo, sarebbe morto prima del tempo.

 

Una domenica di febbraio ci lasciò: ne soffrimmo tutti e di certo non si è mai pronti al dolore della morte, sopratutto non si è mai pronti a lasciar andare un pilastro della nostra vita.

Mia madre parla di lui spesso, anzi spessissimo. Ricorda qualche avvenimento, qualche sua frase, ricordiamo ridendo quando mangiava nello stesso piatto pietanze che non sarebbero mai andate d’accordo tra loro e lo faceva, perché a suo dire, “Nello stomaco si mischia tutto”.

E le persone di una volta erano così.

Qualche anno fa, poi,  è venuto a mancare il padre della Mia Migliore Amica. Erano mesi grigi, io e lei parlavamo di meno per qualche stupidaggine dovuta all’età e ricordo che al funerale andai tremando, ci abbracciamo così forte da non lasciarci più. A singhiozzi ci guardavamo, piangevamo, ci abbracciavamo e annuivamo, mentre la fila dietro di me si formava come un fiume. Facevamo un cenno della testa, lei avrebbe voluto descrivermi il suo dolore senza riuscirci a parole, mentre io annuivo come a dirle “Lo so, lo so, è terribile ma ci sarò sempre io con te”.

Suo padre non era un pilastro, ma molto di più. Adorato da tutti, salvava vite continuamente mentre per la sua, non c’è stato nulla da fare: era un cancro.

Sabato scorso ero a Roma per lavoro. Ricevo una chiamata dalla mia veterinaria, un mese fa ho fatto fare delle analisi ad Africa, la mia Amica Jack Russel.

Quando m’ha chiamato m’ha detto “Ele, è un cancro, alla mammella”.

Io avrei preferito un’altra rottura del mio malleolo, piuttosto che sentirmi dire, ciò che sospettavo da poche settimane.

Adesso farò altre analisi, probabilmente ci sarà un intervento, probabilmente ci sarà altro ma ci voglio provare perché è la cosa giusta da fare ed io lo so.

Nadia Toffa parla del cancro come un dono.

Un dono, cara Nadia, è la mia famiglia che mi vuole bene e mi supporta. Un dono, cara Nadia, è avere migliori amici con i quali confidarsi. Un dono, cara Nadia, è la gentilezza d’animo, la generosità degli esseri umani, l’amore che si riceve ogni giorno.

Un dono, cara Nadia, non è un cancro ma tanto altro.

EM

 

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Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

È utile spiegare in cosa consiste il mio lavoro.

Diviene utile per tanti versi schiarirsi le idee insieme e dare un nome, una collocazione, una definizione alle cose.

 

Sono Blogger per professione e mi occupo di promozione editoriale nel mondo degli autori emergenti da diversi anni.

 

Come in un insieme la promozione contiene la recensione del libro e tutto ciò che io scrivo di una suddetta opera letteraria è frutto del mio pensiero, della mia personale critica figlia dell’etica, della professionalità e della dedizione che nutro per questo lavoro.

 

Incontro autori esordienti quotidianamente da diversi anni e cullo le loro opere come se fossero anche figli miei e quando leggo un’opera letteraria di uno scrittore meno dotato, acerbo o non ancora pronto, non lo stronco, anzi, lo considero una risorsa perché ogni creativo come ogni persona è prezioso e può solo migliorare, insieme anche al mio Team. 

 

Stroncare un lavoro o una persona che può solo migliorare non è necessario e non deve accadere.

In questo caso critico il libro, stilo una lista di elementi da migliorare, ne discuto insieme l’autore e si ragiona insieme al fine unico di MIGLIORARSI.

Sembra strano ma do una critica oggettiva dell’opera stessa e tutto ciò che esce dalla mia mente e si trasforma in inchiostro, è assolutamente veritiero.

 

 

Si fa strada, nella vita, quando si è sinceri ed è una filosofia di pensiero e azione che applico da 25 anni (nella mia vita) e da 6 anni attraverso il mio personal blog ovvero la mia finestra sul mondo.

La professionalità va di pari passo con l’etica e divengono due elementi indivisibili e senza l’uno non può esistere l’altro.

 

Per essere buoni critici e buoni recensori è necessario, dunque, avere rispetto delle persone che sono, prima di tutto, vita. (E questa è anche la base della quotidianità umana)

 

La violazione della privacy di una comunicazione è certamente lontana dal concetto di rispetto ed è dunque anche lontana dal concetto di cultura.

 

È lontano dalla cultura e dal mondo delle lettere lo sfregio attribuito al lavoro altrui e la voluta confusione tra promozione e recensione, nonostante ci sia in commercio il vocabolario da diversi anni e in diversi formati.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni  studio, leggo e scrivo da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e rispetto le persone da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e il lavoro altrui è sacro, per me, da sempre.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

 

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Buon Compleanno Mamma

5 Febbraio 2018. E sticazzi, direte voi, vero? E no. Oggi no.
 
Oggi è un giorno speciale. In realtà la vera specialità fu il 5 Febbraio del 1965 quando nacque mia madre, la Donatella.
 
Siamo lontane e questo è un dato di fatto, lei è a 600 km di distanza da me mentre io, attualmente, vivo a Roma.
Grazie a lei, ma andiamo per ordine.
 
Mia madre è un diamante, luccica quando sorride, è meravigliosa quando è pensierosa e osservarla, nelle sue azioni quotidiane, è un valzer di colori, umori, sensazioni sempre nuove.
 
Mia madre è un fiore, perché è bella nella sua imperfezione, è unica nella sua esistenza, è piena della vita che si circonda.
 
Mia madre è stata severa quand’era il caso d’esserlo.
Mia madre è stata generosa quando ha ritenuto opportuno lei.
Mia madre è stata educativa, sin da quando sono nata.
 
Mia madre è stata ed è DUE GENITORI IN UNO.
Sì, perché sono orfana di padre e ho cominciato a parlarne con il mondo da praticamente pochissimo e farlo, anche ad alta voce, mi fa spesso bene.
 
Mia madre è stata per me madre e padre insieme da sempre. E questo ha fatto di lei una persona eccezionale.
 
Mia madre è stata, per me, un genitore poi ha cominciato, invece, ad essere la mia migliore amica. La mia migliore amica perché lei mi conosce davvero e può decifrare perfino un mio qualsiasi respiro. La mia migliore amica perché conosce le mie paure, ne prende atto e cura insieme e mi accompagna nelle continue fasi con annessi mutamenti della mia vita.
 
Grazie Mamma per…
 
… Per avermi insegnato l’amore per i libri e la scrittura
… Per avermi insegnato a amare la natura
… Per avermi cresciuta con metodo, errori e batticuore
… Per avermi fatto studiare in Inghilterra
… Per quella volta in cui siamo state insieme in Marocco
… Per quella volta in cui m’hai mandato in Turchia, senza paura
… Per quella volta in cui ti dissi che ero stata in Syria e non t’arrabbiasti
… Per avermi messa in punizione quella volta in cui marinai (prima e ultima volta della mia vita) per tre giorni di seguito la scuola
… Per avermi insegnato il valore dei soldi
… Per avermi insegnato il sacrificio
… Per avermi cresciuta con determinazione e incoraggiamenti
… Per avermi messa in discussione quando ho rotto una relazione che tu adoravi, grazie perché ho avuto modo di spiegarti la mia persona e la mia visione della vita
… Per avermi mandata a studiare in Università a Lecce
… Per avermi mandata a studiare in Università a Roma
… Per avermi regalo un Master importantissimo e troppo costoso a San Pietro
… Per avermi mandato la macchina a Maggio 2017 a Roma
 
Grazie Mamma per avermi responsabilizzata così tanto da farmi diventare autonoma finanziariamente poco dopo i miei 24 anni e per avermi fatto ricordare, ancora una volta, il valore della vita, della società, dei sentimenti insieme.
 
Grazie Mamma per avermi donato la vita il 6 Dicembre 1992.
Grazie Mamma perché non m’hai mai fatto sentire l’assenza di un’altra figura familiare.
 
Grazie Mamma perché TU SEI LA MIA VITA.
 
***
 
Buon Compleanno, UFFICIALMENTE, per i tuoi 53 anni. Che poi, come vedete da foto, se invertite i numeri (35 anni) va assolutamente bene lo stesso. 😉
 
Mia Madre è Mia Madre.
Mia Madre è Mia Sorella.
Mia Madre è la Mia Migliore Amica.

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