garzanti,Italia,lettura,libri,recensioni,ruta sepetys,stalin

‘Avevano spento anche la luna’ di Ruta Sepetys

L’olocausto è una parte importa della storia dell’umanità, viene studiato nei libri, approfondito da molti professori, migliaia di scrittori hanno narrato storie a stampo ebraico, tedesco, con paesaggi della Polonia, Dell’Unione Sovietica o di qualsiasi altra parte del mondo coinvolta in questo tragico conflitto; da un po di tempo ormai, ci sono ‘correnti’ che sostengono che, in realtà, l’olocausto non è mai esistito, frutto di pura invenzione da parte dei sconfitti.. ovviamente, le persone fornite di un certo intelletto, sanno benissimo che è accaduto tutto ciò che viene trattato nei libri di storia, attraverso internet è possibile risalire, non ad un numero preciso ma orientativo delle vittime deportate dall’Italia, dalla Francia o da altri paesi. I NUMERI PARLANO E L’OLOCAUSTO FA PARTE DI TUTTI NOI.

Immagine

 

Ruta Sepetys,nata da una famiglia di rifugiati LITUANI, è voluta tornare nella sua terra natia, ha approfondito le vicende che hanno legato la LITUANIA all’olocausto, venuta a contatto con molti storici di quest’epoca, non ha potuto sopprimere il desiderio di scrivere un libro perchè tutti devono sapere, conoscere, le atrocità di un tempo, non tanto passato.

Immagine

La protagonista è Lina, il padre era un impiegato in Università, la Madre una bella donna dell’epoca, intelligente, scaltra e acculturata, il fratello Jonas, piccolo all’inizio, ma maturo a fine libro, dimostrerà una crescita fisica, morale e di coraggio, degna di nota.

Deportati nel cuore della notte, Lina, la madre e il fratello saranno separati dal padre che, scopriranno dopo che si abbandonerà nelle braccia dell’angelo della morte, non resistendo alla cruda realtà dei fatti e alla separazione con i propri cari.

Le descrizioni sono trattate nei minimi dettagli, i paesaggi descritti sono carichi di aridità e scarsità di materiali, per fino per accendere un tiepido fuoco; il tragitto nei vagoni di animali,come porci o vacche, sono così precisamente narrate che, pare quasi, sentire l’odore stagnante del carro merci o sembra quasi di vedere Ona, incontrata nel tragitto della morte che, però, sarà fucilata sotto gli occhi interdetti dei piccoli sin dall’inizio.

Una storia toccante, da leggere tutta d’un fiato, storia da conoscere e rendere propria, e vi renderete conto che, una volta chiuso il libro, vi sentirete mancare, si, mancare qualcosa, non si sa bene cosa, ma qualcosa vi mancherà.

Editore Garzanti Libri 

Prezzo di copertina 9,90 euro.

Immagine

 

 

Leggi Tutto Nessun Commento

charles bikowski,editore tea,post office,realismo sporco,romanzo

Recensione ‘Post Office’ di Charles Bukowski

Molti lo definiscono ‘tossico’,’depresso’,’violento’,’bipolare’,’ossessivo’ e lo associano, inoltre, ad una corrente letteraria denominata REALISMO SPORCO (I personaggi tipici prevedono sempre il ritratto di esseri volgari o di conformisti che conducono vite convenzionali) in realtà, dopo aver letto POST OFFICE – pubblicato per la prima volta nel ’71- ho pensato alla precisione delle sue parole, descrizioni dettagliate anche se delle volte confusionali facevano da cornice a tanti avvenimenti, tutti facenti parte della stessa storia e che, sopratutto, ruotavano intorno la figura del POSTINO.

Immagine

 

Il protagonista che, più volte nella sua vita, si troverà inspiegabilmente a lavorare sempre come ‘addetto alla consegna della posta degli Stati Uniti d’America’, è vittima, apparente, di una serie di avvenimenti che, ruotano intorno l’alcool, il sesso, la sfortuna dei postini e… le corse dei cavalli! Chiaramente, come molti sapranno, Bukowski ha avuto un’infanzia molto tumultuosa, alcool e violenza facevano parte dei suoi primi anni di vita e, questo aspetto, trapela nella sua scrittura, si trasforma in parole e racconta storie: I tratti biografici si notano in qualsiasi sua espressione.

Immagine

 

La storia è dettagliata, spiritosa e sopratutto fresca, fugace e di piacevole lettura, per chi non snobba il linguaggio ‘volgare’.

Per chi, invece, ama il linguaggio classico, non credo possa esistere un romanzo di Bukowski senza un forte linguaggio, perchè questo, a chi piace o no, è il suo tratto peculiare e perchè no, speciale!

Immagine

Editore TEA, prezzo di copertina 9,76euro

Leggi Tutto Nessun Commento

classici,george ornwell,grande fratello,guerra civile spagnola,libri,moderni,os,recensione

Recensione ‘1984’ di George Ornwell

Molti di noi pensano che il GRANDE FRATELLO sia un’invenzione caratteristica del nuovo secolo, nei libri di storia alla domanda “Che cosa ha portato con se il XX secolo” qualcuno potrebbe rispondere il GF ma la realtà è assai diversa, non è realmente così e George Ornwell, nel 1984 l’aveva già previsto che, nel futuro, saremmo stati perennemente sotto controllo da un occhio…un po troppo curioso!

Nato in India nel 1903, dopo essersi arruolato e dopo aver preso parte nella guerra civile, cominciò a scrivere una serie di romanzi, molto celebri e tra questi, spunta 1984.

La struttura è molto interessante: diviso in tre parti, raccontato da punti di vista diversi, la storia si intreccia fino alle ultime righe dove, in realtà, la conclusione si rivelerà l’esatto contrario rispetto l’incipit: Un libro da leggere tutto d’un fiato.

Immagine

Il protagonista si chiama Winston Smith, uomo dai tratti peculiari di quell’era, lavoratore presso uno studio di editoria, correggeva le bozze, modificava articoli vecchi, revisionava lettere e così via: una vita scandita da parole, inchiostro, una borsa consumata: fino a che, un giorno, una collega cadendo vicino alla sua scrivania, gli lascia un biglietto, che si rivelerà poi un invito….alla morte.

La storia si intreccia ad una situazione politica apparentemente stabile, il sesso è un tabù per il nuovo Partito e sopratutto ogni stanza, via, studio, negozio, finestra, campagna, qualsiasi posto è costantemente controllato dal Grande Fratello, un occhio vigile installato dovunque che, al primo passo falso, riprende, grida ed insulta le proprie vittime.

Immagine

Non sempre i Classici sono noiosi, lenti di comprendonio e pesanti; solo a pensare che, questo Scrittore, aveva già previsto tutto perde l’appellativo di CLASSICO e si affianca, a parer mio, all’ossimoro CLASSICO MODERNO, Acquistando un po di fascino retrò.

Prezzo di copertina: 9,50€

Editore: Oscar Mondadori

 

 

 

Leggi Tutto Nessun Commento

13 scrittori,anno 89,generazione Post,Lupo Editore,PAOLO PATICCHIO,puglia,salento

Paolo Paticchio e le 13 Storie dopo l’89

Un libro, nella maggior parte dei casi, nasce con una storia, presenta i personaggi, ne descrive i loro tratti peculiari, ci sarà sicuramente una serie di vicende intersecate e il finale ci lascerà senza parole o semplicemente sarà una fine prevedibile. Il ‘ Post 13 Storie post 89 che non sapevano di diventare mito’ è un libro, solo nel formato cartaceo, per tutto il resto è un intero percorso: percorso di storie, di vite, percorso sociale, anche un po’ mediatico ma comunque è un tragitto che parte ma non si ferma, proprio come il numero 13: un numero finito, solo in apparenza.

Immagine

Paolo Paticchio classe ottantasei è il curatore del libro, già conosciuto probabilmente perché è una figura chiave dell’associazione “Terra del Fuoco Mediterranea” e ricopre anche un ruolo importante nel suo Comune, intervistato per l’occasione dell’uscita di questo, ’libro-percorso’ ha annunciato che, questo lavoro parte da una domanda principale: Quali sono le figure a cui oggi i giovani fanno riferimento? Molte apparterranno al passato, un passato che non ritorna, che non è stato vissuto ma che, per colori o motti, forse, lo sentiamo un po’ nostro.

Immagine

I tredici Scrittori che hanno collaborato al progetto, sono tutti di origine Pugliese ed è questo il punto di forza, lo snodo principale, l’urlo dal basso che vuole diffondere storie e sentimenti; e i personaggi, non sono sempre conosciuti da tutti, come ad esempio Rita Levi Montalcini, senza nulla togliere ovviamente ma spuntano nomi come Banski, Rosario Livatino, Mario Monicelli e poi nomi familiari come Don Luigi Ciotti, Kurt Cobain, Alexander Dubcek e via discorrendo.

È un libro sempre aperto, disposto a riempirsi di nuove storie, per tutti quelli che ne avessero da raccontare, per chi volesse attingere ai propri ricordi, è sempre possibile collaborare a questo fantastico progetto che, un po’, appartiene a tutti noi, tramite #generazionepost su twitter oppure sul sito www.generazionepost.it

Post tredici storie dopo l’89 è possibile trovarlo in qualsiasi Libreria, Lupo Editore, prezzo di copertina 10euro è già vicino alla seconda ristampa.

I migliori auguri a un progetto ambizioso, che parte dal basso con radici Salentine!

Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

colombia,elezioni,ingrid betancourt,libri,recensioni,rizzoli

Recensione ‘Non c’è silenzio che non abbia fine’ di Ingrid Betancourt

Come fare a capire quando un libro ha colpito ed è stato un buon romanzo?

Praticamente è semplicissimo: quando vi rimane nel cuore e durante i giorni successivi vi torna in mente la protagonista, i luoghi o qualche passo della storia.

Mi è successo proprio questo con il romanzo-biografia di Ingrid Betancourt che, ho scoperto essere una candidata alla Presidenza della Colombia nel 2002 ed è stata ostaggio dei guerriglieri delle Farc fino a luglio del 2008.

Immagine

Il romanzo ripercorre ogni tappa di una storia tormentata come la sua campagna politica: dalla candidatura, al rapimento dove, trapelano i suoi sentimenti, le vicende, cosa ha dovuto subire, le anime tormentate dei politici, poliziotti rapiti insieme a lei, la guerrigliera, i meccanismi che scattano nei contesti di RAPIMENTO fino alla liberazione avvenuta dopo 6 lunghi Natali lontani dalla sua famiglia.

La forza di questa Donna è straordinaria, da prendere d’esempio, descrive le malattie prese nella giungla, i colori degli uccelli al mattino o il riso che mangiavano a piccole quantità giorno per giorno, tutto con la stessa intensità, quasi sembra di avere dinanzi a noi la giungla colombiana, i guerriglieri con le armi molto più grandi di loro (molti arruolati avevano circa 15 anni di media) e l’elicottero finale che innalzandosi la porterà verso la libertà.

Editore Rizzoli, prezzo di copertina 21Euro.

Per capire i veri valori della vita, forse, è necessario leggere questa storia straordinaria! 

Immagine

Leggi Tutto 2 Commenti

interview,Jean Kwok,la strada dei desideri segreti,recensione

Interview to Jean Kwok

Were you born a writer or did you become one? 

I think a little bit of both. I loved books from the moment I could read and I was always reading. However, since I grew up in so much poverty – I worked in a clothing factory when I was 5 years old – I never wanted to be a writer. I wanted to have a job that would be financially secure. It was only when I was studying at Harvard University that I decided to follow my deepest dream, which was to become a writer.

What was secret ingredient of your story?

I wanted to tell a story that would keep readers involved, so I was hoping to entertain them while maybe teaching them something at the same time. I wanted to introduce readers to a new world, one they might not have seen before, but I wanted them to enjoy reading the book too, to love my characters so they would keep reading to find out what had happened to them.

 Ah-Kim is strong, determined and lonely at the same time: How born this
character?

 Kimberly is a part fiction and a part of me as well. I think that many immigrant working class children grow up to be strong, determined and lonely at the same time. 

What is your opinion about publishing  today?

I think that publishing is made up of many people who love books, which is a wonderful thing. I’ve only had positive experiences in publishing. My publishing teams in America and other countries have really done their best for me and my book, and I’m very grateful. I think that people will always love to read, that they will need to read. The publishing world may change – paper books may be published less and digital ones more – but that basic need for good books remains.

What is your opinion of writing programs at universities?

I went to the Masters of Fine Arts program in Fiction at Columbia University. I think writing programs are wonderful things and can train people to write at a professional level. However, they are also very expensive, and that is a very difficult decision, if you want to invest so much money in a career like writing, which might earn you no money in the end. It’s also important to find the right program for you. I grew up in New York City, so I felt at home in the urban environment of Columbia, while someone else might want a smaller program. 

What is your message to all of the young people that want to become writers?

I think that writing is a very difficult profession. It is extremely competitive and subjective. Of all the things I’ve done in my life, becoming a published author has been the hardest. Writing is something that chooses you, you do not choose it. If you are wondering if you should become a lawyer or a writer, you should become the lawyer. Your life will be much easier and more financially secure. The only people who should choose to become writers are the ones who cannot escape it, no matter what they do, the people who worry and think about writing all of the time, even when they are doing other things. It is a beautiful thing to be a writer, but a very hard one. 
Immagine
 
Ringrazio La scrittrice per la disponibilità dell’intervista, nonostante i numerosi impegni.
 allego il link dove sarà possibile leggere la recensione del libro: http://scrittiriscritti.wordpress.com/2013/09/05/recensione-la-strada-dei-desideri-segreti-di-jean-kwok/

Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

Il Blog di Eleonora Marsella – © 2018 – P.I. 04939570752