Terre di Kyros, le pietre degli Orientali di Giuseppe Politi

È arrivata l’estate e con essa nuove letture da portare con noi sotto l’ombrellone.

L’autore di oggi, Giuseppe Politi, libero professionista di Perugia nato nel 1977, ci porta in un mondo fantastico fatto di draghi e terre lontane, grazie alla sua opera letteraria Terre di Kyros, le pietre degli Orientali

Primo libro di una trilogia, questo romanzo fantasy ci farà sognare con le sue creature di dimensioni spaventose ma con grandi poteri e capaci di compiere degli incantesimi malvagi nei confronti dell’uomo.

Si parte con la descrizione dettagliata del continente di Kyros, dove l’uomo decise di stabilirsi molti secoli dopo la comparsa dei draghi e dove diede vita a degli insediamenti cittadini molto ricchi e molto evoluti da un punto di vista culturale. Il romanziere, con le sue descrizioni, sembra quasi riportaci a quell’antica Roma, dove potevamo ritrovare una certa consistenza intellettuale che portò questa civiltà a essere una delle più importanti nella nostra storia.

Oltre alle figure dei draghi, si possono trovare quelle degli elfi che preferiscono vivere in tranquillità nei boschi assieme a dei draghi che, a causa di alcuni incantesimi, abitano con loro sotto sembianze umane.

Nel romanzo ci sono tutti gli ingredienti che lo rendono avvincente e travolgente. Abbiamo due principi che lotteranno per il bene della loro terra e del loro popolo, un’eroina che gli affiancherà, una serie di amici che diventeranno protagonisti insostituibili all’interno della storia e non mancherà l’aspetto mistico dato dalla ricerca delle famose pietre.

Le terre di Kyros non farà mancare la nascita di alcune storie d’amore nate durante le battaglie affrontando anche temi come quello dell’omosessualità, molto attuale in questo nostro momento storico.

Il finale non ve lo posso raccontare, ma posso dire che è aperto a qualsiasi nuova avventura che la vostra mente possa immaginare.

Come nasce il tuo libro?

Ho iniziato a pensare di scrivere questo romanzo circa 12 anni fa da un’esigenza personale. Avevo bisogno di trovare una valvola di sfogo in un periodo non molto tranquillo della mia vita. Così ho iniziato a buttare giù due righe ed essendo da sempre appassionato di Fantasy e giochi di ruolo tipo AD&D volevo anche restituire un po’ di dignità a delle creature che mi hanno sempre affascinato: i Draghi. Quasi sempre sono stati considerati animali senza cervello, solo bestie feroci, invece per me sono creature molto intelligenti e per certi versi superiori agli uomini.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Come molti scrittori anche io nel mio primo romanzo ho messo tanto di me stesso. Chi mi conosce bene vedrà che ci sono molti riferimenti alla mia vita e a ciò che mi piace o che detesto. Il messaggio di sottofondo penso sia la speranza. Il riuscire a superare momenti difficili grazie alle persone care. Poi anche, in alcuni casi il cambiamento.

 

Nel tuo libro troviamo il tema dell’omosessualità accostato al ‘guerriero’. Perché questa scelta?

Ho usato alcuni espedienti per alleggerire un po’ la tensione del romanzo ed ho trovato in Oscar un ottimo alleato non per mettere in ridicolo la sua sessualità, al contrario per far risaltare le discriminazioni verso persone che apparentemente sono giudicate diverse ma che in fondo come si vedrà in seguito nel libro i loro gusti sessuali non incidono affatto sulle capacità personali dell’individuo e con Oscar ho voluto sia mettere a disaggio i personaggi, per così dire normali, con situazioni comiche tipiche dei manga o degli anime, sia dare una mia opinione personale su tale argomento attraverso il comportamento più educato di Erik. Spero di non aver offeso nessuno, il mio intento era quello di mettere in scena una situazione plausibile in modo da dare voce a tre aspetti dell’argomento soffermandomi di più sull’amicizia che poi si è creata tra i vari protagonisti di questa vicenda indipendentemente dagli orientamenti sessuali di ognuno. Infine l’omosessualità fa parte del nostro mondo e avendo trasferito varie situazioni dal mondo reale al mondo fantasy mi sembrava giusto descrivere anche questo altro aspetto prima stereotipandolo (con la figura del sarto omosessuale) e poi liberandolo dai soliti canoni di giudizio, dando completa dignità ad un personaggio che si è rivelato indispensabile nell’aiutare i protagonisti.

 

Progetti futuri?

Sto già scrivendo il seguito e sono a buon punto e in programma c’è anche un terzo volume. Poi non so. Forse cambierò leggermente genere. Ho un’idea che mi frulla in testa ma per ora mi concentro sulle Terre di Kyros.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

Numero di stelle 4 su 5 – Terre di Kyros, le pietre degli Orientali di Giuseppe Politi – Editore: Independently published – 708 pagine – prezzo di copertina 13,00 euro.

 

 

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Le Cronache di Ansorac – Giubileo/Esodo di Marko D’Abbruzzi

“I seggi vuoti bramano i loro signori, hanno udito le loro voci. Ansorac si sta risvegliando, King. E piangerà.”

Con questa massima introduco il nuovo lavoro di Marko D’Abbruzzi che torna con Le Cronache di Ansorac – Giubileo/Esodo, terzo capitolo della sua saga fantasy edito da Immagina Di Essere Altro. Lenta e inesorabile si avvicina la fine su Ansorac, ormai dilaniata da un susseguirsi di lotte, ribellioni e cataclismi naturali. Mentre l’avida MiddleCorp e la Chiesa di Manowar lottano disperatamente per mantenere il controllo della popolazione mondiale mediante l’uso di nuove armi e macchine belliche, il pianeta stesso minaccia di collassare per la furia degli elementi. Gli antichi Immortali si risvegliano, il cui potere viene affidato ai Custodi schierati su lati opposti della scacchiera. Il giovane monaco silente Kronos lotta ancora al fianco dell’assassino Gost, ora dotato di un nuovo potere che rende entrambi una pericolosa spina nel fianco per la MiddleCorp; King e Kimari riconquistano l’autorità perduta sui loro popoli; Jasper, ignara pedina di un gioco che non può comprendere, continua a progettare armi per il governo, rafforzando la sua presa su un mondo sull’orlo della rovina. Nonostante la distanza che li separa, tutti loro sembrano procedere sullo stesso cammino che li porterà verso il destino finale di Ansorac: guerra mondiale.

Anche in questo volume, come nei precedenti, le descrizioni risultano meticolose.

Gli ambienti e le azioni vengono descritte in modo molto minuzioso, e in alcuni casi affascinante, quando l’autore narra di luoghi ed edifici molto familiari per chi abita a Roma. La lotta per il potere e la ricerca della verità sono i temi chiave di questa storia, dimostrate apertamente sia tra gli eroi che tra i malvagi. Attraverso la costante narrazione tra vari punti di vista, l’autore ci esorta a comprendere ogni personaggio di questa vicenda, sfidandoci quasi a decidere da che parte stare. Tutti sembrano agire con le migliori intenzioni, nonostante le azioni compiute provochino spesso un elevato tributo di morti e devastazione. Ma quando il mondo intero fa sentire il suo lamento di dolore, solo i più ragionevoli capiranno la scelta più giusta da fare.

Questo terzo capitolo della saga si è rivelato una lettura emozionante alla pari dei precedenti. Non resta che attendere l’ultimo capitolo, con la speranza di leggere un gran finale.

 

Come nasce il tuo libro?

In primis nasce come una vecchia campagna per un gioco di ruolo che inventai anni diverso tempo fa. Col tempo e la scrittura è diventato qualcosa di diverso, un inno alla volontà umana, sempre più pressata e deviata verso un futuro decisamente pericoloso, con l’augurio che in molti comprendano quanto starcene a braccia conserte attendendo un messia, un eroe, un politico o un dio, non porterà mai a nulla se non siamo noi per primi a muoverci, a voler cambiare, a desiderare qualcosa di più della finzione mostrataci ogni giorno.

Perché hai scelto di narrare la storia attraverso molti punti di vista?

Ho scelto di narrare le vicende di Ansorac attraverso gli occhi dei diversi protagonisti per evitare il solito punto di vista esclusivo dell’eroe. In Ansorac non esiste un protagonista dominante, ogni personaggio ha il suo ruolo chiave, le sue vicende, i suoi modi di vedere, pensare e ragionare. Volevo mostrare questo e inoltre trovo sia un buon modo per avere un quadro chiaro delle varie situazioni

La tua saga dimostra, tra i vari temi trattati, l’attuale condizione in cui versa l’umanità. Ritieni che siamo arrivati a un punto di non ritorno?

Per quanto vorrei credere il contrario, purtroppo ritengo che l’abbiamo largamente superato. Un sistema complesso come quello in cui viviamo ha bisogno di essere protetto in primis dai singoli ingranaggi che lo compongono e così  nascono parole come “complottismo” “cospirazionista” e simili. La maggior parte della popolazione prende per vero e inscindibile qualunque cosa passi attraverso la televisione o i giornali e, negli ultimi anni, anche la rete sta subendo un mutamento; fake news, haters, shitstorm etc sono sempre all’opera per propagandare idee, concetti e verità illusorie, gettando in un angolo buio chi da anni si batte per far aprire gli occhi sul quadro generale del nostro mondo. Non poniamo la benché minima attenzione ai fili che legano la storia, neppure quando è innegabile l’abile lavoro di chi si trova al comando nel progettare eventi atti a condurre verso uno scopo dittatoriale. Potrei parlarne per ore ma alla fin fine sarei in ogni modo etichettato con quelle parole che ingrassano gli ingranaggi di questo sistema. Mi piacerebbe pensare che l’umanità sarà in grado di reagire davanti alle ingiustizie, alle inciviltà, alle guerre per il controllo, per le risorse, per la fede; mi piacerebbe tenere salda questa speranza ma purtroppo la speranza è solo una parola che ci culla verso la possibilità di un cambiamento senza reazioni né azioni o peggio, un cambiamento per mano di un messia, un politico, un dio, un alieno. Ma se non siamo noi a muoverci contro ciò che è ingiusto, benché l’ultima a morire, non significa che la speranza sia immortale.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché offre un nuovo mondo, un nuova forma di fantasia, uno spunto per vedere oltre. Inoltre ci sono i personaggi più fighi del mondo!

Progetti futuri?

Attualmente sto lavorando per un concorso di fantascienza, non posso dire nulla al riguardo! Poi arriverà ad ottobre Amen, l’ultimo volume della saga Le Cronache di Ansorac. Inoltre è pronto Cattivi Ragazzi, un romanzo ambientato in periferia di Roma alla fine degli anni ‘90. Ho diversi file aperti con più o meno pagine scritte di storie fantasy e non, pian piano li concluderò tutte!

 

Cerchi la lettura estiva? ANSORAC e le sue 5 stelle ti aspettano!

Si ringrazia Matteo Pratticò per la sua collaborazione.

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A piccoli passi di Paola Mattioli

Paola Mattioli, già nota nell’ambito editoriale, torna con una nuova raccolta poetica, dal titolo A piccoli passi edita da Pendragon.

 

La poesia di Paola lascia sempre senza parole perché riesce ad esprimere in piena libertà sentimenti e stati d’animo così puri che non necessitano di commenti altrui.

 

La raccolta poetica A piccoli passi fa parte della collana Sibilla Poesia Contemporanea diretta da Cinzia Demi, alla quale è affidata una nota di lettura intensa e ricca in cui si ripercorre, in parte, il percorso della stessa poetessa.

 

Paola Mattioli, classe 1962, riprende a scrivere a causa della morte della cara madre e troverà nella scrittura una fedele amica, a partire dal 2006.

 

A piccoli passi è un libricino che accarezza varie tematiche, all’attualità, ai veri sentimenti, alle storie, alla vita, alla scrittura, a tanto altro ancora.

La delicatezza di Paola Mattioli vi accompagnerà, se lo vorrete, in un percorso intenso fatto di poesie, realtà e riflessioni.

 

La sua meravigliosa penna merita 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Osservare ed ascoltare mi ha permesso di scrivere soprattutto poesie sociali. Poesie dedicate agli anziani, alle solitudini, alle inquietudini di ognuno di noi quindi è una raccolta poetica che nasce dalla quotidianità.

 

Quale messaggio vuoi lanciare?

Un messaggio di riflessione su ognuna delle mie poesie. Leggere e ascoltarsi, amarsi per quello che si è e trovare la forza del Coraggio per affrontare la vita, come appunto l’ultima poesia del mio libro sul Coraggio, che invito a leggere.

 

 

A quale pubblico è rivolto?

E’ rivolto a tutti. A tutti coloro che vogliono provare emozioni o semplicemente a chi vuole rilassarsi, viversi dentro e fuori, agli amanti della poesia semplice ma diretta.

A chi come me ama scrivere, scrivere e scrivere.

 

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perchè… può aiutarti a sentirti meglio con te stessa, puoi trovare giovamento e rilassamento, ti può donare serenità e forse risposte per la vita.

Progetti futuri?

Tanti. Un altro libro con il tema della guerra. Poi sono sempre attiva tra radio, inviti a presentazioni e promozioni varie del mio ultimo libro, per l’appunto, A piccoli passi.

 

 

A piccoli passi di Paola Mattioli, edita da Pendragon, 70 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

 

 

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Le Figlie della Corruzione di Eva D’Amico

Eva D’Amico, classe 1991,ritorna nel mondo editoriale con “Le Figlie della Corruzione”,il secondo volume del dittico “Memorie di Sangue” edito da I.D.E.A.

 

Eva, la protagonista, bella, forte, coraggiosa, determinata, imprevedibile si ritroverà catapultata in una nuova realtà: la menzogna.

Rivedrà i suoi genitori, coloro che la abbandonarono, conoscerà la sorella Fleur e Daniel, Adrian, Ezequiel cambieranno nuovamente la sua vita, la sua esistenza.

Jeile, il suo amato che incontriamo- come tutti gli altri- nel primo volume Memorie di Sangue, invertirà la rotta, una rotta d’amore- inizialmente- si trasformerà in una rotta violenta, eccessiva, irreale.

Una nuova guerra che, così nuova non è, il passato che bussa al presente, gli umori che cambiano..

Eva, ancora una volta, scombussolerà le carte in tavola, anzi, sarà lei a dirigere il gioco anche se, non da subito o non apparentemente. La violenza sarà presente, anche se apparirà essere una cornice perché la penna di Eva D’Amico vi porterà veramente altrove.

 

Ancora una volta l’originalità di Eva D’Amico non delude, ambientazioni fantastiche, personaggi descritti nei minimi dettagli e spazio anche per l’immaginazione: what else?

Trama, personaggi e stile narrativo meritano 5 stelle su 5.

 

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Il libro nasce prima di tutto dalla voglia di raccontare, forse di raccontarmi, e sicuramente di emozionare. Non è stato facile mettere insieme le idee e renderle una storia unica, con un suo filo logico e una trama, anche perché inizialmente era più che altro un insieme di sensazioni, di emozioni e sentimenti. Così è nato il primo volume delle Memorie di Sangue: unendo tutto questo all’immagine di una bambina abbandonata in un orfanotrofio decadente. Il secondo volume delle Memorie naturalmente nasce per dare una conclusione alla storia, un senso al groviglio si sensazioni, emozioni e domande che hanno dato vita al primo volume e forse anche delle risposte. Si è trattato di un lavoro complesso, perché avevo già un punto di partenza, la sfida era realizzare pienamente la storia e trasmettere pienamente il messaggio che volevo lasciare al lettore.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Le Memorie sono prima di tutto un invito a combattere per la propria felicità e la propria individualità contro un mondo o una società che ci vorrebbe rispettosi di determinate regole comportamentali. A tal proposito ciò che vorrei dire ai lettori è: interrogatevi, su voi stessi e sul mondo che ci circonda, conoscetevi e cercate di capire cosa potrebbe rendervi davvero felici, al di là di cosa ci si aspetta da voi.

Tutto questo, poi, è rivolto specialmente alle ragazze e alle donne, a cui vengono continuamente proposti modelli di femminilità sottomessa o retrograda, che le vorrebbe sempre perfette e sorridenti, pazienti e amorevoli nonostante tutto: spesso vengono anche proposti come desiderabili modelli di relazioni disfunzionali… conoscersi, interrogarsi, capirsi e amarsi è il primo modo per riconoscere quando qualcuno (poco importa se donna o uomo, in ambito amoroso o amicale) non è corretto con noi, ci sta prendendo in giro o semplicemente non può o non vuole relazionarsi in modo sano.

 

Leggi il mio libro perché…

Questa è una domanda insidiosa, a cui probabilmente la maggior parte degli autori avrebbe difficoltà a rispondere (inclusa me). La sola cosa che posso dire è: perché ci ho messo anima e cuore e credo che oltre ad essere una lettura piacevole possa anche essere fonte di arricchimento personale.

 

Progetti futuri?

Tanti. Forse troppi! Attualmente sto lavorando ad un altro romanzo incentrato su una figura che mi ha sempre affascinata: la strega (e solo il tempo saprà dirci, a me e voi, se sarà un dittico come le Memorie, una trilogia, una serie o un romanzo autoconclusivo).

Certamente le Memorie non sono ancora concluse, anche se questo secondo volume è l’ultimo: moltissimi lettori mi hanno già chiesto un romanzo incentrato sulla figura di Gabrida, un personaggio davvero molto amato. Molti mi hanno anche chiesto anche un sequel, un terzo volume quando non addirittura un secondo dittico, e di certo ci saranno novità anche da questo punto di vista.

 

 

 

Adrian, Daniel, Dyok, Eva, Ezequiel, Fleur, Gabriel, Jeive e ovviamente Eva vi aspettano.

Le figlie della corruzione di Eva D’Amico, edito da I.D.E.A., 310 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

 

 

 

 

MONDADORI

 

Libro precedente di Eva D’Amico

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La mela e altri peccati originali di Massimiliano Colucci

Avete mai pensato che i vostri gesti quotidiani che considerate banali in realtà potrebbero rappresentare dei veri e propri peccati capitali?

 

Massimiliano Colucci, di cui non si hanno molte notizie biografiche perché non ama parlare di se, ma sappiamo che vive a Padova e utilizza molto di frequente i mezzi pubblici; ci descrive in maniera molto dettagliata i nostri peccati.

Il suo libro La mela e altri peccati poco originali è un insieme di racconti che provengono dalla sua penna fantasiosa, o dal suo occhio vigile durante i suoi brevi o lunghi spostamenti con i mezzi urbani ed extracittadini. Questa sorta di resoconti urbani s’intrecciano tra di loro e, in alcuni casi, sono completamente divisi, diversi e agli antipodi tra di loro. Questi affrontano molti temi a oggi considerati scottanti ma attuali allo stesso tempo come, ad esempio, l’educazione sessuale dei teenagers, la nascita di una sorta di grande magazzino dove si può trovare un’unica tipologia di prodotto, si parla d’immigrazione utilizzando Dumas e il suo conte ma anche, con uno stile alla Pennac, parla di un autore alle prese con la nascita di un nuovo personaggio quasi volesse alleggerire le nostre colpe, proprio come farebbe un sacerdote.

Massimiliano Colucci utilizza un linguaggio molto puntuale e ben strutturato ponendo al centro di tutto quello che potrebbe essere il pensiero del lettore descrivendo, in questo modo, le trasgressioni di ognuno di noi in modo ironico senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione ma che farà nascere un sorriso o forse una lacrima sul volto del suo pubblico.

Ci sono peccati commessi da medici, giornalisti, sacerdoti, direttori di multinazionali, madri di famiglia, pendolari e registi teatrali. Si parte dal più conosciuto come il tradimento fino ad arrivare alla compravendita di un suicidio assistito.

Il lettore si ritroverà ad analizzare inconsapevolmente ogni suo gesto e, se ha vissuto almeno una di queste colpe, potrà capirli altrimenti inizierà la comprensione di questi solo dopo la lettura del libro.

 

Come nasce il tuo libro?

Nasce per caso. Come un frutto caduto in testa. Come gran parte delle scelte umane. La mela e altri peccati poco originali raccoglie racconti che, nel corso degli anni, si sono accumulati sul tema del “peccato”. Suppongo che l’autore avesse un pensiero fisso che poteva risolvere peccando di più e scrivendo di meno. E invece…

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Il peccato a volte è frutto (una mela, appunto!) di un maldestro tentativo di realizzare sé stessi. È cioè una condizione di sincerità assoluta. Peccando ti tradisci, ti riveli per quello che sei, e questo merita di essere narrato. Quando però un “peccato” si ripete, fino a diventare abitudine, perde di “originalità”. È già metastasi, noia, automatismo. Lì si vede la banalità del male, che è immorale perché non si agisce più per uno scopo. Cade e basta, come una mela marcia che subisce il proprio peso.

 

A quale pubblico è rivolto?

Una recensione li ha definiti testi che “portano al limite”, “in bilico tra carne e spirito”. Se è vero, si rivolgono a un pubblico che non ha bisogno di letture leggere. Che ha l’impressione che la vita sia un caotico e casuale vorticare di molecole che sbattono, interagiscono un poco, e magari si disintegrano a vicenda. E forse si chiede perché il male si insinua e diventa interferenza nelle relazioni. Per i personaggi del libro l’ambiguità fondamentale sta nel contatto, nell’incontro, nel vicendevole toccarsi, in cui si compiono al tempo stesso salvezza e dannazione. Il problema è che dall’ombra può uscire bellezza… e viceversa.

 

Leggi il mio libro perché…

…addentare una mela porta solo benefici. Chiedi ad Eva o a Biancaneve.

 

Progetti futuri?

Infestare il mondo con altri racconti poco originali. O con un romanzo.

 

 

Numero di stelle 4 su 5 –La mela e altri peccati poco originali di Massimiliano Colucci – Editore: Il Poligrafo – 208 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

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Il re della luce: l’ordine degli Dei oscuri di Federico Carro

Oggi ritroviamo un autore a noi conosciuto con il suo secondo romanzo: Federico Carro. Classe 1991, vive a La Spezia e, oltre a scrivere romanzi fantasy, è appassionato di musica pop, blues e jazz e, nonostante il suo gruppo musicale si scioglie, riesce a dare vita a un suo album.

 

Il nuovo romanzo Il re della luce: L’ordine degli Dei oscuri è ambientato durante il periodo finale della prima crociata per conquistare Gerusalemme. Il protagonista è Fedrick, un giovane crociato che, una volta raggiunto segretamente il Santo Sepolcro, vi troverà al suo interno una pietra misteriosa. Questa si romperà e farà uscire un’entità maligna che gli farà perdere i sensi e lo porterà in una linea temporale e, in un mondo, a lui sconosciuti. Il crociato si renderà conto di non essere più impegnato nella battaglia per cui è stato assoldato e deciderà di addentrarsi in quest’universo. Qui, troverà personaggi e genti stravaganti e insolite, che lo porteranno a dover affrontare regnanti maligni e tiranni per poter liberare i rispettivi popoli dalla loro morsa dispotica. Il tutto accade sotto l’occhio vigile di un ordine oscuro di dei.

Fedrick sarà mosso da un grande amore, quello che prova per la sua amata Eleonor che si trova a Torino. Lui cercherà di raggiungere la città senza sapere che, questa, è la capitale dell’impero proibito e che non hanno il permesso di entrare neanche gli dei oscuri.

Dopo svariate avventure e colpi di scena, il cavaliere arriverà a Torino ma il finale sarà tutto da scoprire.

Federico ci porta in un mondo di pura fantasia dominato dal male e, con un cavaliere, pronto a sconfiggerlo pur di rivedere la sua amata e far trionfare l’amore. In qualche modo, questo rappresenta un mondo ideale che tutti vorremmo. Un mondo, dove non si debba lottare sempre per riuscire a vivere in completa serenità e, magari, con un cavaliere come Fedrick che ci aiuta nell’intento. L’autore non ci fa mancare le sue descrizioni particolareggiate dei luoghi, facendoci, in questo modo, trasportare completamente in un universo tutto da scoprire.

 

Come nasce questo libro?

Il libro nasce dalla mia prima esperienza a Torino, andando in giro con una ragazza per me davvero speciale, tanti elementi hanno ispirato codesto romanzo. L’insieme del fascino della ragazza, intriso ad una città altrettanto magica e misteriosa, hanno dato vita ad una storia romantica quanto fantasiosa e travolgente.

 

A chi è rivolto il libro?

Il romanzo è rivolto a coloro che si vogliono buttare in un mondo totalmente nuovo da scoprire che, con la sua logica, si intrecciano storie ed avvenimenti, travolgendo così il lettore fra leggende, personaggi misteriosi e particolari, in un mondo governato da un ordine di dèi oscuri.

 

Hai scelto Torino come capitale dell’impero proibito perché fa parte sia del triangolo della magia nera che di quella bianca e anche perché è considerata una città esoterica?

Esattamente! Non è un caso che i padroni della terra nel mio romanzo, dominano a Torino, Praga e Lione. Nel nostro mondo queste città rappresentano il triangolo di energia positiva, ove nel mio romanzo invece, si cela l’energia più buia ed oscura del mondo intero. L’unica luce esistente nel mondo viene imprigionata a Torino, che si riflette in Eleonor e nell’amore fra lei e Fedrick.

 

Quale messaggio vuoi lasciare a tutti coloro che leggeranno il tuo libro?

Il mio messaggio che voglio dare ai miei lettori, è sicuramente un messaggio di determinazione, di speranza e di coraggio, nel realizzare tutti i sogni a cui le persone vogliono ambire. Ma anche un messaggio d’amore che prende vita in un mondo totalmente mischiato di paure, dolore e lacrime. Il quale la parola “amore” viene sostituito dalla parola “odio”, ove maggior parte delle persone si fanno travolgere da questo sentimento dettato da un ordine malvagio che sovrasta il mondo.

 

Progetti futuri?

Questo romanzo è il primo libro di una trilogia, lunga quanto affascinante e avvincente, in un universo totalmente descritto dal sottoscritto. Attualmente sto lavorando al mio terzo romanzo, ossia il sequel del re della luce l’ordine degli dèi oscuri.

 

 

Numero di stelle 4 su 5 – Il re della luce: L’ordine degli oscuri di Federico Carro – Editore: Youcanprint – 334 pagine – prezzo di copertina 18,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

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