“Un viaggio chiamato psicoterapia” di Alessandra Parentela e Michela Longo

 “Oltre a vedere i tuoi occhi, so cosa stai pensando. Che sarebbe meglio per me staccare il cervello ora e metterlo a riposo… arriverò anche a questo Doc, ma per ora mi va proprio di fare così, di pensare. E per una volta che i pensieri sono positivi, lascio volentieri che invadano la mia serata.”

Scritto a quattro mani da Alessandra Parentela e Michela Longo, edito da CTL Edizioni, Un viaggio chiamato psicoterapia nasce dal desiderio delle due donne di raccontare e condividere il loro viaggio, ognuna dal proprio punto di vista. Incontratesi per caso, ecco che Doc e Miki immortalano tra queste pagine le loro idee, il loro pensiero, le loro emozioni. La prima parte analizza gli aspetti principali della psicoterapia, tra obiettivi, metodologie e teorie filosofiche del passato. Poi il racconto del viaggio attraverso gli occhi di Miki, nel quale – sostiene l’autrice – ha messo in gioco tutta se stessa.

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L’ultima parte è un dialogo tra le due donne, nel quale riflettono sul percorso intrapreso e i risultati ottenuti: il cambiamento, quasi inevitabile, avvenuto in entrambe.

Un cambiamento avvenuto nel momento in cui accettiamo i nostri pregi e difetti, che tutti noi possediamo in egual misura. Per stare bene con se stessi e non smarrirsi in un vortice di dolore è necessario accettare questa realtà. Non tutti trovano la forza per dedicarsi a un simile impegno, ma questo libro dimostra come a volte sia necessario mettersi in viaggio per riuscire a lottare… e vincere. Un modo nuovo e affascinante per fare terapia, per affrontare i propri dolori in compagnia e maturare; per vivere il proprio tempo con il giusto equilibrio.

Come nasce quest’opera letteraria?

Dall’idea di voler accostare le persone alla psicoterapia addentrandole in un vero percorso in cui potersi immedesimare, sminuendo quell’alone di vergogna e mistero che ancora c’è dietro al bisogno di rivolgersi allo psicoterapeuta. Chi va dallo psicoterapeuta ha problemi come li hanno tutti. La differenza con chi non ci va è che chi inizia un percorso terapeutico si mette realmente in gioco e vuole iniziare a risolverli. Non significa ricevere consigli bensì imparare a vedere i nostri problemi da un’altra prospettiva.

Inoltre questo libro è anche il risultato della forte empatia nata nel setting terapeutico.

Quale messaggio volete trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

–          Che la psicoterapia può essere uno strumento valido per tutti nei momenti più difficili.

–          Come sia nelle relazioni umane che si trova la risoluzione di qualsiasi conflitto, perché è nella condivisione che si trova la felicità.

Cosa pensate dell’editoria d’oggi?

Pensiamo che sia in crisi perché ci sono sempre meno lettori e sempre più libri. Non abbiamo più tempo da dedicare alla lettura perché fagocitati da tutto ciò che è digitale, pertanto il libro cartaceo sta perdendo potere sebbene per noi rimane di grande fascino.

Leggi il nostro libro perché…

Semplicemente perché lo puoi trovare interessante e ironico. Inoltre chiunque si può identificare nella storia di Miki e può cercare delle risposte ad un’esistenza che forse una vera risposta non ce l’ha. Il messaggio finale è che non dobbiamo smettere di cercarne una, perché forse il vero senso della vita è proprio la ricerca di una risposta.

Progetti futuri?

No, viviamo l’oggi come ben scriviamo. Il passato crea depressione, il futuro ansia, quindi ci stiamo godendo l’attimo presente e questo libro rappresenta la meraviglia del nostro presente.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“La rosa bianca di serpente- L’inizio della maledizione” di Greta Guerrieri

“La natura abbatteva ogni barriera e limite del mondo. Se avesse potuto farlo essa, avrebbe potuto farlo chiunque. Perché i miracoli esistevano, grazie alla forza di volontà. Il buio perenne si estingueva sempre, dopo lo scorrere di una nottata. Tutto passava, tutto cambiava. Anche lei aveva il dono di modificare il suo percorso e finalmente se ne era capacitata, grazie alle parole di Wolk.”

Greta Guerrieri, classe 1990, ci fa dono di una nuova saga fantasy: La Rosa Bianca di Serpente – L’inizio della maledizione, auto pubblicato. Questo volume narra una duplice vicenda: la prima segue il viaggio di Lais, un giovane cupo, solitario e dotato di occhi dall’insolito colore dorato; questi, stanco della vita condotta finora in povertà, decide di lasciare il villaggio in cerca di fortuna. Una serie di sfortunati eventi lo riporta suo malgrado tra la civiltà indesiderata, incrociando la sua strada con quella di Etka, ragazza solare e allegra dagli occhi viola. Quando Lais scopre di saper provocare strane reazioni e fenomeni innaturali, si rimetterà in viaggio insieme a Etka per scoprire la verità.

Contemporaneamente si sussegue la vicenda di Wolk e Jul, due giovani partiti dallo stesso villaggio di Lais per sfuggire a un’aggressione a opera delle guardie reali. Dapprima divise, queste due strade s’incroceranno fra strani incontri, eventi e rivelazioni di ogni sorta.

A una prima occhiata si rivela un “fantasy con poca magia”: l’autrice, in effetti, punta piuttosto – almeno per buona parte del romanzo – sull’intensità di ogni gesto, azione ed emozione compiuta dai numerosi personaggi presenti nel romanzo, ognuno ben caratterizzato e con un ruolo fondamentale, che affrontano problemi quotidiani tutt’altro che oscuri.

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Consigliato a tutti gli appassionati del genere, soprattutto quelli che ricercano una ricetta un po’ diversa dal “solito fantasy”, ma altrettanto gustosa.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’idea è nata più di quattro anni fa come progetto a quattro mani tra me e mia cognata. Ci siamo sedute alla scrivania di suo fratello con l’intenzione di scrivere una storia insieme.

Con la premessa di non sapere cosa volessimo creare di preciso, abbiamo provato ad abbozzare teorie e idee su alcuni personaggi, alcuni dei quali sono rimasti attuali tutt’ora, perdendo ore ed ore a riflettere su questa idea.

Successivamente, poiché non trascorrevamo abbastanza tempo insieme, causa impegni tra famiglia e lavoro, concordemente abbiamo deciso che lo avrei portato io avanti.

Ho avuto l’idea di scrivere questo libro fantasy perché si potesse distinguere dagli altri, trattando all’interno di una storia puramente inventata, con un tema e delle sensazioni che alcune persone potevano aver sperimentato sulla propria pelle. Volevo scrivere qualcosa di innovativo, una storia che non si era ancora mai sentita e che fosse in grado di catturare l’attenzione dei propri lettori. Ha difatti una struttura che può richiamare sia giovani lettori che adulti, insomma è adatto per chiunque ami sognare o immedesimarsi nei personaggi descritti.

Il desiderio di scrivere questa storia è nato quasi da un’esigenza di dover tirare fuori le mie sensazioni ed emozioni, che tendevo a reprimere. Ho sempre avuto difficoltà nell’approcciarmi o discutere con le persone. Quando invece scrivo, tutto mi viene naturale e riesco ad essere me stessa. Quindi lo considero come una valvola di sfogo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Penso che l’obiettivo principale di ogni scrittore, sia in erba come me che professionista, sia riuscire a trasmettere delle sensazioni ai propri lettori, altrimenti si ha già perso in partenza. Nel mio libro sono presenti molti personaggi dai caratteri diversi. Nutro la speranza che qualcuno sia in grado di immedesimarsi in essi e trovare conforto nelle loro vicende. Desidero appunto consolare le persone che leggono il mio romanzo, adolescenti in primis, spiegando loro che qualsiasi imprevisto che può succedere, qualsiasi difficoltà, cattiveria e ingiustizia che la vita a volte ci propone, non è per sempre perché a tutto c’è un rimedio e soprattutto non siamo mai soli come pensiamo. Ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarci. La storia presenta per lo più diverse tematiche sulla vita di adolescenti e non solo. Ci sono vari riferimenti riguardo alla solitudine, alle ingiustizie della vita, ai tradimenti e alle scelte difficili da compiere. Il mio libro spiegherà come poterle affrontare, magari non sempre nei modi più facili e vorrei potesse essere d’aiuto per alcune persone.

Leggi il mio libro perché…

Penso sia una storia nuova e innovativa, creata con tanto amore e con il desiderio che venisse apprezzata, quindi spero di riuscire in questo intento e che gli darete un’occasione.

Progetti futuri?

In primis finire il secondo libro (attualmente in fase di scrittura) e poi con calma procedere uno alla volta con tutti gli altri ai quali vorrei poter dare vita.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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Franco Liparota Scrittore

“Dopo aver unito i loro cuori, con gli occhi ancora sognanti, decisero di unire i loro regni; quindi montarono sul bianco cavallo alato e volarono verso molti giorni d’infinito AMORE.”

Franco Liparota ripercorre tutta la sua esperienza letteraria e ce la offre con Versi, raccolta poetica e filosofica- Pelege- edita da Pagine srl.

Una serie di “introspettività latenti” – come definite nelle prime pagine – in forma di poesie, racconti e favole che esprimono il suo brillante punto di vista sul mondo e sull’esistenza.

Numerosi i riferimenti ad autori e pensatori del passato, da William Blake a Shakespeare, fino alle menti più geniali del nostro tempo come Stephen Hawking. Tramite i versi o le favole del personaggio Pelege, composti nell’arco di quasi quarant’anni, l’autore confronta l’uomo con tutto ciò che lo circonda fin dall’alba dei tempi: nell’infinito susseguirsi di istanti, la sua ricerca di verità e di un senso in tutte le cose, in perenne bilico tra fede e realtà.

Una serie di idee, pensieri e concetti, semplici e complessi al tempo stesso, quotidiani ma infiniti; Franco Liparota ci fornisce una nuova chiave per affrontare la vita, in una raccolta di parole sue e non sue, che ci ricordano dopotutto quanto siamo “indifferenti” in confronto alla vastità dell’infinito.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dalla necessità incontenibile di cercare risposte ai tanti perché che vivendo mi pongo e dal desiderio di trascriverle per non lasciarle sfuggire.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

I messaggi sono numerosi. Quelli a me più cari sono su Dio, sull’uomo, sul tempo e sull’amore.

Leggi il mio libro perché …

È per tutti i gusti. Favole, poesie, racconti e citazioni. Il bello è che ci troverete anche l’essenza del romanzo che seguirà questo libro.

 Progetti futuri?

Come dicevo poc’anzi sto finendo un romanzo iniziato a scrivere nel lontano 1999.  Non vedo l’ora di farvelo leggere.

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“Nel Nome di Iside – La verità sul mistero più oscuro del mondo” di Alessandro Giunti

“Come tutti da sempre sappiamo, ogni leggenda che si rispetti, ha in sé inevitabilmente un fondo di verità. Il mistero di Maria di Magdala si intreccia nell’antica terra dei Franchi con i più antichi ordini iniziatici; i loro antichissimi culti e i loro misteri mostrano un unico filo conduttore: il culto della femminilità.”

Alessandro Giunti raccoglie i suoi studi su antichi misteri e leggende in questo saggio auto pubblicato: Nel Nome di Iside – La verità sul mistero più oscuro del mondo.

L’autore rispolvera un argomento che tutti gli appassionati del thriller e dell’occulto troveranno familiare, ovvero il mistero su Maria Maddalena, la sua possibile discendenza con gli antichi re francesi e l’origine dell’Ordine dei Templari.

Argomenti portati alla ribalta negli anni passati grazie a Dan Brown ne Il Codice Da Vinci.

Tra queste pagine verrà approfondita la ricerca soffermandosi su alcuni luoghi simbolo della Francia, da Parigi agli angoli più sperduti della nazione, sui quali oggi non restano che deboli tracce della verità sepolta.

Una verità che, secondo l’autore, lega il mistero della Maddalena alla ben più antica divinità egizia Iside e al suo culto.

Attraverso lo studio attento di luoghi, leggende e famosi dipinti – da I Pastori dell’Arcadia di Poussin a L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci – l’autore mette insieme i pezzi di un grande mosaico fatto di congetture e ipotesi, dietro il quale si cela una verità ormai perduta nel tempo, ma che con occhio attento può ancora mostrarci qualcosa di reale, per mantenere vivo il nostro spirito di avventura.

Un titolo immancabile per tutti gli appassionati del mistero, affinché non smettano mai di cercare e sperare.

Come nasce quest’opera letteraria?

Il libro nasce dalla mia passione verso i misteri e la simbologia della Francia medievale: molti dei suoi misteri, infatti, si muovono sullo stesso filo conduttore, il culto segreto della dea Iside. Tali segreti deriverebbero da un’antica cospirazione ad opera di una potente società segreta che avrebbe nascosto in Francia le prove di una verità che, se rivelata, cambierebbe per sempre il modo di vedere il mondo. Ma, oltre al piacere di scoprire, esiste anche il piacere di svelare: alcune delle mie scoperte riguardanti la Francia, infatti, oltre ad avere a che fare con il misterioso e leggendario ordine dei cavalieri Templari, portano in luce delle sorprendenti rivelazioni riguardanti il genio di   Leonardo Da Vinci, il quale, oltre alle sue mirabolanti invenzioni, era anche un abilissimo ingannatore; tanto abile da ingannare persino il re di Francia che lo accolse, Francesco I di Valois. Il genio vinciano infatti teneva segretamente nascoste delle verità, molte delle quali celate proprio sotto i suoi dipinti; tra questi, la reale identità del suo dipinto più enigmatico ed oscuro: il ritratto di Lisa Gherardini, ai più noto come la Gioconda, conservato al museo del Louvre. Un museo già di per sé molto particolare, basti pensare alla sua celebre piramide.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si   ritroveranno tra le mani questo libro?

Voglio che il lettore si appassioni al mistero e alla scoperta, perché è la curiosità a muovere il mondo. Scoprire deve essere sinonimo di ricerca, perché là fuori è pieno di segreti che attendono solo di essere portati alla luce. Quanto al libro, molte delle verità nascoste di cui tratto si fondano su solide basi teoriche. Ciò, indubbiamente, pone le premesse per constatare quanto i misteri francesi e i segreti di Leonardo siano reali e che il suo inganno è in realtà più reale di quello che si pensi. Vede, spesso il modo migliore per nascondere un segreto è lasciarlo in bella mostra, davanti a tutti. Dopotutto, se un segreto o un mistero ci riguarda, perché lasciarlo dov’è? Occorre indagare…

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

La tecnologia e i colossi del web hanno indubbiamente portato gli editori e gli autori ad essere più vicini ai lettori, ma ha anche reso più difficile la selezione degli autori da parte delle grosse case editrici, le quali si affidano solo ai propri canali di ricerca; ricerca che, difficilmente (soprattutto per l’eccessivo numero di libri pubblicati ogni giorno) riesce a scoprire nuovi talenti letterari, finendo per soffermarsi sempre più su autori già  famosi, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Ciò è un grave handicap al quale occorre rimediare. Le piccole case editrici, invece, dovrebbero prestare molta attenzione a cosa pubblicano, cercando di evitare autori che, pur con molta voglia di scrivere, non hanno in sé le doti dello scrittore. Dovrebbero, a mio avviso, investire di più nelle redazioni e negli editor, in modo da valutare con più accuratezza i manoscritti che ricevono. Anche le presentazioni, ultimamente, hanno (purtroppo) perso parte del loro appeal, costringendo gli autori a rifugiarsi nelle fiere dei libri e negli appuntamenti di settore, perdendo in parte quel contatto (che io reputo fondamentale) con i lettori.

Leggi il mio libro perché…

Se hai curiosità e voglia di conoscere scoprirai dei segreti inaspettati ma allo stesso tempo sorprendenti, che ti faranno cambiare il modo di vedere Leonardo ma soprattutto l’intera Francia e la città di Parigi. Niente infatti è come sembra…

Progetti futuri?

Ho intenzione di dedicarmi – dopo la saggistica – alla narrativa. Dopotutto, la scoperta si basa anche sui romanzi. Forse sarà un thriller, chissà… Non si può mai sapere.

Il LIBRO merita 5 stelle su 5.

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“Le foglie d’autunno” di Letizia Turini

Il fatto è che la guerra non è solo al fronte. Colpisce tutti, dal più giovane al più vecchio, uomo o donna che sia.

Parole fin troppo reali, quelle che Letizia Turini mette in bocca ai personaggi nella sua opera d’esordio, pubblicata da Aletti editore.

Le foglie d’autunno narra una  serie di episodi auto conclusivi, vissuti da vari personaggi durante la Prima Guerra Mondiale: fratelli in fuga dalla loro patria in Belgio; un giovane soldato ferito in azione, salvato dalla morte da un vecchio addestratore di cani; una giovane operaia inglese frustrata dal lavoro in una fabbrica di munizioni. Vite diverse e lontane, accomunate dall’orrore della guerra che aleggia su ogni nazione.

Una guerra voluta in fondo solo dai governi, che spingono eserciti al massacro coinvolgendo popoli innocenti che vogliono solo vivere al sicuro… e basta un niente per distruggere tutto ciò che hanno. L’autrice cita per questo la più celebre poesia di Ungaretti poiché, come gli stessi soldati tra le trincee, anche i civili si ritrovano sospesi tra la vita e la morte, come foglie sugli alberi in autunno.

Con realismo e dramma, Le foglie d’autunno riesce a commuovere dall’inizio alla fine con questo insieme di vicende, dimostrando ancora una volta l’unica realtà della guerra: è un inferno, tanto per i soldati quanto per gli innocenti.

Il libro merita 4 stelle su 5.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce durante una lezione di storia al liceo, qualche anno fa. Il mio professore era solito camminare avanti e indietro per la classe spiegando la storia come fosse una storia, ed ogni volta era estremamente coinvolgente. Quando iniziò a parlare della Prima Guerra Mondiale, iniziai ad immaginare come le persone civili, avessero reagito all’arrivo della guerra.  Così ho deciso di dar loro  voce.   In fondo erano persone come me, come ognuno di noi, che si erano trovate in mezzo ad un evento che stava scuotendo il mondo intero.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Non dimenticate. Non dimenticate a cosa ci ha portato un’Europa divisa.

       Non dimenticate coloro che si sono sacrificati.

 “Non invecchieranno, come

 invecchiamo noi che siamo rimasti.”

Recita la poesia del poeta inglese Laurence Binyon, che ha vissuto la tragedia in prima persona. Voglio che la memoria di tutti coloro che sono rimasti coinvolti in questo conflitto non sia trascurata. Per tutti coloro che hanno scoperto come la guerra non è solo al fronte, per tutti coloro che hanno aspettato tremando lo scoccare dell’ora “zero”, per poi correre oltre quella terra di nessuno. Per tutti coloro che hanno aspettato con angoscia il ritorno a casa di qualcuno, per coloro che la casa l’hanno persa. Per tutti coloro che credevano in un Europa unita, ma l’hanno vista tra le fiamme.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

È un mondo complesso. Bisogna avere molta fortuna oltre che idee. Purtroppo è difficile raggiungere grandi case editrici ai primi tentativi, ma sono grata a tutte quelle case editrici che credono nel lavoro di autori emergenti. Sono fiduciosa, comunque, che ci sia spazio per tutti per dare sfogo alla creatività, e che ci sia un’opportunità dietro l’angolo per ogni nuovo scrittore.

Leggi il mio libro perché…

Ho passato mesi ricercando storie realmente accadute, storie “di nicchia”,  che altrimenti non sarebbero state portate alla luce. È un punto di vista diverso per raccontare la guerra generalmente spiegata nei libri di storia attraverso gli eventi politici e gli spostamenti militari.

Progetti futuri?

Scrivere è la mia passione e non smetto mai. Non sempre ho il tempo che desidero, soprattutto con l’università, ma cerco sempre, quando ho un’idea, di buttare giù uno schema o alcuni appunti per poi riprenderli in un momento di calma. Ho molti progetti avviati.

 Qualche mese dopo aver finito di scrivere Le Foglie d’Autunno, mi resi conto di sentire la mancanza di alcuni dei personaggi. L’idea di scrivere un seguito ha certo occupato la mia mente fin da allora, ma mi dicevo che prima mi sarei dovuta concentrare sulla pubblicazione di questo libro. Nonostante tutto, ho un prologo scritto, che si allaccia al primo racconto de Le Foglie d’Autunno e qualche idea in appunti sparsi. Magari sarà proprio un seguito il progetto che vedrà la luce per primo.

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“Le nostre tracce” di Arsenio Siani

“Il mostro sta tornando. Spengo la luce, nella speranza che nel buio non mi veda, ma mi rendo subito conto che è stato un gesto sciocco. Chi vive nell’oscurità è abituato a muoversi nel buio. Mi troverà.”

Arsenio Siani ritorna sulle scene editoriali con Le Nostre Tracce, romanzo breve edito da Accademia Edizioni ed Eventi. Tre episodi auto conclusivi che mettono in luce alcuni aspetti negativi della nostra società, primo fra tutti la violenza sulle donne. Tra padri violenti, bullismo ed emarginazione, l’autore non si risparmia in dettagli crudi e brutali tra gli episodi, che definisce non a torto dei “cazzotti allo stomaco”; lo scopo è, infatti, fare male a chi legge, affinché si smuova qualcosa tra le acque apparentemente placide di quest’umanità… per portare in superficie i mostri peggiori che la corrompono.

Questi mostri sono dietro l’angolo, vivono accanto a noi nello stesso palazzo o guidano l’auto nella corsia opposta, nascosti dietro una faccia comune per non destare sospetti; ma tra le mura delle loro case, sono liberi di scatenare tutto il loro orrore ai danni di coloro che dovrebbero amare. Mostri, non più uomini, indegni di ogni forma di amore fin da quando hanno sferrato il primo pugno.

È la dura realtà che ci circonda, l’orrore che ogni vittima di simili violenze dovrebbe affrontare, sempre, anziché chiudersi nel silenzio. Le Nostre Tracce è, in definitiva, il cupo grido di speranza di un sognatore che scrive per dare un contributo, sperando di fare la differenza e far riflettere anche una sola persona in questa immensa folla di ombre.

Siani può dire da oggi di essere riuscito nell’intento, perché di certo ha fatto riflettere me. E molti altri faranno altrettanto.

 Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dal desiderio di affrontare il complesso tema della violenza di genere. Sentivo di avere qualcosa da dire, sia in ragione del fatto che sono stato testimone diretto di episodi di violenza sulle donne quando vivevo al sud, in una terra dove il fenomeno è molto diffuso, sia in virtù dei miei studi. Sono counselor e durante la mia carriera mi è capitato spesso di approfondire questa tematica, ho lavorato con persone che mi raccontavano situazioni di disagio e sofferenza frutto di violenza sia fisica che psicologica. Questo tema tornava nella mia vita, e mi sono chiesto quale fosse il reale contributo che potessi dare per cercare di smuovere le acque. Credo molto nel potere dei libri, sono convinto che la parola scritta abbia la facoltà di cambiare il mondo. Da lì è nato il desiderio di scrivere questo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questo libro vuole essere una sfida, forse rischiosa, rivolta alle donne, ad avere il coraggio di guardare a questo fenomeno da una diversa prospettiva. Sia chiaro: la donna è sempre la vittima, e niente giustifica la violenza di un uomo su di lei. Vorrei però sottolineare che ci sono dei sottili meccanismi psicologici che portano la donna a contribuire, inconsciamente, a questo fenomeno. La donna che sopporta in silenzio, senza denunciare il suo aguzzino, contribuisce in qualche modo al perpetrarsi di questo fenomeno. Quindi il messaggio che vorrei lanciare ai lettori, soprattutto donne, è di avere coraggio. Di non lasciarsi schiacciare dal senso di colpa o vergogna, dalla paura e dalle proprie vulnerabilità, così da innescare un meccanismo di cambiamento che le consenta di uscire dalla gabbia in cui hanno contribuito a rinchiudersi.

Leggi il mio libro perché…

Potrai trovare una storia narrata da una diversa prospettiva, che ti farà riflettere ed emozionare.

Progetti futuri?

Ultimamente sto approfondendo il tema della narrativa di viaggio. Ho già pronti due manoscritti, uno che ha tratto ispirazione da un viaggio che ho fatto in Cambogia, l’altro da un viaggio in Sicilia. Spero che vedano la luce al più presto.

Il libro di Arsenio Siani merita 4 stelle su 5.

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