“Nel Nome di Iside – La verità sul mistero più oscuro del mondo” di Alessandro Giunti

“Come tutti da sempre sappiamo, ogni leggenda che si rispetti, ha in sé inevitabilmente un fondo di verità. Il mistero di Maria di Magdala si intreccia nell’antica terra dei Franchi con i più antichi ordini iniziatici; i loro antichissimi culti e i loro misteri mostrano un unico filo conduttore: il culto della femminilità.”

Alessandro Giunti raccoglie i suoi studi su antichi misteri e leggende in questo saggio auto pubblicato: Nel Nome di Iside – La verità sul mistero più oscuro del mondo.

L’autore rispolvera un argomento che tutti gli appassionati del thriller e dell’occulto troveranno familiare, ovvero il mistero su Maria Maddalena, la sua possibile discendenza con gli antichi re francesi e l’origine dell’Ordine dei Templari.

Argomenti portati alla ribalta negli anni passati grazie a Dan Brown ne Il Codice Da Vinci.

Tra queste pagine verrà approfondita la ricerca soffermandosi su alcuni luoghi simbolo della Francia, da Parigi agli angoli più sperduti della nazione, sui quali oggi non restano che deboli tracce della verità sepolta.

Una verità che, secondo l’autore, lega il mistero della Maddalena alla ben più antica divinità egizia Iside e al suo culto.

Attraverso lo studio attento di luoghi, leggende e famosi dipinti – da I Pastori dell’Arcadia di Poussin a L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci – l’autore mette insieme i pezzi di un grande mosaico fatto di congetture e ipotesi, dietro il quale si cela una verità ormai perduta nel tempo, ma che con occhio attento può ancora mostrarci qualcosa di reale, per mantenere vivo il nostro spirito di avventura.

Un titolo immancabile per tutti gli appassionati del mistero, affinché non smettano mai di cercare e sperare.

Come nasce quest’opera letteraria?

Il libro nasce dalla mia passione verso i misteri e la simbologia della Francia medievale: molti dei suoi misteri, infatti, si muovono sullo stesso filo conduttore, il culto segreto della dea Iside. Tali segreti deriverebbero da un’antica cospirazione ad opera di una potente società segreta che avrebbe nascosto in Francia le prove di una verità che, se rivelata, cambierebbe per sempre il modo di vedere il mondo. Ma, oltre al piacere di scoprire, esiste anche il piacere di svelare: alcune delle mie scoperte riguardanti la Francia, infatti, oltre ad avere a che fare con il misterioso e leggendario ordine dei cavalieri Templari, portano in luce delle sorprendenti rivelazioni riguardanti il genio di   Leonardo Da Vinci, il quale, oltre alle sue mirabolanti invenzioni, era anche un abilissimo ingannatore; tanto abile da ingannare persino il re di Francia che lo accolse, Francesco I di Valois. Il genio vinciano infatti teneva segretamente nascoste delle verità, molte delle quali celate proprio sotto i suoi dipinti; tra questi, la reale identità del suo dipinto più enigmatico ed oscuro: il ritratto di Lisa Gherardini, ai più noto come la Gioconda, conservato al museo del Louvre. Un museo già di per sé molto particolare, basti pensare alla sua celebre piramide.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si   ritroveranno tra le mani questo libro?

Voglio che il lettore si appassioni al mistero e alla scoperta, perché è la curiosità a muovere il mondo. Scoprire deve essere sinonimo di ricerca, perché là fuori è pieno di segreti che attendono solo di essere portati alla luce. Quanto al libro, molte delle verità nascoste di cui tratto si fondano su solide basi teoriche. Ciò, indubbiamente, pone le premesse per constatare quanto i misteri francesi e i segreti di Leonardo siano reali e che il suo inganno è in realtà più reale di quello che si pensi. Vede, spesso il modo migliore per nascondere un segreto è lasciarlo in bella mostra, davanti a tutti. Dopotutto, se un segreto o un mistero ci riguarda, perché lasciarlo dov’è? Occorre indagare…

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

La tecnologia e i colossi del web hanno indubbiamente portato gli editori e gli autori ad essere più vicini ai lettori, ma ha anche reso più difficile la selezione degli autori da parte delle grosse case editrici, le quali si affidano solo ai propri canali di ricerca; ricerca che, difficilmente (soprattutto per l’eccessivo numero di libri pubblicati ogni giorno) riesce a scoprire nuovi talenti letterari, finendo per soffermarsi sempre più su autori già  famosi, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Ciò è un grave handicap al quale occorre rimediare. Le piccole case editrici, invece, dovrebbero prestare molta attenzione a cosa pubblicano, cercando di evitare autori che, pur con molta voglia di scrivere, non hanno in sé le doti dello scrittore. Dovrebbero, a mio avviso, investire di più nelle redazioni e negli editor, in modo da valutare con più accuratezza i manoscritti che ricevono. Anche le presentazioni, ultimamente, hanno (purtroppo) perso parte del loro appeal, costringendo gli autori a rifugiarsi nelle fiere dei libri e negli appuntamenti di settore, perdendo in parte quel contatto (che io reputo fondamentale) con i lettori.

Leggi il mio libro perché…

Se hai curiosità e voglia di conoscere scoprirai dei segreti inaspettati ma allo stesso tempo sorprendenti, che ti faranno cambiare il modo di vedere Leonardo ma soprattutto l’intera Francia e la città di Parigi. Niente infatti è come sembra…

Progetti futuri?

Ho intenzione di dedicarmi – dopo la saggistica – alla narrativa. Dopotutto, la scoperta si basa anche sui romanzi. Forse sarà un thriller, chissà… Non si può mai sapere.

Il LIBRO merita 5 stelle su 5.

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“Le foglie d’autunno” di Letizia Turini

Il fatto è che la guerra non è solo al fronte. Colpisce tutti, dal più giovane al più vecchio, uomo o donna che sia.

Parole fin troppo reali, quelle che Letizia Turini mette in bocca ai personaggi nella sua opera d’esordio, pubblicata da Aletti editore.

Le foglie d’autunno narra una  serie di episodi auto conclusivi, vissuti da vari personaggi durante la Prima Guerra Mondiale: fratelli in fuga dalla loro patria in Belgio; un giovane soldato ferito in azione, salvato dalla morte da un vecchio addestratore di cani; una giovane operaia inglese frustrata dal lavoro in una fabbrica di munizioni. Vite diverse e lontane, accomunate dall’orrore della guerra che aleggia su ogni nazione.

Una guerra voluta in fondo solo dai governi, che spingono eserciti al massacro coinvolgendo popoli innocenti che vogliono solo vivere al sicuro… e basta un niente per distruggere tutto ciò che hanno. L’autrice cita per questo la più celebre poesia di Ungaretti poiché, come gli stessi soldati tra le trincee, anche i civili si ritrovano sospesi tra la vita e la morte, come foglie sugli alberi in autunno.

Con realismo e dramma, Le foglie d’autunno riesce a commuovere dall’inizio alla fine con questo insieme di vicende, dimostrando ancora una volta l’unica realtà della guerra: è un inferno, tanto per i soldati quanto per gli innocenti.

Il libro merita 4 stelle su 5.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce durante una lezione di storia al liceo, qualche anno fa. Il mio professore era solito camminare avanti e indietro per la classe spiegando la storia come fosse una storia, ed ogni volta era estremamente coinvolgente. Quando iniziò a parlare della Prima Guerra Mondiale, iniziai ad immaginare come le persone civili, avessero reagito all’arrivo della guerra.  Così ho deciso di dar loro  voce.   In fondo erano persone come me, come ognuno di noi, che si erano trovate in mezzo ad un evento che stava scuotendo il mondo intero.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Non dimenticate. Non dimenticate a cosa ci ha portato un’Europa divisa.

       Non dimenticate coloro che si sono sacrificati.

 “Non invecchieranno, come

 invecchiamo noi che siamo rimasti.”

Recita la poesia del poeta inglese Laurence Binyon, che ha vissuto la tragedia in prima persona. Voglio che la memoria di tutti coloro che sono rimasti coinvolti in questo conflitto non sia trascurata. Per tutti coloro che hanno scoperto come la guerra non è solo al fronte, per tutti coloro che hanno aspettato tremando lo scoccare dell’ora “zero”, per poi correre oltre quella terra di nessuno. Per tutti coloro che hanno aspettato con angoscia il ritorno a casa di qualcuno, per coloro che la casa l’hanno persa. Per tutti coloro che credevano in un Europa unita, ma l’hanno vista tra le fiamme.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

È un mondo complesso. Bisogna avere molta fortuna oltre che idee. Purtroppo è difficile raggiungere grandi case editrici ai primi tentativi, ma sono grata a tutte quelle case editrici che credono nel lavoro di autori emergenti. Sono fiduciosa, comunque, che ci sia spazio per tutti per dare sfogo alla creatività, e che ci sia un’opportunità dietro l’angolo per ogni nuovo scrittore.

Leggi il mio libro perché…

Ho passato mesi ricercando storie realmente accadute, storie “di nicchia”,  che altrimenti non sarebbero state portate alla luce. È un punto di vista diverso per raccontare la guerra generalmente spiegata nei libri di storia attraverso gli eventi politici e gli spostamenti militari.

Progetti futuri?

Scrivere è la mia passione e non smetto mai. Non sempre ho il tempo che desidero, soprattutto con l’università, ma cerco sempre, quando ho un’idea, di buttare giù uno schema o alcuni appunti per poi riprenderli in un momento di calma. Ho molti progetti avviati.

 Qualche mese dopo aver finito di scrivere Le Foglie d’Autunno, mi resi conto di sentire la mancanza di alcuni dei personaggi. L’idea di scrivere un seguito ha certo occupato la mia mente fin da allora, ma mi dicevo che prima mi sarei dovuta concentrare sulla pubblicazione di questo libro. Nonostante tutto, ho un prologo scritto, che si allaccia al primo racconto de Le Foglie d’Autunno e qualche idea in appunti sparsi. Magari sarà proprio un seguito il progetto che vedrà la luce per primo.

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“Le nostre tracce” di Arsenio Siani

“Il mostro sta tornando. Spengo la luce, nella speranza che nel buio non mi veda, ma mi rendo subito conto che è stato un gesto sciocco. Chi vive nell’oscurità è abituato a muoversi nel buio. Mi troverà.”

Arsenio Siani ritorna sulle scene editoriali con Le Nostre Tracce, romanzo breve edito da Accademia Edizioni ed Eventi. Tre episodi auto conclusivi che mettono in luce alcuni aspetti negativi della nostra società, primo fra tutti la violenza sulle donne. Tra padri violenti, bullismo ed emarginazione, l’autore non si risparmia in dettagli crudi e brutali tra gli episodi, che definisce non a torto dei “cazzotti allo stomaco”; lo scopo è, infatti, fare male a chi legge, affinché si smuova qualcosa tra le acque apparentemente placide di quest’umanità… per portare in superficie i mostri peggiori che la corrompono.

Questi mostri sono dietro l’angolo, vivono accanto a noi nello stesso palazzo o guidano l’auto nella corsia opposta, nascosti dietro una faccia comune per non destare sospetti; ma tra le mura delle loro case, sono liberi di scatenare tutto il loro orrore ai danni di coloro che dovrebbero amare. Mostri, non più uomini, indegni di ogni forma di amore fin da quando hanno sferrato il primo pugno.

È la dura realtà che ci circonda, l’orrore che ogni vittima di simili violenze dovrebbe affrontare, sempre, anziché chiudersi nel silenzio. Le Nostre Tracce è, in definitiva, il cupo grido di speranza di un sognatore che scrive per dare un contributo, sperando di fare la differenza e far riflettere anche una sola persona in questa immensa folla di ombre.

Siani può dire da oggi di essere riuscito nell’intento, perché di certo ha fatto riflettere me. E molti altri faranno altrettanto.

 Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dal desiderio di affrontare il complesso tema della violenza di genere. Sentivo di avere qualcosa da dire, sia in ragione del fatto che sono stato testimone diretto di episodi di violenza sulle donne quando vivevo al sud, in una terra dove il fenomeno è molto diffuso, sia in virtù dei miei studi. Sono counselor e durante la mia carriera mi è capitato spesso di approfondire questa tematica, ho lavorato con persone che mi raccontavano situazioni di disagio e sofferenza frutto di violenza sia fisica che psicologica. Questo tema tornava nella mia vita, e mi sono chiesto quale fosse il reale contributo che potessi dare per cercare di smuovere le acque. Credo molto nel potere dei libri, sono convinto che la parola scritta abbia la facoltà di cambiare il mondo. Da lì è nato il desiderio di scrivere questo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questo libro vuole essere una sfida, forse rischiosa, rivolta alle donne, ad avere il coraggio di guardare a questo fenomeno da una diversa prospettiva. Sia chiaro: la donna è sempre la vittima, e niente giustifica la violenza di un uomo su di lei. Vorrei però sottolineare che ci sono dei sottili meccanismi psicologici che portano la donna a contribuire, inconsciamente, a questo fenomeno. La donna che sopporta in silenzio, senza denunciare il suo aguzzino, contribuisce in qualche modo al perpetrarsi di questo fenomeno. Quindi il messaggio che vorrei lanciare ai lettori, soprattutto donne, è di avere coraggio. Di non lasciarsi schiacciare dal senso di colpa o vergogna, dalla paura e dalle proprie vulnerabilità, così da innescare un meccanismo di cambiamento che le consenta di uscire dalla gabbia in cui hanno contribuito a rinchiudersi.

Leggi il mio libro perché…

Potrai trovare una storia narrata da una diversa prospettiva, che ti farà riflettere ed emozionare.

Progetti futuri?

Ultimamente sto approfondendo il tema della narrativa di viaggio. Ho già pronti due manoscritti, uno che ha tratto ispirazione da un viaggio che ho fatto in Cambogia, l’altro da un viaggio in Sicilia. Spero che vedano la luce al più presto.

Il libro di Arsenio Siani merita 4 stelle su 5.

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“I sogni dell’anima” di Massimo Pescara

“Attraverso i sogni noi mettiamo a nudo le nostre aspirazioni e le nostre paure, le angosce che ci opprimono. Raccontarle quindi è un modo come demonizzarle vivendole sotto questa forma. Raccontarle per capirne i significati che ci vengono suggeriti.”

È quanto ci insegna Massimo Pescara mentre ci introduce I sogni dell’anima, raccolta poetica auto-pubblicata. Una raccolta di pensieri, emozioni, eventi, sogni, la maggior parte dei quali dedicata a Clementina, sua musa ispiratrice: come un novello Dante, l’autore imprime su carta tutto il suo amore per questa moderna Beatrice e ce lo trasmette, incantandoci ad ogni verso tra i molteplici sviluppi del loro legame. Appassionante e scorrevole, in grado di toccare nel profondo. Ogni parola è un pezzetto dell’autore che non teme di sottoporre al giudizio di tutti coloro che si faranno avanti… e non ci sarà nulla da temere.

Questa raccolta di poesie nasce da una esigenza ben precisa ,quella di fare chiarezza nel mio “io” la necessità di mettere a nudo i miei sentimenti, la volontà di mettere e di mettersi in gioco, senza paure e timori.

La voglia di riscoprire ancora di avere e provare delle emozioni. Riscoprire di essere in grado di amare di gioire e soffrire e che tutto non è perduto anche se poteva apparire così.L’amore con la A maiuscola come fattore scatenante per un viaggio che ancora è lontano dal terminare.

I sogni come specchio dell’anima, la poesia come mezzo per comunicare.

Tutti noi abbiamo dei sogni nascosti nei meandri più intimi della nostra anima e che stentano ad emergere e lo ripeto all’infinito ,quasi come un mantra ossessivo.

“Non smettere mai di sognare fino a quando avrai un sogno da rincorrere avrai una vita da vivere”.

Il messaggio che mi sta a cuore è il sogno realtà.

Un sogno che prende vita nella nostra anima e che si materializza.

L’amore a 360 gradi è il filo conduttore il traino di tutti i giorni in questo attuale mondo in isolamento, esaltare i rapporti interpersonali reali e non virtuali.

È un settore molto particolare di difficilissimo inserimento da parte delle ormai tante”voci nuove” che tentano di affacciarsi e parafrasando la nota canzone “uno su mille ce la fa”.

La difficoltà sta nel dimostrare al mondo dell’editoria di essere in grado di produrre un lavoro di qualità sufficientemente valido da attirare l’attenzione del lettore di massa la cui massa però è in diminuzione.

Pochi oggi leggono,pochi oggi entrano in una libreria per assaporare un buon libro ,per fare questo occorre volersi bene e prendere il proprio tempo ma pare che il sistema web prevalga e la velocità di acquisire cultura in pillole mediatiche vada per la maggiore.

Leggere le mie poesie fa bene all’anima e al cuore.Un libro che ti coccola quando senti il bisogno di tenerezze .Un libro di automedicazione per la tua anima che sembrati dire:

Ferma tutto prendi un attimo per te.

Un nuovo romanzo è in valutazione in casa editrice e spero che venga pubblicato nella primavera del 2020.

Nel frattempo sono impegnato con alcune date di presentazioni e eventi culturali dove proporrò il mio lavoro a chiunque lo ritenga meritevole di apprezzamento.

Ma il viaggio dell’anima continuerà con una nuova raccolta di prossima edizione.

Emozioni.

Il libro merita  4 stelle su 5.

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“La violinista” di Elisabetta Mattioli

“Ormai, aveva raggiunto la conclusione che l’amore rendeva deboli, al contrario fare del buono e sano sesso, oltre a essere divertente, ti preservava dalle eventuali e inevitabili delusioni. Il nuovo incontro con Angelo aveva mandato in tilt il suo adorato equilibrio, che credeva indistruttibile e faticava veramente a sopportarlo.”

Elisabetta Mattioli ritorna sulle scene con un nuovo intrigante romanzo: La violinista, edito da Senso Inverso, con protagonista la bella e talentuosa Sabrina.

Violinista di successo, negli ultimi anni è diventata una donna cinica e leggermente egoista, per nulla interessata ai legami affettivi con l’altro sesso ma solo a puro benessere fisico.

Tutto grazie ad Angelo, misterioso amante che nel giro di una notte le ha permesso di scoprire un’estrema passionalità seppellita nel profondo del suo animo. Cinque anni più tardi, Angelo torna improvvisamente nella vita di Sabrina, facendole prendere una piega del tutto imprevista: l’immenso vortice di passione che trasporta i due amanti fino alla prima metà della storia viene bruscamente interrotta da episodi di sangue che li coinvolgono da vicino. Qualcuno inizia a uccidere i compagni dell’orchestra di Sabrina, uno dopo l’altro, in modo estremamente violento. Sabrina teme il peggio ogni giorno che passa, ma Angelo resterà al suo fianco, aiutandola con tutto se stesso a mantenere viva la sua forza e a scovare nel frattempo questo crudele assassino.

L’autrice mescola eros e thriller con sapienza, trasportandoci con i suoi vortici di sensualità e morte sullo sfondo austriaco dove ha luogo la vicenda. Evidente la cura dei dettagli, soprattutto per quanto riguarda l’incessante tempesta emotiva di Sabrina. Ci mostra una sicurezza di sé solo apparente, fiorita grazie alla passionalità messa a frutto con il suo Angelo, tuttavia in grado di crollare quando sente la sua vita minacciata dalla follia di un omicida; un vecchio lato di sé che minaccia di tornare, frantumando la pietra con cui credeva di aver rafforzato il suo cuore tanto a lungo.

La violinista saprà accontentare ogni appassionato di eros e thriller in cerca di nuovi titoli.

Come nasce quest’opera letteraria?

Il personaggio femminile principale è ispirato ad una mia amica, lei è diplomata al Conservatorio e suona il violino, ho creato il personaggio di “Sabrina”, pensando al suo modo di essere, e alla sua passione per la musica, poi ho usato semplicemente la fantasia, così è “nata” : La Violinista.

Anche l’antagonista (femminile) principale, è ispirato ad una persona, che sempre suscitato in me, un sentimento negativo.

I caratteri dei personaggi maschili, appartengono alla mia “immaginazione”, anche se certi lati caratteriali, sono ispirati alla realtà e a degli uomini conosciuti personalmente.

I miei libri nascono per una mia “esigenza personale”, decido semplicemente che è giunto il momento di farli nascere, seguo il mio istinto e la mia voglia, sono solita chiamarli “bambini letterari”. Sono “partoriti” dal mio cervello e in fondo hanno una vita autonoma, anche se saranno sempre legati a me. 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Sabrina è la classica donna con poca fiducia in se stessa, è stata “martoriata” dalla vita, e tradita varie volte, sia nel campo delle amicizie che in amore, all’inizio “usa” il sesso, e diventa uno strumento, un’arma e uno scudo per proteggersi nei confronti del mondo esterno, che l’ha fatta soffrire, in realtà è vittima e carnefice di se stessa, non se ne rende conto, nemmeno quando incontra “Angelo”, l’uomo che le fa una proposta “indecente” e le propone di diventare la sua amante per un periodo di tempo indefinito, e ogni personaggio che incontrerà lungo la sua strada, sarà fondamentale per la sua rinascita.

Il messaggio è che : Nel corso dell’esistenza, una persona “nasce” e “muore” varie volte e il cambiamento è l’unica costante della vita. 

Leggi il mio libro perché…

“La Violinista” ha una trama accattivante, penso che riesca a     trasmettere delle emozioni, positive, negative, e nefaste, l’essenziale è provare un “brivido” anche se disgustoso.

Se il lettore non “percepisce” nulla è terribile.

Progetti futuri?

Vorrei scrivere, seguendo sempre l’istinto e le mie sensazioni, lasciandomi trascinare dalla corrente impetuosa dell’essenza.

Il resto? potrò scoprirlo solo vivendo, la vita mi ha insegnato di non fare mai progetti a lungo termine.

Grazie per il tempo concessami.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“L’altopiano dei Draghi” di Elisa Cavezzan

“Sono le azioni che compi nei confronti degli altri che ti rendono te stessa, non il popolo a cui appartieni.”

Una lezione che cinefili e appassionati di fantasy troveranno familiare, ma sempre efficace, tra le pagine di L’Altopiano dei Draghi, prima parte della nuovissima saga ideata da Elisa Cavezzan e edita da Argento Vivo. Protagonista della vicenda è Giada, una giovane umana allevata dai draghi fin dalla nascita; per questo motivo crede di essere a sua volta un drago, finché non scoprirà la realtà dei fatti dopo aver compiuto sedici anni.

Giada è molto più di quel che sembra, poiché la sua nascita è stata voluta dal Creatore per dare una seconda possibilità alla razza umana, dopo che un’immane guerra aveva portato un secolo prima rovina e morte tra i vari popoli.

Sotto lo sguardo attento dei misteriosi Guardiani mentre cresce e matura, Giada dovrà adempiere un giorno al suo destino per la rinascita dell’umanità.

Scritto con grande cura e uno stile fluido e scorrevole, questo libro si concentra principalmente sulla vita della giovane con la sua famiglia di draghi, descrivendone ogni aspetto: la suddivisione della specie in precise gerarchie, ad esempio, ma anche la loro cultura e il rapporto con la natura, oltre che le varie fasi di addestramento di ogni giovane drago, senza dimenticare il rapporto di Giada con la sua famiglia adottiva e gli amici. Famiglia, amicizia, conoscenza e amore sono i temi cardine di questo episodio, rimandando ai prossimi ogni altro aspetto dell’avventura che attende la futura eroina.

Perché tutti gli eroi che si rispettano devono compiere prima o poi una scelta fatale per il futuro.

L’Altopiano dei Draghi promette grandi cose per una nuova saga fantasy tutta da scoprire, siatene certi.

Come nasce quest’opera letteraria?

Io ho sempre amato leggere e, con il tempo, mi sono appassionata al genere fantasy. Leggendo saghe fantasiose e complesse come quelle di J.R.R. Tolkien, R. R. Martin, Cassandra Clare, J. K. Rowling e Licia Troisi ho iniziato a domandarmi se sarei mai stata capace di ideare una mia saga fantasy personale. Nel 2016, a seguito del fallimento dell’azienda per cui lavoravo, sono entrata in disoccupazione ed ho scoperto di avere un sacco di tempo libero, così mi sono seduta di fronte alla mia scrivania e, block-notes alla mano, ho iniziato ad immaginare, progettare e scrivere quello che è diventato il mio primo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Vorrei trasmettere l’idea che, impegnandosi costantemente e con determinazione, possono essere raggiunti tutti gli obiettivi che ci si impone. Io non ho mai seguito un corso di scrittura e tutto ciò che ho imparato lo devo ai grandi scrittori passati e presenti, che hanno lasciato, e lasciano tuttora, una traccia della loro bravura e tecnica sulle pagine dei loro libri.

Leggi il mio libro perché…

La mia saga è un fantasy che amo definire “vecchio stile”. Luoghi, personaggi e situazioni sono completamente inventati e l’unico vero aggancio al nostro vissuto quotidiano è dato dalla protagonista stessa, dato che Giada è l’unico essere umano che abita il mondo de “Le cronache di Giada”. Inoltre, vengono affrontate delle tematiche molto attuali ed importanti, come quelle legate alla famiglia, all’amicizia, all’accettazione del diverso ed all’integrazione.

Progetti futuri?

“L’Altopiano dei draghi” è il libro che presenta ed apre le porte alla saga de “Le cronache di Giada”. Tale progetto conta almeno cinque libri, ognuno dei quali descrive le avventure che Giada dovrà vivere per farsi accettare da ognuno dei cinque popoli che abitano il mondo in cui vive.

L’Altopiano dei Draghi  merita 4 stelle su 5.

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