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“Il senso di Mario per i guai” di Marco Moretti

 Combatti, e questo non è male. Hai assaporato la sconfitta, ma gusterai anche la vittoria: se trascorri i tuoi giorni in posizione defilata sino alla fine non avrai ferite, ma voltandoti vedrai una strada vuota.”

 

Questo è, in poche righe, Mario Pinozzi, protagonista dell’opera d’esordio auto-pubblicata di Marco Moretti.

Nel libro Il senso di Mario per i guai, Mario è un medico che vive una vita comune, ordinaria, sospeso tra il suo lavoro, casa, vecchi ricordi e una sopportabile solitudine. La sua routine verrà spezzata bruscamente nel corso di ogni capitolo del romanzo, in una serie di guai in cui si troverà suo malgrado coinvolto. Tra vicine di casa assassine, drammi familiari e incontri fugaci, Mario, eroe improvvisato, farà tutto ciò che è in suo potere per cavarsela, con l’aiuto dei suoi temporanei alleati ad ogni situazione.

La storia è arricchita da una buona varietà di ambientazioni italiane, tra cui Genova, Milano, Bari e il massiccio dello Sciliar, ma a colpire maggiormente è la caratterizzazione del protagonista. Mario è un uomo qualsiasi, uno di noi, con uno stile di vita che lascia poco spazio a gioie e divertimenti. Forse non ne va fiero, ma è pur sempre la sua vita e intende tenersela stretta.

Come molti di noi, comprende il pieno valore della vita quando è minacciata da fattori esterni, ed è in questi momenti che s’improvvisa eroe e lotta per tirarsi fuori dai guai. A modo suo.

“Chi legge un libro, come chi lo scrive, riceve e dona qualcosa”, come sostenuto dall’autore nelle ultime pagine.

Il senso di Mario per i guai ci dona di certo una storia coinvolgente e appassionante: la storia di uno di noi, che insegna a non dare nulla per scontato in ciò che ci circonda ogni giorno. Ci ricorda in poche pagine come il vero potere sia quello che abbiamo tutti noi: difendere ciò che abbiamo di più caro, perché ci rende ciò che siamo.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

L’ opera nasce come spin-off di un romanzo in cui vive il protagonista dei racconti. Sentivo l’esigenza di continuare il rapporto con Mario e di conoscerlo meglio: senza fare spoiler posso dire che la storia viaggia tra Genova, Milano e la Grecia. In questo paese la vicenda attuale si mescola ai ricordi nel diario di un militare. Mario è un chirurgo plastico dedito a casi difficili e si trova invischiato in una vicenda nera a causa della sua empatia. O meglio grazie al ” Senso per i guai” che lo trascina in disavventure lungo la penisola. In questo lo aiutano o lo pungolano alcuni amici: il fido infermiere greco, un giornalista in cerca di scoop, il commissario milanese che arriva dalla provincia. E le donne, tante e diverse, forti e fragili; il ventaglio degli altri personaggi è assortito, per interpretare storie di vita di cui ognuno di noi può essere protagonista, nelle metropoli come nella provincia. Ci sono riferimenti al romanzo, ma le storie sono auto-conclusive e il lettore può scegliere di iniziare con l’ultima.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio si evince dal sottotitolo: “Disavventure di una persone comune, o quasi”. Proprio il quasi fa la differenza, tra una vita banale e una esagerata, il compagno attraente e quello invisibile, la professione esaltante e un lavoro routinario. Chiunque ha in sé il quasi che lo rende un eroe quando deve affrontare un dramma o un pericolo estremo; non parliamo di free-climber o mercenari, ma di uomini che non sanno solo essere maschi e donne che non rinunciano alla femminilità. Spero che il lettore intenda tutto ciò attraverso i guai di un chirurgo che, quando lascia bisturi e camice, incappa in certa sporcizia e cerca di pulire. A modo suo, sporcandosi anch’egli, lasciando qualcosa e ricevendo molto in cambio: non sempre cose piacevoli.

Leggi il mio libro perché…

…ti riconoscerai in uno o più personaggi. Penserai che i guai di Mario potrebbero franare addosso a te: come reagiresti? Ti metterai a frignare o chiederai aiuto, e a chi? Un amico fidato, la forze dell’ordine o un delinquente prezzolato? Oppure ti aggrapperai al “quasi” , al fattore imprevedibile che ribalta l’equazione e ti spoglia dei panni di persona comune? Mario cede alla “fame”, al lato oscuro, una sorta di istinto che in passato lo ha dominato perché lasciato libero: oggi lo tiene al guinzaglio e allenta la resa solo quando è necessario.

 

Progetti futuri?

Arrivano altre storie del chirurgo genovese, ma questo è il presente. Il futuro, vedremo se prossimo, regalerà alle stampe la vicenda da cui tutto ha avuto origine, il romanzo in cui si è palesato “Il senso di Mario per i guai”: la ragazza per cui divenne amico intimo dell’alcool, la morte della compagna, l’inizio dell’amicizia con giornalista e commissario di Milano,l’inseparabile Jorge. E una vicenda nera tra bellezza, città di mare e della moda, le isole greche.

 

Il senso di Mario per i guai merita 4 stelle su 5.

 

 

 

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“DiVersi in prosa”- Viaggio alla ricerca di me di Leonardo Manetti

La poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo.

(Charlie Chaplin)

 

Torna a pubblicare lo scrittore, meglio dire, il poeta… Leonardo Manetti, già noto nell’ambito editoriale.

“DiVersi in prosa”- Viaggio alla ricerca di me è il suo nuovo libro, già presente nei maggiori store online, con il tema dominante delle emozioni unite alla vigna: sua passione e professione.

Un viaggio, quello che ci invita a fare Leonardo Manetti, attraverso versi in prosa per la vita, attraverso la natura, alcune fasi dell’esistenza umana.

Un viaggio che tutti, prima o poi, dovremmo compiere.

Ha pubblicato il suo primo libro nel 2013 e non ha più smesso di scrivere, amare, vivere.

Le radici, Olio, L’arte, Cuore in trappola, Disagio, Ansia, Nuvole, Polvere dispersa, Desiderio, Sognare: queste sono solo alcune delle poesie che troverete in questo fantastico viaggio di parole, emozioni, azioni.

“DiVersi in prosa”- Viaggio alla ricerca di me è una raccolta poetica, una poesia o due prima di addormentarsi- a mio dire- è l’ideale, per farsi cullare da Morfeo con gioia.

Una raccolta poetica, pubblicata con Youcanprint, 95 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

Come nasce quest’opera letteraria?

Questo libro è un viaggio personale in un periodo della mia vita, si può dire che è il continuo del primo mio libro di poesia sChianti. Non mancano i tormenti, lo smarrimento e le inquietudini interiori, tipiche di quegli animi sensibili che l’arte lega a sé, ma racconto anche l’amore per la mia terra, il mio lavoro, e le mie passioni.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Diamo voce alla verità, anche se talvolta amara, e non abbiamo paura di metterci a nudo con le nostre fragilità.

Pro e contro della poesia?

La poesia è una rivelazione personale e interiore, questo è il pro e il contro della poesia. Il difficile è far si che gli altri si ritrovano nelle tue emozioni.

Leggi il mio libro perché…

Con una scrittura semplice e vera anche se parlo della mia vita offro spunti di riflessione per la vita di ciascuna persona.

Progetti futuri?

Ho sempre tante idee che mi vengono in mente ma alla base di tutto sta la ricerca della bellezza nella poesia attraverso varie forme anche sperimentali.

 

 

Una raccolta poetica, pubblicata con Youcanprint, 95 pagine, prezzo di copertina 12 euro.

 

 

 

 

 

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“Nome in codice: Fata” di Stefano Carloni

“Non aver paura: io ti proteggerò dallo schifo di questo lavoro… ucciderò io criminali e terroristi, perché non sia costretto a farlo tu… e renderò la mia anima nera come il carbone, affinché la tua possa risplendere come il sole.”

Questa è la solenne quanto drammatica promessa che l’agente Danny Josephson fa alla sua partner Oaky, protagonisti del secondo volume della Trilogia delle Fate di Stefano Carloni, pubblicato da LFA Publisher, si tratta di Nome in codice: Fata .

In questo libro, ambientato un anno dopo l’avventura di Glitter, la Fata delle Querce (per gli amici Oaky) offrirà il suo aiuto e i suoi poteri al MI6, in particolare al suo partner Danny, verso il quale ha sviluppato sentimenti profondi. Tra terrorismo islamico, antiche società occulte e cospirazioni governative, l’autore mette in risalto in misura maggiore il lato oscuro dell’umanità attraverso gli occhi di una nuova piccola eroina, profondamente diversa da Glitter, ma non meno determinata a proteggere la natura e coloro che ama. Ancora una volta la magia e l’elemento fiabesco vengono messi a confronto con la dura realtà del nostro tempo: un’umanità che soffre per mano di un nemico impossibile da annientare, ovvero l’umanità stessa, tra terrorismo, corruzione e avidità sfrenata. Brillante, inoltre, l’uso di elementi ben noti alla cultura moderna, quali la Massoneria e l’ordine dei Templari, e il loro intreccio con il mondo delle fate e l’ordine politico moderno.

Nome in codice: Fata, nella sua brevità, saprà conquistare ed emozionare dalla prima all’ultima pagina, degna continuazione di una saga dalle magiche potenzialità.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce come sequel, seguito del mio primo romanzo “Glitter, avventure di una fatina”. Stavolta la protagonista principale è Fata delle Querce (per gli umani Oaky), una delle tre fatine che nel primo volume della Trilogia delle Fate avevano aiutato Glitter a sventare un attentato terroristico. È passato un anno: Oaky, insieme con le sue sorelle Pina e Alna, è stata arruolata dal controspionaggio inglese, si è integrata pienamente nel modo di vivere degli umani, e abita in casa dell’agente dell’MI6 Danny Josephson, di cui è segretamente e tormentosamente innamorata. Ma nel mondo dello spionaggio la Morte è sempre in agguato; e quando, durante una pericolosa missione, un tragico evento cambierà per sempre la sua vita, la piccola fata, per fare giustizia e salvare ancora una volta il mondo, dovrà accettare l’aiuto di una misteriosa organizzazione che affonda le sue radici nel cupo Medioevo.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori?

Il messaggio che vorrei trasmettere ai lettori di questo libro è duplice. In primo luogo un ammonimento a non lasciarsi mai travolgere dall’impeto dei sentimenti, fossero pure i più nobili e intensi: Fata delle Querce ama con tutta se stessa un essere umano, nonostante sappia che questo amore è proibito dalla Natura – le fate infatti sono vegetali senzienti, sono alte solo 7 centimetri e mezzo e sono prive di organi sessuali -, e questa passione travolgente la accecherà fino a un esito tragico… che i lettori scopriranno. Il secondo messaggio che vorrei trasmettere è un invito a usare bene la propria vita, per quanto possa apparirvi banale e insignificante; a fare ciascuno la propria parte, piccola o grande, per rendere questo mondo un posto migliore, proprio come fa Oaky.

 

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché… è una storia mista di fantasia e cruda realtà, la storia di una piccola fata al servizio segreto dell’Umanità.

Progetti futuri?

Progetti futuri? Concludere la Trilogia delle Fate. Se tutto va bene, fra qualche mese ci rivedremo qui per parlarne. A presto!

Nome in codice: Fata merita 4 stelle su 5.

 

 

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L’amuleto e il druido di Marco Sutti

“Le sue parole avrebbero steso chiunque. Come potevo sopravvivere? Un essere rinchiuso in un medaglione aveva attaccato come un parassita la mia mente e l’unico modo per sciogliere questa maledizione era la morte fisica del suo possessore. La mia vita per ritrovare la libertà? Un prezzo troppo grande!”

Marco Sutti, classe 1986, ritorna sulle scene editoriali con L’amuleto e il druido, prequel del suo romanzo d’esordio L’ampolla del diavolo (2014). Il libro racconta l’avventura di Heron, giovane e ambizioso druido, cominciata il giorno in cui ottiene dalle mani di un forestiero il misterioso amuleto della conoscenza. Questo potente artefatto, pur dotando il suo possessore di enormi poteri magici, possiede per contro una volontà oscura e pericolosa, che aspira solo a ricongiungersi con il proprietario dell’amuleto gemello: Dion, spietato demone figlio di Satana. Mentre questo aspirante signore delle tenebre organizza la sua guerra contro il mondo, Heron si metterà in viaggio insieme al guerriero cristiano Godric, alla ricerca di armi e alleati valorosi per annientare per sempre la minaccia demoniaca.

Il panorama fantasy italiano si arricchisce di una nuova saga dotata di molte potenzialità, scritta con uno stile sapiente e a tratti divertente che rispolvera la mitologia irlandese. Interessante il confronto di quest’ultima con la religione cristiana che, inesorabile, avanza su ogni terra accrescendo il numero dei fedeli. Una storia che offre al lettore un mondo ricco di magia e tradizioni, spingendolo a chiedersi in che modo sia scomparso per lasciare il posto all’odierna fede e società, e dunque ad andare fino in fondo, fino al capitolo finale.

L’amuleto e il druido si rivela, in definitiva, una nuova brillante saga che appassionerà tutti gli amanti del genere.

Come nasce quest’opera letteraria?

“L’Amuleto e il Druido” è un romanzo Dark-Fantasy. Ho iniziato a scrivere quest’opera alcuni anni fa, grazie ad alcuni incubi premonitori. Alla mattina, ricordavo quelle immagini e quelle sensazioni, e da quelle esperienze, ho dato inizio la stesura del mio racconto.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il romanzo “L’Amuleto e il druido, come per tutti i libri del genere, vede opposti il bene e il male: più specificamente, un giovane druido capace di una straordinaria magia, e un malvagio demone, figlio di Satana.

L’oggetto dei desideri del cattivo in questione è un amuleto chiamato della “conoscenza” che per buona parte del racconto, viene posseduto dal protagonista. Questo monile contiene un’intera biblioteca di sapere. Stranamente la sapienza viene raffigurata da un essere con sembianze di un Dio della morte. Questo potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è.

In verità c’è una spiegazione di fondo.

L’uomo si reputa generalmente come una creatura ignorante e proprio per questo cerca sempre la verità nelle cose, delle spiegazioni e risposte a tutti i misteri e domande che si pone. Credo che a volte, lasciare che il destino si compi senza stravolgerlo, lasciare che l’istinto o le sensazioni che proviamo ci indichino la strada da percorrere, siano talvolta più straordinarie, non dico più rassicuranti, ma di sicuro più essenziali e sorprendenti. Ecco perché, a mio parere, la conoscenza non deve essere totale: è giusto mantenere un tocco di sacralità, di magia, di inconsapevolezza in qualunque ambito, perché senza questi elementi non potremmo più meravigliarci, non potremmo più dire “WOW”. Per questi motivi la conoscenza in questo testo, ha un aspetto negativo.

Sia chiaro, non è negativa l’istruzione, la formazione. Non inizierò una rivoluzione contro la scuola.

Una lacrima, un sorriso, tutte le sensazioni che proviamo non sono il risultato di un’equazione matematica. Le emozioni non si calcolano, ma hanno origine dalla nostra sensibilità. Essere sensibili, essere emotivi, dipende dalla nostra attitudine a recepire queste sensazioni, ma soprattutto dalla nostra capacità di incantarci e di stupirci.

Leggi il mio libro perché…

La mia storia è ricca di momenti d’azione. Non ci si annoia mai.

La maggior parte degli scrittori fantasy, crea un mondo tutto nuovo, diverso dal nostro.

Io ho fatto l’opposto e ho usato un territorio reale, esistente, su questa nostra amata Terra.

Quando iniziai a scrivere i primi versi del libro, mi domandai: ”dove posso ambientare i miei racconti?”

E’ stato semplice rispondermi, ho cercato un po’ sul mappamondo e ho trovato un isola, l’Irlanda.

Per poter descrivere al meglio tutti gli ambienti, i paesaggi e i luoghi, ho organizzato un viaggio, destinazione Dublino e ho visitato tutta l’Isola. Ho cercato di descrivere come meglio potevo, quelle valli ricche di prati a ridosso del mare, che avevo visto e per le quali, mi ero innamorato.

Molto importanti inoltre sono i richiami storici. Si parla soprattutto del mondo celtico (“L’amuleto e il druido”. Il druido, definito brevemente, è un mago celtico), e l’epoca è successiva alla fine dell’Impero Romano d’Occidente e della morte del Patrono d’Irlanda, San Patrizio.

Sempre a quei tempi, qualche nave Vichinga iniziava a solcare i mari del Nord e a fermarsi sulle coste dell’isola.

Insomma ci sono molti indizi e momenti veritieri o realmente accaduti nel mio romanzo.

Documentandomi a lungo sui celti, sulla morfologia e storia dell’Irlanda, ho pianificato l’intera storia su un tallone robusto di indizi e informazioni, che trasformano il romanzo e lo rendono molto più attuale e più semplice da immaginare nella mente di ognuno di noi.

 

Progetti futuri?

Con tempi molto blandi, sto realizzando un paio di progetti. Un nuovo romanzo fantasy e una biografia. Il mio primo lavoro, occupa gran parte del tempo, lasciando alla scrittura solo alcuni e brevi momenti.

Sono una persona con la testa sulle spalle, ma anche molto ottimista. A volte fantastico con la mente e penso in grande. Mi piacerebbe che i miei romanzi diventassero dei film di successo. Chi non sogna questo? Sono comunque consapevole che la strada sarà impervia e lunga e che possiedo una sola possibilità su un milione per raggiungere questo scopo. Ciò nonostante non mi perdo d’animo. Aldilà di questi pensieri, sono una persona semplice e che si accontenta di poco. Mi piacerebbe crescere come scrittore e magari un giorno essere invitato alle feste e raduni del genere fantasy sparse in tutta Italia. Conoscere nuove persone, luoghi e paesaggi diventerebbero delle preziose esperienze in grado di ispirarmi a scrivere nuovi racconti sempre più straordinari e originali.

 

 

L’amuleto e il druido di Marco Sutti merita 4 stelle su 5.

Cosa aspetti a comprarlo?

 

 

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Radici d’infanzia, ali di vita di Mirca Ferri

“Crescere insieme e condividere frammenti rilevanti della propria infanzia suggella un legame indissolubile, capace di varcare le soglie del tempo e della distanza.”

 

Mirca Ferri ci allontana da tablet e social network per addentrarci nella sua breve quanto intensa storia:

Radici d’infanzia, ali di vita, edizioni Eracle.

 

Il libro raccoglie una serie di episodi autobiografici dell’autrice, vissuti nel corso degli anni presso l’Azienda, l’allevamento suinicolo che possedevano i suoi genitori in Emilia Romagna.

Attraverso brevi capitoli che riassumono ben quarant’anni tra fanciullezza, adolescenza e maturità, l’autrice ci trasporta in un contesto del tutto diverso da quello attuale: riesce nell’intento di ricordarci uno stile di vita decisamente più semplice, tra monti e campagne, tra la natura incontaminata e l’incessante fatica del lavoro manuale. I giochi e le avventure spensierate della compagnia dell’epoca, ben lontane da tutta la tecnologia che oggi ci domina.

A colpire maggiormente sono, infatti, i capitoli della fanciullezza, dove l’autrice si gettava all’avventura con gli amici nella sua terra, tra divertimento e misteri a tinte sovrannaturali.

Con il suo stile sobrio e scorrevole, Radici d’infanzia, ali di vita si rivela dunque un messaggio, uguale sia per l’autrice che per i lettori. Un messaggio breve quanto potente e importante: “Ricorda chi eravamo”. Perché oggi è più importante che mai guardare al passato quando la confusione del presente opprime i nostri cuori. Perché i valori di un tempo non siano dimenticati.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera letteraria nasce dal mio profondo desiderio di far conoscere, alla generazione di ragazzini che stanno crescendo ora, come mio figlio che ha 11 anni, le avventure e i passatempi della mia generazione. Sono nata nel 1977 e non esistevano intrattenimenti elettronici, solo la televisione, un’ora al pomeriggio, che trasmetteva cartoni animati. I nostri video games erano la fantasia che, nel caso di specie del mio romanzo, ha avuto la possibilità di ampliarsi in maniera esponenziale grazie al luogo dove l’abbiamo trascorsa.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Vorrei che il lettore ricordasse le proprie radici ( come intitola il libro stesso ) e ricordasse il proprio retaggio, non con il desiderio di tornare indietro ma per fare del proprio passato una risorsa per il futuro.

 

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il campo dell’editoria è stata una scoperta, per me, che non mi ero mai approcciata ad esso. Trovo che sia divenuto un mercato molto competitivo e che si guardi più alla fama dell’autore piuttosto che al contenuto del testo. Ritengo che un libro si possa definire ? bello e da leggere’ se la trama è coinvolgente. Editing, copertine impreziosite dalla copertina cartonata ecc sono solo specchi per le allodole. Inoltre proibirei l’editoria a pagamento, il modo migliore per dimostrare che la Casa editrice stessa non desidera correre un minimo di rischio d’impresa. Preferisco allora che dicano direttamente no.

 

Leggi il mio libro perché…

Credo che il mio libro, seppur breve, sia una piacevole lettura adatta a varie fasce di età , che può arricchire il lettore con citazioni storiche e filosofiche nonché con la saggezza contadina di un tempo che spero rimarrà sempre nella nostra memoria e nei nostri usi e consumi. Inoltre il mio romanzo, riesce a mescolare avventure goliardiche, mistero e un velo di malinconia che offre diversi spunti di riflessione.

 

Progetti futuri?

Ho appena terminato un romanzo, il primo di una trilogia. E’ un romanzo completamente differente dal precedente. Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti parla dei primi amori, con un susseguirsi di avvenimenti ad esso legati.

Ora sono in procinto di elaborare la correzione bozze e sottoporlo, successivamente, alle Case editrici sperando che esso venga pubblicato.

 

Il libro merita 4 stelle su 5: consigliato!

 

 

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“Stelle in silenzio” di Annapaola Prestia

Annapaola Prestia, classe 1979, pubblica un romanzo che- definire- ‘meraviglioso’ è riduttivo.

“Stelle in silenzio” è una di quelle storie uniche nel loro genere e questo dettaglio appare chiaro sin da subito.

Un viaggio in macchina, due donne che si ritroveranno per poi perdersi di nuovo. Poi c’è la malattia della madre, un tumore, ciò che io definisco “il male del secolo”. La figlia, Kara, ignara di tutti i segreti della madre che usciranno fuori, come da un cilindro, durante il loro viaggio in macchina. Viaggio che si concluderà al sud, per visitare qualcosa o ancor meglio, qualcuno. Poi la zia Margherita e le sue verità, l’incontro con Vittorio, a Milano, così unico, fugace, bizzarro. Incontro che ritroveremo tra le pagine, altrove. Incontro che si concluderà con una morte, inattesa, assurda, surreale da subito.

Il padre di Kara e il suo amore per le stelle, il caratteraccio della figlia, una figlia che ha sofferto per la madre, l’affetto non ricevuto, l’alcool visto in momenti non opportuni.

 

Trama, descrizioni e personaggi meritano 5 stelle su 5.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questa opera nasce da un bisogno profondo: scriviamo in primis per guarire noi stessi, ci parliamo, ci raccontiamo, diamo un nome alle emozioni, agli avvenimenti, un colore a ciò che ci sta succedendo ed ecco che le cose, nel bene o nel male, tornano ad avere un senso o, per lo meno, iniziano ad assumerlo. Io, almeno, la penso così e nei miei anni di lavoro come psicologa ho sempre spinto le persone a parlare, a tenere traccia del loro vissuto, ad elaborare, a plasmare la realtà presente, passata e futura, attraverso le parole ed i racconti. E questo vale anche per me. C’erano un sacco di storie di famiglia che si ammassavano nella mia testa, frammenti di racconti, ricordi, trasmissioni genetiche di sensazioni, avventure, storie sussurrate da mia madre e dalle sue sorelle che spingevano affinché qualcuno desse loro forma, le mettesse su carta, per evitare di farle scomparire. E c’era la vita, la mia vita che, come per tutti, all’improvviso, ha subito qualcosa che l’ha deviata per sempre da quello che credevo fosse il suo ordinario cammino. Il bisogno di raccontare, a questo punto, era diventato assolutamente impellente.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mi piace immaginare le persone che lo leggeranno, con le loro esistenze, le loro domande, le fragilità, i lati in ombra, i dubbi e le incertezze con cui l’esistenza ci mette ogni giorno a confronto. Vorrei che, alla fine della lettura, risuonasse nei loro cuori il mio pensiero: la vita va vissuta, uno scalino alla volta, una pozzanghera dietro l’altra, un balzo nel vuoto prima, un sostegno affidabile poi. Niente è irrimediabilmente perduto, nessun avvenimento non meritava di essere vissuto. L’importante è imparare, sempre, alla fine di ogni round. Che ci si ritrovi al ring da vincitori o da perdenti, ciò che realmente conta è la consapevolezza che siamo arrivati a questo punto, a questo momento, perché è così che l’abbiamo voluto. E ripartire da questo.

 

Leggi il mio libro perché…

…perché sono come te, perché potremmo fare un pezzo di strada assieme condividendo le nostre emozioni, perché, a volte, la vita sembra più leggera se abbiamo qualcuno con cui condividerla.

 

Progetti futuri?

In questo momento sto scrivendo per il mio bimbo di 18 mesi, racconti, leggende, momenti di vita vissuta ma ho 14 romanzi iniziati in attesa di una degna fine nell’hard disk del mio pc, devo semplicemente decidere da quale cominciare…

 

“Stelle in silenzio” d Annapaola Prestia, Europa Edizioni, prezzo di copertina 15,90 euro, 242 pagine.

 

 

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