“Agnese” di Liliana Casadei

Centodieci pagine che vi terranno attaccati alla carta: Liliana Casadei m’ha incantato e lo farà anche con voi con questo suo nuovo testo.

“Agnese” pubblicato con Scatole parlanti è un piccolo romanzo MERAVIGLIOSO.

La protagonista, giovanissima, aspirante criminologa, vive a Genova con altre persone, anzi personaggi tutti particolari tra loro.

Sauro, Flavio, Giulia, la proprietaria di casa e non solo colorano l’abitazione dalla colazione a notte fonda.

Il finale vi lascia spiazzati: un qualcosa che non avreste mai immaginato, io per prima.

E poi… beh, poi c’è la nonna di Agnese, un tempo attrice, ora però il peso degli anni si fan sentire e così la vecchiaia bussa alla sua porta: nonna e nipote non son preparate per questo.

 Un lungo viaggio, il viaggio della vita le aspetta.

Liliana Casadei con “Agnese” m’ha incantata. Innamorata del suo stile, attenderò con vera ansia un nuovo romanzo.

110 pagine, prezzo di copertina 13 euro.

COME NASCE QUEST’OPERA LETTERARIA?

“Agnese” nasce dal desiderio di trattare due temi che mi premono molto: la solitudine, intesa come alienazione all’interno della propria zona comfort e la necessità di essere sè stessi, di seguire pienamente la propria indole, a discapito del benestare di chi ci sta di fianco. La protagonista vive nel suo mondo, crede di avere le redini della propria esistenza e sa perfettamente quale strada prendere, ma la vita la metterà di fronte alle infinite possibilità che ha in serbo per lei non appena avrà il coraggio di varcare la soglia che la separa dal mondo reale.

Questa è la storia  di un’iniziazione…un’iniziazione alla vita reale, oltre il comfort del piccolo paradiso domestico, un’iniziazione anche all’amore.

QUALE MESSAGGIO VUOI TRASMETTERE A TUTTI COLORO CHE SI RITROVERANNO TRA LE MANI QUESTO LIBRO?

Quello che mi preme di più è la necessità di essere sè stessi, di comprendere con lucidità la propria indole e seguirla. Ci vuole molto coraggio e determinazione per trovare il proprio posto nel mondo, premettendo che non si tratta mai di un posto  fisico..

LEGGI IL MIO LIBRO PERCHE‘..  saprà sorprenderti, quando pensi di aver capito è proprio quello il momento in cui ti rendi conto di non sapere chi hai di fronte.

PROGETTI FUTURI?

Nel futuro prossimo il progetto che mi preme di più ha come punto di partenza la poesia, ma si tratta di qualcosa di nuovo. È un lavoro che unisce due discipline artistiche e che sperò saprà arrivare dritto al cuore di chi legge, proprio grazie alla sua immediatezza.

Nei miei pensieri, ma solo nei miei pensieri per il momento, c’è un nuovo romanzo…

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La fata delle anime di Alberto Campora


“Era proprio vero, la notte ma anche il giorno appartengono agli innamorati. Anja e madamin Costanza la amavano. La amavano oltre il limite che rende l’amore tollerabile. Chi brucia di passione, come una candela nella notte, è destinato a consumarsi e morire.”


Parole forti, come buona parte dei contenuti di questo romanzo: La fata delle anime, opera autopubblicata di Alberto Campora, non è una storia per deboli di stomaco, in quanto le azioni della protagonista non risparmiano sulla violenza di uno scempio.

Serena, alias Lilith Blue, è una giovane quanto pericolosa criminale che rende insonni le notti di Torino, portando sangue e morte su chiunque sia abbastanza folle da incrociare la sua strada. Gestisce un giro di prostituzione segreto nel quale riesce a reclutare anche una sua ex insegnante, Costanza, trascinandola con violenza lontano dalla sua vita monotona, spezzata di recente da un matrimonio fallito. Quello che inizialmente era un piano per vendicarsi di un torto subito in passato da Costanza, con il tempo diventerà un profondo sentimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, Serena dovrà vedersela con una setta misteriosa e antica che uccide prostitute… e quando alcune delle sue ragazze cominciano a sparire, giunge l’ora per Lilith Blue di andare a caccia.
Scritto con uno stile scorrevole e dettagliato al punto giusto, condito con l’accento torinese che dona originalità alla storia, l’autore ci presenta una nuova antieroina tutta italiana: cupa, sadica, tormentata da un passato ricolmo di sofferenza, eppure dotata di un forte senso di giustizia quando si tratta di proteggere chi le è caro. E pur di proteggere non esita a infliggere incredibili sofferenze su chi osa mettersi sul suo cammino. La fata delle anime è un titolo interessante, ma ricolmo di sangue e violenza: se non temete di leggerne in quantità tra queste pagine, è ciò che fa per voi.

 

Come nasce quest’opera letteraria?
La fata delle anime è nata, come la maggior parte delle mie opere, per puro caso. Stavo guardando una foto un po’ osé di una ragazza sul web e qualcosa è scattato nella mia mente, mi sono detto che sarebbe stata un’ottima protagonista per una storia splatter punk e ho iniziato a pensare chi farle uccidere, come e perché. Un’idea tira l’altra ed alla fine è nato il libro.


Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?
Sostanzialmente non desidero trasmettere un messaggio, non ho la presunzione di avere qualcosa da insegnare al prossimo, desidero soltanto intrattenere i miei pochi lettori, cercando di farli divertire. Inoltre, le mie storie sono surreali e ferocissime spero davvero che nessuno le prenda come esempio e si ispiri ad esse, non desidero diventare il padre spirituale di un serial killer. Mi sento soddisfatto quando i miei lettori mi dicono: “mi sono divertito, mi hai shockato ma, leggendo il tuo libro, ho passato dei bei momenti, dimenticando i miei problemi di tutti i giorni.”


Cosa pensi dell’editoria d’oggi?
Sinceramente è difficile esprimere un giudizio sereno. Temo che l’editoria italiana sia prigioniera della politica, del politicamente corretto e del vendere a tutti i costi, altrimenti non si spiegherebbe la quasi scomparsa del genere horror dalle pubblicazioni mainstream. Ormai certi generi un po’ più liberi, dissacranti e politicamente scorretti sono relegati a piccole case editrici di nicchia o al self publishing, quando nei gloriosi anni ottanta, anni della mia giovinezza e dei miei primi scritti andati perduti, dominavano le classifiche. La cosa sconcertante è la comparsa di libri scritti da anonimi ghost writer e poi attribuiti a personaggi televisivi, sportivi, attori e compagnia cantante, che scalano le classifiche e, ahimè, vengono davvero letti. Avendo letto diversi esordienti, costretti a pubblicare in self publishing come me o per piccolissime case editrici i più fortunati, credo che in Italia ci sia tanto potenziale inespresso e che si perderà almeno un’intera generazione di scrittori.


  Leggi il mio libro perché…
Perché è tremendo (nel senso buono) e ti divertirà, ci sono personaggi da amare ed altri da odiare. È una storia dove non esistono i buoni. Se ami le storie truculente, lo splatter punk, l’erotismo e personaggi dominati da follia e cattiveria, la fata delle anime è il tuo libro.


  Progetti futuri?
Sto rivedendo le mie vecchie opere e presto farò uscire qualcosa di nuovo. Sono più di trent’anni che scrivo e ho una valanga di roba da correggere e poi pubblicare. Ultimamente ho un po’ trascurato il teatro, che in passato mi ha dato piccole soddisfazioni sia in Italia che Germania, spero trovare presto lo spunto per scrivere un nuovo copione.


Il libro merita 4 stelle su 5

 

 

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Valentina Bardi in “Ventiquattro”

 “Una femmina del genere te la tieni stretta. Ne diventi geloso e ci fai l’amore sempre. Non la tradisci, non l’abbandoni, non la lasci da sola una vita e mezzo. Smetti di fare il tuo lavoro e stai con lei. L’adori. L’ami fino a farti odiare.”

Valentina Bardi ci aiuta a riscoprire i valori di un tempo, immortalati tra le pagine del suo Ventiquattro edito da Il Ponte Vecchio. La vicenda ruota intorno alla diciottenne Martina, alla sua famiglia numerosa e alla ristretta cerchia di amici e conoscenti, immersa in un tranquillo contesto di paese del Centro Italia. Numerose le sottotrame che si concatenano durante il romanzo: la difficile relazione tra Martina e Matteo, studente universitario di buona famiglia ma di idee politiche diverse; la crisi coniugale tra i genitori di lei, Giada e Andrea, causata dal distacco del marito in quanto sempre in viaggio come cronista di guerra; il dramma subito dalla figlia maggiore Elena, sposata e incinta all’ottavo mese, che perde il bambino prima di poterlo dare alla luce. Storie di tutti i giorni, eventi del tutto simili a quelli che affrontano innumerevoli famiglie in tutta la nazione – per non dire in tutto il mondo – che pertanto riescono a colpire nel profondo, a coinvolgere con la loro carica emotiva. La semplice vita di paese che ne fa da sfondo aggiunge un pizzico di nostalgia, ricordandoci come ancora oggi si possa andare avanti se ci si trova in contesti ben lontani da quello caotico delle grandi città. 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questo romanzo nasce dopo aver letto “La cotogna di Istanbul” di Paolo Rumiz; un libro attraverso il quale ho capito che tipo di atteggiamento narrativo volevo avere in scrittura.

Il suo senso del ritmo e del tempo è stato una sorta di “rivelazione” e mi ha aiutata a trovare la mia “strada”, la mia voce.

Anche la trama risente della figura di Rumiz: è infatti tutta costruita sul personaggio di Andrea, il padre, giornalista inviato di guerra.

Da Andrea è scaturito poi tutto il resto: una storia famigliare in un preciso momento della vita, quando cioè gli eventi grandi ed imprevedibili ci spingono a fare tabula rasa e ricercare la verità dentro noi stessi.

Attraverso questa storia ho rielaborato tutto il mio personale vissuto: la famiglia, il fatto di essere nata e cresciuta in una piccola comunità, le mie grandi felicità e i grandi, terribili dolori che, malgrado la nostra volontà, arrivano e ci travolgono.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ci sono vari temi nel romanzo, ma credo che i messaggi fondamentali siano due: il primo è l’importanza di guardare l’altro davvero, a prescindere dall’etichetta con la quale viene identificato dalla società. Non bisogna mai dimenticare che dietro ad un’etichetta, ad una definizione, c’è sempre una persona, con la sua sensibilità, il suo universo, la sua storia ed i suoi valori.

E l’altro messaggio è più che altro una constatazione: la vita è la continua ricerca di se stessi e dell’altro e nessuno può sfuggire a questo bisogno primordiale.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Penso che sia un mondo complicato e stratificato in cui è difficile emergere, ma credo anche che ci possa essere spazio per tanti, grazie ai molti piccoli editori che riescono a dare attenzione a storie che diversamente, non vedrebbero mai la luce.

Leggi il mio libro perché…

Perché questa è una storia che all’inizio sembra intima e personale, ma finisce per diventare di tutti.

Progetti futuri?

Mi piacerebbe pubblicare i miei racconti.

Il LIBRO merita 4 stelle su 5

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Viaggio nell’Io Sono – diario di riflessioni sotto il ciliegio di Ciro Buonre

“Tutte le volte che una persona si realizza dà la possibilità a milioni di altre persone di fare altrettanto.”

È il massimo insegnamento che ci propone Ciro Buonre nella sua raccolta: Viaggio nell’Io Sono – diario di riflessioni sotto il ciliegio, contenente una grande varietà di pensieri, aforismi e brevissimi episodi della sua vita. Un concentrato di saggezza, positività e amore per la vita condensato in poche pagine, che l’autore sceglie di trasmetterci ascoltando i suoi personali “Consiglieri Invisibili”. La vita è fatta di piccole cose, e la sua bellezza sta tutta nel modo di percepirla. Ciro Buonre lo dimostra pienamente a modo suo, raccontandoci le sue piccole cose in modo straordinario, con una cura attenta ai particolari.

Consigliato a chi non è mai sazio di aforismi e pensieri sempre nuovi.

Come nasce quest’opera letteraria?

Viaggio nell’Io Sono nasce nel momento in cui mi sono reso conto che i segni e le coincidenze che mi capitavano avevano un senso. In contemporanea mi ritrovavo a vivere situazioni molto particolari, situazioni che mi hanno portato a fare profonde riflessioni, sentendo poi il desiderio di riportarle per iscritto. Mia madre è passata nell’oltre quando avevo l’età di 17 anni, ma il titolo del libro me lo ha dato proprio lei, questo poco più di un anno fa, tramite questa frase “dammi i tuoi scritti, dammi i tuoi libri che voglio fare un viaggio nell’io sono”. Ci sono forme di energia che comunicano con noi attraverso i segni e le coincidenze, e lo fanno per aiutarci nel nostro cammino. Viaggio nell’Io Sono nasce proprio grazie all’aiuto di queste forme di energia.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Vorrei solo far presente che non stiamo percorrendo questo difficile cammino da soli, ma che ognuno ha al suo fianco entità che sono in grado di comunicare con noi in svariate maniere. Ad esempio, possono interagire rispondendo alle nostre perplessità, servendosi della scritta riportata sulla fiancata di un tir di passaggio; attraverso una pubblicità su una rivista, oppure attraverso le parole dette dalla prima persona che incontriamo per strada. Ritengo che l’importanza del segno ricevuto non stia tanto nel segno in sé, quanto nel tempo (l’istante) dell’avvenuto contatto visivo, uditivo e olfattivo. Molto spesso riceviamo all’istante una risposta alle nostre domande, e questo tramite un segno; ma altrettanto spesso non ne siamo consapevoli, e non vi portiamo l’attenzione dovuta.

Cosa pensi dell’editoria di oggi?

Scrivere è un’arte, e noi italiani siamo un popolo creativo. Inoltre scrivere è un modo per comunicare con sé stessi, e per quanto mi riguarda è terapeutico. Può farti scoprire difetti e talenti di te stesso che non pensavi minimamente di avere. L’editoria oggi questo lo ha capito, e le 1500 Case Editrici presenti sul nostro territorio, stanno dando la possibilità a tantissime persone di potersi esprimere. Dati alla mano in Italia ci sono circa 23 milioni di lettori, di cui il 45% legge 3 libri all’anno. In Italia ogni anno sono pubblicati circa 61 mila libri, e per una ragione sia commerciale che numerica, molti di questi libri non potranno essere distribuiti nelle classiche librerie della città. Oggigiorno però è stata data la possibilità sia alle piccole Case Editrici, che agli scrittori esordienti, di poter vedere il proprio lavoro letterario in vendita nelle librerie on line, e questo sta iniziando a pareggiare i conti (anche grazie a social) con la grande distribuzione libraria presente nelle librerie cittadine. Questo lo ha capito anche l’editoria fai da te, quella dell’autopubblicazione digitale, dando la possibilità a migliaia di autori (30 mila autori nel 2017) di vedere il proprio libro in vendita nelle librerie on line.

Leggi il mio libro perché…

Perché è scritto con il cuore; perché è stato scritto di notte, dopo che tutti gli impegni famigliari sono stati portati a termine; perché è stato scritto anche grazie a tutte le riflessioni fatte alle 5:20 del mattino, mentre andavo a lavoro; perché è stato scritto riordinando tutti i pezzi e pezzettini di carta sparsi in casa, dove avevo trascritto i numerosi messaggi e riflessioni improvvise, che altrimenti avrei perso per sempre; perché è stato scritto anche grazie alle mie figlie, la loro genuinità mi ha illuminato così tante volte; e perché non l’ho scritto tutto da solo, ma insieme a qualcosa che ha smosso il cuore e la mano per me.

Progetti futuri?

Come progetti, sto portando avanti insieme ad altre persone, quello della Confederation Man in White; una condivisione olistica di iniziative volte alla persona ed al suo benessere, ma anche di collaborazioni volte al sociale, grazie a progetti editoriali quali un libro per bambini dal titolo La Parola Magica, ed uno sui cristalli dal titolo I Cristalli, l’Energia dell’Invisibile; entrambi scritti e pubblicati personalmente servendomi dell’autopubblicazione digitale.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“Profumo di pane e pensieri da sfamare” di Franca Mancini

“Passo dopo passo qualcosa si ricostruiva nei suoi ricordi; da quel momento in poi anche Amerindo, insieme agli altri, avrebbe risvegliato sogni e speranze per andare avanti. E con il sogno e la speranza in mano, srotolata come quel foglietto, si sorprese a partire per la prima tappa del viaggio. Accompagnato dai profumi e dai sentori della vita, dove egli adesso non giocava più solo quella sfida.”

La nuova opera autopubblicata di Franca Mancini, Profumo di pane e pensieri da sfamare, ci catapulta in una dimensione spaziotemporale tutta nuova e imprevedibile, dove insieme al giovane Amadeo ci troveremo a fluttuare e navigare con leggerezza.

In questa nuova realtà fiabesca e colorata, il giovane affronterà un viaggio insieme a una strana combriccola di personaggi, visitando luoghi lontani e variopinti attraverso i quali troverà risposte ai suoi perché.

Un viaggio alla ricerca di se stessi, in definitiva, in un carosello di avventure che mescola realtà e fantasia grazie alla sua varietà di eventi. Allegro e scorrevole, ricco di scenari e personaggi ben tratteggiati, tra le sue pagine si percepisce il grande amore per l’autrice per il tema dell’introspezione, il viaggio interiore che inevitabilmente tutti affrontiamo quando la realtà che ci circonda ci fa dubitare del nostro essere. Come “da tradizione” nella letteratura, possiamo dire che nulla sistema le cose nel nostro cuore meglio di un viaggio, reale o immaginario che sia.

Come nasce questa opera?

Le ragioni che mi hanno portato a scrivere questo testo sono le stesse che, nella vita, guidano l’uomo durante il suo viaggio esistenziale – affrontando esperienze ambientali e sensoriali; nello specifico, sono l’armonia e la semplicità di fronte alla realtà sempre colorata da una punta di magia e di fantasia, quale prodotto interiore e superiore dei suoi pensieri. Per similitudine, sono naturali come gli ingredienti di un prodotto primordiale e universale: il pane. Da sempre un cibo sano e salutare per la presenza di due semplici componenti, l’acqua e la farina, che ha ricevuto molte attenzioni sia per la sua importanza alimentare che per il suo valore simbolico; motivo di festa e di incontri che, in uno spazio condiviso, sprigiona i profumi e i sapori della vita per saziare la fame di sapere.

Messaggio che vuoi trasmettere?

Il messaggio contenuto nell’opera invita il lettore, principalmente, a scoprire la propria ‘ricetta’ esistenziale, dove annotare tutti gli ingredienti e i profumi personali che lo aiutano a distaccarsi dai problemi quotidiani, a sentirsi importante nel viaggio ‘alternativo’ della propria vita, consapevole di essere solo e sempre se stesso pur con qualche difetto.

Opinione sull’editoria?

Sull’editoria penso che nel complesso vada fatta più chiarezza. Spesso tutto il lavoro che ruota intorno si confonde tra la molteplicità delle proposte pubblicitarie-editoriali e le poche informazioni promozionali a favore dell’autore che, comunque solo perché emergente, scopre le vere e sostanziali difficoltà, come se trovasse una spiacevole sorpresa dentro una scatola bellissima. Personalmente, anche se non posso negare di aver trovato analoga sorpresa, l’esperienza avuta e che continuo ad avere con il mio editore- Manoscrittiebook – è veramente eccezionale. Persone competenti e professionali, lavorano sempre ‘in giacca e cravatta’: discrete ma attente, disponibili e puntuali per ogni genere di richiesta e utili consigli; anche per quanto riguarda l’interesse economico, posso affermare che è sempre condiviso e mai esclusivo. In poche parole, sono fantastici.

Leggi il mio libro perché..

Come per ogni nuova avventura e ogni ‘gioco’ esistenziale, leggi il mio libro per spaziare dalla realtà alla fantasia, per nutrirti dei profumi della vita, come del ‘pane’, e continuare a viaggiare. Potrai avanzare nel tempo e nel tuo spazio, stimolato dal protagonista come da ogni altro personaggio, per creare e reinventare anche la tua storia e custodirla negli annali della tua memoria.

Progetti futuri?

Progetti futuri: professionalmente, continuare ad esercitare la mia attività di psicologa- psicoterapeuta e scrivere liberamente, per fantasia e terapia; Personalmente, concretizzare il traguardo della pensione per cambiare lo scenario e il panorama della vita mia.

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“Fenomenologia di Mika” di Lucia di Maro

“Particolare ammirazione destano i suoi riccioli, che qualcuno vorrebbe fossero riconosciuti patrimonio dell’umanità, gli occhi e il sorriso.”

Uno dei numerosi elogi che l’autrice Lucia Di Maro rivolge alla star anglo-libanese Mika in questo saggio dal titolo Fenomenologia di Mika, pubblicato con Terebinto edizioni.

Ispirato all’opera di Umberto Eco Fenomenologia di Mike Bongiorno, l’autrice analizza i motivi del successo di Mika in Italia negli ultimi dieci anni: una popolarità ottenuta sicuramente grazie a numerose partecipazioni a X-Factor come giudice, fino allo show CasaMika di cui è protagonista. Ma cosa rende Mika così speciale? L’autrice raccoglie numerosi messaggi scritti dai fan sui social che lo acclamano per le sue qualità: amore per l’Italia, umiltà, tenacia, ma soprattutto il fatto che non si nasconde. La sua omosessualità dichiarata, da sempre fonte di discriminazione e pregiudizio, è un aspetto che Mika ha sempre difeso con coraggio nei confronti della società, ispirando molte persone a fare altrettanto. 

Per i fan sfegatati di Mika, ma anche per coloro che vogliono semplicemente saperne di più su una persona eccezionale, questo è sicuramente un titolo da non perdere.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dalla scoperta recente e del tutto fortuita di questo singolare personaggio che risponde al nome di Mika, fino a quel momento un perfetto sconosciuto per me che per quanto riguarda la musica pop sono più o meno ferma agli adorati Beatles!

Invece, circa due anni fa, intercetto in una trasmissione televisiva una scena alquanto surreale.

Il premio Nobel Dario Fo che , sulle note della famosa “Ho visto un re “ di Jannacci, duetta con un bel ragazzo riccioluto, dichiarandosene subito dopo grande ammiratore. Il ragazzo da parte sua, con uno strano accento ma in un italiano invidiabile, si dichiara onorato ed emozionato di conoscere un autore che aveva studiato a scuola  e che considera un “eroe” della sua adolescenza.

Ce n’era abbastanza per incuriosirmi e iniziare una mia personale “ricerca” sul personaggio, complice, confesso, anche un lungo periodo di semi immobilità per un brutto infortunio.

Scopro così trattarsi di una pop star internazionale, un artista poliedrico che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo, dotato di una personalità carismatica che al di là della dimensione artistica suscita interesse e ammirazione per la straordinaria efficacia con cui comunica il mondo di valori di cui è portatore

D’altra parte lo straordinario successo che ha subito incontrato in Italia, fin dalle sue prime apparizioni in TV di alcuni anni fa e la grande popolarità di cui gode tuttora ne sono la dimostrazione lampante.

E con questo piccolo saggio, molto immodestamente ispirato alla celebre “Fenomenologia di Mike Bongiorno” di Umberto Eco, anche per alcune caratteristiche che i due personaggi hanno curiosamente in comune, come spiego nel libro, cerco di indagare proprio le ragioni di tanta popolarità, analizzando il mondo dei media e soprattutto dei social dove l’artista è molto presente.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Più che un messaggio mi piace parlare di un invito che, dati i tempi mi sembra davvero opportuno…e cioè quello di guardare al prossimo senza pregiudizi di nessun tipo.

Chi penserebbe infatti che sotto le giacche glitterate di Mika c’è un conoscitore appassionato della letteratura e dell’arte italiana? O che questo “dandy del duemila”, come è stato definito, ha realizzato per il Corriere della Sera alcuni  videoreportage sui campi profughi siriani in Libano?

Leggi il mio libro perché…

Per condividere la scoperta dell’incredibile mondo dei fans,  quello che Mika chiama “le Nazioni Unite dalla differenza”, un mondo trasversale per generazioni, cultura, nazionalità, fede religiosa… In Italia, per esempio, dove è amatissimo, i suoi fans o per meglio dire i suoi followers, sono una vera una vera e propria comunità che lo segue in tutte le tappe dei suoi tour e lo supporta in ogni occasione.

Il saggio quindi apre degli squarci su questa platea multiforme, offrendo spunto per qualche sorriso e alcune riflessioni sui nostri giovani.

A questo proposito mi ha molto colpito il senso di solitudine che emerge dai messaggi di tanti adolescenti che sembrano trovare il loro punto di riferimento e il loro modello di vita in un personaggio del mondo artistico piuttosto che in famiglia o nella scuola.

E devo dire che, proprio per questo, diversi genitori e insegnanti hanno trovato interessante la lettura del libro.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il mio approccio è abbastanza recente. Conosco sicuramente le problematiche non indifferenti che affliggono questo mondo, ma l’impressione che ne ho ricavato è che prevalga, nella maggior parte dei casi, l’aspetto commerciale, insomma come recita il motto “business is business”.

Ecco allora che per un esordiente risulta pressoché impossibile pubblicare con un grande editore che non vuole rischiare potendo andare sul sicuro , ma dimentica che l’editore, che vuole definirsi tale, dovrebbe essere anche e forse soprattutto una sorta di talent scout e che ,in ogni caso, il rischio d’impresa è connaturato all’idea stessa d’impresa.

Per non parlare poi di molte case editrici piccole e medie che richiedono contributi o l’acquisto obbligatorio di un certo numero di copie, adducendo come motivazione la crisi che affligge il settore. E invece credo che proprio a loro converrebbe correre dei rischi, altrimenti viene il dubbio che abbiano sbagliato mestiere…

E per carità di patria tralasciamo le pseudo case editrici, in realtà solo tipografie, che a pagamento sono disponibili a pubblicare qualunque cosa, senza effettuare neanche una parvenza di selezione.

Ecco perché ho pubblicato con Il Terebinto, una piccola casa editrice indipendente, che oltre al saggio su Mika, ha anche curato la pubblicazione di due miei racconti in due sue antologie, senza richiedere “balzelli” di sorta. D’altra parte data la mia non tenera età, credo di potermi permettere il lusso dell’immodestia…

Progetti futuri?

Preferisco concentrarmi sul presente che mi vede impegnata a completare la stesura di una raccolta di 11 racconti con cui parteciperò alla XXXIII edizione del Premio Calvino, considerata la incoraggiante valutazione ricevuta in occasione della precedente edizione. Nello stesso tempo sto cercando un editore per un’impresa ancora più temeraria…la pubblicazione di una silloge poetica.

Il libro merita 5 stelle su 5

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