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Le idee salentine, scopri il progetto COME TI VESTE!

Quest’oggi voglio parlarvi di un ‘iniziativa molto interessante(SALENTINA!) che, bolle da tanto tempo in un pentolone di idee e che vedrà la luce nel mese di ottobre, momento in cui sarà online il sito ufficiale e, sarà chiaramente, super aggiornato.

Il progetto prende il nome di “Come ti veste”, è online la pagina facebook ed il sito sta nascendo giorno per giorno, io ho intervistato Serena Maruccia, Dottoressa in Scienze della Comunicazione, nonché una delle ideatrici di questa iniziativa.

“Serena come si articola questo vostro progetto COME TI VESTE?”

“ In pratica è un portale nazionale di moda, in ogni città ci sarà

una pagina- che ha le sembianze di un sito super completo- dove

trovare articoli di moda, vengono pubblicizzati solo prodotti presenti

nella propria città, articoli di moda generici, ed è tutto possibile tramite un database in cui cercare cosa ci serve; come su una ricerca in Zalando.

Puoi fare il giro dei negozi da casa tua, conoscerli dalle loro pagine personali, vedere dove si vende quello che cerchi.

Non vendiamo online intenzionalmente, cerchiamo di stimolare le persone a

recuperare il piacere di ritagliarsi un po’ di tempo per tornare nella boutique

di fiducia”.

“Ed il progetto è aperto a tutti coloro che vogliono collaborare?”

“Certo! Da ogni provincia potranno partecipare altre ragazze che si occuperanno dei negozi delle proprie città, scrivendo, pubblicando, scegliendo assieme ai negozianti i prodotti da pubblicizzare.

Ogni prodotto non viene solo fotografato (e non certo con un telefono) ma ogni

foto viene elaborata su photoshop in maniera professionale tali da sembrare

vere e proprie foto da catalogo”.

Un fantastico progetto degno di nota, le belle idee sono sempre quelle che attendono…attendono….ed al momento giusto salton fuori.

Per il momento qui è possibile trovare la pagina dell’iniziativa : https://www.facebook.com/cometiveste?fref=ts invito tutti i miei lettori a cliccare mi piace e a rimanere aggiornati continuamente.

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DAVIDE DONE: LA MUSICA COME ESPRESSIONE DI VITA

Oggi conosceremo un nuovo talento salentino, nel mondo della musica: DAVIDE LEUCCI. 

Classe 1995, nato a Maglie, il suo pseudonimo è D.one, ma anche Done, perché – come suggerisce lui- “taggavo” così da piccolo.

“Ho cominciato a seguire la cultura hip hop all’ età di 12/13 anni poiché sentivo il bisogno di legarmi ad un stile ben preciso, non come i soliti seguaci della moda (infatti quando cominciai non c’era nessuno a parte quei pochi che manco mi consideravano e inoltre mi prendevano per il culo).

Mi sono appassionato sin da subito ad una delle discipline dell’hip hop, al writing, infatti per un paio di anni con qualche mio amico abbiamo formato una piccola crew di writers ma poi, forse essendo un vero appassionato della musica, ho deciso di mettere da parte il writing per dedicarmi molto di più al rap. Da quando ho cominciato ho sempre avuto un mio grande amico (che per me è un fratello) al mio fianco, Neos, di Otranto. Con lui già all’età di 14 anni scrivevamo strofe e facevamo freestyle divertendoci e passando pomeriggi interi insieme. https://www.youtube.com/watch?v=65KaMjD8ALU&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA

(qui potete trovare uno dei pezzi)

“Abbiamo rappato insieme e lo facciamo tutt’ora con l aggiunta di un altro grande amico, Skyline, di Maglie, che da poco più di un anno ci segue anche attraverso le sue strofe. “https://www.youtube.com/watch?v=vDoDwEsQEng&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA&index=5

(come qui)

“Inoltre- prosegue Done- quest’ estate ho cantato un paio di volte (come So What fest e Are you experienced) grazie ad un gruppo funky emergente ma davvero sorprendente, i Samana Trip. “

Adesso conosciamolo meglio….

  1. C’è STATO UN PARTICOLARE EVENTO CHE TI HA FATTO DA CAMPANELLO D’ALLARME? QUANDO HAI CAPITO CHE LA MUSICA AVREBBE AVUTO UN RUOLO CENTRALE NELLA TUA VITA?

“Adoro tutte le discipline dell’ hip hop. Mi sono legato subito al writing perché penso che i graffiti siano vere opere d’arte ma dopo un paio d’anni ho capito che era la musica ad interessarmi davvero, quando ho cominciato a seguire molto di più il rap italiano e americano e ho deciso di mandare anch’ io i miei messaggi attraverso la musica, l’ hip hop, rappresentando le giornate che passo e i miei pensieri in rima.”

  1. QUANTO PENSI CHE SIA DIFFICILE FARE MUSICA NEL SUD?

“Non credo che fare musica sia difficile o facile perché prima di tutto dipende da quanto ti appassioni ad essa e quanto ti applichi per farla suonare nel modo giusto. Bisogna dimostrare chi sei e quanto vali per farsi sentire e soprattutto amare quello che fai, parlo da giovane rapper che ancora ha davvero tanto da imparare!”

  1. CHI è IL TUO RAPPER PREFERITO E A CHI TI ISPIRI?

“Non ho un rapper preferito, perché tutti hanno stili e modi diversi di fare rap. Ci sarà sempre qualcuno che si applicherà in modo diverso dagli altri, perché se non fosse così a mio parere sarebbe troppo monotono ed è anche per questo che non mi ispiro a nessuno di preciso. Ognuno ha il suo stile, il suo flow ed questo che mi piace ricercare e ascoltare. Amo l’old school, anche se provengo dalla nuova.”

  1. PENSI CHE IN QUESTO MONDO SIA IMPORTANTE STUDIARE PRIMA DI TUTTO, O LA MUSICA è UN ARGOMENTO A PARTE?

“E’ un argomento a parte secondo me, perché se ti piace la musica e vuoi esprimerti nel tuo modo (cantando, suonando, rappando) lo puoi fare anche quando studi, senza avere complicanze o problemi, basta essere sempre convinti di ciò che si fa.”

  1. COSA PENSI DELLE CASE DISCOGRAFICHE?

“Non mi sono mai interessato delle case discografiche perché io e i miei amici abbiamo sempre fatto tutto da soli. Credo comunque che se un prodotto musicale è fatto davvero bene, quindi suona, son contento che quel gruppo o quell’ artista venga spinto a livelli alti, anche se in Italia a quanto pare si pensa solo al business, infatti quello che non accetto sono le imposizioni da parte di esse (credo che si sia capito che seguo molto di più gli artisti indipendenti rispetto a quelli mainstream).”

Per chi volesse sentire l’ultimo pezzo https://www.youtube.com/watch?v=A5j9ynyuFGw&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA&index=1

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CHIARA BUONANOVA: LA MODA COME SCELTA DI VITA

La moda da sempre si contraddistingue per la velocità nel cambiare tendenze e nell’accogliere nuovi artisti da tutto il mondo, con trend estroversi e collezioni alquanto bizzarre; il Salento da sempre terra di talenti, nel settore della moda ha una nuova star: CHIARA BUONANOVA.

 

CHI è?

 

Chiara Buonanova nasce a Maglie il 17 febbraio 1993, sin da giovanissima dimostra una particolare passione per l’arte e una spiccata creatività che la spingono a seguire un percorso di studi artistici presso il Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce e nell’agosto 2012 prende parte ad uno stage presso il Museo Pino Pascali a Polignano a Mare.

Dopo una breve parentesi pittorica inizia a interessarsi di arte contemporanea e nel 2013 viene selezionata dal concorso indetto da Creart Network Cities of Artistic Creation con delle opere di natura concettuale, realizzate da bambini di scuole dell’infanzia della provincia leccese.

Conseguito il diploma in pittura presso il Liceo Artistico Ciardo-Pellegrino lascia il paese natale, Bagnolo del Salento, e prosegue gli studi a Milano presso l’Istituto di Moda Burgo frequentando il corso di Stilista di Moda. Qui, dal febbraio 2014, collabora con l’ufficio vetrine di Moschino.

Successivamente ad una breve esperienza presso lo stilista Francesco Ballestrazzi inizia a sperimentare il lavoro di creazione di accessori in pelle per poi arrivare a realizzare una propria piccola collezione di pochette in pvc e pelle.

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(Chiara Buonanova in uno scatto di Elena Datrino) 

In quale momento della tua vita hai capito che l’arte avrebbe avuto un ruolo centrale nella tua quotidianità? c’è stato un avvenimento preciso?

“Che io ricordi l’arte ha sempre avuto un ruolo importante per me. Sin da piccola sfogliavo i libri d’arte che avevo in casa e poi pian piano ho iniziato a leggerli e ad entrare in maniera sempre più approfondita in questo mondo che è per me vitale. Ho sempre sentito la necessità di informarmi, sono sempre stata una persona molto curiosa. Ricordo che il primo libro d’arte che mi appassionò tantissimo fu una biografia di Lorenzo Lotto, ma il primo pittore che mi incuriosì tantissimo fu Van Gogh. Successivamente, anzi direi tardi iniziò ad incuriosirmi l’arte contemporanea. Qui ricordo un avvenimento preciso. Ero nella Galleria d’arte moderna a Roma e, trovandomi di fronte una tela di Lucio Fontana, ho avvertito un senso di incapacità nel non riuscire a comprendere ciò che avevo davanti… Da quel momento ho iniziato ad informarmi, a studiare e di conseguenza a capire e ad amare l’arte contemporanea in maniera quasi ossessiva.”

 

La prima parte dei tuoi studi artistici è stata al Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce, pensi che ci sia una differente visione artistica tra nord e sud? Ritieni di esser soddisfatta dello studio nelle scuole superiori?

“Per me il Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce è stata una svolta. Mi sono ritrovata in un mondo fantastico, nel paese dei balocchi. Quando c’erano le vacanze estive avevo nostalgia della mia scuola. Ho avuto dei docenti eccellenti sia nei laboratori che nelle aule. Ho cercato di “rubare” il più possibile da loro. la mia scuola prendeva parte e avviava numerose iniziative, ad esempio come ad esempio la bellissima esperienza che ho avuto la fortuna di vivere presso il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare oppure l’impeccabile organizzazione delle gite scolastiche grazie alle quali ho potuto vedere ad esempio Chagall all’Arapacis, Modigliani, Picasso, Dalì, il Maxxi di Roma e la Biennale del 2011 che ora continuo ad andare a vedere per conto mio.

Per quanto riguarda la differente visione artistica tra nord e sud l’unico modo in cui riesco a percepirla è che a Lecce ci sono pochissime Gallerie e Musei,anche se comunque per quel che si puo’ si riesce sempre ad organizzare qualcosa. Per chi vive in città è molto più semplice trovare eventi e mostre.”

 

Cosa ti entusiasma del settore della moda e quanto ti senti appagata nel ruolo che ricopri in Moschino?

“Sapevo che avrei voluto fare la stilista sin da quando avevo 6 anni e cucivo a modo mio i vestiti per le bambole.

Ho sempre avuto le idee chiare sulle mie aspirazioni e sto cercando di realizzare il mio sogno nella speranza che la mia ambizione e determinazione mi facciano arrivare dove voglio io.

L’opportunità che ho avuto di collaborare saltuariamente con l’ufficio vetrine di Moschino è unica, sono di quelle cose che non ri-capitano nella vita, mi sento molto fortunata. Qui sto avendo modo di imparare e mettere in pratica tantissime cose.”

 

Ballestrazzi è un personaggio molto stravagante e conosciuto per i suoi cappelli artistici, cosa hai imparato attraverso questa esperienza?

 

“Ho avuto modo di lavorare con Francesco Ballestrazzi per un periodo brevissimo, ma comunque  utilissimo e sufficiente per assistere alle fasi di realizzazione di una collezione e per avere un primo approccio con i materiali e a capire l’importanza della cura di ogni singolo dettaglio.”

 

Realizzata la tua prima collezione, a chi ti ispiri? Perchè?

“La mia collezione è nata un po’ per caso, ritrovandomi tra le mani delle pelli e del pvc, poi le idee si sono formate con i primi tentativi di realizzare una busta, cercando di avvicinarmi alla perfezione tanto nei disegni quanto nel creare la busta vera e propria. Per realizzare queste borse ho immaginato che ad indossarle fosse una ragazza rock, decisa e i materiali utilizzati si adattavano perfettamente a questa mia idea. In generale mi sento vicina allo stile di Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy”.

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(Modella Giada Musio)

 

 

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(Modella Larissa Bizio)

 

Per info: https://www.facebook.com/chiarabuonanovabags?focus_composer=true&ref=hl

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LUIGI BROCCA- LA FOTOGRAFIA COME GARANZIA

CHI è LUIGI BROCCA?

 Sono nato nel ’93, mi sono diplomato al Liceo Capece ind. scientifico “Brocca” e per un anno ho frequentato il corso di informazione media e pubblicità (facoltà di sociologia) a Urbino ..da quest’anno invece mi sono trasferito definitivamente a Lecce e studio “Scienze e tecniche psicologiche”.

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QUANDO è NATO L’AMORE PER LA FOTOGRAFIA?

L’interesse per le foto è praticamente sorto tra la fine del 1 e l’inizio del 2 superiore quando per puro caso ho rispolverato una macchinetta che mi era stata regalata un anno prima e che non avevo mai usato.

Scatta qua scatta là con il tempo l’interesse è cresciuto e dopo aver partecipato a una collettiva a Supersano nell’estate 2010 (artists in nature), a Dicembre dello stesso anno ho iniziato ad auto-espormi.

E così è nata “Emozioni allo specchio” ..la mia prima mostra fotografica personale a Maglie da Arthesia via G. De Giuseppe dall’11 dicembre al 30 gennaio 2011; la mostra è piaciuta assai  e l’assessore Rizzo (di Maglie) mi propose di esporre nella galleria Capece dove di fatto dal 12 al 21 agosto ho organizzato “Hold my Hand”, proprio il periodo dei festeggiamenti dell’unità d’Italia e ho aggiunto alla mostra anche foto di lapidi commemorative e busti presenti a maglie di alcuni di quelli che avevano in qualche modo preso parte al risorgimento, per quella mostra tra i vari riconoscimenti poi ho anche avuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.

 

SO CHE QUEST’ANNO HAI VINTO UN NUOVO CONCORSO A OTRANTO, DI COSA SI TRATTA?

 Il concorso si chiama esattamente “Otranto è il tuo obiettivo” e in entrambi i casi le mie foto sono state tra quelle selezionate dalla giuria tecnica, tutte le foto vincitrici sono state esposte da Dino Longo al largo di Porta Terra per tutta l’estate.

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HAI PARTECIPATO AD ALTRI PROGETTI?

Nel 2012 ho iniziato a lavorare alla pubblicazione di un libro con il Prof Francesco Tarantino- agronomo paesaggista, insegnate al Liceo Capece- lavoro pubblicato a dicembre dell’ anno successivo

“Maglie città di giardini” ed il tema riguarda le ville e i giardini storici di Maglie.

 

SO CHE SEI MOLTO SEGUITO, ANCHE PER FESTE PRIVATE, VUOI LASCIARE I TUOI CONTATTI?

Certo, la mia pagina su flickr https://www.flickr.com/photos/broccaproduction dove ho una media di 200 visite giornaliere e circa 65000 visite nell’ultimo anno ed il link della mia pagina https://www.facebook.com/luigibrocca.ph

 

 

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L’APPRENDIMENTO DELLA SECONDA LINGUA IN AMBIENTE SCOLASTICO- I RICERCATORI UNISALENTO: «È URGENTE UN RIPENSAMENTO DEI MEDODI DI INSEGNAMENTO»

L’ambiente scolastico è un contesto molto povero per l’apprendimento completo di una seconda lingua (L2), soprattutto in età adulta. Uno studio neurofisiologico condotto da ricercatori dell’Università del Salento (Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Linguaggio ) e dell’Università di Helsinki (Cognitive Brain Research Unit, Institute of Behavioral Sciences ) dimostra una volta per tutte che per l’acquisizione fonetico-fonologica della L2 è necessario:

•             ricevere una quantità di stimoli uditivi di alta qualità e da parte di insegnanti madrelingua;

•             usare diffusamente la seconda lingua per raggiungere obiettivi comunicativi funzionali;

•             essere soprattutto sottoposti a un training intensivo (anche con strumenti multimediali), in modo da riattivare la plasticità neurale della corteccia uditiva.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Frontiers in Human Neuroscience”, con il titolo Assimilation of L2 vowels to L1 phonemes governs L2 learning in adulthood: A behavioral and ERP study (“L’assimilazione delle vocali della L2 ai fonemi della prima lingua controlla l’acquisizione della L2 in età adulta: uno studio comportamentale e neurofisiologico”).

Guidati da Mirko Grimaldi (Università del Salento) ed Elvira Brattico (Università di Helsinki), i ricercatori Bianca Sisinni, Barbara Gili Fivela, Sara Invitto, Donatella Resta e Paavo Alku hanno studiato due campioni di studenti italiani, al primo e quinto anno della Facoltà di Lettere e Filosofia, Lingue e Beni culturali dell’Università del Salento. Obiettivo: capire se gli anni di studio universitari generino tracce stabili nella memoria a lungo termine per permettere la discriminazione dei suoni dell’inglese L2, ovvero se ci siano progressi nell’apprendimento dei suoni della L2 e quindi miglioramenti nella capacità di discriminazione.

LO STUDIO:

«Abbiamo misurato la capacità di discriminazione incrociando due metodologie», spiega Grimaldi, «da un lato semplici test percettivi, in cui gli studenti sentivano coppie di suoni dell’inglese e dovevano giudicare quanto questi fossero uguali o diversi, e dall’altro registrazioni elettroencefalografiche (EEG) con una cuffia a 64 elettrodi, mentre gli studenti sentivano le stesse coppie di suoni ed erano distratti dalla visione di un film senza audio». «Si tratta di particolari registrazioni EEG», precisa Brattico, «definite Potenziali Evento Correlati, che permettono di osservare in tempo reale l’attività della corteccia uditiva, implicata nella elaborazione e rappresentazione dei suoni». «Quando sentiamo suoni linguistici che fanno parte della lingua nativa», aggiunge Grimaldi, «il cervello è grado in pochi millisecondi di decodificare il segnale acustico, estrarre le caratteristiche peculiari di ogni suono e produrre una rappresentazione mentale dello stesso: così possiamo distinguere un suono da un altro e costruire prima le sillabe, poi le parole, e così via».

 

«Abbiamo comparato le risposte neurali della corteccia uditiva dei due gruppi di studenti universitari fra di loro e con un gruppo di controllo caratterizzato da un basso livello di istruzione (terza media)», spiega Grimaldi. «Siamo partiti da un’ipotesi molto semplice: se durante gli studi universitari si fossero sviluppate nuove abilità percettive avremmo dovuto trovare risposte neurali differenziate fra i tre gruppi». Purtroppo i risultati non hanno confermato l’ipotesi. Le risposte neurali della corteccia uditiva dei due gruppi di studenti sono risultate comparabili fra loro, e le risposte neurali di ognuno di loro non differivano da quelle del gruppo di controllo. Inoltre, tali risposte sono state generate dall’area frontale destra del cervello piuttosto che dalla corteccia sovra-temporale di sinistra (dalle parti delle tempie, dove si trova l’area uditiva che controlla linguaggio), e ciò suggerisce che i due gruppi di studenti abbiano semplicemente percepito differenze acustiche. Pensiamo, per esempio, a quando vediamo un film o ascoltiamo una canzone in una lingua sconosciuta: siamo in grado di percepire differenze acustiche, ma da quel flusso acustico non riusciremo a “estrarre” le parole e accedere al loro significato». Alcuni studi precedenti che hanno osservato apprendenti della L2 in contesto scolastico con differenti lingue native (tedeschi, finlandesi, giapponesi, turchi e altri che apprendono l’inglese) non hanno mai prodotto risultati favorevoli per gli insegnanti. Questo studio conferma definitivamente ed estende quei risultati, dimostrando con dati neurofisiologici che la quantità e la qualità degli stimoli ricevuti dagli studenti universitari non sono sufficienti per formare solide tracce neurali dei suoni L2 nella memoria a lungo termine.

 

«Al contrario delle raccomandazioni contenute nel “Common European Framework of Reference for Languages: Learning, Teaching and Assessment” (CEF), l’acquisizione della lingua straniera avviene in un ambiente in cui predomina la prima lingua, dove la percezione e la produzione della L2 ricevono poca attenzione e dove la L2 non viene mai usata fuori dalla classe. Inoltre, l’istruzione formale privilegia il lessico e la morfosintassi», sottolineano i ricercatori, «trascurando percorsi intensivi di addestramento alla percezione e produzione. Quando viene parlata in classe, la L2 è poi spesso pronunciata da insegnanti non madrelingua o, nel migliore dei casi, da insegnati madrelingua con pronunce regionali. Gli studenti di una L2 dovrebbero invece ricevere una quantità di stimoli di alta qualità e da parte di insegnanti madrelingua, usare diffusamente la L2 per raggiungere obiettivi comunicativi funzionali ed essere sottoposti a training prolungato (anche con strumenti multimediali) a livello della percezione e produzione, in modo da riattivare la plasticità neurale della corteccia uditiva. Occorre insomma», concludono Grimaldi e Brattico, «ripensare e riorganizzare con urgenza l’approccio didattico all’insegnamento della L2 (assieme alla formazione degli insegnanti) nelle scuole di ogni ordine e grado».

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Il temporale di Lucio De Salvatore

Lucio De Salvatore nasce a Poggiardo il 20 Gennaio del 1990, vive a Muro Leccese, ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte Giovanni Pellegrino di Lecce, dove ha conseguito il diploma di Maestro d’arte in arte in pittura anno 2008/09, attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti.  Durante l’anno  accademico 2010/2011 avviene la svolta artistica, infatti, una sua opera è stata scelta per partecipare alla 54ma Esposizione Internazionale d’Arte della biennale di Venezia rimasta in mostra dal 4 Aprile al 4 Maggio. Il selezionatore dell’opera dell’artista è stato il critico, politico e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi e l’opera selezionata rappresentava un paesaggio nostrano dal titolo “ il Temporale “ .

L’Artista si occupa oltre che di pittura anche di Decorazione, Restauro (sia ligneo sia pittorico), Caricaturista, allestimento mostre ma è anche Vignettista tante è che da due mesi è sottocontratto di durata annuale con l’azienda pubblicitaria internazionale Red Bull, per la quale realizza le vignette.

Le opere dell’artista salentino svelano un attento percorso formativo attraverso tecniche pittoriche e figurative che ne testimoniano l’impegno percettivo, di là dagli schemi consueti di scuola. È evidente una tenace volontà conoscitiva che lo spinge a sperimentare sulla tela e su se stesso, moduli e canoni che pura appartenendo alle regole della composizione visiva, vengono rivisitati e, per cosi dire, rivissuti , secondo modalità personali e inedite di lettura espressiva. Espressione, nelle arti visive significa soprattutto richiamo,allusione, complicità con chi guarda, ma anche apertura, chiarezza, universalità del messaggio. Esiste, infatti, una dimensione del dipingere che va al di là  delle tecniche che l’artista, di volta in volta adotta e che chi guarda sembra percepire oltre il punto di vista specifico.

Intervistato per l’occasione, abbiamo chiesto a Lucio quanto sia difficile fare arte nel sud ma soprattutto qual è il riscontro con il pubblico e la sua risposta non lascia nessun dubbio:

“Fare arte nel sud, purtroppo, è una cosa difficilissima, io stesso lo scorso Natale mi offri di decorare la piazza di Muro Leccese con dei pannelli ma diversi giorni dopo, quest’ultimi sono stati rimossi perché – a detta del Sindaco- gli insulti sui social network erano stati numerosi. Beh, io credo che non sia il giusto metodo, non va bene fermare l’arte sul nascere, è per questo che siamo indietro rispetto al nord”.

Qual è il riscontro delle tue opere con le persone che artisticamente se ne intendono?

“Il riscontro che ho avuto con le persone  che s’intendono d’ Arte è  che nonostante la giovane età e ancora gli studi in atto sono già sulla buona strada di artista con delle idee molto valide, creatività, estro, genialità detto da persone amiche e anche persone sconosciute!”

Cosa ti aspetti dal futuro?

La sua risposta è stata netta “Vivere d’arte, con l’arte e fare arte”.

Una richiesta semplicissima che si accosta al sogno di molti giovani che, infondo, non chiedono nulla di impossibile anzi, avanzano in progetti ambiziosi ma allo stesso tempo realistici che, sarebbe meglio, non smorzare sul nascere.

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