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Intervista a Carlo De Giovanni

Nella vita s’incontrano persone che, spesso, fanno una parte del tragitto con noi, molte si perdono lungo la via, altre cambiano, qualcuno addirittura abbandona la propria terra per nuovi continenti e luoghi, mentre altri, rimangono, coltivano la passione, la fanno crescere, maturare e durare: Carlo De Giovanni è uno di loro.

Nato nei mitici anni 70, dove tutto era nuovo, geniale e psichedelico, segue il Maglie da quando ha otto anni, da sempre in concreto, e non ha mai mollato, anzi, le sconfitte incitano a tornare e a gridare ancora più forte, tutti uniti in unico coro, in un’unica tribuna per uno scopo comune.

Intervistato per l’occasione, rappresenta uno dei personaggi storici nelle tribune giallo rosse e ricorda ancora con amarezza, la sconfitta nell’anno 93-94 del campionato ma, il suo primo ricordo va ad un lontano 1978, prima trasferta a Parabita con spareggio ma quella sconfitta era solo la rappresentanza di una lunga avventura, segnata anche dal Padre, amante anch’esso del Maglie.

Lui, che di esperienza ultras ne ha da vendere, si rivede molto nei ragazzi che frequentano il campo, è felice con loro e per loro ma, ammette, col tempo si è perso molto lo spirito legato al pallone e forse anche un po’ di mentalità, ma i tempi cambiano e anche il mondo del calcio si evolve.

Il suo sogno è di vedere prima di tutto un bel campionato, la possibile vincita ma aspira ancora più in alto, come ai vecchi tempi: la serie D, per fare ciò, probabilmente è necessario che venga anche più gente a seguire la Toma Maglie, infatti, coglie l’occasione per invitare i commercianti Magliesi a seguire la squadra della cittadina, essere uniti è importante e i numeri fanno la differenza.

Perche? Perche? La domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita della Toma…perché?
Avanti, vieni anche tu al campo!

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Intervista al Vicecapitano Vincenzo Sicuro

I ruoli da capitano e vicecapitano sono figure importanti, sono le forze motrici che spingono l’intera squadra a dare sempre il meglio, a essere da esempio ed è anche simbolo di tante responsabilità sia fuori sia dentro il campo: il Vicecapitano della Toma Maglie prende il nome di Vincenzo Sicuro.

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Già noto negli spalti giallo rossi, cinque anni di militanza nella Toma Maglie ha ricoperto il ruolo di capitano l’anno precedente, ceduto il posto quest’anno al Capitano Stefano Biasco, ragion per cui ricopre un secondo ruolo ma, per questo, di certo, non meno importante.

“Bisogna essere d’esempio sempre, sia nel campo sia fuori, se succede  qualcosa anche negli spogliatoi cerco sempre di capire qual è il problema e di risolverlo nel minor tempo possibile, è una bella responsabilità e ne sono fiero: è importante avere un bel rapporto con il resto della squadra ed è bello che i miei compagni facciano riferimento a me, anche per delle piccole discordanze”- suggerisce Sicuro, intervistato per l’occasione.

Alla domanda: ‘cosa ne pensa della società calcistica’, risponde: “è una bella società, sono tutti compatti, amici, compagni di vita, conoscenti da sempre e sono prima di tutto, grandi tifosi del Maglie, ci credono nel profondo del cuore tutti, fatta eccezione di nessuno”.

Spende parole importanti anche per il Mister Portaluri ed è il secondo anno che lavorano insieme, ammette che  è disponibile sia dal punto di vista calcistico che nella vita ordinaria, una figura indispensabile nella Toma Maglie.

Riguardo alla partita persa, Tricase-Maglie, il vicecapitano ammette che una perdita, ogni tanto, è normale, s’impegneranno affinché questo non possa succedere altre volte e ripete che il loro obiettivo è la salvezza dei quaranta punti, dopodiché si potrà aspirare ai play-off; tuttavia, aggiunge, il Campionato 2013-2014 è equilibrato, non crede ci sia una squadra che possa primeggiare su altre.

Sicuro, finisce l’intervista, ringraziando i tifosi, si augura che possano crescere di domenica in domenica ma soprattutto, ammette che, sono il punto di forza della squadra, sia in casa che in trasferta sempre presenti.

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Intervista al Presidente Lorenzo Adamuccio

Lorenzo Adamuccio è un nome già noto in campo calcistico: con un passato da
arbitro per ben vent’anni,di cui gli ultimi cinque in serie C da assistente vicepresidente del Maglie nel 2006 con
Vittoria, quest’anno ricopre il ruolo di Presidente dell’A. Toma Maglie.
Soddisfatto della partita di domenica contro lo Scorrano, riconosce un ottimo
risultato conseguito dalla Toma Maglie, esemplare gioco in campo e svela la sua
soddisfazione che cresce domenica per domenica, felice oltretutto della gioia
nutrita da parte dei numerosi tifosi durante e dopo la partita.
La nuova società, costituita interamente da Magliesi, non ha avuto una
partenza definitiva che però, è andata via via migliorandosi con i giorni e
consolidando le figure all’interno, circa la sua posizione, Adamuccio afferma
che in realtà, non si sente Presidente, nel suo ruolo, poiché gli altri sette 
dirigenti, tutti amici tra l’altro, potrebbero, ognuno di loro, ricoprire il
ruolo stesso di Presidenti della società calcistica, un pensiero solidale e
affettivo apprezzabile in poche persone.
Il campionato che la squadra sta affrontando è un campionato equilibrato,
suggerisce il Presidente, poiché, a parer suo, le diciotto squadre che
competeranno per l’ambito risultato, sono quasi tutte allo stesso livello;
quindi si parla di un organico competitivo ed è chiaro che, qualora ce ne sarà
bisogno, i ritocchi nella squadra si faranno sicuramente.
Alla domanda: cosa l’ha spinta a fare il Presidente, egli stesso risponde con
un’affermazione netta e decisa: ‘La passione per la Toma Maglie è irrefrenabile
e non mi son potuto tirare indietro’ come in ogni passione del resto, i colori
giallo rosso è ciò che lo rappresentano al meglio.
Si augura che la partecipazione dei tifosi sia sempre numerosa e calorosa,
anche quando il Maglie giocherà fuori casa, perché i ragazzi hanno bisogno di
noi ed una bella tifoseria è indice di una squadra vincente.

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Intervista a Stefano Biasco- Capitano della Toma Maglie

Stefano Biasco, classe 1982, magliese puro sangue, quest’anno ricopre il grande incarico di Capitano Della A. Toma Maglie e si dimostra fiducioso, sin dalle sue prime parole, verso la vittoria del campionato.
Con diverse esperienze calcistiche, ha giocato nel Manduria per tre anni, Copertino per un anno, Sogliano per due anni, Leverano per un altro anno e nel Maglie per cinque anni dove, finalmente è approdato con il grande ruolo del ‘primo giocatore’ in campo.
Spende parole positive verso la squadra, dove la collaborazione è al primo posto, insieme all’amicizia che li lega perché è importante giocare bene, ma andare d’accordo nella quotidianità è anche meglio e afferma che si è creato un grande gruppo, fatto soprattutto da amici più che conoscenti.
Soddisfatto della partita di Domenica giocata in casa Scorranese, si dimostra orgoglioso di grandi prestazioni avute, di tutta la squadra chiaramente, e delle direttive del Mister, sempre pronto a dare consigli preziosi e a indicare qual è la retta via.( ed il giusto schema).
L’augurio che si fa è quello di avere grandi soddisfazioni durante i play-off, in modo da regalare grandi emozioni ai tifosi e soprattutto alla società che ha fatto grandi sforzi per questo nuovo progetto.
Contento, oltretutto, del Presidente, Lorenzo Adamuccio che, oltre a ricoprire la carica di Presidente della squadra calcistica, è anzitutto un grande tifoso e un giocatore di primo taglio.
Ci auguriamo che possa portare in alto la Toma Maglie, calcisticamente e orgogliosamente perché una grande città è degna di una squadra all’altezza dei sogni dei tifosi giallo rossi, sogni ambiziosi ma reali, perché nella vita, bisogna credere e questa è l’arma vincente.

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Interview to Jean Kwok

Were you born a writer or did you become one? 

I think a little bit of both. I loved books from the moment I could read and I was always reading. However, since I grew up in so much poverty – I worked in a clothing factory when I was 5 years old – I never wanted to be a writer. I wanted to have a job that would be financially secure. It was only when I was studying at Harvard University that I decided to follow my deepest dream, which was to become a writer.

What was secret ingredient of your story?

I wanted to tell a story that would keep readers involved, so I was hoping to entertain them while maybe teaching them something at the same time. I wanted to introduce readers to a new world, one they might not have seen before, but I wanted them to enjoy reading the book too, to love my characters so they would keep reading to find out what had happened to them.

 Ah-Kim is strong, determined and lonely at the same time: How born this
character?

 Kimberly is a part fiction and a part of me as well. I think that many immigrant working class children grow up to be strong, determined and lonely at the same time. 

What is your opinion about publishing  today?

I think that publishing is made up of many people who love books, which is a wonderful thing. I’ve only had positive experiences in publishing. My publishing teams in America and other countries have really done their best for me and my book, and I’m very grateful. I think that people will always love to read, that they will need to read. The publishing world may change – paper books may be published less and digital ones more – but that basic need for good books remains.

What is your opinion of writing programs at universities?

I went to the Masters of Fine Arts program in Fiction at Columbia University. I think writing programs are wonderful things and can train people to write at a professional level. However, they are also very expensive, and that is a very difficult decision, if you want to invest so much money in a career like writing, which might earn you no money in the end. It’s also important to find the right program for you. I grew up in New York City, so I felt at home in the urban environment of Columbia, while someone else might want a smaller program. 

What is your message to all of the young people that want to become writers?

I think that writing is a very difficult profession. It is extremely competitive and subjective. Of all the things I’ve done in my life, becoming a published author has been the hardest. Writing is something that chooses you, you do not choose it. If you are wondering if you should become a lawyer or a writer, you should become the lawyer. Your life will be much easier and more financially secure. The only people who should choose to become writers are the ones who cannot escape it, no matter what they do, the people who worry and think about writing all of the time, even when they are doing other things. It is a beautiful thing to be a writer, but a very hard one. 
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Ringrazio La scrittrice per la disponibilità dell’intervista, nonostante i numerosi impegni.
 allego il link dove sarà possibile leggere la recensione del libro: http://scrittiriscritti.wordpress.com/2013/09/05/recensione-la-strada-dei-desideri-segreti-di-jean-kwok/

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Interview To Rachel ZADOK

Writer  born or become?
 
I’m not certain how to answer that. I think perhaps storytellers are born, or perhaps we are all natural born storytellers and a certain kind of life nurtures that innate ability in some people so they become writers. Writing is the craft of storytelling, like painting is the craft of art; the craft has certain rules that can be learned, but I don’t know if storytelling is something that can be learned. 
 
How born the character of Faith, Particulary child of story?
 
Gosh, it’s been such a long time since I wrote that book that it feels strange talking about Faith again, especially as I have another book out and I’ve been so focussed on the characters in that one. Faith was born when a friend of mine became ill and I wondered how her daughter perceived her illness. I wrote a short story about them, to try and understand in my own head what she was going through, and that story sort of morphed into the novel eventually, though the story in the novel is entirely fictional.
 
What is your think about the publishing  today?
 
Publishing is an industry in flux, but I believe people will always want something to read, and even if they move briefly away from the novel, they will return to it. The novel is a form like no other, because it allows you to escape into another world completely.  I think publishers still have a role to play in getting good work out there, and I think people will grow sick of wading through self-published unedited books no matter how cheap they are. The whole idea of free creative content propping up websites and businesses isn’t sustainable because it doesn’t support the creative person in any way. Already, people are buying books again, even if the format has changed – ebooks as opposed to paper. 
 
Has book changed your life?

 Books change your life more when you’re writing them than after publication. Publication is often painful and disappointing. Writing is joy.

In the future, will you publish the next book?

My second novel, Sister-Sister, was published in South Africa in April 2013. It’s slowly picking up good reviews, but I’ve yet to find a publisher in Europe. I wish I could send you a copy, but no Italian translation yet.

What is your message to all the younger that  want became Writer?

 Read more than you write, and don’t be afraid of being influenced by writers you love. Influence is good, because it means you’re paying attention to what works, and figuring out what great writing is. You already have your voice – it’s that voice in your head that tells you stories every day –  nothing you read will ever drown that voice out, or if it does, it will be brief and educational. Don’t fear the influence of great writing.

 

Ringrazio Personalmente la Scrittrice per la pazienza e l’attenzione dimostratami,nata in una terra dove nulla è scontato e dove la quotidianità lotta costantemente con la realtà.

in questo link troverete la recensione del suo romanzo: http://scrittiriscritti.wordpress.com/2013/09/11/recensione-il-rapitore-di-anime-di-rachel-zadok/

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