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EMANUELA ARAPI- IL MIO DONO: PARLARE CON LE ANIME è POSSIBILE.

Nel corso della vita mi sono chiesta dove finiscano le persone che muoiono, sì è vero il corpo giace sotto terra e col tempo si decompone ma le anime? Rimangono? Navigano? Scompaiono? Non esistono?

Esiste una figura umana in grado di mettersi in contatto con le persone che non sono più tra noi, si fanno chiamare MEDIUM perché fanno da tramite, sono come delle porte, hanno un accesso particolare con esseri diversi da noi. Oggi ho intervistato un Medium, lei si chiama Emanuela Arapi ha 19 anni ed è di origine albanese.

Chi è il MEDIUM?

<< Medium è una persona che ha il dono di ascoltare e vedere persone che fanno ancora parte della nostra vita ma in spirito.>>

Ti sei mai chiesta perchè hai questo “dono”?

<< Me lo sono chiesta tante volte. L’unica risposta che posso dare è che ci sono nata e sono stata fortunata. Ho visto lo spirito di mio padre per la prima volta 7 anni e mezzo fa, il giorno del suo funerale. Ero accanto al frigo, e tempo fa in Albania le luci avevano un orario, era sera, quasi ora di cena e qualcuno mi aveva chiesto di prendere l’acqua in frigo ma non ricordo chi e io andai, nel momento in cui avevo appena aperto la porta del frigo sono andate via le luci, i miei parenti, mia mamma e tutti  gli altri erano fuori a parlare intorno ad un tavolo, io cercavo di prendere l’acqua velocemente e di andare via, si erano scordati di accendere le candele in quella parte della casa, appena mi sono girata mi ritrovo mio padre davanti, a dire la verità solo la sua faccia, mi allunga la mano e io comincio ad urlare.>>

Dopo questo avvenimento ci sono stati altri episodi?

<< Ho avuto spesso incubi e quando mio padre si manifestava di nuovo sembravo una pazza, parlavo con una persona che non c’era più, mia mamma era sconvolta ed i miei fratelli spaventati. Io rimanevo sempre senza fiato e molte volte smettevo anche di respirare, hanno dovuto chiamare l’ambulanza un po’ di volte e altre mia mamma se l’è dovuta cavare da sola.>>

Alcuni defunti si manifestano, altri no, perché?

<< Di solito si manifestano tutti, chi non si manifesta è perché è arrabbiato o perché semplicemente non ha nulla da dire. Si manifestano tutti diversamente, cercano di attirare l’attenzione delle persone.>>

Come vedi le anime?

<< Alcuni li vedo più sfocati, altri li vedo come se fossero proprio veri, ma sbiaditi. Delle volte vengono solo in viso, altri tutti interi e delle volte mi mostrano le cose di cui mi vogliono parlare… La maggior parte delle volte solo la testa… Non ci sono solo anime buone ma anche quelle cattive, che tormentano.>>

In giro ci sono molte persone che sostengono di essere MEDIUM. Come si fa a riconoscere un ciarlatano da uno che dice la verità?

<< Lo si capisce dalle risposte che danno o dalle cose che dicono.>>

Ora so che molte persone non credono a questo genere di cose, ognuno ha le sue buone ragioni io, però, da brava giornalista ho voluto testare questo Medium e come da sua richiesta ho inviato la foto di una persona che non c’è più, ovviamente senza dire nulla. In realtà ho voluto fare due diversi tentativi, cioè ho inviato due foto di due persone a me care, scomparse qualche tempo fa.

Nel primo caso, le ho inviato la foto del mio amico S. e lei mi ha detto che il mio amico le faceva vedere un divano chiaro (il divano che lui aveva in casa), il suo giubbino e visualizzava in particolar modo una ciotola dove lui poggiava le chiavi. Mi ha anche detto che S. gli mostrava un cinema ed una macchina. Le ha anche raccontato di aver litigato con la madre poco tempo prima che scomparisse, per un futile motivo. Tutte cose vere, tutte cose che riguardavano la vita del mio caro Amico, confermate tra l’altro dalla madre.

Nel secondo caso ho inviato la foto di mio Nonno Gino senza dirle nulla e lei mi ha detto che lui era ben disposto a parlare, era tranquillo, si è presentato con pantalone scuro e maglia chiara (abiti e colori che lui portava sempre volentieri), mio nonno le ha riferito che in vita non usava un bastone e che aveva gli occhiali da vista. (Seppur nella foto, gli occhiali mancavano). Mi ha aggiunto un particolare culinario di mio nonno, il suo pensiero sul denaro e ha descritto per un attimo il rapporto che aveva con la moglie. Tutte informazioni che io stessa ho potuto confermare con l’ausilio di mia madre.

 

Ognuno è libero di credere ciò che vuole, io sono spesso scettica ma ammetto che dopo questa conversazione con Emanuela sono rimasta basita, perplessa.

Lei non ha una quota fissa per le visualizzazioni che può avere con i defunti, ognuno è libero di darle ciò che meglio crede, ciò che vuole.. questo ci tengo a sottolinearlo, perché non lo fa per danaro.

Lascio il suo contatto, per chiunque avesse domande, riflessioni o volesse semplicemente farsi una chiacchierata- spirituale- .

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emanuela medium

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Marco Tancredi- Così fermo la VITA

Nella rubrica artistica di questa settimana è la volta di un fotografo, giovane, meridionale e talentuoso: Marco Tancredi.

Chi è Marco Tancredi?

<< Classe 1986, nato e cresciuto a Potenza fino al conseguimento della maturità scientifica, decido di lasciare la mia terra per intraprendere un percorso universitario in grado di farmi crescere e sviluppare come persona. Giungo, quindi, a Napoli, una terra dai mille volti, dotata di un fascino tale non solo da permettermi di perseguire quella crescita da me tanto cercata ma anche di darmi degli stimoli sempre nuovi. E’ proprio qui, infatti, che posso coltivare la mia grande passione per la fotografia. >>

Quando nasce la passione per la fotografia?

<< Fin da piccolo ho sempre odiato conoscere qualcuno, magari durante l’estate, e poi doverlo lasciare per sempre perché troppo distanti per vedersi. Pertanto una fotografia diventava un modo per tenere quelle persone più vicine a me. Attraverso la fotografia si può riuscire a fermare quanti gli occhi hanno fermato per primi. Dico sempre che ogni mio scatto, indipendentemente dal fatto che possa essere bello o meno, è dapprima l’impressione della realtà sul mio cuore. Ciò che colpisce il cuore deve essere fermato per sempre attraverso uno scatto.>>

Cosa ti affascina della fotografia?

<< Attraverso la fotografia si può riuscire a fermare quello che gli occhi hanno fermato per primi. Dico sempre che ogni mio scatto, indipendentemente dal fatto che possa essere bello o meno, è dapprima l’impressione della realtà sul mio cuore. Ciò che colpisce il cuore deve essere fermato per sempre attraverso uno scatto. Della fotografia mi affascina la sua potenza comunicativa. Potremmo essere indotti a pensare che la fotografia sia ‘soltanto una fotografia’ ma è molto di più. Osservare un’immagine e provare qualcosa, sia essa positiva o negativa, credo sia qualcosa di magico.>>

Di seguito alcuni scatti realizzati da Marco:

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Alcuni indirizzi utili:

Facebook: Marco Tancredi Ph – https://www.facebook.com/MarcoTancrediFotografo?fref=photo

Instagram: Tanmapepot

Flickr: Tanmapepot

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Salvatore Esposito a RomaTRE

In data 11 dicembre 2014 si è svolto il secondo appuntamento presso RomaTRE relativo ad una serie di incontri organizzati dalla Professoressa Anna Bisogno e dal Professore Francesco Ferretti. Il protagonista della rassegna è stato Salvatore Esposito, protagonista nella serie di Gomorra, accompagnato da Chiara di Giambattista, autore Rai.

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(Da destra Professoressa Anna Bisogno, Salvatore Esposito e Chiara Di Giambattista)

L’aula gremita di studenti già annunciava un incontro di forte impatto, quello che poi si è rivelato grazie al senso di ironia e spontaneità di Salvatore Esposito che, al contrario del suo personaggio, si dimostra totalmente differente dalla parte interpretata.

Chiara Di Giambattista ha voluto aprire l’incontro puntualizzando che questa serie non ha creato nessun eroe da seguire, nessuno di loro sarebbe dovuto essere un modello per i giovani e il merito degli attori è stato quello di aver saputo rappresentare la realtà dei fatti.

<< Ringrazio la Professoressa Bisogno per l’invito- esordisce Esposito- sono felice di vedere tantissimi studenti presenti; credo che tutte le critiche fatte alla serie di Gomorra siano state fatte a priori perché chi ha seguito attentamente le puntate fino alla fine, non può avere l’ambizione di essere come Jenny, Ciro o chiunque altro.>>

“Che tipo di lavoro hai dovuto fare per realizzare questa serie?”

<< Tra le prime e le seconde riprese ho perso 20 kg- racconta Salvatore- mi hanno affiancato ad un personal trainer ed è come se avessi attinto da due sculture differenti per poi arrivare a realizzare il personaggio finale>>

“Qual è stata la critica più costruttiva che hai ricevuto?”

<< Questo episodio lo ricordo benissimo- racconta e ride Salvatore- era la prima intervista che mi chiedevano dopo che la serie era andata in onda, un giornalista mi si affiancò e mi fece i complimenti dicendomi “Complimenti, ho notato che parla anche l’italiano”! scoprendo in questo modo che oltre alla forma dialettale, so anche rapportarmi con gli altri parlando la giusta lingua>>

“Quanto è stato difficile rapportarsi con fatti realmente accaduti?”

<< Il mio approccio è stato chiaramente quello di interpretare la mia parte- esordisce l’attore- quindi è sicuramente stato un approccio differente rispetto la realtà che è peggio di quel che si vede nella serie e penso che queste azioni che appartengono sia al passato che al presente possono entrare a far parte della cultura e storia di ognuno di noi>>

“Il successo ha cambiato la tua vita?”

<< Sicuramente sì, spesso le persone mi fermano per strada per autografare un foglio, scattare una foto con loro e per contratto sono ‘obbligato’ a farlo, anche quando questo può invadere la mia privacy>>

“Quando ci sarà la seconda serie?”

<< E chi ve l’ha detto che ci sarà?- scherza Esposito- in realtà le riprese inizieranno tra marzo-aprile 2015….quindi…..state senza penzier!>>

Tra autografi e tantissime foto si è concluso così l’incontro relativo a Salvatore Esposito, protagonista di Gomorra, un grande successo per il ciclo di incontri organizzato dalla Professoressa Anna Bisogno e dal Professore Ferretti.

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(Foto ricordo dopo l’incontro)

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A tu per tu con il Laboratorio LINFA

Si parla spesso di sprechi, rifiuti, differenziata, intossicazioni dovute alle plastiche di vario genere e così via, però si parla sempre molto poco del riciclo; perciò oggi ho deciso di presentarvi una realtà italiana molto interessante: il Laboratorio LINFA.

Laboratorio Linfa è un gruppo informale di liberi professionisti con differenti specializzazioni che si impegnano per la proposizione e la progettazione di sistemi per lo sviluppo sostenibile.

Le iniziative promosse abbracciano la tematica ambientale a 360 gradi, entrando nel merito di settori che vanno dal design all’educazione, dalla comunicazione alla tutela e alla conservazione della natura.

Come nasce il progetto? 

“Il laboratorio- dichiara Andrea Vitti– è nato nel 2008 sulla terrazza di una casetta del Salento grazie al lavoro dei ragazzi Luigi Cuppone, Raul Sciurpa, Gianmarco Vitti e Andrea Vitti: sedie, tavoli, librerie, guardaroba e altri accessori per la casa realizzate esclusivamente con legno riciclato tramite le abilità dell’artigianato, un lavoro di falegnameria che oggi purtroppo viene svolto raramente. Noi ragazzi non tagliamo un singolo albero poiché recuperiamo il legno ed il materiale necessario dalle aziende che si occupano dei rifiuti, dal Comune, direttamente dalla strada, o persino dal mare.

Diventiamo così “sostenitori urbani”.

L’impegno del Laboratorio è diviso per aree tematiche:

Eco-design- 

“Progettiamo e realizziamo artigianalmente arredamento e allestimenti per spazi pubblici e privati, sia per interni che per esterni utilizzando esclusivamente legno recuperato proveniente da vecchi pallet, serramenti e mobilio destinati alla discarica. Per le finiture e il colore utilizziamo prodotti biologici di origine vegetale che garantiscono alle superfici realizzate protezione e resistenza all’acqua. L’obiettivo è quello di valorizzare un materiale di scarto attraverso il lavoro artigianale, ponendo particolare attenzione all’intero processo di realizzazione per far si che si inneschi un ciclo compatibile con l’ambiente”.

Design per la cooperazione- 

“Alla produzione di complementi d’arredo di eco-design si affianca un costante impegno per la proposizione di progetti primari per la cooperazione internazionale: è possibile trovare alcune informazioni sul progetto contro la desertificazione in Sahel, in Mali; un progetto di “quartiere funzionale/turistico” da realizzare in Chad, che nella centralità dell’acqua trova la chiave per sviluppare servizi a basso impatto; è stata realizzata anche un’ipotesi di progetto a Falià (Senegal) sulla creazione di mini turbine per la produzione di energia elettrica dalla corrente del fiume in entrata/uscita dalla foce.

Insieme all’università ISIA di Roma lo scorso anno abbiamo messo a punto un percorso di Alta Formazione riguardante questi argomenti”.

Didattica e formazione- 

“Tra le attività di maggior successo del Laboratorio, spicca la realizzazione di workshop di eco-design. Ogni anno dal 2008 promuoviamo laboratori in aree verdi aperti a giovani creativi che scelgono di mettersi in gioco sul tema dell’up cycling e della progettazione partecipata. Nella pagina dedicata all’edizione 2013 svoltasi a Lecce si può respirare l’atmosfera informale e di condivisione dei workshop di progettazione partecipata.

Inoltre portiamo avanti laboratori didattici nelle scuole medie inferiori e superiori per la diffusione delle best practics per lo sviluppo sostenibile, attualmente infatti siamo impegnati a Valmontone presso un istituto per il turismo”- conclude Andrea.

Grafica e comunicazione:

“Realizziamo progetti grafici per comunicare al meglio i valori della cultura ecologica e della sostenibilità ambientale tramite la

creazione di brochure e materiale informativo, logo e immagine coordinata, packaging, illustrazione, video e contenuti digitali”.

Il 4 giugno 2014 il Laboratorio Linfa è stato premiato a Bruxelles, presso il Centro Congressi The Egg, durante la Green Week, la più grande conferenza annuale sulle politiche ambientali europee, che quest’anno ha affrontato il tema dei rifiuti, dell’economia circolare e dell’efficienza delle risorse. Un’iniziativa, quella del premio “Diventa un Awakener”, promossa della Commissione europea con l’obiettivo di suscitare una riflessione sui temi della scarsità delle risorse, del valore dei rifiuti e del potenziale della creatività per risolvere i problemi ambientali.

Mentre dal 17 al 23 luglio 2014 è stato realizzato un fantastico workshop dove chiunque poteva mettersi in gioco realizzando qualsiasi cosa dai materiali di scarto, in allegato troverete qui il link dov’è possibile vedere il video rappresentativo di quei giorni..

http://www.laboratoriolinfa.com/index.php?option=com_content&view=article&id=229:premio-upcycling-europe-2014&catid=31:large-board&Itemid=46

Mentre per chiunque volesse rimanere aggiornato, qui è disponibile la fanpage dell’associazione :https://www.facebook.com/pages/Laboratorio-Linfa/1423105347935289 e per tutte le altre foto https://www.flickr.com/photos/laboratoriolinfa

Ringrazio Personalmente Andrea Vitti, è molto importante mettere in risalto queste realtà che purtroppo risultano essere veramente isolate, rispetto l’infinità di rifiuti che produciamo e non ricicliamo.

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Elisabetta Stefanelli- La fabbrica dell’informazione. Quando il fatto diventa notizia

Oggi si è svolto un importante incontro dal nome “La fabbrica dell’informazione. Quando il fatto diventa notizia” presso l’Università RomaTRE, organizzato dalla Professoressa Anna Bisogno che ha visto protagonista Elisabetta Stefanelli, capo redattore cultura e spettacoli dell’agenzia di stampa ‘Ansa’.

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Al convegno erano presenti sia il Professore Francesco Ferretti che il docente Roberto Baldassari, l’introduzione è stata tenuta da uno studente di scienze della comunicazione e nelle restanti due ore Elisabetta Stefanelli ha spiegato il suo ruolo e quello dell’agenzia in questione e dopo ha dedicato del suo tempo per rispondere a tutte le domande del giovane pubblico.

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In uno dei numerosi interventi Elisabetta Stefanelli ha sottolineato con una certa fermezza il ruolo del tempo “I tempi sono stretti, bisogna giocare col tempo- dichiara- con l’avvento del web la velocità è importante, anche se bisogna sempre accertarsi sulla veridicità della notizia”.

Un giovane studente dopo introduzione e argomentazione del suo pensiero, pone una domanda, a mio avviso interessante che, racchiude il pensiero di molti ragazzi: “come possiamo arrivare ad ANSA?RAI? o altre testate/siti?”

Come ha dichiarato Stefanelli “non esiste una ricetta precisa, non conosco la risposta però l’importante è non perdersi mai d’animo e puntare l’obiettivo con tutte le forze”.- conclude- “tuttavia i giovani sono importanti, bisogna puntare tanto sui nuovi media che, a mio avviso, non apportano una modifica negativa”.

Con la speranza che il futuro possa rivelarsi migliore del presente, ci auguriamo che le parole di Elisabetta Stefanelli siano di buono auspicio per il futuro.

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Università islamica? Ecco come reagisce il Rettore Vincenzo Zara.

In data 28 Novembre 2014 si è svolto un importante incontro tra il Rettore dell’Università del Salento Vincenzo ZARA ed il Dottore Giampiero Khaled Paladini, in rappresentanza dell’ipotetica Università islamica a Lecce.

“Ci siamo messi in posizione d’ascolto”- dichiara il Rettore Zara “vorremmo comprendere a pieno il progetto in questione e abbiamo invitato il Dottor Khaled Paladini a fornirci un documento con tutte le informazioni necessarie, per apprendere al meglio questa nuova idea di costituzione tra le due università”.

Poche parole che, forse, trapelano un interesse da parte del Rettore di Lecce.

Sarà così?

vincenzo zara

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