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Alla ricerca della vita di Giovanni Nebuloni

Se vi dicessi FFW, ossia fact-finding writing, che cosa vi viene in mente? Probabilmente andrete a spaziare su qualsiasi argomento fino a che non riuscireste a trovare tra le pagine del web la descrizione di questa nuova corrente letteraria nata nel 2009 dall’autore Giovanni Nebuloni. Lui è Milanese con una grande passione per l’arte e la cultura e decide di intraprendere l’attività di scrittore perché vuole comunicare le sue conoscenze, ossia vuole scrivere per far conoscere. Quello di oggi non è il suo primo libro e si intitola Alla ricerca della vita e ci farà fare un viaggio verso delle competenze che, molti di noi non possiedono, ma che l’autore riesce a padroneggiare con grande maestria e semplicità.

Il romanzo inizia in Sud Africa in un campo di un’azienda farmaceutica che si occupa ricerca sulle cellule staminali e organismi quali Luca – Last Universal Common Ancestor ossia l’ultimo antenato comune universale, cioè il primo essere vivente. Le cose si complicano una sera di maggio quando due dei ricercatori italiani del campo vengono colpiti da un morbo che li farà morire in pochi minuti davanti agli occhi di Barbara, ricercatrice come loro. Oltre la storia di Barbara che, dopo aver fatto rientro a Milano, subirà la stessa sorte dei suoi colleghi davanti agli occhi della madre e della sorella gemella Serena; troviamo anche Claudia, dipendente del WHO (World Health Organization) ma che collabora, in gran segreto, anche con una casa farmaceutica americana. Ci sarà l’intreccio di due storie parallele che si unificheranno verso la fine del romanzo lasciando il lettore senza fiato.

La chiave di volta, però, sarà la sorella gemella di Barbara, Serena che pare impazzire dopo la morte di questa e vedrà morire attorno a lei diverse persone senza capirne il motivo ma che non andrà a contrarre il morbo che colpirà un gran numero di persone perché lei risulterà immune.

La storia è molto avvincente ed è piacevole poter approfondire determinate tematiche riuscendo a contestualizzarle rendendole, a mio avviso, interessanti.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

L’idea sorse dalla lettura, anni fa, di “L’amore ai tempi del colera”, un romanzo di Gabriel García Márquez. Da questo è tratta l’unica citazione del mio decimo romanzo pubblicato, “Alla ricerca della vita”, riportata all’inizio dello stesso e: “Lo turbò il sospetto che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.”

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Con “Alla ricerca della vita” voglio dire che il bicchiere è sempre mezzo pieno, che si deve andare sempre oltre, che a volte si dimostra possibile ciò che in precedenza sembrava impossibile e conseguentemente, anche, che l’idea della corrente letteraria da me fondata – “Fact-Finding Writing” – non è certo peregrina.

 

Come nasce l’esigenza di creare un nuovo genere letterario e perché?

Era il 2009 e continuavo a pensare a Eureka, il poema in prosa di Edgar Allan Poe, il genio che si sarebbe rilevato come il principale ispiratore della corrente letteraria. Stavo scrivendo “Dio a perdere”, che sarebbe diventato il quarto dei dieci romanzi ora pubblicati, e mi accorsi che già con il primo romanzo, “La polvere eterna” (2007), stavo scrivendo per conoscere, esplorare, scoprire. Mi risovvenne che “Fact-Finding Writing” è un’espressione utilizzata nel linguaggio forense statunitense per indicare l’indagine sui fatti durante un procedimento giudiziario. Decisi di volgerla all’ambito letterario, di formalizzare le mie continue riflessioni in una nuova corrente letteraria, il cui “Manifesto della corrente letteraria Fact-Finding Writing, scrittura conoscitiva o scrivere per conoscere” avrei incluso, come appendice, nell’ottavo romanzo, “Nel nome dell’Universo”, del 2014 e reperibile sul Web.

In breve, spiegheresti che cosa significa “scrittura conoscitiva o scrivere per conoscere”?

Obiettivo della Fact-Finding Writing, o FFW, è di conoscere sempre di più ed è anche un approccio alla narrazione, un criterio che implica semplicemente il mettersi al computer o il prendere una stilo e come se la tastiera o il pennino fossero carta vetrata e scalpello, scolpire, sfrondare, scrivere allo scopo di cercare di scoprire sempre qualcosa di nuovo. Non è detto che si riesca a farlo, ma il proposito è d’esprimere qualcosa che prima non c’era. La FFW privilegia, innanzitutto, il contenuto, e siccome stiamo parlando di conoscenza, è implicito che la storia deve essere sempre nuova ed esprimere qualcosa di ancora non detto. Conseguenza di ciò, le trame dei romanzi della FFW sono assolutamente originali. Il messaggio della FFW non è mai banale ed è della più ampia portata possibile, è universale e proprio del villaggio globale.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è una novità, intrattiene e induce alla riflessione.

 

Progetti futuri?

Ho iniziato l’undicesimo romanzo.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Alla ricerca della vita di Giovanni Nebuloni – Editore: 13Lab Editore – 235 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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La più bella realtà di Imma Pontecorvo

Bisogna leggere con il cuore, per utilizzare le parole scritte nella prefazione del libro di oggi, La più bella realtà di Imma Pontecorvo, nata a Vico Equense il 23 giugno 1969 e vive a Piano di Sorrento nella Costiera sorrentina; ed io aggiungerei che bisogna anche leggere con il proprio cuore in mano.

 

La storia che viene raccontata in un primo impatto appare semplice e di quelle che potremmo sentire ogni giorno raccontare da amici o parenti. Nella realtà l’autrice ci porta a scavare all’interno del nostro io. La protagonista è Marta, una giovane donna che dopo la morte della sorella Chiara in un incidente stradale, perde completamente il senso e il significato della vita. La sua amata sorella non c’è più e per lei vivere compiendo anche semplici gesti quotidiani non ha alcun senso. Si rifugia nelle droghe entrando in una spirale che sembra farla stare bene perché la disconnette dalla realtà della vita. Il libro descrive molto bene i vari passaggi che deve affrontare la protagonista ponendo l’accento sulle emozioni che una persona, che vuole prendere in mano le redini della propria vita, deve affrontare. Marta non sarà da sola a dover affrontare il percorso di recupero, ad affiancarla ci sarà la sorella Melania, che in tutti questi anni bui non l’ha mai abbandonata, e la sua famiglia.

 

Il romanzo ci fa riscoprire l’amore per la famiglia e per la vita fatta di cose semplici che molto spesso noi non apprezziamo perché le abbiamo a portata di mano. Io lo letto con il cuore e ho apprezzato il cuore dell’autrice.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

La più bella realtà è un racconto che nasce dalla quotidianità, dal susseguirsi di notizie che si ascoltano dai media, dalla mia esperienza presso una comunità di tossicodipendenza come tirocinante per il corso di studio universitario che ho svolto. Attraverso Marta, la protagonista, ho cercato di cogliere uno degli aspetti cruciali della realtà sociale nella quale viviamo: la tossicodipendenza. Quel voler uscire dall’ordinario per lanciarsi nello sballo considerato tra i giovani più adrenalinico, soprattutto quando si va a ballare il sabato sera insieme al gruppo di amici ritrovandosi a bere un bicchiere di troppo d’alcool accompagnato, magari, dall’assunzione di una pasticca d’ectasy che gira in certe discoteche con conseguenti danni anche mortali.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che mi piacerebbe venisse colto dai lettori, soprattutto da quelli più giovani, è quello di vivere la propria vita, rispettandola come valore e come dono. Divertirsi in maniera semplice, pulita, genuina ed anche se, purtroppo, veniamo colpiti da un dolore come nel caso di Marta, dalla perdita della sorella, Chiara, rifugiarsi negli affetti che ci sono accanto che sono l’unico posto sicuro e autentico.

 

Leggi il mio libro perché..

..Leggi il mio libro perché è una storia “vera”, forte, a tratti triste, dolorosa ma anche tanto dolce, emozionante, carica di speranza e d’amore dove il legame familiare è quel sole, puro, che splende oltre la coltre delle nuvole oscure.

 

Progetti futuri?

Un progetto del presente è la stesura di un altro racconto che è già in fase di elaborazione, in cui affronterò un’altra tematica sociale molto diffusa, mentre un progetto per il futuro è la realizzazione di una nuova silloge di poesie alla quale tengo particolarmente essendo la poesia un abito in cui mi ritrovo sin da quando ero adolescente.

 

Numero di stelle 5 su 5 – La più bella realtà di Imma Pontecorvo – Editore: Milena Edizioni – 84 pagine – prezzo di copertina 7,90 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

 

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Messaggi nei sogni di Sueli Tosoni

 

Serenità, ricerca e consapevolezza di sé stessi sono i temi che affrontiamo oggi con la raccolta di poesie, Messaggi nei sogni di Sueli Tosoni, nata a Rieti nel 1990, scrive poesie dall’età di 12 anni e questo è il suo terzo libro di poesie.

 

Ognuno di noi, nel profondo del proprio “io” e almeno una volta nella vita, ha cercato dentro sé stesso di capire se realmente viveva una vita tranquilla. Alcune volte cerchiamo le risposte nei luoghi o con persone che non sono esattamente ideali ma non ci soffermiamo quasi mai a pensare che possa venirci in nostro aiuto la poesia.

Leggendo il libro di oggi mi sono resa conto che, se scritti bene come in questo caso, le rime ti permettono di capirti meglio. Infatti, l’intento dell’autrice è quello di trasmettere serenità nella ricerca di sé stessi e lei riesce nel suo intento con dei versi che sono scritti in maniera fluida e, oserei dire, quasi sotto forma di racconto poetico.

In questo caso, la poesia riesce ad evocare atmosfere suggestive e suscitare emozioni che nessuno di noi si aspetta ponendoci in intimità con noi stessi.

 

Come nasce la tua raccolta poetica?

Il libro “Messaggi nei sogni” nasce come seguito di altri due libri di poesia, “Intrappolati nei miei pensieri” e “Richiesta d’ossigeno”, con lo scopo di continuare la propria ricerca interiore.

Il testo cerca di trovare, attraverso la composizione e attraverso il sogno, una maggiore consapevolezza di sé, capire meglio noi stessi per mezzo del proprio inconscio.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che si vuole trasmettere è quello di continuare a cercare noi stessi, di comprendersi. Trovare sempre l’ispirazione nella vita, il “bello” in ciò che ci circonda. Importante, inoltre, è il raggiungimento del proprio equilibrio interiore.

 

Leggi il mio libro perché..

Mi piacerebbe essere presa d’esempio su come cerco la mia strada e crescere ogni giorno. Far sognare, con i miei versi, le persone che leggono il mio libro. Spero che il mio testo, oltre a suscitare piacere nella lettura, possa anche far nascere punti di riflessione nei lettori.

 

Progetti futuri?

Sono in programma in via non ufficiale altre letture di poesie e sto lavorando per la pubblicazione di un quarto libro.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Messaggi nei sogni di Sueli Tosoni – Editore: Mora – 69 pagine – prezzo di copertina 13,50 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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New York 1941. Forse di Luca Giribone

Se un giorno vi svegliaste senza ricordare il nome di vostra madre o del vostro primo amore, come reagireste?

Il romanzo di oggi, New York 1941. Forse pone questi ed altri interrogativi e il suo autore, Luca Giribone classe 1975 nato a Torino ma vive a Milano dove lavora in un’agenzia pubblicitaria come copywriter; con la sua scrittura fluida e ben definita ci porta a fare queste riflessioni.

 

Il protagonista della storia è un giornalista, Frank Logan, che si sta occupando di un’indagine molto complessa e pericolosa sull’uomo più potente della grande mela, il sindaco che potrebbe anche diventare il futuro presidente degli Stati Uniti. Ad affiancarlo c’è la sua compagna Dorothy e il suo migliore amico detective Jim Ross che lo aiuteranno, in un modo che neanche lui si aspetta o comunque immagina, ad arrivare dritto alla verità scomoda di tutta la faccenda.

Il romanzo appare agli occhi del lettore come un noir ma, ad un certo punto, tutto cambia. Iniziano gli interrogativi posti dal fratello di Jim, Bobby, che pare sia a conoscenza di ciò che il futuro ha in serbo per i protagonisti. Questo parrebbe inizialmente ma, nella realtà, niente è come sembra. Ci si ritroverà a dover seguire più vicende, sia del passato che del presente, sotto diversi punti di vista portando, in questo modo, il lettore in una fase di disorientamento che lo terra incollato fino all’ultima pagina per poter scoprire la verità del romanzo.

Si riesce a leggere il libro in maniera veloce e scorrevole, sembra quasi che l’autore voglia dare al suo romanzo un taglio cinematografico e riesce molto bene in questo intento uscendo fuori dagli schemi.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce da una passione sfrenata per tutto quanto sia capace di sovvertire il quotidiano, l’ovvio, il consueto, una passione che ha inevitabilmente generato una serie di idee, nel tempo, fra le quali, paziente e tenace, è emersa quella che costituisce il centro del romanzo. Un paradosso. Qualcosa di meravigliosamente impossibile e allo stesso tempo perfettamente logico.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mai dare nulla per scontato. Mai smettere di cercare un senso nelle cose che ci circondano e in noi stessi. Mai arrendersi alla banalità, un peccato che commettiamo tutti, senza eccezione, più di una volta nella vita, ma da cui dobbiamo sollevarci sempre, per poterci guardare allo specchio e dire: ne è valsa la pena, di sbagliare, di scegliere, di amare, di lottare, di gioire, di piangere, di non fermarsi, di scavare anche quando le unghie si rompevano contro quella che sembrava dura roccia e, invece, non era altro se non la superficie di una scoperta illuminante e preziosa.

Leggi il mio libro perché…

.. Uso le parole dei lettori, non oserei incensarmi, l’umiltà è la prima dote per un narratore. Quindi, leggi il mio libro perché in tanti, ma proprio tanti, mi hanno scritto: ho letto molti romanzi nella mia vita, uno sconcertante come questo mai, prima d’ora. L’ho trovato un bellissimo complimento.

 

Progetti futuri?

Non amo le saghe se non nascono sulla base di un solido progetto o se non sono frutto di un bellissimo dialogo con i lettori e della consapevolezza che c’è ancora spazio per giocare con le parole e con il controsenso di un romanzo impossibile. Inaspettatamente, questo è accaduto: in autunno, quindi, uscirà il seguito di “New York 1941. Forse”. E poi… sto già mettendo mano a un’opera trascinante, oscura, inquietante, ipnotica, che mi tormenta da tempo e della quale ho maturato la convinzione di non potermi liberare se non con l’aiuto di un romanzo.

 

Numero di stelle 5 su 5 – New York 1941. Forse di Luca Giribone – Editore: Europa edizioni – 144 pagine – prezzo di copertina 9,50 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

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Sleepless nights di Daniela di Benedetto

Personalmente amo i libri noir e thriller in modo particolare ma, per renderli tali nella maggior parte delle volte, ci si ritrova di fronte a spietati serial killer a omicidi efferati. Certo a me non dispiace ma, il libro di oggi, Sleepless nights di Daniela di Benedetto classe 1957, nata a Bologna ma vive a Palermo; ci riporta un po’ alle origini di questo genere letterario.

 

Il libro è una raccolta di 15 racconti che riescono a mantenere molto alta l’attenzione del lettore perché fanno un approfondimento psicologico sulle paure più recondite di ognuno di noi. L’autrice punta sul fattore angoscia per tenere stretto a sé il lettore e mano a mano che si leggono i vari racconti ci si può immedesimare in uno dei vari personaggi e pensare che, sicuramente, non ci si vorrebbe trovare nei panni del povero o della povera sventurata.

Il sentimento di profonda angoscia è il filo conduttore in ognuna delle varie narrazioni rendendo, anche in questo caso come nelle sue opere precedenti, molto realistico il sentimento che a tratti potrebbe risultare persino straziante, doloroso.

Quindi ritroviamo di fronte a noi un prete che si innamora di una presunta strega, un demone che si impossessa dei sentimenti umani ed anche un bambino con problemi fisici che vorrebbe cambiare la sua vita ma in un altro pianeta; il tutto scritto con uno stile molto maturo e con un umorismo noir di altri tempi.

La varietà di situazioni ci permette di fare una riflessione sulle vicende, che noi normalmente potremmo definire strane, che ci portano ad avere delle paure a cui non sappiamo dare un nome perché non riusciamo ad individuarle direttamente e ci fanno percepire la realtà come catastrofica.

Come nasce quest’opera?

Nasce perché ho sentito l’esigenza di proporre un horror senza sangue e senza elementi scontati. Niente   gole tagliate, serial killer, zombie, vampiri,   licantropi, bambole stregate, gente che va a vivere in una casa infestata, alieni simili ad aragoste giganti. Penso che le gente non ne possa più di questa roba : io sono tornata a quello che doveva essere in origine lo scopo del romanzo horror, cioè dare ANGOSCIA, che non è la stessa cosa dello SPAVENTO. Se ci fate caso, Dracula non era contento di essere immortale e voleva che la sua donna diventasse vampira   solo per farla restare sempre con lui. E la creatura di Frankenstein protesta perché il suo padrone lo ha creato brutto e vuole una compagna. L’emarginazione del “ diverso” e la sua sofferenza erano le tematiche originarie del romanzo horror   e io cerco di recuperarle.

 

 

Quale messaggio comunica l’opera?

Devo fare una premessa: in genere la gente vuole identificarsi con L’EROE che sconfigge il mostro. All’inizio di ogni romanzo o film possiamo individuare un personaggio che ha mille ragioni per sopravvivere, per esempio ha dei figli piccoli. Quello sarà sicuramente l’eroe vincente, e la gente arriva alla conclusione provando sollievo perché qualunque mostro può essere sconfitto. Ma il mio messaggio è che il mostro non può mai essere sconfitto perché si trova dentro di noi.   Non esistono scheletri che escono da sottoterra o creature senza forma nascoste nelle caverne: esiste il male   nella nostra anima, e la cosa che fa più paura è NON POTERLO SCONFIGGERE. Non a caso i miei personaggi, invece di essere eroi, sono dei perdenti in partenza.

Un esempio: nel primo racconto un demone dalle sembianze umane ha avuto una figlia da una donna mortale e non sa se la figlia erediterà i poteri da lui o no. Ma ora che lui ha scoperto il proprio lato umano, è perdente, qualunque sia il modo in cui finisce la storia. Perché se la ragazza ha i poteri lui avrà il rimorso di aver generato un altro demone, ma se è una fanciulla innocente lui ha l’ordine di non vederla mai più. Quindi in realtà assistiamo all’angoscia di un padre. Non pretendo di aver inventato io l’horror PSICOLOGICO ma voglio rinnovare il genere.

Leggi il mio libro perché..

Perché sono riuscita a provocare angoscia già in molti lettori: si comprende che la cosa peggiore del mondo non è morire   ma restare vivi e infelici. Il colpo di scena è sempre nell’ultima pagina. Nonostante questo, il libro non manca di umorismo: gli ultimi racconti appartengono al genere horror IRONICO. Ve ne cito uno: Il liutaio. Provate ad immaginare un violino stregato che suona da solo senza procurare difficoltà all’esecutore, il quale smette di studiare e si adagia sugli allori…… gli finirà malissimo.

 

Progetti futuri?

Sì, scrivere di tutto. Ho realizzato come sceneggiatrice un film comico di cui attendo il montaggio. Inoltre in passato ho pubblicato cinque testi scolastici con l’editore Loffredo, che mi ha procurato un meraviglioso curriculum, ma purtroppo lui è fallito e io ho trattative in corso con altri editori per riprendere a pubblicare testi scolastici.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Sleepless nights di Daniela di Benedetto – Editore: Salvatore Insenga editore – 234 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Blake- Il divenire degli dei di Simone Alessi

Quanti di noi in alcuni momenti della vita, magari da adolescenti, ha pensato di sentirsi sbagliato, fuori luogo? A me personalmente, durante la mia giovinezza è successo.

Il romanzo, Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi classe 1985, nato a Urbino trasferitosi a Bologna dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti; in parte, ci permette di affrontare qualche nostro vecchio demone con il suo personaggio Blake.

 

Saremo catapultati in un futuro distante centinaia di anni dove la terra, colpita da guerre sanguinarie, non è più quella che conosciamo noi ora. Inizialmente Blake apparirà come un ragazzo semplice che vive la sua esistenza in un piccolo paese conservatore, si incontra con i suoi amici e cerca di vivere portandosi dentro la mancanza di una famiglia, dei genitori.

L’incontro con Luce gli rivelerà la sua vera natura. Il ragazzo ha dentro di sé qualcosa di molto potente che la mente umana non è in grado di comprendere e si ritroverà coinvolto nel prossimo conflitto affiancato da Selene, Morte, Hecate e Sam. Dovrà ritrovare le sue vere origini e lotterà, allo stesso tempo, con la parte più profonda della sua psiche, si metterà in gioco scoprendo una parte di sé stesso che fino ad allora non pensava potesse esistere.

Il romanzo ci offre tanti spunti di riflessione mentre viene raccontata la storia del protagonista.

Rifletteremo sull’uso proprio o improprio della tecnologia e delle conseguenze che ne derivano dall’impiego di questi strumenti; sulle tematiche riguardanti la religione che, visti i tempi che viviamo, ci porteranno a valutare meglio le differenze che ci circondano e i suoi simbolismi; l’emarginazione sociale che porta con sé un grande carico di pregiudizi che non permette alle persone di esprime veramente il proprio io.

Nel romanzo troviamo anche delle splendide descrizioni di città storiche della nostra bella Italia, l’autore molto probabilmente si è ispirato alla sua città natale, Urbino; inoltre possiamo degustare dei fantastici riferimenti letterari e storici.

Blake rappresenta una metafora sulla diversità, sull’accettazione e sul vivere in una società che non si riesce a sentire propria e, purtroppo, molti di noi si sentono in questo modo perché non hanno trovato sé stessi e, forse, dovrebbe cercarlo altrove anche se non è sempre facile.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Tutto ha avuto inizio in una notte d’inverno, quando la fantasia regnava fra le offuscate nuvole del cielo. La mia vita stava cambiando. Ero giovane e ancora non ne conoscevo le varie sfumature. Blake era celato nei miei sogni. Giorno dopo giorno ho scritto di lui e del suo mondo, del nostro mondo, e così è nato”.

Blake è sempre stato il riflesso al dì là dello specchio. Un sogno ad occhi aperti che da anni viveva nella mia fantasia. Inizialmente osservavo il suo mondo da estraneo, ma giorno dopo giorno iniziai a prendere appunti su di lui e sul suo universo. Da riflesso inconsistente divenne una creatura al dì là della realtà e della fantasia. Ora è un amico con il quale ho intrapreso un’avventura che tutt’ora non mi abbandona mai.

Il mondo può essere visto e vissuto in due modi: il primo è quello gelido e asettico della realtà e il secondo modo è quello della fantasia.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

La parola messaggio deriva dall’antico francese message, che proviene, a sua volta dal latino tardo missaticum, cioè ambasciata. Per cui posso affermare che “Blake – il divenire degli dei” è il libro ambasciatore di una realtà malata e confusa, dove tutto ruota sull’effimero, svalutando così il significato dei sentimenti. Metafore su vassoi d’argento.

Violenza, esclusione sociale, diversità, solitudine e molte altre dinamiche vengono affrontate fra le pagine di questo libro, il tutto per dimostrare che seppur abbandonati dal destino, in realtà, non siamo mai soli. A volte l’orizzonte non è poi così distante seppur colmo di nuvole nere.

 

Leggi il mio libro perché…

Io leggo sempre prima di andare a dormire, e in quell’istante si crea un’intimità colma di immagini, dove si diventa tutt’uno con la storia. Blake è una storia da vivere e sognare allo stesso tempo. Non pretendo che la gente legga il libro come un manuale o un saggio, ma spero che si immerga in quel mondo così vicino al loro. Al nostro. Al mio.

A volte basta perdersi in un sogno per comprendere meglio la propria vita e questo libro non è altro che una porta verso un rifugio sicuro, composto da personaggi che non chiedono altro di essere amati per quello che sono.

Conoscerete Lucifero, Enom, Morte, Hecate e Blake. Semplici nomi per creature complesse.

Loro sono lì che vi attendono, in attesa di un nuovo volto.

Un volto che si manifesterà grazie alla vostra immaginazione.

 

Progetti futuri?

Ho diversi progetti da realizzare… primo fra tutti essere felice, dipingendo molti altri libri.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Blake, il divenire degli dei di Simone Alessi – Editore: Vertigo edizioni – 360 pagine – prezzo di copertina 16,50 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

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