Isabel Harper in Il fuoco segreto di Altea – Gli arconti ombra

 

“Possa la fiamma illuminarti la via”.

Così ha inizio il primo volume di una saga fantasy tutta nuova, nata dalla penna della brillante Isabel Harper in Il fuoco segreto di Altea – Gli arconti ombra. Protagonista è Ailan Pintor, giovane e spensierato abitante di Altea, oppressa dal pugno di ferro dell’arconte Victor Viperion. L’avventura per Ailan ha inizio quando entra in possesso di un misterioso congegno che contiene le memorie del precedente arconte Midas Mentor, tradito e assassinato da Viperion. Questi ricordi custodiscono il segreto della fiamma di Altea, mitico elemento necessario a sviluppare la pozione che allunga la vita degli arconti. Ailan si troverà così, suo malgrado, a sfidare il regime tirannico di Viperion, con l’aiuto dell’amica Marill e dell’inseparabile animale domestico Zill. Partendo da una pericolosa ricerca della verità, i due amici dovranno svelare il mistero e tentare di ritrovare la perduta Fiamma di Altea.

Leggero e scorrevole, dotato di uno stile di scrittura che potremmo definire cristallino, ovvero dritto al suo scopo senza perdersi in descrizioni o chiacchiere minuziose.

I personaggi sono ben caratterizzati, pronti a dimostrare tutto il loro potenziale nei capitoli futuri. Anche se il libro non si concentra su temi in particolare, sicuramente colpisce lo stato di oppressione dei cittadini di Altea: costretti a compiere le loro azioni quotidiane con gesti stanchi, meccanici, rassegnati. […] Condannati a ripetere quei gesti per l’eternità, senza provare la minima gioia per quello che stavano facendo”. Una condizione non diversa da quella in cui versano molte persone comuni del nostro mondo, private della gioia di vivere da questa precaria società moderna.

Una nuova avventura, in sostanza, è appena cominciata, pronta ad occupare il posto che le spetta in un universo fantasy sempre più vasto. Gli arconti ombra è consigliato a tutti gli appassionati del genere, ma anche a chi ricerca un buon punto di partenza per interessarsi al fantasy.

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce quest’opera letteraria?

La scintilla (è proprio il caso di dirlo!) che ha innescato l’idea di quest’opera, proviene dalla mitologia classica, cioè dal mito di Altea, a cui le Moire predissero che il figlio Meleagro, appena nato, sarebbe morto nel momento in cui l’ultimo tizzone del camino si fosse consumato. Per mantenere in vita il bimbo, Altea prese il tizzone dal fuoco e lo conservò in segreto. Da questo spunto è nato il nucleo narrativo del libro: una fiamma, il fuoco segreto di Altea, appunto, che dà forza ed energia agli abitanti di tutto l’arcipelago di Asteria, dove è ambientata la vicenda. Questa fiamma sparisce misteriosamente e tutti la cercano, ciascuno per i propri scopi, più o meno nobili. Il potente Vimperion la cerca per il proprio tornaconto, per ottenere l’immortalità e mantenere per sempre il potere, i giovani protagonisti, coinvolti loro malgrado in questa vicenda più grande di loro, la cercano consapevoli che se non la trovassero al più presto, tutti gli abitanti resterebbero privi di energie e si ‘spegnerebbero’, cadendo in una profonda apatia, simile alla morte.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Sono tanti i temi presenti nel libro! Noi speriamo che, come spesso accade, ciascun lettore possa trovare nelle nostre pagine il messaggio di cui ha bisogno in quel momento. Uno dei temi che a noi stanno più a cuore è che ciascuno ha dentro di sé qualcosa di speciale, una specie di ‘fiammella’, una ragione di vita, che occorre tener viva a tutti i costi, per evitare di ingrigirsi e di spegnersi.

Leggi il mio libro perché…

Perché troverai tra le sue pagine una storia coinvolgente e insolita, condita con un pizzico di ironia e di umorismo; un’ambientazione affascinante, tra animali fantastici e bizzarre invenzioni; una trama ricca, che ci auguriamo possa appassionarti e sorprenderti a ogni pagina. Naturalmente non manca poi qualche spunto di riflessione a dare spessore alla storia…

 

Progetti futuri?

Abbiamo molti libri in cantiere, sia individualmente che in coppia, alcuni dedicati ai più piccoli, altri ai giovani adulti. Naturalmente non ci dispiacerebbe poter scrivere una nuova serie di avventure che coinvolgano i protagonisti del Fuoco Segreto di Altea!

 

Il romanzo Il fuoco segreto di Altea – Gli arconti ombra merita 5 stelle su 5.

 

 

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Emilia Capasso in Gallery

Se vi chiedessi chi di voi ha voglia di rivivere i suoi anni da teenager, quanti di voi risponderebbero in modo positivo? Molto probabilmente la maggior parte di voi non ne vuole sapere niente di quel periodo ma con il romanzo Gallery, scritto da Emilia Capasso docente di lingua inglese presso le scuole superiori della provincia di Torino; potreste ricordare la vostra adolescenza con un bel sorriso.

 

La protagonista è Axel Rose, 15 anni, timida, riservata, ma allo stesso tempo profonda e sensibile, che si dovrà fare i conti con la malvagità di alcuni suoi coetanei. È una ragazza che molti degli adolescenti definirebbero un emo perché veste sempre di nero le piace leggere e studiare e non le importa di apparire differente da quella che è, ossia senza interessi per trucco e parucco come le sue coetanee. Come nei migliori drammi tra adolescenti troviamo la bella della scuola Matilde con cui andrà a condividere l’amore per un ragazzo, Simone. Per Axel sarà platonico e segreto.

La ragazza sarà sempre più introversa e malinconica anche a causa della sua situazione familiare e troverà conforto da una misteriosa amica virtuale, Gallery.

Purtroppo il suicidio di un ragazzo, Carletto, vittima preferita da due gemelli che bullizzano metà scuola, i gemelli Martone, porterà il sorgere di una serie di eventi che faranno sparire diversi ragazzi e, allo stesso tempo, faranno apparire una misteriosa signora in nero.

L’autrice affronta un tema molto importante che è quello del bullismo e delle conseguenze che, purtroppo, alcune volte hanno un risvolto tragico e lo fa senza dimenticarsi il suo fine ultimo mantenere alta la tensione del lettore in un thriller tutto da scoprire.

Ottima è anche la descrizione dei caratteri dei vari personaggi e dei sentimenti che questi provano, a me è sembrato di tornare indietro nel tempo quando ero un adolescente con tante insicurezze e incertezze.

 

Come nasce Gallery?

Gallery nasce nel gennaio del 2014, in un periodo un po’ cupo della mia vita. Stavo ascoltando ‘The Gallery’, un brano strumentale dei Muse, rock band britannica, quando mi apparve all’improvviso il volto di questa ragazzina, Axel Rose, la galleria e la sua amica virtuale. Con il passare dei giorni la storia, che doveva essere un breve racconto, ha preso forma e si è complicata, fino a divenire un romanzo.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani Gallery?

Non voglio trasmettere nessun messaggio in particolare. Credo che il romanzo sia molto denso, ognuno potrà tirarne fuori le proprie osservazioni, come è già successo con diversi lettori. Non credo nei romanzi che lanciano messaggi, uno scrittore non è una divinità al di sopra delle parti, quanto un osservatore. Credo che ‘Gallery’ lasci molte domande in sospeso.

 

Leggi il mio libro perché..

‘Gallery” ti scava dentro, è un romanzo che analizza la fragilità umana, l’estrema facilità con cui passiamo dal bene al male e viceversa. Ho voluto abbattere alcune ipocrisie della nostra società e dimostrare quanto le persone siano guidate nei loro atti più dall’egoismo che dalla generosità o dall’amore. Leggendo il mio libro si può comprendere quanto siamo simili a coloro che magari giudichiamo male per arrivare infine ad accettare l’amara conclusione che spesso ‘gli altri’ siamo noi.

 

Progetti futuri?

Sto lavorando a più progetti: una fiaba con protagonisti i miei figli, un romanzo comico e un romanzo di formazione ambientato nella mia città natale, Napoli. Alcuni brani sono reperibili sul mio blog: www.emiliacapasso.blogspot.it. Ho anche iniziato una raccolta di poesie rap con vari temi. Insomma, sarà che mi piace scrivere?

 

Numero di stelle 5 su 5 – Gallery di Emilia Capasso – Editore: Scatole parlanti – 306 pagine – prezzo di copertina 15,00 euro.

 

 

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Il tabù della carne di Daniela di Benedetto

“Per voi indiani l’immortalità si realizza con la rinascita, io invece penso che vivo una sola volta e che devo lasciare in giro qualcosa per cui il mondo si ricordi di me. Un bel curriculum. Sai cosa significa?”

Con questa riflessione introduco il romanzo di Daniela Di Benedetto, che ci catapulta in un drammatico scorcio della realtà quotidiana del nostro Paese con Il tabù della carne. Protagonista è Krisna, immigrato indiano che dalla sua patria arriva fino a Palermo con nulla più che uno scopo: sopravvivere. Dopo un periodo di fatiche e difficoltà viene assunto come domestico da Isabella, donna ricca e facoltosa che aspira al successo come pittrice. Lei, d’altro canto, è costretta a fare i conti con una realtà in cui l’arte è contaminata dal consumismo, che soffoca in modo doloroso la sua creatività e la voglia di emergere.

Entrambi dimostrano dunque l’oppressione di un unico paese che grava sulle loro spalle. Tra i due nascerà una relazione forte – soprattutto fisica – che metterà a dura prova la fede di Krisna, sua inesauribile fonte di sostegno che gli impedisce di adattarsi alla nuova realtà che lo circonda. Il giovane si troverà inevitabilmente costretto a scegliere di fronte all’ardente attrazione che lo lega a Isabella, poiché significa andare contro a tutto ciò in cui ha sempre creduto.

È una storia breve ma ben scritta, dettagliata al punto giusto senza appesantire mai la narrazione. Si legge in maniera piacevole e la storia prende il lettore dall’inizio, grazie a due protagonisti che con la loro complessità fanno provare un’infinità di emozioni. I temi trattati sono la fede – caratterizzata da vari punti di vista grazie alle differenti culture di ogni personaggio principale – e, più in generale, la situazione attuale in cui versano la società e la nazione. “Una nazione morta, finita”, come dolorosamente ci ricorda l’autrice attraverso le parole di Isabella. Una nazione insofferente alle difficoltà che i figli di altri paesi – ma anche i sognatori – sono costretti ad affrontare quotidianamente tra le nostre strade.

Il tabù della carne dimostra senza dubbio quanto siamo capaci di raccontare ed emozionare in poche pagine. Consigliato a tutti coloro che ricercano la conoscenza di temi cruciali del nostro tempo.

 

Come nasce quest’opera?

E’ nata nel 1990 come sceneggiatura cinematografica. Era la mia prima esperienza in fatto di sceneggiature e avevo in mente di sottoporla a un regista che operava nel mio quartiere. Lui la lesse e mi disse che tecnicamente era perfetta ma, testuali parole, “ era un soggetto che attirava le masse e lui non voleva quel tipo di fiction, lui andava controcorrente.” Non faccio nomi, ma questo regista ha concluso presto la sua carriera. Alcuni anni fa ho tirato fuori la sceneggiatura e l’ho trasformata in romanzo.

Quale messaggio comunica?

Ne comunica parecchi. Abbiamo tre personaggi principali: Krisna, un indiano di rara bellezza che cerca lavoro in Italia ma è troppo attaccato alla religione indù e non riesce ad adattarsi all’ambiente nuovo. Naima, una ex prostituta tunisina che per la legge islamica dovrebbe essere uccisa e si adatta, al contrario di Krisna, a fare la cameriera in Italia per sopravvivere. Isabella, una donna borghese divorziata , ricca e annoiata, che desidera solo sfondare come pittrice. Le vite di questi tre personaggi si intrecciano quando Isabella assume nella sua villa gli altri due,   Krisna come cuoco- giardiniere- modello per i quadri, Naima come cameriera. Krisna infatti si innamora della padrona di casa, che lo usa come un giocattolo, e non riesce a ricambiare l’amore purissimo che Naima prova per lui, poichè per la religione indù Naima è una “ paria.” Ma in questa storia di perdenti nemmeno Isabella è una vincente, poiché vorrebbe essere capace di provare passioni che non prova e non riesce a mettere   nei suoi quadri un’anima. Pertanto il romanzo comunica un senso di desolazione, di sconfitta, di totale sfiducia nel mondo, descrivendo una società multietnica allo sbando nel contesto di una crisi economica che è anche una crisi di valori.

Leggete il mio libro perché….

Provoca emozioni forti. Le immagini derivano da una sceneggiatura quindi è rimasta l’impronta cinematografica. Specialmente nelle scene d’amore, il braccio bianco di Isabella contro il braccio scuro di Krisna, la goccia di sangue che cade in acqua mentre fanno l’amore sotto la doccia. E’ un romanzo fatto di immagini e dialoghi, dialoghi intensi. Non bisogna però scambiarlo per un romanzo erotico, perché prevale la denuncia sociale. C’è inoltre un colpo di scena alla fine, un sacrificio da parte di Naima nel tentativo di sottrarre Krisna alla funesta influenza di Isabella che lo ha plagiato fino a fargli tradire la sua religione. Un sacrificio che fa assurgere la povera Naima al ruolo di eroina   indimenticabile.

Progetti futuri?

Dunque, il mio diciannovesimo libro uscirà a giugno e il ventesimo a dicembre. Contemporaneamente dovrebbe essere terminato il montaggio del primo film al quale io ho fornito sia la sceneggiatura che la colonna sonora, avendo due diplomi del conservatorio. E intanto un libro uscito nel 2017, Sleepless nights, sarà tradotto in inglese e diffuso in America. Per tutto il 2018 avrò un bel da fare, poi   se Dio vuole si prosegue.

 

Il tabù della carne di Daniela di Benedetto, merita 5 stelle su 5.

 

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“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH

“Tempo al tempo” è una meravigliosa raccolta poetica scritta da Bruno MOHOROVICH, nato a Buenos Ayres il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia.

Laureato in Sociologia e Lettere, si è sempre occupato di critica cinematografica e didattica del cinema nella scuola; ha collaborato come critico con il settimanale diocesano “La Voce” e con “Umbria Radio” (ex “Radio Augusta Perusia”).

 

“Tempo al tempo” è la sua raccolta poetica che, consiglio anche, ai non addetti ai lavori. Perché? Perché arriva dritta al cuore con semplicità ma con intensità.

Un libro che si snoda in sessanta pagine, numerose le poesie e i temi trattati, quella che m’ha colpito di più è stata la numero 25.

 

<<Mi lascio tenere per mano

uomo muto

nella corsa alla perdizione;

inerte corpo

avvolto nella nebbia

succube ubriaco

della fatalità dei tempi.>>

 

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce quest’opera letteraria?

E’ un lavoro che ho meditato a lungo e che non riuscivo mai a mettere nero su bianco. Sentivo che mi stava lavorando dentro cui, prima o poi, avrei dovuto dare voce decidendomi di confrontarmi con i fantasmi del mio passato, raccontandomi e svelandomi senza falsi pudori. Il momento di affrontare un passato scomodo è – poi- arrivato. La ritrovata serenità dell’animo e la certezza di una lotta – che mi ha visto spesso soccombere – che mi ha visto (ri)sorgere dall’amara terra, mi hanno consentito di guardare e guardarmi, affidando ai versi quello che sentivo. E così una sera, mi è apparso un primo rigo…da lì è partita poi, abbastanza velocemente, tutta la raccolta. L’unica cosa che avevo chiara fin dall’inizio era il titolo: infatti “tempo al tempo” è un’espressione che mi portavo dentro da anni e che ho mutuato dal film “Anonimo veneziano”, un film che appartiene al mio DNA.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ad essere sincero, non è che ho iniziato a scriverlo per lanciare un messaggio a qualcuno; l’esigenza primaria era dare, come ho detto, una risposta a me stesso. Ma poi, ripensandoci, credo che dalle mie poesie contenute in questa raccolta, ci sia l’invito per tutte quelle persone che hanno sofferto o soffrono e che hanno comportato o comportano sofferenza a quanti stavano o stanno loro vicino – la famiglia in primis -, ad affrontare il loro male, a non nascondersi; perché celare un disagio non risolve il problema: lo rimanda e basta o, quantomeno, lo si camuffa fino a quando, alla prima difficoltà, non riemerge. Guardare con onestà verso se stessi, recuperare la propria autostima senza paure o falsi timori, è la via giusta per affrontare nuovamente la vita. Ecco, credo che il messaggio che vorrei fosse recepito è proprio questo: non mentire a se stessi, non serve.

 

Leggi il mio libro perché…

..difficile rispondere…perché è un pezzo di storia di vita raccontata in maniera sincera; sono poesie che rivelano un’onestà di sentimenti senza tanti orpelli e giri di parole. Perché sono versi che rassicurano sull’esistenza di donne e uomini ancora intrisi di paure, emozioni e qualche speranza, e dove ognuno può ritrovare la propria umanità.

 

Progetti futuri?

Intanto sarò presente al salone del libro di Torino, dove presenterò proprio “Tempo al tempo”. Di seguito sono in cantiere nuovi progetti editoriali, quali il desiderio di cimentarmi in un romanzo biografico dove racconto della mia giovinezza attraverso le memorie del cinema. In tempi più ravvicinati, la cura di un’antologia poetica che vuole essere un omaggio alla regione delle Marche, ricordata, evocata nei suoi luoghi e paesaggi attraverso i poeti che la vivono e la cura di una nuova collana di poesie dove darò voce ai poeti dialettali e non, della nostra Italia. ma è già pronta una terza raccolta di poesie. Il titolo? “Mare calmo”.

 

 

“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH, Bertoni Editore,  merita 5 stelle su 5.

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Non ti scordar di me di Laura San Brunone

Il romanzo di oggi ci porta attraverso la sua storia, ma anche tramite le note del maestro Ludovico Einaudi, ad analizzare alcuni aspetti dell’amore a cui non facciamo caso. Non ti scordar di me, però, non è un romanzo d’amore, ma bensì un noir, a tratti anche horror, che fuoriesce dai soliti schemi narrativi del genere. L’autrice è Laura San Brunone, nata a Erice (TP) nel 1988, sposatasi giovane perché aveva il desiderio di costruirsi una sua famiglia e che sceglie come percorso di studi quello grafico pubblicitario.

La storia che viene narrata è quella di una ragazza, Megan, che è appagata sia dalla sua vita professionale che personale. Infatti, ha un buon lavoro e un uomo, Kevin, che la ama alla follia e che le permette di sentirsi amata come nessun’altra donna al mondo. Il fidanzato decide che è ora di chiederle di sposarlo perché vuole rendere più completa la loro unione che va avanti da anni. Inizialmente la ragazza viene colta da dei dubbi ma accetta la proposta e inizia a buttarsi a capofitto nella preparazione dell’evento. Accanto a lei ci saranno due delle sue più grandi amiche, Helen e Carole, che saranno le sue testimoni di nozze e l’aiuteranno in ogni passo per la riuscita del suo giorno speciale.

Purtroppo, come ben sappiamo, le cose non vanno mai come le si hanno programmate e qualcosa porterà un grande ribaltamento nella vita di Megan che si ritroverà a dover fronteggiare un cambiamento interiore: l’ossessione per il suo amato Kevin.

L’amore per lui si trasformerà in angoscia e perderà completamente il senso della realtà. Per lei sarà come sentirsi in uno stato di pericolo sconosciuto di cui, inconsciamente, ignora le cause.

Non posso svelarvi il finale che è completamente inaspettato, posso però assicurarvi che l’autrice riesce a mantenere alto il ritmo della narrazione senza far distogliere l’attenzione al lettore, insomma si legge tutto d’un fiato.

 

Come nasce Non ti scordar di me?

“Non ti scordar di me” nasce dall’esigenza di raccontare un incubo che ho fatto una notte, come tante altre notti. Ma questo è stato più intenso, più ricco di dettagli. Sogno molto, sia ad occhi aperti che chiusi e sono solita appuntarli in un agenda che tengo vicino al comodino. Quella notte dopo aver scritto diverse pagine piene di situazioni e sensazioni, ho capito che poteva diventare una storia. Così nei giorni successi ho iniziato a svilupparla. Nel frattempo cercavo un modo per “omaggiare” i miei 4 nonni che fortunatamente ho ancora in vita ma sono molto distanti da me. Sentivo il bisogno di dire loro “grazie” a modo mio.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

È un thriller psicologico inizialmente romantico e a tratti noir, parla di amore malato, ossessivo; di insicurezza, di continuo senso di inadeguatezza e necessità di “non essere mai dimenticati”. Ultimamente si sente molto parlare di amore malato e atti violenti per questo motivo e vorrei che passasse il messaggio opposto, ovvero che l’amore deve far star bene, deve poter essere sì fondamentale nella propria vita, ma senza renderlo l’unico scopo. È amore quando c’è rispetto, umiltà, condivisione, sincerità. Amare è creare, non distruggere.

 

Leggi il mio libro perché…

Consiglio di leggerlo per capire quanto i sentimenti possano essere una lama a doppio taglio e così forse poter apprezzare ancora di più quello che già abbiamo. Le donne poi sono maestre nel complicarsi la vita! Spesso la gelosia ci rende “schiave della paura” e si vedono cose che non esistono. L’importante è non superare il limite.. Amare serenamente, amate e sarete amati.

 

Progetti futuri?

Sono una giornalista, scrivo per un giornale cartaceo locale e credo che continuerò in questa direzione. Penso di essere una persona creativa, quindi tutto ciò mi permette di esprimere sensazioni ed emozioni vengono sperimentate. Sono mamma di 2 bimbe e sono sposata quindi la famiglia è il fulcro di tutto il mio mondo. Loro sono il mio presente e futuro. Forse più avanti scriverò un altro libro…

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Non ti scordar di me di Laura San Brunone – Editore: Pubme – 183 pagine – prezzo di copertina 12,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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La saga della profezia – libro primo – L’unicorno di Isotta Sturlese

Ognuno di noi cerca o possiede un amore e un’amicizia forte all’interno della propria vita, magari nati nel periodo adolescenziale e rimasta intatta nel tempo. L’autrice di oggi, Isotta Sturlese che oltre a essere una brava scrittrice è anche un’ottima disegnatrice, ci offre la possibilità di rivivere questi sentimenti con il libro La saga della profezia – libro primo – L’unicorno.

 

Questo è un romanzo urban fantasy, i suoi protagonisti hanno un carattere ben delineato, vengono descritti nel loro aspetto fisico in maniera particolareggiata e sembrano quasi vivere nella realtà di tutti i giorni. Possiamo definirli unici, personaggi a trecentosessanta gradi.

All’inizio della storia troviamo la vita di una ragazza, Luka, che, all’apparenza, vive una vita normale, è appassionata di danza e con una grande voglia di vivere ma, al tempo stesso, porta dentro di sé un grande dolore che celerà una verità che le è stata nascosta per molti anni.

Infatti, scoprirà un mondo segreto dove vivono creature leggendarie: unicorni, maghi e amazzoni. Sarà il suo amico Sloan e Litroint, un mago appartenente ad una fazione di un clan che esercita la magia oscura ma che cambierà per amor suo che le permetteranno di poter adempiere ad un’antica profezia e a destituire Fallon, un re spietato che farà scoppiare una guerra feroce e crudele pur di non vedere scomparire i suoi poteri.

Il romanzo è incentrato su sentimenti positivi e buoni come l’amore e l’amicizia e, nonostante i fatti drammatici che si susseguono nel libro, questi riusciranno a trionfare.

L’autrice ha scritto questo romanzo in età adolescenziale ma si potrà notare la fantastica padronanza di linguaggio e l’uso di vocaboli che rendono la trama coinvolgente e creano delle scene originali. La fluidità del libro fa in modo che non vi sia dispersione né nella descrizione delle scene né dei personaggi. Anche se non si è amanti del genere io lo consiglio vivamente.

Come nasce La saga della profezia- libro primo- L’unicorno?

La Saga delle Profezia, in particolare il primo libro, L’Unicorno, nasce quando ero solo una bambina.

All’età di quindici anni mi divertivo a raccontarla ad alcune mie compagne, le quali insistettero per farne le illustrazioni e scriverne un libro. Lo feci e, l’anno successivo, mi chiesero di battere il secondo, poi il terzo… Essendo una quadrifonia, il quarto e ultimo capitolo della saga, lo sto terminando adesso, all’età di trentatré anni.

Due anni fa scrissi anche una raccolta di racconti, alcuni dei quali inerenti alla saga; un po’ per capire meglio questo mio mondo fantastico.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno questo libro tra le mani?

Il messaggio di tale romanzo l’ho lasciato invariabile, sebbene, dopo anni, io sono cresciuta e cambiata, ma come un tempo io mi rivedevo su certe scrittrici o personaggi, vorrei che le adolescenti di oggi si rivedessero su questo romanzo.

Gli ideali sono di un’adolescente piena di sogni, pronta, malgrado le difficoltà della vita, seppur proiettate in un mondo fantasy, ad affrontare le difficoltà della vita che la mettono e la metteranno a dura prova.

L’amore in tutte le sue sfaccettature, il principio della vita e delle sue difficoltà per poter adempiere al proprio destino, con la consapevolezza che, se noi lo desideriamo dal più profondo del cuore, lo possiamo cambiare.

Quello che volevo e vorrei trasmettere come messaggio è soprattutto il senso della vita che spesso, nel periodo adolescenziale, nella dura prova che il ragazzo deve affrontare per questo passaggio tra la giovinezza e l’essere adulto, avere delle nuove responsabilità, doveri oltre che diritti, perde come punto di vista.

 

Leggi il mio libro perché…

Leggere La Saga della Profezia è un modo per evadere dal nostro mondo ed entrare in un altro. È un libro alla portata di tutti, scorrevole e senza tempi morti, descrittivo in certi punti senza però, al tempo stesso, essere prolisso o troppo ricamato. In un viaggio interessante tra un mondo fuori dagli schemi e messo al confronto con quello reale, unendo il tutto in un urban-fantasy ambientato nel levante ligure, senza tralasciare ciò che ci rende esseri umani, come emozioni e sentimenti.

In esso vi è avventura, magia, realtà, sport, lotta per la vita e per la conquista della libertà; tutto questo coinvolgerà tre ragazzi qualunque, ma che scopriranno di possedere grandi doti e qualità e che la vera forza sta in noi stessi.

 

Progetti futuri?

I miei progetti futuri non sono solo improntati sulla Saga, ho altri scritti tra le mani, compiuti e incompiuti, di tutt’altro genere, che spero al più presto di poterli mostrare anche ai vostri occhi assieme alle illustrazioni create da me.

 

Numero di stelle 5 su 5 – La saga della profezia – libro primo – L’unicorno di Isotta Sturlese – Editore: Bertoni editore – 346 pagine – prezzo di copertina 18,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

 

 

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