focara,lecce,maglie,salento,tradizione

La focara di Sant Antonio a Maglie brucia in anticipo

C’erano una volta sette pensionati che, spinti dalla passione verso la tradizione della focara di Sant Antonio che si festeggia il 17 Gennaio, hanno deciso di intraprendere un’impresa più che ardua: costruire giorno per giorno la focara Magliese, in modo da godere insieme alla propria cittadina di una bella serata, all’insegna della tradizione e accompagnata da buona musica e, magari,anche di un panino.

Giorno per giorno si effettuava la raccolta di rami, scarti di cartone, tronchi tagliati abbandonati o anche di pedane di legno per costruire e riprodurre Castel Bel monte, presente sulla nostra moneta da un centesimo, perché quest’anno la focara di Maglie sarebbe dovuto essere grandiosa e all’altezza di tutti i cittadini; successivamente diverse ore della mattina e anche del pomeriggio erano impiegate per legare rami, fusti e sistemare internamente tutto il materiale.

DSCN3348

Questa storia, però, un po’ come tutte le storie, non ha un lieto fine perché al risveglio, questa mattina, Vincenzo De Lumè, Gigi Guido, Donato Stefanelli, Giovanni Palumbo, Oronzo Spano, Luigi Russo ,Giovanni De Lumè e pochi altri collaboratori hanno trovato il loro castello ridotto in un pugno di cenere ancora ardente: qualche incivile ha ‘ben’ pensato di appiccare il fuoco nella notte  per divertimento ucciso dalla noia, questione di invidia, intraprendenza o cos’altro?

Molto tempo fa a Maglie c’era un detto “Maglie città regno di civiltà”, adesso, qualcuno si starà chiedendo: “Questa civiltà dov’è finita? È stata venduta? Persa durante una brutta mano di poker? Perché francamente non s’intravede nemmeno l’ombra, se di civiltà si sta parlando.

Un applauso è d’obbligo a tutti quelli che hanno partecipato alla riuscita della focara, decisi a non arrendersi, sono già sulla cresta dell’onda per, ancora una volta, regalare alla propria cittadina una focara degna d’altri tempi.

DSCN3698

Leggi Tutto Nessun Commento

carlo formenti,giornale,mimmo pesare,scienze della comunicazione,stefano cristante,Università del Salento,valentina cremonesini

H-ERMES, JOURNAL OF COMMUNICATION

Nasce dalla collaborazione tra il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo e il Siba dell’Università del Salento la nuova rivista “H-ermes, Journal of Communication”.

 

La rivista si occuperà con sguardo multidisciplinare di questioni comunicative, a partire dalla declinazione di parole-chiave. Per il primo numero la parola studiata è “Mitologie”.

H-ermes, di cui si programmano due uscite all’anno, conta su un Comitato Scientifico internazionale e su un Comitato di redazione dell’Università del Salento.

Nel primo numero sono presenti contributi di Andrea Tagliapietra, Diego Fusaro, Fabio Moliterni, Mimmo Pesare, Valentina Cremonesini, Silvia Gravili, Fabio Ciracì, Carlo Formenti, Alberto Abruzzese, Valeria D’Autilia, Filippo Maria De Matteis.

Il direttore è Stefano Cristante, presidente del Corso di studi in Scienze della Comunicazione.

 

Il primo numero di H-ermes è online all’indirizzo: http://siba-ese.unisalento.it/index.php/h-ermes

Leggi Tutto Nessun Commento

carmelo rollo,lecce,luciano cariddi,novità,otranto,salento,smaltimento

Arriva la casa dell’acqua a Otranto

Il 24 dicembre p.v., alle ore 9.30, presso il parcheggio in Via Orte (mercato settimanale), si terrà l’inaugurazione della “Casa dell’acqua”, saranno presenti il Sindaco Luciano Cariddi e Carmelo Rollo, Presidente della Lega Cooperativa Regionale.

Il Comune di Otranto, in collaborazione con la Comunità Cooperativa Melpignano, ha installato, presso il Parcheggio Orte, un erogatore automatico di acqua minerale e frizzante.La realizzazione della casa dell’acqua mira a incentivare il consumo di acqua pubblica (che in assoluto è la più controllata) e questo ha un particolare significato soprattutto da un punto di vista ambientale, tenuto conto che, da stime fatte, ogni cittadino consuma in media 194 litri l’anno. In tal modo si può risolvere il problema di smaltimento delle bottiglie di plastica, oltre a contribuire alla diminuzione  dell’inquinamento causato dal trasporto su ruote sull’intero territorio nazionale.

Immagine

Leggi Tutto Nessun Commento

celebrazioni,lecce,natale,puglia,salento,tradizioni

Il Natale cinquant’anni fa…

Questo mese Città Futura esce nel bel mezzo del periodo natalizio e tra spese per il cenone, regali, parenti lontani che arrivano e altre persone che partono, ci siam chiesti come fosse il Natale cinquant’anni fa e abbiamo intervistato per l’occasione Antonio De Pascali (nato nel 1926) e sua moglie De Iaco Maria (nata nel 1932).

Molti anni fa il Natale era diverso, più sentito probabilmente, ma anche povero: i bambini non avevano grandi attese per quanto riguarda i regali perché le famiglie avevano veramente pochi soldi e i doni che potevano permettersi erano arance, mandarini, mandorle, noci e ai più fortunati anche qualche caramella.

Durante la settimana di Natale un membro della famiglia si recava nei boschi o nelle zone naturali per prendere la cima  di un albero di pino, una volta portato a casa era addobbato con fiocchi colorati o palle di vetro per i più ricchi, mentre qualcun altro addobbava l’albero con palle di creta che avevano, chiaramente, un peso maggiore e dopo la befana, le decorazioni erano conservate con cura per l’anno successivo. Cinquant’anni fa le illuminazioni dell’albero non esistevano (figuriamoci che le strade venivano illuminate da lampade a petrolio)  e subentreranno insieme all’albero di Natale in plastica che, porterà con se, oltre a questa novità un risparmio ambientale di proporzioni enormi, meno fatica nel pulire gli aghi di pini sottostanti l’albero e un risparmio economico per gli anni a venire.

La settimana antecedente al Natale era frenetica per via dei preparativi culinari: si preparava l’impasto per fare le pittule, i bambini attendevano con gioia il 25 Dicembre perché potevano gustare questo piatto, il vincotto era preparato da Settembre subito dopo la vendemmia e per far rimanere le pittule morbide anche per capodanno erano fatte con la zucca arancione che dava morbidezza alla pasta stessa ed lasciate in una cesta in vimini. Lo stocca pesce rotondo era lasciato in acqua sette giorni prima della cena per farlo ammorbidire, si cucinavano i “vermiceddhi” che, al contrario d’adesso, si preparavano in casa con farina di grano e infine il dolce era il “tortuno” con il miele, per regalare dolcezza a grandi e piccini. Tra la notte del 24 e 25 dicembre si faceva la veglia in Chiesa, non c’erano libretti quindi tutti sapevano le canzoni, il rosario e altri riti a memoria, molte persone si recavano in chiesa per portare un pezzo di pane per la benedizione anche perché durante questo giorno si faceva il digiuno per il bambinello.

In chiesa il presepe è sempre stato presente, veniva preparato da coloro che frequentavano la sacrestia, alla base si trovavano le casse per il tabacco vuote e le salite o le discese del presepe erano vere e proprie tavole di legno, i pupazzi in creta erano alti dai 30 ai 60 cm circa, quindi la riproduzione  quasi reale donava qualcosa di magico e la notte del 24 dicembre il Parroco affiancato dai più piccini faceva la sua comparsa con in braccio il bambinello da mettere nella capanna.

Le feste volano via tra pittule, vino consumato nelle numerose cantine presenti e tra pochi regali; quando arrivava la befana, i frutti secchi o un po’ di carbone venivano messi in calze di cotone lasciate sui caminetti e i più fortunati che, trovavano nella propria calza una o due caramelle gioivano per tutto il tempo a loro concesso.

Byrn Rogers diceva che il Natale è quel periodo dell’anno in cui le persone si rifugiano nella propria famiglia, questo bellissimo sentimento, stato d’animo, azione, dovrebbe essere presente quotidianamente tutto l’anno per non dimenticare mai le nostre radici e per apprezzare al meglio ogni singolo gesto, anche il più nascosto.

 Immagine

Leggi Tutto 1 Commento

arnaldo spallacci,lecce,puglia,salento,seminario,Università del Salento

Seminario LE RICADUTE IN CAMPO EDUCATIVO DEGLI STUDI DI GENERE

 

Il sociologo Arnaldo Spallacci sarà ospite dell’Università del Salento domani, martedì 17 dicembre 2013, per il seminario “Le ricadute in campo educativo degli studi di genere”. Appuntamento alle ore 9.30 nell’aula multimediale al terzo piano di Palazzo Parlangeli (via Stampacchia, Lecce).

 

Arnaldo Spallacci è membro del Comitato organizzativo del Centro studi sul genere e l’educazione (Csge) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, ed è autore del libro “Maschi” (edizioni Il Mulino).

Al seminario, organizzato dal Dipartimento di Storia, società e studi sull’uomo, interverrà tra gli altri il professor Salvatore Colazzo, Preside della Facoltà di Scienze della formazione, scienze politiche e sociali.

Leggi Tutto Nessun Commento

ateneo,crui,lecce,puglia,Università del Salento,vincenzo zara

Vincenzo Zara: il nuovo Rettore da 10+

Vincenzo Zara, il nuovo Rettore dell’università del Salento, ha ricevuto quattro deleghe assegnate dalla Giunta della CRUI: Didattica, Valutazione, TFA e PAS, E-learning. Il Rettore Zara coordinerà quindi gli Atenei italiani su questi aspetti, anche avvalendosi del supporto di gruppi di lavoro in via di costituzione sempre presso la Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

Sono molto lieto – ha dichiarato- di questo risultato che conferma e rinforza l’affermazione dell’Università del Salento nel contesto nazionale. Come sistema universitario», commenta il Rettore, «ci aspetta un lavoro particolarmente impegnativo. Rappresenta per questo una grande opportunità il poter seguire da vicino, confrontandomi con tante realtà accademiche diversificate e complesse, temi così strategici e strettamente legati tra loro. La tutela dell’istruzione superiore in Italia deve tornare a essere una priorità. Il mio impegno sarà massimo in questa prospettiva».

Che cos’è la CRUI?

La CRUI, con sede a Roma, è costituita e opera in forma di associazione. Ne sono soci le Università statali e non statali riconosciute e gli Istituti d’istruzione universitaria statali e non statali riconosciuti.

Tra le finalità della CRUI:

•             Rappresentare e valorizzare il sistema delle autonomie universitarie in ogni sede nazionale e internazionale, svolgendo attività di coordinamento, di indirizzo, di tutela e di promozione degli Atenei italiani;

•             Contribuire attivamente allo sviluppo di un coerente sistema europeo per l’alta formazione e la ricerca e all’allargamento delle collaborazioni con tutte le parti del mondo nei settori di competenza delle università;

•             elaborare e presentare al Governo, al Parlamento e alle altre Istituzioni competenti i pareri eventualmente richiesti ed avanzare proposte ed osservazioni in materia di alta formazione e di ricerca, nonché su ogni altro argomento di interesse e competenza delle università;

•             ricercare coerenza di comportamenti e di interpretazioni in tutte le questioni di interesse comune;

•             promuovere e sostenere ogni altra iniziativa utile al potenziamento dell’insegnamento superiore e della ricerca e ad elevare la funzionalità, la qualità e il prestigio, anche internazionale, del sistema universitario italiano.

La Giunta della Crui è composta dal Presidente e da altri dieci membri, rappresentanti di soci ordinari, eletti tra questi ultimi dall’Assemblea generale nella composizione dei soli soci ordinari. Ciascun membro della Giunta ha una specifica delega e mantiene stretti rapporti con Enti e Istituzioni a livello nazionale, incluso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e il relativo Ministro.

Un bel passo avanti per L’Università del Salento!

 Immagine

 

Leggi Tutto Nessun Commento

Il Blog di Eleonora Marsella – © 2018 – P.I. 04939570752