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“Mosca Cieca- Ti fidi dei tuoi vicini di casa? “- di Viviana Spoldi

“L’assassino ci gira intorno e ci confonde, mentre noi vaghiamo nel buio per cercarlo. Lui ci provoca e scappa in quel buio che, per lui, è luce e verità. Ma volete sapere come terminava il gioco? Alla fine la mosca cieca lo catturava sempre.”

Viviana Spoldi ritorna in questa grande famiglia di autori con Mosca cieca- – Ti fidi dei tuoi vicini di casa?, auto-pubblicato e disponibile su Amazon. Mosca cieca è quello che si può definire come un “leggero giallo”: la tranquillità della cittadina di Florent viene bruscamente spezzata da un omicidio, al quale si sussegue un altro appena due giorni dopo. Le vittime non avevano legami apparenti, accomunati solo dal fatto di essere due sgradevoli persone agli occhi della gente. Ad occuparsi delle indagini saranno due detective, un ex giudice e la sua petulante cognata, incontrando e interrogando i vicini di casa alla ricerca del colpevole. O dei colpevoli.

Leggero e scorrevole, ottimo per passare un pomeriggio in tranquillità, Mosca cieca colpisce soprattutto per l’assenza di protagonisti. Come si evince dopo qualche capitolo, in effetti, il libro non ha un personaggio più importante di altri su cui concentrare l’attenzione. Sebbene gran parte della vicenda ruota intorno ai detective che indagano sui delitti, in verità è l’intero quartiere ad essere protagonista: il vicinato, i parenti e i conoscenti delle vittime, sospettati o dotati di alibi inattaccabili. ‘Ti fidi dei tuoi vicini di casa?’ è un sottotitolo più che appropriato per questa situazione, perché la chiave per risolvere il caso si trova nel profondo di ciascun sospettato. Uomini e donne apparentemente tranquilli e inoffensivi, con le loro abitudini quotidiane, a cui tuttavia basta un niente per trasformarsi in potenziali assassini. E alla fine, come in ogni giallo che si rispetti, tutto si riduce alla più classica delle domande: “Perché?”

Consigliato a tutti gli appassionati del genere, ma anche a chi ricerca qualcosa di leggero per addentrarsi nella realtà dei delitti, degli intrighi e del sospetto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Il mio romanzo nasce da un’ispirazione improvvisa e dal mio interesse per gli intrecci, i misteri e le storie. L’esecuzione pratica del giallo, invece, è iniziata il giorno in cui decisi di partecipare ad un concorso narrativo. Mancavano due mesi alla scadenza e io non avevo ancora scritto una riga del mio romanzo. Tuttavia quella mattina cominciai di dare vita al mio intreccio, ai miei personaggi, al villaggio, alle case.

Il mio giallo arrivò al secondo posto su più di trecento partecipanti e la mia soddisfazione fu enorme.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Nessun messaggio, voglio solo farli distrarre dalla quotidianità.

Con il mio libro voglio giocare con il lettore, sfidarlo a trovare l’assassino. Ho adorato spargere ovunque indizi, creare personaggi con caratteristiche ben evidenziate, un intreccio che catturasse. Tutto questo ambientando la storia in un luogo comune, in cui per tutti fosse facile inserirsi e ritrovarsi: la casa e il proprio vicinato.

Leggi il mio libro perché…

Hai voglia di giocare, ami risolvere i “puzzle”, vuoi catapultarti in un mondo di quiz e indovinelli, possiedi una mente attenta e curiosa.

Con mia enorme gioia ho avuto solo recensioni positive da chi l’ha letto finora (“sorprendenti colpi di scena”, “giallo studiato nei minimi dettagli”, “ho adorato questo libro”) e una di queste mi ha reso particolarmente felice. Una mia lettrice, infatti, una volta conclusa la lettura, mi ha scritto: ” Ho passato i due giorni seguenti a guardare i miei vicini di casa con occhi diversi. Continuavo a pensare alla tua storia.”

È stato bello sapere di lettori che, accettando la mia sfida, ipotizzavano chi fosse l’assassino, il movente, il senso di alcuni indizi.

 

Progetti futuri?

Sto già scrivendo un altro giallo, ambientato in uno stabilimento termale, che ha come protagonisti gli stessi personaggi di “Mosca Cieca”: il vecchio ex giudice Walter Noel e l’eccentrica, pettegola cognata Clotilde Gamble, amatissima dai miei lettori.

Scrivere è la mia prima passione, però adoro anche leggere e il cinema, cioè qualunque cosa riguardi le “storie” con personaggi, trame, dialoghi ecc… sia che vengano da libri, che quelle trasmesse da uno schermo.

Io adoro le storie!

Scrivo dappertutto e su tutto quello che mi passa davanti. Fogli, tovaglioli e un qualsiasi pezzo di carta può contenere un’idea importante e un’ispirazione improvvisa, mentre sono a fare la spesa, al lavoro o in vacanza. Traggo ispirazione da tantissime cose, anche all’apparenza insignificanti che, nella mia testa, diventano pezzi del puzzle che sto scrivendo.

Scrivere, quindi, non è tanto un progetto futuro, ma qualcosa che fa parte della mia natura, di cui non posso fare a meno.

 

Mosca Cieca merita 4 stelle su 5

 

 

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Poesie d’amare e conoscere di Domenico Scaringi

Scrivi poesie

perché hai bisogno

di un posto

dove essere quello che non sei.

(Alejandra Pizarnik)

 

 

Di chi vi parlo oggi?

Il protagonista è Domenico Scaringi che conosceremo attraverso questa intervista molto particolare.

 

Chi sei?

Mi chiamo Domenico Scaringi, nato a Trani, il 23 Dicembre 1981. Ho iniziato a scrivere nel lontano 1996, con testi in rima seguendo il movimento culturale e musicale nominato Hip-hop che tra le sue quattro discipline, annovera il freestyle sia come scritto che come cantato sul beat, improvvisazione di testi in cosiddette ‘barre’, tutte create dagli mc’s (Maestro di Cerimonie).

 

 

Qual è la tua arte?

Ho cominciato a buttar giù le prime righe descrivendo i miei stati d’animo ed a esternare la mia frustrazione contro la società corrotta e prime idee di ribellione al sistema. Poi negli anni mi sono calmato e così ho provato ad abbozzare poesie d’amore dedicate al gentil sesso, coloro che reggono e regolano il mondo.

 

 

Pro e contro?

Ho notato negli anni che tutte queste poesie che pubblico mi rilassano e mi riempiono il cuore di atti di gentilezza. Contrariamente a quanto si pensi, non mancano momenti di buio, infatti per una poesia scaturita dalla mia mente e dal mio cuore, c’è sempre un periodo cupo e distruttivo che mi aspetta dopo la creatività.

 

Qual è il tuo valore aggiunto?

Mah, posso solo dire che sono una persona umile, che nonostante i miei fallimenti e i miei traguardi non sono mai cambiato, forse un po’ il carattere è diventato più diffidente e chiuso a causa di eventi negativi che mi hanno segnato, insegnato e formato come uomo, infatti come dice un mio Amico, un mare calmo non ha mai fatto un bravo pescatore.

 

Cosa pensi di dire a tutti coloro che vorrebbero farlo ma non hanno ancora iniziato?

Ragazzi un consiglio, annotatevi ogni cosa che vi succede ogni giorno su un taccuino o diario e conservatelo gelosamente: questo sarà lo scrigno della vostra vita, un giorno potrà valere un tesoro senza prezzo.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a chi ti guarda?

Il mio messaggio diretto è sempre quello: amatevi gli uni e gli altri, senza fare violenza, attraverso queste poesie cerco di calmare la mente del lettore, facendo scioglierne il cuore in sentimento puro e creativo.

 

Dove possono trovarti le persone?

Io vivo a Trani, in Puglia una delle regioni più visitate dai turisti che scelgono il sud per la cordialità del mio popolo, accoglienza e devozione cristiana, anche se ci sono altre civiltà e realtà limitrofe.

 

 

Potete contattarmi alla email:

lanfo.sioma@gmail.com

Pagina facebook

 

 

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“La storia di Roberto” di Rocco Granese

Rocco Granese, classe 1949, esordisce nel mondo editoriale con un libro che, definirei, di formazione dal titolo “La storia di Roberto” edito da BookSprint Edizioni.

 

Roberto, il protagonista, lavora per diverse estati, fino al raggiungimento della maturità in Svizzera e il libro si presenta essere uno spaccato di vita dell’autore che, ovviamente, ha veramente vissuto negli scorci che si trovano all’interno dell’opera stessa.

 

Dal primo viaggio in treno fino al ritorno a casa con, finalmente, tutti i franchi che gli serviranno per l’università: suo obiettivo fondamentale. Traguardo raggiunto con impegno e determinazione costante da parte dell’autore- protagonista.

 

Roberto non è solo ma troviamo la sorella Elena, il fratello Elio con la famiglia e soprattutto una serie di avventure amorose raccontate nei minimi dettagli che appassioneranno il lettore pagina dopo pagina. Da Teresa, a Piera, a Denise…

 

“La storia di Roberto” è un libro che andrebbe letto da chiunque, libro interessante sia per chi parte che, ovviamente, per chi resta.

250 pagine che vi stupiranno continuamente.

 

Trama, descrizioni e stile meritano- a mio dire- 5 stelle su 5.

 

Come nasce “La storia di Roberto?”

Già da qualche anno prima dell’età pensionabile ho cominciato a pensare al mio primo libro da scrivere traendo spunto dalle esperienze lavorative dei miei familiari in Svizzera e da quelle mie personali al loro seguito per mie esigenze economiche da soddisfare al fine di raggiungere i miei scopi, prima quello del diploma e poi quello della laurea, a quei tempi per niente facili da raggiungere. Ho voluto riportare uno spaccato con cura e dettaglio dei luoghi, rappresentare alcuni aspetti sociali e primari del vissuto di emigranti meridionali in Svizzera, nella seconda metà del secolo scorso, ma anche la determinazione del progettare un loro futuro migliore nonostante i travagli esistenziali, lavorativi sociali con le forti emozioni e le sensazioni che li accompagnavano.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani il tuo libro?

Ho voluto porre all’attenzione di chi leggerà il mio libro l’esempio di un giovane che ha saputo perseguire i suoi scopi, il suo obiettivo finale combattendo contro le avversità che la vita gli poneva davanti. Forse può costituire per i giovani un esempio da seguire nel loro modo di vivere ed affrontare la vita, di impegnarsi seriamente nel perseguire scopi alti ed importanti, per gratificare sé stessi e le loro future famiglie al fine di garantirsi un futuro il più roseo possibile rinunciando a quell’atteggiamento sempre più diffuso, specie nei giovani, di degrado educativo, sociale, di impegno e di studio. Direi una guida per i giovani che oggi non sanno attendere e vogliono tutto e subito. Nel libro si spiega come accettare le sconfitte per poi riprendere a lottare.

 

Leggi il mio libro perché..

Perché leggere il mio libro “La storia di Roberto”? Una domanda che mi sono posto spesso, ma riflettendo ritengo che la storia raccontata possa essere davvero bella da leggere, divertente, interessante, sentimentale, appassionante ed intrigante. La storia potrebbe essere come quella di tanti giovani, ma è scritta con uno stile semplice, scorrevole, quasi familiare e le righe che si susseguono sono pregne di sentimenti evolutivi. Il protagonista è infatti soggetto a mutazioni significative della sua vita e le esperienze amorose vissute le considera veri e propri inni all’amore e alla vita tali che nella storia il protagonista partito giovane torna a casa uomo.

 

Progetti futuri?

Quali progetti futuri ho? Beh, penso che ormai avendo scelto di dedicarmi alla scrittura ho pensato che fino a quando l’Altissimo mi darà giorni da vivere mi dedicherò alla scrittura. Un mio secondo libro è quasi prossimo alla fine. Nella mia mente sono scolpiti e bene impressi tanti ricordi, tante esperienze vissute, tante cose brutte, ma tantissime cose belle e prendendo spunto da esse vorrei scrivere tanti altri romanzi per comunicare ai miei lettori le mie sensazioni, le mie emozioni, le mie idee, qualche vicissitudine, ma principalmente le mie gioie, le mie battaglie combattute e tra queste quelle perse e quelle vinte, ma soprattutto far risaltare quanta bellezza c’è nella vita di ognuno di noi e come la vita vale la pena di essere vissuta, sempre e a qualsiasi età.

 

“La storia di Roberto” di Rocco Granese, 250 pagine, BookSprint Edizioni, prezzo di copertina 17,90 euro.

 

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Leonardo Pestrin in arte Leo in Love

Cosa succede se si unisce l’arte, l’ironia e lo spirito giovanile?

Ve lo dico io: si incontra Leonardo, anzi no, Leo (in love).

 

Chi sei?

Mi chiamo Leonardo, ma prego sempre tutti di chiamarmi “Leo”. Lo trovo più confidenziale, più amichevole e, perché no, più plebeo.

Ci tengo molto, quindi anche voi che state leggendo, se vi capitasse la disgrazia di incontrarmi, CHIAMATEMI “LEO”, CHIARO?!

Vivo in Friuli, ho vent’anni e sono uno studente universitario. Amo il cinema in maniera smodata (ed è infatti la mia materia di studio) e se c’è una cosa che voglio si sappia di me è che amo RIDERE.

E amo ancor di più FAR ridere.

Che poi ci riesca o no, beh… Quello è un altro paio di maniche!

 

Ah, sì… E faccio fumetti.

Rigorosamente comici.

Ovviamente.

 

Qual è la tua arte?

 

Faccio fumetti.

E il fumetto è sicuramente la forma d’arte con cui riesco

ad esprimermi meglio.

“Ma… Emmm… Allora perchè… Emmm… Studi… Coff,

coff… Cinema?!…” potrebbe giustamente chiedere

qualcuno.

E quello che risponderei io sarebbe “Certo, io ADORO il

cinema, ed è proprio per questo che AMO fare fumetti!”

Perché in fondo (e ditemi pure quello che volete), qual è

la forma d’arte più cinematografica dopo il cinema

stesso? Io penso sia proprio il fumetto. Insomma, ideare

delle storie, creare dei personaggi e farli parlare,

scegliere il taglio delle inquadrature (ops, pardon…

delle vignette), adattare uno stile di disegno al genere di

narrazione…

Se non è cinema questo…

Ecco perché il fumetto.

Concilia la passione che ho per i film con quella ancora

più ancestrale, che ho sin da quando ho memoria, per il

disegno.

Poi è ovvio che mi dedichi con passione anche alla

realizzazione di cortometraggi e simili, ma facendo un

fumetto mi sento sempre e comunque più realizzato.

 

E poi mi piace scrivere.

Altro elemento comune sia al cinema che al fumetto.

 

Sì, vado forte in monotematica…

 

Qual è il tuo valore aggiunto?

Io parlerei di “valore recuperato”.

Le storie che metto in scena sono (almeno per ora)

semplici, molto elementari. Prevedibili addirittura.

Ma questo perché non potrebbe essere altrimenti.

Il protagonista delle mie storie non è nemmeno un

personaggio.

Il protagonista delle mie storie è una MASCHERA.

Un costume che tutti indossano, che tutti hanno

indossato e che tutti continueranno ad indossare.

Un singolo aspetto dell’animo umano.

Lo so, da come ne parlo sembra che stia declamando

con presunzione chissà quale opera aristotelica, ma

posso assicurare che si tratta di un concetto

infinitamente più semplice di quello che appare.

E che chiunque potrebbe concepire.

L’essere umano, come non smetterà mai di odiare, non

smetterà mai di AMARE.

Un singolo individuo, una persona fatta e finita può

farlo.

Ma non può farlo l’incarnazione di un concetto, un

rappresentante universale delle persone che amano.

O più precisamente, che CERCANO l’amore.

Ed è per questo che Leo (il protagonista, la mia

auto-caricatura) nonostante le ossa rotte, le dita

mozzate, i denti frantumati, i nasi rotti,

le umiliazioni e i fallimenti non si dà per

vinto e continua imperterrito a CERCARE.

Perché è quello che la sua natura di maschera gli

impone.

E questa è una comicità che non vedo più in giro oggi.

Una comicità lucida, chiara, non volgare, semplice (ecco,

appunto) e banale solo in apparenza.

Questo è quello che tento di proporre.

Quello che dico con “LEO in LOVE” è già stato detto, e

chissà quante volte…

Solo che lo dico a modo mio.

Per questo parlo di valore “recuperato”.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che guardano i tuoi fumetti?

 

       Ad ogni modo, con la maschera che metto in gioco, lancio

il messaggio a cui tengo maggiormente, ovvero “MAI

SMETTERE DI CERCARE”. E non parlo dell’amore nel

senso più ovvio del termine, ma di qualsiasi cosa possa

dare, anche se solo per un istante, la FELICITA’.

Il nostro protagonista è fermamente convinto che per lui

si tratti dell’anima gemella, ma potrebbe sempre essere

qualcos’altro.

Qualcosa di cui lui stesso non si rende nemmeno conto…

Chissà…

So di essere eccessivamente sibillino, ma ripeto…

NON POSSO MICA FARE TROPPI SPOILER!

Dove possono trovarti le persone?

Dunque sul blog “LEO in LOVE presenta” troverete solo gli

albi della mia futura serie, l’epopea di Leo, LEO in LOVE

insomma.

Sulla pagina Facebook invece troverete gli aggiornamenti

sulle storie e dei disegni extra che sul blog non

troveranno spazio.

Infine c’è anche la pagina Instagram che ho creato per…

per…

Ma perché ho creato una pagina Instagram?…

Onestamente non lo so, ma… Pagina Instagram!

 

Qui di seguito i rispettivi link:

 

 

 

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Città di Otranto: BANDIERA VERDE

Riconfermata la Bandiera Verde alla Città di Otranto anche quest’anno, un riconoscimento a cui l’Amministrazione comunale tiene in modo particolare perché presuppone l’esistenza di servizi per i più piccoli.
Le regole restano sempre acqua limpida e bassa vicino alla riva, sabbia, bagnini e scialuppe di salvataggio, giochi, spazi per cambiare il pannolino o allattare e, nelle vicinanze, gelaterie e punti ristoro.
Nel 2018 le spiagge italiane “a misura di bambino” promosse dai pediatri
diventano 136, con due new entry che fanno della Calabria la prima regione per numero di località premiate con la Bandiera Verde 2018.  E un debutto europeo: nell’elenco infatti al 137° posto figura la spagnola Malaga
In Puglia promosse:
Otranto (Lecce) Fasano (Brindisi), Gallipoli (Lecce),
Ginosa – Marina di Ginosa (Taranto), Marina di Pescoluse (Lecce), Marina di Lizzano (Taranto) Melendugno (Lecce), Ostuni (Brindisi), Polignano a Mare – Cala Fetente – Cala Ripagnola – Cala San Giovanni (Bari), Porto Cesareo (Lecce), Rodi Garganico (Foggia), Vieste (Foggia).

cof

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Prossimi eventi per i miei #AutoriEmergenti

Estate è sinonimo di eventi, relax, incontri e – probabilmente- spirito di scoperta.

Quale miglior occasione per ricordare i prossimi eventi letterari con i miei #AutoriEmergenti?

 

Si è conclusa da poco La Rassegna letteraria romana, arrivata alla quarta edizione e siamo già pronti per i nuovi appuntamenti letterari in giro per l’Italia.

 

Io e il mio Team– non tutti ma una buona parte- ci saremo:

 

14 Luglio- Sabaudia

Si tratta di una rassegna letteraria organizzata dal Comune da luglio a agosto e in quell’occasione presenterò tre miei autori su un palco meraviglioso.

I protagonisti della serata saranno Roberto Bullio, Roberta Caradonna e Vittorio Piccirillo. Con me, ovviamente, attrice, fotografa e speaker.

 

28 Luglio- Festa dell’Unicorno- Vinci

Si tratta di un evento nel mondo del fantasy, fantascienza, cosplayer e non solo che, proprio l’anno scorso, ha portato al traguardo numeri da far girare la testa: 150 mila presenze!

Quindi? Noi ci saremo!

In questa occasione presenterò i miei #AutoriEmergenti: Simone Alessi, Sandra Moretti e Claudio Pollina. INGRESSO FREE, come sempre.

 

Ad Agosto cosa accadrà? Si preparerà il palinsesto per la Terza stagione de #StazioneLetteraria- La rubrica radiofonica per Radio Godot nata per e con gli #AutoriEmergenti. Ogni settimana in diretta radio intervisterò autori, saranno con me negli studi di Roma oppure via telefono e vi faremo conoscere opere letterarie diverse tra loro.

 

 

Sarò in onda ogni venerdì dalle 14 alle 16. 

 

Inoltre….. Settembre sarà ricco di novità, perché? Sarò a Firenze Libro Aperto 28,29,30: un grandissimo stand dove i miei #AutoriEmergenti potranno vendere i loro libri, promuoversi e sopratutto conoscere lettori, autori e curiosi!

 

 

E a Ottobre? Cosa farò? Ecco una bella novità!

Presenterò libri a Modena. Dove? In un meraviglioso salotto letterario. Quando? 20 Ottobre e 17 Novembre.

 

In conclusione… Sei un #AutorEmergente e non sai come promuoverti, da dove cominciare, come valorizzarti? Beh… Scrivimi e troverò una soluzione per te!

Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

 

 

Inoltre durante l’autunno insegnerò a Modena in alcuni workshop dove la comunicazione digitale, la vendita del proprio libro e la reputazione online saranno al centro dell’attenzione.

 

 

Vuoi partecipare a qualche evento? Esser protagonista in radio? Hai domande?

SCRIVIMI: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

 

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