“Ida e Alessio” di Daniela di Benedetto

Daniela di Benedetto, classe 1957, già nota nel mondo editoriale ritorna con una nuova storia che, come sempre, non delude mai.

“Ida e Alessio”, un romanzo edito da Tabula Fati, con l’Editore Marco Solfanelli.

 

Una storia d’amore ma anche di storia italiana. Una storia dove una faida tra famiglie porterà morte, dolore e a tratti amore tra le pagine scritte da Daniela di Benedetto.

Uno squarcio temporale che va dal 1925 al 1950, toccando tempi storici come il fascismo, i partigiani, le bombe, le guerre in Africa, le fughe, le sopravvivenze ma anche le morti, tante, numerose.

 

La storia si snoda intorno a una faida tra due famiglie calabresi: Ferraro e Falengo. Famiglie che per tanti anni, forse secoli, si son sfidate a suon di spada, veleni, morti accidentati ma non solo.

 

Ilustrazioni per Daniela D.

Poi arriva Ida, genuina, avventuriera, forte, determinata che, purtroppo per lei, anzi per loro, si innamorerà di Alessio che, ancora una volta, è figlio della famiglia avversaria.

Lei, poi, si sposerà per saldare i debiti di famiglia, con un signore molto più grande di lei. Darà alla luce una creatura, Sandro che, però, non nascerà con il cuore pieno d’amore bensì d’odio. Odio che crescerà grazie ai racconti della nonna materna che morirà uccidendo il rivale della famiglia, politicamente opposto.

 

 

 

Laura, Sandro, Ida, Alessio, Marisa, Carmela, Luigi, Francesco e tanti altri ancora potranno cullarvi nelle notti d’estate, accompagnandovi ad una piacevole lettura che, secondo me, merita 5 stelle su 5. 

 

Come nasce quest’opera?

La genesi è una storia lunga. Da ragazzina io vedevo film americani e scrivevo romanzi ambientati in America, finchè mio padre mi disse: se vuoi fare la scrittrice in Italia, devi ambientare le storie in Italia e ispirarti a qualcosa di VERO. Io presi alla lettera il suggerimento e mi accinsi a scrivere il primo romanzo italiano documentandomi sull’ambientazione: volevo che si svolgesse negli anni del fascismo fino alla seconda guerra mondiale. Infatti ero in grado di attingere a testimonianze autentiche: era l’anno 1980 e ancora avevo a mia disposizione, vivi e lucidi, i miei genitori e i miei zii che ricordavano bene gli anni dal 1925 al 1950. Naturalmente   quel libro scritto a 23 anni ebbe poi diverse stesure per migliorare lo stile.

 

Quale messaggio comunica il libro?

Ilustrazioni per Daniela D.

Il messaggio è chiaro: esiste una tragicità della vita che supera la tragicità della morte. La gente si è commossa per secoli al pensiero di Romeo e Giulietta, innamorati divisi dal destino e spinti alla morte da un equivoco, ma una storia d’amore può essere ancora più triste se gli amanti restano vivi e separati per tutta la vita. E’ il caso dei miei protagonisti, Ida e Alessio, che appartengono a due famiglie calabresi divise da una faida. Poiché la loro storia d’amore segreta si svolge negli anni che ho detto, le alterne vicende politiche offrono alle famiglie rivali alcune occasioni di liberarsi di nemici personali, iniziando dal momento in cui il padre di Alessio, gerarca fascista, fa arrestare il padre di Ida accusandolo di attività antifasciste, ma durante la Resistenza la sorella di Alessio passerà un guaio proprio perché è figlia di quel gerarca. Il sangue sparso non farà che rendere più profondo l’abisso che divide i due innamorati, ma loro sopravvivono, separati e infelici. Fra tutti i miei libri questa è l’unica grande storia d’amore.

 

Leggi il mio libro perché…

Come al solito, pare di vedere un film, per le immagini molto vive e per i dialoghi realistici. Io ne ho tratto una sceneggiatura cinematografica che è quasi un kolossal, l’ho inviata a Rai fiction e si sono anche degnati di rispondermi. Mi hanno detto però che non erano più propensi a mostrare in prima serata scene di violenza. Dico, le lotte tra fascisti e partigiani in Tv sono state viste sempre e nessuno le ha mai considerate vietate ai minori. Il fatto è che Rai Uno si è realmente orientata verso le fiction ROSA, e la mia non è rosa affatto. E’ adatta a lettori capaci di provare grandi passioni. Il romanzo evidenzia anche il profondo legame dei personaggi con la natura, in particolare con i boschi calabresi in cui Ida e Alessio giocano durante la loro adolescenza e che durante la guerra diventano un simbolo di innocenza perduta.

 

Progetti futuri?

Progetti bellissimi: ho tre libri in corso di stampa e alla fine di settembre ci sarà la proiezione del primo film realizzato da me, soggetto sceneggiatura e colonna sonora. Il cinema è sempre stato la prima delle mie passioni, e nel mio modo di scrivere, si nota!

 

 

 

Ida e Alessio di Daniela di Benedetto, Tabula fati, prezzo di copertina 10 euro, 120 pagine.

 

 

 

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“Labirinti di cristallo” di Chiara Ortuso

“Imparare a vivere anche quando non si è in grado di bastare, anche quando si sussurra basta al non bastarsi.”

 

Chiara Ortuso ritorna con una nuova opera, Labirinti di cristallo, edito da Laruffa. Il libro narra le vicende di Angelica, una ragazza inquieta che vive in un castello arroccato in un labirinto di cristallo, visione personale del mondo umano colmo di banalità. Angelica vive “un’esistenza opaca e schiva”, e pertanto tenta di fuggire dal labirinto nel corso di un anno di vita, affrontando questioni di natura filosofica. L’opera non è altro che una metafora esistenziale che indica la necessità di rompere i propri argini: superare inquietudini e incertezze personali per aprirsi, attraverso un percorso di autoconoscenza, a quelli che sono i sentieri del mondo.

Labirinti di cristallo si rivela dunque una ricerca del senso, un percorso verso la conoscenza di se stessi e degli altri, che conduce alla felicità: “il segreto di un istante”, come definita dall’autrice. Grazie al suo particolare stile di scrittura, introspettivo e ricco di metafore, e ai numerosi riferimenti ad opere del passato, l’autrice trasporterà lo spirito di ogni lettore verso un’infinità di emozioni.

 

Consigliato a tutti coloro che ricercano, a modo loro, un’uscita dal proprio labirinto.

 

Come nasce la tua opera letteraria “Labirinti di cristallo”?

Labirinti di cristallo nasce da un percorso di autoconoscenza interiore, da un’indagine volta a scandagliare l’animo di una donna, di una giovane donna, Angelica, spirito inquieto e fragile, pensiero tormentato e vacillante. Una vicenda la sua che, iniziando dai meandri di un arroccato castello sporgente su un periglioso labirinto, conduce, mediante un cammino di rinascita, di palingenesi, verso la mondanità, in direzione di quella realtà esterna così temuta ma in fondo tanto sperata. Lo stesso titolo esemplifica perfettamente il contenuto stesso del testo mediante il riferimento a due elementi: il labirinto e il cristallo. Il primo assume, in tale contesto, il significato dell’incapacità da parte dell’uomo di rompere il muro dei propri idola, dei legacci che tengono avvinto ciascuno alla caverna del pensiero, impedendogli l’ingresso nel reale del mondo. E tuttavia la difficoltà di trovare una via d’uscita rappresenta un’occasione di riscoperta, la necessità di perdersi per poi ritrovarsi. Dal canto suo, il cristallo evoca l’immobilità di un’esistenza che si configura come incantata in una ripetizione sempre identica di gesti incapaci di comunicare la vera accezione del vivere. E, tuttavia, la stessa fragilità del cristallo rende tale elemento in grado improvvisamente di infrangersi svelando, una volta per tutte, la verità dell’uomo, il senso del suo esserci nei picchi di dolore e gioia, nell’estrema e frammentata insignificante significanza.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è la storia di una donna “del sottosuolo”, di una donna che, opponendosi mediante una serie di rivolte personali, agli ideali di assoluta chiarezza razionale e semplicità scopre nel dolore della complessità del vivere la causa prima del suo agire. E lo stesso sottosuolo, dostoevskjianamente parlando, diventa la metafora di un vivere che protraendosi interiormente e apparendo nella sua disarmonia con la facciata delle leggi esterne, costruisce una prigione in cui crogiolarsi nell’irrequietezza, in quella volontà che rappresenta la rivoluzione più grande perché è espressione dell’irriducibile singolarità di ogni uomo. E tuttavia la piaga del “senza senso” si rimargina a contatto con il calore di quella natura che diventa la panacea, la cura, la scintilla concessa da Dio all’essere di ogni uomo. Angelica si accorge così di esistere e impara a comprendere il suo desiderio di vita. Aspirazione che comincia soltanto nel momento in cui “si è capaci di guardare in faccia il mondo ricevendolo negli occhi”. Perché non si è mai abbastanza lontani da se stessi per non rincontrarsi, mai abbastanza spenti per non riaversi, mai tanto mancanti per non riempirsi in uno slancio di passione, in un guizzo di furore, in un miracolo di luce.

Progetti futuri?

Continuare a conciliare la mia attività di docente di storia e filosofia presso le scuole secondarie di secondo grado e il mio sogno di scrittrice; un sogno che, con la pubblicazione di tre saggi di carattere filosofico-letterario, sta sempre più prendendo forma e sostanza concretizzandosi in attività intellettuali di grande rilevanza culturale (presentazione di libri, caffè filosofici e letterari).

 

La bravissima Chiara Ortuso merita 5 stelle su 5

 

 

 

 

 

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On your knees – Riferimenti biblici, religioni e fede nelle canzoni degli U2 di Barbara Marinello

Più siamo in basso, più possiamo sperare di salire; più siamo disposti a prostrarci, più possiamo sperare di arrivare al Cielo.

 

Con questo estratto introduco il libro d’esordio di Barbara Marinello, On your knees. Esso si rivela uno studio sulle canzoni degli U2, a partire dai primi album fino ai più recenti, analizzando ogni canzone alla ricerca di riferimenti biblici e alla religione cristiana. Ad ogni pagina si evince come l’autrice ne abbia trovati in quantità, dimostrando una grande prova di fede – più o meno velata – tra le parole venute fuori dalla potente voce di Bono. Il titolo, On your knees (tratto da un verso di “Mysterious ways”, 1991) si rivela dunque un’esortazione dell’artista sull’umanità a “inginocchiarsi”, a cercare ben più delle cose terrene e materiali che ci circondano, ma anche qualcosa di spirituale, di superiore, che migliori la nostra vita.

Nella lunga carriera degli U2, tra mutamenti di percorso e adattamenti, è rimasta almeno una costante secondo il pensiero dell’autrice: ogni loro canzone descrive la condizione umana e la continua ricerca di Dio; un unico, grande inno a Dio, alla sua presenza e all’amore che ci dà.

L’autrice, in definitiva, individua religione, spiritualità e fede nella musica degli U2; la voglia di trasmettere un messaggio che perduri nella vita di tutti. Un modo per dire grazie, come lei stessa sostiene, a chi con musica e canzoni è stato così tanto parte della sua vita da essere “non solo rifugio ma anche guida”.

On your knees si rivela dunque un volume imperdibile, per i fan della band innanzitutto, ma anche per tutti coloro che ricercano spiritualità e fede in contesti inaspettati.

Come nasce quest’opera letteraria?

Una sera di alcuni anni fa, era nel dicembre del 2012, ero ad un concerto di una coverband degli U2 e ascoltando ’40’ ho cominciato a chiedermi: “Se questo brano è la messa in musica del Salmo 40 quanti altri riferimenti biblici potranno esserci nelle canzoni degli U2?” e così è nata l’idea del libro. All’inizio forse più per gioco, quasi un passatempo, poi, inoltrandomi nella ricerca, ho capito che c’era davvero tanto da dire. Ho iniziato a vedere gli U2 da un’altra prospettiva, quasi spaventata da quello che avevo trovato e che non ero mai riuscita a vedere prima. All’inizio del 2013 il libro è diventato una cosa seria, reale, e voleva essere un modo per dire grazie a chi con musica e canzoni era così tanto parte della mia vita da essere non solo rifugio ma anche guida.

Nel giugno 2014 la soddisfazione di vedere la versione italiana del libro finita e pubblicata, seguita a settembre dalla versione inglese.

Nel 2016 infine la pubblicazione cartacea.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Sono cosciente che nessuna analisi potrà mai sottolineare a sufficienza la forza del messaggio di fede e profonda spiritualità che Bono vuole infondere con le sue liriche ma spero che il mio tentativo di indagare quanta Bibbia ci sia nelle canzoni degli U2 possa rafforzare l’idea che questa non è solo una rock band ma è qualcosa di infinitamente più grande.

Leggi il mio libro perché…

Rispetto agli altri libri sulla Band, il mio è un libro molto tecnico e questo è tanto il suo punto forte quanto il suo punto debole. L’essere un libro così tecnico lo rende diverso da tutti gli altri, ma, lo ammetto, può a tratti risultare difficile e pesante da leggere. Credo di averlo reso interessante col parallelismo tra la Bibbia e le canzoni degli U2 e punto sul fatto che possa incuriosire scoprire quanta Bibbia ci sia effettivamente nei loro testi sapendo a priori quanto è sempre stato importante per Bono e per la band l’argomento religione. E poi è l’analisi religiosa delle loro canzoni fatta da un’atea.

Mi piace fare un esempio del mio lavoro riportando parte dell’analisi di ‘Vertigo’: “[Vertigo] è la canzone di apertura del disco e con i primi versi vediamo come essa si ricollega alla chiusura dell’album, in un cerchio perfetto: “unos, dos, tres, catorce” è un riferimento biblico. Si legge infatti come 1=primo testamento; 2=secondo libro; 3=terzo capitolo; 14=versetto quattordici, ovvero “And God said unto Moses, I AM THAT I AM: and he said, Thus shalt thou say unto the children of Israel, I AM hath sent me unto you”. I AM altro non è che Dio, più precisamente il nome che Dio stesso si da. E dopo questo inizio l’album si conclude con una canzone dal titolo‘Yahweh’, che è ancora il nome di Dio. E il cerchio si chiude”.

E poi questo libro è una lettura religiosa data da un’atea…

 

Progetti futuri?

Si, ho in testa una mezza idea per un altro libro, sempre sugli U2 ma tutt’altro argomento. L’idea va approfondita e sviluppata, ma c’è e presto prenderà la sua forma definitiva.

 

 

Il libro merita 5 stelle su 5 dunque… correte a acquistarlo!

 

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Il filo di Arianna di Anna Profumi

“Fu pervaso da una sensazione strana, una dolce malinconia. Sentì che quel brusio sapeva di famiglia, di un’emozione sconosciuta per lui. Lo colse un desiderio, inspiegabile e inconscio, di appartenere, in qualche modo, a quelle due donne. Era un legame che sentiva consolidarsi al di là dei vincoli di parentela. Forse il destino gli concedeva una nuova possibilità.”

Anna Profumi ritorna sulla scena editoriale con Il filo di Arianna, edito da Monetti editore.

Narra di Arianna ed Eleonora, due sorelle della buona società torinese con caratteri profondamente differenti. Il romanzo narra le loro vite attraverso un ampio arco temporale, dagli anni ’50 fino ai giorni nostri; Eleonora sposa Steven, medico inglese, ma non avranno figli, mentre Arianna metterà su famiglia con Andrea, ambizioso manager della cantieristica navale. Due vite apparentemente felici, ma che con il tempo vedranno la passione spegnersi per varie ragioni. Questo spingerà Eleonora e Andrea a cominciare una relazione clandestina, per dimenticare i problemi che affliggono le loro famiglie; ma il momento delle scelte non si può rimandare in eterno, perché un giorno l’insistenza con cui busserà alla propria porta sarà impossibile da ignorare.

I temi sono molti, tra cui la famiglia, l’amore – “la sublimazione dell’anima”, come ci ricorda l’autrice – e la passione: temi che s’intrecciano come un groviglio di rovi intorno al cuore delle due sorelle quando scoprono di trovarsi intrappolate in una vita tutt’altro che soddisfacente.

 

Una realtà dura e drammatica, non diversa da quella che affligge molte famiglie della nostra epoca, in cui si fatica a ricordare una realtà nascosta: la libertà, il tema più importante di questo romanzo. La libertà di scegliere cosa fare della propria vita. Eleonora e Arianna ricorderanno in modo doloroso questa realtà, quando comprendono di non ricevere più alcuna gioia dalle loro vite. A quel punto, il bisogno di ritrovare la serenità spingerà entrambe a compiere la fatidica scelta, affrontando con coraggio ogni conseguenza.

 

Attraverso uno stile semplice, diretto e senza sbavature, l’autrice ci regala una storia intensa in poche pagine, arricchito dall’eleganza del panorama inglese e quello del nord Italia. Una storia breve, ma capace di emozionare a lungo.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questo libro nasce per una doppia esigenza. Rendere giustizia ad una storia vissuta anche se non proprio in prima persona, ed il bisogno come scrittrice, di calarmi nei panni delle due protagoniste, due donne profondamente diverse tra loro, Arianna ed Eleonora, sorelle e nemiche.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Un storia nella quale possono riconoscersi molte donne, una vicenda non troppo diversa o lontana dalla realtà, un percorso difficile da affrontare, la consapevolezza di un fallimento e al tempo stesso di una rinascita.

Leggi il mio libro perché…

Perché nella vita succedono tante cose, non è sempre facile combattere, tante volte purtroppo si soccombe. La protagonista principale del mio libro, con la sua scelta estrema, manda un messaggio di speranza al lettore. Bisogna essere tenaci, credere in se stessi, non arrendersi e sfidare il destino anche quando tutto appare impossibile.

 

Progetti futuri?

Molti nel cassetto, come sempre. Ho iniziato a scrivere il mio quinto libro, la trama è già chiara nella mente anche se questa volta non mi sono data una scadenza precisa. Il mio lavoro di amministratrice di un gruppo culturale su FB e la mia attività di blogger mi rubano molto tempo. Scrivo per passione la sera tardi e di notte, quando nella tranquillità e nel silenzio riesco a concentrarmi, raccolgo tutte le idee e cerco di trasformarle in pensieri veri e propri. So che questo è il mestiere più bello del mondo e non intendo rinunciarci.

 

Il libro di Anna Profumi merita 5 stelle su 5.  

 

 

 

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Il viaggio degli eroi – Il Giuramento di Cristian Taiani

Il Guerriero dentro di noi ci impone di essere coraggiosi, integri e forti, capaci di fissarci delle mete e di raggiungerle, di evadere dai confini che ci imprigionano e di partire alla conquista del mondo.

Con questo estratto introduco Il viaggio degli eroi – Il Giuramento, di Cristian Taiani, primo capitolo di una nuova saga fantasy tutta italiana.

Ventesima Era dopo la Guerra Sanguinosa. Da tenebre ignote emerge un giorno Cortez, adoratore dell’oscuro Senza Nome, che con l’inganno spinge tre abitanti di Radigast a compiere un giuramento che li lega indissolubilmente a lui. I “prescelti” sono il giovane mago Talun, la mezz’elfa Rhevi e l’enigmatico guerriero Adalomonte. Costretti dal marchio del giuramento che in caso di disobbedienza li ucciderebbe, i tre iniziano un viaggio alla ricerca di una misteriosa foglia – di cui Cortez ha un disperato bisogno – oltre che di un modo per spezzare il legame con il diabolico individuo. Sarà un viaggio lungo e ricco d’insidie, tra boschi incantati, regni barbarici, viaggi nel tempo e gelide acque infestate da bestie marine. Un viaggio che si rivelerà decisivo per le sorti del mondo stesso, poiché questi nuovi eroi lotteranno per impedire che esso bruci tra le fiamme di una nuova guerra.

L’universo fantasy si arricchisce così di una nuovissima saga, con una trama dettagliata e strutturata al punto giusto. Evidente la cura anche nei particolari e nella caratterizzazione dei personaggi. Con il suo stile pulito e scorrevole promette emozioni in quantità dalla prima all’ultima pagina. Benché il titolo preannunci apparentemente un’ennesima avventura in un mondo magico, basterà sfogliarlo per capire che le sue pagine contengono molto di più. Il viaggio degli eroi, in definitiva, si rivela una lettura molto piacevole che non potrà mancare nella collezione di ogni amante del fantasy, né i suoi capitoli futuri.

Come nasce questa tua prima opera letteraria?

Il romanzo nasce quasi per scherzo, essendo un accanito giocatore di giochi di ruolo mi sono ritrovato a narrare un’avventura per i miei amici, più entravo in profondità più loro ne rimanevano stupiti, dicendomi che non sembrava una storia per giochi di ruolo ma un vero e proprio romanzo. Avevo inventato un mondo intero e con esso tutti i suoi abitanti, gli dei, gli eroi, le leggende. Avevo donato al mondo di Inglor passaggi storici, mi ero spinto oltre. La mia fervida fantasia già traboccava in tenera età come è giusto che sia, ma a differenza di qualche altro bambino io scrivevo e illustravo le mie storie. Per la scrittura ne possiamo parlare, per il disegno decisamente no. Disegno ancora come un bambino dell’elementari. Comunque, una volta finita l’avventura del gioco ho detto perché non provare a trasformarla in un racconto come facevo da bambino? Cosi è stato, ho cominciato a scrivere sotto le note della musica, che mi accompagna costantemente nella creazione. Da cinquanta pagine ne sono diventate cento, ed infine trecento ottanta, ed ancora non ho raccontato nulla di tutto quello che la mia mente e il mio cuore ha inventato.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che vuole trasmettere il viaggio sta proprio nel titolo del romanzo, tutti noi ad un certo punto iniziamo quel viaggio, che sia sentimentale, religioso, lavorativo, e chissà quanti altri. Partiamo in un modo e torniamo, se lo facciamo, in un altro. Nel caso di Rhevi, Talun e Adalomonte il loro percorso li cambierà radicalmente. Quello che voglio trasmettere è che noi possiamo fare tutto, siamo perfettamente dotati per compiere grandi imprese, a patto che decidiamo di farlo. Tutti i nostri sogni sono creati dal nostro cuore per essere esauditi, senza alcun dubbio. Il viaggio degli eroi è la prova concreata che questo può accadere, se ci sono riuscito io puoi farlo anche tu!

Leggi il mio libro perché…

Perché leggere il mio libro? Bella domanda, io credo che sia un fantasy da leggere assolutamente e non voglio peccare di superbia, ne ho letti molti, mi hanno formato e mi sono ispirato per la creazione del viaggio degli eroi il giuramento. Ho introdotto nelle sue pagine tutte le sfumature dei classici e dei pionieri del genere rendendole mie, con novità entusiasmanti. Ricco di colpi scena che lasceranno a bocca aperta i lettori, ce ne è per tutti anche per chi ama i cattivi! Si perché io adoro i cattivi, questo non vuol dire che un libro su di loro, almeno non il primo. Non voglio incappare in spoiler ma il viaggio inizia in modo molto classico per poi trasformarsi in qualcosa di veramente inaspettato. Cosa potrei aggiungere, vi piacciono gli elfi? Ci sono, i guerrieri tenebrosi? Ci sono, i nani? Ci sono, gli gnomi? Ci sono, i draghi? Ci sono, i pirati? Ci sono, le guerre? Ci sono, i maghi? Ci sono… i viaggi nel tempo? Ci sono, ops piccolo spoiler, mi fermo qui.

Progetti futuri?

Questa domanda mi piace da morire, perché amo il futuro, perché posso crearlo. Il passato è li ma il futuro dannazione! Amo scrivere e continuerò a farlo e vorrei crearmi una schiera di fan che mi segua nel mio personale viaggio, vi prometto non vi deluderò. Ovviamente nel futuro imminente c’è il mio viaggio degli eroi il giuramento. Che sto continuando a scrivere, perché è il primo di un ambizioso progetto. Sto prendendo contatti per farlo tradurre in inglese per il mercato americano ed europeo. Una volta concluso questo spero di scrivere un romanzo thriller horror. Ma qui ci stiamo veramente inoltrando in un futuro lontano. Ma è un sogno e quindi va realizzato.

Il libro di Cristian Taiani merita 4 stelle su 5.

 

 

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“Sangue sulla pista” di Francesco Bonvicini

“Nel 1976 Dio, o il Destino, o il Fato, o come lo si preferisca chiamare, aveva concesso a Niki Lauda il biglietto di ritorno per il suo viaggio all’inferno. Minato nel fisico e nella psiche, trovò la forza di reagire, tornando il campione che tutti avevano conosciuto.

Nel 2011 Dio, o il Destino, o il Fato, o come lo si preferisca chiamare, aveva disponibile il solo biglietto di andata.”

Con questo estratto introduco Sangue sulla pista, terzo romanzo della saga di Francesco Bonvicini edito da Pegasus. Inizia con la morte di un uomo in viaggio sulla sua Porsche lungo la Nordschleife, il tracciato del Nürburgring noto per il grave incidente che occorse a Niki Lauda durante il Gran Premio di Formula 1 del 1976. Pur essendo avvenuta fuori dalla giurisdizione della Polizia Criminale di Colonia, questa rivendica l’indagine poiché la vittima era un Procuratore di Stato della città renana. Da qui parte un’indagine complessa e articolata – ostacolata in alcuni frangenti dalla “competizione” tra la Polizia Criminale e quella federale – che porterà gli agenti sempre più vicini alla soluzione. Nel frattempo cadranno nuove vittime lungo le strade del Land, le quali si macchieranno del loro sangue annerito da oscuri segreti.

Attraverso gli occhi di numerosi e complessi personaggi, l’autore ci fa sfrecciare con la sua fantasia attraverso strade lontane colme di mistero e suspense. È una storia interessante in ogni sua parte, non solo per la trama ma anche per le curiosità inserite dall’autore su Colonia e dintorni. Una miscela apparentemente pesante da ingerire, che tuttavia si rivela scorrevole e tiene il lettore incollato al racconto fino alla fine. Sangue sulla pista rispecchia, con cura e in modo appassionante, luoghi e valori di una terra lontana come Colonia, che di certo vale la pena di visitare almeno una volta nella vita. Ottima per gli appassionati del genere.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce innanzitutto come la naturale prosecuzione della saga “Sangue su Colonia”, questo è il terzo romanzo. Ma, al di là delle molte considerazioni che possiamo fare, personalmente mi soffermerei sul fatto che in “Sangue sulla pista” si assiste a un’ulteriore evoluzione dei personaggi già noti, mentre con quelli, diciamo così, specifici di questo romanzo, il lavoro di “scavo” all’interno di loro è stato forse più profondo del solito. Tutto questo grazie all’aiuto fornitomi da una persona in particolare tra quelle citate nei ringraziamenti finali.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Riallacciandomi a quanto sopra, direi di cercare sempre di essere noi stessi in qualsiasi circostanza e di guardare la persona e non i titoli ostentati o gli abiti indossati, in tutti i sensi.

C’è anche un invito a non dimenticare; ho citato alcuni episodi storici, come il massacro di Novi Sad, l’invasione sovietica dell’Ungheria e le guerre nella Repubblica Democratica del Congo. Ma mi piace anche pensare che ci ho messo anche alcuni messaggi di speranza in questo mondo corrotto e costellato di problemi.

Leggi il mio libro perché…

Per chi ama i romanzi seriali, i thriller, per chi cerca qualcosa di diverso dal solito. E per coloro i quali credono che c’è luce in fondo al tunnel.

Progetti futuri?

Tra una presentazione e l’altra e, speriamo, anche qualche premiazione, ho cominciato ad abbozzare il quarto romanzo della saga, mentre per il quinto è pronta la scaletta. Ho tanto materiale, parte del quale ancora da studiare.

E poi ho un sogno nel cassetto che non rivelo nemmeno sotto minaccia di decapitazione; ne parlerò solo se sarà realizzato.

Per il resto, come dico sempre in conclusione dei miei post su FaceBook,… Bleiben sie dran!!!!

 

L’autore merita 5 stelle su 5 e potete acquistarlo online.

 

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