“Il risveglio di Bruno” di Gabriele di Camillo

“Un interscambio di cortesie, suggerite dal reciproco bisogno di sopravvivenza. Ogni elemento -atomo-, a seconda della necessità, ha preso o donato il proprio elettrone al coinquilino bruco, lombrico, formica o altro, affinché come in una fiaba tutti potessero vivere felici e contenti”.

E la fiaba che oggi introduco s’intitola Il risveglio di Bruno, edizione Tabula Fati, di Gabriele Di Camillo. L’autore ci trasporta tra la natura selvaggia del Parco Nazionale d’Abruzzo in compagnia di Bruno, innocente – e ignorante – cucciolo d’orso del peso di centocinquanta chili! Una serie di sfortunate circostanze spingeranno Bruno a ritrovarsi tutto solo nel parco, completamente ignaro di tutto ciò che lo circonda. Nella sua innocenza e ignoranza proverà curiosità per ogni elemento, senza temere nulla, accompagnato da un sempre più esasperato camoscio.

L’autore ci propone una divertente storia ricca di temi quali la natura e l’innocenza: un tipo di innocenza assoluta che spinge il protagonista a non temere nulla, né il lupo né tantomeno l’uomo, il predatore-invasore che sottrae sempre più terra a tutte le creature.

“Chi non sa nulla non teme nulla” si potrebbe pensare, a causa del fatto che conoscenza e paura sono frutti dell’insegnamento che riceviamo ogni giorno da qualcun altro. Attraverso gli occhi di Bruno, pertanto, impariamo l’importanza della conoscenza nelle piccole cose, tra i meravigliosi boschi abruzzesi.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce quasi per caso, mi sono sempre interessato di teatro, all’inizio come attore poi, come accade nelle piccole compagnie amatoriali, ci si improvvisa a realizzare tutto ciò che necessita per andare avanti.

Così mi sono occupato di scenografia, studiare e realizzare costumi, scegliere musiche; infine ho provato a scrivere e portare sul palco idee  e pensieri.

Perché la natura…

Dal 2007 al 2013 ho frequentato la Scuola Nazionale di Drammaturgia diretta da Dacia Maraini. Le lezioni si svolgevano tra Pescasseroli Gioia dei Marsi ed altri paesi di montagna.

Perché l’orso?

Nel mondo occidentale, probabilmente non c’è mai stato un bambino che non abbia avuto o desiderato un orsacchiotto di peluche… noi lo abbiamo per davvero!

Nel 2011 con un altro testo partecipai ad un premio nazionale di letteratura naturalistica… vinsi ed oltre alla pergamena, ricevetti in premio un tholos dei pastori in miniatura e alcuni volumi sulla flora e fauna dei parchi abruzzesi…

Un giorno mentre ero sul treno direzione Torino, mi sono trovato dentro una grotta, ho iniziato a descriverla e così dopo quattro pagine in word e 600 chilometri è arrivato Bruno con il suo racconto.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Innanzitutto direi di leggere “attentamente” il prologo per capire la composizione della grotta. Il cucciolo Bruno in questa storia ha dormito uno strano insolito letargo; il segreto/mistero è proprio nella grotta. Essendo un testo dialogico parlato, suggerirei inoltre di leggere tutto d’un fiato.

Io non sono nessuno e non ho alcuna intenzione di insegnare la verità ad alcuno. Però ho messo in bocca agli animali quello di cui sono fermamente convinto: Gli animali del libro, per convivere insieme instaurano una breve tregua tra predatori e prede. Qualcosa di strano e forse pericoloso sta accadendo nel bosco. Allora il lupo, saggio, decide di stringere un breve patto di non belligeranza per il bene comune. Organizzano un incontro con lo scopo di individuare i reali problemi che affliggono il bosco e studiare un piano per risolverli. Vorrei trasmettere che prima di passare all’azione in caso di attrito o conflitto, di dialogare, usare la ragione dettata dal reciproco desiderio di sopravvivenza.

Leggi il mio libro perché…

Perché è un libro semplice. E’ un libro che non doveva essere stampato. L’ho scritto per me. L’ho scritto durante quel viaggio a Torino per capire se, oltre ai dialoghi sapevo scrivere dettagli e particolari di un racconto. L’ho scritto pensando che nessuno lo avrebbe giudicato. Mi sono divertito. Da questa sperimentazione itinerante sono nati i dettagli della grotta.

Perché il mio libro? Perché parla dei tanti perché… perché è un libro positivo, allegro. Un libro che può essere interpretato e letto a tre e più persone. E’ un viaggio alla scoperta dell’Abruzzo, della natura. E’ un libro che fa amare la natura gli animali e la vita.

Progetti futuri?

Sì, una settimana fa è stata pubblicata un’altra raccolta di testi dove ho scritto una storia sulle streghe d’Abruzzo.

Il mio racconto è tratto da una vera tradizione che da secoli si ripete dalle nostre parti. Si chiama La notte di San Giovanni  nel testo L’Ammidia edito da Tabula Fati.

E’ pronto per la stampa un altro testo teatrale che ho scritto prima del Risveglio di Bruno… è in lingua italiana e inglese. Nel 2011 ha vinto un premio nazionale e nello stesso anno un altro internazionale.

Poi avrei un sogno…

Mi piacerebbe che “il risveglio di Bruno” diventasse un film animato.

Siccome sognare non costa, posso e voglio sognare cose in grande…

Immaginate se una Pixar o Disney decidesse di realizzare il risveglio di Bruno…

Non mi svegliate vi prego!

Il libro di Gabriele di Camillo merita 5 stelle su 5.

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Salone del libro di Torino 2019

Caro Diario, oggi sarei dovuta partire per una settimana di lavoro, a Torino.Questo non è avvenuto: ho acquistato uno stand inesistente, dopo aver firmato un contratto e il truffatore non mi risponde da giorni.
Oltre ad aver perso i soldi ho distrutto un sogno: quello di portare con me alcuni miei autori a Torino e probabilmente c’è anche un danno di immagine da non sottovalutare.
Ed allora? Attenderò un miracolo del mio Avvocato insieme alla Polizia, non mi aspetto di ritrovare i miei soldi sul mio conto, mi aspetto che il mio truffatore patisca quello che io (ed i miei autori) stiamo patendo in questi giorni.
Sarei potuta andare a Torino allo stesso modo, come giornalista ma non l’ho fatto e non lo farò.Ho preferito comprare un biglietto aereo per il Salento, perché ho necessità in mezzo tutti questi volti, di vedere quelli familiari, quelli di sempre, quelli che mi riconoscono e che mi guardano con gli stessi occhi di sempre.
Continuo a pensare che il mio truffatore ne pagherà le conseguenze, se non avverrà, beh, vorrà dire che mi son presa una vacanza da cinque giorni perché me lo son meritato lo stesso.
Da domani sono in Salento, vediamoci, abbracciamoci, volemose bene alla luce del sole.
Ele

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“L’ampolla del diavolo” di Marco Sutti

“Il mio Dio mi ha assegnato un’importante missione che devo assolutamente portare a termine. Sono il suo braccio: ho bisogno di quella spada per sconfiggere il Male definitivamente da questa isola e dal mondo intero”.

Una nuova lotta contro il male attende di essere esplorata tra le pagine de L’ampolla del diavolo di Marco Sutti, sequel del brillante L’amuleto e il druido. Ambientato nell’Irlanda del Nord in epoca presente, narra le gesta del giovane Alexander, che vede la sua vita intera sgretolarsi durante una tranquilla gita per i boschi con i suoi amici. Il ragazzo assisterà impotente al sacrificio dei suoi amici per mano di spietati demoni, accoliti del gran demone Dion, oltre che alla scoperta di una terribile verità. Lo stesso Alex, infatti, è figlio di un demone, dotato di poteri inimmaginabili che fanno gola a questa crudele razza nella guerra contro il genere umano. Alex non cederà neanche per un istante alla seduzione delle tenebre, e userà la sua stessa natura diabolica per sconfiggere il nemico e salvare gli amici che gli restano. Al suo fianco, lo scettico detective Canningher e il vecchio Dixon si uniranno in questa disperata crociata per la difesa del mondo.

Un episodio dai toni decisamente più cupi rispetto al suo prequel, L’ampolla del diavolo ci catapulta in una terra lontana e ricca di storia e magia. Tra i suoi capitoli, minuziosamente descritti con dovizia di particolari, insegna ai lettori una lezione ben nota nel fantasy moderno, che tuttavia non mi stanco mai di ripassare in quanto la mia preferita: il nemico più terribile è l’oscurità che si annida dentro di te, il potere che ti spaventa ma di cui non puoi liberarti. Attraverso gli occhi di Alex ricorderete che non sono le origini a renderci ciò che siamo, bensì le nostre scelte.

Sarà quindi il figlio delle tenebre a salvare questo mondo? Leggete e lo scoprirete.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’Ampolla del Diavolo è nato in alcune notti di un freddo gennaio nel lontano 2009. Sogni e incubi, rimasero impressi nella mia mente e alla mattina seguente, scrissi quei momenti: subito, mi sembrarono straordinari per realizzare un racconto. Ammetto che, non avrei mai pensato di creare un’opera, un romanzo di questo genere. Ammetto anche, che non è stato semplice, legare, fondere le mie esperienze, le mie sensazioni e le mie idee, con ciò che avevo visto e vissuto durante il sonno. Nonostante le difficoltà iniziali, è stato tutto straordinario e emozionante.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il male non deve e non può vincere! Bisogna avere fede, speranza, coraggio e giustizia, ma al giorno d’oggi queste virtù, sono sempre meno presenti. È una cosa incomprensibile. Perché ci stiamo riducendo così? Poco male, che almeno leggendo i libri e le belle novelle, possiamo ancora pensare, sognare o immaginare un mondo più umano e rispettoso. Perché non prenderli come nostri esempi? In questo romanzo, troverete tutto ciò che ci manca o che ci è stato strappato dai demoni e dai cattivi del nostro tempo e del nostro mondo. 

Leggi il mio libro perché…

Ho confezionato una ricca storia fantasy, piena di azione e colpi di scena. Come per “L’Amuleto e il Druido” il primo romanzo della saga, anche in questa occasione, vi porto a scoprire le bellezze naturali e artistiche di un’isola fantastica: l’Irlanda. La storia si sviluppa ai giorni nostri, ciò nonostante, vi sembrerà di essere catapultati in un mondo diverso. Le descrizioni dei paesaggi, della natura, delle chiese diroccate e delle biblioteche, dei paradisi e delle creature fantastiche, vi porteranno a immaginare e a sognare ciò che ho visto e sognato in quelle notti d’inverno. Che altro c’è da dire?

Il confronto tra il bene e il male, è una continua e estenuante lotta che vi porterà più volte sul filo del rasoio. 

E allora, siete pronti a vestire i panni del protagonista Alex, il principe dei demoni che cercherà di sconfiggere suo padre Satana, grazie all’amore per la sua Marian?

Libro di Marco Sutti

Progetti futuri?

Ci sono alcuni progetti in cantiere, ma non vedo al momento la fine. Il tempo e il lavoro sono tiranni. Quando provo a scrivere qualcosa, mi blocco quasi immediatamente per ritornare alla mia abituale mansione. Detto ciò, continuerò con il genere dark-fantasy, che è il mio preferito e spero sia pure il vostro!

L’ampolla del diavolo di Marco Sutti  merita 5 stelle su 5.

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“L’eremo nel deserto” di Francesco Grimandi

“Benché siano lupi rapaci, si fanno chiamare pastori e nessuno si oppone a tanta perversità. Come potrà la Chiesa portare a compimento la sua missione, senza riformare dal profondo la sua anima? Quali grandi responsabilità pesano su di noi e quale arduo compito ci attende.”

Francesco Grimandi, classe 1970, ritorna sulle scene editoriali con L’eremo nel deserto, brillante thriller storico auto-pubblicato, ambientato nell’epoca delle crociate.

1196 A.D. In un eremo sperduto nel deserto della Palestina, giungono un giorno due stremati viandanti. Dopo le opportune cure ricevute dai monaci, si scopre che i due sono emissari dell’imperatore Enrico VI di Svevia, con un’importante missione legata al ritrovamento di antichi e misteriosi manoscritti nei pressi dell’eremo.

Durante la decodificazione delle carte si susseguiranno morti e sparizioni tra le mura dell’eremo, mettendo sempre più in allarme l’abate e l’intera confraternita.

Un profondo mistero si cela senza dubbio tra i manoscritti, tale da far gola a un imperatore e causare la morte di chi ha visto o sentito troppo. L’umile e onesto monaco Guigo indagherà nell’ombra che scoprire chi sta minacciando la vita di tutti i suoi confratelli.

Si tratta senza dubbio di un’interessante vicenda che si affaccia su un’epoca lontana, ai più nota per il susseguirsi di guerre e conflitti per il dominio sulla Terra Santa.

L’autore ci allontana piuttosto dai campi di battaglia per osservare la vita umile e ritirata degli uomini tra le mura dell’eremo, soffermandosi sulle loro usanze e doveri quotidiani.

Una serie di dettagli che, pur rallentando più volte la narrazione, dimostrano l’elevata cura e lo studio di questo ambiente. Più interessante è certamente il mistero che si cela nella vicenda: la disperata ricerca della verità venuta a galla tra le pergamene che danno nuova luce alle origini del cristianesimo… una verità che diverrebbe un’arma pericolosa nelle mani sbagliate.

L’eremo nel deserto si dimostra in definitiva un capitolo da non perdere per tutti gli appassionati della storia, della religione e del mistero, ben mescolati come sono tra le sue coinvolgenti pagine.

Come nasce quest’opera letteraria?

Da tempo mi vorticava in mente un bel progetto. Ero in cerca di un’ambientazione per una storia che fosse escatologica, arcana e medievale. E non vi è luogo sul pianeta, incontro delle tre fedi del Libro, che abbia una rilevanza tale come la Palestina, culla e crocevia di parecchi dei più importanti accadimenti degli ultimi due-tre millenni. Soddisfatto il primo requisito, sono passato a predisporre il disegno della vicenda che sulle ali di una ricerca, sfruttando l’escamotage offerto dalle indagini di Guigo, uno dei monaci novizi, condurrà il lettore a importanti consapevolezze. Il meccanismo della scoperta di antichi scritti, della contesa per controllarli, delle morti e delle sparizioni collegate è un rodato ingranaggio che conosciamo fin dai precursori di questo genere letterario. Ma qui vi è una differenza, che ci tengo a evidenziare, tra il mio libro e altre opere, ovvero lo squarcio prodotto dalle rivelazioni contenute nelle misteriose pergamene, che daranno materia su cui riflettere anche al più disincantato dei lettori.

Che altro aggiungere? Posso soltanto dire che i fatti si svolgono nell’anno 1196, nove anni dopo che Gerusalemme è caduta per mano delle truppe del Saladino. L’Eremo è stato lambito e poi dimenticato dai fatali eventi legati al crollo dei regni cristiani in Terrasanta, mantenendo una sua autonomia che tuttavia verrà violata con il ritrovamento dei rotoli delle grotte, innesco della vicenda. E qui mi fermo, per non rovinare il piacere a chi vorrà cimentarsi, anche solo per curiosità, nella lettura del romanzo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Prima di concepire questo libro mi sono interrogato a lungo su certi miei dubbi religiosi, più volte mi sono chiesto se gli eventi narrati così come ci sono giunti dai Vangeli fossero veri. Ciò mi ha portato ad approfondire, a scavare, a tentare di capire. Ed è questa inchiesta in veste romanzata, parliamo di fiction, che ho inserito nel libro in maniera da renderlo vivo perché, giunti alla fine della trama, continuasse a muovere la curiosità del lettore. Quello che ho sottolineato però è che la conquista della verità a tutti i costi, il desiderio di abbattere un nemico, spesso si rivela un atto contro gli altri e contro il bene supremo della vita.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché è ricco di notizie storiche. L’amore per la Storia è evidente a ogni pagina, senza appesantire la lettura e la trama ha tutte le caratteristiche per affascinare e incuriosire. I protagonisti sono caratterizzati da passioni e personalità così precisi che sembra di averli davanti, di sentirli e di vederli. Così come sono realistiche le descrizioni degli ambienti: ci si trova a gironzolare nello Scriptorium alla fioca e tremolante luce delle candele, tra antichi volumi, ad accarezzarne le coste in cuoio, a respirarne l’odore dimenticato, il profumo del passato.

Scrivendo questi romanzi l’elemento inspiegabile, indecifrabile, risulta come rafforzato dalla venatura di antico che è alla base, soprattutto quando andiamo a riscoprire temi o periodi sepolti da secoli. La soluzione di adeguarmi alle notizie che ho raccolto dalle fonti storiche completandole dove il vuoto è più evidente, senza tuttavia esagerare ma rimanendo convincente, è secondo me la soluzione più idonea. Ho sempre avvertito il fascino delle cose enigmatiche e nascoste, le cui radici affondano nella notte dei tempi. Viviamo in società dove tutto sembra già conosciuto, facciamo tutti le stesse cose, visitiamo gli stessi posti e la nostra vita è stata progettata da altri. Per questo motivo non possiamo lasciare assopire il nostro spirito, anzi dobbiamo tenerlo vigile e curioso, fornendogli spunti d’interesse. L’uomo ha bisogno di sognare, di sola quotidianità muore.

Progetti futuri?

Al momento sto curando la promozione di questo libro al quale tengo moltissimo. Progetti in cantiere ce ne sono sempre, poi si vedrà.

L’eremo nel deserto merita di Francesco Grimandi 5 stelle su 5.

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“Il medico degli Angeli” di Cesare Paoletti

“La gioia è un lampo, la tristezza è un cielo grigio gonfio di pioggia che indugia e non se ne vuole andar via per lasciar posto all’azzurro.”

Cesare Paoletti ritorna ad incantarci con Il medico degli angeli, edito da Pluriversum.

L’autore ci narra di Andrea, medico di mezz’età dalla vita piatta e solitaria, e di Angelica, giovane rumena giunta in Italia con la speranza di una vita migliore.

Il colpo di fulmine scatta tra i due durante una visita medica di Angelica, e da lì avrà inizio una grande e intensa storia d’amore. Per Andrea è la salvezza dal suo piccolo inferno, grazie a un angelo splendente che riesce a sottrarlo dal buio della sua solitudine; per Angelica, che da anni affronta pregiudizi e difficoltà derivati dalla sua condizione di straniera, è l’occasione per riscattarsi ed essere davvero felice.

Una storia semplice e dal tratto rapido ma ricca di emozioni, tra la gioia assoluta e la passione sfrenata che coinvolge i due protagonisti.

Non mancheranno gli episodi tristi che mettono a dura prova l’equilibrio di ogni relazione. Il tutto è condito con un po’ di fede e spiritualità, come si evince nei capitoli finali, che rende più unica che rara quella che inizialmente ci appare come una love story come tante.

Se credete nel colpo di fulmine e nella Divina Provvidenza, Il medico degli angeli è un libro che fa per voi.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’dea del libro è nata dal desiderio o dal bisogno di raccontare pezzi della vita di persone che ho conosciuto nella mia vita professionale, nel corso del mio lavoro di medico. Ho raccolto questi pezzi e li ho arricchiti e trasfigurati con la fantasia e con la percezione che ciò che noi siamo e viviamo in questo mondo è solo una piccola parte di una realtà più vera e più grande, una realtà verso la quale tutti noi siamo inevitabilmente proiettati e che tutti conosceremo dopo aver lasciato il corpo fisico.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Con il mio romanzo voglio comunicare l’idea che la vita e l’amore non rimangono confinati nel perimetro della materialità e della fisicità, ma vivono in una dimensione di eternità e d’immortalità perché hanno origine nell’assoluto della Divinità che va al di là del relativo della carnalità. C’è comunque un percorso, un cammino, un’evoluzione che rendono necessario e indispensabile iniziare questo processo dal corpo, dalla carne, dai sentimenti propri dell’uomo, dalla passione che nel romanzo è descritta in maniera cruda, anche con momenti di intenso erotismo, per arrivare alla sublimazione dell’amore che attraverso la morte del corpo fisico può finalmente trasformarsi in puro riflesso del divino, dove l’io e il tu e il noi e l’appartenersi si perdono e si confondono nell’universale appartenere al tutto. È il passaggio dall’amore che ha bisogno dell’oggetto da amare, la cui perdita causa sofferenza, all’amore senza oggetto che si realizza solo nell’amare e che conosce solo la gioia infinita e divina dell’amare.

Leggi il mio libro perché..

Leggete questo libro perché vi aprirà orizzonti nuovi e vi porterà nella dimensione del divino dove le gioie e le sofferenze del relativo e del mortale troveranno senso e compimento nella conoscenza del trascendente dove l’amore può finalmente uscire dai limiti dello spazio e del tempo per divenire immortale ed eterno, puro e finalmente libero dalla necessità del possesso. Scoprirete che non siamo fatti per amare, ma per essere l’amore, un amore vissuto nel cuore di Dio.

Progetti futuri?

Sto completando una nuova silloge poetica, che spero di pubblicare con Pluriversum dopo l’estate. Ma il progetto più ambizioso è quello di scrivere un saggio filosofico nel quale raccontare la mia visione della realtà spirituale, concepita come un immane processo evolutivo attraverso il quale la nostra anima di luce, pura coscienza-intelligenza-amore, sbocciata come un fiore nel seno della Divinità, è destinata a crescere nella conoscenza senza fine del creato e del Creatore.

Il medico degli angeli  merita 4 stelle su 5.

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“Attori e no” e “La pioggia nel pineto” di Guido Parisi

“Per quel che riguarda me, professore-regista, oltre che essere testimone della vicenda, divento il confidente degli amanti e, dunque, personaggio della loro scena.”

Guido Parisi ci fa dono della sua lunga esperienza con Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio. Si tratta di due raccolte di rappresentazioni teatrali realizzate per fini didattici, originariamente destinate a un pubblico non italiano poiché volte all’apprendimento della nostra lingua in istituzioni accademiche straniere. Tra queste pagine troverete opere liberamente tratte da grandi classici della letteratura e della musica italiana: Chichibio e la Gru, La Canzone di Marinella, Paolo e Francesca da Rimini, Le Ultime lettere di Jacopo Ortis, e naturalmente La pioggia nel pineto solo per citarne alcune. Opere immortali e uniche della nostra storia, patrimonio della cultura italiana che ogni tanto ritornano alla ribalta grazie a raffinati adattamenti come questi.

L’autore riesce senza dubbio nell’intento di riportarci indietro nella storia – da Dante Alighieri a Boccaccio, da Gabriele D’Annunzio a Fabrizio De André – a trasportarci con infinita passione e riassaporare, in pochi versi, tutto il gusto dell’arte di un tempo ormai lontano.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce dall’idea di raccogliere le rappresentazioni più significative realizzate in diverse università del mondo per l’insegnamento/apprendimento della lingua italiana a studenti stranieri. Tutte le opere sono state progettate presso dipartimenti di linguistica applicata in modo da renderle strumenti efficaci per i fini didattici anzidetti.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Credo che il messaggio che mi propongo di far recepire sia la necessita di rendere il teatro non soltanto fonte di cultura e intrattenimento, ma mezzo straordinariamente efficace per rompere le barriere di comunicazione tra la gente di ogni età.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il settore dell’editoria è molto variegato. Il fatto che tutti scrivono e pochi leggono penso che potrebbe essere anche vista come colpa di editori poco attenti.

Leggi il mio libro perché…

Ti invito a leggere il mio libro non perché io sia un esperto di teatro o di altro, ma perché tu ti renda conto dell’importanza della lingua e della cultura italiane nel mondo, un patrimonio inestimabile che possediamo e che gli altri ci invidiano, ma che noi spesso trascuriamo.

Progetti futuri?

Continuare a lavorare in questo campo con la consapevolezza che lo straniero è ormai a casa nostra e quindi trasferire la mia esperienza di divulgatore di cultura italiana all’estero, in casa propria.

Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio  merita 5stelle su 5.

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