“L’eremo nel deserto” di Francesco Grimandi

“Benché siano lupi rapaci, si fanno chiamare pastori e nessuno si oppone a tanta perversità. Come potrà la Chiesa portare a compimento la sua missione, senza riformare dal profondo la sua anima? Quali grandi responsabilità pesano su di noi e quale arduo compito ci attende.”

Francesco Grimandi, classe 1970, ritorna sulle scene editoriali con L’eremo nel deserto, brillante thriller storico auto-pubblicato, ambientato nell’epoca delle crociate.

1196 A.D. In un eremo sperduto nel deserto della Palestina, giungono un giorno due stremati viandanti. Dopo le opportune cure ricevute dai monaci, si scopre che i due sono emissari dell’imperatore Enrico VI di Svevia, con un’importante missione legata al ritrovamento di antichi e misteriosi manoscritti nei pressi dell’eremo.

Durante la decodificazione delle carte si susseguiranno morti e sparizioni tra le mura dell’eremo, mettendo sempre più in allarme l’abate e l’intera confraternita.

Un profondo mistero si cela senza dubbio tra i manoscritti, tale da far gola a un imperatore e causare la morte di chi ha visto o sentito troppo. L’umile e onesto monaco Guigo indagherà nell’ombra che scoprire chi sta minacciando la vita di tutti i suoi confratelli.

Si tratta senza dubbio di un’interessante vicenda che si affaccia su un’epoca lontana, ai più nota per il susseguirsi di guerre e conflitti per il dominio sulla Terra Santa.

L’autore ci allontana piuttosto dai campi di battaglia per osservare la vita umile e ritirata degli uomini tra le mura dell’eremo, soffermandosi sulle loro usanze e doveri quotidiani.

Una serie di dettagli che, pur rallentando più volte la narrazione, dimostrano l’elevata cura e lo studio di questo ambiente. Più interessante è certamente il mistero che si cela nella vicenda: la disperata ricerca della verità venuta a galla tra le pergamene che danno nuova luce alle origini del cristianesimo… una verità che diverrebbe un’arma pericolosa nelle mani sbagliate.

L’eremo nel deserto si dimostra in definitiva un capitolo da non perdere per tutti gli appassionati della storia, della religione e del mistero, ben mescolati come sono tra le sue coinvolgenti pagine.

Come nasce quest’opera letteraria?

Da tempo mi vorticava in mente un bel progetto. Ero in cerca di un’ambientazione per una storia che fosse escatologica, arcana e medievale. E non vi è luogo sul pianeta, incontro delle tre fedi del Libro, che abbia una rilevanza tale come la Palestina, culla e crocevia di parecchi dei più importanti accadimenti degli ultimi due-tre millenni. Soddisfatto il primo requisito, sono passato a predisporre il disegno della vicenda che sulle ali di una ricerca, sfruttando l’escamotage offerto dalle indagini di Guigo, uno dei monaci novizi, condurrà il lettore a importanti consapevolezze. Il meccanismo della scoperta di antichi scritti, della contesa per controllarli, delle morti e delle sparizioni collegate è un rodato ingranaggio che conosciamo fin dai precursori di questo genere letterario. Ma qui vi è una differenza, che ci tengo a evidenziare, tra il mio libro e altre opere, ovvero lo squarcio prodotto dalle rivelazioni contenute nelle misteriose pergamene, che daranno materia su cui riflettere anche al più disincantato dei lettori.

Che altro aggiungere? Posso soltanto dire che i fatti si svolgono nell’anno 1196, nove anni dopo che Gerusalemme è caduta per mano delle truppe del Saladino. L’Eremo è stato lambito e poi dimenticato dai fatali eventi legati al crollo dei regni cristiani in Terrasanta, mantenendo una sua autonomia che tuttavia verrà violata con il ritrovamento dei rotoli delle grotte, innesco della vicenda. E qui mi fermo, per non rovinare il piacere a chi vorrà cimentarsi, anche solo per curiosità, nella lettura del romanzo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Prima di concepire questo libro mi sono interrogato a lungo su certi miei dubbi religiosi, più volte mi sono chiesto se gli eventi narrati così come ci sono giunti dai Vangeli fossero veri. Ciò mi ha portato ad approfondire, a scavare, a tentare di capire. Ed è questa inchiesta in veste romanzata, parliamo di fiction, che ho inserito nel libro in maniera da renderlo vivo perché, giunti alla fine della trama, continuasse a muovere la curiosità del lettore. Quello che ho sottolineato però è che la conquista della verità a tutti i costi, il desiderio di abbattere un nemico, spesso si rivela un atto contro gli altri e contro il bene supremo della vita.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché è ricco di notizie storiche. L’amore per la Storia è evidente a ogni pagina, senza appesantire la lettura e la trama ha tutte le caratteristiche per affascinare e incuriosire. I protagonisti sono caratterizzati da passioni e personalità così precisi che sembra di averli davanti, di sentirli e di vederli. Così come sono realistiche le descrizioni degli ambienti: ci si trova a gironzolare nello Scriptorium alla fioca e tremolante luce delle candele, tra antichi volumi, ad accarezzarne le coste in cuoio, a respirarne l’odore dimenticato, il profumo del passato.

Scrivendo questi romanzi l’elemento inspiegabile, indecifrabile, risulta come rafforzato dalla venatura di antico che è alla base, soprattutto quando andiamo a riscoprire temi o periodi sepolti da secoli. La soluzione di adeguarmi alle notizie che ho raccolto dalle fonti storiche completandole dove il vuoto è più evidente, senza tuttavia esagerare ma rimanendo convincente, è secondo me la soluzione più idonea. Ho sempre avvertito il fascino delle cose enigmatiche e nascoste, le cui radici affondano nella notte dei tempi. Viviamo in società dove tutto sembra già conosciuto, facciamo tutti le stesse cose, visitiamo gli stessi posti e la nostra vita è stata progettata da altri. Per questo motivo non possiamo lasciare assopire il nostro spirito, anzi dobbiamo tenerlo vigile e curioso, fornendogli spunti d’interesse. L’uomo ha bisogno di sognare, di sola quotidianità muore.

Progetti futuri?

Al momento sto curando la promozione di questo libro al quale tengo moltissimo. Progetti in cantiere ce ne sono sempre, poi si vedrà.

L’eremo nel deserto merita di Francesco Grimandi 5 stelle su 5.

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“Il medico degli Angeli” di Cesare Paoletti

“La gioia è un lampo, la tristezza è un cielo grigio gonfio di pioggia che indugia e non se ne vuole andar via per lasciar posto all’azzurro.”

Cesare Paoletti ritorna ad incantarci con Il medico degli angeli, edito da Pluriversum.

L’autore ci narra di Andrea, medico di mezz’età dalla vita piatta e solitaria, e di Angelica, giovane rumena giunta in Italia con la speranza di una vita migliore.

Il colpo di fulmine scatta tra i due durante una visita medica di Angelica, e da lì avrà inizio una grande e intensa storia d’amore. Per Andrea è la salvezza dal suo piccolo inferno, grazie a un angelo splendente che riesce a sottrarlo dal buio della sua solitudine; per Angelica, che da anni affronta pregiudizi e difficoltà derivati dalla sua condizione di straniera, è l’occasione per riscattarsi ed essere davvero felice.

Una storia semplice e dal tratto rapido ma ricca di emozioni, tra la gioia assoluta e la passione sfrenata che coinvolge i due protagonisti.

Non mancheranno gli episodi tristi che mettono a dura prova l’equilibrio di ogni relazione. Il tutto è condito con un po’ di fede e spiritualità, come si evince nei capitoli finali, che rende più unica che rara quella che inizialmente ci appare come una love story come tante.

Se credete nel colpo di fulmine e nella Divina Provvidenza, Il medico degli angeli è un libro che fa per voi.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’dea del libro è nata dal desiderio o dal bisogno di raccontare pezzi della vita di persone che ho conosciuto nella mia vita professionale, nel corso del mio lavoro di medico. Ho raccolto questi pezzi e li ho arricchiti e trasfigurati con la fantasia e con la percezione che ciò che noi siamo e viviamo in questo mondo è solo una piccola parte di una realtà più vera e più grande, una realtà verso la quale tutti noi siamo inevitabilmente proiettati e che tutti conosceremo dopo aver lasciato il corpo fisico.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Con il mio romanzo voglio comunicare l’idea che la vita e l’amore non rimangono confinati nel perimetro della materialità e della fisicità, ma vivono in una dimensione di eternità e d’immortalità perché hanno origine nell’assoluto della Divinità che va al di là del relativo della carnalità. C’è comunque un percorso, un cammino, un’evoluzione che rendono necessario e indispensabile iniziare questo processo dal corpo, dalla carne, dai sentimenti propri dell’uomo, dalla passione che nel romanzo è descritta in maniera cruda, anche con momenti di intenso erotismo, per arrivare alla sublimazione dell’amore che attraverso la morte del corpo fisico può finalmente trasformarsi in puro riflesso del divino, dove l’io e il tu e il noi e l’appartenersi si perdono e si confondono nell’universale appartenere al tutto. È il passaggio dall’amore che ha bisogno dell’oggetto da amare, la cui perdita causa sofferenza, all’amore senza oggetto che si realizza solo nell’amare e che conosce solo la gioia infinita e divina dell’amare.

Leggi il mio libro perché..

Leggete questo libro perché vi aprirà orizzonti nuovi e vi porterà nella dimensione del divino dove le gioie e le sofferenze del relativo e del mortale troveranno senso e compimento nella conoscenza del trascendente dove l’amore può finalmente uscire dai limiti dello spazio e del tempo per divenire immortale ed eterno, puro e finalmente libero dalla necessità del possesso. Scoprirete che non siamo fatti per amare, ma per essere l’amore, un amore vissuto nel cuore di Dio.

Progetti futuri?

Sto completando una nuova silloge poetica, che spero di pubblicare con Pluriversum dopo l’estate. Ma il progetto più ambizioso è quello di scrivere un saggio filosofico nel quale raccontare la mia visione della realtà spirituale, concepita come un immane processo evolutivo attraverso il quale la nostra anima di luce, pura coscienza-intelligenza-amore, sbocciata come un fiore nel seno della Divinità, è destinata a crescere nella conoscenza senza fine del creato e del Creatore.

Il medico degli angeli  merita 4 stelle su 5.

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“Attori e no” e “La pioggia nel pineto” di Guido Parisi

“Per quel che riguarda me, professore-regista, oltre che essere testimone della vicenda, divento il confidente degli amanti e, dunque, personaggio della loro scena.”

Guido Parisi ci fa dono della sua lunga esperienza con Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio. Si tratta di due raccolte di rappresentazioni teatrali realizzate per fini didattici, originariamente destinate a un pubblico non italiano poiché volte all’apprendimento della nostra lingua in istituzioni accademiche straniere. Tra queste pagine troverete opere liberamente tratte da grandi classici della letteratura e della musica italiana: Chichibio e la Gru, La Canzone di Marinella, Paolo e Francesca da Rimini, Le Ultime lettere di Jacopo Ortis, e naturalmente La pioggia nel pineto solo per citarne alcune. Opere immortali e uniche della nostra storia, patrimonio della cultura italiana che ogni tanto ritornano alla ribalta grazie a raffinati adattamenti come questi.

L’autore riesce senza dubbio nell’intento di riportarci indietro nella storia – da Dante Alighieri a Boccaccio, da Gabriele D’Annunzio a Fabrizio De André – a trasportarci con infinita passione e riassaporare, in pochi versi, tutto il gusto dell’arte di un tempo ormai lontano.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce dall’idea di raccogliere le rappresentazioni più significative realizzate in diverse università del mondo per l’insegnamento/apprendimento della lingua italiana a studenti stranieri. Tutte le opere sono state progettate presso dipartimenti di linguistica applicata in modo da renderle strumenti efficaci per i fini didattici anzidetti.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Credo che il messaggio che mi propongo di far recepire sia la necessita di rendere il teatro non soltanto fonte di cultura e intrattenimento, ma mezzo straordinariamente efficace per rompere le barriere di comunicazione tra la gente di ogni età.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il settore dell’editoria è molto variegato. Il fatto che tutti scrivono e pochi leggono penso che potrebbe essere anche vista come colpa di editori poco attenti.

Leggi il mio libro perché…

Ti invito a leggere il mio libro non perché io sia un esperto di teatro o di altro, ma perché tu ti renda conto dell’importanza della lingua e della cultura italiane nel mondo, un patrimonio inestimabile che possediamo e che gli altri ci invidiano, ma che noi spesso trascuriamo.

Progetti futuri?

Continuare a lavorare in questo campo con la consapevolezza che lo straniero è ormai a casa nostra e quindi trasferire la mia esperienza di divulgatore di cultura italiana all’estero, in casa propria.

Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio  merita 5stelle su 5.

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“Ti seguirò fino all’inferno” di M. Valentino

“Il mondo è pieno di mostri come me che aspettano solo di nascere: dal ragazzino a scuola umiliato dai compagni di classe a quello maltrattato in famiglia: c’è un intero esercito di anime inascoltate che grida solo vendetta!”

Un messaggio crudele e folle, soprattutto se messo in bocca a un maniaco omicida, eppure colmo di una durissima verità. Verità che ci viene sbattuta in faccia dalla prima all’ultima pagina di Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino.

Una ricetta potente ma non adatta a tutti, poiché i suoi ingredienti principali sono miseria, dolore e morte: elementi che colmano la vita del protagonista, il giovane Zeph, modesto lavoratore nella solitaria cittadina di Cornerstown.

Questi è un giovane depresso e sfiduciato nei confronti del futuro a causa dello squallore in cui vive da anni; privo di sogni e speranze, con un passato turbolento alle spalle, non fa che tirare avanti giorno dopo giorno, tra turni di lavoro e serate con amici.

Le cose cambiano all’improvviso quando fa la conoscenza del suo nuovo collega Troy, così simile a lui nell’animo che finirà con il tempo per innamorarsi di lui, iniziando una relazione turbolenta tra eccessi e depravazioni.

Nel frattempo una serie di orrendi delitti spezza la tranquillità di Cornerstown, fatti che coinvolgeranno Zeph quando scoprirà un’inquietante verità su Troy.

È una storia tragica, cruenta e ricca di dettagli macabri, elementi che ne fanno un horror degno di questo nome. L’autore porta in scena molti temi, tra cui spiccano l’omosessualità e la “vita crudele” con cui fanno i conti innumerevoli persone oggigiorno: quella routine quotidiana che spegne con il tempo sogni, speranze e persino il cuore, trasformando un uomo comune in un’ombra senza identità. Basta poco, a quel punto, per trasformare l’ombra in un mostro assetato di sangue, pronto a esplodere riversando la sua furia omicida su qualsiasi malcapitato. Ti seguirò fino all’inferno dimostra, in definitiva, come non servano demoni, streghe o non-morti per spaventarci con l’orrore quando dentro di noi possono nascondersi mostri ben peggiori. Mostri nati dalla sofferenza inflitta per anni dalla propria vita, pronti a emergere quando la sopportazione giunge al limite.

Per gli appassionati dell’horror è senza dubbio un titolo da non perdere.

Come nasce il tuo libro?
“Ti seguirò fino all’Inferno”, nasce nell’estate del 2014. Volevo riprendere una storia che avevo iniziato a scrivere nel 2008-2009 che poi, per diversi motivi, non ho proseguito. Scriverlo è stato liberatorio, mi è servito a buttare fuori tutti quei demoni che avevo dentro da tempo; una sorta di “catarsi”, nel senso più “psicoanalitico” del termine. Ho iniziato così, per gioco e sinceramente non avrei mai pensato di finirlo, né tanto meno di pubblicarlo poi, piano piano, la storia, i personaggi hanno iniziato a prendere forma e alla fine, eccolo qua.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I protagonisti del mio romanzo sono due emarginati, due esclusi. Entrambi hanno vissuto esperienze traumatiche che non hanno saputo elaborare, superare; non hanno conosciuto i valori positivi della vita quali l’affetto di una famiglia, l’amicizia e questo li ha portati a intraprendere strade sbagliate. L’incipit credo che sia abbastanza chiaro: “Trovandosi, due anime perse, possono solo bruciare all’inferno insieme” e significa proprio questo: due entità simili, con un passato in comune fatto di traumi e violenze di ogni tipo, difficilmente potranno salvarsi e vivere una vita “normale”; al contrario, confrontando le proprie esperienze negative, condividendo l’odio che hanno verso tutto quello che li circonda; potranno solo sprofondare sempre di più verso l’abisso, trovando una sorta di conforto in tutto quello che di più sbagliato e aberrante c’è: che sia droga, autolesionismo, violenza gratuita. Alla fine credo che la morale sia molto semplice: circondatevi sempre di persone positive, stimolanti, che vogliono tirarvi fuori da quel tunnel buio in cui vi siete nascosti. A volte chi soffre, chi ha subito traumi, è attratto e tende a cercare persone che soffrono o hanno sofferto a loro volta: credo che questo sia puro masochismo. Va bene condividere esperienze, storie di vita, anche brutte, a patto che queste siano state debitamente archiviate, elaborate; magari grazie anche all’aiuto di uno specialista.

A quale pubblico è rivolto?

Spero che il mio romanzo sia notato dalla comunità LGBTQ+. Alla fine si tratta di una storia d’amore omosex, diversa dai soliti stereotipi cui siamo abituati quando si parla di “tematica gay”. I protagonisti sono due “brutti sporchi e cattivi”, solitari, sociopatici se vogliamo; ascoltano Metal, non seguono la moda, passano le loro notti a girovagare tra boschi e costruzioni abbandonate… insomma sono tutto il contrario di quello cui ormai i media e la cultura di massa ci ha abituato quando si parla di “cultura LGBTQ+” e spero che questo incuriosisca. Ovviamente, essendo un thriller psicologico/horror è rivolto anche agli amanti del genere che noto essere sempre più numerosi.

Leggi il mio libro perché…

Credo di aver scritto qualcosa di nuovo, che ancora non si è visto nel panorama narrativo italiano. E’ un romanzo crudo, viscerale, brutale, che come detto prima, ha una sua morale. Spero che lasci un segno in chi lo leggerà. Lo consiglio e lo dedico a tutti quelli che a volte si son sentiti soli, emarginati, esclusi: è un “grido di battaglia” per tutti voi. Sappiate che non siete soli.

 Progetti futuri?

A giugno presenterò “Ti seguirò fino all’Inferno” presso la libreria Globo di Pistoia. Ho intenzione di farlo tradurre in inglese e proporlo al mercato statunitense e ho già in mente qualcosa per il prossimo romanzo. Sono indeciso tra uno “Spin-Off” di “Ti seguirò fino all’Inferno”, oppure scrivere un romanzo che tratterà di oppressione e persecuzione degli omosessuali sotto una dittatura di stampo religioso, sarà una storia più drammatica e meno thriller.

Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino  merita 5 stelle su 5.

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“Rosso come la neve” di Grazia Buscaglia Bonesso

“La vita è bella anche quando sembra brutta.”

La lezione più importante che troverete tra le pagine di Rosso come la neve, romanzo d’esordio di Grazia Buscaglia Bonesso edito da L’Infernale.

In esso l’autrice veste i panni di Giulia, donna matura che dopo essersi affermata come scrittrice ci narra i passi fondamentali della sua vita, fin dall’infanzia, segnata dalla morte prematura della madre; al suo fianco ci saranno sempre il padre, la zia Rosy e l’amico del cuore Enrico, con cui condividerà molti eventi e passioni.

Giulia trasferisce in lui ogni attenzione con il passare degli anni, tutto il suo mondo – chiudendo il suo cuore a qualsiasi altro uomo tranne che a lui – in un rapporto morboso che riuscirà ad ammettere solo quando sarà troppo tardi. Solo allora, dopo l’ultimo tragico evento che lascia il segno nella sua vita, Giulia sarà in grado di riprendersi e fare qualcosa di buono per se stessa.



Scorrevole e piacevole nella lettura, coinvolgente grazie ai vari colpi di scena, Rosso come la neve è un libro che vi terrà agganciati fino all’ultima pagina. L’autrice insegna senza dubbio lezioni importanti in questa vicenda, vissuta attraverso gli occhi di Giulia: una donna come tante, segnata nel profondo da numerose difficoltà della vita che possono capitare a tutti noi. Dietro ogni evento, ogni tragedia, si cela una lezione e di conseguenza una storia da raccontare… per un lettore, una dimostrazione che si può andare avanti, sempre e comunque.

Come nasce questo libro?

Con questo libro ho voluto chiudere un cerchio della mia vita, l’esortazione di mio padre, dei miei amici più cari, di mio fratello, della mia famiglia: ‘Scrivi un libro’. Io però già scrivevo per 10 ore al giorno, sono una giornalista professionista con 40 anni di carriera alle spalle. Poi la vita mi ha travolto, si sono susseguiti tanti lutti. Ho perso mio padre, mia madre, il mio miglior amico e mio fratello. Questo libro nasce da quel dolore, l’essenza del dolore, ma è solo quello il tratto autobiografico, il dolore e la forza dell’amicizia. Così è arrivato questo libro, durante un corso di scrittura creativa con un giovanissimo editore, Ferdinando de Martino de L’infernale edizioni. È stato lui a darmi il via.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Questo romanzo  non è più il mio libro, ma è di chi lo legge. Ognuno può trovare qualcosa della propria esistenza. In questo romanzo ci sono due messaggi: la forza delle donne e quello principale, una frase che ripetono, a turno, alcuni personaggi: ‘La vita è bella anche quando sembra brutta’.  C’è una speranza continua anche quando la vita ti distrugge.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché è…magico. Regala emozioni e vita. Provare per credere.

Progetti futuri?

Al  momento mi godo l’affetto e il calore che questo romanzo mi sta donando. Grazie a ‘Rosso come la neve’ ho allacciato nuove e vecchie amicizie in giro per l’Italia e persino in Cile. È un vero miracolo. Stiamo lavorando a un’edizione in spagnolo, ma ancora è presto per parlarne. Continuo a fare la giornalista, la mamma, la moglie e la nonna. E poi leggo e studio e faccio Pilates. In più ho le presentazioni da fare e con la mia attività di cronista risulta difficile da conciliare. Mi godo l’attimo, ma la mia mente lavora.

Rosso come la neve  merita 5 stelle su 5.

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“Ascoltando.. con gli occhi” di Loredana Borgna

 “Perché la felicità non esiste… È una parola, una bugia… La felicità siano noi… e allora impariamo a crederci.”

Loredana Borgna torna a conquistarci con il suo talento impresso tra le pagine di Ascoltando… con gli occhi, raccolta poetica di CTL editore.

L’autrice ci coinvolge con una serie di pensieri che spaziano in un labirinto di stati d’animo, frammenti di vita vissuta, scenari o attimi, brevi quanto intensi come si evince tra i componimenti.

Da essi traspare, come sostenuto dall’autrice, il bisogno di esternare i sentimenti in poesie e la continua ricerca di un sogno allo scopo di realizzarsi in questa vita. Con il tempo ci accorgiamo che non sono rime, queste, ma pezzi del suo cuore, temprato dalle molte difficoltà quotidiane che segnano il nostro tempo. Ascoltando… con gli occhi ci insegna, in definitiva, che siamo tutti libri aperti nel profondo, con una grande storia da raccontare. Bisogna solo trovare la forza per trasformarla in un’opera e affidarla al vento che ci sostiene.

Come nasce quest’opera letteraria?

Questa mia opera è un proseguo di altri due libri…e tutto nasce dalle mie esperienze di vita, sia affettive che di salute, ho trovato nella  scrittura il modo di esternare dapprima la mia rabbia e il dolore e poi piano piano la mia rinascita come donna che per un bel po’ di tempo   si era rinchiusa in sé stessa e non vedeva vie di uscita . Poi la vita, che è una continua sorpresa, mi ha fatto incontrato su Facebook, chi ha raccolto il mio richiamo di aiuto, chi mi ha spronato a scrivere, chi mi ha aiutato a leggere in me stessa e principalmente a credere in me stessa,   la mia mentore e tutt’oggi mia grande amica e consigliera.  Sono passata da pensieri e aforismi alla poesia perché ne ho sentito   il bisogno, la mia anima esplodeva da tante cose che voleva dire, in fin dei conti in ogni verso di questa silloge, tra le righe si parla di me e della mia vita, dei miei sogni… è un po’ la mia biografia in versi.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra  le mani questo libro?  

Con i miei scritti, mi sono riproposta fin dall’inizio di essere un po’   una portatrice di speranza nell’affrontare ciò che il nostro cammino   ci porta ad incontrare…sono convinta che tantissime altre donne si   sono ritrovate nelle mie parole e vorrei riuscire ad infondere quella    forza che mi ha aiutato a rialzarmi, a trovare il coraggio di raccontare  il mio dolore e le mie paure…facendoli diventare sogni da condividere.  E con mia grande gioia i miei scritti sono andata ben oltre le mie   aspettative, sono seguita, mi leggono in tanti e ho raggiunto tanti traguardi.

Leggi il mio libro perché…

Non mi sono mai posta questa domanda…forse perché penso che chi ama leggere, legga un po’ di tutto, seguendo sempre le loro preferenze…la mia speranza è  che chi si ritrova tra le mani un mio scritto riesca a percepire ciò che io cerco di inviare…quel che scrivo fa parte di me, arriva dal profondo del mio cuore, in fondo sono messaggi d’amore…in fondo sono sogni nei quali ci si nasconde per sperare e per trovare quella luce che ci faccia uscire  da un buio dal quale a volte non si trova spiraglio…

Progetti futuri?

Io ho imparato a vivere giorno per giorno, ringraziando di quello che al mattino aprendo gli occhi vedo…però ho avuto delle esperienze che mi hanno cambiata  e su queste esperienze sto scrivendo il prossimo libro…sarà una sorpresa perché totalmente diverso da quello che ho scritto finora, senza però uscire   dai miei sogni e dalla mia voglia di volare…non per niente sono

           La Signora delle Farfalle.

Ascoltando… con gli occhi  merita 5 stelle su 5.

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