L’investigatore privato a Roma| Intervista al professionista del settore

Quante professioni esistono al mondo? Cento? Duecento? Mille?

Oggi vi parlo di una professione molto curiosa (secondo me): l’investigatore privato a Roma.

No, non parlo di Sherlock Holmes ma di una persona in carne e ossa che.. seguirà gli indizi arrivando ad una conclusione.

 

Chi sei?

Mi chiamo Giuseppe Tiralongo, ho 41 anni e sono un investigatore privato autorizzato dalla prefettura di Roma, titolare dell’Agenzia Atlantica Investigazioni.

 

 

 

 

Di cosa ti occupi?

Prevalentemente mi occupo di investigazioni in ambito privato, aziendale e per la difesa penale, un’attività che mi vede impegnato direttamente in campo, 24h su 24h, per gestire gli appostamenti, organizzare i pedinamenti e l’istallazione i dispositivi per la localizzazione satellitare.

Il mio lavoro consiste essenzialmente nel procurare prove “inconfutabili” per far valere o difendere un proprio diritto in tribunale o più semplicemente per poter prendere una decisione importante, ovvero, fornire ai miei clienti uno strumento consolidato di conoscenza e ricerca della verità.

 

Nella vita professionale ritengo sia importante se non fondamentale difendere i propri interessi imprenditoriali. Imprescindibile è invece la conoscenza della verità al fine di difendere la propria vita privata e non solo.

L’investigatore privato è difatti un professionista in grado di mantenere il segreto e la parola data, capace di intervenire su un’infinità di problemi legati alla sfera intimo privata, alle relazioni, alla sicurezza, e alla difesa di un diritto civile o penale. Svolgo professionalmente l’attività di investigatore privato a Roma mantenendo SEMPRE la parola data utilizzando tecniche investigative di alto livello.

 

Quando hai cominciato questa professione?

La mia storia professionale inizia a Roma, nel lontano 1997, quando appena congedato dal servizio di leva svolto presso i paracadutisti della Folgore, iniziai a lavorare presso alcune agenzie investigative della capitale, impiegato come collaboratore per svolgere le attività di “pedinamento”.

La mia fu una gavetta piuttosto dura; ero difatti sottoposto ad orari di lavoro estenuanti, sottopagato e professionalmente impreparato, senza alcun supporto tecnologico e operativo.

Semplicemente mi affidavo al mio intuito e alle mie capacità personali, cercando di imparare attraverso i miei sbagli e i miei successi quello che è per me il mestiere più bello del mondo.

Finalmente nel 2001 iniziai a vedere un po’ di luce, fu proprio in quell’anno infatti che il Prefetto di Pistoia riconobbe le mie (ormai certe) capacità tecniche, concedendomi quindi le necessarie autorizzazioni per aprire una agenzia investigativa. Nacque così “L’Agenzia Investigativa Tiralongo”.

Successivamente decisi di investire sul mio lavoro e sulle mie qualità imprenditoriali creando un’agenzia capace di operare in tutto il territorio nazionale; il nome dell’agenzia divenne Atlantica Investigazioni e la sede legale venne trasferita nella provincia di Rieti.

Oggi l’Atlantica Investigazioni ha sede a Roma, in Via Torino, 95, all’interno della Galleria Esedra, ed è punto di riferimento per liberi professionisti, avvocati e privati cittadini, che necessitano della mia professione.

 

Di cosa NON ti occupi?

Sono solito ricevere telefonate da parte di persone, che ignorantemente e in alcuni casi, in mala fede, vorrebbero acquistare servizi di intercettazione telefonica e ambientale al fine di conoscere i contenuti di conversazione private, i testi delle chat e delle e-mail che appartengono ad altri soggetti. Ecco, questi sono servizi che non possono essere eseguiti perché non consentiti dalla legge.

E’ bene sapere che tutte le prove reperite in modo illegale non possono essere acquisite da alcun tribunale, altresì il rischio di finire in galera è altissimo; per questo tipo di reato sono previste pene che vanno dai 3 ai 5 anni di reclusione con multe salatissime.

 

Mi racconti un caso limite o assurdo della tua professione?

Anni fa mi trovavo nei pressi del quartiere Roma est, impegnato con i miei collaboratori nello svolgimento del più classico dei servizi, un’infedeltà coniugale. 

L’attività investigativa era ormai volta al termine poiché avevamo documentato nelle precedenti giornate e in più occasioni, gli incontri della signora sottoposta alle nostre verifiche e del suo amante, che avvenivano il più delle volte all’interno di un parcheggio isolato situato nelle vicinanze di Via Prenestina.

Quella sera però accadde qualcosa di imprevedibili. Approfittando dell’assenza del marito, impegnato per un convegno fuori città, l’uomo fece ingresso presso l’abitazione della sua amante, convinto di farla franca…peccato che dopo neanche trenta minuti, il marito rincasò senza alcun preavviso. In quella occasione fummo testimoni di una scena degna dei migliori film commedia all’italiana; con le nostre videocamere immortalammo lo sfortunato Don Giovanni mentre in preda al panico e denudato si dava alla fuga dalla finestra della camera da letto. Trovato salvezza lungo la strada, l’uomo cercò disperatamente di fermare le autovetture dei passanti nel tentativo di rimediare un passaggio, ma nessuno rispose alle sue richieste di aiuto, a parte una gazzella dei carabinieri che non appena lo vide lo caricò in fretta e furia in auto sfrecciando direttamente in caserma.

Quando il cliente chiamò per ricevere aggiornamenti circa gli sviluppi delle indagini, capii che malgrado il suo inaspettato rientro, l’uomo amante della rispettiva moglie era riuscito a defilarsi. Convocato in ufficio dopo qualche giorno, consegnai le risultanze al povero marito che, inconsapevole di quanto accaduto, alla visione di quelle scene tragicomiche, non smise più di ringraziarmi!

 

Cosa ami del tuo lavoro?

Amo la mia professione perché ogni volta che risolvo un caso vedo negli occhi del mio assistito luce, stupore e rivincita, emozioni che mi regalano infinite soddisfazioni e mi spingono a lavorare sempre meglio e a distinguermi dagli altri. Ogni caso è a sé, nulla può essere dato per scontato, una imprevedibilità che ancora oggi mi fa battere il cuore e mi regala continuamente adrenalina.

 

Investigatore privato a Roma?

INVESTIGAZIONI PRIVATE ROMA

 

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Mia Madre è la Mia Migliore Amica |

 

Due anni e mezzo fa quando decisi di trasferirmi a Roma non credo mia madre fosse particolarmente felice ma m’ha lasciato decidere sola e oggi vi scrivo da Roma, la città più bella del mondo.

Mia madre è una grande donna, sì, penserete, ogni madre lo è… certo, ma mia madre in particolar modo senza esclusione per nessuna.

Quando le persone mi dicono ‘Eleonora sei in gamba’ io vorrei rispondere ‘Non potrebbe essere altrimenti, visto il calibro d’esempio che ho da 24 anni’.

Mia madre è la mia migliore amica, molti non sono d’accordo su questo fattore- in generale- in realtà credo sia esattamente il contrario: provateci e non ve ne pentirete.

Mia madre è la mia migliore amica perché mi conosce come le sue tasche.

Mia madre è la mia migliore amica perché è l’unica che con uno sguardo di un frammento di secondo sa già cosa sto pensando o cosa sto provando.

Mia madre è la mia migliore amica perché con lei ho condiviso 24 anni della mia esistenza: anni di sofferenza, anni di felicità, anni di sacrifici, anni di sorrisi.

Mia madre è la mia migliore amica perché comunicare con lei è il mio pane quotidiano.

Mia madre è la mia migliore amica perché conosce le cicatrici che ho il sul cuore e qualcuna è in comune con lei.

Mia madre è la mia migliore amica perché ha sempre creduto in me.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando sono stata male, a 16 anni, m’ha fatto un biglietto per Londra e m’ha detto “Vai, conosci una parte di mondo e torna guarita”.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando le ho detto “Voglio fare uno scambio culturale in Turchia” m’ha risposto “Vai, cosa aspetti?”.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando le ho detto “Mamma subito dopo questa triennale a Lecce ho bisogno di andare altrove”, lei m’ha risposto “Ok, cerca una laurea per te che la mamma ti aiuterà con tutto il resto”!

Mia madre è la mia migliore amica perché ha assistito al mio primo evento culturale a Roma e poi, quest’anno, ha visto un ennesimo mio evento culturale nella capitale e mentre  presentavo il libro l’ho vista con l’occhio lucido, orgogliosa di ciò che sono diventata, contenta di ciò che ha creato.

Mia madre è la mia migliore amica perché senza di lei non sarei io.

Mia madre è la mia migliore amica perché è il mio faro.

Mia madre è la mia migliore amica perché tutte le volte che non saprò verso quale lato guardare, il suo sarà sempre quello giusto.

 

Tua madre è la tua migliore amica? Raccontami di lei!

 

Mia Madre, la Donatella,al mio ultimo evento culturale di Roma

 

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Concorso letterario Lettere a mio figlio

Nasce una nuova opportunità per tutti gli autori emergenti che amano scrivere.

Di cosa si tratta? Un fantastico concorso letterario!

 

Historica edizioni (www.historicaedizioni.com) in collaborazione con il sito Cultora (www.cultora.it) indice la prima edizione del concorso Lettere a mio figlio.

UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano lettere che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (1 cart. = 30 righe di 60 battute per un totale di 18mila battute spazi inclusi). Le lettere devono essere scritte da un genitore e indirizzate a un figlio. L’autore dovrà esplicitare nella missiva l’età dell’autore e quella del destinatario (che può essere reale o di fantasia). I nomi dell’autore e del destinatario possono essere reali o di fantasia.

LETTERE – Le lettere devono essere in lingua italiana e inedite. Possono partecipare autori italiani e stranieri.

COME INVIARE LE LETTERE – I concorrenti devono inviare la lettera in formato word, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e nome del Concorso, al seguente indirizzo mail: letterecultora@gmail.com

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE – La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

TERMINI DI INVIO – Inviare gli elaborati via mail entro e non oltre il 23 aprile 2017.

DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – Agli autori selezionati verrà inviata una mail con il responso.

PREMI – Le opere selezionate verranno pubblicate da Historica edizioni in un libro che sarà in vendita in anteprima presso il Salone del Libro di Torino (dal 18 al 22 maggio) e sarà poi in distribuzione con il distributore nazionale Libro.co che lo renderà ordinabile presso tutte le librerie d’Italia. Il volume sarà poi in vendita sul sito di Historica, alle principali fiere della piccola e media Editoria cui parteciperà l’editore e sui principali book-stores online. L’autore riceverà un attestato di partecipazione.

DIRITTI D’AUTORE – I diritti dei racconti rimangono di proprietà dei singoli Autori.

INFORMAZIONI – Per informazioni scrivere a: letterecultora@gmail.com

Concorsi letterari in corso

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Otto DONNE e un MISTERO

8 DONNE E UN MISTERO

 Teatro Agorà 80

Dal 31 Marzo al 2 Aprile 2017 

​di Robert Thomas

adattamento Alessio De Caprio

con  Silvia Bastianelli, Antonella Desiante, Annamaria Marletta, Nicoletta Meci, Patrizia Morelli, Agnese Nassi, Giulia Ricci, Patrizia Tomassini

regia di Alessio De Caprio

luci Nicola De Santis

grafica Federico Leone

  

Dal 31 marzo al 2 aprile 2017 andrà in scena al Teatro Agorà “8 donne e un mistero” di Robert Thomas, con l’adattamento e la regia di Alessio De Caprio.

Anni Cinquanta. Una famiglia alto borghese si prepara a festeggiare il Natale. 

Otto sono le donne: l’elegante e bella padrona di casa, le sue due sorelle (opposte nel carattere e in perenne conflitto tra di loro), l’anziana mamma, la giovane figlia e le due domestiche. L’uomo di casa non si vede e non si sente. Infatti, viene ritrovato morto accoltellato nel suo letto. Iniziano le indagini all’interno della casa, per risolvere il mistero del delitto. Nessuna può uscire, tutte sono probabili assassine. Un’ottava donna si aggiungerà al gruppo, la sorella della vittima, per entrare a far parte delle sospettate. 

Così comincia la divertente saga noir, tutta al femminile, tratta dalla famosa sceneggiatura francese di Robert Thomas. 

Un testo che diverte e commuove, intriga e seduce, svelando passo dopo passo un segreto che come nei migliori romanzi polizieschi si manifesterà solo alla fine. 

-Avviso ai Soci-


Teatro Agorà 80

Teatro Agorà 80

Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)

Orari spettacoli: 

Venerdì e Sabato ore 21.00

Domenica ore 18.00

Sala B

  Tessera associativa: 2 euro

Biglietti:

Intero 10 euro | Ridotto 8 euro

Per info e prenotazioni:

Tel: 06 68 74 167 –  Fax: 06 68 80 30 68

www.teatroagora80.org – info@teatroagora80.com

                                                                                                                                                   

 AGEVOLAZIONI ECONOMICHE

                                                                                                                                                   

 BIGLIETTO da INTERO a RIDOTTO per

– Under 26

 -Over 60

 – Enti convenzionati (http://teatroagora80.org/convenzioni/)

 – Invalidi e aderenti al Comitato Paraolimpico

 – Non vedenti

                                                                                                                                                   

 AGEVOLAZIONE FAMIGLIA

La seguente offerta è rivolta ad un nucleo familiare composta da un numero minimo di tre persone, con a carico almeno un figlio/a, di età compresa sino ai 14 anni.

Prevede

– la riduzione del prezzo da INTERO a RIDOTTO per gli adulti

– Un prezzo di 5 EURO per ogni minore di età compresa sino ai 14 anni

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Il segreto del Verziere di Federico Carro

Un libro è – spesso- un racconto di emozioni, personaggi, occasioni.

Oggi vi parlo di Il segreto del Verziere di Federico Carro, autore emergente d’oggi.

Federico Carro nasce a La Spezia il 15 giugno 1991 ma cresce a Vernazza, a La Spezia gestisce un bar insieme allo zio e la scrittura fa parte della sua vita.

Il romanzo fonda due generi, quello surrealista e, in parte, thriller immergendo il lettore in un mondo dove il tempo pare essersi fermato.

Si parte dall’introdurre il regno del Re Lenoire fatto di pace e prosperità finché un giorno non si arriva al cosiddetto punto di rottura. La sua tranquillità sarà turbata dall’arrivo di un uomo misterioso che vuole dargli in dono un potere che va ben oltre le possibilità umane. Il Re, per timore che questo dono potesse essere un pericolo per se stesso e il suo regno, decide di relegarlo nei meandri del bosco credendo che potesse essere irraggiungibile. Il suo rifiuto porterà con sé una malattia che colpirà il sovrano e lo farà morire, portando al declino del suo stesso regno.

Gli succederà il figlio Lejacke, un principe che non riesce a capire la responsabilità affidatagli dal padre e che non riuscirà a modificare l’odio, la fame e la povertà che regnano tra la sua popolazione.

Un popolo che sarà dilaniato da un astio che darà vita a tante faide familiari, perdite di persone care e figli, ma anche di partenze e ritorni. Le loro storie s’intrecceranno per poi ricongiungersi in un’unica storia che accomunerà tutti quanti e, forse, scioglierà le catene imposte da un antico passato.

 

Il romanzo ha un suo particolare carattere distintivo ed è nel suo stile che ricorda tanto il dolce stilnovo di Dante, Petrarca e Boccaccio che riprodussero la ricercatezza lessicale e aulica della lingua italiana. Il racconto è ricco di descrizioni particolareggiate dei luoghi senza però indicare esattamente un luogo ben preciso forse per stessa volontà dell’autore che vuole mantenere il luogo di ambientazione riservato alla fantasia del lettore e a se stesso.

Il tema principale dello scritto è contemporaneo poiché, è un tributo alla natura e al rapporto, ad oggi conflittuale, che l’uomo ha con essa.

 

Come nasce il tuo libro?

La bozza del mio primo romanzo: “Il segreto del verziere” è nato nelle ultime fasi della scuola superiore, tratto dall’ispirazione che mi ha donato Vernazza, per la quale ho vissuto molti anni. La sua paesagistica, mista dal mare e dalle colline, inebriate dal suo profumo così unico, mi ha spinto a scrivere una storia in un lido fantastico e surreale, molto simile al paese poco prima citato.

Quale messaggio vuoi inviare?

Sicuramente questo libro può inviare diversi messaggi, quale l’amore, la perdita di cose che si sono lasciate andare con il tempo, come le tradizioni, la famiglia i propri cari, però sicuramente il messaggio più importante è quello di rispettare la natura che ci circonda. Tempo or sono la natura era in simbiosi con l’uomo, però il re di tale luogo di quell’epoca, rifiutò un dono immenso che la stessa natura gli ha voluto donare, esso rifiutando tale dono, la natura con il tempo si fece pervadere dall’astio, rinfacciando così, il proprio rancore alle future generazioni.

 

Leggi il mio libro perché…

Per non perdere le tradizioni che ci hanno portato nel presente e che per anni ci ha formato come siamo ora, per capire determinati concetti, quali l’amore, il rispetto, l’aiutare il prossimo, tutte parole che si possono trovare nel mio romanzo, e sempre di meno nella vita quotidiana e nella società che ci sta avvolgendo tuttora.

 

Progetti futuri?

In questi momenti sto terminando il mio secondo romanzo ispirato dalla città magica di Torino. Tale luogo mi ha dato idee grandiose, su parecchio lavoro da svolgere per il “sequel” del primo romanzo, facendo nascere così una trilogia che si svilupperà ben oltre a tale città, intitolato “il re della luce”. A breve comunque il primo romanzo di tale trilogia: “il re della luce l’ordine degli dèi oscuri”.

 

 

Numero di stelle 4 su 5 – Il segreto del Verziere di Federico Carro – Editore: Sacco – 168 pagine – prezzo di copertina 14,90 euro.

 

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

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ABBATTITABÙ. SESSO, AMORE E DISABILITÀ? SUPERA IL TABÙ E ACCENDI LA TUA CURIOSITÀ

“ABBATTITABÙ. SESSO, AMORE E DISABILITÀ? SUPERA IL TABÙ E ACCENDI LA TUA CURIOSITÀ”

RASSEGNA DI FILM DAL 29 MARZO AL 24 MAGGIO 

QUATTRO APPUNTAMENTI PER CONFRONTARSI LIBERAMENTE SU AFFETTIVITÀ E DISABILITÀ

Una rassegna di film su affettività e disabilità con la possibilità di confrontarsi liberamente sui temi trattati. La propone il progetto “Abbattitabù. Sesso, amore e disabilità? Supera il tabù e accendi la tua curiosità”, nato dalla collaborazione dei gruppi di lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili dell’Università del Salento e della Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione della ASL Lecce, nell’ambito di uno specifico protocollo d’intesa tra i due Enti. Dal 29 marzo al 24 maggio 2017, presso le Officine Cantelmo a Lecce, in programma quattro appuntamenti con pellicole più o meno note che saranno occasione per ragionare di argomenti spesso oggetto di tabù e stereotipi. 

“Abbattitabù” è infatti una sperimentazione, inserita in un percorso avviato da tempo dai due Enti, che vuole mettere al centro dell’attenzione la persona con disabilità in tutte le sue dimensioni: studio, lavoro, tempo libero e affettività. Sul tema dell’affettività delle persone con disabilità, in particolare, tabù e stereotipi sono diffusi sia tra le persone con disabilità che tra le persone normodotate. Da questa considerazione, grazie anche alla collaborazione con alcuni studenti universitari disabili che stanno seguendo un percorso di peer educator – Maria Stella Falco, Serena Grasso, Giacomo Linciano, Danilo Mi – è nata l’idea del progetto.

«L’Università del Salento crede molto in questo progetto», sottolinea la professoressa Eliana Francot, Delegata del Rettore alla Disabilità, «perché è riuscito a coniugare più aspetti per noi molto importanti. Grazie al lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili, si è lavorato in rete con il territorio attraverso la collaborazione con la ASL di Lecce, vi è stato un coinvolgimento attivo degli studenti disabili universitari, sono state promosse iniziative innovative affrontando tematiche spesso dimenticate con mezzi diversi – cassette postali, programmi alla radio, questa rassegna e molto altro. Siamo certi di contribuire così a un innalzamento delle conoscenze in materia e, in qualche misura, al miglioramento della qualità della vita dei nostri studenti non solo disabili».

«Si parla sempre più di affettività e sessualità nella disabilità», commenta la dottoressa Silvana Melli, Direttrice Generale della ASL Lecce, «con sempre maggiore consapevolezza da parte delle famiglie, dei servizi e le stesse persone con disabilità. Sul piano della vita quotidiana e del sostegno alla effettiva realizzazione di una propria vita affettiva e sessuale, però, in generale le persone con disabilità soffrono una condizione esistenziale di limitazione e restrizione. Occorre abbattere la credenza diffusa secondo la quale la dimensione sessuale e affettiva nei disabili è secondaria rispetto agli altri bisogni della vita: errore che fanno spesso familiari e amici, ma talvolta anche gli operatori del settore e non ultime le stesse persone con disabilità. La ASL Lecce, seconda in Italia, ha fatto proprie queste riflessioni istituendo il Servizio di Consulenza Sessuologica alle Persone Disabili all’interno del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitazione. L’equipe multidisciplinare che cura questo Servizio ha sviluppato tra l’altro varie collaborazioni con gli Ambiti territoriali, i Centri socio educativi e riabilitativi e, appunto, l’Università del Salento. Anche con questa rassegna vogliamo offrire un arricchimento culturale alla cittadinanza e agli operatori coinvolti, e in questo senso ci fa particolarmente piacere la disponibilità degli esperti che presenteranno i film e che condurranno i dibattiti, perché espressione concreta del mondo della disabilità. L’obiettivo è contribuire a far guadagnare salute, benessere ed equilibrio alle persone con disagi fisici, psichici o sensoriali».

Una prima fase del progetto “Abbattitabù” ha visto l’istallazione di quattro cassette postali presso punti nevralgici delle sedi universitarie (l’Ufficio Integrazione, la Biblioteca interfacoltà di Studium2000, le segreterie studenti di Palazzo Codacci-Pisanelli e del complesso Ecotekne) per raccogliere domande, curiosità e osservazioni sui temi della sessualità, affettività e disabilità. Le risposte, a cura dei peer educator dell’Ufficio Integrazione Disabili e degli esperti del Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili della ASL Lecce, vengono pubblicate la prima settimana di ogni mese sulla pagina Facebook 

 

Il programma della rassegna

 

Mercoledì 29 marzo, ore 18.30

“La sfida di Jace” (2004) di Stuart Gilard (commento al film di Marco Raho)

Jace Newfield è un ragazzino che sta gradualmente perdendo la vista. Non solo: è l’ultimo arrivato nella sua nuova scuola ed è già detestato da tutti i compagni di classe. Jace deve perciò escogitare un modo per farsi accettare, e per raggiungere il suo scopo decide di iscriversi alla squadra di wrestling dell’istituto…

 

Mercoledì 19 aprile, ore 18.30

“The sessions – Gli incontri” (2013) di Ben Lewin (commento al film di Serena Grasso)

Berkeley – California, anni ‘80. Il giornalista Mark O’Brien è costretto a vivere in un polmone d’acciaio, paralizzato dalla poliomielite. Quando il suo corpo inizia a trasmettergli desideri sessuali sempre più espliciti, l’uomo decide di ricorrere a una terapista specializzata, Cheryl Cohen Greene. Nelle sei sessioni con la donna Mark scoprirà la gioia del sesso e la scoperta del proprio corpo. Ma quando anche i sentimenti entrano in gioco, oltre alla mera questione fisica, la faccenda si complica per tutti. Ad ascoltare la confessione del protagonista c’è poi padre Brendan, prete diviso tra la propria religione e la comprensione delle effettive necessità del suo parrocchiano. Alla base di tutto c’è il documentario Breathing Lessons: The Life and Work of Mark O’Brien di Jessica Yu, che nel 1996 si aggiudicò addirittura l’Oscar. Ben Lewin, regista anch’egli affetto da poliomielite, dopo aver scoperto la storia del giornalista poi deceduto a 49 anni, ha deciso di realizzarne un film.

 

Mercoledì 10 maggio, ore 18.30

“Perdiamoci di vista” (1994) di Carlo Verdone (commento al film di Francesco Canale)

Gepy, conduttore televisivo, dopo un intervento polemico della giovane Arianna perde il posto. Arianna vive su una sedia a rotelle. Gepy la frequenta ed è coinvolto. L’uomo prova a tornare a fare televisione spazzatura, ma ormai profondamente cambiato rinuncia subito. Poi, ingenuamente, tenta di far guarire Arianna portandola a Praga, ma tutto è inutile. Deve, per desiderio della ragazza, abituarsi all’idea che la sedia a rotelle è parte di lei. Vengono evitati i cliché e descritti i problemi quotidiani dei portatori di handicap. Il film, oltre a denunciare la disorganizzazione del nostro Paese in fatto di strutture, mette l’indice sulle trasmissioni televisive che si servono delle disgrazie per fare ascolto.

 

Mercoledì 24 maggio, ore 18.30

“Un sapore di ruggine e ossa” (2012) di Jacques Audiard (commento al film di Salvatore Sgura)

Ali ha 25 anni, è grande e grosso, non ha un soldo e con il figlio di 5 anni, che era sinora vissuto con la madre, attraversa la Francia per arrivare in Costa Azzurra, dove vive la sorella, Anna, cassiera in un supermercato. Per guadagnare qualche soldo, comincia a lavorare come buttafuori in una discoteca dove una sera conosce Stephanie, la bella e piuttosto sprezzante addestratrice di orche del parco acquatico di Antibes. Poco dopo una tragedia sconvolge la vita di Stephanie, facendole perdere l’uso delle gambe. Ma Ali non se ne cura e per Stephanie il rapporto con quel gigante allo stesso tempo servizievole e anaffettivo diventa inaspettatamente il gancio che le serve per restare attaccata alla vita, che dopo il trauma le sembra invivibile.

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