“L’incredibile viaggio di Arturo Vieri” di Paolo Rocchigiani

“Nonostante tutto ebbi la sensazione di essere solo un forestiero, di far parte solo marginalmente di alcune di quelle storie.”

È ciò che sostiene il protagonista durante la sua avventura, L’incredibile viaggio di Arturo Vieri, scritto e pubblicato da Paolo Rocchigiani. Esso narra per l’appunto un viaggio “incredibile”, reso tale dal contatto di Arturo con diverse forme di vita aliene! Caduto in coma all’inizio della storia dopo l’incontro con una coppia di creature ostili, Arturo inizierà il suo viaggio, tra luoghi lontani e specie di ogni sorta, apprendendo a sue spese che non siamo affatto soli nell’universo. 

In sole cento pagine, l’autore ci offre un’avventura intensa e divertente, scagliandoci con la velocità di un pensiero tra le monotone strade terrestri alle infinite e misteriose vie del cosmo, alla scoperta di civiltà e segreti capaci di cambiare per sempre la vita di un singolo individuo. Consigliato a tutti gli appassionati di fantascienza, e a chi ricerca letture veloci con cui passare allegramente qualche ora.

Come nasce quest’opera letteraria?

In principio doveva essere un racconto breve, ma quando ho cominciato a scrivere buttando giù su carta le idee senza pensare a punteggiatura e badando poco a coerenti costruzioni sintattiche, Arturo Vieri ha cominciato pian piano a prendere vita insieme al suo strano e fantastico mondo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mi piace pensare che al mondo ci sia molto più di quello che riusciamo semplicemente a vedere con i nostri occhi: basta muoverci un po’, magari facendo un viaggio, grande o piccolo che sia, che ci accorgiamo, “sentiamo” che le “cose” o “gli altri” sono per lo più “diversi” e il “diverso” non può essere poi così male visto che anche noi rappresentiamo il “diverso” per qualcun altro.

Leggi il mio libro perché…

Il barrielimbo è un luogo ideale per scoprire nuove avventure e solleticare la propria fantasia inseguendo la verità olografica. E poi serve tutto l’aiuto possibile al Signor delle Parti per aiutare il povero Artuto Vieri! Riuscirà a tornare a casa?

Progetti futuri?

Attualmente mi diverto tantissimo ad alimentare il mio sito con nuove storie: a proposito, se vi va di dargli un’occhiata lo trovate l’indirizzo è: https://www.paololandia.it. Più in là ho in programma il seguito delle avventure di Arturo Vieri, mentre a breve, spero molto a breve, uscirà una raccolta di racconti non proprio convenzionali.

L’incredibile viaggio di Arturo Vieri  di Paolo Rocchigiani.

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“Mi sono raccolta” di Chiara Domeniconi

“Libertà è perdonare, innanzitutto se stessi, è mettersi nei panni degli altri, è ascoltare,non sentire quello che dicono gli altri. Libertà è condividere, è amare.”

Chiara Domeniconi, classe 1972, ha afferrato la sua vita e l’ha impressa sulle pagine di Mi sono raccolta, opera auto-pubblicata. Essa contiene una serie di testi scritti nel corso degli anni, tra riflessioni ed eventi personali anche drammatici – tra cui spiccano l’anoressia e la perdita del padre – capaci di trasmettere una varietà di sensazioni. Un grande mosaico fatto di molti tasselli, pezzi di una vita ricolma soprattutto di dolori, ma che non hanno mai spento il fuoco della sua voglia di vivere, di andare avanti ad ogni costo.

“Il coraggio è volontà, la volontà è decisione. Dipende da te, vuoi vivere? O esistere?”

Si tratta di un’opera ricca di suggestioni e di ricordi di un cammino di vita con le ferite al cuore in via di guarigione. Capitoli chiusi, ma mai dimenticati. In queste pagine si percepisce indubbiamente il bisogno dell’autrice di gridare al mondo il suo bisogno di vivere, anche contro tutti. Un modo coraggioso e brillante per dire: “Sono sola, ma sono viva e non mi arrendo”, guardando al futuro dopo aver impresso il passato in un flusso di parole.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce da un lungo periodo di sofferenza e da una vita difficile per non dire complicata.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Un messaggio di speranza che anche dai periodi più bui si può rinascere, anche migliori di prima.

Leggi il mio libro perché…

Perché spero di dare speranza anche ad una sola persona, di trasmettere il messaggio che un grosso dolore può essere l’occasione di trasformare la vita in una vita speciale per sé e per gli altri, dove si apprezza l’essenza delle cose e non l’effimero, di non abbandonare mai la volontà ma di coltivarla sempre.

Progetti futuri?

Ho in editing due libri che usciranno in primavera, uno è appena uscito…parteciperò alla Fiera del Libro di Torino e sono stata inserita nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei Italiani 2019, che uscirà a fine Marzo.

Mi sono raccolta  merita 4 stelle su 5: vuoi conoscere l’autrice? 23 Marzo 2019 a Modena, per rimanere aggiornati.

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“L’accordo sospeso” di Alessandra Rinaldi

Quante volte avete sognato di mollare tutto? Quante volte avete pensato che la sorte vi fosse ostile? Queste sono le domande di apertura del romanzo di oggi, L’accordo sospeso di Alessandra Rinaldi che scrive, praticamente, da sempre e vive in un piccolo paese sulle colline modenesi.

La trama è molto semplice, abbiamo come protagonisti Sara e Matt, le cui esistenze appaiono in apparenza complete ma che, purtroppo, si frantumeranno all’improvviso, come spesso accade nella vita e si ritroveranno accumunati dallo stesso dolore.

A fare da cornice a questa storia, c’è una terra magica dai colori sgargianti, Le Barbados, dove si può ritrovare sé stessi e la pace di un tempo percorrendo il percorso che il destino, sembra, abbia voluto assegnarli.

Sarà un intrigo ad avvolgere i protagonisti all’interno di situazioni che a momenti appaiono surreali, con una figura mistica che li accompagnerà in questo viaggio, Mama Rhea. Lei è una sensitiva che vive da sempre sull’isola e ne custodisce i più reconditi segreti.

La semplicità della storia potrebbe ingannare il lettore, infatti, ci saranno colpi di scena ed eventi inattesi che bene si amalgamano allo scenario caraibico scelto dall’autrice.

La storia è incentrata sui due protagonisti ma a fare da contorno ci saranno anche personaggi, diciamo, minori. L’autrice ci racconta una storia che è fatta di paure e difficoltà per ciò che un nuovo inizio porta con sé e di quella rinascita interiore che un po’ ognuno di noi conosce perché l’ha vissuta sulla propria pelle.

Come nasce quest’opera letteraria?

“L’accordo sospeso” è il risultato di un viaggio che si è trasformato in un sogno. Mi spiego: io adoro viaggiare ma, soprattutto, mi diverto a organizzare i miei viaggi. Me li “cucio” addosso. Ci lavoro per mesi: dal volo aereo adeguato ai miei orari, all’albergo o all’appartamento che più risponde alle mie esigenze, al noleggio auto più economico. Insomma, cerco di preparare tutto non tanto nei particolari, quanto piuttosto che soddisfi il “mio modo” di viaggiare.  Ed è proprio quello che ho fatto quando, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso di trascorrere una vacanza a Barbados. Per la prima volta, ho trovato un’isola che mi ha stupito in continuazione. Non solo per il paesaggio, siamo ai Caraibi quindi mi aspettavo scenari mozzafiato ma, quello che davvero mi ha colpito sono state le cose più semplici che rendono unica Barbados:  il sole che ti penetra e che diventa parte integrante del corpo e della mente; il mare che ti viene incontro invitante, gli animali che incontri dovunque e ti guardano con cautela, ma anche con curiosità e soprattutto il popolo, gente ospitale e sorridente che ti cerca ed è sempre disponibile. Barbados mi ha catturato, si è presa il mio cuore. L’ho trovata una terra magica ed è stata proprio questa magia che mi ha guidato nella stesura del romanzo: Mama Rhea, una donna anziana che racchiude nella memoria segreti e indiscrezioni dell’isola, Burke, persona considerata matta dagli abitanti, ma in realtà dolcissimo e protettivo. Un libro dove prendono vita alcuni personaggi che ho incontrato nella realtà (per esempio Burke) mescolati a piccoli accenni autobiografici dove, però, il personaggio principale rimane l’isola, con i suoi odori e i suoi sapori. Un romanzo di rinascita, di consapevolezza e di continue scoperte.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

È un romanzo di puro intrattenimento, quindi non ha messaggi reconditi. Sara, la protagonista, è una di noi. Sempre di corsa, non del tutto soddisfatta della sua vita, decide di mollare tutto e volare a Barbados. Quanti di noi, quotidianamente, pensano di mollare e prendersi una pausa? Ecco: “L’accordo sospeso” è la pausa della quale abbiamo bisogno.

Leggi il mio libro perché…

Per trascorrere alcune ore immergendosi nel sole e nel mare. Perché c’è un piccolo mistero da risolvere. Perché c’è tanta musica. Per rilassarsi. Perché è bello e ne vale la pena.

Progetti futuri?

Sto ultimando l’editing del mio secondo romanzo dal titolo provvisorio “Il mare dei segreti” e sto già scrivendo il terzo. Un libro che tratta di informatica, di hacker e programmi “violati”. Inoltre continuo a collaborare con due blog, scrivendo recensioni per libri di esordienti e non. E sto volando con la fantasia: mi piacerebbe aiutare gli scrittori emergenti, vorrei collaborare con le case editrici, vorrei un futuro all’interno dell’editoria … poi … mi sveglio e ritorno alla vita di sempre.

Numero di stelle 4 su 5 – L’accordo sospeso di Alessandra Rinaldi – Editore Genesis Publishing – 203 pagine – prezzo di copertina 10,60 euro.

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Gli “Ambientalisti Anonimi” di Maglie

Sono nata a Maglie ma cinque anni fa sono andata via, per ragioni di studio e di conseguenza anche lavorative. In realtà sono sempre attenta alla mia terra e poco tempo addietro ho scoperto gli Ambientasti Anonimi, un gruppo di persone che curano il verde della mia città, la città di Aldo Moro. Ho deciso di intervistarli, la curiosità fa parte della mia vita e le loro attenzioni verso il sociale sono degne di nota.

Chi sono gli “Ambientalisti Anonimi”? Perchè ‘Anonimi’?

Siamo un gruppo di persone accomunate dalla volontà di restituire dignità ai luoghi pubblici ripulendoli dall’immondizia. La scelta di rimanere Anonimi è legata soprattutto alla nostra presenza sui social dove il messaggio principale è che “non importa chi siamo, conta cosa facciamo“. Questo ci aiuta a minimizzare polemiche e individualismi. Non c’è nessuna esigenza di segretezza perché basta partecipare ai nostri eventi per “smascherarci”.

Come siete nati ?

Siamo nati una domenica mattina di Marzo dell’anno scorso quando un nostro amico, dopo varie serate passate ad interrogarci su cosa potessimo fare per “prenderci cura” del nostro territorio, ha creato un gruppo WhatsApp con tutti noi dal nome Salento Pulito e ci ha chiesto se la mattina successiva volessimo andare in campagna a raccogliere rifiuti. La mattina dopo siamo usciti tutti insieme armati di guanti e buste della spazzatura e da quel giorno non ci siamo più fermati.

Avete degli appuntamenti settimanali? Mensili?

Ogni domenica (meteo permettendo) organizziamo gli eventi di “AAzione“, cioè delle uscite ecologiche per ripulire luoghi invasi dai rifiuti e dall’inciviltà, di Maglie sporchi o trascurati dai rifiuti. Inoltre ci incontriamo con cadenza bisettimanale per discutere e decidere insieme nuove idee e attività future.

Come decidete la zona da pulire?

A volte è sufficiente guardarsi intorno per capire quali zone del paese hanno più bisogno di un intervento. Qualche volta raccogliamo segnalazioni on-line e in generale tentiamo di privilegiare le zone che sappiamo stare più a cuore ai Magliesi, come ad esempio nel caso degli ultimi eventi “AAzione”, dove il focus è nei dintorni del viale delle Franite, luogo simbolo di Maglie se nonché uno dei pochi lembi di aperta campagna ancora a disposizione dei cittadini.

Perché lo fate?

Il nostro scopo primario è sensibilizzare le persone alla cura dei propri spazi. Io sento mia anche una campagna dove vado a passeggiare, è un’idea che va oltre il concetto di proprietà e possesso. Vogliamo ridare dignità e bellezza al nostro territorio agendo “a valle” del problema per incoraggiare consapevolezza e prevenzione dello stesso “a monte”.

Qual è il feedback ricevuto?

La nostra community sui social è in continua espansione fin da quando abbiamo iniziato. Sempre più persone si interessano a quello che facciamo e i più motivati (per ora davvero pochi) hanno già iniziato a partecipare alle nostre passeggiate, ad ogni modo vorremmo dare a tutti modo di partecipare attivamente anche al di fuori delle raccolte, tutti possiamo collaborare per rendere migliore il posto dove viviamo e raccogliere rifiuti è solo il modo che noi abbiamo scelto. Un importante feedback su cui c’è ancora molto da lavorare è quello ricevuto dall’amministrazione comunale, che sa quello che facciamo e che, speriamo, ci dia una mano per poterlo fare meglio.

Quale messaggio volete trasmettere?

 Ciascuno di noi condivide una porzione di responsabilità quando si parla di inquinamento e di conseguenza non abbiamo particolari “nemici” da additare, i nostri più grandi nemici rimangono l’indifferenza, la compiacenza e la paura che hanno permesso che il Salento dagli anni 90 diventasse un’altra “terra dei fuochi” con tutte le conseguenze per la salute che ci troviamo davanti ogni giorno. Vogliamo dimostrare che è possibile dare un contributo al nostro territorio anteponendo un impegno dal basso, ma concreto, alle discussioni, alle polemiche e alle tifoserie politiche.

Sostegno del comune?

Su questo punto stiamo lavorando molto e facendo qualche progresso, ma siamo ancora lontanissimi da quella che è la nostra idea di collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Abbiamo aperto un dialogo col sindaco e con l’Assessore all’Ambiente, ma i risultati sono ancora scarsi.

 Conclusioni finali libere..

Speriamo di crescere sempre di più, incontrare nuove persone con le quali condividere la nostra missione ed eventualmente partecipare attivamente ai progetti di altre associazioni. Ultimamente nel Salento si sta formando una rete di associazioni attente alla salvaguardia dell’ambiente, e questo ci rende felici e ci incoraggia a fare del nostro meglio. Siamo aperti al confronto e auspichiamo la collaborazione tra tutte le nostre associazioni nel perseguimento dei nostri obiettivi comuni.

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“Poli all’equatore” di Cinzia Severino e Simone Licitra

Vivi e non lasciare agli altri la forza di decidere per te,

vivi e fallo da solo,

fallo tu.

Il “qui e ora” è di gran lunga migliore ad un: “poi domani si vedrà”.

Vi presento oggi con queste parole una brillante opera scritta a quattro mani: Poli all’equatore di Cinzia Severino e Simone Licitra, auto-pubblicato. Si tratta di una raccolta di poesie, pensieri, riflessioni e decisioni che contengono vari temi, ma in generale i due autori rivolgono lo sguardo dentro se stessi e sull’umanità in generale. Umanità oppressa da mille catene e difficoltà, che ogni giorno fanno inciampare e cadere molti di noi, mettono l’uno contro l’altro, mortificano lo spirito. Questi autori, di fronte a tutto ciò, giudicano, interrogano e spronano con le loro parole – come, fondamentalmente, fa ogni autore del nostro tempo – ad essere se stessi, sempre, a non seguire inutilmente “un gran gregge di pecore” e a trovare la forza di rialzarsi ad ogni caduta. Di vivere nel presente. Di osare sempre, senza temere il giudizio della massa.

Siamo tutti poli all’equatore, distanti, ma con qualcosa in comune“. Significa che abbiamo tutti una forza speciale nel nostro cuore, un potere che altri solitamente non vedono. Ognuno può esternarla a modo suo, e come nel caso di un autore, può raggiungere un sacco di persone e magari spronarle verso la stessa direzione.

Poli all’equatore punta senza dubbio il dito contro l’umanità che opprime se stessa, ma nel frattempo ne punta un altro verso la via giusta da seguire.

Consigliato a tutti coloro che cercano un consiglio profondo su come vivere e gioire per quello che ci circonda.

Come nasce quest’opera letteraria?

Poli nasce da una scommessa. Ho pensato a qualcuno con cui poter condividere questa partita, questo primo “mettersi in gioco”, e Cinzia è stata la prima persona a cui ho pensato. Non per simpatia o altro, davvero mesi fa conoscevo davvero poco di lei, ma per rispetto e stima del suo lavoro. Notando sul blog le sue parole, ho pensato potesse essere la migliore compagna di viaggio, di questo primo viaggio, solo andata. Abbiamo perciò deciso insieme di unire le nostre passioni, anzi la nostra passione. Nero su bianco, così diversi giungere ad un luogo comune. Il cuore di chi legge, che è poi un po’ anche il nostro. 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

I messaggi sono diversi proprio perché il genere scelto per scrivere non è un romanzo. Si tratta di poesie e racconti scritti in base ai nostri vissuti. Sicuramente da questo libro si può trarre forza e sicuramente da parte nostra la forza è la prima cosa che vogliamo comunicare ai nostri lettori. Si dice che nulla sia per sempre quindi neanche il dolore lo è. Poli all’equatore vuole essere una spinta motivazionale oltre che un’emozione dopo l’altra.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il nostro libro perché è un vero e proprio viaggio. Se hai bisogno di partire senza sapere dove andrai a finire ma sapendo che la meta raggiungibile può aiutarti ad evadere per un po’ da una costrizione quotidiana di malessere o semplicemente di debolezza passeggera allora parti con noi. Nessuna scadenza di biglietto, solo due compagni di viaggio pronti a raccontare, mentre tu con lo sguardo fissi fuori dal finestrino.

Progetti futuri?

Cinzia: Progetti futuri? Ne ho molti. Quello più vicino a quello che desidero oggi è sicuramente la stesura di un nuovo libro che parli di realtà vissute, ma questa volta non in prima persona. Ci vorrà tempo, non faccio le cose tanto per farle, faccio le cose per fare in modo che lascino un segno, quindi per ora continuerò a sviluppare il tutto nella mia cameretta sperando di arrivare a dei firma copie, continuando a fare compagnia ai miei followers di Instagram. Loro mi danno sempre una grandissima forza di volontà per non smettere mai di scrivere, nonostante ad oggi, come già detto, non sia semplice.

Simone:In cantiere, personalmente, ho la stesura di una grande idea, versione romanzo. Una storia che nulla a che vedere con Poli, un altro viaggio, un’altra corsa, che ancora non ho idea di dove possa portarmi. Sì, ho ancora voglia di viaggiare, e questo credo sia un altro biglietto di sola andata.

Poli all’equatore di Cinzia Severino e Simone Licitra  merita 5 stelle su 5.

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“Altea, figlia di Glitter” di Stefano Carloni

«Se questo è il tuo destino, pregherò affinché tu abbia la forza di compierlo sino in fondo».

Anno 2265 d.C. In quest’epoca lontana ha inizio la vicenda di Altea, figlia di Glitter, terzo capitolo della Trilogia delle Fate di Stefano Carloni, pubblicato con Youcanprint. L’autore immagina tra queste pagine un futuro drammatico per gli uomini, dopo che la Guerra Totale ha devastato il mondo e spinto l’umanità a riorganizzarsi sotto nuovi regimi per proseguire. Nella Foresta di Dean, nel frattempo, il popolo delle fate è guidato dall’onnipotente regina Oaky, che nutre un odio profondo per gli umani fin dalla morte del suo amato Danny. Oaky ha rinunciato alla sua vecchia identità e ora trasmette l’odio alle sue compagne, spingendole a periodici atti di crudeltà contro la razza nemica; ma nel frattempo deve prendersi cura di Altea, la nuova Fata delle Rose figlia della grande Glitter. Nessuno sa, tuttavia, che Altea è stata prescelta dalla Madre delle Fate – figura leggendaria a cui nemmeno le stesse fate credono – per una missione che deciderà il futuro del mondo stesso.

L’autore, oltre a sorprenderci con un notevole salto nel futuro, rimette ancora una volta a confronto due mondi: due razze che, seppur diverse, sono accomunate dall’amore e dall’odio. Da un lato l’umanità, divisa tra l’umile gente che cerca di tirare avanti tra le macerie della guerra, e gli uomini al vertice del potere, che nella loro arroganza aspirano a ottenerne sempre di più. Dall’altro le fate, spinte ingiustamente verso l’odio e la sofferenza per le colpe di una sola, ma che con il tempo scopriranno di poter ancora nutrire sentimenti positivi. Attraverso poche pagine, intervallate da illustrazioni sorprendenti, conoscerete una grande storia ricolma di coraggio, amore, rinascita e perdono. E di speranza, nei confronti di un futuro più radioso per tutti.

Altea, figlia di Glitter si rivela, in definitiva, la degna conclusione di questa saga, che non deluderà chi ha saputo intrattenere fino a questo punto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera è il capitolo conclusivo della mia Trilogia delle Fate: tre fatine per tre romanzi.

Nel primo volume, “Glitter, avventure di una fatina”, abbiamo fatto la conoscenza di Fata delle Rose, una piccola creatura che, annoiata dalla tranquilla vita in una foresta inglese, ai primi dell’800 decide di esplorare il mondo; conosce un bambino di nome Charlie – che diverrà il famoso scrittore Charles Dickens – il quale la chiama Glitter e le insegna tutto sulla società degli umani, in primo luogo a distinguere fra il bene e il male e a schierarsi sempre in difesa dei deboli e degli innocenti.

Dopo due secoli di peregrinazioni, Glitter torna nella foresta natìa come Regina delle Fate, e qui comincia il secondo volume, “Nome in codice: fata”: entra in scena Fata delle Querce (nome umano Oaky), che per più di un anno collabora con il servizio segreto britannico dando la caccia a pericolosi terroristi in coppia con un giovane umano di cui si innamorerà perdutamente e con un finale tragico.

Questo terzo e ultimo capitolo, “Altea, figlia di Glitter” mostra già nel titolo chi ne sarà la protagonista: è Altea, la nuova Fata delle Rose. Dopo la morte di Glitter, Oaky è divenuta la nuova Regina, e ha trasformato il Popolo delle Fate in un esercito di guerriere che perseguita e uccide i pochi umani sopravvissuti alla futura Guerra Totale; solo Altea si oppone al suo regno di terrore, e per questo viene scacciata dalla Foresta di Dean. Grazie all’amicizia di alcuni umani, la piccola fata intraprenderà un lungo viaggio sino ai confini di un mondo in preda all’anarchia e al caos, inseguita da Oaky e dalle sue sorelle, per riportare la pace tra Fate e Umani… anche a costo della sua stessa vita.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I messaggi che vorrei trasmettere con quest’opera sono due.

In primo luogo di non aver paura di affrontare la sofferenza: Oaky (Fata delle Querce) è tormentata nell’intimo dall’incapacità di elaborare il lutto per la duplice perdita prima del suo amato (l’agente dell’MI6 Danny Josephson ucciso dagli iraniani durante una missione di controspionaggio nel XXI secolo) e poi della sua preziosa amica Glitter (che duecento anni dopo è giunta al termine della sua lunghissima esistenza fatesca), e per questo è vittima di una vera e propria “sindrome bipolare”, alternando momenti di calma, lucidità e persino apertura nei confronti degli umani a fasi di collera cieca; una patologia mentale da cui solo Altea, la piccola guaritrice, potrà salvarla costringendola alfine a fare i conti con se stessa.

Il secondo messaggio è un invito alla speranza e alla fiducia nel futuro: anche in quest’epoca di nuove guerre fredde e di conflitti internazionali, dobbiamo coltivare le virtù della giustizia e della tolleranza verso chi ci appare estraneo, comprendendo che l’unica distinzione che conta non è quella tra fate e umani o tra americani e russi, ma è quella fra buoni e cattivi (come Altea impara quando il villaggio che l’ha ospitata viene assalito da una banda di briganti). Se sapremo praticare giustizia e tolleranza, potremo attraversare questi tempi di ferro e vedere l’alba di un nuovo mondo, in cui il genere umano sarà finalmente unito e in pace.

Leggi il mio libro perché… è la degna conclusione di una trilogia piena di avventura e di amore, una cavalcata attraverso i secoli e i continenti in compagnia di tre piccole creature dal cuore grande.

Progetti futuri? Per ora tradurre e pubblicare in inglese la Trilogia delle Fate, un progetto niente male quanto a difficoltà; poi… chissà? Come dice quell’ottimista di James Bond, mai dire mai.

Altea, figlia di Glitter  merita 4 stelle su 5.

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