Cinquanta metodi per promuoversi online

Il covid-19 ci blocca? BENE! I libri NON si fermano MAI!

Ecco perché nasce l’esigenza di SAPER comunicare BENE ONLINE.

Non sai da dove cominciare? Ci son io per questo!

Ho pensato a cinquanta metodi per promuoversi online: contattare i giornali, richiedere interviste, utilizzare bene facebook o instagram, scegliere il social adatto, scegliere quali giochi fare con i lettori, capire come incuriosirli, richiedere ma con garbo le recensioni, comprendere l’importanza di un piano editoriale e come svilupparlo.

Il corso contiene:

  1. Cinquanta consigli di promozione online
  2. Tre esercizi che faremo insieme
  3. Un manuale cartaceo che ti spedirò
  4. Un attestato di partecipazione
  5. Una lista di giornali da contattare
  6. Una lista di libri che ti consiglierò per la tua formazione a casa
  7. Una lista di strumenti consigliati per la produzione dei tuoi contenuti
  8. Tre ore di lezione con me.

Ci vedremo su Skype il 21 Novembre dalle 10 alle 13, con largo spazio alle domande.

Se prenoti il corso entro il 7 Novembre pagherai IL CORSO COMPLETO 79 euro; oltre il 7 Novembre il corso aumenterà di prezzo. Se consigli il corso a un collega autore, potrai ottenere 10 euro di sconto.

Metodo di pagamento: postepay, paypal o iban.

Per domande, riflessioni, iscrizioni: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

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“La famiglia Karnowski” di I.J. Singer

La famiglia Karnowski è un testo che mi ha tenuto compagnia per un mese, generalmente un testo così lo avrai letto nella metà del tempo ma ho voluto centellinare le pagine, le emozioni.

È un testo che mi è stato regalato dal mio migliore amico Achille, lui sì che mi regala sempre testi validi per il mio cuore. Famiglie, storie, tre generazioni, mestieri, i viaggi, l’Europa, poi l’America, un finale che non mi sarei mai aspettata.

È un testo che ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, un grande classico che vi accompagnerà secondo me durante le vostre giornate. Un testo coraggioso, intimo, denso. 

Il lettore potrà immergersi nell’affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski.

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Lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l’intera storia familiare.

Un libro che DOVETE LEGGERE!

LEGGILO! >> Lo trovi qui >> AMAZON

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“Il diario del silenzio” di Martina Vaggi

“Il panico dell’infermiera era palpabile, così come la sua profonda ansia. Dentro di lei si muovevano varie cose: paura di non essere all’altezza della situazione, dolore per ciò che i suoi occhi vedevano tutti i giorni e non riuscivano ad accettare, un’ansia che aveva a che fare solo in parte con la situazione che stava vedendo. Era anche l’ansia di chi sta crescendo troppo in fretta e si sta perdendo.”

Martina Vaggi esordisce con una raccolta autopubblicata di tutto rispetto, in questo anno così drammatico: un 2020 che ci ha oppressi, fin dalla sua alba, con l’ansia e la paura generati dal dilagare della pandemia da COVID19, e le conseguenze a livello globale. Il diario del silenzio raccoglie cinquanta storie ambientate in questo clima, in particolare nei mesi del lockdown: cinquanta episodi, cinquanta vite, cinquanta punti di vista; cinquanta paia di occhi che hanno visto da vicino l’incrementarsi del numero di contagi, di vittime, di mutamenti della società su ogni livello. Tra ricoveri ed emergenze, chiusure di attività e smarworking, tra crisi e speranza per un domani migliore – tra rassegnazione e fede – l’autrice ci mostra tutto l’impatto avvertito dalla società in un evento mondiale senza precedenti, attraverso la cronaca dei singoli individui.

Uno stile pulito, scorrevole e profondo al punto giusto che ci narra storie reali, ci parla di vite comuni, vissute da qualcuno che potrebbe vivere accanto a noi senza nemmeno saperlo, o in cui possiamo rispecchiarci. Uomini, donne e bambini la cui storia, impressa su carta, permetterà a tutti quanti – a chi ancora ha la fortuna di essere rimasto lontano da questo male dilagante – di scoprire cosa significa trovarsi (ed essersi trovati) là fuori. Prima, durante e dopo il lockdown.

E ancora oggi.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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Come nasce questo libro?

Durante i mesi della quarantena, ogni giorno pubblicavo un post sul mio blog “Pensieri surreali di gente comune” dove contavo i giorni di reclusione e annotavo pensieri sull’evolversi della situazione. Era come un diario, dove segnavo la data e numeravo i giorni di reclusione. Un giorno, la mia migliore amica, infermiera in un reparto Covid, mi disse: “Dovresti scrivere un libro su tutto questo, lo sai?”.

Aveva ragione. Ma il libro non poteva essere improntato sui miei pensieri, doveva basarsi sulla testimonianza di chi aveva vissuto il Covid in prima linea (infermieri, medici, operatori sanitari), di chi ne aveva subito le conseguenze economiche (imprenditori, aziende, dipendenti), di chi aveva rivoluzionato il proprio modo di lavorare (gli insegnanti, lo smart working, gli psicologi, gli educatori, le persone comuni): il libro doveva parlare anche di chi aveva cercato di dare conforto, anche attraverso la fede, la terapia o il volontariato. Doveva parlare dei pazienti, dei parenti che non hanno potuto star loro vicino quando sono venuti a mancare. Doveva parlare di quel silenzio spettrale che ha circondato le città per mesi.

Il libro doveva riguardare varie regioni e città italiane, per dare un quadro generale di come il periodo del lockdown avesse influito sull’Italia intera. Per questo ho cercato persone che avessero vissuto esperienze, le ho ascoltate e ho creato dei racconti su di loro: ogni racconto inizia con una data, un nome di città /paese e della regione in cui si trova.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Per scrivere questo libro io ho ascoltato la testimonianza di quarantacinque persone. Poi mi sono messa nei loro panni per poter scrivere di loro.

Ascoltare, mettersi nei panni degli altri.

Sono due azioni che non abbiamo più l’abitudine di compiere.

Quello che cerco di dire è che ogni persona è un mondo da scoprire: ogni persona ha le proprie ragioni, conosce i motivi che la spingono a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro. E l’unico modo che abbiamo per capire veramente una persona è ascoltarla. Questo oggi non succede più: spesso e volentieri la comunicazione fallisce o è inesistente proprio perché la maggior parte delle persone non è intenzionata a comunicare con altri, quanto a parlare solo di se stessa, a voler avere ragione a tutti i costi. Questo è quello che è emerso in maniera evidente durante la quarantena, attraverso la comunicazione sui social.

La quarantena, poi, ha messo in evidenza un altro aspetto: non siamo più abituati a restare da soli con noi stessi, a fermarci, a guardare agli sbagli che commettiamo noi: siamo ormai abituati a puntare il dito sugli altri, a scaricare su di loro colpe nostre che non riusciamo ad affrontare.

Guardarsi dentro, affrontare i propri sbagli, crescere. Questo è un percorso che dovremmo tutti fare per poter essere persone migliori. Per questo la spiritualità è un tema che tocca le pagine di questo libro in vari punti.

Leggi il mio libro perché…

Perché parla di te, di me, di noi. Parla di un momento storico che ci ha coinvolti tutti, allo stesso tempo, nello stesso modo. Tutti abbiamo subìto il lockdown, in un modo o nell’altro e la crisi economica che ne è derivata: molti hanno vissuto la malattia o hanno perso qualcuno senza potergli tenere la mano.

Questo libro riguarda tutti noi e tocca ognuno di noi nel profondo, perché molte esperienze che vi sono racchiuse sono state vissute da altrettante persone.

Progetti futuri?

Una delle cose che ho imparato durante la quarantena è che l’unico momento che abbiamo a disposizione, l’unico momento che conta veramente vivere è il presente. Per il momento, quindi, mi vivo il presente, cercando di divulgare il libro il più possibile.

Conclusioni…

Ci sono segni più profondi rispetto a quelli lasciati dalle mascherine che, alcuni, hanno dovuto indossare per dodici ore di fila. Spero di essere riuscita a rendere al meglio le emozioni, i sentimenti, il dolore, quella profonda umanità che ci lega tutti e che è emersa da ogni persona che ho ascoltato.

E-BOOK

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Ti lascio. Vado via.

Ti lascio. Vado via.

Ti lascio. Non sei fatto per me.

Ti lascio. Il resto non m’interessa.

Ti lascio. Ho bisogno di aria.

Ti lascio. Non sono la persona giusta.

Ti lascio. C’è vita fuori da quella porta.

Ti lascio. La faccenda è complessa.

Ti lascio. Amo un’altra persona.

Ti lascio. Sto meglio sola.

Ti lascio. La meccanica non m’interessa. Cit.

Ti lascio. Non ti lavi abbastanza.

Ti lascio. Sei disordinata.

Ti lascio. Lavori troppo.

Ti lascio. Sei troppo pigra.

Ti lascio. Ti ho tradita.

Ti lascio. Vado altrove.

Ti lascio. Non ti amo più.

Ti lascio. Mi ami troppo.

Ti lascio. Possiamo rimanere amici.

Ti lascio. Siamo troppo amici.

Ti lascio. Ho bisogno di cambiare.

Ti lascio. Mi annoi.

Ti lascio. Sei troppo estroversa.

Ti lascio. Sei introverso.

Ti lascio. Non sei abbastanza.

Ti lascio. Il resto non m’interessa.

Ti lascio. Ho bisogno di aria.

Ti lascio. Non sono la persona giusta.

Ti lascio. C’è vita fuori da quella porta.

Ti lascio. La faccenda è complessa.

Ti lascio. Amo un’altra persona.

Ti lascio. Sto meglio sola.

Ti lascio. La meccanica non m’interessa. Cit.

Ti lascio. Non ti lavi abbastanza.

Ti lascio. Sei disordinata.

Ti lascio. Lavori troppo.

Ti lascio. Sei troppo pigra.

Ti lascio. Ti ho tradita.

Ti lascio. Vado altrove.

Ti lascio. Non ti amo più.

Ti lascio. Mi ami troppo.

Ti lascio. Possiamo rimanere amici.

Ti lascio. Siamo troppo amici.

Ti lascio. Ho bisogno di cambiare.

Ti lascio. Mi annoi.

Ti lascio. Sei troppo estroversa.

Ti lascio. Sei introverso.

Ti lascio. Non sei abbastanza.

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Drabble con Mosaico Edizioni

UDITE! UDITE!
Arriva una nuova raccolta firmata MOSAICO EDIZIONI.
Di cosa si tratta? DRABBLE!

Il drabble è una piccola opera narrativa della lunghezza di cento parole, la cui peculiarità risiede proprio nella sua brevità, entro la quale l’autore deve riuscire a dimostrare la propria abilità di esprimere le proprie idee in uno spazio estremamente ristretto.

Come si partecipa?
Si scrive un racconto, poesia, filastrocca di 100, massimo 150 parole. (Siamo flessibili!)

Dunque?
Mandi il tuo file via e-mail.


Cosa ottiene l’autore?
1) Scheda di valutazione del suo scritto dove ci saranno consigli o suggerimenti per migliorarsi.
2) Editing del testo inviato
3) Pubblicazione all’interno del libro
4) UNA COPIA CARTACEA SPEDITA DIRETTAMENTE A CASA PROPRIA.

Quanto si paga? 30 euro!

Qualora l’autore poi avesse voglia di prendere altre copie, sarà applicato il 25% di sconto.

Puoi partecipare e inviare la tua opera entro il 30 Novembre!
Qualora volessi partecipare con più scritti, saremmo felici di farti un preventivo personalizzato con un piccolo sconto. 🙂

Ti piace l’idea di una raccolta DRABBLE?
Noi non vediamo l’ora!

P.S.
Ci impegneremo anche per organizzare nei prossimi mesi una bella presentazione tutti insieme!!

Ah ricordiamo che l’obiettivo delle nostre raccolte è raccogliere fondi per l’Associazione che seguiamo ormai da anni “Dalla parte dei più deboli”.

Non ci credi?
Ecco la nostra donazione (sempre con Mosaico Edizioni)

ARTICOLO

INFO: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

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L’amore è per sempre

L’amore è per sempre. Lo sapevi?

No, non sempre è così però, quello per un genitore o per entrambi, può durare per tutta la vita e anche oltre.

Così questa estate ho deciso di produrre il calco di due mani: la mia e quella della mia Mamma, così tra anni e anni, la guarderò e mi ricorderò di quel pomeriggio d’agosto in cui siamo state ferme per 6 minuti, strette, vicine, come non mai.

L’idea m’è venuta una notte e la mattina mi son detta. Why not?

Così ho acquistato un piccolo kit: gesso (unito con dell’acqua), si mescola e si inseriscono le mani, si rimane ferme da 4 a 6 minuti e infine si tolgono le mani, così si lascia riposare per un giorno, si stacca dal secchiello e…. le mani son uscite fuori.

Poi si può levigare, pulire, pitturare, decorare. (Per questo m’ha aiutato il mio Babbo che ha contribuito all’operazione)

Io non sono molto precisa, ahimè e l’ho voluto lasciare al naturale.

La mia mano unita a quella più grande della mia Mamma.

M’è piaciuto tanto come esperienza e… io la consiglio.

Si può fare con chiunque ovviamente.

Il mio amore è la mia Mamma, il mio cuore batte per lei da 27 anni e nell’ultimo periodo della mia vita, periodo di cambiamenti, ho riconfermato ancora una volta che è il faro della mia vita.

Non costa molto e vi assicuro che l’emozione è ASSAI………

PROVARE PER CREDERE?

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